domenica 24 febbraio 2019

Fumo di tabacco. Il 37% dei minorenni fuma.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-02-24.

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In Italia la commercializzazione del tabacco è appannaggio di un monopolio statale.

Siamo al paradosso.

Lo stato introita 1.569 miliardi di euro di imposte sulle vendita del tabacco e ne spende un po’ più della metà per fare propaganda contro il fumo. Propaganda affidata in passato agli amici degli amici.

Una tassazioni esorbitante, che ovviamente è aggirata ogniqualvolta possibile.

Italia. Contrabbando di sigarette, un danno da 822 milioni di euro.

Se lo stato fosse meno ingordo e si accontentasse, il contrabbando non sarebbe più redditizio ed alla fine lo stato ci guadagnerebbe.

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I minorenni che fumano sono il 37% rispetto ad una media europea del 24%.

Per molti è tanto, per altri è poco. Molti dicono: meglio il fumo di tabacco che l’etile e la droga.

La questione del fumo è inquinata da una severa componente politica, tanto che in alcune nazioni ha portato a decise prese di posizioni.

Ong. Tempi durissimi. India avvia inchiesta sulla Bloomberg Philanthropies.

«India has been investigating how Bloomberg Philanthropies, founded by billionaire Michael Bloomberg, funds local non-profit groups for anti-tobacco lobbying, government documents show, making it the latest foreign non-government organization to come under scrutiny»

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«they were acting against India’s national interests»

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In sintesi.

Cannabis. L’uso nell’adolescenza induce depressione e suicidi nell’adulto.

In modo concomitante alla campagna contro il fumo di tabacco si è sviluppata quella a favore del fumo di cannabis, quasi che mentre il primo condurrebbe a morte certa il secondo possa prolungare la vita.

Fumare cannabis fa molto liberal, mentre fumare tabacco è out: roba da identitari sovranisti.

La cannabis fa guadagnare gli spacciatori, il tabacco solo qualche contrabbandiere.

Sarebbe a nostro sommesso parere più proficuo ripartire tra fumatori e persone che non gradiscono il fumo: sarà ben possibile convivere.

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Constatiamo sommessamente solo un aspetto.

Il fumo di sigarette è stato a lungo demonizzato, e con esso i fumatori, più per un motivo politico che di reale salute pubblica. La cannabis è ben più pericolosa, ma il suo fumo è considerato essere ‘in’.

Se il fumo concorre a rendere più esposti a molte patologie, sarebbe altrettanto vero l’ammettere che non ne sia la causa. Nel converso, il fumo di cannabis erode i poteri mentali ed è causa di suicidio.

Infine, se il 37% della popolazione ha l’abitudine di fumare, un qualche diritto dovrebbe spettare ad una così grande percentuale: sarebbe pura e semplice democrazia.

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Sul tabacco grava un onere fiscale minimo, accisa più Iva, del 95.62%. Poi,  a seconda di tipo e marca, si va in salita.

L’Agenzia Dogane e Monopoli da le seguenti cifre.

«Tutte le categorie sono assoggettate all’IVA nella misura del 22% del prezzo di vendita al pubblico al netto dell’IVA stessa e all’accisa che varia in relazione alla categoria.

L’accisa, per tutte le categorie, tranne che per i tabacchi da inalazione senza combustione che sono assoggettati a un’accisa specifica per unità di prodotto (pezzo), è correlata al prezzo di vendita.

Qualora i prodotti provengano da Paesi terzi, cioè non appartenenti alla Unione Europea, si applica il dazio.

Il prezzo finale di vendita al pubblico di un prodotto risulta dalla somma delle seguenti componenti: IVA, Aggio, Accisa e Quota al fornitore. Quest’ultima è residuale rispetto al prezzo scelto dal produttore.

Le aliquote di base per il calcolo dell’accisa sono:

– Sigarette 59,1%

– Sigari e Sigaretti 23%

-Trinciato a taglio fino per arrotolare le sigarette 58,5%

– altri tabacchi da fumo 56%

– tabacco da fiuto e da mastico 24,78%

Per le sigarette è previsto un onere fiscale minimo (Accisa + IVA) pari a euro 175,54 per chilogrammo convenzionale pari a 1.000 sigarette

Per i sigari, i sigaretti e il tabacco trinciato a taglio fino da usarsi per arrotolare le sigarette, è fissata un’accisa minima rispettivamente di euro 25 per 200 pezzi, euro 30 per 400 pezzi ed euro 120 per Kg.

Lo Stato, quindi, interviene nel settore in modo deciso fissando un livello di tassazione che, per le sigarette, supera il 77% del prezzo finale.

Per chi fosse interessato a conoscere esattamente le componenti del prezzo dei prodotti, si riportano, per ciascuna categoria, le relative tabelle di ripartizionefissate con provvedimento dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli e pubblicate su questo sito:

Sigarette – pdf»

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«gettito dell’imposta sul consumo dei tabacchi ammonta a 1.569 milioni di euro (+46 milioni di euro, pari a +3,0%);» [Bollettino Entrate Tributarie]

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Minorenni che fumano, Italia prima in Europa

Sono il 37% rispetto ad una media del 24%. Svezia e Irlanda al 13% e Islanda al 6%

Un altro di quei primati di cui l’Italia farebbe volentieri a meno. Il grafico sopra mostra, infatti, la percentuale di minorenni che fumano.

Quanti sono i minorenni che fumano

La percentuale è calcolata sul totale dei ragazzi tra i 15 e i 16 anni. A questi è stato chiesto se avessero fumato almeno una sigaretta nella settimana precedente. Purtroppo i minorenni che fumano in Italia sono il 37%: la percentuale più alta in Europa (almeno tra i Paesi presi in considerazione dallo studio dell’Ocse).

Nell’Europa a 25 la media è stata fissata a quota 24, che è comunque una media altissima: significa che in media quasi un quarto dei 15-16enni europei fuma. Sopra questa percentuale ci sono soprattutto Paesi dell’Est ma anche Francia e Austria che si fissano rispettivamente al 26 e 28%.

Più tasse meno fumo?

Come combattere il dilagare del tabagismo? Le sigarette elettroniche non sembrano riuscire ad allontanare un fumatore incallito dal suo pacchetto di bionde, come Truenumbers ha spiegato in questo articolo. Forse più efficace è la strada “economica”. Alzare le tasse, è stato dimostrato in America, riduce effettivamente il consumo di tabacco. Ma, in Italia, almeno, anche questa strada non sembra avere raggiunto particolari risultati, vista una così alta percentuale di minorenni che fumano.

In ogni caso i Paesi europei più virtuosi sono del Nord Europa: Irlanda e Svezia sono gli ultimi nella classifica dei minorenni che fumano, entrambi a quota 13%. Ma ancora meglio di loro fa l’Islanda (non compresa nel grafico sopra) che è addirittura ad appena il 6% di ragazzini con la sigaretta in bocca.

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