venerdì 20 aprile 2018

Se avessi potuto ...

Non ne faccio e non ne farò una malattia, ma se avessi potuto sarei andato volentieri al Salone del Mobile di Milano: e non certo per vedere o essere visto da Salvini, così come non ho visto Berlusconi mi pare fosse nel 2009, dopo il terremoto de L'Aquila. E' dal 1982 che ogni anno mi sono recato al Salone e avrò perso sì e no tre o quattro edizioni, forse cinque: ma non muore nessuno. Me ne faccio una ragione: soldi per venire non ne avevo, il mercato e la rete distributiva, ossia i posti dove vendere e dove devono recarsi i potenziali clienti, sono tutti, a mio parere, da rivedere e questo ancor prima di sapere "che cosa passa il convento". La mentalità levantina, dei commercianti, è come quella di certi politici: ci sono i politicanti, le meteore, che durano come certe farfalle, solo un giorno. Nel mondo dell'arredamento è più o meno la stessa cosa: chi c'è stato, e mi riferisco segnatamente ai giorni dedicati agli operatori del settore, sa bene che è come una sagra paesana, e con tutto il rispetto per le sagre e i paesi, c'è da dire che gli espositori non vedono molto in là nel tempo, non fanno progetti a medio termine. La cosa buona è che di norma c'è esposto il meglio, che deve catturare le attenzioni dei visitatori, che diventano in tanti casi i clienti del momento piuttosto che , ad esempio, i partner per futuri acquisti: in tanti casi ho visto migliaia di euro passare che so dai russi ai mobilieri veneti, per poi brindare con prosecco e degustare formaggi e salumi. Ed è giusto così, però mi sia consentito di sostenere che ci vuole altro, e non solo per ciò che riguarda la realtà italiana, ma anche per quella estera. Capisco che con alcune vendite ti raddrizzi la schiena, risani il bilancio, ti proietti già ai saloni di Mosca o dell'estremo oriente, e che se giochi bene le carte partecipando a diverse esposizioni vivi bene, così come so che non è indolore il costo per partecipare a queste manifestazioni. Ma la mia osservazione vuole mettere in luce che tu, artigiano del mobile o industriale, rappresenti, se vendi solo ai russi o agli stranieri, ben poco: perché tu e la tua azienda siete quattro gatti, perché ti fa schifo vendere i mobili in Italia (che poi è la tua patria) forse perché pensi che la gente non apprezzi le tue fatiche e il tuo ingegno. Allora ti dico che se siamo invasi dal ciarpame di certe aziende, se per gli italiani che devono comprare  i mobili conta solo il prezzo (che chissà perché per altro tipo di acquisto conta molto meno), è perché tu e i tuoi, ve le cantate e suonate da soli, non fate informazione. Sembrate quel tipo di persone, quei pseudo giornalisti, che testano le auto in tv: cazzo, vanno tutte bene. Mai e poi mai che abbiano dei difetti o che siano fatte male. Per i mobili basterà leggere i redazionali di qualche lecchino, gente che non sa neanche come si realizza un divano o una cassettiera, per capire che tutto è bello e tutto è conveniente. Logico che per acquistare o lo trovi da qualche pseudo venditore di mobili on line, di quelli che fanno la raccolta e dovrebbero avere a catalogo tutti i mobili ...ma con un po' di sconto, oppure te li vendono loro. E così che quattro gatti ingrassano a dovere. Ditemi dove sono i posti di lavoro. Ditemi dove sono i punti vendita ... Ma non quelli aziendali. Vorrei vedere negozi veri, non gente che si nasconde dietro le griffe , persone che amano il mobile, che te lo spiegano, che ti dicono i pregi e i difetti. Avevo una regola, e che vale anche per altro tipo di vendita, di commercio, e che mi piace ripetere: 
dimmi un motivo, una ragione, per cui dovrei acquistare questo mobile o questa sedia o quest'auto o quello che vuoi; ma poi dimmi anche i motivi e le ragioni per cui non dovrei comprare. Per certi versi è come la scritta che compare in certi siti, laddove sei invitato a sostenere il sito, ma subito c'è anche la scritta "fallo solo se ci credi". 

martedì 17 aprile 2018

e chi se ne frega!

Quando dieci o quindici anni fa mi sono trovato in condizioni di vera e propria indigenza, non ho trovato nessuno che mi abbia voluto dare una mano. Intendiamoci bene: non è che le cose siano tanto cambiate da allora a oggi, dato che oggi, per esempio, sono qui a scrivere o come direbbe qualcuno a cazzeggiare , mentre dovrei essere al Salone del Mobile di Milano, o comunque cercare di riprendere a lavorare o di trovare un altro lavoro. Purtroppo non è semplice per gli over 55, e ancor di più per chi è stato dichiarato fallito , e moltissimo per chi non ha imboscato soldi. Non solo: la totale mancanza di risorse mi impedisce per esempio di poter pagare l'assicurazione , e infatti l'auto è ferma (non in strada, perché con gli autoscanner sono sicuro che, anche se posteggiata la beccano di certo); oltre ciò, dei soldi per poter mettere carburante e spostarmi nell'isola e svolgere il lavoro; e ce ne vogliono di più per altri progetti collegati,sempre, col settore dell'arredamento. Ora capisco bene se uno mi dice "e chi se ne frega": so bene che ognuno ha le proprie gatte da pelare, e alcune di queste sono molto difficili oltre che , in tanti casi, molto personali e intime tanto che si ha difficoltà solo a parlarne. So che tutti dobbiamo avere una nostra scala di valori, e che è bene sapere cosa va fatto e cosa può aspettare, e se possiamo o no esporci con gli altri e dare una mano o se è meglio non lasciarci coinvolgere. Per questo non ce l'ho con chi mi ha voltato le spalle o che quando mi vede cambia marciapiede: li capisco perché ascoltare ,anche se per pochi minuti chi sta male o è stato travolto da disastri ,siano questi economici o familiari e personali, può essere sconvolgente. C'è il rischio che sentendo , per una volta, le "storie altrui" alla fine si "capisca" che intorno a noi ci sono persone, attività , che forse potrebbero essere supportate, capite, se soltanto si fosse disponibili a sentire, ad ascoltare. L'ultima cosa che serve,in questi casi, è giudicare. Perciò , "chi se ne frega" è il pensiero captato dalla mia mente , pensiero che proveniva dalle teste di chi ,per sbaglio, ha sentito le mie richieste o ha ascoltato un po' la mia storia,sempre per sbaglio o perché "costretto a farlo" in un centro di ascolto(tipo caritas per intenderci). La cosa curiosa è che anche chi è deputato a starti a sentire, come chi lavora ,volontario o meno che sia, in un centro di ascolto, non riesce a capirti ,non sa immedesimarsi nei tuoi problemi: per esempio c'è stato chi voleva che vendessi, quindi mi privassi , del cellulare*(tra l'altro era un modello economico), o chi ,ignorando che allora abitassi a 20 km da Cagliari, voleva facessi altrettanto con l'automobile**, un'altra ancora voleva che vendessi oro o gioielli oppure orologi in mio possesso.***
Sarà che preferisco socializzare, mi piace dialogare con gli altri, anche nel web ho sempre chattato e scambiato mail molto volentieri, e tante persone mi hanno confidato, forse perché protette dallo schermo, le loro pene, di ogni tipo: ricordo casi mobbing, amiche picchiate e/o umiliate dal marito o dal partner, figli ribelli e violenti, figli che sono fuggiti all'estero perché qui non hanno trovato un futuro****: queste persone, questi esseri umani, li ho ascoltati e non li ho giudicati, e in pochi casi mi sono avvalso delle parole di Winnie the Pooh, quando dice nella traduzione italiana almeno, "se io fossi te, ma non lo sono" ... ecco io mi comporterei così. Ricordo sempre che certe realtà si possono solo immaginare, ma se non sono state viste e sopratutto vissute, è molto difficile poter fornire consigli utili: ed è per questo che chi ascolta ,se poi deve intervenire, non può né deve tamponare, e per dirla tutta, confidare sul "pacco alimentare mensile". E' vero, è utile, ma per una persona è umiliante, per chi dava lavoro è avvilente: al pacco dovrebbe seguire l'aiuto affinché , per uno come me ad esempio, ci fosse la possibilità di riprendere il lavoro, cioè mi possa riprendere l'autonomia, mi affranchi dal disagio, dalla povertà.Nel mio caso personale poi quando sono stato sfrattato, la prima volta intendo dire, non mi hanno mica offerto un tetto, anche solo temporaneamente: sono, siamo finiti nelle grinfie di persone poco di buono. Certo chi è ,per sua fortuna, fuori da questo mondo di diseredati e avviliti*****, è quasi impossibile capire ,appunto, quel mondo: e spero che chi ne è fuori ne rimanga lontano, che la fortuna lo assista e non lo faccia precipitare in questo girone infernale, che gli venga risparmiata questa esperienza. Potrei citare le false promesse, che un venditore o commerciante dovrebbe riconoscere a naso, ma che lo stordimento del fallimento e delle relative conseguenze negative, ti impedisce di afferrare al volo: nel commercio quando tu devi ricevere o dare dei soldi, cioè effettuare dei pagamenti, spesso ti senti rimandare da un giorno all'altro, ed è tipico sentirsi dire magari lunedì o martedì una frase del genere " ci sentiamo a fine settimana", e a fine settimana "ci aggiorniamo lunedì o ai primi della settimana prossima". Ecco che ci arriva anche un bambino a capire che o non sanno un tubo o che non hanno fatto niente o che non sono in grado di fare niente o, peggio ancora, hanno inserito, nel mio caso, una richiesta di finanziamento nel circuito delle finanziarie: credevano anche loro alle promesse di Silvio o di B. (come lo chiamano adesso)? Cioè che ai falliti e alle persone in difficoltà fosse concesso un prestito? Mi fermo qui perché mi dispiace ripetermi, ma capisco chi, in un modo o nell'altro ti dice o ti fa capire che "non gliene frega niente" di te.

* il cellulare ieri come oggi serve per essere chiamati e contattati:non è uno status simbol , ma una cosa che è necessaria per lavorare , non è che lo avessi per giocare, era un Saget con sportello.
** l'auto ci ha pensato il curatore a portarmela via, con un trucco che ho avuto modo di spiegare e che ha lasciato ,chi lo ha saputo, polizia compresa, senza parole (avrebbero voluto dire che è stato un pezzo di merda, ma non lo hanno detto): anzi i funzionari mi hanno riaccompagnato a casa, insieme alla mia famiglia, e cercato di fare in modo che l'auto mi venisse restituita; poi volevano cercarmene una loro, volevano regalarmela, ma alle parole non sono seguiti i fatti come spesso succede; io poi non sono tipo che si esalta o che crede alla befana, né si eccita quando sente parolacce o proclami.
*** c'è stata una signora in un centro di ascolto dove hanno mandato mia moglie e il sottoscritto che voleva che ci privassimo delle "orerie": le abbiamo fatto presente che le uniche cose in nostro possesso, allora come oggi, era ciò che avevamo addosso, cioè un orologio ciascuno, e non certo d'oro, mentre il resto ci era stato rubato (con tanto di denuncia sia ai carabinieri che alla compagnia di assicurazione: allora potevo permettermi di essere assicurato; fate le foto e fate periziare il tutto prima, se avete roba di valore): catenine dei bambini e personali, orologio passato da mio nonno a mio padre e a me , degli orecchini di mia moglie e di mie figlie...tutto rubato. E le fedi? Vendute al banco oro. Quindi non c'era niente da vendere, e le fedi, chi ce le regalò, disse che "si usano sottili": poco brodo, mi pare 40 o 70 euro, ma potrei sbagliare, ed eravamo nel 2005 2006. 
**** mi è dispiaciuto di una ragazza che è stata costretta a emigrare, così come un amico meccanico che ora è anche lui all'estero: ma il mio dispiacere è anche nel sapere ,nell'essere proprio conscio che io non avrei potuto fare un tubo, perché la ragazza conosceva l'inglese, e il meccanico conosceva i motori; sono io quello sbagliato, e ho pianto quando potendo andare a fare il direttore commerciale in un'azienda di arredamento, proprio nel 2006, all'ultimo minuto sono stato scartato perché non parlavo inglese; peccato, conoscevo il loro catalogo a memoria, dato che se un prodotto mi piace lo studio da cima a fondo.
***** la cosa più brutta che non sanno quelli come me, è che se anche indossiamo una maschera, ci riconoscono, sanno che siamo dei falliti, che abbiamo problemi economici, che stiamo soffrendo; sarà il portamento, una smorfia, un movimento inconscio, ma si vede, o alcuni almeno lo capiscono; da dire che non sono i vestiti a denunciare questo, non sono le scarpe consumate o i colletti delle camicie lisi a dirlo, ma il nostro corpo, il nostro sguardo. Quando una suora,che mi conosceva da piccolo, me lo disse, ci rimasi male: lei pensava che ,dicendomelo, potessi intervenire, fare qualcosa, e quella era la sua intenzione,non voleva infierire. Spero che dall'aldilà, se esiste, possa intervenire. 

lunedì 16 aprile 2018

Buio pesto (ma forse perché interessa solo me)

Buio pesto, che purtroppo non è un tipo (nuovo) di pesto, ma ahimè si tratta del fatto che non sono ancora riuscito a capire niente su ciò che dovrà avvenire una volta che morirò. E se dentro , in effetti, mi sento già morto, oltreché distrutto , da almeno dieci anni, e cioè da quando mi è stato chiaro che mai e poi mai sarei riuscito a riprendere il lavoro per cui avevo speso la mia vita, il fatto di avere qualche soddisfazione dalla vita altrui, e cioè vedere i figli che , bene o male, ce la stanno facendo, invece che farmi star bene la cosa mi fa stare peggio. E ciò è dovuto alla consapevolezza di non sapere: il sapere di non sapere, mi innervosisce. E' un po' come non poter godere della vittoria, del sudore della propria fatica: a tutto ciò si aggiunge che mi sembra che al prossimo non gliene importi niente, che alla fine sia un problema solo mio. Che poi intorno a ciò che ci possiamo aspettare una volta morti ci sia (stato) un gran caos non è che sia di aiuto. Mi sono interrogato sul fatto che, ad esempio, sui libri della Bibbia e dei Vangeli siano sorti dubbi sulle traduzioni e sulla loro interpretazione, se cioè siano da prendere alla lettera o se si deve interpretare e se sì in che modo e chi lo dovrebbe fare: come soluzione mi sono detto che non mi interessa essere portato "fuori strada" da questioni che non mi danno, in ogni caso, risposte né su dopo la morte né sul perché siamo al mondo. La mia scarsa cultura mi ha portato anche a chiedermi come mai si sia troppo sbrigativi nell'affrontare il tema: ci sono dei cattolici, preti suore o semplici fedeli, che liquidano il problema parlando di "fede", per cui devi credere solo per fede e non in modo razionale. E mi starebbe pure bene ma, egualmente, vorrei sapere di più : non me ne frega niente se i religiosi non pagano tasse, reputo di assoluta importanza cercare e ricevere risposte su cosa ci può essere dopo. Così come accetto che mi si risponda che "non lo sappiamo" e "se ti va bene è così", altrimenti arrangiati e cercati da solo le risposte: e alla fine è ciò che sto facendo, anche se non ho trovato niente, niente che mi soddisfi o tranquillizzi. E infatti chi mi ha scritto, mi ha fatto presente che "tu non cerchi risposte o verità, tu vuoi essere tranquillizzato , perché sei in là negli anni, perché forse hai visto di recente persone care morire": sì, è vero anche questo, ma ciò che mi ha dato da pensare è l'assenza di interventi da parte di religiosi, filosofi cristiani (ce ne sono?), storici (che dimostrino che Cristo è esistito veramente) . Non mi è d'aiuto sapere che i grandi uomini, quando si rendevano conto che stava sopraggiungendo la "propria ora", se la facessero sotto e chiedessero un prete e conforto o che volessero ricevere i sacramenti. So di gente disperata, e mi dispiace , ma il mal comune non aiuta me come non ha aiutato loro. Quanto alle scommesse di Pascal o alle affermazioni di altri filosofi, posso dire che alcune delle loro affermazioni vanno viste nel contesto dei loro tempi, e non sono né possono avere valenza attuale. Per contro mio padre, over 85 come già forse sapete, non pensa certo che deve morire, nel senso che lo sa e che è conscio di essere in "dirittura d'arrivo", ma sta pensando come tanti di noi che "deve pagare la bolletta dell'Enel" o sapere se sono usciti i numeri del "million day" che lui ha giocato. Ognuno è preso dai propri problemi e ha delle priorità: sapere che cosa succederà non è importante e anzi viene liquidato,il tutto, con un "non succederà niente, quando si muore, si muore e basta". Ecco a me la cosa così non mi va bene, e come mi ha scritto un amico, vuol dire che anch'io, come altri, voglio solo essere rassicurato.

venerdì 13 aprile 2018

Adesso non è quello il problema

A tutti è capitato , almeno una volta nella vita e magari quando si è stati bambini o ragazzi, che quella che per noi era una priorità o una cosa di vitale importanza, venisse declassata e che qualcos'altro prendesse il suo posto. Inutile dire che ci siamo rimasti male e che qualcuno, nonostante il tempo trascorso, se lo ricorda. Oggi in politica, sopratutto in quella che è legata , o dovrebbe esserlo, al territorio è prassi: se no perché ti senti dire che una visita medica è rinviata perché c'è un gruppo di migranti da visitare? Perché le case non vengono assegnate? Perché ci sono famiglie o nuclei familiari di migranti che devono poter essere ,anche loro, in graduatoria (e passarti davanti). Potremo andare avanti all'infinito con tanti altri esempi o casi, ma ciò che mi preme, come sempre è che passi il concetto : mettiamo il solito problema degli edifici scolastici. Fra pochi mesi, seppure alcune aule saranno dedicate allo svolgimento degli esami di maturità, ci sono tutte le altre cui si può fare la manutenzione, controllare vetri, serrande, prese elettriche, illuminazione (mi raccomando il punto di colore: che sia lo stesso per tutti i corpi illuminanti), e logicamente tavoli e sedie (controllare i piedini delle sedute) e armadi vari: non so se lo facciano, ma lo Stato aveva l'abitudine di redigere ,per ogni ambiente, una sorta di inventario e se lo si fa ancora è una norma, un'abitudine, da non perdere; così come lo sarebbe scattare una foto dell'aula e dell'ambiente, privacy permettendo. Ma se per caso chi deve provvedere alla manutenzione, cioè l'Ente statale , dovesse invece preoccuparsi di un'emergenza? Ecco che tutta la manutenzione o il ripristino, l'ammodernamento va a farsi benedire, e si provvederà in un futuro prossimo, ovvero alla prima occasione favorevole. Funziona così, come per le leggi da approvare o addirittura da discutere: se ci scappa il morto (importante) o c'è un attentato o ,come adesso, una crisi internazionale, si può dire addio a un incontro governo sindacati e operai, e ci si potrà sempre sentir dire che "manca solo la firma" (sperando che almeno il testo, sia stato redatto). Se abbiamo sentito bene le dichiarazioni delle delegazioni dei partiti dopo il colloquio incontro con il Capo dello Stato, è sparito ogni riferimento all'euro e alla ridiscussione dei trattati europei: cioè quel tema non è più un problema, ma la crisi siriana ha preso il suo posto.
Lo so, qualcuno ha gioito per questo imprevisto .  

Il Consiglio Europeo finanzia 269 ricercatori top: tutti snobbano l’Italia. (da leggere fino in fondo, anche se lungo)

Giuseppe Sandro Mela.

2018-04-12.

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Il Consiglio Europeo della Ricerca ha finanziato con 653 milioni di euro 269 ricercatori di provata esperienza, conferendo loro grant per circa due milioni e mezzo l'uno.

Tranne i pochissimi ricercatori italiani, nessuno dei vincitori ha scelto l'Italia come paese ove poter sviluppare le proprie ricerche, pur portandosi dietro fondi di tutto rispetto.

Questo fatto dovrebbe dare da pensare.

*

European Research Council invests in research and innovation[Scitech Europa]

«€653m of EU funding will go to 269 senior researchers across Europe, giving them a chance at developing their research and innovation ideas and produce results that will have a major impact on science, society and the economy.

The funding announced today (6 April) will benefit 269 researchers in the research and innovation sector. The grants of up to €2.5m per project are selected by the European Research Council (ERC) and financed through Horizon 2020, the EU Research and Innovation programme.

The research of these new grantees covers all fields of research. For example: one grantee in France is to explore the use of underwater communication cables in earthquake warning systems, while another in London, UK, will examine the causes and consequences of electoral hostility, and a scientist in Ljubljana, Slovenia, will build molecular machines based on proteins.»

*

L'Italia ne esce con le ossa rotte.

«Siamo quinti tra le nazionalità preceduti da britannici (50 grant), tedeschi (40 grant), francesi (29) e spagnoli (21): sono infatti 16 in tutto i ricercatori italiani che hanno vinto una borsa e 11 hanno deciso di restare in Italia mentre gli altri 5 (come è normale che accada nella ricerca) hanno scelto laboratori di altri Paesi.»

Solo 16 italiani hanno vinto un grant, ossia il 5.95% (100* 16 / 269),

contro il 18.59% del Regno Unito ed i 40 (14.87%) della Germania.

Ma la cosa peggiore di tutte è che  

«nessuno degli oltre 250 ricercatori stranieri “premiati” con un grant ha scelto un laboratorio, università o centro di ricerca del nostro Paese per spendere i suoi ricchi fondi».

*

I motivi di questa débâcle sono noti da tempo, ma nessuno dei governi precedenti ha mai fatto qualcosa perché sarebbe andato contro i propri interessi di vilissima bottega.

Università ed enti di ricerca italiani sono la negazione vivente del principio meritocratico: ciò che conta è, almeno fino ad oggi lo era, la tessera di partito o l'affiliazione ad una loggia potente.

Un esempio?

prof. Mario Monti. L’unico economista con una sola citazione scientifica in tutta sua vita.

L'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (in acronimo ANVUR) è un ente pubblico della Repubblica Italiana, vigilato dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca (MIUR).

Questo ente è la quintessenza della burocrazia al servizio del potere: giudica il livello scientifico di ricercatori ed enti.

«L’Anvur è uno di quei carrozzoni che sfuggono alla immaginazione dei semplici. Come se non bastasse la Thomson Reuters, Isi, punto di riferimento mondiale cui fan capo tutte le università di tutto il mondo, l’Anvur stila le graduatorie dei ricercatori e degli istituti di ricerca nazionali. La capacità scientifica ed il successo internazionale non solo non sono nemmeno un optional, ma sono anche situazioni noiose da conculcare con forza.

Ciò che conta è essere nel cuore del partito democratico. ....

Lo scorso anno un ricercatore italiano da tempo residente all’estero, ove in breve è diventato rettore di uno dei più famosi atenei mondiali, ha fatto umile richiesta all’Anvur di essere valutato se fosse stato considerato degno di poter poi partecipare al concorso di idoneità, propedeutico al poter fare un concorso per l’entry level universitario. Un po’ come se Mattarella avesse chiesto di essere valutato se fosse idoneo a fare l’usciere a Montecitorio.

Bocciato, ed anche malo modo.» [Fonte]

*

Quanti si stiano chiedendo come sia stata possibile una simile bruttura, possono leggere questo documentato articolo, leggendo anche gli allegati:

Mistica del femminismo e del gender in Università. A spese del Contribuente.

*

In sintesi.

Il Contribuente italiano paga tasse lorde del proprio sangue per far studiare i meritevoli stranieri.


→ Erc Europe. 2018-04-07. From babies' brains to bacterial warfare: ERC invests €650 million in ground-breaking research

How does air pollution affect the development of baby's brains? Can innovative heart regeneration treatments increase the long-term survival of heart attack victims? How did non-living matter evolve into living systems that established themselves on Earth? Why are bacteria extremely aggressive towards one another? These are some of the issues that leading researchers will be exploring thanks to Advanced Grants from the European Research Council. This EU funding, worth a total of €653 million, announced today will benefit 269 senior researchers across Europe, giving them a chance to realise their most creative ideas and potentially produce results that will have a major impact on science, society and the economy. The grants are part of the EU's Research and Innovation programme, Horizon 2020.

On this occasion, Carlos Moedas, European Commissioner for Research, Science and Innovation, said: "The ERC's Advanced Grant scheme has supported outstanding and established research leaders since 2007. It provides a great example of how EU funding can help expand the frontiers of scientific knowledge, providing the resources necessary to continue ground-breaking, high-risk projects, and ensure Europe's global competitiveness."

The President of the ERC, Professor Jean-Pierre Bourguignon, commented: "The diversity and boldness of the research in this latest funding round are once again impressive. The selected researchers explore the brink of the unknown, the ideal setting to make breakthroughs. If the past is any guide to the future, the ERC is set to continue betting on audacious scientific projects – the latest review shows again that over 70% of ERC-funded research led to discoveries and major scientific advances. But there are many more bright minds with ambitious ideas in Europe that the ERC could fund if we had more means. That's why the ERC Scientific Council argues for more resources for the future while keeping the strategy of using scientific quality as the only criterion for selection."

The research of these new grantees covers all fields of scholarship. One grantee in France will explore using underwater communication cables in earthquake warning systems. Another scholar in London will investigate the causes and consequences of electoral hostility and a scientist in Ljubljana will build a new class of molecular machines based on proteins.


→ World University Ranking. 2018-04-07. UK re-establishes dominance in ERC advanced grants scheme

Academics at British institutions make one in four successful bids in 2017 funding round.

One in four grants under one of the European Union’s most prestigious research funding programmes has been awarded to UK-based researchers, allaying some fears about the early impact of the Brexit vote but underlining the risk facing British universities if their access to the scheme is curtailed.

The European Research Council said on 6 April that scholars based at UK universities had made 66 successful bids for advanced grants, typically worth up to €2.5 million (£2.2 million) each, more than any other country.

Advanced grants are aimed at established researchers and require no consortia or co-funding. The ERC awarded 269 grants in total, worth €653 million, with Germany (42), France (34) and Switzerland (24) the next most successful nations.

The UK’s success in the 2017 funding round represents a recovery from the 2016 competition, when the UK secured only 41 advanced grants and was outperformed by Germany for the first time.

It also contrasts with the UK’s weakening performance in some collaborative EU research programmes in the wake of the country’s decision to leave the bloc. UK universities suffered a sharp drop of close to half a billion euros in the value of EU projects that they started coordinating in the year after the Brexit referendum.

However, the UK’s continuing participation in EU-funded research post-Brexit remains in doubt, with Sam Gyimah, the universities minister, refusing to commit to associate membership of the next framework programme.

With 2,167 applications having been submitted for advanced grants in 2017, down from about 2,400 the year before, the success rate rose from 9.6 per cent to 12.4 per cent. The ERC funded 83 projects in the life sciences, 126 in the physical sciences and engineering, and 60 in the social sciences and humanities.

Just 17 per cent of advanced grants were awarded to female researchers in 2017, although this was in line with the proportion of applicants who were female.

Jean-Pierre Bourguignon, the president of the ERC, said that the advanced grants would fund “audacious” scientific projects that were likely to lead to significant breakthroughs.

“There are many more bright minds with ambitious ideas in Europe that the ERC could fund if we had more means,” Professor Bourguignon said. “That’s why the ERC scientific council argues for more resources for the future while keeping the strategy of using scientific quality as the only criterion for selection.”

The ERC said that the 2017 advanced grants would likely create an estimated 2,000 jobs for postdocs, PhD students and other staff in grantees’ research teams.


→ Sole 24 Ore. 2018-04-07. I 269 super-cervelli d’Europa snobbano l’Italia

I migliori cervelli d’Europa snobbano l’Italia. Se i nostri ricercatori sono comunque tra i migliori del Vecchio Continente c’è sicuramente un problema di scarsissima attrattività dei nostri centri di ricerca e delle nostre università all’estero. Dall’ultimo round di fondi che Bruxelles ha assegnato a 269 ricercatori top emerge infatti che nessun straniero ha scelto un laboratorio italiano. Paura della burocrazia? O magari di condizioni non proprio competitive per fare ricerca (dai fondi al contagocce alle strutture spesso non all’avanguardia)? L’unica certezza è che tra i grandi Paesi d’ Europa siamo l’unico a non ospitare un supercervello che non sia italiano.

Se c’è una storia di successo in Europa è quella dei fondi per la ricerca e dei progetti finanziati dall’Erc - il Consiglio europeo della ricerca - che in 10 anni di vita ha finanziato con 12 miliardi oltre 7mila supercervelli della ricerca (compresi 6 premi Nobel e 5 medaglie fields). I grant dell’Erc sono i più prestigiosi riconoscimenti a livello europeo anche perché i più ricchi: nel nuovissimo round da 650 milioni sono state assegnati 269 advanced grant (le borse per chi è al top della carriera scientifica) del valore in media di 2,5 milioni l’una ad altrettanti ricercatori. La notizia è che in questa corsa dove vince il miglior progetto l’Italia ne esce con le ossa rotte perché nessuno degli oltre 250 ricercatori stranieri “premiati” con un grant ha scelto un laboratorio, università o centro di ricerca del nostro Paese per spendere i suoi ricchi fondi. Ne escono meglio i ricercatori italiani. Siamo quinti tra le nazionalità preceduti da britannici (50 grant), tedeschi (40 grant), francesi (29) e spagnoli (21): sono infatti 16 in tutto i ricercatori italiani che hanno vinto una borsa e 11 hanno deciso di restare in Italia mentre gli altri 5 (come è normale che accada nella ricerca) hanno scelto laboratori di altri Paesi. All’estero infatti almeno una parte dei progetti è guidata da ricercatori stranieri ospiti. Quello che non torna è che nessuno dall’estero abbia scelto l’Italia. Un dato, questo, che indica come non siamo un Paese “attraente” per fare ricerca.

Secondo l’Erc i nuovi fondi permetteranno di creare 2.000 posti fra ricercatori, dottorandi e altri membri dei gruppi di ricerca. I 269 progetti finanziati dall'Erc equivalgono al 12% delle 2.167 proposte presentate inizialmente e fra le quali sono stati selezionati. Dei progetti approvati, inoltre, solo il 17% sono coordinati da ricercatrici. La classifica dei Paesi con il più alto numero di progetti ospitati - un termometro dell’attrattività scientifica - vede in testa la Gran Bretagna con 66 progetti, seguita da Germania (42), Francia (34), Svizzera (24), Spagna (18), Olanda (16) e Israele (13) . All’ottavo posto c’è l’Italia con 11 ricercatori (tutti italiani) con progetti che spaziano nei campi più disparati. Nell'ambito della Fisica e dell'Ingegneria - con algoritmi per capire i meccanismi del commercio online e studi sul comportamento collettivo di sistemi biologici - si collocano 6 ricerche. Quattro appartengono al campo delle Scienze umanistiche e sociali, dagli avatar virtuali per imparare l'onestà a ricostruzioni di una nuova lingua scritta usata nell'antichità e nel Medioevo. Gli ultimi 2 progetti per le Scienze della Vita: la rigenerazione cardiaca per curare l'infarto e i vaccini come rimedio alle infezioni batteriche resistenti agli antibiotici.

Guardando la lista di università e centri di ricerca coinvolti, il grande assente è il Sud. Ad aggiudicarsi i fondi sono infatti cinque regioni di Nord e Centro: Trentino, con Università di Trento e Fondazione Bruno Kessler; Friuli con l'Università di Trieste; Lombardia con l'Università Commmerciale Bocconi e quella di Pavia; Toscana con Università di Pisa e Fondazione Toscana Life Sciences; Lazio con Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e l'Università Sapienza di Roma, con ben 3 progetti. Per il presidente dell'Erc, Jean-Pierre Bourguignon, «la diversità e l'audacia delle ricerche presentate quest'anno sono ancora una volta impressionanti». I progetti selezionati, ha aggiunto, «si avventurano in territori inesplorati, l'ideale per nuove scoperte».

Clima. Il riscaldamento antropico non esiste.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-04-13.

2018-04-09__clima__001

Il riscaldamento antropico ha poco o punto a che fare con le variazioni climatiche.

Germania. I negazionisti della stabilità climatica gettano la spugna.

Secondo i ‘climatologi’ l’Artico avrebbe dovuto sciogliersi nel 2012.

Arctic Sea Ice Gone in Summer Within Five Years?

Goodbye to an unrealistic climate goal

Trump. ‘Clima’ addio. Deobamizzazione a ritmo continuo.

Trump taglia la National Oceanic and Atmospheric Administration

Petizione di 300 scienziati perché Mr Trump ritiri gli Usa dall’accordo di Parigi.

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Per parlare in termini politicamente corretti, il 'clima', ossia l'asserzione che esista il riscaldamento antropico, è stato ed è una gigantesca truffa volta ad acquisire gigantesche risorse economichepubbliche da utilizzasi per finanziare realtà vicine o gestite direttamente dai liberal, che ne hanno tratto congruo sostentamento.

Di questi giorni è uscito un articolo di Mauro della Porta Raffo, per i tipi del Corriere della Sera.

Prende atto coraggiosamente della verità.

Constatiamo con piacere come persino il Corriere della Sera, per decenni corifeo dell'ideologia liberal e socialista, stia facendo marcia indietro, a tutta forza.

E questi sono solo a poco più di un mese dal 4 marzo. Figuriamoci cosa sarà tra un anno.


→ Corriere. 2018-04-08. Riscaldamento antropico: la verità

L’inquinamento causato dall’uomo ha niente o pochissimo a che fare col riscaldamento globale (naturale) ma moltissimo, tutto, a che vedere con il degrado della Terra.

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L’Alaska?
Abbiamo studi assolutamente precisi a proposito del clima in Alaska. Accurati e recenti - pubblicati nel 2001 - dimostrano che tra l’1 e il 300 dopo Cristo, tra l’850 e il 1200 e dopo il 1800 le temperature colà sono state particolarmente alte. Negli intermedi, basse.

Non che i dati concernenti l’estesissimo Stato Usa possano essere considerati in relazione al pianeta Terra nel suo complesso. Ma - in particolare riguardo all’emisfero settentrionale - confermano, per quanto attiene ai periodi indicati, il susseguirsi dell’Optimum Climatico Medievale (altresì noto come Periodo Caldo Medievale), della Piccola Età Glaciale e, più indicativamente non dall’anno 1800 ma dalla metà dell’Ottocento, del Nuovo Periodo Caldo.

(Differenti rilevazioni concernono il primo dei lassi temporali elencati - dall’1 al 300 - il Periodo Caldo Romano).

Conferme ulteriori arrivano da studi specifici quanto alle variazioni delle temperature dei mari nonché di altre zone del preindicato emisfero nord. Come ebbi ad affermare (e qui ribadisco) sul Corriere della Sera in un lungo ed articolato intervento il 18 agosto 2009 (provocando irritate ed irrazionali reazioni - non prive di insulti - da parte dei catastrofisti e un gradito seppur parziale riconoscimento a firma Giovanni Sartori), il riscaldamento climatico attuale è del tutto naturale facendo storicamente seguito, non solo alle naturalissime variazioni poco fa ricordate, altresì alle infinite precedenti almeno a far luogo da 10700 anni fa, inizio teorico dell’attuale «periodo interglaciale».

Va qui ripetuto poi che ogni riferimento al cosiddetto Effetto Serra come a qualcosa di negativo già conferma che i cosiddetti «esperti» («persone che hanno smesso di ragionare» secondo Frank Lloyd Wright) non sanno di cosa parlano. 
Se, difatti, tale Effetto non esistesse la temperatura media sul pianeta sarebbe decisamente inferiore e la vita avrebbe avuto molte difficoltà a svilupparsi.

È l’aberrazione dell’Effetto il pericolo.

L’aberrazione, l’alterazione, non la sua esistenza!

Devo qui infine ripetere che non esiste dimostrazione alcuna del fatto che il Buco dell’ozono esista da sempre visto che non era scientificamente possibile rilevarlo, che so?, ai tempi dei Romani o anche solo cento anni fa. Che la «scoperta, di fenomeni quali il Niño e la Niña definiti «nuovi» è ridicola.

Come ho scritto negli anni Ottanta - quando si cominciò a parlarne come appunto ‘novità climatiche’ - i termini Niño e Niña sono spagnoli e fanno riferimento, dai tempi dei conquistadores, al fatto che il primo aveva luogo (ovviamente, da sempre) periodicamente verso Natale ed essendo nella lingua di Cervantes chiamato Niño il Banbino Gesù...

Tutto ciò detto e ripetuto, l’uomo è il peggiore degli esseri viventi e la sua azione devastante. L’inquinamento antropico ha niente o pochissimo a che fare col riscaldamento globale (naturale) ma moltissimo, tutto, a che vedere con il degrado della Terra.

È per combattere tale degrado che si deve agire. Non lo si fa assolutamente essendo, risultando più facile, economicamente e politicamente assai più remunerativo sbraitare ed agitarsi demagogicamente senza senso.
E se cominciassimo a ripulire gli oceani? E se eliminassimo la plastica, flagello dell’umanità?

E se educassimo con la sferza e il bastone le nuove generazioni? Sogno. Quando si raggiunge il fondo qualcuno comincia a scavare!

sabato 7 aprile 2018

Come diventare (ancor di più) antipatici : ovvero chiudere "dalla vostra parte" e "quinta colonna"

Che una persona abbia perso appeal oltre che smalto, può succedere. Che poi si circondi di persone, una volta, ma una volta, capaci, ci sta. Tuttavia, pur essendo uomo di business al pari del figlio, Silvio sbaglia se imputa alle due trasmissioni che ha fatto chiudere, l'insuccesso o il crollo del suo partito. Anzitutto l'errore è nel non aver permesso che al suo interno ci potessero essere e crescere dei degni sostituti: ma se si vuole entrare nel concreto, caro Silvio, hai perso perché Tu non hai mai mantenuto le promesse elettorali, perché, sempre Tu non hai aiutato i piccoli e medi imprenditori. In una parola "hai tradito i tuoi elettori". Hai forse abbassato le tasse? No! Hai forse semplificato la burocrazia per poter "diventare imprenditori"? Neanche per sogno. E potrei anche continuare, ma non mi piace infierire o ripetermi. Gli altri tuoi lecchini e cortigiani che si lamentano, alle spalle di Belpietro e Del Debbio, hanno perso perché , pur potendo avere idee nuove o diverse si sono dovuti, per forza, accodare alle tue ed essere dei pappagalli che ripetevano le tue lezioni. Due cose e concludo. Avendo un sacco di canali tv, alcuni anche a pagamento, e non essendo l'unico in Italia, ad offrire programmi o a fare talk show, ricordati che la platea, gli utenti, tot sono e tot rimangono, anche con il continuo arrivo di migranti: per cui nelle ore che andavano in onda quei programmi, l'offerta era ed è ampia. Lo so bene che poco importa "se Atene piange Sparta non ride", ma c'è un discorso di informazione e di qualità dell'informazione che non si deve e non ti devi dimenticare (sempre che te ne freghi qualcosa*). Che poi lo potessero gestire meglio sia lo spazio che il programma, l'ho sempre sostenuto, e da quando lo conduceva Del Debbio e poi anche Belpietro che avevo fatto presente il numero elevato di ospiti rispetto ai minuti di tempo a disposizione per ciascuno, così come i conduttori che troppo spesso non chiudevano i microfoni a chi si sovrapponeva agli altri. Quanto al taglio populista, sappi che, e se non lo sai te lo ricordo, i problemi della gente ( a cui chiedi i voti o a cui li hai fatti chiedere** per te) sono stati sempre portati all'attenzione del pubblico. Ma 8 e 1/2 ha avuto più ascolti! Non ne sarei così certo, ma sono quasi certo che la maggior parte di coloro che seguivano le due trasmissioni che tu e i tuoi bravi fate chiudere, non erano elettori del Pd o della sinistra, e forse neppure dei 5 Stelle. I temi della Gruber sono roba da fighetti e da gente che ha lo stipendio facile statale , insomma gente che l'unico problema che può avere è "come fare a conservare il posto sine die". 

* Non basta non far parlare la gente e fare trasmissioni a senso unico, come fanno quelli della 7, ad esempio, che pare piacciano tanto ai tuoi bravi, ai tuoi cattivi consiglieri. Ma sai quante volte sbircio, proprio il giovedì quando c'è "Piazza Pulita" e poi cambio subito? O credi che faccia ridere Gene Gnocchi? O Fabio Fazio o Floris pensi facciano informazione?
** Qui a Cagliari credi che abbia visto qualcuno dei tuoi in giro a parlare con la gente? E lascia perdere i palasport o le aule conferenza: usa il vecchio sistema dei compagni, dei testimoni di Geova, dei mormoni. Le persone vanno incontrate una ad una: te lo dico da venditore, di una volta, ovviamente, anche se non abbiamo la stessa età (per fortuna di entrambi: perché se tu fossi al mio posto dovresti ancora cercare di lavorare, trovare chi ti dà fiducia e credito eccetera; tu questi problemi non li hai, forse li hai avuti ,ma ora non più...per tua fortuna). Confermo che tuoi uomini o donne, per strada, a parlare con le persone e cercare di convincerle, illustrando il programma...non ne ho visto: mi è stato consegnato,una volta per sbaglio, un volantino. Ma non è la stessa cosa di un incontro, del poter fare domande per ricevere risposte. Ci siamo capiti? 

Ps.: Dopo questo che stai facendo, credi ancora che uno ti voterà? Lo so Pd+LeU+Forza Italia+ FdI. Spero di no.