lunedì 24 luglio 2017

Inutile soddisfazione

Come ho scritto in recenti commenti e anche il qualche recente post, mi fa pure piacere che adesso, in questi giorni, si parli di argomenti di cui avevo , a suo tempo e cioè anni fa, oltre dieci anni, invitato a discutere: però è una vittoria di Pirro. In questi giorni, il Corriere della Sera fa presente che i migranti sarebbero poco istruiti, almeno quelli che vengono sbarcati nel Bel Paese: è da tempo che segnalavo la questione, o meglio mi ponevo la domanda. Chiedevo: ma non erano tutti laureati e cazzuti rispetto a noi italiani, sempre ultimi nelle classifiche sul livello di istruzione scolastico? Intendiamoci: nessuno si è filato i miei articoli e ancor meno i miei commenti. Vengo ora dal sito Rischiocalcolato.it, laddove uno si lamenta perché viene insultato da un altro lettore e chiede che, chi lo sta insultando , venga bannato: beato te, vuol dire che qualcuno ha letto i tuoi commenti, mentre i miei non li ha cagati nessuno. E sai una cosa,amico mio? Che se li avessero cagati, sarebbero arrivati, i grandi soloni che scrivono sul quel sito, ben prima del Corsera a domandarsi, se quel coglione del Lupodeicieli non

martedì 11 luglio 2017

I nuovi analisti ( ma solo loro)

Chi si fa un giro in rete, troverà di sicuro, gente molto capace e attenta, in grado di analizzare ad esempio la realtà italiana, fare le pulci all'economia, e dirci perché ci troviamo purtroppo in questa situazione. Peccato però che questi nuovi analisti, come li ho definiti io, non indichino mai un percorso per venir fuori, per riuscire ad uscire da questa palude. Ed è altrettanto un peccato che non riescano né vogliano indicare quale e come debba essere questo traguardo. In sostanza l'Italia è così e cosà , ma mai e poi mai che qualcuno aggiunga che dovrebbe però diventare così e , per farlo, il percorso da fare,secondo me, è questo e quest'altro: le strade, a mio avviso, (e l'analista qui, come è giusto che sia, si espone, entra in campo , ci mette la faccia, fa vedere che ha ,se li ha, i coglioni quadrati) dovrebbero essere queste, e i tempi per percorrerle e arrivare alla meta sono questi altri. Ti fa incazzare che nessuno dica qualcosa in merito? A me ricorda quando facevo presente le semplici domande, mai rivolte peraltro, ai politici e nei talk show, circa i migranti e che qui riassumo: perché vengono in Italia e non vanno altrove? Hanno mai chiesto di voler andare in Italia? Come mai devono andare in centri di accoglienza ubicati nelle varie città se, così sembrerebbe, non si sa nemmeno se devono essere rimpatriati? (allora vuol dire che si sa già che devono restare) Come fanno a essere tutti puliti e ordinati se è vero che provengono da zone dove c'è la guerra? Qualcuno dei politici in tv o qualche associazione di italiani storditi ma ben retribuiti (quelli con stipendi da 60 mila euro l'anno in su) ha mai organizzato qualche manifestazione o fatto qualche appello affinché questi giovani possano organizzare una sorta di resistenza nel proprio paese così da ritornarci ? (Ci siamo dimenticati la voglia, a parole, dei radicali di Marco Pannella , di diventare scudi umani per evitare i bombardamenti in Medio Oriente? O le manifestazioni contro la guerra in Vietnam davanti alle ambasciate americane?) Mi pare che alla fine compie lo stesso errore del blog di Grillo e di lui e Travaglio , quando attaccavano Silvio Berlusconi, lo psiconano , e lo facevano sul piano personale: prima di essere , come tanti, bannato, scrissi diverse volte che non mi piacevano i parolacciai, ma preferivo che si entrasse in merito alle cose da fare e non fatte. Dato anche il seguito che aveva e che ha il blog, un bel governo ombra o comunque delle proposte chiare sui temi che, psiconano e nipote di Mubarak a parte, interessano gli italiani, mi pare il minimo: se ,al contrario, si parla come faceva Di Pietro , che parlava di riforma della giustizia, e loro il M5S parlano di reddito di cittadinanza come panacea , non mi pare che in un caso e nell'altro, la signora Rosa o io paghiamo la bolletta della luce, né il mio amico fruttivendolo compra i cocomeri. Ci vuole altro ma, con la pancia e il portafoglio pieno, le idee stentano a venire alla luce.  

lunedì 10 luglio 2017

Punto e a capo

Mentre trascorriamo la vita, chi bene e chi meno, a seconda dei parametri che ognuno ha come riferimento, ci accorgiamo che esiste un numero imprecisato di adempimenti da osservare per rigare diritto. Ho usato quel modo di dire, perché ormai siamo sospettati "a prescindere": non puoi fidarti del medico né tanto meno dell'infermiere, giammai fa attenzione alle maestre e occhio all'allenatore. Tutti devono sospettare di tutti, mai abbassare la guardia, sempre in stato di allerta : del resto c'è il terrorismo che può colpire, e solo con un po' di sicurezza l'economia può riprendere. Andando più al sodo , sembrano tornare i tempi in cui, chi voleva farsi eleggere parlava sempre e solo di riforma della giustizia: come se un processo più veloce ed equo permettesse al fruttivendolo di poter competere col grosso centro commerciale (cui fanno sempre pubblicità gratis le varie trasmissioni contenitore Rai e Mediaset in primis e i tg in seconda battuta). E' così, con la riforma della giustizia che tuo figlio o mia figlia troveranno lavoro: come stenografi ? Non lo so, ma mi pare che ci sia stata e purtroppo c'è ancora, troppa gente che ha sbattuto la testa e che non solo non ragiona, ma non è in grado di farlo. Pensiamo al palazzo crollato a Torre Annunziata o al grattacielo a Londra: da noi, come già in altre città italiane, la manutenzione lascia il tempo che trova, perché non ci sono soldi e, quando ci sono, è un casino per via di come sono gestiti gli appalti. Qui da noi, in genere, per mettere in sicurezza una strada, anzi un'arteria stradale di vitale importanza, devi prima cagare i soldi per fare un progetto che sarà pagato profumatamente : dopo di che devi fare un'altra gara d'appalto per affidare a un'impresa la messa in sicurezza. Anni e

mercoledì 5 luglio 2017

Quattro gatti e Paragone

Come alcuni sanno la trasmissione "La Gabbia Open" è stata cancellata, o meglio non è stata riconfermata per la prossima stagione. I motivi per cui ciò è avvenuto , non sono stati resi noti né dal conduttore, Gianluigi Paragone, né dal nuovo responsabile del palinsesto. Ovviamente c'è da ricordare che era poco seguita, e questo non ha aiutato di certo il conduttore che, seppure tra mille difficoltà ha cercato di essere diverso rispetto ai concorrenti , ben più quotati, presenti proprio nella stessa rete, La 7. I famosi quattro gatti cui fa riferimento Paolo Barnard, per un periodo proprio ospite fisso,seppure per 5 minuti di orologio, nel programma, insieme a un copione uguale a quello dei programmi concorrenti, non ha fatto aumentare il numero di telespettatori. Ma secondo Barnard sono i temi trattati che erano un minestrone, e il conduttore non ha saputo scegliere temi, diversi ma scomodi, né ha voluto insistere sulla questione euro: per Barnard non puoi liquidare il tutto in 5 minuti per poi ritornare su furbetti di qui o di là e riparlare del governo o di alleanze o, in sintesi , di ciò di cui già parlano, e di continuo, addirittura alla "vita in diretta". Non voglio né devo difendere Paragone, ma ricorderei a Paolo Barnard che non sono poi così tanti coloro che gradiscono approfondire questioni come l'euro o clearstream o cose simili, anche se sarebbe il caso invece di trattare proprio quegli argomenti. E concludo con due considerazioni: alcuni, come me, si aspettavano in ogni puntata  qualche novità, qualcosa di avvincente, che rompesse con gli schemi, ma niente; i quattro gatti cui fa riferimento Barnard, potrebbero essere gli stessi che ,come me , seguono sul web argomenti diversi oltre a quelli trattati dai Floris o dalla Gruber , e come saprà di certo il buon Paolo, sono o siamo proprio quattro gatti, pochi molto pochi per poter alzare la voce o ambire ad avere o meglio riuscire a vedere temi e argomenti come appunto l'euro e la moneta in genere e i famosi annessi e connessi , in prima serata e senza urla.     

martedì 4 luglio 2017

“Cassiere non striscia la spesa di un papà indigente: licenziato”

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un nostro lettore che racconta un reale episodio di cronaca. Mentre i nostri politici perdono tempo a interrogarsi su alleanze tra partiti, c’è chi muore di fame.
***
"Cara Unione,
vi scrivo per raccontarvi una storia di cui preferisco, per privacy degli interessati, non fare nomi e cognomi, ma che è un reale episodio di cronaca della nostra città e del nostro Paese.
I fatti sono i seguenti: un giovane 21enne, cassiere nel supermercato di una catena molto conosciuta, nota fra i suoi clienti un padre di famiglia, di pochi anni maggiore di lui, che spesso si reca a far la spesa con i bimbi per mano.
I due non si conoscono, né hanno avuto modo di parlare l’uno con l’altro, ma i discorsi ascoltati fra il babbo e i figli in prossimità della cassa fanno capire al cassiere che la famigliola, con un neonato a casa, vive in una situazione di estrema indigenza, probabilmente a causa della perdita del lavoro di uno o di entrambi i genitori. E così, il giovane cassiere inizia a “dimenticarsi” di passare in cassa il codice dei prodotti per i bambini: latte in polvere, omogeneizzati, biscotti e pannolini vengono infilati nei sacchetti senza alcun addebito. Ma il suo lavoro non finisce qui: perché lui non vuole mortificare il padre dandogli l’idea di aver sottratto impunemente qualcosa, e così finge di conteggiare i prodotti per poi stornarli.
Si parla di piccoli importi con sconti saltuari: non è che il cliente si presentasse ogni giorno alla cassa, e si tratta di poche decine di euro alla volta. Piccoli ammanchi, che il controllo degli incassi da parte del reparto contabilità del supermercato ha messo in evidenza, registrati sempre quando in cassa c’era il giovane nel frattempo denunciato e licenziato.
Il 28 settembre prossimo andrà a processo.
Vi ho raccontato questa storia non perché voglia esprimere un giudizio sull’operato del giovane, comunque scorretto, o su quello del supermercato, che forse avrebbe potuto chiudere un occhio, ma perché mentre i nostri politici si interrogano su alleanze fra partiti e chi più ne ha ne metta, qui c’è un Paese che soffre davvero.
Molto cordialmente
G. P. - Cagliari
***
Potete inviare le vostre lettere e segnalazioni a redazioneweb@unionesarda.it specificando il vostro nome e cognome e un riferimento telefonico. Nell'oggetto dell'email chiediamo di inserire la dicitura #CaraUnione.
(La redazione si limita a dar voce ai cittadini che denunciano disservizi o anomalie; non necessariamente ne condivide il contenuto riportato dai lettori che si assumono la responsabilità di quanto scrivono)
fonte http://www.unionesarda.it/articolo/caraunione/2017/07/04/un_lettore_cassiere_non_striscia_la_spesa_del_pap_indigente_accus-127-619417.html

lunedì 3 luglio 2017

Una negoziante: "Costretta ad abbassare i prezzi per colpa di Amazon"

Sabato 1 luglio, primo giorno di saldi, una coppia di clienti abituali entra nel mio negozio: li conosco, lavorano entrambi con ruoli importanti e manageriali in un’importante azienda, ci soffermiamo a fare due chiacchiere.
Acquistano, per fare un regalo ad un collega, uno zaino porta Pc, di quelli ricchi di tasche e accessori. L'articolo non è in saldo, e il prezzo è 229 euro.
"Quanto ci fai? Mi chiedono". Per loro faccio 200 euro e aspetto con un grande sorriso che mi ringrazino.
Invece ciò che mi rispondono mi lascia di stucco: "Ah no, almeno 180 euro, perché su Amazon lo vendono a 176,66 euro e noi siamo Prime".
Ancora questo Amazon... Rispondo con buone maniere e confidenza che mi permetto di avere essendo clienti abituali: "No, perdonami, ma perché allora non lo acquistate lì?". Risposta: "Perché essendo un regalo vogliamo il pacchetto bello con il nome del negozio ed eventuale assistenza in caso non piaccia o non vada bene".
Ah… Bene, sapete cosa ho fatto? Gliel'ho venduta a 180 euro con fior di pacchetto regalo, scontrino di cortesia ecc. Mi chiedo altri cosa avrebbero fatto al posto mio: io ho pensato che così non avrei perso due clienti, pur rinunciando ad un guadagno. Ma vi sembra giusto?
Grazie per l’attenzione e una buona giornata.
P.A. – Cagliari
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Potete inviare le vostre lettere e segnalazioni a redazioneweb@unionesarda.it specificando il vostro nome e cognome e un riferimento telefonico. Nell'oggetto dell'email chiediamo di inserire la dicitura #CaraUnione.
(La redazione si limita a dar voce ai cittadini che denunciano disservizi o anomalie; non necessariamente ne condivide il contenuto riportato dai lettori che si assumono la responsabilità di quanto scrivono)
fonte http://www.unionesarda.it/articolo/caraunione/2017/07/03/una_negoziante_costretta_ad_abbassare_i_prezzi_per_colpa_di_amazo-127-619012.html



Il servizio

C'era la mania di esaltare Ikea, e credo ci sia ancora (non so se negli sketch in tv o nei teatri, dove non si sono limitati a nominare la multinazionale ma ho visto delle scritte che ne riportavano il nome e il logo, è riportato nelle locandine o in sovraimpressione "programma con inserti o inserzioni pubblicitarie"), perché compravi e ti portavi e montavi , da solo o con l'aiuto (gratis o a pagamento) di chi vuoi tu i mobili: da qualche anno, in diversi paesi tra cui la Gran Bretagna, la tendenza è cambiata, e c'è un servizio, che di certo c'era anche prima, che è scelto da molti clienti,ovvero sia il servizio di trasporto e montaggio a domicilio. Il punto è che , nell'imposizione del pensiero unico, se tu ti facevi portare e montare gli arredi dalla Ditta , eri considerato un coglione perché non sapevi fare nulla, il servizio è un costo aggiuntivo ritenuto esagerato, e poi ti saresti perso la possibilità di divertirti (con gli amici o i parenti, promossi sul campo come "montatori esperti e facchini"). Oggi invece, c'è chi parla di servizi o ne riparla, perché il sottoscritto ha sempre effettuato i rilievi sul luogo dove i mobili sarebbero dovuti essere, in caso di acquisto, trasportati e montati, al pari dei preventivi scritti: del resto ai miei tempi, ma penso anche ora, nei preventivi per gli enti pubblici, era prevista "una dichiarazione firmata di aver preso visione dei luoghi dove dovrà avvenire, in caso di aggiudicazione, la fornitura". Ciò vuol dire che devi sapere se c'è un ascensore o un montacarichi, se c'è energia elettrica, come sono eventualmente le scale e i gradini, se in zona c'è o meno parcheggio per carico e scarico (dovrai portare via eventuali imballaggi) ecc. Tutto questo veniva considerato un surplus, qualcosa che faceva lievitare il costo dei mobili, come se non sia un costo noleggiare un furgone, comprare voltaren per la schiena, panini e bibite per la squadra di montatori, ricordarsi che le librerie e di certo i pensili vanno fissati con tasselli e che devi avere il trapano e sapere che punte usare (oltre a dovertele comprare senza sbagliare), così come i cacciaviti e, dulcis in fundo potrebbe servirti una scala...a norma. Oggi invece sembra vada di moda il servizio al piano. Peccato che per anni hanno sfottuto chi questo lo ha sempre offerto, e in passato i montatori erano a libro paga, in quanto oltre al lavoro presso i clienti effettuava anche il cambio e la sostituzione dei mobili in esposizione, nonché tutti i lavori di falegnameria e il "su misura" per ,appunto, i clienti. Ma è meglio svilire l'italiano medio, definendolo incapace di usare la sega (semmai di farsela) e di distinguere una punta da muro o un tassello di ferro da uno di gomma o di plastica o che non sa che esistono chiodi da muro e da legno: quindi è giusto che ci siano i redazionali per le catene del fai da te, che si esalti l'azienda svedese. Peccato che un servizio per montaggio dei mobili te lo offra direttamente qualsiasi mobiliere, così come i mobili della ditta svedese li trovi un po' dappertutto e a prezzi simili o anche inferiori. Se poi vogliamo invece parlare di qualità, è un'altra questione, mentre rimane in piedi il concetto di servizio che ,sempre chi fa opinione, tende a voler eliminare dalla nostra vita. Infatti è stato imposto in tutti i campi il distributore automatico di ogni cosa, dal caffè alle bevande e ai cibi, tra poco o forse c'è già anche per la pizza; da tempo c'è il distributore di carburante e il sexy shop, così come il self service per il cibo in diversi locali con menù a prezzo fisso. Se non sposi questo modo di vedere e vivere la vita, sei fuori tempo e rimani fuori dal mondo e anche senza sigarette se non sai far funzionare "la macchinetta". In Francia puoi anche fare il pieno di gas alla tua auto,cosa che anche da noi avverrà se non cambieranno le leggi francesi sul terrorismo, così da creare qualche nuovo business e limitare ancora di più le libertà. Il servizio dovrebbe essere visto come una sicurezza in più per avere e godere di ciò che ci serve o vogliamo: nel caso del mondo del mobile, che in parte conosco, ti allevia la fatica, ti salva la tappezzeria dell'auto, non ti fa scalfire i muri e le porte di casa, ti impedisce di fare dieci buchi sulla parete quando ne bastano due o tre ma fatti bene, sei sicuro che la libreria o l'armadio non ti cadano in testa e,se trovi dei montatori competenti e puliti, stai sicuro che ti chiederanno la scopa per pulire e porteranno via gli imballaggi. Oggi invece per servizio si intende l'acquisto on line, la consegna veloce, ma ciò che non c'è e non so se ci sarà è il rapporto umano, il poter parlare con chi ti può consigliare. E' stato privilegiato altro ma non il dialogo. Non dico che devi essere contrario o impedire i moduli precompilati da scaricare dalla rete, ma che uno voglia capire o essere aiutato a capire...perché no? Quando ti vogliono imporre qualcosa di sbagliato, ecco che ti toccano il portafoglio. I mobili? Vai comprali e portateli a casa...se poi sono montati male...pazienza. Per contro non puoi installare una cucina o altre cose che richiedono la firma di un esperto, iscritto all'albo (iscrizione che a lui costa e che poi, logicamente, tu contribuisci a pagare). Non mi dilungo oltre, ma se scaviamo o cerchiamo altri esempi e magari specifici, scopriamo che tutto va a vantaggio dello Stato e di qualche lobbies.