mercoledì 24 maggio 2017

Non si sa mai che qualcuno accetti

Come spesso succede, domande per noi importanti non ricevono risposte: ma più dispiacere c'è nel ritenere che non siamo stati capiti, che non ci siamo saputi far capire. Quindi le nostre domande, in questo caso specifico le mie, non hanno trovato udienza. Eppure il pubblico , attento e adatto, mi sembrava che ci fosse. Fior fiore di esperti credevo fossero attivi lettori di blog e siti dove ho , semplicemente, posto degli interrogativi e non solo sui migranti. Premetto, per evitare noiose ripetizioni di vocaboli e termini, che le risposte devono far sapere se c'è o no fattibilità, se ci sono o si possono intravedere o studiare alternative, se purtroppo non c'è niente da fare: ecco, cose di questo tipo.
Per cui, chiedevo di fare qualcosa per debiti verso lo Stato, e che non possono essere sostenuti in 72 rate : 100mila euro diviso 72 fa circa 1.400 euro scarsi. Ditemi dove uno li caga, se non li prende nemmeno come stipendio...se , Dio volesse, avesse un lavoro con posto fisso: nel mio caso, ad esempio, da fallito nel 2004, senza poter avere più un lavoro autonomo ma ritrovandomi con

martedì 23 maggio 2017

Fisco, conto corrente bloccato dal primo luglio in caso di contenziosi con l'Erario

Gli italiani l’avevano capito da un pezzo, diciamo sin dall’annuncio dell’ottobre 2016. Quando l’ex premier Matteo Renzi dichiarò con toni trionfali che Equitalia sarebbe scomparsa, senza però spiegare in che modo l’avrebbe sostituita. Qui c’è puzza di bruciato, pensammo un po’ tutti. E, infatti, man mano che il quadro iniziava a prendere forma i timori si sono progressivamente trasformati in realtà. Quasi subito è emerso che si trattava di una soppressione solo di facciata e che dal primo luglio 2017 sarebbe nato un nuovo ente, «Agenzia delle Entrate-Riscossione», con poteri rafforzati rispetto a quello precedente.
A differenza di Equitalia, infatti, l’articolo 3 della legge n. 225/2016 prevede che il suo sostituto possa accedere direttamente all’anagrafe tributaria, alle banche dati dell’Inps e ai nostri conti correnti. Una svolta sostanziale. Perché fino ad oggi questa possibilità era garantita solo all’Agenzia delle Entrate, cioè all’ente addetto all’accertamento, mentre quello tenuto alla riscossione, Equitalia, non ne aveva diritto. Va da se che il processo subirà una brusca accelerazione.
«Tra poche settimane - spiega a Libero il commercialista Federico Grigoli, partner dello studio Pirola Pennuto Zei & Associati - il nuovo ente addetto alla riscossione dei tributi potrà immediatamente accedere alle banche dati per verificare quali sono i crediti e qual è il patrimonio del contribuente che il Fisco ha la facoltà di aggredire per rifarsi dei mancati pagamenti. Un modo per velocizzare la riscossione e una dimostrazione che nonostante ci sia una sentenza della Corte Costituzionale che lo dichiara illegittimo, il nostro sistema va sempre di più verso un modello “solve et repete”. Cioè costringe il contribuente a pagare e poi eventualmente a ritornare in possesso dei suoi beni se dimostra di aver ragione».
E del resto c’erano già diversi indizi che andavano in questa direzione. Come dimenticare che le ultime norme hanno arricchito il numero di database a disposizione dei guardiani del Fisco. Per dire, l’Agenzia delle Entrate (e quindi il nuovo ente per la riscossione) potrà consultare anche le informazioni relative ai rapporti di lavoro o di impiego presenti nelle banche dati dell’Inps in modo da semplificare la procedura che porta al pignoramento di stipendi, salari o altre indennità.
Così come è sempre utile ricordare che ormai da tempo le procedure esecutive per i debiti tributari sono svolte senza il controllo di un giudice. «Per esempio - spiega il commercialista associato allo studio Pirola - il contribuente che riceve una cartella esattoriale e non paga il debito dovuto può ritrovarsi il conto corrente pignorato senza che vi sia il via libera di un tribunale». Di fatto l’Agenzia delle Entrate decorsi i 60 giorni dall’avviso di accertamento (la classica cartella) può ordinare alla banca di versare la somma dovuta direttamente all’Agenzia. Una sorta di prelievo coatto. Ma non solo. Perché le Entrate possono imporre all’inquilino del contribuente moroso di girare allo Stato anche il canone d’affitto. «In tutti questi casi i cittadini hanno un unico modo per difendersi: fare causa all’Erario dimostrando di aver subito un danno».
E le brutte notizie non finiscono qui. L’altra amara sorpresa arriva dalla recente manovrina (dl 50/2017) che ha modificato la normativa sui pignoramenti immobiliari. L’iter parte con l’agente della riscossione che fa una comunicazione preventiva al proprietario per avvertirlo: se non paghi il debito che hai con il fisco entro 30 giorni sarà iscritta ipoteca sul tuo immobile. Fino a pochi giorni fa l’iscrizione poteva avvenire solo se il singolo immobile (eccezion fatta per la prima casa che resta fuori dai giochi) aveva un valore superiore ai 120 mila euro, con le nuove regole invece si considera il valore complessivo degli immobili di proprietà del contribuente moroso e se questo supera i 120 mila euro diventa possibile iscrivere ipoteca e successivamente procedere alla vendita del bene.
«Insomma - sintetizza Grigoli - non si parla più di immobile, ma di immobili. Per fare un esempio, con la precedente normativa, se non pagavo delle imposte e avevo un patrimonio di 10 immobili tra case e box, ma nessun cespite superiore ai 120 mila euro, lo Stato non poteva ipotecarne nessuno. Da oggi invece quegli stessi immobili, che sommati hanno un valore ben superiore ai 120 mila, potranno essere ipotecati e quindi successivamente espropriati e venduti all’incanto per ripagare il Fisco». Morale della favola: visto che l’abitazione principale non può essere toccata occhio alle seconde e terze case e soprattutto ai box auto.
Lo Stato deve fare cassa e non fa niente per nasconderlo. Tanto che lo fa dire al legislatore nella relazione tecnica di accompagnamento alla manovra correttiva. Nel biennio 2014-2015 - si legge - l’87% dei preavvisi di ipoteca (la comunicazione dell’agente della riscossione che avverte il debitore) non ha dato nessuna forma di pagamento. E nel restante 13% dei casi i contribuenti morosi che hanno provveduto a saldare il conto hanno versato in media 12.300 euro. L’obiettivo dichiarato è migliorare l’azione esecutiva del 10% portando a casa 85 milioni di nuove entrate nel 2017 (si considera circa metà anno), 226 milioni nel 2018 e 282 milioni nel 2019. E si salvi chi può.
di Tobia De Stefano
fonte liberoquotidiano http://www.liberoquotidiano.it/news/economia/12392536/fisco-blocco-conto-banca-contenzioso-primo-luglio.html

Curioso di sapere che cosa ne pensano i politici della destra e della Lega, ma anche quelli del M5S. Su Liberoquotidiano ho letto un commento che è da "calci in culo e nelle palle": il tipo in sostanza afferma che il fisco ti ha concesso 72 mesi di rateo e quindi basta, stop. Ma brutto pezzo d'idiota, se uno i soldi non li ha, o se peggio gli è stato calcolato il tutto con aliquote e percentuali da usura (inteso come percentuale alta e spropositata), come la mettiamo? I famosi soldi all'Inps che devi dare a prescindere del tuo ipotetico guadagno, che per chi non lo sa potrebbe anche mai arrivare e tu devi anticipare. Mi pare che ci siano troppe persone che hanno lo stipendio il 27.

lunedì 22 maggio 2017

Quarant'anni fa, forse...

Facciamo anche 50 anni fa, i nostri "amici" migranti, quelli che sostengono di essere minacciati in patria o dissidenti o perseguitati , sarebbero stati subito oggetto di interviste e avrebbero ricevuto il sostegno dei "compagni" o di chi per loro, e non dico una castroneria se ogni sabato, in stile autoconvocati, ci sarebbe stata una manifestazione di protesta davanti ad ambasciate o consolati dei paesi in questione. Invece così non è: e nemmeno i più esaltati tra gli italiani si sono sognati di intervistare o colloquiare con altri di questi giovani e prestanti migranti, ovvero coloro che fuggono dalle guerre. Non gli hanno detto andiamo a protestare davanti alle Nazioni Unite, apriamo uno dei tanti tavoli di pace (noi siamo abituati in Italia ad aprire tavoli ma non a concludere): no, niente di tutto questo, solo una manifestazione a Milano sabato scorso. Ecco che appare sempre più chiaro che le domande che ho sempre rivolto a me stesso , tornano a fare capolino: accogliere una persona in difficoltà è un atto che, se vuoi lo fai sennò picche; posso darti da mangiare e da bere e rifocillarti per due o tre giorni, fai anche una settimana, ma poi...poi ti devi arrangiare in altro modo, a meno che io non abbia da offrirti un lavoro, sennò te ne devi andare. E di norma un lavoro te lo offro se mi serve personale in più e se non ci sono italiani (in questo caso) che possono svolgere lo stesso lavoro: da qui discenderebbe poi il

sabato 20 maggio 2017

E nel frattempo...

Mentre Borghezio viene condannato per aver espresso giudizi e opinioni non politicamente corretti, e mentre in Germania avveniva l'esatto contrario, ove una donna, forse anche madre o mamma, ma di parte politica avversa può essere definita "troia nazista" e non succede niente, appunto, nei nostri porti continuano ad arrivare migranti , e nelle coste sbarcano clandestini, di solito questi ultimi sono algerini. Del resto subiamo ,sempre e comunque, notizie di parte, dove un governo non voluto, impone dal 2011 manovre fiscali che fa passare come indispensabili e necessarie per la ripresa economica, che però non c'è; dove ,e ormai lo ripeto da oltre 10 anni, non importa a nessuno se si vende all'estero, perché sono i negozi di città che devono vendere e avere clienti; clienti che devono avere un buon potere di acquisto perché, vivere servendo caffè a 50 centesimi a tazzina, non si campa, si chiude. E infatti dai tempi di Ciampi e Napolitano si parlava sempre di vendere i nostri prodotti all'estero, e lo si diceva ben sapendo di aver permesso di delocalizzare o di smantellare ciò che era rimasto come fabbriche; si è permesso di tagliare i prezzi dei prodotti agricoli , in barba al fatto che la GDO guadagnava e guadagna affamando i contadini; si è ignorato il pericolo del territorio devastato da costruzioni in ogni dove, dei canali dei fiumi non ripuliti, e magari si sono spesi soldi in aumenti di stipendi e in armamenti o missioni umanitarie discutibili. Si può proseguire, e concludo, osservando che per fallimenti e seconde opportunità, per l'accesso al credito da parte di famiglie e pmi, per cancellazione protesti e riabilitazioni e per il divieto di dossieraggio da parte delle finanziarie e banche, non è stato fatto nulla, anzi , se uno proprio volesse incazzarsi può riascoltare qualche intervento da parte di dovrebbe,a parole, essere dalla parte dei consumatori o utenti, e si fa un'idea di ciò che passa davvero in quelle teste: prima , associatevi e poi si vedrà.
Nel frattempo cosa succede? Sbarchi continui, nessuna possibilità di ottenere credito (a me, ad esempio, servirebbero 10mila euro per avviare la mia nuova attività, e ne ho solo trovati mille, per adesso:purtroppo ,se non li trovo entro 15 giorni max 20, l'idea sfuma), concorsi e posti fissi nello stato difficili da ottenere , nel privato idem, anche se qualcosa sembrerebbe muoversi (ma gli stipendi sono bassi, e si ritorna al discorso sul potere di acquisto che è troppo basso e alla qualità bassa di ciò che si può comprare con quella disponibilità di denaro): a ciò si aggiunge la sfiducia nell'idea di mettersi a discutere, a far valere le proprie idee e proposte, nella convinzione che intanto non servirebbe a niente, che ciò che possiamo dire o fare non cambia di una virgola la realtà.
Allora è vero che "ognuno per sé , Dio per tutti", cane mangia cane: come mi ha detto un caro amico "ti lascio, perché devo andare a cercare di trovare 50 euro che mi mancano e mi servono per pagare la bolletta". E ho pensato, giusto per aggiungere altra carne al fuoco: meno male che ci sono ancora i contanti, sennò come potrebbe fare? Si fa versare ,via smartphone o con bonifico, 10 euro da ogni amico? 

mercoledì 10 maggio 2017

Commentare nei siti? Non mi pare che ne valga più la pena

Che non ne valga più la pena è palese, ormai, per diversi motivi. Mi sento di dover accusare, e non sono l'unico ma ,anzi, forse l'ultimo, che ha notato finalmente che i cosiddetti siti di “vera informazione o controinformazione” o comunque “che sono definiti alternativi”, in realtà fanno come il M5S e cioè arginano la protesta e la contengono.
Un po' come certi partiti o movimenti politici in passato. Ergo, non troverò mai nessuno che raccolga qualche mia idea e la discuta, nessuno che interverrà su commenti miei o altrui per vedere se , chissà, possa esserci qualcosa di buono. E questo, cioè essere ignorati bannati e marginalizzati, vedere sparire i propri commenti , beh ti fa stare male: passi una volta, credi di aver commentato e invece il commento non “è partito”. Ma due o tre commenti in un giorno, ti induce a fiutare che qualcosa non va, non quadra.
Che dire poi dello slang che ognuno di noi possiede, per cui dalle mie parti “figlio di cane” ha valore di insulto bonario e non per niente spregevole, e che anzi talvolta è assimilato a furbo, a volpe o volpone, e invece mi sono visto “cancellare il commento perché sarebbe risultato offensivo”?
Si vede che c'è gente che non capisce proprio un beneamato cazzo.

martedì 18 aprile 2017

Siamo arrivati al limite?

Non credo , almeno se parliamo dell'Italia come pure se riparlassimo della Grecia, nazione su cui tanti di noi, per quanto ne so, puntavano: speravamo, ed è inutile nascondercelo, che i greci facessero il lavoro sporco per noi italiani e per tutti gli europei che si sono sentiti traditi dall'euro.
E voglio ricordare in quell'estate in cui iniziavano le rivolte, di come i vari Zucconi a radio Capital ne prendessero le distanze , in senso negativo verso i greci, ovviamente.
Oggi possiamo ,prendendo esempio da quanto avviene al di fuori dei nostri confini, fare qualcosa per cambiare la nostra realtà. 
Come? Partiamo dalla vicina Turchia, quella che ha il sultano Erdogan.
Ci si lamenta, prendendo per buona la nota dell'Osce, che la votazione per il referendum non è stata pulita, ci sarebbero stati brogli in stile, forse, come quelli per il nostro per scegliere tra monarchia e repubblica, con il medesimo risultato, e cioè quelli sono i dati ufficiali, e la partita è chiusa.
Ma siccome i tempi sono cambiati, ecco che il turco, afferma che non se ne deve né può più parlare e discutere: ed è qui che volevo arrivare.
Quanti di noi sanno di che cosa si può o non si può discutere in Italia? 
Allora mettiamola così: secondo voi , ci sono o no argomenti, temi, di cui è di fatto proibito parlare? E per proibito intendo sia il fatto che non ne sentiate discutere in tv, sia che si senta qualcuno che nei media cerca di argomentare e di portare l'attenzione su un dato problema, sia che la legge lo vieti proprio penalmente.

lunedì 3 aprile 2017

Per ora non interessa, ma

Sembra proprio così: fino a quando una situazione non ti tocca direttamente, te ne freghi, intendendo con ciò non un disinteresse motivato da un'aria di superiorità, quanto da mancanza di informazione su eventuali conseguenze di azioni , leggi, disposizioni, ordinanze e regole in senso lato.
Due esempi su tutti (quelli che ho in mente adesso): fra poco inizia la stagione balneare, e qui da noi in Sardegna, come forse anche altrove, in prossimità delle spiagge parcheggiare le auto, sarà a pagamento.
In alcune località quest'obbligo scatterà da giugno a settembre: c'è da dire che puoi sempre non andare in quelle località, in quei posti dove ci sono queste ordinanze, che oltretutto non prevedono la custodia del veicolo, né stai dando dei soldi per usufruire di un bagno o una doccia o del cestino dei rifiuti, solo perché occupi un dato spazio, anzi “uno stallo”.
Dopo di che c'è qualcuno che, senza una cadenza fissa, passa e controlla se nel tagliando esposto l'ora e il giorno corrispondono a quanto dovresti aver pagato: in difetto ti multano.
Da dire ancora che il tagliando potrebbe, secondo le zone, essere rilasciato da un macchinario o essere messo in vendita in qualche negozio ubicato “nella zona”: quindi quei soldi non danno uno stipendio, ma al massimo possono servire per la carta e la manutenzione della macchina erogatrice .
Se invece, e questo è il secondo esempio, dovessimo avere a che fare con il nuovissimo autovelox, quello che ci fotografa se ci stiamo scaccolando o frugando i denti con le unghie, allora le cose cambiano e in peggio: fatto salvo che uno può frugarsi quello che vuole, c'è da precisare che i macchinari in uso da parte delle cosiddette autorità compiono delle autentiche azioni di indagine che, e qui ci vorrebbe l'aiuto di un avvocato o un filosofo o un sociologo, a mio parere violano la privacy dell'individuo.
Oggi ci sono in uso apparecchiature in grado di stabilire , riconoscimento facciale a parte, tutti i dati relativi a un veicolo, nonché quelli relativi al proprietario e alle sue varie posizioni previdenziali oltre a pendenze con la giustizia: è giusto o no essere scannerizzati tutti i santi giorni e per diverse volte al giorno? Del resto possono disporre di dati attraverso le telecamere e i droni, e questi dati potrebbero anche essere rilevati e quindi archiviati, da società estere, ma anche essere carpiti, a nostra insaputa, quando siamo in viaggio in un paese straniero.
Perché, e concludo, in apparenza sembrerebbero cose irrilevanti, del tipo io non ho niente da nascondere, infatti chi dice così ti fa venire voglia di dirgli che “ce l'hai così piccolo che non lo devi neanche nascondere” , ma se a ciò aggiungete il monitoraggio del denaro, il fatto che vogliono sapere perché sei andato a Londra 10 volte negli ultimi sei mesi, come mai percorri sei volte al giorno la statale, perché entri dieci volte ogni giorno nel portone di quello palazzo se non ci abiti...e tutti questi dati , in se innocenti, vengono non solo raccolti, ma classificati, comparati, elaborati, per trarne delle conclusioni, dei giudizi sulle persone.

Non sono d'accordo, perché oggi non ci interessa, ci passiamo sopra, pensiamo che in fondo tra terrorismo, violenze e rapine, pirati della strada, forse è meglio monitorare il territorio: ma quando si va a collegare i dati, si tende a orientare gli individui affinché compiano delle scelte, facendo leva sulla ricattabilità che può venir fuori dalle loro abitudini sessuali o alimentari ad esempio, ecco che le cose cominciano a non quadrare più, come vuole chi auspica di controllare ogni centimetro quadrato del pianeta.
Quello che fanno e possono fare certe società, legalmente autorizzate o no che siano, si chiama dossieraggio, e in alcune nazioni dovrebbe essere vietato, ma appunto non è così dappertutto.