lunedì 12 giugno 2017

Sant'Antioco: esasperata dai topi, ne porta uno in municipio. Denunciata



Sant'Antioco: esasperata dai topi, ne porta uno in municipio. Denunciata

Oggi alle 14:12



Libera un topo in municipio e viene denunciata.
La vicenda - avvenuta a Sant'Antioco - ha costretto i carabinieri a segnalare a piede libero la donna protagonista del gesto eclatante.
Una protesta - ha riferito - per la presenza di ratti nel viale principale del paese.
Esasperata, grazie a una trappola è riuscita a catturarne uno e per ripicca l'ha portato in comune, liberandolo nell'ufficio tecnico.
Risultato: imbarazzo fra i dipendenti e municipio chiuso per la derattizzazione.
Ma la vicenda che non si è chiusa così.
Individuata, la donna è stata denunciata con l'accusa di interruzione di pubblico servizio.


Chi è causa del suo mal

Come dice Maurizio Blondet in un post odierno che potete leggere sia sul sito maurizioblondet.it sia su rischiocalcolato.it dove ho anche lasciato un mio commento*, le speranze sul M5S ma anche su altri possibili partiti che avevano promesso un cambiamento, sono naufragate. Nel caso di Grillo e dei 5 Stelle, sinceramente anch'io , qui da noi in Sardegna, quindi a livello locale, non lo avrei votato: motivo? Visto come si comportano gli altri sindaci del movimento, tipo Appendino che aumenta gli stalli a pagamento e non interviene sul problema dei migranti che occupano intere palazzine e creano danni,di ogni tipo, nei quartieri dove presenziano, mi dà un motivo per non votare 5 Stelle. Qui ad Assemini, per quanto ne so, hanno aumentato le tasse sui rifiuti solidi urbani, problema che pare non sia stato risolto neanche dalla Raggi a Roma.
Tuttavia , prendendo spunto un po' da quanto scritto da Blondet e un po' da un'intervista rilasciata da Massimo Fini, mi chiedo se sappiamo che cosa deve o non deve fare un sindaco o un assessore comunale, e se lo sappiano anche gli eventuali candidati. Può risolvere i problemi dei posti di lavoro che non ci sono? Ditemi che cosa è messo lì a fare, perché se questo non è di sua competenza e l'altro non spetta a lui, che cosa cavolo ci viene messo a fare: a tagliare nastri di inaugurazioni di giardinetti che diventano i negozi di spaccio o luoghi dove si mangia e si lascia sporco tra vomito piscio e cartacce? I rubinetti diventano dei bidet a cielo aperto, per chi ancora si lava. Diceva Blondet che tutti i partiti e le persone di riferimento, da Mariotto Segni a Silvio Berlusconi passando per la Lega di Umberto Bossi e i vari Ulivi e Margherite, non sono riusciti ,volenti o nolenti a concretizzare niente (aggiungo io, che non siano accordi su cui gli elettori e i cittadini non hanno messo né possono mettere naso e bocca): Segni poteva fare un mucchio di cose al pari di Berlusconi, che ha solo permesso a Tremonti di creare Equitalia e dotarla di superpoteri, tipo le ganasce fiscali. Non ha tolto le accise o cancellato gli studi di settore, né ha messo un'aliquota flat o abbassato l'iva. Quell'altro che ha avuto il suo momento di gloria, Di Pietro, era ed è un fissato con la riforma della giustizia, quasi sia la panacea che ci darà lavoro e benessere...e come lui altri. Il Pd e altri della sinistra si sono fissati,invece, con nozze gay,migranti, iu soli, e vaccini, buona scuola, e con un bavaglio a internet che,con la scusa dei controlli su bullismo , impedirà di poter discutere di ...tutto, da ciò che ha fatto il fascismo all'industria delle prigioni negli Usa, dal fatto che per me la famiglia esiste ed è fatto da un maschio e una femmina e dei figli se ne arrivano, fino al voler sapere qualcosa sulle scie chimiche e perché mai dobbiamo continuare ad avere così tante basi militari con soldati nostri e di altre nazioni...Alla luce di quanto sopra chi perde così malamente o chi non vince, è perché non convince, non è credibile o non è più credibile: Beppe Grillo, quando urla o alza la voce, quando sorridendo mi dice “italiani”, oltre a non strapparmi né risate né un sorriso, mi sa tanto di sfottò , di presa per il culo, e mi fa incazzare, come quando definivo lui un parolacciaio , e dicevo a lui e Travaglio di non definire Silvio lo “psiconano” o il “nano di Arcore”, ma di andare ad attaccarlo sui provvedimenti non presi, sulle cose da fare (dille anche tu, tira fuori idee...se ne hai) e non fatte (abbiamo visto che cosa hanno fatto i sindaci eletti, Pizzarotti compreso). E non mi piace andare a parare con la

Passa tutto in cavalleria

Come è già successo per la questione delle accise sul prezzo del carburante, così succederà per quei provvedimenti e leggi e disposizioni, tanto contestate dai politici all'opposizione che, una volta giunti al governo, si dimenticheranno o che, per giustificare l'impossibilità a loro dire di poter cambiare o abolire o fare qualcosa, sosterranno che i tempi sono cambiati: nel caso delle accise o iva, si dirà che occorre sostituire quelle entrate con altre, nel caso invece delle ganasce fiscali o più precisamente del pignoramento dei c/c, sarà magari un iter pieno di insidie a rallentare e a rimandare il tutto. Un motivo,per non fare, lo troveranno sempre e comunque. Un po' come Macron con le leggi speciali che da 19 mesi sono in vigore e che lui, molto zelante, ha deciso di far diventare permanenti, nonostante non abbiano portato nessun risultato utile (vedi Nizza).Tornando alla nostra patria e più precisamente alle nostre realtà quotidiane, non mi pare di aver letto visto o sentito, di qualche candidato sindaco che si dicesse pronto e deciso a rimuovere gli autovelox o, quanto meno come disse una volta il capo della stradale regionale sarda, che le apparecchiature devono essere ben visibili e opportunamente segnalate. Lo dico perché troppo spesso , ed è il caso anche di alcuni paesi sardi, queste trappole sono dislocate all'uscita delle vie del paese e dove è imposto un limite di 30 km orari: si dà il caso che spesso sono località montagnose , quindi con discese , e mantenere 30 orari quando sei già in uscita, seppure per alcune decine di metri e aiutati o distratti dal paesaggio o dalla fretta, ti fa scattare il marchingegno. Per non parlare di quando invece di uno gli apparecchi sono di più. In tutti i casi spero che ci saranno sindaci che non si faranno intimidire da contratti capestro con società di gestione delle trappole, siano autovelox che t red o similari, così come sarebbe il caso di intervenire su tasse sull'ombra e pubblicitarie. So che ci sono cervelli che già lavorano, purtroppo, per il male, e che quindi governi e regioni spesso avocano a se la possibilità di intervenire, stile leggi speciali, a monte , togliendo di fatto le competenze ai comuni e quindi ai sindaci. E' il solito trucco: quando serve si fa valere una legge regionale, quando fa comodo si fa valere quella nazionale e quando fa ancora comodo valgono le direttive europee o leggi europee. Facile no?

venerdì 9 giugno 2017

Dal particolare all'universale

Chissà come si vive nel loro paese! E la frase, che contiene un'esclamazione e una domanda insieme, dovrebbe invitare i media nostrani a inviare una troupe televisiva e dei giornalisti proprio nelle nazioni di provenienza dei migranti, così da sapere come vivono e che cosa fanno le persone di quei paesi e, come ci si aspetta da un lavoro ben fatto, presentarci anche una breve storia.
E allora verremo a conoscenza delle motivazioni che spingono costoro a venire dalle nostre parti, e potremo chiedere perché vogliono diventare cittadini di questa o quella nazione: immagino che se uno di questi vuole diventare cittadino francese, conoscerà di certo la marsigliese, ma ancora di più gli usi e costumi del paese dove vorrebbe vivere. Ma anche qui si aprono almeno due ipotesi:la prima è che questa persona, in stile senegalese, voglia soltanto andare in Francia ,restarci qualche anno e fare quattrini, per poi tornarsene a casa. Non pensa, cioè, di farsi raggiungere dalla famiglia né appunto vuole acquisire la cittadinanza. Nel secondo caso, al contrario, vuole diventare un cittadino francese, indipendentemente dal portarsi la famiglia al seguito o di richiedere successivamente un ricongiungimento: questa persona sa di suoi connazionali che già vivono in territorio francese, si sarebbero ambientati, e nel complesso stanno bene al punto che lui si convince che la Francia può essere la sua nuova patria. Indipendentemente dalla nazione cui uno aspira trasferirsi, mi chiederei se uno sa come si vive qui da noi, se conoscono le nostre abitudini e intendono adottarle, dall'uso del deodorante fino al rispetto delle donne e degli animali (con tutte le eccezioni possibili e i casi rari che conosciamo): qui si fa festa per i santi, ci sono sagre e processioni e che se per loro possono essere motivo per fare affari in quei giorni, è anche vero che per noi hanno anche un significato religioso e di sicuro sociale. Per non parlare di Natale e di Pasqua, fino a ricorrenze come quelle dei defunti o feste private e personali come battesimi e matrimoni, o di come trascorriamo le giornate al mare. Non so se sanno queste cose e che cosa ne pensano : perché un conto è vieni qui a lavorare, ti fai i cazzi tuoi e non te ne frega una mazza di integrarti e stare con gli italiani se non lo stretto necessario per fare affari e farti pagare e mandare i soldi a casa tua; al massimo stai nella tua comunità che, anche lei come te non si è voluta integrare, dato che eri e sei rimasto mussulmano, qui soldi ne spendi pochi e nei discount o nei negozi cinesi, le tue brutte abitudini culinarie e quotidiane purtroppo si vedono e si sentono, per cui c'è poco da capire. Si capisce che se come in Francia o Gran Bretagna , per citare solo due nazioni con popolazione numerosa come la nostra, ci sono comunità o interi quartieri abitati solo da mussulmani o da determinate comunità, il desiderio di alcuni migranti, e forse il loro progetto, è quello di creare anche qui da noi delle comunità chiuse , dove gli italiani non possono entrare. Stile Chinatown o ghetto, lì loro ci abitano magari ci lavorano (caso più raro) , per il succo è quello, cioè se devo restare mi creo un habitat consono alle mie esigenze che sono quelle di ritrovare qualcosa che mi appartenga. Ecco che far vedere come si vive ,davvero, in quelle realtà lontane, ci aiuterebbe a evitare proprio la nascita, anche qui da noi in Italia, di strade e quartieri o palazzi abitate solo da persone che vi portano i loro usi e costumi che sono assai diversi dai nostri. Ed è inutile girarci intorno perché loro, cucinano dall'alba al tramonto, dato che nelle loro abitazioni, superaffollate , è un continuo via vai , per cui spezie e cipolle vanno alla grande e si diffondono nel circondario, con grande gioia per eventuale biancheria stesa o anche per una finestra aperta . Per non parlare del tono di voce adoperato da chi parla al cellulare , senza entrare in merito a possibili risse tra etnie diverse e così via. Se poi entrassimo nel merito della famosa accoglienza diffusa, scopriamo che prima cosa non hanno nessuna intenzione di vivere in gruppi ristretti, anzi hanno bisogno, per affari loro (e si intendono tutti i tipi di affari, per lo più sporchi) di essere un nutrito gruppo: perciò scordatevi di vedere dieci bengalesi o nigeriani in un paese della Sardegna o di altra regione italiana, perché come minimo si sposterebbero tutti i santi giorni in città , così come avevate visto i migranti farsi trasportare dal Cara di Mineo a Catania, dato che c'era chi, dietro pagamento li portava in auto. In tutti questi ragionamenti vediamo che noi italiani, a parte chi gestisce e trae vantaggi dalla presenza dei migranti,( e cioè cooperative, insegnanti, mediatori, avvocati, volontari, sacerdoti e religiosi in genere, proprietari di immobili, fornitori di beni e servizi, apparati dello Stato che giustificano così la loro presenza ed esistenza, ) siamo dimenticati: le nostre esigenze passano in cavalleria, vengono dopo, cioè verranno esaminate e valutate dopo, non è che vengono risolte, ma soltanto se ne parlerà. Quindi scordiamoci che si pensi a qualcosa per gli italiani, a meno che non serva anche ai migranti, e prima a loro. Vertenze sindacali, possibilità di riaperture di aziende, incentivi per aprire nuove realtà (questo magari sì, perché così le società le fanno realizzare ai migranti: business plan, finanziamenti, consulenze...per loro free). Il succo è tutto lì. Alla luce di quanto sopra possiamo mai pensare che un politico possa, se intervistato o soltanto voglia presentare un programma di rinnovamento, mettersi a parlare di abolizione di studi di settore, obbligo di apertura di linee di credito per aziende vecchie e nuove, mettere fine alle ganasce fiscali e ai pignoramenti automatici, e cose simili? Giammai, vedrete che per prima cosa parlerà di limitare internet, di omofobia, di accoglienza, di femminicidio (prepariamoci magari a qualche caso estivo), di terrorismo e di nuove norme limitative per tutti, e poi forse di pensionati e di animali (anche qui, visto il periodo estivo e degli abbandoni da parte di gente cattiva) . Il possibile sviluppo economico non è nemmeno preso in considerazione e , come già 10 anni fa e anche più, mi fa incazzare che uno come Salvini si dica contrario all'aumento dell'Iva: no, non solo contrario, ma chiedi e proponi, con dati alla mano, di abbassarla. E' come per il prezzo della benzina e delle accise: non solo evitare che aumenti ma che si abbassi e che si tolgano, si elimino le accise. Un appunto a certe cosiddette associazioni di supporto ai consumatori: sentivo in questi giorni, dove in alcuni programmi tv, si parlava appunto dei pignoramenti dei c/c da parte di chi sostituisce Equitalia nella riscossione. Si diceva appunto che non ci sarà più bisogno dell'autorizzazione di un giudice per poter pignorare un c/c , e anche per una semplice multa. Mi direte che sono cose che si sanno,ma io la vedo così: anzitutto mi pare che ci siano multe con cifre spropositate, cui si aggiungono altre spese varie, nonché interessi; ciò vale anche per le tasse non pagate che, i nostri amici o quelli che dovrebbero esserlo e lo dichiarano,ma a parole, non hanno a memoria mia, mai speso una parola per dire a) che sono ingiuste e troppo elevate e b) che uno potrebbe non averle pagate perché i soldi non li ha. Cioè a loro, i nostri amici, forse per non farsi perseguitare dal fisco, va bene dire che le tasse bisogna pagarle, che entro 60 giorni si può chiedere un rateo, e tutte cose ovvie ma sbagliate: sì, perché è il principio su cui poggiano le loro parole e il fisco italiano che è errato. E non mi voglio rifare all'articolo, mi pare 53 della costituzione, ma solo al buon senso. Da dove li caga uno 50 mila o 100 mila euro al giorno d'oggi? Non tutti lavorano in Rai e, in ogni caso sono circa 700 euro mensili nel primo caso e il doppio nel secondo, e calcolato per 72 mesi. Non mi piace allungare il brodo e ,se anche so che ci sono un sacco di altre questioni aperte o apribili e tutte importanti e vitali, ritorno a un ragionamento del lontano passato e concludo : possiamo andare dal particolare (esigenza del singolo, sia appunto single o nucleo familiare o piccolo paese o comunità) all'universale (qualcosa che riguarda tutti i cittadini ) o viceversa. A chi vogliamo dare precedenza? E in che modo sopratutto intendiamo agire? Ma è ancora più importante sapere se sappiamo come agire, perché penso sia finito il tempo di andare in giro con dei cartelloni, degli striscioni o delle bandiere, ma anche farsi fottere avendo raccolto 350 mila firme o anche di più , convinti che era la cosa giusta e logica e pacifica da fare: era necessario studiare educazione civica e sapere se e come si fa a cambiare le cose. I vari Salvini, Meloni, Movimento 5 Stelle , le sanno queste cose o ci promettono che loro...quando noi saremo...e così via?

lunedì 5 giugno 2017

Il dimenticatoio

Possiamo cominciare da tutte le vertenze sindacali che ci ricordiamo, oppure preferiamo da qualcosa di più recente? Si può anche partire dal limite nell'uso dei contanti, fino ad arrivare a parlare di chi vuole proprio l'abolizione di monete e biglietti. O preferiamo riparlare del diritto di voto e della concessione della patente di guida per auto ai sedicenni? Ognuno può aggiungere qualunque cosa faccia capolino nei ricordi , anche i famosi 1.000 euro di pensione minima o il non chiaro reddito di cittadinanza. Il riferimento del dimenticatoio si rifà alle proposte avanzate sopratutto da politici, quasi mai dettagliate come invece lo sono state quelle riguardanti il lavoro, del prof. Gustavo Piga e di Maurizio Blondet: queste idee, senza volermi addentrare e ricordarne i dettagli, erano già comprensibili e condivisibili, nel senso che non ti veniva da pronunciare la solita domanda, ossia "dove troviamo i soldi". Poi , ognuno di noi, ha il proprio dimenticatoio, dove immagino ci siano le cose più interessanti per ciascuno di noi.

sabato 3 giugno 2017

Per chi non capisce

Finalmente , si dirà, si arriva al dunque: peccato che capire le cose, per molti di noi, avverrà attraverso uno choc e non ci sarà modo, purtroppo, di intervenire fattivamente, partecipando alla manovra, alla correzione auspicabile. Questo perché , in tutti questi anni, in cui ho predicato, non unico in ogni caso, spiegando che bisognava intervenire, nessuno o in pochi hanno dato retta: nessuno si è preso la briga di vedere , di verificare, se quello che dicevo erano o meno cazzate, o quanto meno cose senza importanza.
Al contrario, ci si è sempre più preoccupati del Medio Oriente, e da qualche mese , con maggiore interesse, anche all'Estremo Oriente: non ci facciamo mancare nulla pur di guardare altrove, e meglio se lontano. Non ce ne frega un beneamato cazzo se ci sono paesi e interi quartieri di medie e grandi città, dove sono spariti i negozi e le attività commerciali: dopotutto , basta che ci siano i centri commerciali, gli ipermercati, o che si possa acquistare sul web.

E meno male che qualcuno, ben più quotato di me, adesso ne comincia a parlare: ed era ora, ma peccato che ormai sia troppo tardi. Troppo tardi perché per cosa? Per invertire la rotta, per evitare che le città abbiano le loro china town o i quartieri islamici, e soltanto perché le amministrazioni comunali e la politica in genere, mazzettata , ha impedito che il dio denaro si impossessasse di interi stabili e strade, perché ha concesso che venissero edificati centri commerciali e città mercato, con il pretesto che grande è meglio, perché ha piacere che religioni e modi di vivere che sono in palese contrasto con il nostro “modo di intendere la vita” abbiano spazi dedicati. Queste persone, al pari di un qualunque italiano che voglia andare a vivere e lavorare all'estero, si devono

mercoledì 24 maggio 2017

Non si sa mai che qualcuno accetti

Come spesso succede, domande per noi importanti non ricevono risposte: ma più dispiacere c'è nel ritenere che non siamo stati capiti, che non ci siamo saputi far capire. Quindi le nostre domande, in questo caso specifico le mie, non hanno trovato udienza. Eppure il pubblico , attento e adatto, mi sembrava che ci fosse. Fior fiore di esperti credevo fossero attivi lettori di blog e siti dove ho , semplicemente, posto degli interrogativi e non solo sui migranti. Premetto, per evitare noiose ripetizioni di vocaboli e termini, che le risposte devono far sapere se c'è o no fattibilità, se ci sono o si possono intravedere o studiare alternative, se purtroppo non c'è niente da fare: ecco, cose di questo tipo.
Per cui, chiedevo di fare qualcosa per debiti verso lo Stato, e che non possono essere sostenuti in 72 rate : 100mila euro diviso 72 fa circa 1.400 euro scarsi. Ditemi dove uno li caga, se non li prende nemmeno come stipendio...se , Dio volesse, avesse un lavoro con posto fisso: nel mio caso, ad esempio, da fallito nel 2004, senza poter avere più un lavoro autonomo ma ritrovandomi con

martedì 23 maggio 2017

Fisco, conto corrente bloccato dal primo luglio in caso di contenziosi con l'Erario

Gli italiani l’avevano capito da un pezzo, diciamo sin dall’annuncio dell’ottobre 2016. Quando l’ex premier Matteo Renzi dichiarò con toni trionfali che Equitalia sarebbe scomparsa, senza però spiegare in che modo l’avrebbe sostituita. Qui c’è puzza di bruciato, pensammo un po’ tutti. E, infatti, man mano che il quadro iniziava a prendere forma i timori si sono progressivamente trasformati in realtà. Quasi subito è emerso che si trattava di una soppressione solo di facciata e che dal primo luglio 2017 sarebbe nato un nuovo ente, «Agenzia delle Entrate-Riscossione», con poteri rafforzati rispetto a quello precedente.
A differenza di Equitalia, infatti, l’articolo 3 della legge n. 225/2016 prevede che il suo sostituto possa accedere direttamente all’anagrafe tributaria, alle banche dati dell’Inps e ai nostri conti correnti. Una svolta sostanziale. Perché fino ad oggi questa possibilità era garantita solo all’Agenzia delle Entrate, cioè all’ente addetto all’accertamento, mentre quello tenuto alla riscossione, Equitalia, non ne aveva diritto. Va da se che il processo subirà una brusca accelerazione.
«Tra poche settimane - spiega a Libero il commercialista Federico Grigoli, partner dello studio Pirola Pennuto Zei & Associati - il nuovo ente addetto alla riscossione dei tributi potrà immediatamente accedere alle banche dati per verificare quali sono i crediti e qual è il patrimonio del contribuente che il Fisco ha la facoltà di aggredire per rifarsi dei mancati pagamenti. Un modo per velocizzare la riscossione e una dimostrazione che nonostante ci sia una sentenza della Corte Costituzionale che lo dichiara illegittimo, il nostro sistema va sempre di più verso un modello “solve et repete”. Cioè costringe il contribuente a pagare e poi eventualmente a ritornare in possesso dei suoi beni se dimostra di aver ragione».
E del resto c’erano già diversi indizi che andavano in questa direzione. Come dimenticare che le ultime norme hanno arricchito il numero di database a disposizione dei guardiani del Fisco. Per dire, l’Agenzia delle Entrate (e quindi il nuovo ente per la riscossione) potrà consultare anche le informazioni relative ai rapporti di lavoro o di impiego presenti nelle banche dati dell’Inps in modo da semplificare la procedura che porta al pignoramento di stipendi, salari o altre indennità.
Così come è sempre utile ricordare che ormai da tempo le procedure esecutive per i debiti tributari sono svolte senza il controllo di un giudice. «Per esempio - spiega il commercialista associato allo studio Pirola - il contribuente che riceve una cartella esattoriale e non paga il debito dovuto può ritrovarsi il conto corrente pignorato senza che vi sia il via libera di un tribunale». Di fatto l’Agenzia delle Entrate decorsi i 60 giorni dall’avviso di accertamento (la classica cartella) può ordinare alla banca di versare la somma dovuta direttamente all’Agenzia. Una sorta di prelievo coatto. Ma non solo. Perché le Entrate possono imporre all’inquilino del contribuente moroso di girare allo Stato anche il canone d’affitto. «In tutti questi casi i cittadini hanno un unico modo per difendersi: fare causa all’Erario dimostrando di aver subito un danno».
E le brutte notizie non finiscono qui. L’altra amara sorpresa arriva dalla recente manovrina (dl 50/2017) che ha modificato la normativa sui pignoramenti immobiliari. L’iter parte con l’agente della riscossione che fa una comunicazione preventiva al proprietario per avvertirlo: se non paghi il debito che hai con il fisco entro 30 giorni sarà iscritta ipoteca sul tuo immobile. Fino a pochi giorni fa l’iscrizione poteva avvenire solo se il singolo immobile (eccezion fatta per la prima casa che resta fuori dai giochi) aveva un valore superiore ai 120 mila euro, con le nuove regole invece si considera il valore complessivo degli immobili di proprietà del contribuente moroso e se questo supera i 120 mila euro diventa possibile iscrivere ipoteca e successivamente procedere alla vendita del bene.
«Insomma - sintetizza Grigoli - non si parla più di immobile, ma di immobili. Per fare un esempio, con la precedente normativa, se non pagavo delle imposte e avevo un patrimonio di 10 immobili tra case e box, ma nessun cespite superiore ai 120 mila euro, lo Stato non poteva ipotecarne nessuno. Da oggi invece quegli stessi immobili, che sommati hanno un valore ben superiore ai 120 mila, potranno essere ipotecati e quindi successivamente espropriati e venduti all’incanto per ripagare il Fisco». Morale della favola: visto che l’abitazione principale non può essere toccata occhio alle seconde e terze case e soprattutto ai box auto.
Lo Stato deve fare cassa e non fa niente per nasconderlo. Tanto che lo fa dire al legislatore nella relazione tecnica di accompagnamento alla manovra correttiva. Nel biennio 2014-2015 - si legge - l’87% dei preavvisi di ipoteca (la comunicazione dell’agente della riscossione che avverte il debitore) non ha dato nessuna forma di pagamento. E nel restante 13% dei casi i contribuenti morosi che hanno provveduto a saldare il conto hanno versato in media 12.300 euro. L’obiettivo dichiarato è migliorare l’azione esecutiva del 10% portando a casa 85 milioni di nuove entrate nel 2017 (si considera circa metà anno), 226 milioni nel 2018 e 282 milioni nel 2019. E si salvi chi può.
di Tobia De Stefano
fonte liberoquotidiano http://www.liberoquotidiano.it/news/economia/12392536/fisco-blocco-conto-banca-contenzioso-primo-luglio.html

Curioso di sapere che cosa ne pensano i politici della destra e della Lega, ma anche quelli del M5S. Su Liberoquotidiano ho letto un commento che è da "calci in culo e nelle palle": il tipo in sostanza afferma che il fisco ti ha concesso 72 mesi di rateo e quindi basta, stop. Ma brutto pezzo d'idiota, se uno i soldi non li ha, o se peggio gli è stato calcolato il tutto con aliquote e percentuali da usura (inteso come percentuale alta e spropositata), come la mettiamo? I famosi soldi all'Inps che devi dare a prescindere del tuo ipotetico guadagno, che per chi non lo sa potrebbe anche mai arrivare e tu devi anticipare. Mi pare che ci siano troppe persone che hanno lo stipendio il 27.

lunedì 22 maggio 2017

Quarant'anni fa, forse...

Facciamo anche 50 anni fa, i nostri "amici" migranti, quelli che sostengono di essere minacciati in patria o dissidenti o perseguitati , sarebbero stati subito oggetto di interviste e avrebbero ricevuto il sostegno dei "compagni" o di chi per loro, e non dico una castroneria se ogni sabato, in stile autoconvocati, ci sarebbe stata una manifestazione di protesta davanti ad ambasciate o consolati dei paesi in questione. Invece così non è: e nemmeno i più esaltati tra gli italiani si sono sognati di intervistare o colloquiare con altri di questi giovani e prestanti migranti, ovvero coloro che fuggono dalle guerre. Non gli hanno detto andiamo a protestare davanti alle Nazioni Unite, apriamo uno dei tanti tavoli di pace (noi siamo abituati in Italia ad aprire tavoli ma non a concludere): no, niente di tutto questo, solo una manifestazione a Milano sabato scorso. Ecco che appare sempre più chiaro che le domande che ho sempre rivolto a me stesso , tornano a fare capolino: accogliere una persona in difficoltà è un atto che, se vuoi lo fai sennò picche; posso darti da mangiare e da bere e rifocillarti per due o tre giorni, fai anche una settimana, ma poi...poi ti devi arrangiare in altro modo, a meno che io non abbia da offrirti un lavoro, sennò te ne devi andare. E di norma un lavoro te lo offro se mi serve personale in più e se non ci sono italiani (in questo caso) che possono svolgere lo stesso lavoro: da qui discenderebbe poi il

sabato 20 maggio 2017

E nel frattempo...

Mentre Borghezio viene condannato per aver espresso giudizi e opinioni non politicamente corretti, e mentre in Germania avveniva l'esatto contrario, ove una donna, forse anche madre o mamma, ma di parte politica avversa può essere definita "troia nazista" e non succede niente, appunto, nei nostri porti continuano ad arrivare migranti , e nelle coste sbarcano clandestini, di solito questi ultimi sono algerini. Del resto subiamo ,sempre e comunque, notizie di parte, dove un governo non voluto, impone dal 2011 manovre fiscali che fa passare come indispensabili e necessarie per la ripresa economica, che però non c'è; dove ,e ormai lo ripeto da oltre 10 anni, non importa a nessuno se si vende all'estero, perché sono i negozi di città che devono vendere e avere clienti; clienti che devono avere un buon potere di acquisto perché, vivere servendo caffè a 50 centesimi a tazzina, non si campa, si chiude. E infatti dai tempi di Ciampi e Napolitano si parlava sempre di vendere i nostri prodotti all'estero, e lo si diceva ben sapendo di aver permesso di delocalizzare o di smantellare ciò che era rimasto come fabbriche; si è permesso di tagliare i prezzi dei prodotti agricoli , in barba al fatto che la GDO guadagnava e guadagna affamando i contadini; si è ignorato il pericolo del territorio devastato da costruzioni in ogni dove, dei canali dei fiumi non ripuliti, e magari si sono spesi soldi in aumenti di stipendi e in armamenti o missioni umanitarie discutibili. Si può proseguire, e concludo, osservando che per fallimenti e seconde opportunità, per l'accesso al credito da parte di famiglie e pmi, per cancellazione protesti e riabilitazioni e per il divieto di dossieraggio da parte delle finanziarie e banche, non è stato fatto nulla, anzi , se uno proprio volesse incazzarsi può riascoltare qualche intervento da parte di dovrebbe,a parole, essere dalla parte dei consumatori o utenti, e si fa un'idea di ciò che passa davvero in quelle teste: prima , associatevi e poi si vedrà.
Nel frattempo cosa succede? Sbarchi continui, nessuna possibilità di ottenere credito (a me, ad esempio, servirebbero 10mila euro per avviare la mia nuova attività, e ne ho solo trovati mille, per adesso:purtroppo ,se non li trovo entro 15 giorni max 20, l'idea sfuma), concorsi e posti fissi nello stato difficili da ottenere , nel privato idem, anche se qualcosa sembrerebbe muoversi (ma gli stipendi sono bassi, e si ritorna al discorso sul potere di acquisto che è troppo basso e alla qualità bassa di ciò che si può comprare con quella disponibilità di denaro): a ciò si aggiunge la sfiducia nell'idea di mettersi a discutere, a far valere le proprie idee e proposte, nella convinzione che intanto non servirebbe a niente, che ciò che possiamo dire o fare non cambia di una virgola la realtà.
Allora è vero che "ognuno per sé , Dio per tutti", cane mangia cane: come mi ha detto un caro amico "ti lascio, perché devo andare a cercare di trovare 50 euro che mi mancano e mi servono per pagare la bolletta". E ho pensato, giusto per aggiungere altra carne al fuoco: meno male che ci sono ancora i contanti, sennò come potrebbe fare? Si fa versare ,via smartphone o con bonifico, 10 euro da ogni amico? 

mercoledì 10 maggio 2017

Commentare nei siti? Non mi pare che ne valga più la pena

Che non ne valga più la pena è palese, ormai, per diversi motivi. Mi sento di dover accusare, e non sono l'unico ma ,anzi, forse l'ultimo, che ha notato finalmente che i cosiddetti siti di “vera informazione o controinformazione” o comunque “che sono definiti alternativi”, in realtà fanno come il M5S e cioè arginano la protesta e la contengono.
Un po' come certi partiti o movimenti politici in passato. Ergo, non troverò mai nessuno che raccolga qualche mia idea e la discuta, nessuno che interverrà su commenti miei o altrui per vedere se , chissà, possa esserci qualcosa di buono. E questo, cioè essere ignorati bannati e marginalizzati, vedere sparire i propri commenti , beh ti fa stare male: passi una volta, credi di aver commentato e invece il commento non “è partito”. Ma due o tre commenti in un giorno, ti induce a fiutare che qualcosa non va, non quadra.
Che dire poi dello slang che ognuno di noi possiede, per cui dalle mie parti “figlio di cane” ha valore di insulto bonario e non per niente spregevole, e che anzi talvolta è assimilato a furbo, a volpe o volpone, e invece mi sono visto “cancellare il commento perché sarebbe risultato offensivo”?
Si vede che c'è gente che non capisce proprio un beneamato cazzo.

martedì 18 aprile 2017

Siamo arrivati al limite?

Non credo , almeno se parliamo dell'Italia come pure se riparlassimo della Grecia, nazione su cui tanti di noi, per quanto ne so, puntavano: speravamo, ed è inutile nascondercelo, che i greci facessero il lavoro sporco per noi italiani e per tutti gli europei che si sono sentiti traditi dall'euro.
E voglio ricordare in quell'estate in cui iniziavano le rivolte, di come i vari Zucconi a radio Capital ne prendessero le distanze , in senso negativo verso i greci, ovviamente.
Oggi possiamo ,prendendo esempio da quanto avviene al di fuori dei nostri confini, fare qualcosa per cambiare la nostra realtà. 
Come? Partiamo dalla vicina Turchia, quella che ha il sultano Erdogan.
Ci si lamenta, prendendo per buona la nota dell'Osce, che la votazione per il referendum non è stata pulita, ci sarebbero stati brogli in stile, forse, come quelli per il nostro per scegliere tra monarchia e repubblica, con il medesimo risultato, e cioè quelli sono i dati ufficiali, e la partita è chiusa.
Ma siccome i tempi sono cambiati, ecco che il turco, afferma che non se ne deve né può più parlare e discutere: ed è qui che volevo arrivare.
Quanti di noi sanno di che cosa si può o non si può discutere in Italia? 
Allora mettiamola così: secondo voi , ci sono o no argomenti, temi, di cui è di fatto proibito parlare? E per proibito intendo sia il fatto che non ne sentiate discutere in tv, sia che si senta qualcuno che nei media cerca di argomentare e di portare l'attenzione su un dato problema, sia che la legge lo vieti proprio penalmente.

lunedì 3 aprile 2017

Per ora non interessa, ma

Sembra proprio così: fino a quando una situazione non ti tocca direttamente, te ne freghi, intendendo con ciò non un disinteresse motivato da un'aria di superiorità, quanto da mancanza di informazione su eventuali conseguenze di azioni , leggi, disposizioni, ordinanze e regole in senso lato.
Due esempi su tutti (quelli che ho in mente adesso): fra poco inizia la stagione balneare, e qui da noi in Sardegna, come forse anche altrove, in prossimità delle spiagge parcheggiare le auto, sarà a pagamento.
In alcune località quest'obbligo scatterà da giugno a settembre: c'è da dire che puoi sempre non andare in quelle località, in quei posti dove ci sono queste ordinanze, che oltretutto non prevedono la custodia del veicolo, né stai dando dei soldi per usufruire di un bagno o una doccia o del cestino dei rifiuti, solo perché occupi un dato spazio, anzi “uno stallo”.
Dopo di che c'è qualcuno che, senza una cadenza fissa, passa e controlla se nel tagliando esposto l'ora e il giorno corrispondono a quanto dovresti aver pagato: in difetto ti multano.
Da dire ancora che il tagliando potrebbe, secondo le zone, essere rilasciato da un macchinario o essere messo in vendita in qualche negozio ubicato “nella zona”: quindi quei soldi non danno uno stipendio, ma al massimo possono servire per la carta e la manutenzione della macchina erogatrice .
Se invece, e questo è il secondo esempio, dovessimo avere a che fare con il nuovissimo autovelox, quello che ci fotografa se ci stiamo scaccolando o frugando i denti con le unghie, allora le cose cambiano e in peggio: fatto salvo che uno può frugarsi quello che vuole, c'è da precisare che i macchinari in uso da parte delle cosiddette autorità compiono delle autentiche azioni di indagine che, e qui ci vorrebbe l'aiuto di un avvocato o un filosofo o un sociologo, a mio parere violano la privacy dell'individuo.
Oggi ci sono in uso apparecchiature in grado di stabilire , riconoscimento facciale a parte, tutti i dati relativi a un veicolo, nonché quelli relativi al proprietario e alle sue varie posizioni previdenziali oltre a pendenze con la giustizia: è giusto o no essere scannerizzati tutti i santi giorni e per diverse volte al giorno? Del resto possono disporre di dati attraverso le telecamere e i droni, e questi dati potrebbero anche essere rilevati e quindi archiviati, da società estere, ma anche essere carpiti, a nostra insaputa, quando siamo in viaggio in un paese straniero.
Perché, e concludo, in apparenza sembrerebbero cose irrilevanti, del tipo io non ho niente da nascondere, infatti chi dice così ti fa venire voglia di dirgli che “ce l'hai così piccolo che non lo devi neanche nascondere” , ma se a ciò aggiungete il monitoraggio del denaro, il fatto che vogliono sapere perché sei andato a Londra 10 volte negli ultimi sei mesi, come mai percorri sei volte al giorno la statale, perché entri dieci volte ogni giorno nel portone di quello palazzo se non ci abiti...e tutti questi dati , in se innocenti, vengono non solo raccolti, ma classificati, comparati, elaborati, per trarne delle conclusioni, dei giudizi sulle persone.

Non sono d'accordo, perché oggi non ci interessa, ci passiamo sopra, pensiamo che in fondo tra terrorismo, violenze e rapine, pirati della strada, forse è meglio monitorare il territorio: ma quando si va a collegare i dati, si tende a orientare gli individui affinché compiano delle scelte, facendo leva sulla ricattabilità che può venir fuori dalle loro abitudini sessuali o alimentari ad esempio, ecco che le cose cominciano a non quadrare più, come vuole chi auspica di controllare ogni centimetro quadrato del pianeta.
Quello che fanno e possono fare certe società, legalmente autorizzate o no che siano, si chiama dossieraggio, e in alcune nazioni dovrebbe essere vietato, ma appunto non è così dappertutto.

giovedì 30 marzo 2017

Visto su comedonchisciotte.org e postato qui

Due anni di carcere per Nicoletta Dosio e altri 11 militanti No TaV

di Giorgio Cremaschi

HO APPENA SAPUTO CHE NICOLETTA DOSIO E ALTRI MILITANTI NOTAV SONO STATI CONDANNATI A DUE ANNI DI CARCERE. SIAMO CON LORO.

La pesantissima condanna è per una protesta assolutamente pacifica di alcuni anni fa ad un casello dell'autostrada, senza alcun blocco del traffico. Questo è lo stato di polizia che stanno costruendo assieme il sistema di affari e potere, il suo governo, i mass media. Che sono oggi indignati per i 15 giorni di arresto inflitti a Navalny a Mosca, ma che sicuramente applaudiranno alle condanne liberticide in Italia. Come hanno già fatto, protestando contro gli ostacoli posti dalla polizia a manifestare in Russia, ignorando o lodando il sequestro di centinaia di persone a cui è stato impedito di partecipare al corteo Eurostop di Roma. Con la motivazione, dichiarata dal questore, che si è trattato di una selezione dei manifestanti anche "ideologica". 
Si conferma così che la violenza repressiva del regime è superata solo dalla ipocrisia della sua propaganda. Siamo con Nicoletta, con i Notav e con tutte e tutti coloro che lottano e pagano per questo. La stupidità autoritaria di sentenze, decreti Minniti, regime di polizia non ci fermerà. Forza e coraggio compagne e compagni.

http://www.lantidiplomatico.it/dettnews-due_anni_di_carcere_per_nicoletta_dosio_e_altri_11_militanti_no_tav/6121_19493/

mercoledì 29 marzo 2017

Avrò capito male...io

Chissà perché i media e gli opinionisti se la prendono, sempre, con chi “fa qualcosa”, produce, dà lavoro.
Non ho voluto vedere la puntata di Report dove si parlava di chef premiati e stellati e dei loro ristoranti: e non l'ho guardata perché dal taglio,non tanto della trasmissione, che a mio parere ha sempre “fatto le parti ai cornuti”, ma da come hanno presentato gli argomenti della puntata nelle pubblicità.
Da come si introduce un tema, un argomento, puoi capire dove andranno a parare: e ,anche dal commento che ho letto oggi sul Corriere della Sera, non mi ero sbagliato.
Si fa presente, non dico si accusa perché,appunto, non ho visto la puntata, che con i loro 40 coperti i ristoranti stellati non possono coprire le spese, ergo si adattano,gli chef, ad andare in tv, a diventare critici enogastronomici eccetera.
Mi si dive dire perché una persona ,che opera in regime di concorrenza, non debba “diversificare” per coprire,appunto, le spese e ,se del caso, guadagnare.
Ma forse i vari Report e chi con loro, auspicano menù a 10 euro e con vino buono , il tutto ossequiati e riveriti, con tovaglia e coprimacchia, tavolo con diametro di 120 o 160 centimetri, un bel po' di stoviglie come Dio comanda, dei bei tovaglioli non certo di carta monovelo, entree e aperitivo offerto dalla casa: anche se il loro modo di ragionare li porta più verso lo stile fast food e pieno di americanate che ,sempre loro, indicano come “la moda da seguire”.
Perché? Perché sono esterofili fino al midollo, perché gli altri fanno sempre meglio.
Lo si è visto ,non da oggi, per il settore della moda, dei motori, degli arredi: gli altri fanno meglio e fanno pagare meno, almeno in “proporzione”, perché sulle auto o le moto, occorre “sganciare” denaro, mentre che so, con Ikea dovresti già sapere che compri qualcosa che ha poco e vale poco, anche se è presentata bene.
Infatti il marketing di Ikea e delle grosse multinazionali è ben fatto: non capiscono un cazzo di ciò che vendono, ma sanno come si fa, e lo dimostra il gruppo ben nutrito di seguaci che sembrano felici di essere fottuti.
Del resto sento sempre più spesso persone che dopo “aver mangiato tutto quello che volevano per 20 o 25 euro” ,mi fanno anche sapere che hanno trascorso diverso tempo in bagno tra sciolte , peti e mal di pancia in genere.
In ogni caso, contenti loro, e pure chi fa dei servizi senza fornire ,a mio parere, le informazioni giuste,così da permettere di valutare, che cosa ci sarebbe da aggiungere ancora?
Una cosa ci sarebbe: il lavoro nostro, per chi lavora almeno, così come quello altrui, ha dei costi che è bene,se non conoscere in dettaglio, almeno saper individuare.
E se questi tizi che fanno i reportage e le indagini fossero un po' capaci, lo capirebbero e lo farebbero presente: invece no.
Se hai 40 coperti, fatti un calcolo di quanti piatti e bicchieri ti servono, a meno che non voglia dare una festa in casa e usare una confezione di bicchieri, non di carta, ma di plastica, idem per piatti e posate: quindi ragiona e informati, almeno sommariamente, di costi di una tovaglia e di un copri macchia o anche di tovaglie all'americana (quelle dovrebbero piacere agli esterofili).
Poi chiedi quanta corrente elettrica serve per mantenere in piedi il tutto, vedi anche quanto si paga di affitto per un locale ,come quello del ristorante (che deve avere canna fumaria e almeno tre bagni e antibagno e ,se fa, pure un cortile) in zona, e dulcis in fundo il costo del personale.
Quanta gente c'è in cucina e in sala? Quanto costano?
Chi ha un fast food o quei locali ,mezzo abusivi, dove se devi cagare o pisciare devi trattenere fino a quando torni a casa (perché ,con il servizio che offrono, cioè non ai tavoli, non c'è l'obbligo di avere il bagno per i clienti:bagno che deve avere certe caratteristiche: informati! Sennò come hai aperto, asl o nas ti fanno chiudere...e fanno bene, perché gli altri, quelli che si mettono o sono in regola, non sono tutti dei coglioni!) perché un sacco di obblighi non li hanno, ecco proprio questi signori qui, hanno dei costi nettamente inferiori: anche perché la materia prima è quella che è , cioè non è di prima scelta.
Per farsi un'idea è sufficiente andare a visionare un qualsiasi centro ingrosso alimentare, per accorgersi di cosa c'è, di quanto costa.
La cosa che occorre rimuovere è la simpatia,non tanto per il personale, spesso sottopagato, che vi opera, ma per i marchi, i grandi marchi, presenti: se tu sei convinto che quella bevanda, quel sugo, quell'olio, siano i migliori, allora devi essere riprogrammato, ma una bella riprogrammazione anche nel palato non guasterebbe.
Tornando ai costi del ristorante, il personale costa, sopratutto se lo paghi quanto deve essere pagato: non entro nei dettagli del costo sullo smaltimento dei rifiuti, sulla disinfestazione, né sulle materie prime.
Certo se uno pensa di confrontare un ristorante,anche a conduzione familiare, che compra non nei cash and carry, ma dai produttori, che sa ciò che sta comprando, con un ristorante dove la spesa la si fa magari al discount, allora siamo fuori rotta: se poi c'è gente che lavora in nero, e magari senza neanche continuità in cucina, si confrontano grandezze non omogenee.
Se poi si vuole invece discutere sui piatti degli chef stellati e pluripremiati, posso condividere le critiche sulle quantità e sulle scelte di sperimentazione, sopratutto con chi vuole ,così mi sembra, premiare il mix con spezie e altro proveniente dal culture ,gastronomiche, non nostre o non ancora assimilate o assimilabili: preferisco la tradizione, anche perché ,per ciò che ho visto e che credo di conoscere, tante persone non conoscono il vero sapore di ciò che potrebbero mangiare, anche perché forse non hanno mai assaggiato il cibo così come doveva essere cucinato.

Diciamo che c'è troppa gente “vittima” dei piatti pronti, surgelati.

lunedì 20 marzo 2017

Le speranze muoiono

Quando ti rendi conto di essere , non il figliastro, ma nemmeno di far parte della comunità, della nazione dove sono nati i tuoi e anche tu, provi un senso di fastidio: poi senti covare la rabbia dentro di te, ed è come un fuoco che alimenta le tue intenzioni di fare giustizia e ancor prima di capire.
Quando vedi che è più importante trovare le soluzioni per gli extracomunitari, o che le aziende che chiudono e falliscono possono continuare a essere dimenticate insieme alle maestranze, oppure che è un bene che ci siano i grandi centri commerciali e gli outlet invece dei negozi, ecco che ti rendi conto che tu e le tue istanze sparite dall'agenda, che i vari sportelli danno udienza agli stranieri e a chi ha diritto al reinserimento, ma non a te e a quelli come te.
Ed è allora che monta la rabbia, che cresce la voglia di spaccare la faccia a chi sta dietro un vetro e ti dice che per te finanziamenti non ce ne sono, che tu non hai i requisiti, che sei troppo grande, che le tue idee non valgono niente, che tu e quelli come te non sono affidabili, mentre lo sono gli extracomunitari e coloro che devono essere reinseriti: questi li aiutiamo e non possiamo lasciarli indietro.
Allora pensi che chi protesta contro le politiche del governo,non eletto, chi sta all'opposizione, chi ai tempi di Rigor Montis urlava vaffanculo, chi ce l'aveva con lo psiconano, chi dice (adesso) "prima gli italiani", ecco che ritieni che questi siano dalla tua parte: del resto si preoccupavano, allora, dei suicidi degli imprenditori, mentre ora non gliene sbatte più una mazza, e non ne parlano più; allora volevano uscire dall'euro o proporre, quanto meno, un referendum, ma ora non ne parlano più di referendum, semmai le opposizioni, pensano di rinegoziare con l'Ue i trattati, di ottenere di poter sforare , e di ripartire gli immigrati nelle varie nazioni europee. 
Tutto qui: e come vedi, per te e per me, non c'è un cazzo, niente di niente: cioè non si parla di accesso al credito, perché ciò che dicono i 5S non sono fondi e soldi in automatico, ma sempre e comunque se hai i requisiti di cui parlano o parleranno loro; e non parlano di rifacimenti di verginità, che ti toglierebbero dalla lista nera protestati e falliti e cattivi pagatori; e la Lega parla di flat tax, ma non accenna minimamente a cancellazione o stralcio di debiti con lo stato , Equitalia e agenzia delle entrate, cioè non intende, per ipotetiche ragioni di giustizia sociale, cancellare i debiti , quando sarebbe sufficiente trasformare in crediti una parte di quanto, chi ha pagato (e poteva farlo o che per farlo si è fatto in quattro) le tasse o le sta pagando a rate.
Si parla come sempre di altro, ma mai si entra nel merito delle cose terra terra.
Che poi sono le uniche che contano,ma come vediamo vengono prima i diritti degli stranieri in Italia: un po' come quando, con la scusa dell'immunità diplomatica o di trattati strani , abbiamo avuto omicidi impuniti o soldati stranieri mai processati e processabili in Italia.
A parte il caso del Cermis , andate a rivedere i casi di cronaca, se mai li riuscite a trovare negli archivi dei giornali, dato che quel tipo di notizie non devono mai arrivare ai cittadini.
Ora più che mai vale la legge della giungla, dell'ognuno per se e Dio per tutti.

sabato 4 marzo 2017

La vera paura

Qualcosa non mi torna, o meglio ancora , non ho proprio capito: i detrattori del cristianesimo, inteso in senso lato, non ne vogliono sapere né di paradiso né di inferno, giammai di purgatorio, e ancor meno di giudizio universale. E sia, ma non mi spiego la casualità della nascita dell'universo, se è infinito o se ce ne sono altri, la questione degli universi paralleli, delle dimensioni oltre le quattro (sono quattro o di più?), dei viaggi nel tempo, e di cosa c'è dopo la morte. C'è qualcosa? Ci deve essere qualcosa? Non mi interessano tanto i discorsi che uno vive finché o anche quando qualcuno lo ricorda, il mio desiderio sarebbe quello di poter stare , dopo morto, con le persone a me care, con cui mi sono ben relazionato da vivo. Poi c'è anche il desiderio, mai del tutto appagato, di voler sapere un sacco di cose su un sacco di argomenti. Uno per tutti potrebbe essere se c'è vita nell'universo, vita intelligente simile alla nostra o superiore: c'è o non c'è e com'è? C'è chi parla, non so se Jung o chi altro, del fatto che la vita vera e propria è quella che viviamo nei sogni e non il contrario: mi chiedo quindi che cosa sarebbero i sogni e se hanno una funzione che non sia quella di evitare di sovraccaricare il cervello. Infine mi dispiacerebbe se tutto, ma proprio tutto, fosse un inganno, e non fosse vero niente. Ho già superato, dato che sono presuntuoso, la fase in cui potevi credere di diventare ,dopo morto, un Dio e che ti sarebbe stata affidata una parte dell'universo da governare. La forma mentis che ho mi fa apprezzare le relazioni tra il sottoscritto e il resto dell'universo, seppure me la faccia sotto davanti a un'onda marina di due metri o abbia ,come forse anche altri, paura dei terremoti e degli tsunami: ma accarezzare un cane o un gatto, sentire il cinguettio degli uccelli, il rumore di un ruscello che scorre, vedere il sole che sorge o tramonta, il cielo stellato (senza inquinamento luminoso) credo che siano cose che non hanno prezzo e per cui vale la pena vivere e che,dopo morti, vorrei continuare a sperimentare. Per cui mi chiedo: perché tutto ciò dovrebbe finire? E perché una volta per tutte?E' facile pensare e dire “tu sei malato”, sei nella fase di paura della morte (ed è vero) e ti fa specie il sapere di non sapere: sì, è così o sarà anche così, ma se è davvero una questione importante, come mai se ne parla poco e non si è mai trovata una risposta che non sia quella religiosa (che tra l'altro è diversa da credo a credo, fino al discorso della reincarnazione)? C'è il solito amico che ti dice che “le risposte che cerchi sono tutte dentro di te”, salvo ricordarmi che dentro di me c'è il vuoto assoluto: mi manca la cultura, sono peggio di una capra (almeno lei fa anche il latte), e nell'affrontare questi temi mi sento solo, come se non interessassero a nessuno. Ovvio che ci sono i soliti che ti citano Epicuro, la lettera sulla felicità, e così, dicono, possiamo ritornare a fare quello che facevamo prima, a vivere ,secondo me, nel non sapere.
Logico che prima o poi ritornerò sull'argomento, a meno che l'argomento mi prenda prima che abbia trovato una risposta soddisfacente. Sono conscio che vorrei , che cerco, una risposta che mi appaghi, che mi tranquillizzi, che mi dia speranza, seppure ho un'età che non mi permette di accettare risposte da mille e una notte, con tutto il rispetto per chi le trova convincenti. Morire tenendo una mano altrui, mentre magari ti accarezzano la testa, non so se sia una cosa da desiderare , quando arriverà l'ora X : ma cambierebbe qualcosa se non sai se e dove andrai ?(di solito ci mettono dentro una bara o ci cremano, quindi si tratterebbe dello spirito o dell'anima, se uno crede che esistano indipendentemente dal corpo). Come avete capito io non ho capito un tubo. 

lunedì 27 febbraio 2017

Allora? La fai la domanda o hai paura?

Già altre volte qui sul blog e anche in commenti sparsi nel web, mi sono chiesto come mai o se mai qualche giornalista come Belpietro, Del Debbio , la Gruber, Floris, Paragone o altri, non abbia mai rivolto al politico di turno la seguente domanda: siccome ci sono tante agevolazioni, interventi in denaro, attenzioni e provvedimenti, iniziative, collette, raccolte , che favoriscono gli immigrati, mi fa sapere se e che cosa c'è per i cittadini italiani?
E la stessa domanda non so perché non la si rivolge anche alla chiesa cattolica, ai protestanti, ai musulmani e a chi professa altre religioni o invece si dichiara ateo: voi che cosa fate? Sempre che facciate qualcosa, perché uno potrebbe anche dire "che ci deve pensare lo stato".
Non so che paura si debba avere , intendo come giornalista, a chiedere in maniera pacata ma decisa e precisa, quello che ho sintetizzato poco sopra: penso che abbiano paura di perdere il posto e anche di essere tacciati di razzismo xenofobia e islamofobia.
Chiedere ai migranti se amano i nostri valori , quindi la pace, la tolleranza, socializzare, la libertà di espressione, e se gli piace come viviamo , quindi andare in vacanza al mare in costume da bagno, ritrovarsi come in questi giorni per festeggiare il carnevale e stare insieme, uomini e donne, attaccare discorso e socializzare magari davanti a un bicchiere di vino o di birra, ecco che sapere da un migrante che cosa ne pensa, se viene da noi perché "ama l'Italia" e vuole imparare o completare la conoscenza che ha del nostro paese , o invece sapere davvero che cosa vuole fare: chiedeteglielo e indagate e approfondite.
Ho qualche dubbio al riguardo sulle vere intenzioni di queste persone, vuoi perché al 90 per cento sono solo maschi quelli che vengono qui , vuoi perché il viaggio costa , poi ho anche riserve sul loro livello di istruzione eccetera
Quindi accetterei, come direbbe Trump, solo chi ama ,davvero, il nostro paese e vuole diventare cittadino italiano e con un solo passaporto.

Ladri di vita

Quando ti viene tolta la possibilità di vivere in modo dignitoso, comincia un calvario, breve o lungo, che può portarti anche al suicidio.
Direte? Che vai subito al sodo? Sì, oggi vado dritto all'obbiettivo. 
Mi fa un po' rabbia, anzi mi fa incazzare, che la gente sia costretta a pensare che le cose veramente importanti siano le ricostruzioni di strade, gli stadi, edifici da rimettere in sesto, quando queste stesse cose potrebbero essere rimesse egualmente a posto se, invece di accanirsi a non concedere crediti, invece di marchiare a vita chi è stato iscritto nelle centrali rischi (comprese quelle abusive e non ufficialmente riconosciute che, guarda caso, sono quelle che effettuano un dossieraggio e possiedono banche date vecchie di 40 anni e anche di più), invece di offrire la seconda chance , relegano ai margini della società persone e famiglie, mentre si prodigano in raccolte fondi, sottoscrizioni, finanziamenti, reinserimento, di persone che o sono forestiere o sono ex detenuti.
Cioè per le persone cosiddette normali, il famoso uomo della strada, non c'è trippa ,non ci sono opportunità: anche quelle che una volta c'erano oggi non ci sono più.
Mi chiedo dove sono e se ci sono persone in condizioni di studiare e valutare se ci sono o meno delle scappatoie, dei pertugi, dove ci si può inserire per poter ritornare a vivere: campi da coltivare gratis? Solo per i disoccupati locali; un privato cittadino ha invece offerto dei campi da coltivare ma ai migranti.
Corsi professionali gratuiti, per diventare chef, barista, pizzaiolo? Sì, ma ai migranti; se sei cittadino italiano, e vuoi fare un corso, te lo paghi.
E si potrebbe continuare, dai business plan  gratis, ma per i migranti, al credito agevolato con corsie preferenziali, sempre per i migranti, così come le chance per poter avviare e aprire un'attività commerciale o artigianale.
Allora mi sono chiesto se chi mi ha marchiato a vita facendomi fallire nel 2004 è o non è un ladro di vita? E sopratutto perché per me non c'è stata la seconda possibilità?
E sono o non sono ladri di vita, quei funzionari che studiano le leggi e precludono, ai falliti e ai protestati, di accedere ai finanziamenti? Sono o no dei ladri quei legislatori che impongono dei requisiti impossibili da possedere?
Posso continuare entrando in particolari disgustosi per la maggior parte di chi potrebbe leggere queste righe maledette, ma nomino una forma mentis che ha distrutto e continua a distruggere l'economia piccola e spiccia: le centrali acquisti.
In particolare Consip e gli acquisti centralizzati: la famosa siringa che costa X a Cagliari e Y a Modena, ignorando che ci sono servizi, come le manutenzioni ad esempio, che devono essere veloci , così come la qualità minima richiesta è una cosa, mentre la qualità più elevata è un'altra cosa: e lo dico pensando al mio passato di venditore di arredamenti per ufficio, laddove un piano di scaffale con portata di 120 kg è una cosa, mentre è un'altra cosa un ripiano con portata di 30 o 40 kg.
Ora la gente, spinta dai media in cerca di scoop , sparano sugli acquisti dei comuni o delle regioni, ignorando che un servizio di controllo sugli acquisti esisteva in passato, e tutti o quasi gli enti ne avevano uno: che poi questo strumento fosse controllato dai politici locali , mazzettari o ci fosse un palese conflitto di interessi, non sarebbe una novità ma il rimedio esisteva ed esiste.
Basta evitare che chi controlla abbia ,appunto, interessi in merito, e che non ci siano persone che hanno dieci o venti poltrone da occupare ogni mese e per questo ricevano stipendi mega. O no?

giovedì 23 febbraio 2017

Tra le prime cose da fare

Per esempio, introdurre il referendum propositivo , abolire il quorum, e poterlo fare sia su questioni economiche che di trattati internazionali.
Idem per le pensioni d'oro, gli incarichi multipli (ci siamo già dimenticati di quel tale che sommava oltre 30 poltrone? Era direttore dell'Inps o di qualcosa di simile oltre a essere stato coinvolto nella gestione dell'ospedale dell'isola Tiberina...se non ricordo male), così come con indennità e altre cose "strane", tipiche di chi è già in pensione prima dell'età giusta:  con valore retroattivo, cioè da oggi si cambia musica.
Si possono aggiungere un sacco di altre cose, tipo la flat tax e comunque troncare di netto le imposte e le tasse: tipo Bud Spencer di buona memoria, ossia "articolo unico" e che abolisce tutti i precedenti, onde evitare casini e appigli a chi vuole marciarci ancora.
E per le cose nuove, niente ricorsi al Tar: le pensioni portate al massimo a 5 mila euro o giù di lì; ecco che non è che il primo giudice o ex presidente di chissà cosa si sveglia e cerca di impugnare il decreto o la legge? Se lo deve scordare e per ricordarglielo si fa in modo che non possa ricorrere a niente.
O no? 

mercoledì 22 febbraio 2017

Non per tutti

Infatti ci sono sempre idee per gli altri, possibilmente lontani, ma a memoria mia, memoria che può essere labile, mai per cassaintegrati, licenziati, falliti, sfrattati, e persone italiane in difficoltà economiche.
Avete per caso sentito un giornalista, uno speaker, che vi inviti a versare una piccola somma, a inviare un sms, perché i lavoratori la cui fabbrica andrà all'asta per quattro soldi per essere delocalizzata in un paese straniero, possano attraverso le vostre donazioni diventarne i proprietari e conservare i posti di lavoro ?
Mai qualcuno ha chiesto, magari anche in chiesa o in una moschea o sinagoga o in qualche sala di qualche regno protestante, di essere generosi così da salvare dalla chiusura i piccoli negozi che arrancano in quanto le persone sono invitate anche nei tg e nei talk show a effettuare i propri acquisti nelle città mercato e nei vari ipermercati?
Forse che qualcuno in Italia o dall'altra parte del globo si è mai sognato di raccogliere denaro da inviare a un gruppo di lavoratori italiani perché questi possano continuare a lavorare l'acciaio, a costruire bus, a realizzare cucine componibili e arredamenti, a confezionare vestiti ?
E allora perché io devo fare una donazione, inviare un sms ?
Perché ci si disinteressa, volutamente, degli italiani? Perché i media e i tg in genere, se ne fregano proprio di promuovere iniziative in tal senso e sono invece in prima fila quando, che so, c'è da far sapere che il tal giorno ci sarà una fiaccolata e il sabato successivo una marcia di solidarietà (ma non certo per promuovere qualcosa per gli italiani)?
Fa o non fa rabbia? Ma fa anche riflettere che si dà una mano, e pure soldi, per gli altri, o per altre situazioni e realtà,mentre per quelli di casa non ci si attiva.
Per principio, per una regola che mi sono voluto dare, non mi farò più in quattro per gli altri, mentre inviterò ogni volta che posso a fare in modo che se ci sono soldi e idee vadano prima per gli italiani.
Ho visto troppe volte negare denaro e aiuti agli italiani, ho visto cercare e trovare le case per gli extracomunitari mentre per i nostri non c'era niente.
Vi lascio con una chicca, ma che forse sapete già e poi vi dirò il perché: qui da noi portano i pranzi anche a casa di extraocmunitari; all'ora x, di solito mi han detto verso le dodici, arriva una specie di servizio catering; assai spesso il cibo non è di loro gradimento e alcune volte è stato visto essere buttato nei cassonetti; per contro nelle mense caritas, avviene che i vassoi vengano riempiti all'inverosimile e che poi il cibo non viene mangiato tutto e venga, quindi sprecato, facendo sì che il numero di coperti sia ridotto. Se qualcuno non avesse l'occhio più grande della pancia o pensasse anche agli altri, questo non avverrebbe. Ma chi me lo ha detto, seppure incazzato, non può farci niente, perché vige il divieto di commentare, di riferire : tutto va bene madama la marchesa...non sia mai che …: il motivo, il perché forse già lo sapete, non è perché ne ho già accennato in passato, seppure velatamente, ma perché forse anche nelle vostre città, quindi non a Cagliari, avvengo o sono avvenuti fatti analoghi.


martedì 21 febbraio 2017

Ancora guerra ai contanti

Vedere la pubblicità della “nuova moneta”, ecco che mi fa ricordare tutti i dubbi che manifesto ogni volta che la Gabanelli di turno torna alla carica su evasione e sull'uso dei contanti che lei vorrebbe tanto abolire.
Non posso non ricordare che le prime volte che fu sferrato l'attacco ai contanti, era il periodo dei lavavetri, se non erro a Firenze: mi chiedevo se e come questa persona potesse ricevere del denaro se, appunto, questo fosse sparito.
Ho pensato al pagamento in natura, tipo una mela o similare, e ho realizzato che la forma mentis stile Gabanelli, mi avrebbe chiesto, anzi ci avrebbe chiesto di tracciare il percorso che va dalla mela alle mani del lavavetri: chi ti ha dato la mela? E chi te l'ha data da chi l'ha presa? E come l'ha pagata?
Aggiungo che uno dei miei cavalli da battaglia era ed è la questua che si fa durante la messa: essendo stato ai miei tempi chierichetto, mi sono chiesto come si sarebbe potuto ovviare a questo divieto.
E la risposta è stata più semplice del previsto: si cambia , non si fa più la questua tradizionale, ma semplicemente o prima o dopo la messa, ci si reca presso un bancomat interno alla chiesa stessa o nel cortile interno, e si dona ciò che si preferisce o si può.
Certo non si potranno più elargire elemosine a chi aspetta l'ingresso o l'uscita dei fedeli, ma anzi , così si tolgono questi personaggi invadenti che tanti non gradiscono: la Gabanelli e chi per lei, fa un grosso favore a chi cerca da tempo di ripulire l'ingresso delle chiese...almeno di quelle cattoliche, perché non so se da altre sale del regno , o se fuori delle sinagoghe o delle moschee, cioè se altri luoghi di culto hanno o non hanno chi aspetta l'uscita dei fedeli.
Fuori dalle moschee, abusive o no, vedevo ieri notte a Quinta Colonna, un gran numero di scarpe, ma non gente che chiedeva denaro: deve essere ,quello di domandare soldi fuori dai luoghi di culto, un privilegio riservato alle chiese cattoliche, ma è qualcosa che è destinato a finire, se il denaro elettronico vincerà la guerra contro i contanti.
E' triste non poter più trovare monete o biglietti per terra, ma è ancora più triste vedersi pignorare il conto corrente o bloccare la carta, magari per una svista, un errore: perché se si tratta di un'azione volontaria e mirata, in parte ciò già avviene e da diversi anni.
E anche in questi casi venivano e vengono fatti figli e figliastri: una mia amica, negli anni 80, a fine anni 80, si vide il conto corrente bloccato da un giudice, in quanto un'azienda sosteneva ,con documenti alla mano, che era creditrice di non so quanti milioni di lire.
La mia amica non solo riuscì a dimostrare che non erano così le cose, ma ribaltò la cosa, al punto che era lei che doveva ricevere denaro, e chiese ma non ottenne di pignorare il conto all'azienda: potere delle industrie e di legali che lavorano ai piani alti ma, il risultato è che bloccare i conti e i soldi ,non è una pratica recente.
Il brutto è non poter più ricevere ,in forma anonima e veloce e riservata, tot soldi: cioè mio cugino non può farmi avere 5 mila euro per pagare della merce, perché deve per forza farmi un bonifico che, una volta fatto, lo viene a sapere mezzo mondo, con rischi di sputtanamento ulteriore ...almeno per me.
Lo so: questo denaro elettronico è qualcosa di utile o che va bene, per chi guadagna discrete somme ,ma non certo per chi riceve la mancia come cameriere, né per chi deve fare una colletta.

Un modo come un altro per escludere tante persone dalla possibilità di risorgere.
Alla fine chi è vecchio e superato? Non certo chi usa i contanti, mantiene se vuole l'anonimato negli acquisti e la libertà nell'uso del proprio denaro, semmai è superato e vecchio chi ha la mentalità del controllo di ciò che fanno gli altri, di chi vuole tracciare ogni movimento di denaro e non solo, del prossimo.
Quel modo di ragionare e di imporre le proprie scelte, quello è superato o da superare.Vuoi pagare con quelle carte? Paga così, ma non imporre le tue scelte agli altri.

lunedì 20 febbraio 2017

Non è che non se ne parla, semmai ...

Certo c'è il congresso, il convegno, la presentazione e ,anche, il talk show e, sempre nei media , nelle interviste e dichiarazioni che ci vengono proposte, ecco che compare la domanda , immancabile, in cui si sente o si legge "che cosa si fa per il lavoro...le povertà...la scuola...", e ,come al solito , arriva anche la risposta.
Il punto è che è dal tempo dei bambini del Biafra, che sento e leggo le solite domande e arrivano le solite risposte: cambia ,ma poco, il lessico, ma siamo sempre lì, ossia nel nulla.
Quindi ,non è che non se ne parla, è che non si fa niente ,di concreto e tangibile, che non sia un permesso sindacale o una seduta straordinaria, ma che, come vediamo, non portano nessun miglioramento.
Si parla, appunto, di finanziamenti? Per le imprese e le famiglie?Ci dicano che domani mattina, tu o lui o chi per noi, va in banca e gli danno soldi, gli concedono un fido: ma non ce lo dicono perché non sono in grado di realizzare provvedimenti simili.
Per farla breve, non sanno, non conoscono le leggi, e non sono in grado di modificarle ipso facto : quando dicevo, non oggi o ieri, ma già nel 2004, che occorrevano persone che conoscessero a menadito le leggi, e che quindi sapessero se come dove e in che tempi queste potessero essere modificate e in quali tempi queste trasformazioni avessero poi effetti pratici e tangibili, nessuno mi dava retta.
E oggi cosa vediamo? Vediamo persone che promettono i cambiamenti, quelli del "noi faremo", ignorando che quando saranno arrivati alle leve del comando non sapranno che cosa fare, o ,peggio, faranno danni ulteriori.
Intendiamoci: le cose non vanno bene, ma possono anche andare peggio.
E ancora oggi, su immigrazione, accesso al credito, cancellazione dal crif e divieto di usare dati cartacei e non per valutare i clienti, eccetera, nessuno ne parla e nessuno vuole fare.
E poi chiedono o chiederanno i voti? Senza dare certezze su ciò che vogliono o possono fare? Chiedano i voti ad altri.

venerdì 17 febbraio 2017

Se non cambiano, è finita

E' vero che la legge Fornero andrebbe abolita, come è vero che il sistema della pensioni andrebbe cambiato.
Ma è altrettanto vero che non basta gridare che si vuole fare queste cose perché, poi, si venga eletti.
Suggerirei a Salvini e a chi per lui, e a chi ne volesse far tesoro, sempre che non lo abbia già in mente, di pensare le cose utili da fare per far ripartire o partire l'economia italiana: regione per regione.
Mi spiego meglio. Tralasciando i primi 100 giorni, cosa che lascerei come domanda prima delle votazioni, è importante dire spiegare motivare argomentare, in che modo in quali tempi e quale iter avrebbe l'abolizione della legge Fornero.
Stesso discorso per le altre iniziative, proposte, che si vogliono attuare.
Non possiamo cadere preda di un Berlusconi o di altri che, candidamente, hanno spiegato che per fare una nuova legge e farla entrare in vigore e vederla attuata, occorrono tre anni!
Perché , ad esempio, una delle mie fissazioni, cioè cancellazione dei protesti e abolizione del libro nero dei cattivi pagatori, o agevolazione nell'accedere al credito nelle banche e attraverso finanziarie, sono cose che non possono aspettare tre anni: le aziende che potrebbero non chiudere, sparirebbero, e chi potrebbe o vorrebbe intraprendere, ci rinuncia o espatria o si rivolge agli usurai.
Quindi , molto sinceramente e candidamente, si dica che cosa si farà: perché, amici cari, è finito il tempo delle prese per il culo, dei tavoli di consultazione, delle agende, degli incontri.
Certo ci vogliono esperti , persone che sanno come si aggirano gli ostacoli e come si affrontano: le stesse che elogiano le dichiarazioni dei redditi che si presentano negli altri paesi, dove in poche pagine o in una sola, c'è tutto quello che ci deve essere.
Il punto è anche che questi esperti, troppo spesso non sono parte della destra, almeno non di quella incarnata a suo tempo da Forze Italia né rappresentata da An e neppure vista nella Lega: come puoi farti rappresentare dal pur simpatico Marcato , se vedi che costui ironizza e sfotticchia, di continuo , l'antipatico per antonomasia Librandi o la Castaldini?
Voterei per Marcato se lo sentissi argomentare , con una certa precisione, le cose che farebbe se fosse al governo: ma non cose teoriche, roba da desiderio o da lettera a Babbo Natale, ma , porca miseria, entra nei dettagli, spiazza quel Carrabue con dati ufficiali, tempi certi nell'entrata in vigore delle leggi, fai capire agli italiani la differenza tra leggi, provvedimenti, disposizioni eccetera
Fai capire che le cose le sai, le conosci e le puoi fare.
Diversamente anche le prossime elezioni, se e quando ci saranno, non porteranno cambiamenti in meglio per l'Italia.

Lo so che qui siamo in Sardegna e veniamo dimenticati: pensa solo che, stando a ieri almeno, il sito industriale della piana di Ottana, pur essendo inquinato, pur essendoci amianto e vittime di amianto, pur essendo sentenze che invitano oppure obbligano al risanamento, non rientra nei Siti ufficiali e importanti a livello nazionale, per essere bonificato. Della serie che Ce la prendiamo in quel posto.
Chiudo ricordando che , nell'ordine, ci sarebbe immigrazione, scuola, brevetti, reindustrializzazione, flat tax, pensioni d'oro, costo del Quirinale e delle due camere, costo delle regioni, retroattività di alcune leggi eccetera
Convinci la gente che puoi fare le cose che dici ma, per favore, dammi dei tempi certi e precisi: abbiamo già visto chi, arrivato ai piani alti, guardando verso il basso, ha detto che "non sapevamo che la situazione fosse così grave" o, più recentemente, qualcun'altro ha spiegato che "siamo nuovi e dobbiamo ancora capire i meccanismi": a entrambi non occorre ricordare che persone, tante persone, hanno scelto il suicidio, hanno deciso di espatriare , si sono ammalate, sono finite in mezzo alla strada o sono rimaste senza speranza? 
Ah, giusto, a loro, nuovi o vecchi che siano, non gliene importa un cazzo!