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venerdì 13 febbraio 2026

La rabbia

 Intesa non come malattia, ma come situazione in cui ci si può trovare allorché, ad esempio, un politico non mantiene quanto ha promesso in campagna elettorale. O quando ti viene detto che dobbiamo sostenere Kiev, ma a discapito delle nostre aziende in crisi , privando di aiuti e sostegno le persone in difficoltà, dismettendo la sanità e via dicendo. Volendo possiamo anche dire che riconvertire o avviare aziende che producono armi, lo facciamo ma non ripariamo le strade, non raddoppiamo i binari ferroviari: ma soprattutto non abbiamo, da decenni ormai, catalogato i beni artistici che sono "rinchiusi e soffocati" nei magazzini dei musei. Tuttavia ci sentiamo ripetere che ci sono le città d'arte o che ci sono gli eventi, secondo me sporadici, ma che non portano lustro. Ora impedirci di dire quanto sopra, soprattutto per armi e aiuti e riferendoci a Israele, ecco che diventa sacrilegio, antisemitismo, odio razziale e via dicendo: peccato che non sia così, almeno da parte mia non c'è odio verso israeliani o ucraini o , perché no, americani o cinesi. Ciò che mi interessa è il bene, in primis, di quelli "di casa", gli italiani: poi vengono gli altri. Ma senza disprezzo o altre forme di cattiveria gratuita. Invece ci sentiamo rimproverare e poi denunciare , se soltanto ci permettiamo, come nel periodo maledetto del covid , di criticare o di porre e porci domande. Oggi veniamo zittiti se facciamo osservare che l'obbligo di utilizzare l'id per ogni "pipì" è un'imposizione, e oltretutto non è né necessario né indispensabile. Come la questione dei contanti: ci si dimentica, giusto per la cronaca, che chi riceve l'assegno di inclusione, non può disporre in contanti della cifra che lo Sto gli mette a disposizione, ma c'è un limite nel prelievo che, oltretutto, può essere uno solo ogni mese. Quindi quando i nostri soloni dissertano su euro digitale, dovrebbero anche ricordare queste cose che, per chi non avesse ancora afferrato la cosa , significa che un poveraccio o uno che rimane seduto nel divano di casa senza fare un cazzo (come dicono quelli che invece scaldano le poltrone e siedono in almeno 10 consigli di amministrazione e sono pseudo industriali e falsi imprenditori che operano in regime di assenza di concorrenza: così giusto per chiarire!) non potrà mai mettere da parte dei risparmi, ma potrà al massimo spendere tutto nei vari discount o negozi che accettano la carta sociale. Infatti non tutti i pos sono abilitati a ricevere quel tipo di carta né puoi effettuare tutti i tipi di acquisti: ad esempio non puoi usare la carte per ricaricare il cellulare che, a parere loro invece è necessario che tu sia rintracciabile: non sia mai che qualche pseudo industriale da strapazzo inviti il proprio ufficio per la ricerca del personale a chiamare e convocare proprio te, per offrirti un bel lavoro da due o tremila euro mensili! Ma torniamo al titolo del post: la rabbia! Certo che sentire gente o gentaglia che non entra mai nel vivo dei problemi da risolvere e vede, per dire , un pericolo in Casa Pound, o nelle parole di un Vannacci che poi, anche lui, dovrebbe indicare un piano preciso per risollevare le sorti della nazione e , a mio parere, senza riconvertire le aziende in fabbriche di armi magari da vendere o da regalare. Così come dispiace che ci si vanti di fare accordi per estrarre petrolio o cose simili, e poi abbiamo prezzi alla pompa tra i più elevati del mondo: ma di che accordi parliamo? Ah , di quelli che fanno ingrassare gli azionisti dell'Eni o Snam o similari. Quindi quando abbiamo gente che, pur essendo in parlamento, non pensa nemmeno lontanamente ai negozi in città ma favorisce la nascita di mega centri commerciali, come adesso a Cagliari/Elmas pressi aeroporto, che ignora la situazione dei falliti e delle aziende fallite, e forse piangono, per le telecamere però, lacrime di coccodrillo quando c'è un suicida per debiti e difficoltà economiche (a proposito: come da copione, nessun giornale o giornalone o televisione riporta più le notizie di queste persone e giammai se si suicidano). Quindi, come si dice in questi tempi, di che cosa vogliamo parlare? Forse di come voi cialtroni continuate a distrarci con notizie, sia pure rilevanti ma non pertinenti per noi comuni mortali: di vedere miliardari in mutande che prendono a calci un pallone, o quattro cretini che corrono in auto o moto o colpiscono una pallina con una racchetta o che girano film che non piacciono a nessuno, ne ho le tasche piene , per non dire altro. Al pari di indottrinamento subdolo che si vede ogni giorno in tv, con lo stereotipo del solito terrorista fanatico e ,giusto per ingannare meglio il pubblico, non possono mancare le mele marce , ovverosia il solito militare o industriale deluso perché scaricato dal potere o perché un suo familiare è rimasto vittima di qualche ingiustizia. Insomma volendo ci sono quelli che vorrei ,sempreché esistano davvero, dalla nostra parte: gli hacker che tolgono ai ricchi e danno ai poveri. Ma mi sa che sono come gli alieni, e non esistono: almeno, non qui in questo pianeta.

mercoledì 18 settembre 2024

Dimenticare è farsi fregare

 Al padre dei due Kennedy uccisi, il nonno del candidato indipendente alle elezioni presidenziali Usa per intenderci ,è attribuita una frase , un pensiero, che possiamo fare nostro : perdoniamo i nostri nemici, ma non dimentichiamo mai i loro nomi. Oggi come oggi, sento dire da molte persone con cui ho il piacere di dialogare, che si dimenticano tante e troppe cose: cioè le cose fatte mesi addietro o anche solo qualche giorno fa, sono difficilmente collocabili in un ben preciso arco di tempo. Della serie che un amico non ricordava se il proprio padre fosse deceduto nel 2021 o nel 2022: gli ho dovuto ricordare che , in realtà era morto nel gennaio 2023, come il mio del resto. Logicamente ci sono i soliti sapienti, i cacciatori delle bufale, i bugiardi per intenderci, giornalisti e influenzatori prezzolati, che guadagnano soldi a calci in culo, che motiveranno questi buchi nella memoria con lo stress che è stato generato dalla pandemia. Peccato che non sia così. Ma il vero motivo di questo mio post è nel ricordarci che non dobbiamo essere buoni, né buonisti, nei confronti dei vari governi che hanno gestito , e stanno gestendo, le nostre vite e la nazione dal 2020 a oggi. Anzi facciamo pure dal golpe del 2011, così chiariamo meglio che ci è stato impedito di riacquisire la nostra sovranità territoriale e monetaria. Io stesso in principio ho pensato che forse , nel caso della pandemia, il governo non fosse preparato. Ma quando nel gennaio 2020 fu introdotto lo stato di emergenza, fui tra quelli che si domandavano se e quanto la nostra libertà personale sarebbe stata limitata, ridotta, e perché mai. E quando vidi che non si potevano rivolgere domande, non ci si poteva pubblicamente interrogare sul covid, sui vaccini, né criticare l'operato del governo e , soprattutto, perché nessuno pubblicamente rivolgeva domande sul perché e percome non si potevano trovare e cercare altre strade per curare "non si bene cosa", allora ho capito, finalmente , che erano tutti pressoché in malafede, che mentivano sapendo di mentire. E voglio andare oltre: non ho visto ,se non pochi casi, di persone che vengono ritenute vip, andare controcorrente , mettere in dubbio la validità e l'utilità dei presunti vaccini, opporsi al green pass, criticare i dpcm e chi ne ha permesso l'uso e abuso, fare le pulci, costituzione alla mano, al presidente della repubblica, smontare le tesi dei virologi invece di confrontarle con quelle di altri medici e studiosi. E soprattutto mi ha fatto rabbia che siano state sposate le parole di un noto scrittore nonché massone, come Eco, quando affermava , in pratica, che i social media danno parola a legioni di imbecilli. Chiederei a Eco, se fosse ancora vivo, ma lo chiedo a chi sostiene le sue parole, perché mai io o altri non possiamo o non dobbiamo avere diritto di parola, e perché mai pensieri diversi da quello del governo , non possano essere espressi e presi in considerazione. Del resto so bene che tanti di questi presunti saggi vorrebbero che il diritto di voto non fosse concesso ai complottisti, ai no vax e ai nemici di Israele e dei "nostri alleati": cioè chi critica il governo, chi è contro il genocidio che Israele sta compiendo in Palestina, chi critica l'interventismo degli Usa, chi non vuole più le basi Usa nella nostra nazione, chi è contro le pale eoliche e 5 G, chi non vuole la digitalizzazione e il portafoglio elettronico, ecco è un nemico che deve essere zittito, estromesso dalla società, ridotto sul lastrico . Quando sarà alla fame non sarà difficile convincerlo a chiedere, lui stesso, una buona morte: un po' quello che è stato fatto in Canada con diversi senza tetto, convincendoli a scegliere l'eutanasia. Possiamo quindi dimenticare le migliaia di attività che i governi, soprattutto dal 2020 ad oggi, hanno fatto fallire? Possiamo dimenticare le decine di persone che , soprattutto per cause economiche e mancanza di aiuti e sostegno (anche da parte di associazioni colluse) , si sono suicidate? Non sapete quante sono, ho scritto decine, perché i dati non vengono, volutamente , diffusi: per non creare allarmismo , e in minima parte perché i familiari non vogliono. Ecco perché non dobbiamo dimenticare, perché vorrebbe dire che non è successo niente, mentre sappiamo che non è così. Vedere che il governo continua a comprare armi , e che queste vengono date all'Ucraina, mentre noi dobbiamo ricostruire un'economia che difficilmente ripartirà, e sappiamo che quei soldi per quelle armi dovrebbero essere utilizzate per il nostro paese, ecco fa rabbia. E fa rabbia che di questo non se ne parli. Certo dispiace leggere che il famoso Tizio, l'altrettanto famoso Sempronio, ci abbiano lasciati anzi tempo: ma cosa diamo da mangiare a noi e la nostra famiglia? Con che cosa paghiamo le bollette? E , cosa altrettanto importante, come possiamo immaginare un futuro per questo paese se pensiamo agli altri paesi e non al nostro? Sarebbe bene che questi governanti dei miei stivali, compresi quelli delle piccole città si vedessero sottratti stipendi e beni propri , con la motivazione che dobbiamo pagare le armi e inviare aiuti ad altre nazioni: se lo meriterebbero. Una domanda : come mai c'è il segreto militare sui vaccini covid?

venerdì 23 ottobre 2020

Attacchi di vomito

 Quando si leggono non solo i titoli degli articoli , ma proprio tutto l'articolo e si va oltre, leggendo i commenti o le "lettere al direttore", ebbene spesso a me succede che vengano attacchi di vomito. In merito alle restrizioni, ulteriori ovviamente com'è nello stile dei presidenti delle regioni, leggere qualcosa di critico e che esamini ed esponga anche opinioni diverse dall'applauso e dalla leccata dei piedi, era ed è difficile. Soprattutto adesso che è di moda evitare e vietare il contraddittorio: le discussioni che permettono di argomentare con tanto di informazioni e dati, sono bandite in tutti i media. A noi deve andare bene che un tale, ritenuto dai media famoso, divenga testimonial di come si devono osservare le norme di reclusione imposte da un governo di incapaci. Che sia un cantante o un atleta o un attore, costui deve persuaderti che "devi fare la cosa giusta": e siccome è convincente, ecco che i semi della persuasione diventano frutti, e li vediamo sotto forma di commenti nei media di regime. Solo lì potete leggere tante castronerie che in una normale chiacchierata o discussione, non reggerebbero nemmeno in un'aula di terza media. Perché un alunno di 13 anni di età, come minimo vorrebbe leggere dei dati, disporre di informazioni: come quando in un problema si racconta che il contadino vende tot kg di mele, e si fornisce quindi un dato , cui segue il prezzo al kg e via dicendo. Non si leggerà mai ,in un problema che "è così e basta", ma si invita l'alunno a ragionare e ad arrivare a una conclusione. Sui media di regime invece si sciorinano dei dati, imprecisi e senza una logica comprensibile, se non che servono a terrorizzare e creare paura e ansia, nonché senso di colpa. Peccato che altri pareri non siano ammessi, e che chi vuole anche solo dire la sua venga bollato come negazionista. Lo si vede anche nelle pubblicità stile Buondì, dove si parla di 5G, e si sente e si vede una deficiente che dice "ci mancava pure il complottista". Come potete vedere nei talk show, dove se le suonano e cantano da soli, si arriva a sfotticchiare e ridicolizzare chi la pensa in modo diverso o chi potrebbe, con qualche ragionamento , invitare altri a fare altrettanto. Sta di fatto che non leggerete sulla stampa le 10 domande cui invitare Conte a rispondere; non sentirete un giornalista invitare Mattarella o Papa Francesco a intervenire in tv perché ci sono dei giornalisti che vorrebbero rivolgere loro delle domande. Mai e poi mai costoro risponderebbero , ma è ben più grave che nessun giornalista formulerebbe delle domande scomode. Ecco che i conati di vomito arrivano quando si legge nei commenti di articoli e negli articoli stessi, che forse le misure prese da Conte sono insufficienti, e che bisogna fare come hanno fatto i presidenti delle regioni, ops volevo dire gli sceriffi. E nei commenti potete pure leggere che " c'è chi non si rende conto della pandemia", "che tantissimi sono morti per la pandemia". Ed è dopo aver sofferto leggendo articoli di lecchini del governo e degli sceriffi, e commenti di persone il cui culo vedrei per bene sgonfiato da decine di pedate, che scriverò un piccolo commento, nemmeno volgare: informatevi, sia voi giornalisti che voi commentatori. Cercate i dati, e se non sapete leggerli e non li capite, cercate di farveli spiegare. Non certo da me, che potrei fornirvi forse informazioni sui fallimenti, sulle banche, ma non certo sul covid : potrei indicarvi , però , dove reperire i dati e già vi anticipo che questi si trovano sui siti istituzionali. E' chiaro che i dati vanno saputi leggere, i numeri messi in colonna, e che ci si deve ricordare delle proporzioni, sapere le divisioni, le somme eccetera. Poi potete e dovete trarre le conclusioni, e allora potete commentare: potete commentare anche prima, ma come direbbe nonna "parlereste perché avete la lingua in bocca" o come dico io "perché avete la lingua più veloce del pensiero". Purtroppo ai morti per covid, compresi quelli che non sono morti per covid ma che per percentuali infinitesimali lo risultano, e lo sarebbero perché c'è chi vuole che nel referto ci sia scritto "morte per covid", andrebbero aggiunti i suicidi . Chiaro che i nostri tg, ti parlano di una sparatoria ,con 1 morto, negli Usa, ma omettono di parlare di suicidi per colpa della crisi dovuta "alle gestione del covid da parte delle cosiddette autorità". Anche oggi un giovane barista a Lodi , si è suicidato. Ma cosa volete che sia? Per certa gentaglia non è successo niente. Loro stipendio o pensione lo riceveranno egualmente.

ps.: i testimonial li odiavo già da prima; sono moralisti dell'ultima ora, gente che ti fa la morale, tipo non fumare e non bere anche se io fumavo e bevevo: ma poi mi sono ricreduto. Dammi la possibilità di sbagliare! Da solo.














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giovedì 12 marzo 2020

Tutto tace

Fra poco riprendo il lavoro, dato che mi è concesso perché vendo cibo da asporto, trasformo materie prime. Prima però una riflessione che è giorni e giorni che propongo ma che non trova eco ,almeno mi pare, da nessuna parte: ho lasciato infatti commenti a destra e a manca ma niente. Chiedevo i dati, se ci sono e quali sono, volevo vedere un raffronto con il periodo dell'anno precedente (malattie, contagi, decessi, età , luoghi eccetera), e sopratutto se erano state prese in esame anche

domenica 14 luglio 2019

Fa piacere sapere che le "tue idee e proposte" qualcuno le copia e le diffonde

Come già scritto innumerevoli volte, in passato mentre gli "altri" seppure ben più quotati (avevo allora, 2006, circa 600.000 o poco più lettori, e il blog era "segnalato") parlavano di Saddam e Arafat o Bin Laden e Ciampi invitava a investire in Cina e i nostri delocalizzavano, io chiedevo di fare in modo che ci fosse lavoro qui, e che il potere di acquisto fosse adeguato onde non dirottare gli acquisti nei discount e in sottoprodotti.  Ovviamente allora fui ignorato, non importavano quei temi, ce ne erano altri: oggi c'è Greta, Papa Francesco, Trump, e poi c'è

lunedì 1 luglio 2019

A fare il profeta mai nessuno ci guadagnerà

Cantava così, in "Grillo Parlante", Edoardo Bennato, quando era ispirato e al massimo della creatività (almeno secondo me): io non sono stato né mi definerei un profeta, ma alcune osservazioni che ho fatto vengono adesso sposate da altri. Mi fa piacere? Sì e no. Sì perché indicherebbe che avevo visto giusto, in anticipo, e perché in ogni osservazione che ho fatto , precisavo che era mia intenzione che si provvedesse, che ci si attivasse per migliorare la situazione. Vogliamo parlare dei barchini e

martedì 19 marzo 2019

I VANTAGGI DI ESSERE IN GUERRA (invece che nell’euro)

di Maurizio Blondet

 Abbiamo perduto il 25%  delle industrie.

E la gente non lo sa.  Fossimo stati in guerra,si vedrebbero le macerie  ingombrare le strade,  le fabbriche diroccate, i macchinari perduti  e si capirebbe:  “La situazione è grave, la patria è in pericolo”.
Lo stato di guerra – io l’ho visto in Croazia e a Sarajevo –   instilla  nella popolazione  la  condizione di “mobilitazione”  psicologica:  la società si fa’ più compatta nel pericolo comune.   “In tempo di guerra, ogni cittadino  avverte la scarsezza delle sue possibilità individuali, la drammatica ristrettezza sua,    e la sua radicale dipendenza  dalle capacità di tutti gli altri; la sua sensibilità per il tutto sociale si fa più acuta;  ansiosamente e con non poco sforzo passa in rivista  quel che possa  sperare dalle altre classi e professioni,   quali eccellenze sulle quali possa basare  la prospettiva di vittoria”.
Fossimo in guerra, tutti sentirebbero come una fortuna avere  ancora una grande acciaieria

mercoledì 31 ottobre 2018

Mi ha fatto piacere , ma anche dispiacere

Sapere da un video di Valerio Malvezzi che ci sono circa 800 o 1000 suicidi ogni anno, e che questi sono legati a ragioni economiche, mi ha fatto stare male. Ci sono già passato, e chi mi ha seguito dai tempi del blog su Leonardo, o mi ha sentito parlare nella redo room di Etleboro, sa che da oltre quattordici anni faccio presente che quando si fallisce, qui in Italia almeno, tutta la tua vita finisce. Mi fa piacere che si parli di questi temi, e che qualcuno ricordi ,come già ho fatto anch'io, che si ha timore del postino, se suonano alla porta, se squilla il telefono, se passa un'auto delle forze dell'ordine. Ricordo ancora di come ci si sveglia, in piena notte, di soprassalto, degli incubi, che si dorme agitati e di come si può parlare nel sonno o risvegliarsi quasi urlando: ci si scopre malati. Certo , si dirà, non è come scoprire di avere un tumore, si spera in ogni caso di guarire: il punto è che non si sa come, né chi ti può curare. C'è

venerdì 27 luglio 2018

Mattarella : occasione sprecata

Ha fatto bene il Presidente a ricordare il caso della bambina colpita da un colpo di fucile a piombini: forse non sa che con i piombini vengono colpiti pure cani e gatti, e purtroppo anche altri bambini. Ai miei tempi, anni 60, non era raro vedersi sequestrare il fucile portato a scuola, e sopratutto sentirsi raccontare di bambini che hanno perso la vista per colpa di un proiettile. Casi analoghi, di gente pazza o esasperata, ce ne sono tutti i giorni, o quasi, ma non tutti vengono ricordati dai Presidenti siano questi della repubblica, del senato o della camera: dal vecchietto che spara sui bambini che giocano in modo chiassoso davanti a casa sua a quello che non vuole più subire il furto di frutta o bestiame. Non fanno più nemmeno notizia. Invece, come scrivevo nel titolo, il presidente mi pare si sia dimenticato di parlare di Ivan, il ventiquattrenne che si è suicidato due domeniche fa: non credo ne abbia parlato, se l'ha fatto, mi scuso. Era e sarebbe ancora un'occasione per parlare di aziende che

giovedì 5 luglio 2018

Il conteggio

C'è un conteggio , che ho indicato come elemento su cui , purtroppo, si può fare forza: è quello delle vittime dell'economicidio. E' di ieri , credo, la morte di un disoccupato, 52 enne, che si era dato fuoco: il fatto, se non erro, è avvenuto in Sicilia. E anche se non sono morti, ieri sono stati sfrattati*, qui nel cagliaritano, una coppia over 50 con dei figli: è stato alle 5 e mezza del mattino che, con un ariete, hanno sfondato la porta. E sono certo che cose del genere non vengono fatte nei palazzi di Milano o Torino ad esempio, dove è pieno di appartamenti occupati da abusivi, o in case occupate in assenza del proprietario o affittuario: lì non si può andare a sfondare i portoni, perché ci sono gang ben organizzate, per non parlare di pseudo associazioni in difesa dei senza casa. Quando mi hanno buttato fuori di casa, a me è successo dopo le undici del mattino, non c'erano comitati in mia difesa, così come ho visto un apparato anti guerriglia sia nel caso dell'imprenditore brianzolo, sia quando una famiglia di contadini, nella zona di Villamassargia , si è vista volare sopra la testa elicotteri, neanche fossimo in Apocalypse Now. Che io sappia, e concludo, l'elenco che ho invitato ha stilare, non è stato stilato, e quindi non sappiamo se siamo fermi a 800 suicidi accertati, a partire se non ricordo male dal 2015: quindi, a occhio e croce, oltre 250 morti ogni anno. 

* Gli effetti di uno sfratto esecutivo, con tanto di forze dell'ordine e ambulanza, che effetti può avere sulle persone che lo subiscono? Ne so qualcosa, ma preferisco che lo si immagini, piuttosto che augurarvi di viverlo o di raccontarvelo.

lunedì 5 febbraio 2018

Migranti? Ma come fanno a pagarsi il viaggio? Qualche volta una spiegazione si trova (se si cerca)

Microcredito e migrazioni di massa: la finanziarizzazione della disperazione

È una domanda che tutti, almeno una volta, ci siamo posti: chi finanzia i costosi viaggi della morte che spingono migliaia di disperati su imbarcazioni di fortuna, tra mille peripezie e l’incognita dell’approdo?
Molti giornalisti si sono impegnati nella ricostruzione dei calvari degli emigranti per arrivare al porto di partenza, delle condizioni schiavistiche cui sono sottoposti dalla criminalità locale. Ma rimane irrisolto il tassello iniziale di queste tragiche diaspore, ossia la disponibilità di somme di denaro ragguardevoli, esorbitanti se rapportate al tenore di vita locale, per intraprendere il viaggio. Le inchieste in merito sono limitate e le nostre domande cadono nel vuoto.
Nel cercare di comprendere questo enigmatico fenomeno ci viene in aiuto uno studio condotto dalla sociologa Maryann Bylander in Cambogia tra il 2008 il 2010. Analizzando la frequenza e le modalità di emigrazione della popolazione  si scopre una correlazione diretta tra espansione del microcredito e aumento dei flussi migratori verso l’estero. Stesso nesso si riscontra in un altro Stato del Terzo Mondo, il Bangladesh, paese di origine di circa un decimo dei migranti che ogni anno arrivano in Italia (oltre 10 mila nel solo 2017). E’ qui che, grazie all’appoggio di illustri sostenitori come i Clinton e Bill Gates e con il sostegno della stessa Banca mondiale, venne creata nei primi anni ’80 la Grameen Bank, istituto finanziario che concedeva denaro alle persone più indigenti, impossibilitate ad avere accesso al credito, con il fine “filantropico” di offrirgli un futuro migliore. I prestiti concessi si tramutarono in un incentivo all’emigrazione per la popolazione locale, priva degli strumenti e delle possibilità di investire le somme ricevute in modo proficuo e di poterle restituire con i dovuti interessi. In men che non si dica si è venuto a creare il business dei cosiddetti “migration loans”, un affare d’oro per organizzazioni non governative come BRAC (Bangladesh Rural Advancement Commitee), leader nel settore.
Il sito istituzionale dell’organizzazione  bengalese – attualmente la più grande al mondo e prima nella classifica delle cento migliori ONG secondo il Global Journal – nella specifica sezione “Migration loans” dichiara : “In Bangladesh, le scarse opportunità di lavoro per una popolazione in età lavorativa in crescita comportano che molti giovani, uomini e donne si trasferiscano all’estero per lavorare. Sebbene sia spesso un investimento che vale la pena fare, i costi iniziali per andare all’estero sono considerevoli (…) BRAC offre alle persone in cerca di lavoro all’estero prestiti per emigrare, progettati per soddisfare le esigenze di finanziamento dei lavoratori migranti in modo gestibile e conveniente. Il programma di microfinanza controlla anche la validità dei contratti e dei documenti di viaggio per garantire che i clienti non siano vittime di frodi da parte di agenti non autorizzati. (…) A giugno 2016, BRAC ha contribuito a finanziare 194.000 lavoratori migranti che cercano lavoro all’estero.
Ma non solo, oltre a fornire i finanziamenti e l’assistenza per emigrare, l’organizzazione non governativa più grande al mondo si occupa anche di come ottenere il rimborso e il pagamento del prestito. Nella stessa sezione del sito, infatti, sotto la dicitura “Prestiti di rimessa” si legge: “BRAC fornisce ulteriore supporto alle famiglie dei migranti sotto forma di prestiti di rimesse. Questi prestiti sono progettati per offrire maggiore flessibilità alle famiglie che fanno affidamento sulle rimesse mensili inviate da un familiare che guadagna all’estero.” Tali prestiti, spiega l’ONG, consentono alle famiglie di accedere a somme di denaro forfettarie per fare investimenti o spese mentre aspettano di ricevere le rimesse inviate dall’estero. Si tratta “di scommesse sicure per la famiglia e per BRAC perché i clienti hanno un flusso di guadagno assicurato con cui pagare costantemente le rate ogni mese.” Tra giugno 2014 e giugno 2016 BRAC ha offerto questo servizio a oltre 40.000 famiglie.
Un business sul business quello di BRAC, che opera non solo in Asia ma anche in America Latina e in molti paesi dell’Africa. Vengono concessi finanziamenti non per lo sviluppo dell’economia locale, bensì per incentivare l’emigrazione, secondo un infondato modello di sviluppo economico che vede nelle rimesse da parte dei migranti una fonte di crescita per il paese d’origine. In realtà è provato che tali rimesse, laddove riescano a ripagare il debito contratto dalla famiglia per il viaggio all’estero, vengono destinate per lo più al fabbisogno e ai consumi primari e non agli investimenti e alla attività produttive locali. Non sono rari i casi drammatici di vite immolate per ripagare il prestito, dall’aumento dei suicidi riscontrato in alcune zone dell’India alla vendita di organi da parte di cittadini bengalesi.
Un affare d’oro quello delle rimesse – a latere del quale prolifera il settore delle agenzie di recupero del credito – che ha visto un incremento in termini globali di oltre il 50% in soli 10 anni, per una cifra complessiva di 445 miliardi di rimesse nel solo 2016, il 13% delle quali è stato inviato in Africa (dati Ifad). E proprio verso questo continente inviare denaro sotto forma di rimesse è particolarmente oneroso, con commissioni che vanno dal 10 fino al 15%.

Un sistema perverso e ben oleato di finanziamenti, tassi di interesse e commissioni che fa della disperazione il proprio fulcro.
È la finanziarizzazione della povertà e delle vite umane, una delle tappe più sciagurate di un modello economico globale antisociale e regressivo.

fonte https://scenarieconomici.it/microcredito-e-migrazioni-di-massa-la-finanziarizzazione-della-disperazione/

sabato 1 luglio 2017

Chissà dov'erano e dove sono

Avevo scritto un post nei giorni scorsi e ho commesso, però, l'errore di rileggerlo e nel farlo l'ho trovato brutto, lungo e noioso: così l'ho cancellato . Questo post nuovo , tuttavia, conserva lo stesso titolo: la ragione consiste nella domanda che mi sono fatto quando, navigando a destra e a manca, ritrovo, a mio parere le persone intente a seguire e a dibattere questioni, sì importanti, ma di non vitale importanza. Dove si trovavano a inizio secolo tutte queste persone che, mentre la nostra economia, quella nazionale, continuava ad andare a farsi friggere, dibattevano di Saddam e dell'abbattimento delle Torri Gemelle? Che forse si preoccupavano del negozio di abbigliamento che chiudeva i battenti insieme al fruttivendolo? Con lo stesso ragionamento mi chiedo come mai, dopo i numerosi suicidi, compresi quelli recenti e ormai silenziati e di cui vieni a sapere solo di sfuggita e di straforo, dato che non fanno più audience, dove sono tutti i paladini del "prima gli italiani", "dobbiamo far rinascere il paese", se poi non si va oltre le parole: ho chiesto, anche ieri e ieri l'altro, di sezionare la questione migranti e, nell'ordine, far sapere "se è vero o no che pagano le pensioni degli italiani"; "se è vero o no che sono delle risorse"; "se venendo qui da noi vogliono o no diventare cittadini italiani e con un solo passaporto, cioè il nostro"; "se è vero o no che vengono qui da soli o con la famiglia ma non hanno nessuna intenzione di tornare in patria, se cioè non vengono qui per chiedere aiuto per la loro patria che hanno, nei fatti, abbandonato ma soltanto per rifarsi una vita"; "se è vero che sono assai colti e istruiti, è mai giunto a qualcuno notizia che abbiano chiesto di non venire in Italia ma di andare altrove?" La cosa buona che si è saputa è che qualcuno ha letto, finalmente le leggi, e si è avuta conferma che, per come è stato improntato il discorso sul salvataggio dei migranti, questi devono per forza sbarcare da noi: i cambiamenti di questa prassi ,per essere adottati a nostro favore, e cioè distribuire i migranti un po' a tutti, devono essere votati all'unanimità, ossia cosa impossibile. Ergo siamo dei deficienti. O lo siamo stati in passato.

lunedì 16 gennaio 2017

E' tutto finito, il peggio è passato

Così sembrerebbe , dato che non si sente né si legge sui media, compresi quelli on line, di suicidi di imprenditori , né di persone che non ce la fanno più.
Si legge invece di bandi per assistere migranti.
Peccato che non ci siano leggi che tolgano il marchio dell'infamia, del cattivo pagatore, del protestato, del fallito: né che ci siano leggi o provvedimenti che permettano l'accesso al credito per famiglie e imprenditori, artigiani eccetera.
Tutte queste cose non fatte e che non vengono fatte né pensate dai politici di turno , sono peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio: per chi crede in Dio ovviamente.

martedì 24 novembre 2015

Le tue esigenze? In secondo piano

Occorre ritornare sull'argomento, e mi dispiace doverlo fare.
La cosa che conta in questo momento è che ci sia qualcosa , o meglio qualcuno, su cui focalizzare l'attenzione e impiegare le proprie energie: il terrorismo. Che qui intenderò in senso lato, senza specificare se sia opera di separatisti o di religiosi arrabbiati. Avendo questo come obbiettivo da affrontare, è logico che le questioni sindacali, le aziende da salvare, le aziende da creare, lo stato sociale, il territorio da risistemare, la moria di api e mille altre cose e cosette, passano tutte in secondo piano: anzi, vanno a finire nel dimenticatoio. Eppure le cose e cosette sono ,a mio parere, più importanti del terrorismo: questo ,come si sa o si suppone, può operare in ogni dove, compresi i paesini sperduti e dimenticati da Dio e dagli uomini (non tutti ovviamente). Quindi se già la tua città viene dimenticata da chi dovrebbe, per scelta personale (elettorale), occuparsene , risulta difficile o improbabile che un gruppo di terroristi decida di impiegare le proprie forze per danneggiare proprio la tua città. Ma ,come direbbe che porta sfiga (o che invece ragiona), non si può mai sapere. In ogni caso, il risultato è che mentre ci si riunisce di domenica pomeriggio e si salvano alcuni istituti di credito, non si fa altrettanto per industrie, negozi, aziende agricole, famiglie: sono due pesi e due misure. Ma non basta perché tutto fanno i giornalisti e i media in genere, compresi blog e siti web, tranne che parlare dei problemi delle persone: per loro esistono solo i migranti, i terroristi (meglio se mussulmani), gli assassini (meglio se uomini che uccidono donne). Il resto non esiste e, se mai è esistito, ormai è bello e dimenticato: ci ricordiamo ancora dei suicidi per debiti e perché si è stati abbandonati e dimenticati dalle istituzioni, dalle associazioni , dagli amici? Ecco che quando non c'era altro di cui parlare, anche di un fallito che si suicida si può parlare. Ora che ci sarebbe da chiedere che cosa è stato fatto, che cosa si può e si deve fare, ecco che arrivano loro a rompere le uova nel paniere: i migranti e i terroristi. E tutti via a dare la loro solidarietà ai migranti e alla Francia. E quelli che vorrebbero uscire dalla povertà, dalle difficoltà? Quelli che vorrebbero vivere in maniera dignitosa? Per costoro non c'è niente di niente: sono destinati a restare emarginati, e le loro richieste,come ho scritto nel titolo, devono restare non solo in secondo piano, ma sparire nell'ombra. Non si può disturbare chi pensa ai migranti e ai terroristi. Giammai! Fra poco chi oserà dire qualcosa in merito, qualcosa che porti le persone a chiedersi come mai non si pensa agli italiani e ai loro problemi, ecco che si vedrà trascinato in un commissariato per essere interrogato e intimorito. Che serva da lezione.

lunedì 10 agosto 2015

Sarebbe bello sapere , ma ...

Ogni volta che succede qualcosa di brutto che riguarda persone e luoghi, che magari sono anche fuori dai confini nazionali, ecco che sono pronti i volontari.
Come mai sono sempre pronti? Mi chiedo se ,che so, un agente di commercio o chi ha un box di ortofrutta o una macelleria al mercato o chi è commesso in un negozio , come fa a lasciare tutto e recarsi ,non dico all'estero, ma anche più semplicemente in Italia per portare , immagino, soccorso a chi è in difficoltà. Mistero, almeno per me .Mi conforta che non sono, almeno di recente, l'unico a porsi queste e altre domande circa i volontari e il volontariato: c'è chi mi faceva notare di come numerose persone siano spesso all'estero, e di come riescano a trovare i soldi non solo per recarsi in luoghi lontani ma ,più modestamente, come e di che cosa vivono. In genere non sarebbero individui che vanno a scrocco nei bus o nei treni, ma in tanti casi sono armati fino ai denti di smartphone e di cineprese, e non se la passano male o malaccio. 

mercoledì 5 agosto 2015

Quando uno non capisce...

Quando uno non capisce non capisce: oppure le cose gliele rispieghiamo. Le maggiori difficoltà che incontro, a parte la mancanza di lavoro e di prospettive in genere, è nel vedere come sistematicamente il tema che si affronta viene abbandonato in favore di altri che, seppure legati ad esso, non sono l'argomento principe. E' ,come potete immaginare, il caso del lavoro, delle aziende che chiudono, delle tasse elevatissime, dei falliti e dei fallimenti, ma anche di come ,e questo è quasi tutto farina del mio sacco fin dal 2004, si sviolinano i vari capitani coraggiosi, di come si tessono di continuo elogi per questa o quella azienda che ...esporta il 90 % del proprio prodotto. Ma, dico io, e qui cosa rimane? Possibile che in Italia ci siano solo e soltanto aziende che vendono tutto e solo all'estero? I capitani di queste realtà, assai care ai vari tg e speciali tv, si sono mai avventurati nelle vie delle città o si sono

mercoledì 20 maggio 2015

Due pesi e due misure

Ieri facendo zapping mi è capitato di vedere il programma quotidiano di approfondimento in onda su rete 4 tra le 8 e le 9 di sera.
La questione riguardava gli immigrati clandestini o, come si dice oggi, migranti: mi pare fossero in collegamento da Magenta e ciò che ho visto e sentito è più o meno quanto segue: una signora si lamentava del fatto che queste persone, immagino più maschi che femmine, girovagassero con infradito ai piedi, a tutte le ore del giorno; ma non solo: un negozio avrebbe subito un furto riprendendo, non nel viso credo, un migrante in azione.
Per controbilanciare il tutto interviene un'altra signora che invece si è recata a incontrare costoro al momento del loro arrivo in città e, cosa sorprendente, ha visto nei loro occhi dolore o tristezza o qualcosa del genere.
A questo punto ho ricambiato canale televisivo. Perché mai direte voi?
Perché sono quasi certo che lo stesso trattamento di comprensione quella persona non lo ha riservato ai falliti, agli operai e alle maestranze delle aziende in crisi, a chi è costretto a chiudere baracca e burattini perché, sono quasi certo che persone come lei vanno dove c'è il 3 x 2, dove c'è l'outlet, e si vantano di fare acquisti sul web.
Non credo che sia andata, lei e quelli come lei( che di certo non operano in regime di concorrenza e non devono essere flessibili né negli orari né nelle prestazioni,) a portare conforto alle famiglie delle persone che si sono suicidate per colpa della crisi o di qualche fido negato.
O se c'è andata avrà ,forse, detto che gli era vicino. Ma come ? Ah, forse gli ha stretto la mano!
Ecco i due pesi e le due misure. Per queste persone che arrivano da fuori, dall'estero, ci si deve dare da fare per trovare vitto e alloggio e un lavoro: per chi è qui ed è in difficoltà, al massimo si fornisce il pacco alimentare della caritas di turno, ma non certo si fa in modo che si possa camminare con le proprie gambe.E' meglio tenere gli italiani sulla corda e in tensione, così li controlliamo meglio.

venerdì 8 maggio 2015

Vivere male

Quando si sente che gli immigrati clandestini dovrebbero essere impiegati in lavori socialmente utili, ecco che monta la rabbia di chi ha svolto o vorrebbe svolgere quei lavori, così come di chi sa che se lo Stato volesse, ci sarebbe o meglio c'è sempre da fare.
Qualche esempio di cose da fare? Adesso che arriva l'estate, ci vogliono le ambulanze medicalizzate e il servizio di spiaggia day e bagnini.
Così come ci vogliono le spiagge pulite e attrezzate, per esempio di servizi igienici e punti di ristoro (e non a prezzi di Expo 2015).
Così come ci vogliono le guide turistiche, il monitoraggio del territorio onde evitare disastri idrogeologici.

lunedì 24 marzo 2014

Si rifiuta di prostituirsi, le tagliano il seno. Indiana venduta a un uomo per 400 euro


La giovane, 24 anni, si è ribellata davanti a un cliente del bordello ed è stata picchiata e mutilata.
Si era rifiutata di prostituirsi in un bordello di Mumbai e le hanno tagliato il seno con un coltello. Un uomo è stato arrestato e due suoi complici sono ricercati dalla polizia.
La ragazza, 24 anni originaria del Gujarat, una regione dell'India non nuova a episodi di violenza sulle donne, era stata venduta a uno dei tre per 30mila rupie, circa 400 euro. Avrebbe dovuto prostituirsi, ma quando il titolare del bordello, Ruby Sikandar Munsi, l'ha presentata a un cliente, lei si è rifiutata di fornire le prestazioni sessuali richieste. La ribellione le è costata cara. I tre aguzzini l'hanno rinchiusa in una stanza, percossa senza pietà e, perché capisse la lezione, uno le ha tagliato i seni con un coltello mentre un altro le ha spaccato i denti. Soccorsa, è stata portata all'ospedale. La polizia ha interrogato e rinviato a giudizio anche il gestore del bordello per lesioni e sfruttamento della prostituzione.
                                                   unionesarda.it
C'è poco da aggiungere, ma se si fa notare che esistono culture diverse e che possono o sono in perfetta antitesi su numerosi argomenti, o che c'è proprio un modo diverso di vedere e vivere la vita, ecco che sei un razzista, un fascistoide, uno che vuole vivere isolato. Invece almeno nella nazione o area geografica dove vivo, vorrei che il nostro modo di intendere la vita fosse quantomeno riconosciuto e rispettato: cioè dalle nostre parti cose simili non devono succedere. E' chiaro che c'è sempre quello che tira fuori episodi tristi, come le persone segregate , i vecchietti picchiati, il bambino sciolto nell'acido, i killer che aspettano dieci anni e poi ti fanno fuori, le faide ...eccetera. Aggiungerei i suicidi causati dalla gestione del credito e del mondo bancario: ma fatti analoghi sono accaduti , recentemente, proprio in India, e questo ci accomuna almeno per quanto riguarda le banche. Si trattava di agricoltori, da noi riguarda,come sappiamo commercianti, disoccupati e inoccupati, industriali, artigiani. 

lunedì 29 aprile 2013

Prende a sassate l'insegna della banca: arrestato a Oristano 49enne disoccupato

Sorpreso nella notte dai carabinieri mentre prendeva a sassate una filiale del Banco di Sardegna.
Calci e sassi contro la serranda e l’insegna del Banco di Sardegna di Baratili San Pietro. Un gesto di protesta "per una situazione ormai insostenibile". Così ha ammesso davanti ai carabinieri di Riola il disoccupato che domenica notte è stato bloccato mentre danneggiava l’agenzia di credito. Solo l’intervento immediato dei carabinieri ha evitato che la situazione potesse degenerare. Angelo Mirai, 49 anni disoccupato di Baratili, è stato arrestato, sarà processato questa mattina per direttissima.
IL FATTO - Domenica notte i carabinieri erano impegnati in un servizio di controllo quando sono stati chiamati nel centro di Baratili. Un uomo stava lanciando sassi contro l’insegna del Banco di Sardegna. Dopo le pietre, ha iniziato a dare calci contro la serranda d’ingresso fino a quando non è stato fermato dai militari. L’uomo è stato accompagnato in caserma in attesa del processo. Ai militari ha raccontato che la sua è stata un’azione di protesta dovuta all’esasperazione per il momento difficile che sta vivendo, da mesi senza un lavoro. I danni procurati all’agenzia del Banco di Sardegna ammontano a mille euro. Valeria Pinna
                                                 unionesarda.it
Dispiace per la situazione che , se mai ce ne fosse bisogno, è di rabbia e frustrazione generalizzata. E se anche è vero che i segni, proprio di banche e finanziarie, assicurazioni e fondi , sono in positivo, ciò vale