Fra poco riprendo il lavoro, dato che mi è concesso perché vendo cibo da asporto, trasformo materie prime. Prima però una riflessione che è giorni e giorni che propongo ma che non trova eco ,almeno mi pare, da nessuna parte: ho lasciato infatti commenti a destra e a manca ma niente. Chiedevo i dati, se ci sono e quali sono, volevo vedere un raffronto con il periodo dell'anno precedente (malattie, contagi, decessi, età , luoghi eccetera), e sopratutto se erano state prese in esame anche
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giovedì 12 marzo 2020
mercoledì 2 ottobre 2019
100MILA ARTIGIANI E IMPRENDITORI CON PASSAPORTO RITIRATO. (di Alessio Bini)
Sono colpevoli soltanto di aver lavorato, durante una crisi così profonda che ancora non se ne vede la fine.
Non tutti lo sanno, ma non riuscire a pagare alcune tasse è considerato dallo Stato un reato penale. I più conosciuti tra questi sono i contributi detti a carico dei dipendenti, ma che in realtà sono a carico dell’imprenditore. Anche non pagare l’Iva ha rilevanza penale, ma oltre certi importi piuttosto alti.
Quando è iniziata la crisi, il calo di lavoro ha portato gli imprenditori a fare delle scelte: o pagare dipendenti, fornitori e bollette o pagare le tasse.
Ovviamente, non poteva essere diversamente: la maggior parte degli imprenditori in difficoltà ha deciso di
domenica 3 giugno 2018
La regola del "ma , anche"
Regola che ovviamente non mi piace né mi trova d'accordo. Ho visto il programma , venerdì sera alla 21, a Canale fa 53 del Digitale: è stato interessante sentire parlare di fallimenti, di gente cui veniva presa la casa, sfrattati e bistrattati. Sarei anche voluto intervenire, ma debbo dire che, pur non essendo finiti i miei guai , non me la sono sentita. Dover ogni volta cercare di raccontare il tutto a partire dal principio, sintetizzando perché non c'è mai tempo, e sopratutto facendo di tutto per farsi capire, non è il massimo. Poi a mio parere ci sono anche delle inesattezze: non tanto nelle vicende personali, che solo chi le ha vissute può conoscere bene e nei dettagli, laddove io potrei solo fare ciò che viene fatto a me: dare un parere o esprimere un giudizio, come fanno e hanno fatto gli altri con me, non dandomi più né fiducia né offrirmi la seconda chance. Alcuni di loro , anch'essi falliti, alcuni imprenditori, non condannano chi delocalizza , chi espatria per cercare fortuna altrove: a suo tempo ,2004 ad esempio, ricordo, mi sono espresso contro le delocalizzazioni, contro chi scriveva "design made in Italy", e in modo particolare contro chi non ha più voluto quelli come me, e cioè gli agenti di commercio, chi ha utilizzato le nuove tecnologie per ridurre il personale, senza contare l'assenza di chi avrebbe dovuto e potuto intervenire per evitare i fallimenti stessi e non perdere le famose "competenze"(tecniche, di marketing, portafoglio clienti/entrature). Mi farebbe semmai piacere , non tanto che mi si desse ragione, quanto che si allargasse il discorso al modo che si ha di produrre e distribuire, e del perché è così. Aggiungo che non godo perché altri vivono ciò che ho vissuto io: mi dà un po' di fastidio che quando ho scritto e detto queste cose , nessuno se le è filato, se ne sono tutti sbattuti i coglioni. I migliori auguri all'imprenditore che dovrebbe dare una mano al governo. Del resto mi sembra di essere un fallito di serie C o D: non sono un vero imprenditore, men che meno artigiano, e se mi intendo di seghe e di un altro tipo, di un altro genere di seghe, comprese quelle mentali. Quindi faccio parte degli sfortunati, di quelli che se dovessero emigrare sarei a chiedere l'elemosina prima di venir preso a botte e rispedito a casa: non sono un artigiano, non so niente di elettricità, né so tirare su un muro , guidare un camion, cucinare o saldare o cose del genere. Non servo a un cazzo. Nelle varie trasmissioni tv, invece, tirano l'acqua verso costoro: chi sa pescare o arare i campi, impastare la pasta o il cemento, conosce le lingue, se anche è fallito, lui sì è una vittima. Quando invece è capitato a me, ecco che sono io che me la sono cercata e voluta. Abbiate pazienza, ma non ci sto.
lunedì 16 gennaio 2017
E' tutto finito, il peggio è passato
Così sembrerebbe , dato che non si sente né si legge sui media, compresi quelli on line, di suicidi di imprenditori , né di persone che non ce la fanno più.
Si legge invece di bandi per assistere migranti.
Peccato che non ci siano leggi che tolgano il marchio dell'infamia, del cattivo pagatore, del protestato, del fallito: né che ci siano leggi o provvedimenti che permettano l'accesso al credito per famiglie e imprenditori, artigiani eccetera.
Tutte queste cose non fatte e che non vengono fatte né pensate dai politici di turno , sono peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio: per chi crede in Dio ovviamente.
Si legge invece di bandi per assistere migranti.
Peccato che non ci siano leggi che tolgano il marchio dell'infamia, del cattivo pagatore, del protestato, del fallito: né che ci siano leggi o provvedimenti che permettano l'accesso al credito per famiglie e imprenditori, artigiani eccetera.
Tutte queste cose non fatte e che non vengono fatte né pensate dai politici di turno , sono peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio: per chi crede in Dio ovviamente.
martedì 9 giugno 2015
I problemi ? Sono sempre altri
C'erano una volta i suicidi degli imprenditori e, di pari passo quelli di "non imprenditori" ma sempre e comunque di persone inseguite da cartelle ed agenti del fisco , che inflessibili al pari di un ufficiale giudiziario che "fa il proprio dovere", applicavano le dure leggi: è un problema serio che dobbiamo affrontare. Così si diceva e così è stato nei vari "mattina 5" italia sul due, la vita in diretta, e i vari talk show: poi tutto si è spento, ma i problemi sono rimasti...nell'ombra, almeno quei problemi.
Infatti occorre farsene una ragione, ma i problemi dell'Italia sono sempre altri. Se ci pensiamo un attimo , fino a poco tempo fa il problema era l'Isis e il terrorismo: e non è detto che non si riaffacci. Così come per alcuni giorni è stato quello dei ceffoni o dei pugni ricevuti all'improvviso, in strada. Per non parlare del sempre vivo femminicidio o delle rapine nelle ville.
Il punto è che i veri problemi, quelli che se risolti o avviati a risoluzione possono effettivamente far risollevare la nazione, non vengono toccati sul serio: accesso al credito, centrali rischi, protesti e fallimenti, costo del lavoro, pensioni e pensionamenti, reddito di cittadinanza e salario minimo, ripresa dei consumi interni, immigrati clandestini e non, scuola e rapporti tra università e mondo del lavoro, beni artistici da catalogare e valorizzare, monitoraggio del territorio e messa in sicurezza, trasporti e collegamenti interni, eccetera
E' chiaro che non gliene frega niente di questi problemi a chi governa: per loro basta arrivare al giorno dopo.
Infatti occorre farsene una ragione, ma i problemi dell'Italia sono sempre altri. Se ci pensiamo un attimo , fino a poco tempo fa il problema era l'Isis e il terrorismo: e non è detto che non si riaffacci. Così come per alcuni giorni è stato quello dei ceffoni o dei pugni ricevuti all'improvviso, in strada. Per non parlare del sempre vivo femminicidio o delle rapine nelle ville.
Il punto è che i veri problemi, quelli che se risolti o avviati a risoluzione possono effettivamente far risollevare la nazione, non vengono toccati sul serio: accesso al credito, centrali rischi, protesti e fallimenti, costo del lavoro, pensioni e pensionamenti, reddito di cittadinanza e salario minimo, ripresa dei consumi interni, immigrati clandestini e non, scuola e rapporti tra università e mondo del lavoro, beni artistici da catalogare e valorizzare, monitoraggio del territorio e messa in sicurezza, trasporti e collegamenti interni, eccetera
E' chiaro che non gliene frega niente di questi problemi a chi governa: per loro basta arrivare al giorno dopo.
giovedì 13 marzo 2014
La solita musica
Forse non ho seguito con attenzione i tg e i giornali che parlavano, ovviamente bene, dei provvedimenti di TiRenzi Rex, e in internet idem con patate: nel senso che si parla di lavoro e di nuove ipotetiche assunzioni, di tagli, di investimenti per rimettere in sesto gli edifici scolastici, di soldi in busta paga, ma non ho letto nè sentito niente circa gli imprenditori che hanno fallito o se c'è qualche intervento per chi ha subìto un protesto, niente per chi ha un procedimento giudiziario di sfratto (leggere in proposito la cronaca regionale italiana) e ancora niente per poter rinegoziare (ovviamente a stralcio ma con rateizzazione comoda e con cadenza non certo mensile) debiti verso lo stato, e meno di niente per poter avere accesso al credito (logicamente per famiglie, imprese, falliti e protestati). Quando qualche partito movimento politico metterà questi e altri temi come prime cose da fare se andrà al governo, e intenderà realizzarli nei famosi primi 100 giorni, allora mi troverà pronto a spendere il mio tempo per supportarne la campagna elettorale. Diversamente possono andare a farsi fottere.
domenica 14 ottobre 2012
RIBELLARSI E’ UN DIRITTO. COMINCIAMO ?
“Chi uccide il tiranno è lodato e merita un premio”
san Tommaso d’Aquino
“L’albero della libertà deve essere annaffiato di tanto in tanto dal sangue dei patrioti e dei tiranni. E’ il suo concime naturale”.
Thomas Jefferson
Signori, abbiamo dato come “diritto acquisito” la libertà dall’oppressione. Invece , si tratta di una conquista che si deve strappare agli oppressori, facendo loro paura. Ed anche peggio: Tommaso d’Aquino, un santo, non considera omicidio l’uccisione del tiranno. Oggi, i tiranni e oppressori sono numerosissimi e insaziabili del nostro denaro: sono i politici che abbiamo votato e i loro compari imbucati nel settore pubblico. Con mezzi legali non è possibile cacciarli dal potere, perchè costoro hanno “occupato” la legalità: si aumentano gli stipendi “per legge” (la votano loro), rigettano i tagli “per legge”, tormentano noi cittadini con la burocrazia, ci perseguitano chiamandoci evasori, ed è tutto legale. Noi cittadini, che li paghiamo, siamo sottoposti a soprusi, punizioni arbitrarie intollerabili.
martedì 2 ottobre 2012
Parassita chi non paga le tasse. Monti ha ragione senza saperlo
Verba volant, ma non se ad aprire la bocca è il robot che dirige la baracca di palazzo Chigi.
Ieri, durante una delle sue intemerate in quel di Milano, al “Forum
della cooperazione internazionale”, Monti ha colto l’occasione per
tornare a parlare di evasione fiscale, con l’intento di deviare buona
parte dell’attenzione del popolino – leggermente incazzato – dalla
discarica partitica da cui esce ogni giorno uno scandalo
nuovo. Stavolta, però, il tecnocrate con la voce da magnetofono ha detto
una cosa giusta: “Dobbiamo spostare il fronte delle intolleranze, che non riguarda destra e sinistra, ma chi paga le tasse e chi non le paga”.
La prima parte della dichiarazione è pura realpolitik: del resto, uno
sorretto dai voti di entrambi i lati dell’arco costituzionale deve
tentare l’impossibile per continuare ad accreditarsi la marmaglia che
oggi gli sta dando fiducia, in vista del suo annunciato “bis” nel 2013.
Realpolitik, dicevamo, che la sciura Maria definirebbe “ipocrisia”,
“paraculismo” “doppiogiochismo”, come preferite voi.
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lunedì 10 settembre 2012
Chi è dalla tua parte?
Ritengo che l'essere fottuti, oggi più di ieri, dipenda dalla mancanza di conoscenza dei propri diritti e, come postilla, il non sapere come ottenerli. Dire che si ha diritto o meno al lavoro, non è che sia così vero e garantito. Per entrambi sappiamo che basta andare a chiedere presso il proprio comune o in un qualunque assessorato al lavoro per sentire con le proprie orecchie la risposta. Idem per la tutela: andate in una sede di qualsiasi sindacato, e poi mi direte. Ma allora non c'è speranza!
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domenica 15 luglio 2012
Banche ed Equitalia alleate ...
Da sapere e diffondere, da far sapere a chi abbiamo votato nelle precedenti elezioni: e sapere che cosa farà.
Banche ed Equitalia alleate per revocare gli affidamenti e non concedere credito
Su un campione di 15 istituti di credito, sparsi sul territorio nazionale, abbiamo riscontrato una crescente revoca dei conti correnti per quelle imprese che anche in presenza di sospensive o di ricorsi hanno contenzioso con Equitalia. Questo anche in presenza di normale rateizzazioni. Assolutamente negato nuovo credito.
Praticamente si chiude il conto a chi ha debiti con Equitalia.
Su un campione di 15 istituti di credito, sparsi sul territorio nazionale, abbiamo riscontrato una crescente revoca dei conti correnti per quelle imprese che anche in presenza di sospensive o di ricorsi hanno contenzioso con Equitalia. Questo anche in presenza di normale rateizzazioni. Assolutamente negato nuovo credito.
Praticamente si chiude il conto a chi ha debiti con Equitalia.
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