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mercoledì 15 maggio 2019
Dal 23 aprile i giudici politicizzati sanno che saranno incriminati. Però solo negli Usa , non in Italia. Peccato ci speravo ...
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lunedì 28 gennaio 2019
Giustizia. 27,200 errori giudiziari con ingiuste detenzioni. Adesso, basta.
Giuseppe Sandro Mela.
2019-01-28.
La giustizia è uno dei grandi malati di questa povera Italia.
Sembrerebbe quasi che assommi in sé tutte le incongruenze e tutte le contraddizioni di questo paese.
Di questi giorni la notizia che un poveraccio è rimasto 22 anni in carcere con la condanna per omicidio volontario mentre invece era innocente.
Nessuno si scandalizzerebbe se questo fosse un caso isolato: al contrario, si direbbe quasi che le condanne degli innocenti siano la norma.
«In Italia oltre mille casi all’anno di innocenti, finiti in carcere che vengono risarciti, ma in realtà sono molti di più»
*
«Sulla base degli ultimi dati, che vanno dal ’92 alla fine dell’anno scorso, i casi sono oltre 27mila e 200»
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«lo Stato ha speso fino a oggi oltre 700 milioni di euro, pari a circa “28-30 milioni di euro in media ogni anno»
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«Quando si parla di innocenti in carcere bisogna distinguere tra ingiuste detenzioni ed errori giudiziari»
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«L’errore giudiziario è quello di Giuseppe Gulotta, che è stato condannato con sentenza definitiva, ma alla fine con un processo di revisione è stato assolto»
*
«La stragrande maggioranza di casi in Italia è fatta da ingiuste detenzioni»
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«Si tratta di persone che finiscono in custodia cautelare, in carcere o agli arresti domiciliari, e poi, invece, risultano innocenti perché archiviati o assolti»
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Ci si rende conto di quanto il problema sia complesso e di non facile soluzione. In questa sede si vorrebbero mettere in luce solo alcuni aspetti a nostro sommesso avviso di particolare importanza.
mercoledì 6 giugno 2018
Unione Europea. Più poliziotti che delinquenti. – Eurostat
Giuseppe Sandro Mela.
2018-06-06.
Eurostat ha rilasciato l’aggiornamento del database Personnel in the criminal justice system by sex – number and rate.
Sono dati che danno da pensare. Sono aggiornati a tutto il 2015.
I dati relativi alla concentrazione sulla popolazione sono espressi per unità ogni 100,000 residenti.
*
Per paragone, nella Repubblica Popolare Cinese vi sono 147 unità delle forze dell’ordine ogni 100,000 abitanti, citando volutamente un fonte malevola.
* * *
Giudici.

In Italia vi sono 6,496 giudici, contro i 20,301 in Germania, 5,720 in Francia, 5,096 nel Regno Unito, 1,271 in Svizzera.
Considerando la concentrazione ogni 100,000 abitanti, in Italia abbiamo 10.68 giudici, in Germania 25.14, in Francia 8.6, nel Regno Unito 8.84, in Svizzera 15.98.
Per comparazione, in Polonia sono 26.20, in Ungheria 28.82, in Scozia 4.74.
* * *
Forze dell’ordine.

Per quanto riguarda il numero delle forze dell’ordine, in Italia sono 273,341, in Germania 245,072, in Francia 214,095, nel Regno Unito 124,066, in Svizzera 18,150.
Considerando la concentrazione ogni 100,000 abitanti, in Italia abbiamo 449.61, in Germania 304.35, in Francia 322.00, nel Regno Unito 215.13, in Svizzera 220.33.
Per comparazione, in Polonia sono 260.20, in Ungheria 90.27, in Scozia 322.24.

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Questi numeri danno molto cui pensare.
Se è vero che nelle diverse nazioni i giudici hanno competenze alquanto differenti, sarebbe altrettanto vero che l’Italia con i suoi 10.68 giudici ogni 100,000 abitanti ne abbia ben di più della Francia (8.6) e del Regno Unito (8.84), nazioni nelle quali la Giustizia funziona egregiamente bene. Il dato tedesco (25.14) è del tutto abnorme, e riflette la situazione coercitiva che vige in tale nazione.
Con 449.61 forze dell’ordine ogni 100,000 abitanti l’Italia si qualifica come uno stato poliziesco, specie poi se lo si paragonasse alla Repubblica Popolare Cinese, che ne ha 147, e della quale non sembrerebbero esservi lagnanze sul mantenimento dell’ordine pubblico. Ragionamento analogo per Francia (322) e per Regno Unito (215).
Spicca anche agli occhi che l’Ungheria abbia soltanto 90.27 forze dell’ordine su 100,000 abitanti, lei che gli eurocrati indicano come stato autocratico e repressivo.
*
Questi i dati: poi, ovviamente, essi posono essere letti sotto ottiche differenti, ciascuna delle quali coglie un particolare aspetto.
Qui sembrerebbe essere importante lanciare un richiamo a rientrare entro limiti ragionevoli: che l’Italia abbia un concentrazione di 449.61 poliziotti è uno spreco assurdo.
Con ciò non si vuole dire che non facciano nulla: si segnala soltanto che sono risorse male allocate. Molto male allocate.
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sabato 13 gennaio 2018
Sierra Leone :Croce Rossa, spariti 15 mln Usd di aiuti. Magari solo loro!!!
Giuseppe Sandro Mela.
2018-01-13.
La avevano definita 'la peste del secolo': quella che avrebbe distrutto l'umanità tra atroci sofferenze. Ha distrutto solo i nostri portafogli.
Altro che aids!
Fuori i soldi, pelandroni!, che noi la fermeremo.
Ma di soldi ne servono tanti: infatti quando sarete morti di questa epidemia il gruzzolo non vi servirà più a nulla.
Facendo un rapido conto della serva, le istituzioni internazionali raggranellarono una decina di miliardi.
Poi, ulteriori fiumi di denaro si riversarono sui laboratori di ricerca certificati: che mai, per combattere la pandemia serve il bollino blu. Rilasciato a caro prezzo e soltanto agli amici degli amici.
I media riportavano fotografie e filmati di bambini scarificati, ridotti pelle ed ossa, con diverse flebo montate simultaneamente. Poco importava se erano le stesse fotografie e filmati usati per l'aids: il pubblico si beve qualsiasi cosa gli si propini. E sgancia baiocchi.
Arrivati i fondi, di Ebola non se ne è più parlato.
Visto il potere taumaturgico del denaro quando entra nel salvadanaio dei liberal che governano tutte queste filantropiche istituzioni?
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Bene. Adesso due conti.
La Sierra Leone ha 7.396 milioni di abitanti. 14,000 contagi e 4,000 morti.
Orbene: questa peste del secolo ne ha ammazzati 4,000, che rappresentano lo 0.054% della popolazione.
Veramente molto poco per quello che era definito 'la peste del secolo'.
Il solo morbillo ne ha ucciso dieci volte tanto.
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«I finanziamenti della comunità internazionale sono spariti nei meandri della burocrazia della Sierra Leone»
*
«15 milioni di dollari, un terzo di quanto devoluto dalla comunità internazionale in favore della Sierra Leone»
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«A novembre, infatti, è arrivata la prima ammissione di colpa, ed è stato scioccante»
*
«La Croce Rossa Internazionale ha dichiarato che milioni di quei dollari che avrebbero dovuto salvare vite e preservare il futuro i migliaia di persone erano invece finiti nelle tasche dei loro funzionari e dipendenti.»
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Questo è il funzionamento delle organizzazioni internazionali.
E Mr Trump vorrebbe abolirle? Mah, speriamo, ma non contiamoci troppo.
P.s. Adesso si capisce perchè mai i liberal siano filantropi?
→ Agi. 2018-01-07. Così sono spariti 15 milioni di dollari destinati agli aiuti per l'emergenza Ebola
I finanziamenti della comunità internazionale sono spariti nei meandri della burocrazia della Sierra Leone. Prime rivelazioni dalla Croce Rossa. Per l'epidemia morirono 4 mila persone
*
Quattordicimila contagi, quattromila morti, gli aiuti spariti. Una vera e propria fortuna: 15 milioni di dollari, un terzo di quanto devoluto dalla comunità internazionale in favore della Sierra Leone colpita da una terribile epidemia di Ebola. Era il marzo 2014, ma lo scandalo ha stentato ad emergere. Ora, però, alcuni dei sopravvissuti hanno citato in giudizio il governo dello stato africano. Se quei soldi non fossero spariti chissà dove, denunciano, molte vite sarebbero state risparmiate sia tra la popolazione, sia tra il personale medico e paramedico. Uomini e donne specializzate e coraggiose che avrebbero potuto salvarsi e salvare gli altri.
Invece morirono in 250. Quando gli aiuti presero ad affluire, il governo se ne assunse la amministrazione e promise sostegno a chi fosse stato contagiato dal morbo: aiuti finanziari alle singole persone fino a 5.000 dollari e assistenza sanitaria gratis a vita. Niente di tutto questo è accaduto.
Raccontano semmai i testimoni che chi veniva portato negli ospedali si vedeva privato dei vestiti, che venivano bruciati per evitare la propagazione dell'epidemia. "Non vi preoccupate, ne avrete di nuovi", veniva detto. Invece niente. Come anche per le altre promesse mancate riguardo l'assistenza psicologica e il sostegno finanziario. "Per questo i nostri amici e i nostri parenti continuano a morire ancora adesso, perchè non hanno avuto e continuano a non avere le cure necessarie", accusano dalla associazione che riunisce i sopravvissuti, e dalla quale proviene anche l'azione legale.
La procura generale della Sierra Leone promette che sarà fatta giustizia. "Ci sono state delle enormi falle nella gestione dei fondi", riconosce Lara Taylor-Pearce, giudice della corte dei conti, "questa iniziativa serve anche ad inviare un messaggio: i responsabili dovranno essere chiamati a restituire tutto il denaro". Il problema è anche questo, però: chi sono i responsabili? Perchè pare che non si tratti solo dell'ennesimo caso di burocrazia corrotta di un paese africano.
A novembre, infatti, è arrivata la prima ammissione di colpa, ed è stato scioccante. La Croce Rossa Internazionale ha dichiarato che milioni di quei dollari che avrebbero dovuto salvare vite e preservare il futuro i migliaia di persone erano invece finiti nelle tasche dei loro funzionari e dipendenti. Vale a dire: proprio di coloro che erano stati chiamati ad intervenire. La rivelazione era giunta alla fine di una lunga e dolorosa inchiesta interna, nel corso della quale erano emerse storie di ripetute truffe e appropriazioni indebite. Nella relazione finale l'organizzazione si diceva "indignata" per quanto era successo, ma si era guardata bene dal fare delle scuse formali, anche perchè - si era messo in evidenza - il tutto era avvenuto con la complicità delle autorità locali.
Le cifre comunque erano da autentico scandalo: 2,1 milioni di dollari erano spariti in questo modo dalla Sierra Leone, oltre un milione dalla Guinea e 2,6 dalla Liberia, anch'esse colpite dall'epidemia. Resta un dubbio: i soldi spariti per le storture nel comportamento dei funzionari della Croce Rossa sono poco più di due milioni. I conti fatti dai sopravvissuti parlano di 11 milioni. Ce ne sono ancora nove milioni da scovare.
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martedì 2 febbraio 2016
Per noi, niente :Cagliari, uno sportello per i migranti: offrirà assistenza amministrativa e legale
Da domani (oggi, per la cronaca), a Cagliari, uno sportello offrirà gratis assistenza amministrativa e legale ai migranti (e non solo).
Si trova nella sede sindacato Usb, in via Maddalena 20, e sarà attivo ogni giorno dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle19. Un'iniziativa voluta dalla Rete Iside insieme alle associazioni Asce e Yakahaar.
All'incontro non ha potuto partecipare, a causa di impegni istituzionali, il prefetto Giuliana Perrotta, che era stata invitata.
C'erano, invece, diversi migranti. Le loro esigenze sono tantissime: dalla casa alla dichiarazione dei redditi, ma anche la lingua e la burocrazia possono apparire come barriere insormontabili.
Ad aiutarli, per fortuna, i mediatori culturali.
martedì 16 luglio 2013
La polizia italiana è succube dell'FBI
LA POLIZIA ITALIANA È SUCCUBA DELL’ FBI ANCHE A COSTO DI VIOLARE LA LEGGE. STORIA DI UNA EXTRAORDINARY RENDITION
GIUSEPPE LO PORTO, ANNI 79, UN GRAVISSIMO CASO DI ABUSO DELLE NORME SULL’ESTRADIZIONE A DANNO DI UN CITTADINO ITALIANO INNOCENTE E GRAVEMENTE AMMALATO, CON LA COMPLICITA’ ATTIVA DELL’ARMA DEI CARABINIERI E DELLA POLIZIA DI STATO
Giuseppe Lo Porto, anni 79, gravemente ammalato, cardiopatico portatore di pace-maker e recentemente operato all’Ospedale di Belluno per tumore alla prostata, il 7 maggio 2012 è stato tratto in arresto dai Carabinieri di Pieve di Cadore, in esecuzione del decreto R. EP 584 2005 SR del ministero di Giustizia, del 26.6.2006, e rinchiuso nel carcere di Belluno.
Giuseppe Lo Porto, al tempo facoltoso imprenditore con cittadinanza statunitense aveva sposato una signora americana già divorziata e ne aveva adottato i due figli, da essa avuti nel precedente matrimonio. Dovette rinunciare alla cittadinanza italiana, poiché solo più tardi sarebbe intervenuta la normativa sulla doppia cittadinanza.
Quando il suo patrimonio raggiunse un livello considerevole, la moglie di Giuseppe Lo Porto chiese il divorzio e denunciò abusi sessuali nei confronti della figlia Kathryn.
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domenica 10 febbraio 2013
Lettera del Dottor Mirko Viola, revisionista , internato
Lager di Regina Coeli- Roma,
6 Febbraio 2012 (recte 2013.ndr) – 84°giorno
II° Reparto – cella d’isolamento N° 36
Caro ...(nome omesso),
grazie per la lettera e per le tue parole.Le persone che mi scrivono riescono ad alleviare la sofferenza dovuta alla privazione della libertà e riescono a dare un senso a tutto questo.
Mi hanno trasferito a Roma il 20 gennaio, la tua lettera è arrivata oggi, ma solo perchè è una raccomandata…tutte le altre speditemi da amici e camerati sono state cestinate e questo mi dispiace molto, il mio nuovo indirizzo è il seguente: Casa Circondariale di Regina Coeli-Via della Lungara,29- 00165 Roma.
Mi hanno “deportato” a Roma (con passeggiata della vergogna ammanettato sull’aereo) perchè il 13 Febbraio si terrà il primo grado di giudizio (tribunale ordinario di Roma – edificio “A” – Piazzale Clodio – aula 5^ G.U.P.primo piano)…La “giustizia” ha pensato bene di allontanarmi da Milano (quindi dalla mia famiglia) un mese prima del processo, mi hanno messo in una cella di isolamento (senza TV, 20 min.di aria al giorno, finestre oscurate, ecc…ecc…) perchè chi è accusato di “odio razziale”non può stare con gli altri detenuti (il 90% sono extracomunitari).
6 Febbraio 2012 (recte 2013.ndr) – 84°giorno
II° Reparto – cella d’isolamento N° 36
Caro ...(nome omesso),
grazie per la lettera e per le tue parole.Le persone che mi scrivono riescono ad alleviare la sofferenza dovuta alla privazione della libertà e riescono a dare un senso a tutto questo.
Mi hanno trasferito a Roma il 20 gennaio, la tua lettera è arrivata oggi, ma solo perchè è una raccomandata…tutte le altre speditemi da amici e camerati sono state cestinate e questo mi dispiace molto, il mio nuovo indirizzo è il seguente: Casa Circondariale di Regina Coeli-Via della Lungara,29- 00165 Roma.
Mi hanno “deportato” a Roma (con passeggiata della vergogna ammanettato sull’aereo) perchè il 13 Febbraio si terrà il primo grado di giudizio (tribunale ordinario di Roma – edificio “A” – Piazzale Clodio – aula 5^ G.U.P.primo piano)…La “giustizia” ha pensato bene di allontanarmi da Milano (quindi dalla mia famiglia) un mese prima del processo, mi hanno messo in una cella di isolamento (senza TV, 20 min.di aria al giorno, finestre oscurate, ecc…ecc…) perchè chi è accusato di “odio razziale”non può stare con gli altri detenuti (il 90% sono extracomunitari).
giovedì 10 gennaio 2013
PER CHI SUONA LA CAMPANA (UNO DEI PERQUISITI DI STORMFRONT, RACCONTA LA SUA ESPERIENZA)
DI MAURIZIO D'ANGELO
Riceviamo e pubblichiamo
Mi chiamo Maurizio D'Angelo, ho 40 anni, sono nato e vivo in Valle d'Aosta.
Ho completato studi professionali, ho assolto gli obblighi di leva, ho svolto diversi lavori e come tanti italiani che non hanno santi in paradiso, mi arrangio come posso: non sono uno dei tanti parassiti che lavorano grazie a una tessera di partito, ho fatto l'operaio, l'impiegato, ho venduto polizze, case e altro, e fatto del mio meglio per comportarmi onestamente in questa bella Italia.
Alcune volte sono andato a votare e altre volte no, apprezzo i referendum, li ritengo l'unica possibilità che abbia il popolo di decidere su una qualche tematica.
Non sono mai stato a manifestazioni politiche e sindacali.
Non ho mai partecipato a raduni, congressi di partiti, movimenti politici e culturali.
Non ho mai avuto tessere di partito, ne vado molto orgoglioso, penso non ci siano differenze tra le forze politiche, il disastro degli ultimi 18 anni dimostra che i partiti politici attuano le stesse sciagurate politiche economiche volte alla tutela dei loro privilegi e alla distruzione di chi produce: ritengo perciò tutti i partiti e tutti i sindacati nessuno escluso, alla radice dei problemi dell'Italia.
Mi chiamo Maurizio D'Angelo, ho 40 anni, sono nato e vivo in Valle d'Aosta.
Ho completato studi professionali, ho assolto gli obblighi di leva, ho svolto diversi lavori e come tanti italiani che non hanno santi in paradiso, mi arrangio come posso: non sono uno dei tanti parassiti che lavorano grazie a una tessera di partito, ho fatto l'operaio, l'impiegato, ho venduto polizze, case e altro, e fatto del mio meglio per comportarmi onestamente in questa bella Italia.
Alcune volte sono andato a votare e altre volte no, apprezzo i referendum, li ritengo l'unica possibilità che abbia il popolo di decidere su una qualche tematica.
Non sono mai stato a manifestazioni politiche e sindacali.
Non ho mai partecipato a raduni, congressi di partiti, movimenti politici e culturali.
Non ho mai avuto tessere di partito, ne vado molto orgoglioso, penso non ci siano differenze tra le forze politiche, il disastro degli ultimi 18 anni dimostra che i partiti politici attuano le stesse sciagurate politiche economiche volte alla tutela dei loro privilegi e alla distruzione di chi produce: ritengo perciò tutti i partiti e tutti i sindacati nessuno escluso, alla radice dei problemi dell'Italia.
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martedì 2 ottobre 2012
Parassita chi non paga le tasse. Monti ha ragione senza saperlo
Verba volant, ma non se ad aprire la bocca è il robot che dirige la baracca di palazzo Chigi.
Ieri, durante una delle sue intemerate in quel di Milano, al “Forum
della cooperazione internazionale”, Monti ha colto l’occasione per
tornare a parlare di evasione fiscale, con l’intento di deviare buona
parte dell’attenzione del popolino – leggermente incazzato – dalla
discarica partitica da cui esce ogni giorno uno scandalo
nuovo. Stavolta, però, il tecnocrate con la voce da magnetofono ha detto
una cosa giusta: “Dobbiamo spostare il fronte delle intolleranze, che non riguarda destra e sinistra, ma chi paga le tasse e chi non le paga”.
La prima parte della dichiarazione è pura realpolitik: del resto, uno
sorretto dai voti di entrambi i lati dell’arco costituzionale deve
tentare l’impossibile per continuare ad accreditarsi la marmaglia che
oggi gli sta dando fiducia, in vista del suo annunciato “bis” nel 2013.
Realpolitik, dicevamo, che la sciura Maria definirebbe “ipocrisia”,
“paraculismo” “doppiogiochismo”, come preferite voi.
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mercoledì 23 maggio 2012
Criticare lo stato? In teoria si può, però
Di sicuro ci ricordiamo che furono presi provvedimenti contro gli insegnanti scolastici che criticarono le riforme introdotte dal ministro Gelmini: tuttavia ciò non fermò e non ha fermato il dibattito sulla scuola, sui tagli, su riforme e cambiamenti da attuare.Non solo: docenti, non docenti e alunni, nonchè genitori e opinionisti, una tantum ritornano sull'argomento scuola in generale per poi affrontare temi specifici.Allora mi chiedo, perchè mai "quelli di Equitalia"
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