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lunedì 24 giugno 2019

EU. Piano quinquennale di protezione. Tante parole e niente fondi.

L’eurodirigenza oramai prossima alla scadenza cerca di sottoporre piano su piano nel tentativo che i capi di stato e di governo ne accettino qualcosa da usare poi come grimaldello al proprio tornaconto.

Se è vero che i liberal socialisti hanno ottenuto una maggioranza in parlamento, è peraltro anche vero che alla fine sia il Consiglio Europeo a prendere le decisioni importanti. In quella sede però molte decisioni devono essere prese alla unanimità, specialmente i budget annuali e quelli pluriennali.

Questa è realtà gradita a taluni e sgradita ad altri.

venerdì 15 febbraio 2019

Ong. I Contribuenti Europei le finanziano alla grande. All’Italia nulla.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-02-14.

2019-02-14__Ngo__001

A confronto di questi eurocrati, Papa Borgia era un rigidissimo meritocratico.

A confronto di questa eurodirigenza, i criminali detenuti a Sing Sing erano una pia congregazione dedita alla mortificazione, al digiuno ed alla penitenza.

La mafia di don Gambino era formata da gente da oratorio se paragonata alla cosca di Mr Juncker.

mercoledì 6 giugno 2018

Unione Europea. Più poliziotti che delinquenti. – Eurostat

Giuseppe Sandro Mela.

2018-06-06.

2018-05-22__Eurostat__001

Eurostat ha rilasciato l’aggiornamento del database Personnel in the criminal justice system by sex – number and rate.

Sono dati che danno da pensare. Sono aggiornati a tutto il 2015.

I dati relativi alla concentrazione sulla popolazione sono espressi per unità ogni 100,000 residenti.

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Per paragone, nella Repubblica Popolare Cinese vi sono 147 unità delle forze dell’ordine ogni 100,000 abitanti, citando volutamente un fonte malevola.

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Giudici.

2018-05-22__Eurostat__002

In Italia vi sono 6,496 giudici, contro i 20,301 in Germania, 5,720 in Francia, 5,096 nel Regno Unito, 1,271 in Svizzera.

Considerando la concentrazione ogni 100,000 abitanti, in Italia abbiamo 10.68 giudici, in Germania 25.14, in Francia 8.6, nel Regno Unito 8.84, in Svizzera 15.98.

Per comparazione, in Polonia sono 26.20, in Ungheria 28.82, in Scozia 4.74.

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Forze dell’ordine.

2018-05-22__Eurostat__003

Per quanto riguarda il numero delle forze dell’ordine, in Italia sono 273,341, in Germania 245,072, in Francia 214,095, nel Regno Unito 124,066, in Svizzera 18,150.

Considerando la concentrazione ogni 100,000 abitanti, in Italia abbiamo 449.61, in Germania 304.35, in Francia 322.00, nel Regno Unito 215.13, in Svizzera 220.33.

Per comparazione, in Polonia sono 260.20, in Ungheria 90.27, in Scozia 322.24.

2018-05-22__Eurostat__004

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Questi numeri danno molto cui pensare.

Se è vero che nelle diverse nazioni i giudici hanno competenze alquanto differenti, sarebbe altrettanto vero che l’Italia con i suoi 10.68 giudici ogni 100,000 abitanti ne abbia ben di più della Francia (8.6) e del Regno Unito (8.84), nazioni nelle quali la Giustizia funziona egregiamente bene. Il dato tedesco (25.14) è del tutto abnorme, e riflette la situazione coercitiva che vige in tale nazione.

Con 449.61 forze dell’ordine ogni 100,000 abitanti l’Italia si qualifica come uno stato poliziesco, specie poi se lo si paragonasse alla Repubblica Popolare Cinese, che ne ha 147, e della quale non sembrerebbero esservi lagnanze sul mantenimento dell’ordine pubblico. Ragionamento analogo per Francia (322) e per Regno Unito (215).

Spicca anche agli occhi che l’Ungheria abbia soltanto 90.27 forze dell’ordine su 100,000 abitanti, lei che gli eurocrati indicano come stato autocratico e repressivo.

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Questi i dati: poi, ovviamente, essi posono essere letti sotto ottiche differenti, ciascuna delle quali coglie un particolare aspetto.

Qui sembrerebbe essere importante lanciare un richiamo a rientrare entro limiti ragionevoli: che l’Italia abbia un concentrazione di 449.61 poliziotti è uno spreco assurdo.

Con ciò non si vuole dire che non facciano nulla: si segnala soltanto che sono risorse male allocate. Molto male allocate.

martedì 6 marzo 2018

LA UE HA IL DITTATORE. E NON VI HANNO AVVERTITO.


Ancor prima di inaugurare il suo quarto mandato, Angela Merkel ha messo a segno un altro  colpo decisivo per l’assoluto potere tedesco in Europa: la nomina di Martin Selmayr, suo  uomo,  del CDU,  feroce anti-italiano, a Segretario Generale della Commissione Europea.   Una elevazione  per mezzo di trucchi all’apice  della burocrazia  burocratica insindacabile, vero governo e “deep state” della UE:  Selmayr ha sotto di sé 33 mila dipendenti; “duro, invasivo, autoritario, prevaricatore”,  per   le sue   mani passano obbligatoriamente tutti i dossier che contano; ovviamente è anche lui che fa le pulci ai bilanci nazionali, e il nostro non gli piace.   Sua caratteristica, l’arrogante e continua ingerenza e sconfinamento  nella politica propriamente detta: basta dire che questo burocrate da nessuno eletto sta imponendo come capolista del PPE (Partito Popolare Europeo)  il politico francese Michel Barnier, di cui lui stesso ha favorito l’ascesa (facendone il negoziatore della Brexit), con la scusa che Barnier è Macron-compatibile, ma in realtà perché è un burattino nelle sue mani.
(Il nuovo Hitler è il giovane dietro l’alcolista).
Come sempre quando il potere tedesco sconfina nell’illegalità, anche in questo caso la Merkel  non si è sporcata le mani direttamente;  ha fatto “promuovere” Selmayr da  Juncker.   L’illegalità sta nel fatto che Juncker dovrebbe nominare il segretario generale scegliendolo fra i  direttori generali o aggiunti; invece Selmayr era il suo capo di gabinetto, non aveva titolo di direttore. Un caso di nepotismo, ma in qualche modo a rovescio: Juncker, deve alle trame di Selmayr la sua ascesa a capo della Commissione, il “governo” della UE; lo ha letteralmente  “inventato” come candidato nel 2014. In cambio, Juncker – che sappiamo spesso ubriaco – ha sempre lasciato dirigere al suo servo-padrone  l’istituzione: infatti Juncker  “non ha mai presieduto una sola volta le riunioni di  gabinetto”, ha rivelato Libération: “e tutti quelli che vogliono accedere al presidente, compresi i capi di Stato e di governo, devono passare per Selmayr” .

E’ stato un golpe  da harem ottomano

La presa di potere  nella UE ha avuto il carattere di un putsch, fra trame occulte, scambi di favori fra eurocrati e colpi di mano che definire “da  basso impero” è  offensivo  per il basso impero; bisogna evocare qui la corte imperiale cinese  o  l’Harem ottomano, il che rivela il  punto di marcescenza e corruzione cui è giunto il potere  incontrollato  e   anti-giuridico  dell’eurocrazia  di Bruxelles,  fra giannizzeri ed eunuchi di corte.  Solo un caso fra tanti: Selmayr  ha scavalcato  i direttori generali (aventi titolo) con la complicità della direttrice generale alle risorse  umane, la greca Irene Souka, che lui, diventato segretario generale, ha subito ricompensato in questo modo: tenendola nella lucrosa e influente carica anche  dopo l’età di pensione, e prolungando ugualmente oltre la pensione quella del marito della Souka, il direttore generale all’energia,il francese Dominique Ristori.   In pratica, il Segretario sta rendendo a vita le poltrone eurocratiche, una  trasformazione della burocrazia sovrannazionale  in sistema feudale-familiare da impero germanico, dove  l’imperatore regala sinecure e feudi a vita  a vassalli e valvassori fedeli.
E che fanno i politici?   I gruppi dell’euro-parlamento  hanno incaricato di indagare sulla promozione di Selmayr una commissione, quella del controllo del  budget (sic) che però, guarda caso, è presieduta da una tedesca; e alla richiesta non si è accodato il PPE, il più potente dei gruppi, egemonizzato dalla la CDU della Merkel, che ne  è il deus ex machina.  Sapendosi intoccabile, l’arrogante super-eurocrate  ha spostato il suo ufficio di Segretario Generale presso  quello di Juncker: in modo che continuerà anche a presiedere le riunioni di gabinetto al posto dell’alcolista suo burattino. A giocare su due tavoli: insieme segretario generale e capo dello staff di Juncker, che , lui, nel 2019 non si candiderà e sparirà nel   nulla.
“Una concentrazione di potere senza precedenti nella storia dell’istituzione – ha scritto Libération – dove il livello politico e il livello amministrativo sono stati separati da porte stagne [sì, come no]. Peggio: intende porre anche il servizio giuridico, fino ad oggi indipendente, sotto la sua tutela e nominarvi la sua creatura, Clara Martinez Alberola, nominata da Juncker  proprio adesso suo numero due.
Il nonno di Selmayr, Josef, era un generale di brigata di Hitler, condannato a 15 anni per crimini nei Balcani.
Insieme con l’avvenuta scelta di Luis De Guindos come vicepresidente della Banca Centrale Europea, che serve poi per mettere alla presidente della BCE un tedesco, ovviamente il capo della Bundesbank, è una vero  e proprio totalitarismo compiuto quello che Berlino ha instaurato sopra i paesi e popoli europei.
La dittatura totalitaria, che gli ingenui antifascisti immaginano di essere pronti a rintuzzare – purché si presenti con stivali, divisa militare e  baffetti – si presenta invece così, con una concentrazione di potere illegale  e inaudita di un  burocrate di cui non conosciamo la faccia,  e se la vediamo in foto, non ci dice niente.
E anche questa volta, i nostri politici, le nostre opinioni pubbliche, e media, gliel’hanno lasciato fare. I giornali ne hanno parlato,  anche se nelle pagine interne, ma i governanti, i parlamentari europei  e nazionali, i Macron Gentiloni e i Rajoy, le Mogherini e i Tajani, silenzio:  segno di una complicità profonda fra i “politici” – che vanno e vengono –   e il superburocrate, inamovibile. Selmayr ha 47 anni. Resterà in carica  almeno 20.

Germania,  solo paese sovrano  nella UE

E’ appena il caso di ricordare che la dittatura tedesca sulla Comunità Europea, e la complicità degli altri a questa deriva,  non data da oggi.
Nasce negli  anni 1990,  quando un funzionario tedesco della Commissione Europea, probabilmente con le migliori intenzioni di opporsi al dirigismo e burocratismo ani-popolare,  accusò davanti alla Corte Costituzionale di Karlsruhe  il trattato europeo sulla moneta unica , sostenendo che  era contrario alla Costituzione tedesca. La Corte di Karlsruhe sancì, invece, che il trattato non infrangeva la Costituzione tedesca – ossia la sovranità tedesca.  Ma  così, la Corte di Karlsruhe si è dichiarata anche la responsabile  di ultima istanza per giudicare se  un trattato europeo vincolante per lo Stato tedesco, e se potesse o no essere inserito nel sistema giuridico della federazione.
Un cambiamento epocale, dopo 40 anni di giurisprudenza europeista, che riteneva le leggi della Comunità superiori alle leggi nazionali, Di fatto, in tal modo, la Germania si dichiarava il solo stato sovrano dell’Europa.  E mentre tutti gli altri stati europei,  in particolare dopo il trattato di Maastricht nel 1993,  accettavano di essere soggetti senza condizioni alle leggi UE.  “Solo la Germania dichiarava così che il proprio diritto, in caso di conflitto,  doveva prevalere”, ha scritto John Laughland: “Questo poneva la Germania, nei confronti del resto dell’Europa, in posizione non dissimile da quella che aveva la Prussia all’interno del  Reich germanico dopo il 1871”.
Anche la nostra Corte Costituzionale, bastava facesse lo stesso. Che i nostri governi, esigessero l’uguaglianza giuridica di tutti i paesi membri: o anche  la Germania soggetta alle normative europee, o nessuno. Stupidità, servilismo, “europeismo” angelistico, fiducia nella “bontà” tedesca? Idiozia pura. Ed eco la Germania di oggi
“il suo dominio è assoluto sull’Europa, mi scrive Nicolas Bonnal: “252 miliardi di eccedente commerciale.  La Germania domina e controlla il continente rovinato dal suo euro, controlla le elezioni che non le piacciono (Portogallo e Grecia), le sopprime (Italia),  o ordina per  chi votare (Macron in  Francia). Come ha ben visto Emmanuel Todd, la Germania dirige l’offensiva ad  Est contro la Russia, perfino più di Donald Trump”, allineata col Deep State,  mentre fa il doppiogioco mantenendo con la Russia rapporti economico-energetici di  primo piano,   mentre  obbliga noi ad applicare le sanzioni americane.
Dal 1814, da quando ha sconfitto Napoleone, dice Bonnal, “la mira tedesca è  liquidare la Francia, poi cacciare la Russia e la Gran Bretagna dal continente europeo sotto  dominio tedesco. L’appetito ai tedeschi viene divorando. Balthazar Graciàn: è il difetto dei tedeschi, hanno un appetito divorante”  ( Anche Dante  vide soprattutto,   come proprio del carattere  tedesco, l’ingordigia: “tedeschi lurchi”).
Se un giorno l’armata dei russi invaderà l’Europa, dovremo salutarli come liberatori –   noi schiavi non essendo stati capaci, per viltà,  di liberarci da  soli.
 https://www.rischiocalcolato.it/2018/03/la-ue-ha-il-dittatore-e-non-vi-hanno-avvertito.html

giovedì 7 febbraio 2013

Come il capo della Spectre

Mario Monti adotta un cagnolino in tvSolo che lui ha un cane anziché un gatto. Differenze da poco? Spectre che in fondo mi è sempre stata simpatica, condividendo certe convinzioni, come il fatto che l'umanità (e sappiamo quale) sta devastando il mare. Questa Spectre nostrana invece danneggia le famiglie, i single, le persone, le aziende (quelle che sono piccole e medie e ,senza offesa, insignificanti), aiuta al contrario le banche, le multinazionali, gli eurocrati, gli speculatori alla Soros per intenderci.Ecco un motivo per cui sono contro il loro modo di vedere la vita.