Dalla faccenda del deep learning e dell’interesse manifestato dalle autorità europee per gli sviluppi dell’intelligenza artificiale c’è veramente molto da imparare. Il fatto che la Commissione europea abbia “reagito” al ritardo scientifico accumulato rispetto a USA e Cina elaborando un papello di “linee guida etiche” elaborato addirittura da “52 esperti” ci fa, intanto, capire una delle tare forse irrimediabili del modello politico inter-statuale in cui si concretizza la UE: la tara della burocratizzazione bizantina, il baco del legislatore folle, l’idea malata che si possa governare una società, il suo immenso territorio e l’avvenire dell’una e dell’altro, attraverso una minuziosa ed esasperante regolamentazione.
Visualizzazione post con etichetta burocrati. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta burocrati. Mostra tutti i post
mercoledì 22 maggio 2019
lunedì 13 maggio 2019
Unione Europea. ‘Permanent Representatives’, ovvero un potere occulto. (Ma forse lo sapevate già)
L’Unione Europea ha un intricato dedalo di commissioni, sottocommissioni, gruppi, gruppetti e gruppuscoli, centri di consulenza da lasciare stupefatti della fantasia dispiegata.
Se il numero dei burocrati in senso stretto, legalmente parlando, è esuberante ma non stupefacente, la tela di ragno del sottogoverno supera ampiamente per dimensioni e costi quella del governo degli Stati Uniti e della Cina messe assieme.
Una persona ingenua si domanderebbe che cosa facciano.
La risposta non appartiene al politicamente corretto: prendono un compenso stroboscopico. Poi, a tempo perso, concorrono alla formulazione delle delibere dell’europarlamento. Sono uno dei più potenti centri di potere mai visti al mondo.
Gli Elettori europei vivono pacifici e beati, e per lo più ignorano la presenza dei ‘Permanent Representatives’, che formano il ‘Committee of Permanent Representatives’, alias Coreper.
Ma nessuno si scoraggi: ci sono altri 249 comitati al lavoro.
venerdì 15 marzo 2019
Italia. Regionali 2019. Un anno critico. Sottogoverno e potere.
Giuseppe Sandro Mela.
2019-03-15.
Sono sei le regioni italiane chiamate a rinnovare nel 2019 i rispettivi governi regionali.
Tutte e sei queste regioni avevano/hanno governatori e giunte uscenti di centrosinistra. Inutile rimarcare il grande potere delle regioni, specialmente in termini di sottogoverno. Si va dalle nomine di presidenti e cda nelle società partecipate, fino a legioni di consulenti che hanno trovato nel pubblico il loro pabulum, l’ubi consistat.
Sono centri di potere spesso poco visibili alla massa, ma che esercitano una potente azione di supporto alle azioni
giovedì 14 marzo 2019
Azienda Sanitaria Provinciale Reggio Calabria. Commissariata per Mafia.
Giuseppe Sandro Mela.
2019-03-13.
Nulla costituisce pabulum migliore per la mafia di un sistema pubblico regolato da una miriade di leggi, regolamenti e circolari attuative che impongano la presenza di un corpo di burocrati e funzionari tutti occupati a svolgere compiti onerosi quanto inutili.
Alla fine, decisioni economicamente. socialmente ed aziendalmente rilevanti sono prese da un etereo moloch costituito da una miriade di “preso atto che“, “sentito il parere di“, “ai sensi della legge“, etc,: impossibile trovare un responsabile.
Etichette:
azienda sanitaria,
burocrati,
commissariata,
consiglio dei ministri,
funzionari,
giulia grillo,
giuseppe sandro mela,
Italia,
mafai,
reggio calabria,
statalismo
domenica 10 marzo 2019
Ponte Benetton. 53 altri indagati. Responsabilità dagli anni ’90.
Giuseppe Sandro Mela.
2019-03-10.
Quando si è degli incapaci, lo si è anche nel raccontare frottole che stiano in piedi.
«Ci sono nuovi indagati nell’inchiesta sul crollo del ponte Morandi di Genova, avvenuto il 14 agosto. La guardia di finanza ha notificato gli avvisi di garanzia a circa 40 persone che lavorano al ministero delle Infrastrutture e in Spea Engineering e Autostrade per l’Italia. ….
sabato 2 marzo 2019
GUIDA ALLA VERGOGNA CHIAMATA ELEZIONI EUROPEE.
Votare per un Parlamento i cui legislatori non possono fare le leggi, e i cui legislatori devono lottare come assassini se vogliono opporsi a potentissime leggi fatte da gente che nessuno elegge– cioè votare alle elezioni per il Parlamento Europeo – è rendersi complici intenzionali di una dittatura. Se non lo sapevate, ora lo saprete leggendo queste righe. Poi le scuse stanno a zero, italiani.
*(Nota: solo un pelo tecnico in un paio di punti, il resto spiegato a zia Marta)
La gran massa di quelli che oggi vi stanno dicendo che una rimonta Populista Euroscettica alle europee di maggio sarà esplosiva contro la bieca autocratica UE di Bruxelles, è così ripartita:
Il 2% sono consapevoli falsari.
Il 98% sono inconsapevoli cretini.
venerdì 1 marzo 2019
Unione Europea. Quella cesta di serpi velenosi vorrebbe colpire ancora.
Giuseppe Sandro Mela.
2019-03-01.
Stanno accadendo fatti sempre più gravi.
«EU states have already endorsed French candidate Bohnert.
Etichette:
abuso di potere,
burocrati,
codruta kovesi,
corti di giustizia,
eurocrati,
giuseppe sandro mela,
liberal,
magistratura rumena,
setta,
socialisti,
unione europea
venerdì 11 gennaio 2019
Cassazione salva il baccalà dalle grinfie dell’Unione Europea.
Giuseppe Sandro Mela.
2019-01-11.
Nessuna paura! Oltre al baccalà è stato salvato anche lo stoccafisso.
È impossibile non tornare da Bruxelles allucinati dalla vista della lunga teoria di armadi metallici che contengono le 140,000 pagine di Trattati, Norme, Regolamenti, Circolari Attuative e così via.
Alles in Ordungn d’accordo, ma a tutto dovrebbe vicariare quello che nei tempi bui era chiamato il buon senso.
Pierre Gaxotte ci ha regalato quel profondo trattato sulla rivoluzione francese, in cui nelle prime brillanti ottanta pagine constata come all’epoca fossero in vigore 120,000 leggi, accordi, norme, regolare in materia fiscale, con il risultato che lo stato non riusciva a riscuotere un franco dalla periferia. Ci pensò poi la rivoluzione, che bruciò il tutto in Place Vendôme, primo del successivo falò degli assignat.
*
Liberal, socialisti e burocrati della Two saranno ricordati dalla storia per i loro deliri regolatori. Per le bevande non gasate al gusto di vino, per i formaggi fatti con il latte in polvere e per le cioccolate fatte senza cacao.
Etichette:
baccalà,
bruxelles,
burocrati,
cassazione,
circolari,
giuseppe sandro mela,
leggi,
norme,
regolamento,
stoccafisso,
trattati,
unione europea
martedì 29 maggio 2018
L’Era della Disobbedienza e il Paladino dei Nostri Risparmi
di Marco Tizzi
Microscopica doverosa premessa: non esiste lo Stato buono. Lo Stato è sempre un problema, non è mai la soluzione. Qualsiasi problema collettivo è riconducibile, in fondo, alla responsabilità dello Stato, ovvero all’organizzazione che militarmente occupa un territorio imponendo con le armi le proprie regole ai sudditi che vivono in quel territorio.
La democrazia, soprattutto se rappresentativa, non fa altro che dare ai sudditi l’illusione di poter decidere quali sono le persone al “comando” dello Stato. E’ una mera illusione, innanzitutto perché non sono i rappresentanti eletti a “comandare” lo Stato, bensì i burocrati. Poi perché, una volta scelti, i “rappresentanti” fanno ciò che vogliono perché non sono legati da alcun contratto vincolante coi propri “elettori”. Infine perché bene che vada si tratta solo della dittatura dei rappresentanti di una maggioranza relativa sul resto della popolazione. Questo vale sempre e in tutto il mondo.
Tutto ciò premesso, esistono Stati migliori di altri ed esistono momenti storici migliori di altri, ovvero esistono Stati e momenti storici in cui sono rispettate le libertà individuali dei sudditi più che in altri Stati/momenti storici.
Ora, purtroppo l’organizzazione militare denominata “Repubblica Italiana”, che militarmente occupa il territorio definito come Italia, ha deciso (senza richiedere un’opinione esplicita ai suoi sudditi) di entrare a far parte di una sovraorganizzazione, denominata Unione Europea, da me rinominata Unione Repubbliche Socialiste Europee. Il marketing dello Stato, che si chiama “propaganda”, ha mascherato questa mossa con l’idea di creare un “mercato unico”: non solo non è mai successo, ma mai nessuno ha voluto farlo. La realtà è che l’organizzazione militare denominata Repubblica Italiana vuole fondersi con altre Repubbliche (Socialiste) per creare un’organizzazione militare più grande e più forte. Quindi meno rispettosa delle libertà individuali, perché più un’organizzazione militare è grande e forte e meno può lasciar spazio ai singoli individui.
Questa scelta ha creato una situazione di ulteriore limitazione delle libertà individuali: l’URSE ha imposto un aumento della tassazione, ha imposto altri regolamenti assurdi ad un sistema burocratico già soffocato dalle regole (e poi lo chiamano “liberismo”), ha drenato direttamente dallo Stato Italiano una quantità immensa di risorse sotto forma di “finanziamento alla UE” per far sì che queste risorse vengano ridistribuite ad altri Stati e per far sì che la nuova macchina burocratica potesse sostenersi. Ha anche cercato di “risolvere” il problema della bassa natalità deportando persone dal giovane continente africano confinante, convincendoli con qualche bomba e qualche “organizzazione terroristica” creata ad hoc. Solitamente queste “unioni” avvengono tramite guerre di conquiste, questa volta si è tentato con altre strade, senza ricorrere direttamente alle armi. Sembrava un piano di Hannibal Smith dell’A-Team.

Ma c’è un problema: nonostante la propaganda e nonostante la palese inutilità delle “istituzioni democratiche”, a volte i piani non vanno come previsto. Come dicono i giapponesi “pianificare è necessario, ma i piani sono completamente inutili”. Infatti è capitato ultimamente che, chiamati ad esprimere il proprio parere, i sudditi si siano espressi in maniera da creare incidenti spesso irrisolvibili per i piani dei burocrati. In particolare è successo con la Brexit a livello Europeo e con l’elezione di Trump in USA. Siamo entrati nell’Era della Disobbedienza.
Domenica il Presidente della Repubblica Italiana ha effettuato un “colpo di Stato”, ha cioè ribaltato il risultato di un’elezione, rifiutando di dare il mandato ad un governo che aveva la maggioranza in parlamento per darlo ad un governo che non ce l’ha. La giustificazione è stata “salvaguaradare i risparmi degi italiani”, perché il governo proposto avrebbe – secondo insindacabile giudizio del Presidente Mattarella – fatto esplodere il differenziale nei rendimenti tra BTP e Bund e avrebbe fatto crollare la Borsa, mettendo a rischio i risparmi dei sudditi. A meno di 48 ore: è esploso lo spread ed è crollata la Borsa. Se fosse vero che questo mette in crisi i nostri risparmi (lo è nel medio periodo), il Paladino ha fallito. Se questo fosse successo dopo la Brexit, sarebbe stato invocato l’intervento dei Caschi Blu. Se fosse successo dopo l’elezione di Trump, si sarebbe chiesto al “popolo” (armato) americano di scendere in piazza. Se fosse successo al giuramento del Governo Conte sarebbero intervenute le cancellerie europee.
Ora, Salvini e Di Maio non sono Farage e Trump. Purtroppo. Non hanno un programma che preveda l’uscita dall’Unione Europea, prevista dai trattati. Purtroppo. Ma hanno chiamato al governo personaggi fastidiosi quali Giulio Sapelli e Paolo Savona, che non sono rivoluzionari, sono strettamente e rigorosamente europeisti, ma hanno in comune il costante attacco verso una singola persona: Angela Merkel. Questo è un peccato mortale. Questa signora si è autoeletta Imperatrice dell’URSE e le ultime dichiarazioni lo mettono in chiaro, se mai ce ne fosse bisogno: dopo aver chiarito che le regole da lei imposte sono necessarie “altrimenti tutti fanno quello che vogliono” (libertà individuali) ieri, infatti, ha dichiarato “Vogliamo collaborare con tutti i governi, ma ci sono anche dei principi nell’eurozona (quali? chi li ha decisi? perché? quando? sono immutabili? ndr). Ovviamente ci saranno dei problemi – ha tenuto a puntualizzare – anche all’epoca, con la Grecia di Tsipras, ci furono problemi, e poi ci siamo accordati”. Quale fu l’accordo con Tsipras? Beh, molto semplice: butta nel cesso il tuo programma politico e fai come diciamo noi, altrimenti sei fottuto. Come vi dicevo: i programmi non contano un cazzo e i “rappresentanti” fanno quello che vogliono.
Quindi vi dico: il cielo è fosco. Pare ci sia uno scontro interno all’Unione Repubbliche Socialiste Europee. Questo scontro, gettato sul campo di battaglia con urla di propaganda, si gioca sulla pelle dei sudditi. Da una parte c’è Angela Merkel, europeista imperialista nazional-socialista, dall’altra ci sono altri europeisti, che possiamo serenamente chiamare Marxisti-Keynesiani. Post-Hitler vs. post-Stalin. Socialismo vs. socialismo. Ancora. Come Sciiti vs. Sunniti. Non vi illudete: la Libertà, come al solito, non è in campo.
Ma siamo nel’Era della Disobbedienza, quindi penso che voi sudditi votanti siate sul piede di guerra. Mattarella ha lanciato una campagna elettorale dal suo punto di vista furbo, creando un’aurea anti-euro e anti-europea intorno al Movimento 5 Stelle e alla Lega. Aurea tanto falsa quanto efficace da un punto di vista propagandistico. Saranno attaccati ai sondaggi come un neonato alle tette della madre, perché faranno di tutto per non dare una maggioranza schiacciante al partito Marxista-Keynesiano. Rimanderanno le elezioni con qualsiasi scusa: il caldo d’estate, la tristezza dell’autunno, il freddo dell’inverno, la spensieratezza della primavera. Cercheranno di aspettare la fine del mandato di Draghi per schiararlo in campo come “salvatore della patria”. Probabilmente voi vi ribellerete ancora e metterete Salvini e Di Maio sul piedistallo.
Fate pure, non cambia nulla. Non cambierà nulla. L’Unione Repubbliche Socialiste Europee morirà, ma ci vorrà tempo. Tanto, troppo tempo, purtroppo. Morirà di implosione, non grazie ad un voto.
Nel frattempo, ricordate: l’unico paladino dei vostri risparmi lo guardate negli occhi di fronte allo specchio.
“Questa è la tua vita e va finendo un minuto alla volta.” (Chuck Palahniuk, Fight Club)

P.S.
E’ tutto ovviamente colpa dei cattivissimi mmerigani e degli hacker russi, che da quando se so messi insieme stanno distruggendo il mondo. Tutto per contrastare la cavalcata dell’Euro come moneta di riserva mondiale.
P.P.S.
Non guardate lo spread BTP-BUND, guardate lo spread BTP-BONOS. La Spagna è in una crisi politica ben peggiore di quella italiana, con una guerra civile interna.
https://www.rischiocalcolato.it/2018/05/lera-della-disobbedienza-e-il-paladino-dei-nostri-risparmi.html
Etichette:
angela merkel,
brexit,
btp,
bund,
burocrati,
conte,
era della disobbedienza,
marco tizzi,
organizzazione,
repubblica italiana,
rischio calcolato,
stato,
sudditi,
trump,
unione europea
domenica 25 marzo 2018
Germania (ma anche Italia): quando i giudici fanno quello che vogliono (bello interpretare le leggi)
Giuseppe Sandro Mela.
2018-03-25.
Il problema potrebbe riempire decine di ponderosi tomi, ma in estrema sintesi potrebbe così configurarsi:
In un paese democratico governano gli eletti oppure i funzionari nominati?
*
Non è problema di poco conto. Per affrontarlo sarebbe quanto mai utile rimuovere dalla mente i casi particolari, le eccezioni.
In un sistema democratico dovrebbero essere sovrani gli Elettori, che ogni certo quale periodo di tempo - quattro fino a sei anni, solitamente - si recano alle urne e rinnovano gli organi rappresentativi, ossia chi li governa: il voto è dato secondo il programma presentato ed accordato sulla scorta di quanto fatto in passato.
Gli eletti dal popolo hanno il potere di governare perché da esso vidimati e, in ogni caso, non sono eletti a vita.
*
Che una Collettività abbia bisogno di burocrati e di funzionari per fare applicare correttamente le leggi e le norme deliberate è solo un ordinario problema organizzativo, che però può degenerare sotto molte condizioni.
Ma altrettanto ovvio dovrebbe essere il fatto che tali funzionari dovrebbero restare in carica fino a tanto che dura il governo che li ha nominati: è quello che negli Stati Uniti è denominato lo spoils system. Un governo liberamente eletto dovrebbe avere la garanzia costituzionale di poter rinnovare il corpo dei burocrati e dei funzionari.
Non solo.
Qualora uno o più burocrati manifestassero visioni di vita differenti da quelli del governo, questo ultimo dovrebbe ben essere autorizzato a licenziarli, ed anche su due piedi.
Per meglio spiegarci, recentemente il Presidente Macron ha licenziato in tronco il capo di stato maggiore gen Pierre de Villiers, con questa motivazione:
«If something puts the chief of the armed forces at odds with the president of the republic, the chief of the armed forces changes» [The New York Times]
*
Nei paesi occidentali vige la concezione che i poteri dovrebbero essere divisi e non interagenti tra di loro.
Ottimo enunciato teorico, ma poco più di un proclama, quasi una grida di manzoniana memoria. Alla fine i magistrati sono pubblici funzionari nominati dalla politica, legati al potere che li ha nominati e fatti progredire di carriera.
Se i magistrati fossero esseri angelici e perfetti, il problema della magistratura non esisterebbe: ma essi sono esseri umani a tutti gli effetti e, sulla scorta di quanto accade, anche oltremodo spigliati nell'adempiere a ciò che loro indicano essere il proprio dovere.
Non solo. Mentre in molti stati essi sono nominati pro tempore, con scadenze di mandato più o meno lunghe, di norma in Occidente sono nominati a vita: assolutamente inamovibili. Nemmeno Luigi XIV aveva un simile potere.
Se il generale Pierre de Villiers fosse stato un magistrato, Mr Macron dovrebbe ancora convivere con lui.
Inutile dire con quanta soddisfazione i magistrati abbiano sviluppato la teoria in base alla quale le leggi non si applicano, bensì si interpretano.
Corti di Giustizia. Cinque anni fa era tutto l’opposto.
«Stessa identica Carta Fondamentale, stessi identici codici, stessi identici giudici (si direbbe che siano eterni), stesso identico problema.
Due verdetti opposti.»
In parole poverissime: i magistrati possono fare tutto ciò che voglio, ed in più pretendono persino di essere considerati onesti e probi.
Dei funzionari nominati, non eletti, governano de facto il paese.
L'Occidente non potrà essere considerato democratico fino a tanto che continuerà a tollerare e soggiacere ad un simile potere in essere.
* * * * * * *
* * * * * * *
Nel caso specifico, il Governo tedesco ha varato una serie di leggi, opinabili a piacere, ma pur sempre proposte dal legittimo Governo ed approvate dalla maggioranza parlamentare.
Il Germany's Federal Migration Office, applicando tali leggi e regolamenti, ha rigettato larga parte delle richieste di asilo come rifugiati inoltrate da immigrati, spesso illegali.
Costoro, appoggiati da valenti avvocati facenti capo ad un ben determinato partito politico, sono stati portati in causa ed i giudici di primo grado hanno annullato i provvedimenti.
Poi, spesso, in secondo grado:
«The BAMF ultimately won nearly all of those cases.».
Identiche leggi, identiche persone, identiche circostanze: due verdetti diametralmente opposti.
Dovrebbe essere evidente la contraddizione dei termini.
*
È del tutto evidente come la maggior parte di queste sentenze sospensive i provvedimenti dell'Ufficio Federale dei Migranti siano sentenze squisitamente politiche, che spesso non si peritano nemmeno di riportare le loro proprie considerazioni partitiche persino nel corpo del verdetto.
Tutto ciò alla fine comporta
«The courts complained of enormous case load».
Il problema non sono i migranti quanto piuttosto i loro protettori ideologici.
→ Deutsche Welle. 2018-03-23. One in two rejected asylum seekers win appeal in German courts
Rejected asylum seekers in Germany almost always challenge the decision in court, and around 40 percent of them win. The number of such appeals nearly doubled from 2016 to 2017.
*
Nearly half of all rejected asylum seekers win their challenge against the decision, according to a report published Friday.
Over 328,000 asylum seekers appealed the decision to deny them asylum in Germany in 2017. The new data resulted from the government's response to a query by the opposition Left party obtained by the Süddeutsche Zeitung daily.
That figure is almost double the amount in the previous year. Decsions were made on 146,000 cases.
Around half were formally decided in Germany's courts, meaning they were made without a closer examination of the content of the asylum submission. That is because plaintiffs reached a deal with Germany's Federal Migration Office (BAMF) or withdrew their claim before the verdict.
In the remaining cases, however, where the courts decide on the substance of the appeals (for instance rejection of the application to implement further asylum proceedings), some 40 percent of plaintiffs managed to overturn the BAMF's decision.
Refugees from Syria and Afghanistan were successful in over 60 percent of the cases.
Only about 1,400 asylum seekers decided to file a second appeal after losing in court. The BAMF ultimately won nearly all of those cases.
Left Party calls for better legal counsel to refugees
The data shows that around 91 percent of asylum seekers took their case to court after being rejected by BAMF in 2017. The courts complained of enormous case load, according to the newspaper.
Senior Left party lawmaker Ulla Jelpke on Friday called for the refugees to be provided with better legal counsel. According to Jelpke, there would be fewer misunderstandings if asylum seekers were better prepared for their hearings.
"Ultimately, this will also raise the quality of BAMF's decisions," she said. "There would be fewer appeals und fewer overturned decisions."
Success on appeal meant that most of the refugees received protection under the Geneva Refugee Convention, but only a few were given asylum as enshrined in the German constitution, which is a status granted only to politically persecuted people who did not come to Germany from a secure third country.
The difference in status is important, as only those who receive asylum can be legally followed to Germany by family members.
Etichette:
asilo,
avvocati,
burocrati,
eletti,
elettori,
germania,
giudici,
giuseppe sandro mela,
governo,
macron,
magistrati,
migranti,
norme,
spoils system,
stati uniti
sabato 6 gennaio 2018
Per chi no sapesse di che cosa è capace la burocrazia italiana
Ricchiuti(P.P.I.) -“pizzo” legalizzato concepito da burocrati con stipendio e testa fissi”
In Italia viviamo in un sistema fiscale del tutto opprimente. A farne le spese sono soprattutto i possessori di partite iva e piccole imprese, che oltre a dover fare i conti con un infinità di tasse e balzelli, a fine anno si ritrovano a dover anticipare iva, irpef e inps per l’anno successivo ! Lo stato ci chiede di pagare le tasse su delle “ipotesi di guadagno” non ancora avvenute. Follia pura!!
Il sistema attuale soffoca e deprime l’economia, rendendo impossibile lo sviluppo del lavoro autonomo . Negli ultimi anni è stata applicata una metodologia di base che prevedeva lo smantellamento del lavoro autonomo . Per metodo, per esempio si intende anche il sistema iniquo degli acconti, che obbligano un imprenditore a pagare le tasse sulla base di una prospettiva, di una previsione, non di un reale incasso.
Siamo alla futurologia applicata alle imposte, alla vessazione fiscale preventiva: “io intanto ti stango, poi vediamo se riesci a incassare tanto quanto mi hai pagato”. La dimostrazione plastica di come lo Stato voglia essere socio di maggioranza della tua azienda fintantoché le cose vanno bene, godendo di buona parte dei tuoi incassi; e sia pronto a mandarti quelle lettere minatorie che sono le cartelle esattoriali, non appena per colpa di quello stesso Stato diventi un contribuente non esemplare !
Un “pizzo” legalizzato concepito da burocrati con stipendio e testa fissi, che non hanno minimamente idea di cosa significhi fluttuazione di un mercato o realtà vera per cui un anno magari guadagni 10, ma l’anno dopo puoi benissimo guadagnare 5.
Chi lavora lo sa: deve per forza avere sotto controllo la dinamica della propria attività: di conseguenza, specialmente se l’attività è di piccole dimensioni, ogni operatore sarebbe in grado entro gennaio di produrre esattamente tutte le voci della propria fiscalità riferita all’anno appena concluso, punto. Che su quelle si facciano i pagamenti dovuti: discuteremo poi del fatto che le aliquote percentuali di questi pagamenti siano troppe o giuste, ma almeno opereremmo sulla realtà e non su una matematica fittizia, organizzata ad arte per chiedere “sempre e soltanto”, esattamente quello che strozza e reprime ogni spirito di iniziativa, tanto più necessario in un contesto come quello economico attuale.
Due numeri di esempio su come funziona? Decidi di lavorare da solo anzichè elemosinare un impiego che non si trova: Alla fine del primo anno di attività hai prodotto 10. Sempre alla fine del primo anno devi pagare in anticipo IVA ed IRPEF, ma ti inviteranno tutti ad essere sereno, perchè il pagamento sarà per forza zero, visto che è basato sull’anno precedente che per te significa l’anno prima di quello in cui hai iniziato ad esistere, quindi un anno in cui non avevi prodotto ovviamente alcun reddito. Il secondo anno lavori; a metà dell’anno devi pagare le tasse su quei 10 che avevi prodotto l’anno prima: diciamo che devi pagare 5 (esempio generoso). In tasca resteranno i 5 di differenza su quei 10 incassati l’anno prima.
Ovviamente anche durante il secondo anno avremo lavorato, ma mettiamo che per una congiuntura (tutt’altro che rara) abbiamo incassato solo 5 e non 10 come l’anno precedente: Beh: alla fine del nostro secondo anno il Fisco ci chiederà il 100% di anticipo sulle tasse di IVA ed IRPEF da pagare per l’anno che si sta chiudendo (quello in cui si è incassato 5): peccato che il calcolo non è fatto sui dati veri dell’anno a cui si riferisce l’anticipo, ma sui dati dell’anno prima (quello in cui avevamo incassato 10). Nel nostro esempio quindi noi avremo in tasca 5 che avremo incassato nel secondo anno, ma dovremo pagare circa 5 allo Stato, perchè questo è il calcolo per l’anticipo: il 100% di quanto successo l’anno precedente (quello in cui avevamo incassato 10). Quanto resta in tasca, dunque, di questo nostro secondo anno? Zero . In pratica avremo lavorato producendo 5 e ci toglieranno 5 .
Chiedo a chiunque, anche a chi viva da dipendente, come si può considerare decente una regolamentazione simile. “Ma dopo vai a credito sulle tasse” ti dicono: certo, peccato che intanto i soldi che hai anticipato in più rispetto a quanto dovuto non li rivedrai mai; e peccato che dentro a quei soldi ci stanno le risorse necessarie per rigenerare l’attività stessa, che non cade dall’alto: viene creata dandosi da fare, spendendo, provandoci. In pratica la libera iniziativa per sopravvivere condannata a crescere all’infinito, cosa impossibile perchè significa matematicamente non avere mai un equilibrio, dover sempre rifinanziare un circolo obbligato ad ingrandirsi: e se una grande società in qualche modo accede a canali di risorse per organizzarsi in dimensioni maggiori, il singolo piccolo operatore economico non può (non è nemmeno detto che ne abbia necessità o desiderio) perennemente crescere di dimensioni.
Sono peraltro questi principi e questa elefantiasi che hanno portato i grandi gruppi internazionali ad avere la necessità di un mercato totale, globale, per piazzare i propri prodotti ad un pubblico sempre più numeroso: sono loro, quei “pochi” che hanno spinto e generato la globalizzazione approssimativa che conosciamo e di cui noi, nel mezzo di chi ci tira da sotto e chi ci schiaccia da sopra.
Lino Ricchiuti – Presidente nazionale movimento politico Popolo Partite Iva
fonte https://scenarieconomici.it/ricchiutip-p-i-pizzo-legalizzato-concepito-da-burocrati-con-stipendio-e-testa-fissi/
postato su scenarieconomici.it da Paolo Ambrogi
Etichette:
acconto,
burocrati,
burocrazia italiana,
fisco,
globalizzazione,
irpef,
iva,
lino ricchiuti,
movimento popolo partite iva,
paolo ambrogi,
scenari economici,
tasse
venerdì 19 giugno 2015
Se i marchesi rubano
I conti non tornano. Ma i conti non tornano anche senza scomodare i marchesi. E' sufficiente, se parliamo di tassazione e di evasione fiscale, ricordare che è spropositata sia l'aliquota iva che l'irpef, come pure le varie tasse comunali o quelle sui rifiuti, come pure quelle su insegne e pubblicità in genere. Ecco perché se facciamo due conti, se per il fisco o il tg debbo all'erario 100, poi se fossi in un paese civile magari dovrei dare 30. il che ci i porta a dire che se avessi in partenza dovuto pagare 30, intanto forse avrei anche potuto avere quella disponibilità, sarei stato in una nazione dove le attività produttive sono incoraggiate e non come qui da noi, dove se sanno che sei commerciante ti additano come evasore. In un paese diverso dal nostro, forse potrei lavorare senza dover pensare che sia io che i clienti abbiamo difficoltà a posteggiare le auto: forse ci sarebbero un moderno tram o delle piste ciclabili o anche dei vaporetti. Certo non troveresti fuori dal negozio persone che ti tendono un agguato per farsi dare un euro o anche di più, e neppure parcheggiatori abusivi che per concederti il lusso di riprenderti l'auto ti devono vendere qualcosa o estorcerti del denaro. In un altro paese ti fanno pagare dopo che hai incassato: qui se vuoi, che so, fare il venditore e quindi aprire una partita iva, dovrai pagare in anticipo inps, poi ci saranno studi di settore che dovranno fare in modo che tu ,come minimo dovrai sborsare tot: altrimenti per te saranno guai, ovvero accertamenti e cose simili. I marchesi sono loro, ovvero burocrati e suggeritori (cattivi e in malafede) che continuano a imporre un modo di vedere la vita che è giusto e valido solo nelle loro menti (malate di invidia e supponenza): se cominciassero a essere onesti con se stessi e con la propria coscienza, alcun o la maggior parte degli adempimenti fiscali forse sparirebbero in poco tempo. E ' forse chiedere troppo? A questo punto fa bene e ha il mio appoggio e la mia stima chi cerca di pagare poco o meno di quanto gli si chiede o fa in modo di non pagare: e mi riferisco non certo alle mega aziende, alle multinazionali, ma al piccolo commerciante o all'industriale, che ritengo persone serie e valide finché hanno in mente di far lavorare e far crescere oltre che la propria azienda anche il territorio e il paese. Diventano miei nemici coloro che senza motivo delocalizzano o esternalizzano : allora mi cominciano a stare sui coglioni.
lunedì 10 giugno 2013
Il Burocrate strangola ed assassina volutamente ed a sangue freddo. Ecco un altro caso di sangue.
Il cittadino Contribuente paga le tasse allo stato perché dovrebbe riceverne in cambio dei servizi, concreti ed utili.
Ovviamente l’erogazione di servizi impone alla amministrazione pubblica
di dotarsi di un apparato burocratico, ma codesto apparato dovrebbe
essere al servizio del cittadino, non repressivo e conculcante il
medesimo.
Ma la burocrazia sono i burocrati ed i funzionari: persone fisiche, bene individuate ed individuabili.
E questo è ciò che succede in Italia.
Una sterminata legione infernale di burocrati e funzionari,
inamovibili, con progressione di carriera fissa, totalmente manlevati da
ogni possibile responsabilità, incontrollata ed incontrollabile,
totalmente indifferente ai tre milioni e passa di disoccupati della
filiera produttiva, continua a vessare il cittadino Contribuente in modo
tale da far rimpiangere pubblicani, Impero Mongolo, e gabellieri di
infausta memoria. Stavano meglio i servi della gleba dello Zar.
Burocrati e funzionari della pubblica amministrazione non limitano più
ad ostacolare con ogni loro forza ogni possibilità di lavoro produttivo,
ma adesso portano il cittadino Contribuente alla morte. La morte
fisica, per intenderci bene. Come non rimpiangerei satrapi orientali?
mercoledì 6 febbraio 2013
Peggio di così si vota
DI GIANNI PETROSILLO
conflittiestrategie.it
Quando un Paese non è in grado di esprimere una seria leadership politica e, pertanto, proiettarsi con le sue idee e visioni peculiari in un mondo in costante evoluzione, quando è incapace di programmare il suo avvenire, prossimo e lontano, diventa facile preda degli istinti rapaci degli avvoltoi della finanza e delle bestie sociali più retrive (industriali, economiche, ideologiche), le quali assorbono tutte le energie dello Stato distruggendo le ultime speranze di ripristinare un corso degli eventi più favorevole alla collettività, mentre ci si trova nel bel mezzo di una tempesta sistemica globale.
Queste colonie di saprofiti che si chiamano partiti, sindacati (operai e padronali), cda di banche arraffatrici e di imprese decotte ed assistite, giornali asserviti, esattori incalliti, burocrati pervertiti, predicatori inviperiti e razzolatori invertiti, si moltiplicano nel tessuto connettivo comunitario divorandolo fino all’osso.
Quando un Paese non è in grado di esprimere una seria leadership politica e, pertanto, proiettarsi con le sue idee e visioni peculiari in un mondo in costante evoluzione, quando è incapace di programmare il suo avvenire, prossimo e lontano, diventa facile preda degli istinti rapaci degli avvoltoi della finanza e delle bestie sociali più retrive (industriali, economiche, ideologiche), le quali assorbono tutte le energie dello Stato distruggendo le ultime speranze di ripristinare un corso degli eventi più favorevole alla collettività, mentre ci si trova nel bel mezzo di una tempesta sistemica globale.
Queste colonie di saprofiti che si chiamano partiti, sindacati (operai e padronali), cda di banche arraffatrici e di imprese decotte ed assistite, giornali asserviti, esattori incalliti, burocrati pervertiti, predicatori inviperiti e razzolatori invertiti, si moltiplicano nel tessuto connettivo comunitario divorandolo fino all’osso.
Etichette:
burocrati,
cda,
conti pubblici,
dismissioni,
energie,
eni,
finmeccanica,
imu,
infrastrutture,
iran,
leadership,
libia,
paese,
partiti,
privatizzazioni,
sindacati,
siria,
speculazioni,
svendite,
welfare
martedì 5 febbraio 2013
Italia,un’altra "mazzata"dall’Europa dei burocrati
Nel 1985, quando gli Stati Uniti erano ancora un
impero incontrastato, e non dimidiato come oggi, imposero nel vecchio
Hotel Plaza di New York (prima che divenisse l’asettico residence che è
oggi) la rivalutazione dello yen a un Giappone che era la versione
industriale del turbocapitalismo finanziario di oggi. Sono passati circa
trent’anni e oggi il Giappone stenta ancora a uscire dalla stagnazione
che allora gli Usa gli imposero. E gli Usa, dal canto loro, cercano in
tutti i modi di sostituire il keynesismo di guerra del vecchio Roosevelt
con il keynesismo dello tsunami del tasso d’interesse tendente a zero e
del battere moneta, alias dollaro, a manetta, come si dice in gergo,
per abbassare il valore del dollaro sui mercati cambiali mondiali e
favorire in tal modo le esportazioni Usa.
Etichette:
abe,
banca centrale europea,
burocrati,
cina,
dollaro,
euro,
europa,
giia,
il sussidiario,
moneta,
prodotto interno lordo,
stati uniti,
tasso di cambio,
yen
Iscriviti a:
Post (Atom)





