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martedì 24 ottobre 2017

Ecco cosa ci aspetta: chiunque abbiate votato o voterete*

Tributi evasi, a Quartu Sant'Elena scatta la riscossione coattiva

Oggi alle 17:11 - ultimo aggiornamento alle 18:30
In campo una task-force per recuperare i tributi dagli evasori quartesi. Parte in questi giorni la fase coattiva con gli ufficiali della riscossione della Maggioli Tributi che, su mandato del Comune, dovranno recuperare dalle tasche dei quartesi le mancate entrate per Ici, Imu, Tarsu, Tares e Tari.
Gli uomini della Maggioli raggiungeranno le case di chi ha posizioni definitive da saldare, presentandosi con un regolare tesserino e l'autorizzazione del Comune, per incassare i soldi mai versati.
La prima proposta che sarà fatta sarà quella di saldare subito il conto, e per chi non avrà la possibilità di farlo in un'unica soluzione ci sarà possibilità di rateizzazione. Nei casi in cui non si riuscirà a trovare una soluzione scatterà il pignoramento dei mobili.
Le casse del Comune sono in sofferenza per le mancate entrate da parte dei cittadini e da tempo l'amministrazione di Stefano Delunas sta intervenendo in vari campi per cercare di far fronte ai troppi buchi presenti nei conti.

giovedì 21 febbraio 2013

Vedrete che le vostre esigenze non saranno prioritarie


Sono quasi certo che pochi sanno quali sono i casini o se preferite le vertenze aperte: intendendo questioni di lavoro, aziende in difficoltà, roba simile. Ora mi preoccupa un precedente, cioè che quando arrivano i nuovi padroni di casa, quasi per trattare sul prezzo e ottenere uno sconto, devono trovare qualche cavillo per non fare subito, per comunque rinviare ogni decisione o per meglio dire , far sapere che cosa vogliono fare. Già la questione potere di acquisto è, secondo me, la prima da affrontare perchè richiede interventi che, al contrario di una moratoria per le cartelle (attenzione perchè l'amico Fritz, Berlusconi, mi pare abbia parlato di moratoria per le piccole e medie imprese, non ricordo se ha nominato le famiglie, così come ha parlato di restituire l'Imu sulla prima casa e non sugli immobili delle aziende) possono essere risolti dal consiglio dei ministri. Quindi i distinguo sono necessari e giusto per poter capire che chiunque arriverà al governo cosa potrà davvero fare e cosa,invece, anche per pigrizia mentale o mera incapacità, dovrà rinviare e neanche fare. Perché il

martedì 19 febbraio 2013

Queste proposte le ho capite (e le condivido)

Che Berlusconi abbia tradito chi lo ha votato nelle precedenti elezioni, è un dato di fatto: i suoi elettori, quelli delle piccole imprese legate al commercio non hanno visto garantirsi l'accesso al credito ad esempio, nè sono stati tutelati dagli assalti del fisco. Ieri a Quinta Colonna ho sentito delle idee che condivido, delle proposte logiche: peccato che non abbia sciorinato altro l'ex presidente del consiglio, cioè qualcosa che permetta di chiarire se ci sarà o meno accesso al credito e se così fosse ,se le sue proposte in merito saranno in agenda durante la prima riunione del consiglio dei ministri. Intanto valuto sul serio di votare PDL, e per queste ragioni: restituzione dell'Imu, onere della prova nei contenziosi con il fisco a carico dello stato, moratoria per un anno di quanto si deve a Equitalia/stato, cancellazione di spese e interessi (ovvero di ciò che raddoppia le cartelle), proposta per assumere i disoccupati da parte delle aziende con notevoli sgravi, cancellazione del finanziamento pubblico dei partiti (già votato nei referendum e sempre disatteso). Se altri parlassero in modo che anche i cretini come me, di cui però gradiscono il voto (tanti cretini votanti uguale un eletto), possano capire che si vuole fermare Equitalia, si vuole far ripartire l'economia salvando le piccole imprese, si vuole dare accesso al credito,si vuole lasciare libero l'uso dei contanti, allora potrei votare anche altri se questi punti sono i primi e se "non si va avanti finchè non vengono approvati".

mercoledì 6 febbraio 2013

Peggio di così si vota

DI GIANNI PETROSILLO conflittiestrategie.it

Quando un Paese non è in grado di esprimere una seria leadership politica e, pertanto, proiettarsi con le sue idee e visioni peculiari in un mondo in costante evoluzione, quando è incapace di programmare il suo avvenire, prossimo e lontano, diventa facile preda degli istinti rapaci degli avvoltoi della finanza e delle bestie sociali più retrive (industriali, economiche, ideologiche), le quali assorbono tutte le energie dello Stato distruggendo le ultime speranze di ripristinare un corso degli eventi più favorevole alla collettività, mentre ci si trova nel bel mezzo di una tempesta sistemica globale.

Queste colonie di saprofiti che si chiamano partiti, sindacati (operai e padronali),  cda di banche arraffatrici e di imprese decotte ed assistite, giornali asserviti, esattori incalliti, burocrati pervertiti, predicatori inviperiti e razzolatori invertiti, si moltiplicano nel tessuto connettivo comunitario divorandolo fino all’osso.

domenica 8 aprile 2012

E questi sarebbero «tecnici»? Di cosa? (di Maurizio Blondet)

Questo articolo è stato pubblicato su effedieffe.com e ripreso da rischiocalcolato.it dove l'ho visto e copiato.
La famosa riforma del mercato del lavoro fa ridere e piangere: è peggio di prima, quando l’articolo 18 esercitava tutta la sua forza bruta. I fancazzisti sono più o meno illicenziabili come prima; nella faccenda si torna ad inserire il giudice del lavoro – l’attore che bisognava lasciar fuori – che può decidere «il reintegro». E d’accordo, si può trovare la scusa che la riforma è fallita perchè la ministra tecnica non è riuscita a superare la fortissima resistenza dei sindacati e delle sinistre che in Parlamento sostengono il governo tecnico con le destre.