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mercoledì 4 marzo 2026

Qualche titolo di pseudo sito di informazione ... per sorridere

 Su libero.it scrivono : l'Iran ha un nuovo dittatore. 

E spiegano, ma non l'ho letto, chi sarebbe costui: peccato perché io avrei invece proseguito nel titolo spiegando che , noi occidentali, purtroppo abbiamo sempre gli stessi dittatori. E avrei citato "la commissione europea", giusto così a caso, mentre avrei fatto presente come esistano , sempre in Europa, ancora i regni. Ora mi domando se sia giusto che si inciti, sobillando popoli di altre nazioni, a scendere in piazza per cacciare via chi lì governa, mentre si applaudono il re del Marocco o si fanno affari e ci si complimenta con i sauditi o gli emiri . Del resto, sempre per restare in Europa ma spostandoci in Africa, non possiamo non ricordare che ancora oggi aziende europee, sostenute da regnanti, gestiscono le risorse delle ex colonie: ex solo di nome. Poi in giro ci sono false democrazie, e l'elenco è lungo. Giusto qualche nome, Italia, India, Brasile, Francia, Germania eccetera. Poi ci sono paesi dove le autorità compiono azioni riprovevoli, come in Australia o in Canada durante il covid ad esempio, dove non scorderemo le persone portate via di casa o i c/c dei camionisti che venivano bloccati, mentre da noi si usavano gli idranti per evitare le proteste (poi hanno fatto il dl sicurezza per risparmiare sugli idranti). Però, tornando al titolo, fa sorridere il servilismo verso il potere. Gente ignobile.

lunedì 28 gennaio 2019

Finanza islamica. La Sharia gestisce oltre 2,000 miliardi Usd.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-01-28.

mecca 001

Un giornale specializzato ha pubblicato il seguente report.

«Secondo l’Ifsb (Islamic Financial Services Board) il valore della massa monetaria mondiale che viene gestita in obbedienza alle leggi religiose dettate dalla Sharia, la finanza islamica, ammonta a poco più di 2mila miliardi di dollari.

Quanto vale la finanza islamica

Il grafico sopra mostra i principali Paesi dove sono allocati i 2.050,2 miliardi di dollari che, nel mondo, sono gestiti secondo le regole della finanza islamica. In Iran e Arabia Saudita si trova più della metà delle risorse ovvero, rispettivamente, il 34,4% in Iran e il 20,4% in Arabia Saudita. Complessivamente sono 36 i Paesi che nel mondo gestiscono una parte più o meno cospicua dei loro depositi bancari secondo le regole della Sharia.

Un caso non unico ma raro è quello dell’Iran. Non solo perché è il Paese che “ospita” la maggior parte dei soldi sottoposti alla Sharia, ma soprattutto perché il 100% del suo sistema bancario è regolato secondo i precetti dell’Islam. Questo significa che i cittadini iraniani non possono depositare il proprio denaro se non in banche iraniane che seguono tutte i precetti della Sharia. Lo stesso succede, ma con numeri decisamente meno importanti, per il Sudan, dove è depositato l’1,6% delle risorse islamiche mondiali.

Ma tra i Paesi nei quali la finanza islamica è presente c’è anche la Turchia che ospita il 2,6% del totale dei soldi gestiti in ossequio alla Sharia e dove soprattutto i giovani mostrano sempre più interesse verso le regole dell’Islam radicale, come Truenumbers ha spiegato in questo articolo.

Come funziona la finanza islamica

martedì 29 maggio 2018

Cina. Arabia Saudita accetta i petro-yuan


Giuseppe Sandro Mela.

2018-05-28.

Pechino-Cina

Tutta questa complessa problematica sarebbe facilmente comprensibile rileggendo, e meditando, questi scarni dati  pubblicati dall’International Monetary Fund World Economic Outlook (October – 2017).

Le proiezioni al 2022 danno la Cina ad un pil ppa di 34,465 (20.54%) miliardi di Usd, gli Stati Uniti di 23,505 (14.01%), e l’India di 15,262 9.10%) Usd. Seguono Giappone con 6,163 (3.67%),  Germania (4.932%), Regno Unito 3,456 (2.06%), Francia 3,427 (2.04%), Italia 2,677 (1.60%). Russia 4.771 (2.84%) e Brasile 3,915 (2.33%).

I paesi del G7 produrranno 46,293 (27.59%) mld Usd del pil mondiale, mentre i paesi del Brics renderanno conto di 59,331 mld Usd (35.36%).

– Gli Stati Uniti non sono più la prima potenza economica mondiale, contano il 14.01% quando la Cina raggiunge il 20.54%.

– Ma assieme agli Stati Uniti tutto il sistema economico occidentale non funziona più come in passato: i paesi afferenti il G7 costituiscono il 27.59% del pil ppa mondiale contro il 35.36% dei paesi del Brics.

Dimenticate Russia, Arabia, Iran, Opec. È la Cina che fa i prezzi del petrolio.

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Volenti o nolenti si sta chiudendo il periodo in cui il dollaro americano era l’unica valuta usata per gli scambi internazionali. Questo non significa certo che lo yuan abbia soppiantato già il dollaro, ma la strada è questa.

La convivenza non sarà certo facile.

The Risks of the China-Saudi Arabia Partnership

Lead Story: China acts to make petro-yuan a reality

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«Già nel 2015 la Cina è diventata il primo importatore di greggio saudita e ha scavalcato gli Stati Uniti. Il trend si è consolidato.»

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«Nel 2017 l’Arabia Saudita, primo esportatore al mondo con una media 7 milioni di barili al giorno, ne ha venduti 1.070.000 alla Cina e soltanto 950.000 agli Usa»

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«E’ una «spinta verso Est» che rende sempre più importanti i rapporti fra i due Paesi: sono su fronti geopolitici diversi ma complementari dal punto di vista economico»

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«Per cementare gli scambi Pechino e Riad hanno deciso di lanciare contratti denominati in yuan, e ancorati all’oro, sullo Shanghai Energy Stock Exchange. I contratti in «petro-yuan» hanno debuttato il 26 marzo e i contratti futures sono stati subito trattati da giganti finanziari come Glencore e Trafigura.»

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«A maggio gli Shanghai crude oil futures sono arrivati a coprire il 12 per cento del mercato mondiale, in crescita dall’8 per cento di marzo e con un raddoppio degli scambi settimanali. Il prezzo del barile denominato in yuan ha oscillato in questi due mesi fra i 429 e 447 yuan»

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Le conseguenze non sono però solo contabili oppure economiche: potrebbero essere anche politiche, e di gran peso.

«l’Iran potrebbe aggirare le sanzioni vendendo il greggio in Asia senza usare la valuta americana»

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In una simile situazione, il peso di eventuali sanzioni imposte, per esempio, all’Iran potrebbe essere sostanzialmente ridotto, per non dire vanificato.

Si dovrebbe prendere atto come l’Occidente non abbia più la possibilità di imporre le sue scelte né con mezzi militari né con mezzi economici.

Restano aperte le strade maestre della diplomazia, questo sicuramente, ma questa via presupporrebbe una reciproca accettazione, punto nodale sul qual l’Occidente è troppo spesso andato oltre il lecito.


→ La Stampa. 2018-05-28. I petrodollari tramontano, lo yuan cinese conquista Riad

E l’Iran potrebbe aggirare le sanzioni vendendo il greggio in Asia senza usare la valuta americana.

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La Cina si avvicina all’Arabia Saudita e lancia la sfida al cuore dell’egemonia statunitense nell’economia mondiale, i petrodollari. Una svolta che potrebbe anche rendere meno efficaci le sanzioni all’Iran. Dal giugno 1974, dopo la prima crisi petrolifera, un patto di ferro siglato dall’allora presidente Richard Nixon e Re Faisal d’Arabia, ha stabilito che gli acquisti di greggio sul mercato del Golfo dovessero essere effettuati con il biglietto verde. Da quei Paesi arriva un quarto della produzione e metà delle esportazioni di petrolio al mondo e questo ha dato alla moneta di Washington un vantaggio su tutte le altre. Ma lo scorso dicembre, in un incontro fra il nuovo ministro delle Finanze saudita, Mohammed Al-Jadaan, e il governatore della Banca centrale cinese Zhou Xiaochuan, per la prima volta si è affacciato un concorrente. Pechino. 

Già nel 2015 la Cina è diventata il primo importatore di greggio saudita e ha scavalcato gli Stati Uniti. Il trend si è consolidato. Nel 2017 l’Arabia Saudita, primo esportatore al mondo con una media 7 milioni di barili al giorno, ne ha venduti 1.070.000 alla Cina e soltanto 950.000 agli Usa. La Cina, primo importatore al mondo con acquisti per 8,6 milioni di barili al giorno, ne ha comprati 1,1 milioni da Riad, scavalcata l’anno scorso dalla Russia con 1,2 milioni. E’ una «spinta verso Est» che rende sempre più importanti i rapporti fra i due Paesi: sono su fronti geopolitici diversi ma complementari dal punto di vista economico. Per cementare gli scambi Pechino e Riad hanno deciso di lanciare contratti denominati in yuan, e ancorati all’oro, sullo Shanghai Energy Stock Exchange. I contratti in «petro-yuan» hanno debuttato il 26 marzo e i contratti futures sono stati subito trattati da giganti finanziari come Glencore e Trafigura.  

E’ stato un debutto con i fuochi di artificio. A maggio gli Shanghai crude oil futures sono arrivati a coprire il 12 per cento del mercato mondiale, in crescita dall’8 per cento di marzo e con un raddoppio degli scambi settimanali. Il prezzo del barile denominato in yuan ha oscillato in questi due mesi fra i 429 e 447 yuan, con una quotazione a metà strada fra il prezzo del Brent europeo e il Wti americano, come ha notato il portale geopolitico francese Leap. Il vantaggio per la Cina è che non deve più acquistare dollari per comprare greggio mentre per l’Arabia Saudita la scelta riflette la nuova realtà del mercato, con due terzi delle esportazioni che vanno oramai verso l’Asia. La Cina è poi un partner «più accomodante» dal punto di vista politico, non chiede rispetto dei diritti umani o riforme in senso liberale dell’economia. Ed è per questo che il Fondo sovrano China Investment Corporation è visto come favorito per l’acquisto del 5 per cento della compagnia petrolifera saudita, l’Aramco, un affare da 100 miliardi. 

Ma il boom dei petro-yuan è legato anche alle nuove sanzioni americane all’Iran. Già nel 2012, all’inizio del nuovo round di restrizioni durate fino all’accordo sul nucleare del 2015, Pechino aveva cominciato a comprare greggio iraniano in yuan. Ora gli scambi che potrebbero arrivare all’equivalente di 30-40 miliardi all’anno perché Teheran cercherà di sostituire i mercati europei con quello cinese, sempre più assetato, tanto che nel primi mesi del 2018 le importazioni hanno superato i 9 milioni di barili al giorno. E’ probabile quindi che l’esperimento dei petro-yuan sia esteso all’Iran, in modo da aggirare le sanzioni americane, che si applicano ai contratti denominati in dollari. Questo spiega l’effervescenza della Borsa petrolifera di Shanghai, partita con «un rombo di tuono», come ha commentato l’agenzia broker di Singapore Oanda. Shanghai potrebbe presto rivaleggiare «con i due mercati di riferimento» per il greggio, il Brent a Londra e il Wti americano. E il re petrodollaro rischia di perdere lo scettro. 

mercoledì 3 gennaio 2018

Inaccettabile la perdita di vite umane (ma questo vale solo in alcuni casi)

Non ci si può non incazzare, o comunque non si può accettare, che si senta il mantra del "non possiamo accettare la perdita di vite umane in Iran" o se vogliamo ancora restare a casa nostra "che uomini che scappano dalle guerre per venire da noi, perdano la vita in mare": infatti non possiamo accettare che ci siano figli e figliastri. Dato che ciò che succede in Iran sono fatti degli iraniani, e che quanto riferiscono "certi" media sono fatti riferiti e non certo da chi è imparziale (basta vedere cosa hanno riferito durante la campagna elettorale per la Le Pen o per Trump o per Orban)e nessuno, almeno ad oggi, è presente fisicamente in Iran per riferire di prima mano ciò che succede e perché, mi pare che tutto questo casino non è stato fatto per gli imprenditori suicidi. C'è più interesse per un omicidio che per un suicidio per cause economiche. Perché? Forse che non si hanno i coglioni quadrati per chiamare le cose per nome? Per definire delinquenti chi, pur avendo ricevuto i soldi ai tempi di Mario Monti, non li ha destinati, come era stato (a parole) invitato a fare , e cioè alle famiglie e alle imprese e ha invece acquistato titoli a breve scadenza (sei mesi)? O perché le banche non sono più banche al servizio dei cittadini e delle imprese e invece effettuano solo speculazioni? E come mai non si interessano , giornalisti e politici, di ciò che avviene nel loro territorio allorché vediamo aziende in crisi e che poi chiudono e falliscono? Attenti perché la cuccagna sta per finire, e che pure il settore agroalimentare e la ristorazione è, pressoché, saturo: è importante ritornare a produrre altro, a lavorare in altri settori, senza dimenticare ovviamente il cibo e l'alimentazione, purché di buon livello: non roba da discount per intenderci, dato che vale la vecchia regola, e cioè "il pane in panificio o panetteria", la "carne in macelleria" e via dicendo. Niente supermercati, basta con gli chef e i presentatori leccapiedi e che invitano la gente a comprare nei market: chi invita a comprare in questi posti dovrebbe essere sospeso. Proporrei di inviare allo chef e al suo ristorante, una lettera o una mail dove gli si dice: sarei voluto venire a mangiare nel tuo ristorante, ma siccome inviti la gente ad andare al supermercato a fare la spesa (basta anche vedere a Rai 2 lo spot per l'Ld o Md che dir si voglia), allora non verrò da te, almeno finché non farai mea culpa. Ps.: e se sapessi che andiamo a mangiare in un bar di un ipermercato, in un fast food o simile, ti farebbe piacere? Del resto se andiamo in un ipermercato per compiere determinati acquisti e lì troviamo, di sicuro, un posto dove mangiare e che non sia il tuo ristorante, dobbiamo rinunciare al pranzo? Ritornando alle vittime: perché alcune sono di serie A e altre ,ormai da anni, non vengono più nemmeno menzionate? Almeno questo è quello che trasmettono i media che, in perfetto stile poliziesco e dittatoriale, omettono di comunicare se l'omicida è un musulmano o extracomunitario in senso lato, e se la vittima è una donna questa diventa di "serie B" nel momento in cui è extracomunitaria per ritornare nella massima serie solo e soltanto se a uccidere la povera donna è un cittadino italiano o europeo (ma della parte occidentale, non rumeno o serbo ad esempio): quanto appena scritto vale in Svezia , Germania, Italia, Regno Unito, mentre la copertura per reati di pedofilia è ben occultata in Belgio. Alla luce di ciò possiamo o non possiamo ritenere che ciò che importa lo decide non il popolo ma chi amministra la società? Oggi non è più funzionale che si parli di economicidio, di induzione al suicidio per cartelle esattoriali a 6 zeri, per mancata concessione o rinnovi di fidi: queste cose non sono più interessanti, o forse non ci sono più imprenditori o cittadini da "far suicidare", la missione è stata portata a termine dalla mancanza di una politica volta allo sviluppo dell'economia cittadina a favore,invece, della GDO e dell'E commerce. Oggi serve, per distrarre le persone da quanto ho appena scritto, che si dica che i figli di puttana sono gli iraniani che governano l'Iran, e che invece gli americani che governano gli Usa e si ficcano a tappo in ogni parte del globo per curare i propri interessi, ecco che questi sono i buoni. Quindi se tu volessi fare come voleva fare Saddam o Gheddafi, e cioè vendere attraverso altri canali e altra valuta che non sia il dollaro Usa il tuo petrolio, col cazzo che te lo fanno e te lo hanno fatto fare: infatti sono stati entrambi uccisi da guerre create a tavolino. Un po' come gli scandali che scoppiano a orologeria in ogni parte del mondo dove, gli americani vogliono mettere il naso e fare affari. O no? Per questo motivo i vari sky tg 24, rai news la 7 e altri media cartacei e non, nonché gli scopritori delle fake news (purché queste provengano da russian today e similari), sono sguinzagliati in ogni angolo del globo terracqueo e nel web,anche in quello profondo: è la loro missione, per questo vengono assoldati e ,come rivelò a suo tempo Udo Ulfkotte, pure pagati e messi a libro paga, per dire ciò che "devono". Oggi , di questi tempi, è opportuno sparlare di Iran, far diventare buoni ed essenziali all'occidente i "migranti", e logicamente demonizzare chi vuole approfondire o soltanto aver rapporti commerciali con l'Iran, e chi vuole salvaguardare i propri confini territoriali. In Europa il PD e una parte della pseudo destra, dicono che non puoi pensare a far sviluppare il tuo paese perché ci sono i vincoli e i trattati: ma se li eleggete loro, a parole, si impegnano a rivedere il tutto (fra molti mesi a far data da marzo) a Bruxelles ...e così prendono tempo e anche per il culo gli elettori (stile Rosy Bindi: "non sapevamo che i conti fossero in queste condizioni") ci sentiremo riferire che "non sapevamo che non si poteva recedere dai trattati né l'UE ci permette di rinegoziare una beneamata "mazza". Ergo dobbiamo continuare a non poter far niente per le nostre infrastrutture (non fidatevi,a proposito, di chi parla di "progetti cofinanziati" e di "aiuti europei": sono trappole e pure costose e non sempre ,appunto, convenienti) , né dare una mano alle nostre fabbriche, e giammai intervenire sul commercio e impedire che grossi nomi mettano radici nella penisola. E' semplicemente probito. E che sia Forza Italia, che sia La Lega o il M5 Stelle, le cose non cambiano: a meno che, dotandosi costoro di persone competenti, non stilino un piano, un progetto, comprensibile a tutti, dove indicano le tappe per il cambiamento, indicando cosa è da cambiare e come si può e si interverrà .........se il 4 marzo dovessero andare al governo, oppure... condizionare la propria partecipazione a un governo in coalizione con altri se questi adotteranno le misure da loro indicate. Voi credete che sia possibile o che ,al contrario, si verrà ancora distratti da femminicidi e sbarchi pietosi, da clochard che muoiono di freddo, o dai furbetti del cartellino?

venerdì 27 gennaio 2017

Non è questo il problema

Quando nel lontano 2004 e negli anni seguenti, scrivevo che il problema di base era la riduzione del potere di acquisto, gli altri ignoravano e snobbavano i miei post e i miei commenti, i richiami che cercavo di far presenti: erano tutti presi da altre questioni, dall'11 settembre Saddam Bin Laden, la morte di Arafat e poi, dulcis in fundo Gheddafi , la Siria e , dimenticavo Israele e l'Iran , fino ai giorni recenti dove al terrorismo e agli immigrati è stato sostituito il terremoto e i terremotati.
Ed è un vero peccato che se avessero letto i miei post , avrebbero visto che tra le cose che indicavo c'era proprio il monitoraggio e la messa in sicurezza del territorio: cosa che probabilmente avrebbe potuto ridurre ,se non il numero dei morti, forse limitato i danni e permesso, forse, di rientrare nelle proprie case e nelle proprie aziende.
Quindi, giusto per chiarire, che non ce l'ho con i terremotati o, con gli alluvionati della mia regione, perché chiedono aiuto e interventi statali: ce l'ho con chi se ne è sbattuto i coglioni non dico dei miei post, che fanno pure cagare, ma il territorio italiano aveva e ha problemi, e io te l'ho fatto presente.
Facendoti anche notare che intervenendo si sarebbero creati numerosi posti di lavoro: così come se si facesse l'inventario dei beni artistici, si permettesse di visitare i musei e i luoghi di interesse storico e artistico.
Ma per alcuni non è questo il problema. Allora quale sarebbe?
Fa rabbia che si parli della Cina, di Trump, del protezionismo: ebbene, ripresi a suo tempo alcune osservazioni di Blondet che, pure lui ieri o l'altro ieri ha riportato ,almeno in parte quando faceva presente che i cinesi, e non solo loro, ti fanno aprire un'azienda nel loro paese e poi ti rubano i brevetti: dimentica di ricordare che questo era successo a un'azienda tedesca. 
Mi sarebbe piaciuto che lo avesse ricordato, come avrebbe potuto ricordare che Prodi disse che la Sardegna non era una zona adatta per la produzione di materiale informatico: eppure la nostra isola è al centro del Mediterraneo e ha avuto anche aziende mai aperte e che hanno ricevuto pure i soldi per operare.
Queste affermazioni di Prodi sono state fatte ,salvo errore , nel 2006, e riportate da un quotidiano locale.
Comunque, si parla e ci si confronta in un deserto di idee e di proposte: è meglio ognuno per sé e Dio per tutti.

mercoledì 6 febbraio 2013

Peggio di così si vota

DI GIANNI PETROSILLO conflittiestrategie.it

Quando un Paese non è in grado di esprimere una seria leadership politica e, pertanto, proiettarsi con le sue idee e visioni peculiari in un mondo in costante evoluzione, quando è incapace di programmare il suo avvenire, prossimo e lontano, diventa facile preda degli istinti rapaci degli avvoltoi della finanza e delle bestie sociali più retrive (industriali, economiche, ideologiche), le quali assorbono tutte le energie dello Stato distruggendo le ultime speranze di ripristinare un corso degli eventi più favorevole alla collettività, mentre ci si trova nel bel mezzo di una tempesta sistemica globale.

Queste colonie di saprofiti che si chiamano partiti, sindacati (operai e padronali),  cda di banche arraffatrici e di imprese decotte ed assistite, giornali asserviti, esattori incalliti, burocrati pervertiti, predicatori inviperiti e razzolatori invertiti, si moltiplicano nel tessuto connettivo comunitario divorandolo fino all’osso.

giovedì 4 ottobre 2012

Gli scudi umani? Mi dispiace, ma li abbiamo terminati e

Non sappiamo se riarriveranno. Penso alla Siria e alla Palestina piuttosto che all'Africa con le sue eterne faide, e ricordo quando alcuni volontari, mi pare radicali, si recarono in Medio Oriente. Oggi potrebbero andare in Siria, sempre che la Turchia, o chi per lei, non compia azioni come quelle di Israele che impedirono ,con la violenza, lo sbarco di aiuti umanitari. C'è anche da andare in Iran, dato che non si sa mai con questa gentaglia dal grilletto facile e dalle ambizioni

venerdì 20 luglio 2012

Emirati Arabi: prima centrale nucleare, due pesi e due misure

Centrali nucleari, quali sono le differenze tra UAE e Iran? Poche, e a sfavore degli Emirati.
Merita appena un trafiletto dell'ANSA, la notizia della costruzione della prima centrale nucleare negli Emirati Arabi. Eppure, è una novità di tutto rispetto.

Specialmente perché ricorda la questione iraniana, dove la costruzione di una centrale nucleare è motivo di embargo internazionale e minacce di guerra. Perché non succede altrettanto con gli Emirati? Quali sono le differenze? Francamente, se ne riscontrano davvero poche: e quelle poche, tutte a sfavore dell'UAE.
- "Paese antidemocratico". L'Iran è una democrazia, dove si svolgono regolari elezioni ed esiste un Parlamento eletto dai cittadini. Gli Emirati sono una monarchia confederata di cinque monarchie assolute, insomma comandano gli sceicchi.
- "Leggi islamiche". In Iran esiste un organo supremo religioso, il Consiglio dei Guardiani. Negli Emirati vige la sharia.
- "Situazione della donna". In entrambi i Paesi le donne hanno l'obbligo del velo. In Iran le donne siedono in Parlamento, diventano Ministri, studiano all'Università, possono esercitare qualsiasi professione. Negli Emirati invece "possono guidare l'auto", punto e basta (grande modernità, perché in Arabia non possono fare neanche quello).