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venerdì 27 gennaio 2017

Non è questo il problema

Quando nel lontano 2004 e negli anni seguenti, scrivevo che il problema di base era la riduzione del potere di acquisto, gli altri ignoravano e snobbavano i miei post e i miei commenti, i richiami che cercavo di far presenti: erano tutti presi da altre questioni, dall'11 settembre Saddam Bin Laden, la morte di Arafat e poi, dulcis in fundo Gheddafi , la Siria e , dimenticavo Israele e l'Iran , fino ai giorni recenti dove al terrorismo e agli immigrati è stato sostituito il terremoto e i terremotati.
Ed è un vero peccato che se avessero letto i miei post , avrebbero visto che tra le cose che indicavo c'era proprio il monitoraggio e la messa in sicurezza del territorio: cosa che probabilmente avrebbe potuto ridurre ,se non il numero dei morti, forse limitato i danni e permesso, forse, di rientrare nelle proprie case e nelle proprie aziende.
Quindi, giusto per chiarire, che non ce l'ho con i terremotati o, con gli alluvionati della mia regione, perché chiedono aiuto e interventi statali: ce l'ho con chi se ne è sbattuto i coglioni non dico dei miei post, che fanno pure cagare, ma il territorio italiano aveva e ha problemi, e io te l'ho fatto presente.
Facendoti anche notare che intervenendo si sarebbero creati numerosi posti di lavoro: così come se si facesse l'inventario dei beni artistici, si permettesse di visitare i musei e i luoghi di interesse storico e artistico.
Ma per alcuni non è questo il problema. Allora quale sarebbe?
Fa rabbia che si parli della Cina, di Trump, del protezionismo: ebbene, ripresi a suo tempo alcune osservazioni di Blondet che, pure lui ieri o l'altro ieri ha riportato ,almeno in parte quando faceva presente che i cinesi, e non solo loro, ti fanno aprire un'azienda nel loro paese e poi ti rubano i brevetti: dimentica di ricordare che questo era successo a un'azienda tedesca. 
Mi sarebbe piaciuto che lo avesse ricordato, come avrebbe potuto ricordare che Prodi disse che la Sardegna non era una zona adatta per la produzione di materiale informatico: eppure la nostra isola è al centro del Mediterraneo e ha avuto anche aziende mai aperte e che hanno ricevuto pure i soldi per operare.
Queste affermazioni di Prodi sono state fatte ,salvo errore , nel 2006, e riportate da un quotidiano locale.
Comunque, si parla e ci si confronta in un deserto di idee e di proposte: è meglio ognuno per sé e Dio per tutti.

venerdì 26 agosto 2016

In secondo piano...se sei fortunato

E' un tema che , già in passato, ho affrontato, e cioè che i tuoi problemi e le tue priorità, seppure giuste e sacrosante, passano in secondo piano e cessano di essere, se mai lo sono state , prioritarie.
E' vero ciò che adesso ripetono sindaci e popolazione delle zone terremotate: sarebbe opportuno, senza peccare di presunzione o menefreghismo, che in altre zone d'Italia ci sono persone che aspettano il ripristino di ponti, acquedotti, strade , scuole , chiese... da diversi anni.
Queste persone sono state, per alcuni giorni, al centro dell'attenzione politica e mediatica, hanno ricevuto anche somme di denaro che , troppo spesso, non sono arrivate a destinazione (famosi soldi spariti o non resi disponibili o , peggio che mai, non spesi...ancora lì fermi a causa della burocrazia), e poi le loro problematiche sono state sostituite da altre, altrettanto importanti e gravi si intende, ma il risultato è che tu sei senza un ponte, con strade rotte, scuole inagibili, e i tuoi problemi , con tutte le cose che si portano appresso, restano e sono lì a ricordarti di quando c'erano i giornalisti che facevano a gara, insieme ai politici, per promettere aiuto e attenzione.
Peccato che ora l'Ilva, l'Alcoa, il raddoppio dei binari, il lavoro che non c'è, l'accesso al credito negato, siano stati sostituiti da immigrazione, migranti, terremotati, referendum eccetera.
Certo che non ci sono state raccolte di denaro per le aziende che chiudevano, che fallivano, né solidarietà ,sempre via sms, per i falliti o i loro familiari, per le famiglie che hanno avuto un congiunto suicida, né ci si prodiga di raccogliere fondi  di solidarietà per le vittime di Equitalia o delle banche e finanziarie.
Come detto nel titolo finisci in secondo piano ...se hai avuto l'onore (spiacevole e tragico insieme) di , finire in precedenza , in primo piano.

Occhio a donare soldi via sms per i terremotati

E' un po' di tempo che non postavo niente in quanto preso da faccende che spero risolvano diversi problemi personali: tuttavia colgo l'occasione perché chi vuole donare denaro via sms o bonifici bancari, stia attento o si ricordi di quanto avvenuto per il terremoto de L'Aquila.
Vado a mente e ricordo che i soldi, circa 5 milioni di euro, sono stati trattenuti (e mi pare siano ancora lì) in un conto vincolato che impedisce la fruizione delle donazioni per , salvo errore, 9 anni.
Non solo: la distribuzioni di queste somme (e di altre che non erano invece vincolate ) era (ed è) a discrezione della banca in cui i soldi sono "finiti".
Ergo è un funzionario di banca, seppure di alto livello, che decide o deciderà "tu sì, tu no".
Se le cose stanno così , incazzarsi sarebbe il minimo: perciò occhio!

ps.: in rete troverete diversi post e articoli in merito...se non sono spariti.

martedì 2 giugno 2015

Gare di solidarietà

Sono sicuro che è un buon giro d'affari , forse inferiore ai vari " X per mille" o ai fondi stanziati per ogni evento tragico che succede nel mondo : ovvio che quest'ultimo deve avvenire il più lontano possibile e non coinvolgere, in modo diretto, la nostra nazione.
Certo che non vedo gare di solidarietà per i minatori del Sulcis o per i lavoratori dell'Ilva di Taranto, né ho visto raccolte di fondi per salvare le aziende di mobili del nordest né ho visto dita muoversi nei portafogli degli italiani per salvare la Castello o altre realtà anche sarde, call center compresi. Eppure si continua a gareggiare ma per altri, per altre situazioni o realtà che, logicamente e per ragioni oscure, non possono essere controllate.
Quando poi scopriamo che i fondi stanziati per i terremoti italiani, fondi arrivati anche grazie agli sms , vengono gestiti dalle banche e non arrivano mai direttamente agli interessati, cioè non servono per la ricostruzione e per aiutare le vittime a riprendersi, allora monta la rabbia, la delusione.
Ecco che ti incazzi molto e non poco allorché vedi che i migranti ricevono aiuti, le varie coop e società create ad hoc gestiscono tutto il fiume di denaro che lì e per questi individui ci sono , ma per te fallito, per te che vorresti fare e provare, non solo non ci sono risorse, ma se e quando ce ne dovessero essere ecco che queste vengono gestite da banche o comitati che applicano criteri rigidi per fare in modo di non elargire finanziamenti. 
Questo è ciò che vedo tutti i santi giorni: la solidarietà va solo nella direzione che chi maneggia i soldi, il mare di soldi, gradisce.
In pratica per rendere le persone indipendenti, libere , autonome, non c'è mai niente: i fondi di garanzie, di solidarietà, i fondi europei, i fondi statali, non ci sono mai e poi mai.
Penso ce ne sia abbastanza per incazzarsi: peccato che nessun partito o movimento voglia combattere una battaglia per fa arrivare risorse ai falliti, ai commercianti, agli artigiani, alle attività agricole, senza che i riceventi debbano restare soggiogati o legati al guinzaglio, senza dover essere eternamente riconoscenti.
Sennò finisce come pare avvenga per i migranti, che vengono fatti diventare cittadini italiani per farli votare ai presunti benefattori. 

lunedì 2 luglio 2012

Ad hoc

Come già scritto e ripetuto ogni anno, a proposito, mi pare siano ripresi o riprenderanno domani gli esami di maturità, è assai facile fottere, fregare, imbrogliare il prossimo: in questo caso mi riferisco alla maggior parte di noi, costretti dopo anni di lavaggio del cervello a lavorare per vivere

venerdì 8 giugno 2012

Guardate chi si è preso i soldi delle donazioni

Dal 22 luglio(2011) è pienamente operativo "Microcredito per l'Abruzzo", un progetto realizzato grazie ai fondi delle donazioni post terremoto, che rinnova la collaborazione tra il dipartimento per la protezione civile e il consorzio finanziario internazionale Etimos, nell'utilizzo del credito a tassi agevolati come strumento di ricostruzione in contesti colpiti da gravi calamità naturali.  
Cioè, noi abbiamo donato dei soldi, e questi non sarebbero andati direttamente ai terremotati ma a un fondo che se ne sarebbe impossessato, (non sappiamo se di tutti o solo di una parte, come voglio sperare !). Ai terremotati li starebbero solo prestando per cui alla fine i soldi tornerebbero a questo fondo Etimos con in più pure gli interessi !

venerdì 1 giugno 2012

Non siamo tutti uguali o degni di...

I recenti fatti di cronaca "nera", per intenderci i suicidi, dimostrano ancora una volta che non siamo tutti uguali o degni di compassione e,logicamente, di aiuto. Non siamo multinazionali o banche che pretendono e ottengono forti sconti nel caso di accertamenti o verifiche, nè siamo tra coloro che neanche ricevono le cartelle o non siamo dententori delle macchinette che creano dipendenza, perchè in quel caso dovremmo dare allo stato italiano 98 miliardi di euro che con