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martedì 3 marzo 2026

Succede questo e quest'altro, ma la vita continua

 E' brutto doverlo dire , ma guerre o non guerre, festini o lutti, la vita prosegue: non mi piace "lo spettacolo deve continuare " o continua, perché per me la vita non è spettacolo, ma alcuni grandi eventi o che vengono presentati come tali, ottengono o vogliono ottenere la nostra attenzione e ci distraggono da ciò che è importante per noi. C'è la strage o meglio il genocidio a Gaza, ma , ripeto ma, io ho alle costole un esattore di un'agenzia o società di recupero crediti: io ho quel problema, di uno che mi invia messaggi, mi telefona o mi fa telefonare, mi invia lettere o mail. Idem per un'agenzia delle entrate o riscossioni o come volete chiamarla e che nella sostanza vuole la stesa cosa , cioè soldi. Soldi che non ho, tra l'altro , e che il mio modesto lavoro, se ne ho uno, non mi permette né mi permetterà di poter pagare quanto, a mio modesto parere, ingiustamente richiesto. Parentesi: bisogna vedere non tanto se è giusta la somma, ma come viene a formarsi, se cioè mi veniva chiesta una percentuale troppo alta come tassazione, e addirittura presumendola, idem per i prestiti, se cioè sono a tasso troppo alto ( motivandolo con acquisti di beni non indispensabili). Andando avanti si può dire che è vero che avvengono cose che non dovrebbero avvenire, ma è altrettanto vero che ci sono file alla Caritas , persone che non trovano nessun lavoro perché non hanno requisiti e capacità richiesti o per l'età e il fisico non idonei , oltre al fatto che bisogna anche vedere che stipendio viene riconosciuto. Dettaglio questo importante e lo dico da ex imprenditore: non possiamo riconoscere 800 o 1.000 euro di stipendio mensile, quando questo non copre le spese di una persona: e dico spese e non accenno al divertimento o a hobbies che un individuo potrebbe voler coltivare. E questo ci porta a vedere che orari si devono fare, se cioè si fanno 40 ore oppure di più. Senza entrare nei dettagli è a monte che bisogna osservare: la nostra società non è solidale con nessuno, se non quando ci sono all'orizzonte interessi. Del resto i favori che vengono fatti vengono poi ripagati con gli interessi, mettiamo attraverso voti, sottoscrizioni, disponibilità. Se per sbaglio vediamo un tg o leggiamo un quotidiano, anche di quelli on line, abbiamo conferma di come un argomento, come la tav viene accantonato a vantaggio della questione iraniana che ha fatto sparire Maduro e il Venezuela o Taiwan o l'Africa e l'Ucraina: questo per la politica estera. E per le cose nostre? Forse che le morti sul lavoro o la carenza di lavoro è in prima pagina? Non se ne parla proprio, al massimo il referendum che porterà lavoro: per gli scrutatori! 

venerdì 8 marzo 2019

Non rientrare nella casistica: cellulare bloccato dopo una chiamata

La faccio breve: dopo aver ricevuto delle chiamate da call center, credo di recupero crediti, e averne bloccato il numero, ecco che il mio numero di telefono risulta "spento o non raggiungibile". Ho cercato di sapere se fosse già successo a qualcun'altro qualcosa di simile, così da sapermi regolare: ma non ho trovato niente di niente, e di sicuro perché avrò impostato male la richiesta, la domanda. Ormai è da oltre una settimana che , dopo aver ricevuto la chiamata, mi tocca spegnere e riaccendere l'apparecchio, sperando che così non mi si blocchi la linea. Il telefono è un Samsung, la compagnia telefonica è Vodafone. Cambierò prima o poi anche numero, ma è inutile dire che la cosa mi fa rabbia.  

lunedì 5 febbraio 2018

Migranti? Ma come fanno a pagarsi il viaggio? Qualche volta una spiegazione si trova (se si cerca)

Microcredito e migrazioni di massa: la finanziarizzazione della disperazione

È una domanda che tutti, almeno una volta, ci siamo posti: chi finanzia i costosi viaggi della morte che spingono migliaia di disperati su imbarcazioni di fortuna, tra mille peripezie e l’incognita dell’approdo?
Molti giornalisti si sono impegnati nella ricostruzione dei calvari degli emigranti per arrivare al porto di partenza, delle condizioni schiavistiche cui sono sottoposti dalla criminalità locale. Ma rimane irrisolto il tassello iniziale di queste tragiche diaspore, ossia la disponibilità di somme di denaro ragguardevoli, esorbitanti se rapportate al tenore di vita locale, per intraprendere il viaggio. Le inchieste in merito sono limitate e le nostre domande cadono nel vuoto.
Nel cercare di comprendere questo enigmatico fenomeno ci viene in aiuto uno studio condotto dalla sociologa Maryann Bylander in Cambogia tra il 2008 il 2010. Analizzando la frequenza e le modalità di emigrazione della popolazione  si scopre una correlazione diretta tra espansione del microcredito e aumento dei flussi migratori verso l’estero. Stesso nesso si riscontra in un altro Stato del Terzo Mondo, il Bangladesh, paese di origine di circa un decimo dei migranti che ogni anno arrivano in Italia (oltre 10 mila nel solo 2017). E’ qui che, grazie all’appoggio di illustri sostenitori come i Clinton e Bill Gates e con il sostegno della stessa Banca mondiale, venne creata nei primi anni ’80 la Grameen Bank, istituto finanziario che concedeva denaro alle persone più indigenti, impossibilitate ad avere accesso al credito, con il fine “filantropico” di offrirgli un futuro migliore. I prestiti concessi si tramutarono in un incentivo all’emigrazione per la popolazione locale, priva degli strumenti e delle possibilità di investire le somme ricevute in modo proficuo e di poterle restituire con i dovuti interessi. In men che non si dica si è venuto a creare il business dei cosiddetti “migration loans”, un affare d’oro per organizzazioni non governative come BRAC (Bangladesh Rural Advancement Commitee), leader nel settore.
Il sito istituzionale dell’organizzazione  bengalese – attualmente la più grande al mondo e prima nella classifica delle cento migliori ONG secondo il Global Journal – nella specifica sezione “Migration loans” dichiara : “In Bangladesh, le scarse opportunità di lavoro per una popolazione in età lavorativa in crescita comportano che molti giovani, uomini e donne si trasferiscano all’estero per lavorare. Sebbene sia spesso un investimento che vale la pena fare, i costi iniziali per andare all’estero sono considerevoli (…) BRAC offre alle persone in cerca di lavoro all’estero prestiti per emigrare, progettati per soddisfare le esigenze di finanziamento dei lavoratori migranti in modo gestibile e conveniente. Il programma di microfinanza controlla anche la validità dei contratti e dei documenti di viaggio per garantire che i clienti non siano vittime di frodi da parte di agenti non autorizzati. (…) A giugno 2016, BRAC ha contribuito a finanziare 194.000 lavoratori migranti che cercano lavoro all’estero.”
Ma non solo, oltre a fornire i finanziamenti e l’assistenza per emigrare, l’organizzazione non governativa più grande al mondo si occupa anche di come ottenere il rimborso e il pagamento del prestito. Nella stessa sezione del sito, infatti, sotto la dicitura “Prestiti di rimessa” si legge: “BRAC fornisce ulteriore supporto alle famiglie dei migranti sotto forma di prestiti di rimesse. Questi prestiti sono progettati per offrire maggiore flessibilità alle famiglie che fanno affidamento sulle rimesse mensili inviate da un familiare che guadagna all’estero.” Tali prestiti, spiega l’ONG, consentono alle famiglie di accedere a somme di denaro forfettarie per fare investimenti o spese mentre aspettano di ricevere le rimesse inviate dall’estero. Si tratta “di scommesse sicure per la famiglia e per BRAC perché i clienti hanno un flusso di guadagno assicurato con cui pagare costantemente le rate ogni mese.” Tra giugno 2014 e giugno 2016 BRAC ha offerto questo servizio a oltre 40.000 famiglie.
Un business sul business quello di BRAC, che opera non solo in Asia ma anche in America Latina e in molti paesi dell’Africa. Vengono concessi finanziamenti non per lo sviluppo dell’economia locale, bensì per incentivare l’emigrazione, secondo un infondato modello di sviluppo economico che vede nelle rimesse da parte dei migranti una fonte di crescita per il paese d’origine. In realtà è provato che tali rimesse, laddove riescano a ripagare il debito contratto dalla famiglia per il viaggio all’estero, vengono destinate per lo più al fabbisogno e ai consumi primari e non agli investimenti e alla attività produttive locali. Non sono rari i casi drammatici di vite immolate per ripagare il prestito, dall’aumento dei suicidi riscontrato in alcune zone dell’India alla vendita di organi da parte di cittadini bengalesi.
Un affare d’oro quello delle rimesse – a latere del quale prolifera il settore delle agenzie di recupero del credito – che ha visto un incremento in termini globali di oltre il 50% in soli 10 anni, per una cifra complessiva di 445 miliardi di rimesse nel solo 2016, il 13% delle quali è stato inviato in Africa (dati Ifad). E proprio verso questo continente inviare denaro sotto forma di rimesse è particolarmente oneroso, con commissioni che vanno dal 10 fino al 15%.

Un sistema perverso e ben oleato di finanziamenti, tassi di interesse e commissioni che fa della disperazione il proprio fulcro.
È la finanziarizzazione della povertà e delle vite umane, una delle tappe più sciagurate di un modello economico globale antisociale e regressivo.

fonte https://scenarieconomici.it/microcredito-e-migrazioni-di-massa-la-finanziarizzazione-della-disperazione/

martedì 31 ottobre 2017

Piccola nota, forse incompleta, delle richieste che avanzo dal 2004 a ...oggi

E che non sono mai state accolte, recepite, forse anche gradite: e scoprirete forse il perché. Anzitutto non ho mai chiesto soldi, e quando ho avanzato una richiesta simile, velata, alcuni mesi fa, il numero di chi guarda e legge il blog, è calato di brutto. Ho chiesto a partire dal 2004, se chi aveva delle competenze in materia tipo fallimenti, finanziamenti, questioni legali legate a società, chi masticava temi tipo "recupero crediti" o rapporti con le banche , chi sapeva come muoversi nei riguardi di ufficiali giudiziari piuttosto che agenzia delle entrate, fisco in senso lato, tasse comunali e similari ...: forse ho scritto tutto, credo. Quindi se c'erano ,tra i miei lettori, che allora erano tanti (quando il blog era ospitato sul portale leonardo.it, ed erano tanti perché etleboro mi aveva chiesto e permesso di parlare e spiegare alcune problematiche nella chat on line e vocale che loro avevano organizzato), persone disposte a prestare, gratuitamente, le proprie competenze lavorative, per dare una mano a dei disgraziati come ero e sono io.Anche solo una piccola consulenza. Si era fatto allora avanti qualcuno? Manco per il cazzo. Nel mio piccolo ho dato delle dritte, forte anche di esperienza indiretta ,ma vicina, a chi faceva recupero crediti, così come dal fallimento ho appreso qualcosa: in effetti speravo in chi, normalmente, come è giusto che sia, si fa pagare per il proprio lavoro, ma che può chiudere un occhio in determinate circostanze, come poteva essere la mia e quella di chi ha pure commentato dicendosi "vicino" proprio perché era un "fallito" pure lui. Avevo, ricordo, anche spiegato che sapevo bene che c'erano spese, che una visura non te la fanno gratis (almeno non quella che ha valore legale o che può essere usata come documento): ma siccome non sono di primo pelo, e neppure presuntuoso, so che ci possono essere scorciatoie, trucchi e trucchetti. Invece, nisba, niente, nessuna risposta. Peccato perché qualcuno, sottoscritto compreso, avrebbe potuto dormire un po' meglio sentendosi non dico coperto, ma almeno capito, compreso, un po' sostenuto e aiutato: invece un corno. Allora come oggi.

martedì 28 luglio 2015

Attenzione a non provocare !

Ultimamente , a parte le solite notizie e discussioni sui media atte a distrarre dai veri temi importanti per la nazione, ci sono stati i soliti idioti che hanno in primis invitato i comuni che accolgono i cosiddetti profughi o migranti, a far svolgere a costoro dei lavori socialmente utili: peccato che , pur non essendo il massimo, ci sono o sarebbero già dei cittadini italiani che potrebbero, e si spera per un tempo limitato, svolgere quel tipo di lavori. Non paghi di ciò, insistono sull'accoglienza, e invitano , questa volta i prefetti, a utilizzare le caserme dismesse per accogliere costoro, o ancora degli edifici scolastici abbandonati e in disuso che ,sempre con poca spesa (?) potrebbero essere adibite a dormitori o similari: anche in questi casi peccato! perché le caserme possono anche essere ubicate in luoghi di interesse cittadino o di pregio, e possono, questo sì, svolgere un ruolo nuovo ma per i cittadini italiani o per chi lo vuole diventare (lasciando i soldi qui e spendendo in Italia). Ma si va oltre: chi ha dei debiti nei confronti dei comuni o similari, potrebbe svolgere dei lavori socialmente utili e così saldare il proprio conto. Peccato che ,così

venerdì 1 giugno 2012

Non siamo tutti uguali o degni di...

I recenti fatti di cronaca "nera", per intenderci i suicidi, dimostrano ancora una volta che non siamo tutti uguali o degni di compassione e,logicamente, di aiuto. Non siamo multinazionali o banche che pretendono e ottengono forti sconti nel caso di accertamenti o verifiche, nè siamo tra coloro che neanche ricevono le cartelle o non siamo dententori delle macchinette che creano dipendenza, perchè in quel caso dovremmo dare allo stato italiano 98 miliardi di euro che con