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martedì 31 ottobre 2017

Piccola nota, forse incompleta, delle richieste che avanzo dal 2004 a ...oggi

E che non sono mai state accolte, recepite, forse anche gradite: e scoprirete forse il perché. Anzitutto non ho mai chiesto soldi, e quando ho avanzato una richiesta simile, velata, alcuni mesi fa, il numero di chi guarda e legge il blog, è calato di brutto. Ho chiesto a partire dal 2004, se chi aveva delle competenze in materia tipo fallimenti, finanziamenti, questioni legali legate a società, chi masticava temi tipo "recupero crediti" o rapporti con le banche , chi sapeva come muoversi nei riguardi di ufficiali giudiziari piuttosto che agenzia delle entrate, fisco in senso lato, tasse comunali e similari ...: forse ho scritto tutto, credo. Quindi se c'erano ,tra i miei lettori, che allora erano tanti (quando il blog era ospitato sul portale leonardo.it, ed erano tanti perché etleboro mi aveva chiesto e permesso di parlare e spiegare alcune problematiche nella chat on line e vocale che loro avevano organizzato), persone disposte a prestare, gratuitamente, le proprie competenze lavorative, per dare una mano a dei disgraziati come ero e sono io.Anche solo una piccola consulenza. Si era fatto allora avanti qualcuno? Manco per il cazzo. Nel mio piccolo ho dato delle dritte, forte anche di esperienza indiretta ,ma vicina, a chi faceva recupero crediti, così come dal fallimento ho appreso qualcosa: in effetti speravo in chi, normalmente, come è giusto che sia, si fa pagare per il proprio lavoro, ma che può chiudere un occhio in determinate circostanze, come poteva essere la mia e quella di chi ha pure commentato dicendosi "vicino" proprio perché era un "fallito" pure lui. Avevo, ricordo, anche spiegato che sapevo bene che c'erano spese, che una visura non te la fanno gratis (almeno non quella che ha valore legale o che può essere usata come documento): ma siccome non sono di primo pelo, e neppure presuntuoso, so che ci possono essere scorciatoie, trucchi e trucchetti. Invece, nisba, niente, nessuna risposta. Peccato perché qualcuno, sottoscritto compreso, avrebbe potuto dormire un po' meglio sentendosi non dico coperto, ma almeno capito, compreso, un po' sostenuto e aiutato: invece un corno. Allora come oggi.

martedì 12 maggio 2015

Ci sono cose più importanti

In genere si tratta di una frase, di un'affermazione spesso lapidaria, che i genitori e gli adulti in genere usano con i bambini allorché si vuole troncare sul nascere una richiesta che non si vuole soddisfare.
Questa frase mi è ritornata in mente quando in una mail mi si faceva presente che, è vero che i protestati e i falliti hanno problemi ma, appunto, ci sono cose più importanti da affrontare e risolvere.
Ergo , mettiti l'anima in pace. Tuttavia dal mio punto di vista questo mi porta a osservare come, volutamente e con uno scopo preciso la frase viene usata: è l'invito a spersonalizzare la società.
Mi spiego meglio: quando ti dicono che ci sono cose più importanti di quelle che tu indichi, vuol dire che ciò che tu chiedi è meno importante, ma vuol anche dire che se anche dopo che le cose importanti sono state affrontate e risolte, le tue richieste vengono ignorate, allora diventa chiaro che tu e le tue richieste, e per estensione tutto ciò che pensi e dici non vale niente (almeno per gli altri, per chi ti ascolta).

martedì 23 aprile 2013

Voce di uno che grida nel deserto...


Così diceva il profeta Isaia, e diceva bene. La mia voce e quella di numerosi altri che chiede di fermarsi e ragionare, non viene ascoltata: eppure sono anni ma qui, purtroppo, il tempo non conta anzi , si potrebbe opinare che siccome è tanti che avanzo determinate richieste, poiché queste non vengono prese in considerazione vuol dire che non sono valide nè motivate. Eppure queste vertono su temi interessanti e sono,in breve, le seguenti: abbassare l'iva, riportandola al 18% o al 14%, ma non tenerla così come è oggi; ridurre le aliquote irpef e non dello zero virgola ma usando i numeri senza zero davanti; azzerare con un condono ogni pendenza verso lo stato,oppure valutare se fare qualcosa che preveda un minimo versamento o un versamento ridotto da parte di tutti i contribuenti, simile al 8 per mille , così da spalmare e non gravare troppo sulla popolazione più debole (anche se chi può dovrebbe dare di più: in tal senso potrebbe fare fede lo stipendio o "la posizione" dell'individuo, laddove un Fabio Fazio può "dare di più" del ragazzo del call center). Dico quanto sopra perchè si parla spesso di tasse, di Equitalia, ma si omette dai discorsi la parola riduzione e non si osserva che una cartella da 30mila euro, per esempio, per tanti è la morte:se non fisica psichica. Ecco che si capisce il diritto alla felicità che anche negli states è stato messo in discussione o ridimensionato, e che da noi non esiste ma invece dovrebbe. Perché se non hai piacere di stare al mondo, se devi vivere come uno schiavo vita natural durante, non ha senso continuare a dare soddisfazione a chi volutamente si è rifiutato di capire che non puoi lavorare e dare metà del tuo ricavato allo stato mentre altrove gli si dà il 12%. Fa anche rabbia che il politico amico in tv o ai media si scaglia con o meno forza verbale contro gli evasori, ma in privato o quando deve chiederti il voto afferma che è vero che le tasse sono troppe e troppo alte, che occorre cambiare, che quelli del fisco sono premiati se