martedì 12 maggio 2026

Byoblu e altri : che cosa non tornava e non torna?

Ognuno di noi è giusto che abbia la propria opinione e idea su ciò che succede: non sono d'accordo con i vari Eco e altri , soprattutto giornalisti di mestiere ( a proposito ricordiamo che siamo, se non erro, l'unico paese al mondo che ha "l'albo dei giornalisti" cui occorre essere iscritti, salvo mi pare i pubblicisti, per poter scrivere ed essere pubblicati) quando dicono e sostengono che con internet anche i deficienti hanno la possibilità di dire enormità, eresie o cazzate. Il punto è che un progetto come è stato, e non essendo io aggiornato potrei dire come ancora potrebbe essere, nasce se non erro per raggiungere un pubblico, delle persone, che normalmente si informano e ingurgitano ciò che Mediaset Rai e altri mandano in onda 24 ore su 24 attraverso canali tv facilmente raggiungibili: sono i primi tasti che ci permettono di vedere Rai, la 7 e i canali Mediaset, almeno i principali (gli altri Rai e Mediaset sono mi pare tra il 20 e il 25 o giù di lì). Ecco che occorre ricordare a chi vuole, desidera e chiede oboli per mandare avanti il nuovo canale 262 , che è vero e si sa che ci sono spese vive , come i famosi studi televisivi, il costo per restare visibili nel digitale terrestre, un minimo o anche qualcosa in più per farsi conoscere: ma se tu vuoi davvero fare informazione, non puoi dirmi "o paghi o non ti faccio conoscere le notizie". E vorrei ricordare un'aneddoto che vide protagonista Maurizio Blondet quando scriveva per effedieffe, e occorreva essere abbonati per leggere gli articoli. Ora alcuni, come il sottoscritto, riuscivano a leggere qualcosa o tutto appena questi testi venivano pubblicati, mentre poi ciò era possibile, appunto , solo per gli abbonati. Ciò che molti non sanno o non ricordano, e che dopo un po' di tempo , non ricordo quanto, gli articoli furono resi disponibili per tutti: si ragionò, sul fatto che se davvero si vuole informare il prossimo in un'ottica di miglioramento e cambiamento della società, questo non può avvenire se uno sa e altri 9 o 10 o mille ignorano e, oltretutto, pur potendo questi essere informati ciò non avviene. Posso anche dire che io stesso, nel mio vecchio blog che era ospite su leonardo.it , postavo articolo di Blondet, e chiesi proprio via mail a Maurizio Blondet se potevo: e lui mi scrisse "diffonda, diffonda pure". Come minimo scrivevo la fonte, cosa che ho sempre fatto anche di recente con altre cose , non mie, che pubblico nel blog. Quindi dove voglio andare a parare? Ritengo che chi come me non è un tipo che mastica tecnologia o che comunque preferisce leggere, o sentire un dibattito pacato ma che vada al sodo, e che magari proprio quel canale Tv avanzi poi delle proposte in merito a quanto viene diffuso come notizia, gradisce una tv non urlata ma fruibile senza dover pagare abbonamenti per essere vista. Qui mi sono già spinto oltre scrivendo che avrei gradito una Tv che pur dichiarandosi neutrale , avanza delle proposte: magari in altre occasioni riproporrò degli estratti da miei post anche recenti. Invece sul discorso dei soldi mancanti che servivano e servirebbero a Byoblu, beh le critiche che ho sentito da amici e conoscenti "che seguivano il canale 262" sono state fatte sugli studi televisivi, sul fatto di essersi recati a fare servizi all'estero, sul non aver fatto squadra con gente come Malvezzi, Fulvio Grimaldi, Borgonovo: intendo dire che diverse persone si sono viste e poi sono state viste sparire. Non sono certo contento di leggere robaccia, quella che per me è robaccia, scritta da pseudo giornalisti che parlano magari di argomenti che non "tirano": dimostrano costoro, se mai ce ne fosse ancora bisogno, che pensano solo a fare numeri , like e consensi, e non vedono né vogliono, fare informazione. Intanto sono dei farabutti che godono perché gli altri , che come Byoblu fanno un'informazione diversa, chiudono: mai che si siano voluti, intendo i conduttori che lavorano per i canali mainstream , confrontare con Byoblu (potevano invitare qualcuno di Byoblu o essere a loro volta invitati: Byoblu ,che io ricordi , ha sempre detto che lasciava spazio senza interruzione per opinioni diversa). Quindi questi frollocconi che adesso godono, prima o poi faranno i conti con gente che non li seguirà per fortuna aggiungo io. Del resto è pieno di questi strapagati che sono i primi che non si fanno domande su niente ma, al contrario, forniscono risposte , spesso sbagliate, su tutto: sono quelli che ti tolgono la parola, che ridono mentre parli. Peccato perché è vero che Byoblu non sta trasmettendo sul digitale, ma potrebbe continuare a farlo sul web, come già altri canali alternativi fanno. Ciò che non andava bene e che non va bene neanche adesso, è che la lezione che i vari guru del web candidati e poi trombati alle elezioni dovevano aver imparato , e che da soli si fa poca strada: ecco che riunire alcune anime sarebbe stato meglio, almeno per alcuni progetti, alcuni obiettivi da raggiungere. Invece no. Ragionano ancora come il famoso Marchese, "io sono io e voi non siete un cazzo". Tornando un attimo indietro, è giusto ricordare che per alcuni anche 5 euro sono importanti, soprattutto quando uno deve tirare la cinghia. Su altri guru del web, è bene ricordare che non tutti hanno i dieci o venti euro per andare a congressi o conferenze o seminari, e neppure cifre anche maggiori per comprare libri che, nel mio caso mi sarebbe piaciuto non tanto possedere ma leggere. Non me lo posso permettere l'acquisto del dvd , del libro, ed essendo in un'isola posso muovermi solo qui e non recarmi a fare il leone in Veneto o seguire un generale a Roma o un seminario per il mio spirito e la mia anima in qualche area verde del centro Italia. Come amo ripetere "ognuno sa le proprie cose". Tuttavia preferisco precisare che non si può imputare a chi non può dare soldi , la chiusura di un'attività, perché tale era ed è Byoblu. Certo anche una qualsiasi attività commerciale ,che si regge non su benefattori o mecenati , ma su chi viene a trovarti e compra da te qualcosa, se il flusso di cliente viene a mancare, prima o poi l'attività chiude o viene fatta chiudere. In merito a quest'ultima affermazione una curiosità e poi chiudo il post: chi sarebbe o sarebbero coloro che hanno fatto o avrebbero fatto pignorare il conto corrente di Byoblu? Come detto non sono informato sui fatti, non li conosco esattamente, e proprio su questo e altri aspetti, tipo i famosi migliaia di euro necessari per trasmettere, avrei preferito capirci di più: attenzione non parlo di chiarezza, ma di sentire parole che un cretino e asino come me potrebbe e riesce a capire. Ecco come dice Silver "vuoi che te lo spieghi"? Sì vorrei che qualcuno me lo facesse capire, mi aiutasse a capire , che ci vogliono X euro per questo e per quest'altro: ma gradirei anche sapere se quei costi possono essere tagliati, ridotti o se esistono alternative. 

mercoledì 4 marzo 2026

Qualche titolo di pseudo sito di informazione ... per sorridere

 Su libero.it scrivono : l'Iran ha un nuovo dittatore. 

E spiegano, ma non l'ho letto, chi sarebbe costui: peccato perché io avrei invece proseguito nel titolo spiegando che , noi occidentali, purtroppo abbiamo sempre gli stessi dittatori. E avrei citato "la commissione europea", giusto così a caso, mentre avrei fatto presente come esistano , sempre in Europa, ancora i regni. Ora mi domando se sia giusto che si inciti, sobillando popoli di altre nazioni, a scendere in piazza per cacciare via chi lì governa, mentre si applaudono il re del Marocco o si fanno affari e ci si complimenta con i sauditi o gli emiri . Del resto, sempre per restare in Europa ma spostandoci in Africa, non possiamo non ricordare che ancora oggi aziende europee, sostenute da regnanti, gestiscono le risorse delle ex colonie: ex solo di nome. Poi in giro ci sono false democrazie, e l'elenco è lungo. Giusto qualche nome, Italia, India, Brasile, Francia, Germania eccetera. Poi ci sono paesi dove le autorità compiono azioni riprovevoli, come in Australia o in Canada durante il covid ad esempio, dove non scorderemo le persone portate via di casa o i c/c dei camionisti che venivano bloccati, mentre da noi si usavano gli idranti per evitare le proteste (poi hanno fatto il dl sicurezza per risparmiare sugli idranti). Però, tornando al titolo, fa sorridere il servilismo verso il potere. Gente ignobile.

martedì 3 marzo 2026

Succede questo e quest'altro, ma la vita continua

 E' brutto doverlo dire , ma guerre o non guerre, festini o lutti, la vita prosegue: non mi piace "lo spettacolo deve continuare " o continua, perché per me la vita non è spettacolo, ma alcuni grandi eventi o che vengono presentati come tali, ottengono o vogliono ottenere la nostra attenzione e ci distraggono da ciò che è importante per noi. C'è la strage o meglio il genocidio a Gaza, ma , ripeto ma, io ho alle costole un esattore di un'agenzia o società di recupero crediti: io ho quel problema, di uno che mi invia messaggi, mi telefona o mi fa telefonare, mi invia lettere o mail. Idem per un'agenzia delle entrate o riscossioni o come volete chiamarla e che nella sostanza vuole la stesa cosa , cioè soldi. Soldi che non ho, tra l'altro , e che il mio modesto lavoro, se ne ho uno, non mi permette né mi permetterà di poter pagare quanto, a mio modesto parere, ingiustamente richiesto. Parentesi: bisogna vedere non tanto se è giusta la somma, ma come viene a formarsi, se cioè mi veniva chiesta una percentuale troppo alta come tassazione, e addirittura presumendola, idem per i prestiti, se cioè sono a tasso troppo alto ( motivandolo con acquisti di beni non indispensabili). Andando avanti si può dire che è vero che avvengono cose che non dovrebbero avvenire, ma è altrettanto vero che ci sono file alla Caritas , persone che non trovano nessun lavoro perché non hanno requisiti e capacità richiesti o per l'età e il fisico non idonei , oltre al fatto che bisogna anche vedere che stipendio viene riconosciuto. Dettaglio questo importante e lo dico da ex imprenditore: non possiamo riconoscere 800 o 1.000 euro di stipendio mensile, quando questo non copre le spese di una persona: e dico spese e non accenno al divertimento o a hobbies che un individuo potrebbe voler coltivare. E questo ci porta a vedere che orari si devono fare, se cioè si fanno 40 ore oppure di più. Senza entrare nei dettagli è a monte che bisogna osservare: la nostra società non è solidale con nessuno, se non quando ci sono all'orizzonte interessi. Del resto i favori che vengono fatti vengono poi ripagati con gli interessi, mettiamo attraverso voti, sottoscrizioni, disponibilità. Se per sbaglio vediamo un tg o leggiamo un quotidiano, anche di quelli on line, abbiamo conferma di come un argomento, come la tav viene accantonato a vantaggio della questione iraniana che ha fatto sparire Maduro e il Venezuela o Taiwan o l'Africa e l'Ucraina: questo per la politica estera. E per le cose nostre? Forse che le morti sul lavoro o la carenza di lavoro è in prima pagina? Non se ne parla proprio, al massimo il referendum che porterà lavoro: per gli scrutatori! 

lunedì 2 marzo 2026

Persone inutili e sopravvalutate

 Da tempo immemorabile abbiamo visto tantissime persone che, nelle nostre intenzioni , vuoi quando le abbiamo elette in politica o come sindacalisti o in ogni caso a rappresentarci, o pensando che essendo a conoscenza dei problemi italiani, avrebbero fatto qualcosa per la nazione. Invece le cose non sono andate come ci si aspettava e come doveva: perché? Per incompetenza, ma anche perché forse abbiamo sopravvalutato queste persone, attribuendole doti che non avevano mai avuto. Si pensava un tempo che alla sanità sarebbe stato meglio un medico, come pure un professore universitario o di scuola superiore avrebbe dovuto essere messo all'istruzione , e via dicendo: non sempre le cose, seppure così ipotizzate e realizzate, funzionano bene. Ma c'è un ma: chi anche adesso ricopre i ruoli di ministro e chi lavora nei ministeri dedicandosi a scrivere leggi, è troppo spesso incompetente in tutte le materie della vita, e a ciò si aggiunge il totale rifiuto di un confronto. Non amano, questi individui, essere contestati: del resto , oggi come oggi, per indire una manifestazione pubblica di protesta, devi comunicarlo mi pare alla questura, poi deve essere autorizzata e deve essere indicato il percorso. Non è più possibile, o non lo sarà, lo sciopero improvviso, la manifestazione spontanea. E questo comporta che non si potrà più mostrare uno striscione, un cartello di protesta previa autorizzazione : curioso che ti deve autorizzare chi vuoi contestare. E forse ti manderà i celerini , le squadre antisommossa, i picchiatori di stato o anche provenienti da altri stati , come volevano già i forzisti dai primi anni duemila: volevano anche la privatizzazione delle carceri se è per questo. Da aggiungere che molti di noi stimano persone che non meritano la nostra stima: vediamo il curriculum di questi tizi, vediamo se è vero o no che hanno risollevato le fabbriche che dovevano chiudere, che hanno avviato attività in aree depresse o che hanno modernizzato e resi sicuri gli spostamenti da nord a sud e viceversa . Invece vanno a pescare sempre tra funzionari di banca o regionali, professori che sono solo teorici e che in pratica non sanno fare nulla di buono. Poi siccome siamo buonisti gli diamo fiducia e pensiamo che non potranno fare ulteriori danni: ma possiamo constatare che al peggio non c'è mai fine : pensiamo al pareggio di bilancio, al vincolo esterno, all'avanzo primario, alle basi nato ( informatevi sul costo quotidiano che sosteniamo per le attività militari), all'Ue, all'Oms. Penso che non ci sia altro da aggiungere.   

martedì 24 febbraio 2026

Vietato pensare con la propria testa . Non avendo di meglio da fare, che cosa fanno gli assistenti sociali?

VIETATO PARTECIPARE AL SIT-IN: DICIASSETTENNE SEGNALATA

 

Ha espresso solidarietà agli operai di una società del comparto tessile. Ha partecipato al sit-in a sostegno dei lavoratori di Montemurlo. E per questo una studentessa si è trovata segnalata ai servizi sociali. Parliamo di una vicenda legata ad una stireria dell’area di Prato, dove la tensione è altissima.

Byoblu aveva raccontato parte della storia nel settembre 2025. Un presidio – promosso dal sindacato autonomo Cobas Sudd, che da tempo denuncia lo stato di degrado e condizioni di lavoro inaccettabili – era degenerato in scontro fisico. Le telecamere dei cellulari degli operai, perlopiù stranieri, avevano immortalato calci e pugni sferrati da una dei titolari. Braccia incrociate, proteste davanti ai cancelli.

L’8 novembre scorso si è tenuto il presidio di solidarietà in piazza Duomo a Firenze, a cui ha partecipato anche la studentessa del liceo Machiavelli Capponi, una ragazza di famiglia marocchina.

La manifestazione era stata indetta per chiedere al marchio di aprire un confronto sulle condizioni di lavoro nella filiera collegata all’azienda. Una protesta pubblica, pacifica. Nei mesi successivi però la ragazza è stata convocata insieme ai genitori, sottoposta a verifiche domiciliari e invitata a non partecipare più ad eventi analoghi.

Il sindacato Sudd Cobas, studenti e docenti parlano di atto intimidatorio. Davanti al liceo si è già svolto un presidio di solidarietà. Centinaia di firme sono state raccolte tra studenti e insegnanti. Il collettivo studentesco ha annunciato un’assemblea pubblica.

La vicenda fa discutere perché rappresenta un precedente pericoloso quando si parla di libera manifestazione del proprio pensiero. Doppiamente pericoloso quando si ha a che fare con dei giovani che stanno costruendo il proprio senso civico.

Si parla di elemento razzista, visto che anche altri ragazzi avevano aderito alla manifestazione senza però subire lo stesso trattamento.

Si stanno raccogliendo elementi. Di sicuro si sta parlando di una vicenda, quella della piccola società di Montemurlo, che vede protagonisti gli operai che hanno incrociato le braccia e si tratta soprattutto di stranieri. Ma quello del, per ora presunto, sfruttamento del lavoro non riguarda necessariamente solo persone di origine straniera. Insomma la questione riguarda tutti.

Andrea Tomasi

fonte https://www.byoblu.com/2026/02/24/vietato-partecipare-al-sit-in-diciassettenne-segnalata/

lunedì 23 febbraio 2026

il caso del professor Alexander Gaponenko in Lettonia

 di Gianni Ventola Danese, San Pietroburgo

 

Il 27 gennaio 2026 il tribunale distrettuale di Riga ha condannato a dieci anni di reclusione e tre anni di libertà vigilata il professor Alexander Gaponenko, economista settantaduenne e attivista per i diritti umani. Le accuse: «Assistenza a uno Stato straniero in attività dirette contro la Lettonia» e «incitamento all’odio nazionale ed etnico». Docente presso l’università della Lettonia, Gaporenko ha svolto anche attività didattica e di ricerca in qualità di Direttore dell’Istituto di Studi Europei. 

Secondo l’accusa, la partecipazione del professore a una conferenza online organizzata a Mosca dall’Istituto dei Paesi della CSI (Comunità degli Stati Indipendenti, l'organizzazione intergovernativa nata nel 1991 dopo la dissoluzione dell'URSS per favorire la cooperazione tra ex repubbliche sovietiche) - intitolata “L’etnocidio della popolazione  russa nei Paesi baltici” - avrebbe contribuito agli interessi geopolitici della Russia contro la Lettonia. La difesa ha invece sempre sostenuto che si tratta di un processo politico, che punisce una documentata analisi accademica critica delle politiche linguistiche e culturali dello Stato baltico. Il caso sta rapidamente assumendo un valore simbolico che va oltre la vicenda personale: libertà di parola, libertà accademica e confini tra dissenso e reato sono oggi al centro di uno scontro che interroga l’intera Europa.

Gaponenko è stato arrestato il 13 febbraio 2025. Secondo il primo resoconto giornalistico, uomini armati e incappucciati hanno fatto irruzione nella sua abitazione di campagna in serata, immobilizzandolo e conducendolo in custodia. All’epoca aveva 70 anni. Soffre di patologie croniche: malattia renale, ipertensione e altre complicazioni legate all’età. Ha compiuto 71 anni in carcere e ora, a 72 anni, è ancora detenuto. Le immagini diffuse dal Servizio di sicurezza lo mostrano ammanettato, trattenuto contro un muro. Un trattamento che rappresenta già un primo segnale di sproporzione nell’azione repressiva dello Stato lettone.

Il cuore dell’accusa è un intervento di circa dieci minuti tenuto il 4 febbraio 2025 in videocollegamento a una conferenza organizzata dall’Istituto dei Paesi della CSI. Il contributo dell’accademico metteva in discussione la politica linguistica lettone e la relativa chiusura delle scuole russe, metteva in risalto il divieto dell’uso del russo nei media statali. La base argomentativa era di natura puramente scientifica e comprendeva svariati documenti ufficiali di organismi internazionali, quali OCSE e  ONU che avrebbero segnalato tali discriminazioni.

Tuttavia, la procura dello stato baltico avrebbe costruito un castello accusatorio secondo  il quale il professore avrebbe diffuso “dichiarazioni false” sulla persecuzione dei russofoni, descritto i lettoni come ostili alla minoranza russa, contribuito agli interessi geopolitici della Russia e fornito assistenza a uno Stato straniero attraverso una piattaforma digitale. Si deve fare presente che in base una recente statistica chi viene portato in giudizio il Lettonia con queste accuse nel 99,9% dei casi viene condannato. Un dato statistico che denuncia l’assenza di un vero dibattimento giudiziario dal momento che, in base ad ampi margini di interpretazione dei fatti e della legge, i giudici hanno facoltà di considerano automaticamente la critica politica su determinati argomento come “incitamento all’odio” e “attentato all’unità dello Stato”. 

Durante l’udienza del 23 gennaio 2026, l’avvocata Imma Jansone ha costruito la difesa attorno ai cosiddetti Principi di Rabat — adottati nel 2012 e promossi dall'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR), forniscono linee guida fondamentali per bilanciare il diritto alla libertà di espressione con il divieto di incitamento all'odio nazionale, razziale o religioso. Pertanto sono stati forniti tutti gli elementi a dimostrazione del fatto che il contesto era accademico e non politico, e che di conseguenza la platea era ristretta. Non solo. Nel breve intervento del professore mancava qualsiasi invito alla violenza, non vi erano espressioni umilianti verso il popolo lettone e le critiche erano rivolte alle politiche statali, non a un gruppo etnico.

Il pubblico ministero ha ribadito invece l’aspetto geopolitico del caso: la Lettonia, confinante con la Russia, si troverebbe in una posizione “speciale” che impone una soglia più alta di attenzione verso narrazioni considerate ostili. Ed è proprio la cosiddetta “soglia di attenzione” ad essere un elemento non quantificabile e che potenzialmente rischia di generare una evidente arbitrarietà dell’azione penale dello Stato. Infatti, come ci si aspettava visti anche i numerosi precedenti, il tribunale ha infine accolto integralmente la richiesta dell’accusa comminando una condanna a dieci anni di carcere. Dieci anni. Non è un refuso. Dieci anni per un webinar accademico di dieci minuti.

L’Istituto dei Paesi della CSI parla apertamente di “terrorismo legale” e di “prigioniero di coscienza”. Chiede l’intervento del Consiglio d'Europa, dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa e della Corte europea dei diritti dell'uomo. Lo Stato lettone, al contrario, sostiene che la libertà di parola non può essere usata come copertura per azioni che favoriscono uno Stato considerato ostile, anche se nessuno ha ancora saputo spiegare come le parole del docente abbiano potuto “favorire” un qualsiasi stato straniero.

Il caso, che nei media europei non ha praticamente avuto alcuna esposizione, riguarda una questione vitale e più ampia per la democrazia che riguarda la libertà accademica in Europa. Se un’analisi, anche dura, delle politiche linguistiche può essere qualificata come incitamento all’odio, il rischio è che il confine tra dissenso legittimo e reato penale diventi estremamente labile.

Il caso Gaponenko sembra indicare una tendenza ed un salto di qualità nel controllo delle opinioni dei cittadini europei. Criticare il governo equivale a colpire la nazione? A destabilizzarla, sovvertirla e metterne in pericolo la sua stessa esistenza? L’uso di una lingua minoritaria può essere interpretato come atto politico ostile? E soprattutto, il contesto geopolitico può giustificare restrizioni estese alla libertà di espressione, un po’ come già sperimentato con le libertà personali durante il contesto della pandemia da Covid-19?

Il messaggio implicito della sentenza sembra chiaro e inquietante: nell’Europa, nel “giardino fiorito”, partecipare a piattaforme considerate vicine alla Russia può comportare conseguenze penali severe. In questo senso, il processo assume un valore deterrente. Non riguarda solo un uomo di 72 anni, ma l’intera comunità accademica e civile che si occupa di diritti delle minoranze, di analisi geopolitica, di Storia. La pericolosa conseguenza di questo approccio è la trasformazione del diritto penale in strumento di controllo politico: non più repressione di atti violenti, ma prevenzione del dissenso.

Va ricordato che la Lettonia è membro dell’Unione Europea ed è quindi vincolata alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo. La sentenza potrebbe pertanto essere oggetto di un ricorso internazionale, ma se la condanna venisse confermata nei gradi successivi, il caso potrebbe consentire l’arresto e l’incarcerazione di cittadini europei per sole esigenze di sicurezza nazionale, rimandando la motivazione solo a un determinato contesto geopolitico.

ntanto, l’ora 72enne Gaponenko resta in carcere a scontare la sua condanna. Durante una delle ultime udienze è stato condotto in aula scortato da tre guardie armate in passamontagna. Ha ringraziato i presenti e ha chiesto solo di poter continuare a comunicare con colleghi e studenti.

Di fronte agli ultimi atti repressivi della libertà di pensiero avvenuti in Europa, ricordiamo ad esempio le sanzioni personali all’analista svizzero Jacques Baud con l’accusa di propaganda filorussa, in molti si aspettano una risposta della società civile, una risposta che non riguarda soltanto un anonimo tribunale di Riga. Riguarda l’idea stessa di democrazia sulla quale abbiamo deciso di costruire questa Europa.

fonte https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-dieci_anni_di_carcere_per_un_intervento_accademico_il_caso_del_professor_alexander_gaponenko_in_lettonia/45289_65430/


Che cosa si può dire e che cosa no

 Da tempo , almeno dalle nostre parti e quindi anche nell'Ue , non è più permesso muovere critiche nei confronti di politici o persone in vista e, soprattutto in Italia mai e poi mai verso il presidente della repubblica. Chiunque ci volesse provare o riprovare se ne pente amaramente. E perché mai avvengono cose del genere? Ho provato diverse volte a chiedere , allorché un post viene censurato o un account direttamente cancellato, che cosa si può dire e scrivere in un post o un commento e che cosa è invece vietato o, nel migliore dei casi, è meglio non dire. Ovviamente il mio commento è stato o cancellato o ignorato, e quindi non ho ricevuto risposta. Ora ci riprovo: che cosa posso dire se voglio criticare una sentenza, una legge che viene presentata o che è approvata , o una dichiarazione del presidente della repubblica che va contro la Russia, o se non mi va la politica interna ed estera degli Usa. E dico questo visto e considerato che ,senza andare a cercare le copertine di un settimanale tedesco che, negli anni 70 se non ricordo male, mostrava un piatto con spaghetti e p38, o più recentemente potevano ascoltare chi ci diceva che spendevamo i soldi in donne e vino, o che dobbiamo accogliere i migranti a nostre spese ma non possiamo né dobbiamo aiutare le nostre aziende e migliorare le condizioni dei nostri cittadini attraverso sostegno economico. Cioè gli altri paesi, attraverso i propri politici e i media, possono e ci dicono che cosa possiamo e non possiamo fare, e noi dobbiamo accettarlo stile " è l'Europa che ce lo chiede" ( o ce lo ordina? ): ovviamente i nostri media e i politici, si uniscono al coro di questi stranieri sciagurati, e del resto l'Ue finanzia i media di regime e le prove ci sono. Quindi lasciare tutto nel vago e a rischio e pericolo di chi azzarda esprimere la propria opinione, come è anche riportato nella costituzione più bella del mondo, va più che bene.