Vi capiterà, ogni tanto, di leggere : ecco 10 cose da fare per salvare l'Italia. Succede di solito quando si avverte che c'è davvero una crisi, di qualunque genere. E' successo quando è arrivato Monti, come poco prima del 2018 quando arrivarono i 5 stelle e Salvini, e anche oggi . Ma ai tempi di Monti c'erano anche persone che conoscevano bene il paese, come Gustavo Piga che fece delle proposte interessanti e intelligenti, e quindi scartate , seppure sostenute anche da oltre 120 docenti universitari- Al pari di altre , precedenti e promosse da Maurizio Blondet. Molte cose da fare includono salvaguardia del territorio, valorizzazione dei beni culturali , che sono tutte cose nobili , niente da dire. Peccato che nelle vecchie proposte come pure nelle nuove cose da fare, non vengano mai menzionati, a memoria mia , argomenti come i falliti, la seconda opportunità, l'accesso al credito per piccoli imprenditori e famiglie o per le persone in generale , su come sanare i debiti verso usurai , banche e agenzie di recupero crediti. Vorrei sinceramente essere smerdato, ma non credo che lo sarò, almeno a breve. Parlare di ripresa economica, inteso anche come l'apertura di nuove attività , ciò non è attuabile da chi è fallito e da chi non ha accesso al credito. Quindi poche balle. Se ne sono dimenticati, tutti quanti, sia politici che controinformazione. Vi chiederete perché, e ve lo dico io. Tutti o quasi questi soloni, che siano giornalisti o professori, o blogger , sono prime donne e non amano che qualcuno gli rubi la scena: e di solito non hanno consiglieri e non accettano domande, a meno che non riguardino il loro ultimo libro o su come iscriversi al loro corso on line. Lo dico con una frase: non gliene importa niente degli altri, non sanno nemmeno cosa sia un fallimento , un suicidio per fallimento, il rifiuto di un prestito da parte di una banca.
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domenica 11 ottobre 2026
giovedì 30 gennaio 2020
Il "suo caso" non rientra nella casistica in nostro possesso
Logicamente parlo per me. Nel 2015 mi arriva una notifica dall'agenzia delle entrate, dove mi chiedevano 90 mila euro a occhio e croce. Roba che faceva riferimento anche al 1987 o giù di lì. All'epoca non dovevo risultare più fallito, essendo stato chiuso il fallimento se non erro nel settembre 2012: risultavo sempre fallito, seppure non dovrebbe più esistere un albo del genere, per ottenere credito, per aprire un c/c e per un sacco di altri casi in cui "chiedi". Allora ti ricordano che sei un fallito. C'è un posto , non dico per me essendo io classe 1960, per dirigere un negozio, un gruppo di venditori? Ma lei ha un bel curriculum fino al 2004, ma poi è stato dichiarato fallito: non è che ci fa chiudere il
sabato 13 luglio 2019
Quindi, se ho capito bene, basta che qualche giornale scriva ...
Che il tal dei tali è stato visto con tizio o caio , oppure che da fonti certe è trapelato che gli piacciono le ragazzine oppure i palestrati, perché si cominci a spettegolare e preparare così il terreno per delle indagini. Mi farebbe piacere sapere come funziona: cioè io vado dai carabinieri o da chi per loro, e dico che "mi pare che tizio se la faccia con minorenni". Non è che potete vedere e verificare se è vero? Potrei sbagliarmi ,ma come dice qualcuno di cui mi piace volutamente essermi dimenticato nome e cognome, qualche volta ci si azzecca. Sarebbe sufficiente che
giovedì 4 luglio 2019
Il paese "di chi so io"
Mi riallaccio al passato quando, una quindicina di anni fa, nel mio blog raccontavo, come vivessi quotidianamente la mia condizione di fallito: ci scrivevo tutto quello che mi succedeva, con l'unica eccezione del nome reale dei protagonisti, e altri dettagli che potevano permettere di individuare i protagonisti. Era un periodo in cui si parlava, pressoché
mercoledì 31 ottobre 2018
Mi ha fatto piacere , ma anche dispiacere
Sapere da un video di Valerio Malvezzi che ci sono circa 800 o 1000 suicidi ogni anno, e che questi sono legati a ragioni economiche, mi ha fatto stare male. Ci sono già passato, e chi mi ha seguito dai tempi del blog su Leonardo, o mi ha sentito parlare nella redo room di Etleboro, sa che da oltre quattordici anni faccio presente che quando si fallisce, qui in Italia almeno, tutta la tua vita finisce. Mi fa piacere che si parli di questi temi, e che qualcuno ricordi ,come già ho fatto anch'io, che si ha timore del postino, se suonano alla porta, se squilla il telefono, se passa un'auto delle forze dell'ordine. Ricordo ancora di come ci si sveglia, in piena notte, di soprassalto, degli incubi, che si dorme agitati e di come si può parlare nel sonno o risvegliarsi quasi urlando: ci si scopre malati. Certo , si dirà, non è come scoprire di avere un tumore, si spera in ogni caso di guarire: il punto è che non si sa come, né chi ti può curare. C'è
giovedì 21 dicembre 2017
Intanto si continua a sanguinare ...
Disturba , almeno al sottoscritto, sapere che ci si preoccupa solo ed esclusivamente di determinate "persone": avrei voluto scrivere categorie ma preferisco generalizzare, infatti scrivo ciò che mi ricordo e non riporterò link, citerò la fonte ma non in modo esaustivo. Per esempio la Caritas locale, qui a Cagliari, nell'intervista rilasciata dal responsabile, che è un sacerdote, parla di un nuovo centro (per la pulizia dei muri, guarda caso, aveva partecipato pure mia figlia) che però, stando a quanto ho sentito si rivolge prevalentemente ai giovani. Le assunzioni, ipotetiche , di cui leggo sono rivolte a persone giovani, poliglotte, laureate, o con esperienze specifiche: quelli over 50 o anche meno over, che hanno solo un diploma di scuola media superiore? Idem per ambire a trasferirsi in paesi scarsamente popolati: devi essere per forza under e di molto, e sperare che non si rimangino quanto è stato dichiarato da sindaci , in apparenza, lungimiranti. Peccato per quelli che, come me, avrebbero ancora voglia di fare, ma mi sembra di essere come nelle barzellette, dove nel dubbio "al bar, ti chiedono i soldi prima " , e non certo perché pensano che te la fili senza pagare, ma iniziano ad avanzare dubbi su di te: ci manca pure che "ti sentano il polso". C'è quasi un non so che di disprezzo, credo che nessuno si azzarderebbe a fare ,se mai fosse necessaria, una respirazione bocca bocca. Quanto ho scritto poc'anzi riflette e concorda con il pensiero di un commentatore: girando in città, ma non in auto o in pullman, bensì pedibus calcantibus puoi scorgere il viso, lo sguardo, di chi incroci. E allora, forse, ti è più chiaro chi viene scelto e, per contro, chi viene escluso e non fa parte, quindi, di nessun progetto sociale: sono tanti coloro che non rientrano nel numero di coloro che meritano le attenzioni di chi dovrebbe dare i mezzi perché chi è fallito ricominci, chi è rimasto senza lavoro lo ritrovi, chi si affaccia oggi nel mondo del lavoro ne trovi uno. Quindi lungi da me sostenere le varie mense, i dormitori, le case parcheggio: ben venga un progetto che affranca chi è in difficoltà, al diavolo invece tutto il circo di psicologi e assistenti sociali. Semmai provvedi alle necessità cui il licenziato, il disoccupato , il fallito non possono ,temporaneamente, provvedere: non fargli staccare la luce o il gas o il telefono, e dagli la possibilità di usare l'auto. Dagli i soldi per fare la spesa, e non obbligare le persone a essere viste mentre fanno la fila per un piatto di minestra: un minimo di perspicacia. Invece non è così che succede, e l'ho già scritto in passato e lo ripeterò anche adesso: primo, ti giudicano, ti fanno una specie di radiografia, con la scusa che vogliono sapere, ti fanno il terzo grado, obbligandoti a giustificare i tuoi errori e ,ancor prima , ad ammettere di averli commessi. Ergo, sei un incapace, ed è colpa tua se ti ritrovi nella merda e nei casini. Della serie "non penserai che sia facile e semplice uscire dalla situazione in cui ti sei cacciato e in cui hai fatto finire dentro anche la tua famiglia": "di questi tempi è molto difficile trovare persone disposte ad aiutarti". Concludo davvero con la frase cult, tipica di chi, almeno con me "solo a parole", si era offerta e detta disponibile ad aiutarmi (e infatti , la diocesi ,non lo ha fatto). DOVEVI PENSARCI PRIMA!
ps: sono così, in questo stato, dal 2001/2002. Solo parole: per me nessun aiuto. E pensare che sono stato da una persona,ora vescovo, e che in tempi diversi io,io avevo aiutato: a parole sì sì, richiamami fra un paio di giorni, e dopo non ti risponde.
ps: sono così, in questo stato, dal 2001/2002. Solo parole: per me nessun aiuto. E pensare che sono stato da una persona,ora vescovo, e che in tempi diversi io,io avevo aiutato: a parole sì sì, richiamami fra un paio di giorni, e dopo non ti risponde.
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martedì 31 ottobre 2017
Piccola nota, forse incompleta, delle richieste che avanzo dal 2004 a ...oggi
E che non sono mai state accolte, recepite, forse anche gradite: e scoprirete forse il perché. Anzitutto non ho mai chiesto soldi, e quando ho avanzato una richiesta simile, velata, alcuni mesi fa, il numero di chi guarda e legge il blog, è calato di brutto. Ho chiesto a partire dal 2004, se chi aveva delle competenze in materia tipo fallimenti, finanziamenti, questioni legali legate a società, chi masticava temi tipo "recupero crediti" o rapporti con le banche , chi sapeva come muoversi nei riguardi di ufficiali giudiziari piuttosto che agenzia delle entrate, fisco in senso lato, tasse comunali e similari ...: forse ho scritto tutto, credo. Quindi se c'erano ,tra i miei lettori, che allora erano tanti (quando il blog era ospitato sul portale leonardo.it, ed erano tanti perché etleboro mi aveva chiesto e permesso di parlare e spiegare alcune problematiche nella chat on line e vocale che loro avevano organizzato), persone disposte a prestare, gratuitamente, le proprie competenze lavorative, per dare una mano a dei disgraziati come ero e sono io.Anche solo una piccola consulenza. Si era fatto allora avanti qualcuno? Manco per il cazzo. Nel mio piccolo ho dato delle dritte, forte anche di esperienza indiretta ,ma vicina, a chi faceva recupero crediti, così come dal fallimento ho appreso qualcosa: in effetti speravo in chi, normalmente, come è giusto che sia, si fa pagare per il proprio lavoro, ma che può chiudere un occhio in determinate circostanze, come poteva essere la mia e quella di chi ha pure commentato dicendosi "vicino" proprio perché era un "fallito" pure lui. Avevo, ricordo, anche spiegato che sapevo bene che c'erano spese, che una visura non te la fanno gratis (almeno non quella che ha valore legale o che può essere usata come documento): ma siccome non sono di primo pelo, e neppure presuntuoso, so che ci possono essere scorciatoie, trucchi e trucchetti. Invece, nisba, niente, nessuna risposta. Peccato perché qualcuno, sottoscritto compreso, avrebbe potuto dormire un po' meglio sentendosi non dico coperto, ma almeno capito, compreso, un po' sostenuto e aiutato: invece un corno. Allora come oggi.
martedì 17 ottobre 2017
Non devo aver capito un tubo
In effetti tra ciò che ho letto, poco forse e avrei dovuto approfondire, e visto e sentito, tra sostenitori e continuatori del pensiero di Steiner , e ciò che sostiene Biglino , nonché qualche detrattore, ecco che capisco ancora meno di prima. In effetti immaginavo che, senza essere guardato e guardando io stesso negli occhi il mio interlocutore, avrei fatto poca strada: del resto da ,ormai purtroppo, ex venditore, è più forte di me, devo vedere e così intuire, seppure mi hanno e mi potranno fregare lo stesso, chiunque. Ma sono rimasto male sul fatto che, alla fin fine nessuno di costoro va al sodo: e, mi perdonino tutti e lo dico senza la ben minima cattiveria, sembrano dei politici. Che nel caso io, da fallito, gli chiedessi se per caso devono fare qualcosa per la seconda possibilità, sono sicuro che non sarebbero diretti, anche per dire che non sanno niente sul tema (come onestamente fece Di Pietro quando gli chiesi qualcosa sul signoraggio). Sulla morte, durante e dopo, avrei voluto più brevità, che cioè arrivassero subito al sodo, senza girarci troppo, ma approfondendo poi: prima cioè mi dici, sempre che questo sia il tuo pensiero, non c'è niente, quando si muore finisce tutto. Poi , magari, mi spieghi perché secondo te è così. Oppure, al contrario, mi fai tutta una storia, magari di quelle che non mi piaceranno, come chi crede nella reincarnazione, nel karma , nelle punizioni: mi dirai che mi devo evolvere, passare avanti nel caso mi sia comportato in un dato modo, o invece ricominciare da zero in caso contrario. Aggiungo e chiudo: chi come me crede negli affetti, anche in quelli degli animali, evita di far fuori mosche e ragni, dà una carezza e sorride ai cani , parla anche con lo sguardo (cose che fanno milioni di persone, non sono l'unico, ci mancherebbe), pensa o vorrebbe in un ipotetico aldilà ritrovare gli affetti che ha avuto durante la vita. Vorrei rivedere i miei cani e gatti, i diamantini, i pesci rossi, le tartarughe, i miei insegnanti: per questo vorrei sapere perché mai qualcuno o qualcosa mi dovrebbe , oltre che impedirmi ciò, cancellarmi la memoria, oppure dirmi che tutto questo era ed è sbagliato, ed è giusto scontare il karma. Non ci sto o forse non ho capito un tubo.
venerdì 22 settembre 2017
Tradimento
Già altre volte mi sono interessato alle affermazioni , riprese poi dai media, di personaggi famosi che, giunti a un dato momento della propria vita, fanno mea culpa: di cosa? Di un po' di tutto ciò che hanno fatto e che, il più delle volte, li ha indicati come riferimento in tanti aspetti della vita. Non posso trascurare il sesso e , secondo i gusti, il fatto di "avere" (avuto) molte donne e/o uomini; o di aver sperimentato una miriade di droghe e bevuto fiumi di alcol , nonché di aver visitato mezzo mondo, oltre a disporre di numerose abitazioni, vuoi in città o in montagna o al mare. Tralascio il parco autoveicoli e il numero dei gioielli. Ecco che , ogni tanto , qualcuno va in tv o rilascia interviste , affermando che quanto sopra non ha davvero senso per vivere bene, anzi. Sì, però aiuta, come un buon conto in banca o aver la disponibilità liquida in casa. Se a te, caro vip, non ti servono quei soldi, scrivimi: stai pure certo che, e chi mi conosce lo sa, quello che è in più lo darò volentieri a chi , come me, ne ha bisogno. A me oggi, per poter avviare la mia nuova attività, serve qualcosa come 15 mila max 20 mila; e te li potrei restituire o ,se preferisci e ti fidi, li darò mese per mese, come in un prestito: il punto è che a me, ex fallito, seppure il libro nero non dovrebbe più né esistere né essere consultato e consultabile, non dà niente nessuno, forse per pendenze con Equitalia e che ,il curatore fallimentare , si è ben guardato da affrontare. Per cui, se vuoi sono qui. Chiusa parentesi, mi pare strano che ci sia un numero così grande di pentiti tra i vip. Ed è anche vero che ci può essere, tra loro, chi si sente solo, usato dagli amici, sfruttato dai manager: però, che una persona arrivi a rinnegare il proprio passato, ce ne passa e ce ne vuole. Un po' diverso è il comportamento di chi si fa eleggere alla camera o al senato, o chi vuole governare città o regione: in questi casi le stranezze avvengono quando, seppure sollecitati gli eletti si trincerano verso il solito discorso. In perfetto slang medico/ospedaliero , ci si sente dire che "la situazione era più grave del previsto": al che la risposta, se anche inutile, è "grazie al cazzo", questo già si sapeva, sennò a che pro darti i nostri voti? Intanto loro, gli eletti, continueranno a non fare niente di ciò che avevano promesso in campagna elettorale, arrivando perfino a rinnegare o meglio a eliminare dalla loro agenda anche temi assai cari a quasi tutti coloro dotati di buon senso: sovranità territoriale e monetaria, occupazione, pensioni, sviluppo e ricerca, sanità, territorio, istruzione, retribuzioni. Tutte promesse da marinaio, presto fatte e presto dimenticate. Possiamo fidarci di chi vuole rinegoziare i trattati , numerosi, che la nostra nazione ha firmato? Se sì ci dicano anche come e in che tempi, lasciando perdere i famosi pugni sul tavolo o le scrivanie da rovesciare: vediamo se ,oltre alla presunta competenza possiedono anche il linguaggio comprensibile dalla nonna e dagli studenti fuori corso. Aboliremo questo e quest'altro: dimmi però cosa succede, sennò siamo a Renzi con Equitalia, o a Silvio con le ganasce fiscali, laddove non è cambiato niente e neppure con la rottamazione tanto strombazzata. Ieri a "dalla vostra parte" su rete 4, un tale mostra due bollette di Eni energia, per complessivi, se non erro, 70 mila euro, e costui era un albergatore. Ditemi chi si ritrova con bollette di acqua o cartelle varie, e cifre simili, come cavolo le riesce a pagare in 72 mesi, o poco più. E tralascio il caso in cui siano prevedibili delle spese aggiuntive. Al mio vecchio, over 85, gli è arrivata una cartella di Equitalia, di oltre 100 mila euro: da dove li potrebbe tirare fuori a fronte di una pensione di ,se non erro, 1.200 euro? Oltretutto non ha beni al sole né auto sportive o gioielli o quadri e opere d'arte. Gli vuoi fare la cessione del quinto che, se non sbaglio non gliela possono neppure fare? Il punto è che , giustizialisti alla Di Pietro o sinistra italiana a parte, in pochi in Italia si rendono conto che le aziende che falliscono,ad esempio, è vero che affondano perché non pagano i debiti, ma sarebbe bene, giusto per non essere miopi, come e di che natura sono questi. Si scoprirebbe che la maggior parte sono debiti nei confronti dello Stato, inteso come Equitalia, Inps ,Agenzia delle Entrate e similari: assai meno verso fornitori. Ho visto un amico , mio cliente alla fine degli anni 90 , fallire nelle settimane scorse per un debito di 18 mila euro, a fronte di un buco enorme nei confronti di Equitalia & Company: circo 900mila euro di entrate per contro debiti consolidati per 2 milioni di euro. E come diceva quel tale, fate vobis, io rimango, come un fallito, come un coglione a sostenere che è troppo elevato il costo del lavoro, al pari delle tasse e dell'iva. Non sostengo né i caporali , né il sistema che lo alimenta, capisco chi fa andare la gente a lavorare in nero perché non si può permettere di pagare l'Inps per costoro, né si può permettere di pagare ferie e tredicesime: chi non ha mai avuto un'impresa, non si rende conto di che cosa vuol dire tenerla in vita, ma in modo da non incorrere in sanzioni, multe, e similari. C'è un amico che ha un bar, in centro, e vi lavora lui e la moglie: il bar aveva un dipendente, ma da alcuni anni non più. Paga le tasse del cazzo, cioè rifiuti , insegna, oltre all'Inps e tutto ciò che deve esserlo: i circa 900 euro di stipendio del personale, oggi servono per pagare tutto ciò che ,con quel tanto , si può coprire. La sua fortuna è non avere nessuno da dover stipendiare, per contro lavora dalle 7 del mattino alle 9 e mezza 10 di sera, mentre la moglie, è nel bar dalle 8 e mezza alle 5 di sera: per sua scelta non lavora la domenica, e giustamente si gode 12 massimo 15 giorni di ferie in agosto , più qualche festività tipo "primo maggio" . A neanche 100 metri da lui , un altro amico opera, stoicamente, da solo : la gestione del bar è simile, ma appunto senza l'ausilio della moglie, e per ragioni ignote, non lavora né il sabato pomeriggio né la domenica, e come l'altro bar chiude per le "feste consacrate". Però, almeno per ora, stanno in piedi: ma per dirla tutta è bene approfondire, e facendolo si scopre che nel primo caso, sono certo che non paga affitto in quanto proprietario del locale, e che i soldi li ha fatti quando si potevano fare. Ora chi affonda le imprese in Italia? Oltre a quanto richiede lo Stato alle varie partite iva,ci sono da sommare anche i costi degli affitti e del suolo pubblico, più tutti gli adempimenti , dai più coglioni come quello di dover avere uno scaldabagno nei bagni riservati al pubblico (se lo attacchi e fai funzionare o non lo fai, a noi non interessa: detto da chi ha fatto il controllo), a quelli più seri come disinfestazione. In ogni caso chi è al governo, come chi ci andrà, ignora volutamente tutte queste problematiche che possiamo definire di settore, o di categoria: così come io posso ignorare quelle di chi opera negli ospedali o nel mondo della scuola, ma non per questo me ne frego. Semmai dico che occorre riprendere in mano la nostra nazione, e per farlo bene è indispensabile che siano interessate tutte le categorie di lavoratori così come tutti coloro che, invece, sono stati "buttati fuori" dal mondo del lavoro. E secondo voi lo faranno? Verranno ascoltati e poi presentati programmi per questi interventi? Ho seri dubbi.
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lunedì 24 agosto 2015
Miti da sfatare
O da rivedere. Tra i miti da sfatare c'è quello che vorrebbe che se non ci fossero lavoratori immigrati, le aziende, la nazione, e le attività produttive in genere, si fermerebbero. Non ne sono per niente convinto. Ho visto lavoratori stranieri lavorare in aziende , ma così come ne ho visto pure italiani. Così come non è né esatto né corretto affermare che gli stranieri pagano le tasse: le pagano come le pagano i lavoratori , dipendenti, italiani. Cioè le tasse, i contributi inps, vengono versati dal datore di lavoro, così come avviene per i cittadini italiani: semmai qualora si tratti di lavoratori autonomi, allora occorre vedere se come dove quando questi, al pari dei cittadini italiani, pagano o eludono o evadono. Ed è qui che occorre fare dei distinguo: da anni, da prima delle invasioni di extracomunitari , sostenevo che un conto è chi non paga le tasse perché non può, e un'altra cosa è chi, ad esempio, come pare facciano sopratutto i cinesi, "fa morire la propria azienda dopo tot anni". Ma lo fanno anche gli italiani: sì ma gli italiani vengono inseguiti e ricercati, mentre con i cinesi pare, almeno in gran parte del paese, non si faccia niente. Così come da tempo rimarco come le tasse siano da abbassare, affinché siano sostenibili e non si debba ricorrere a trucchi o a delocalizzazioni. Due cose e poi vado avanti: se ci sono imprenditori che sostengono gli extracomunitari, può essere che questi capitani operino in regime di assenza o ridotta concorrenza, se non in posizione predominante. Ed è per questo che avere in azienda lavoratori che possono essere pagati di meno e fatti lavorare di più, sia conveniente per queste aziende: e non c'è bisogno di andare a ricercare in zone particolari: è sufficiente entrare dentro alcune cucine di ristoranti, e vedere chi lava le verdure o fa il lavapiatti, e poi sapere se ha un contratto e di che tipo, o come e quanto viene retribuito. Non ce l'ho con chi deve far quadrare i conti, semmai mi posso anche incazzare perché da tempo immemorabile indicavo nelle tasse e nel costo del lavoro, un tallone d'Achille per chi fa impresa: ai miei tempi un operaio montatore di mobili costava, preso da una società di servizi, circa 200 mila lire, tutto compreso, e per le solite 8 ore. Se poi fosse un professionista non è il caso di discuterne, se invece fosse conveniente averlo a libro paga o pagarlo in nero, invece era ed è una valutazione da fare ancora oggi. Ecco che chi non risolve le questioni su costo di lavoro e tasse, non aiuta la ripresa del paese. L'altra cosa da dire è sempre sugli stranieri: una badante che compra all'Oviesse o all'Auchan, non aiuta granché il paese che la ospita e le dà lavoro, alla stessa stregua di un senegalese che compra in un Ld o al Conad, o ancora chi tra questi non acquista un paio di scarpe o un capo d'abbigliamento in un negozio tradizionale che non siano Decathlon o Footlocker , o che mai e poi mai consuma una colazione in un bar (che non sia quello dentro una città mercato). Potrei continuare ma penso sia chiaro il succo del discorso: cioè queste persone qui non lasciano che pochi centesimi e come i cinesi, mandano il più possibile soldi all'estero. Si può approfondire finché si vuole, magari facendo riferimento ai falsi ricongiungimenti familiari o alle strade invase da negozi cinesi (potrei ricordare l'ammonimento di un noto poliziotto cagliaritano, ma vorrei ritrovare l'articolo sul giornale e riproporlo così come è stato detto), ma ci porterebbe a scavare un voragine col rischio di essere ingoiati. Quindi sfaterei sia il mito che senza gli stranieri non si va avanti e non si sta in piedi, sia il fatto che ti danno qualcosa, dato che non consumano niente di nostro: poi sul fatto che non si vogliano integrare, penso sia palese e manifesto, dato che stanno per i fatti loro e siamo noi che dobbiamo andare incontro alle loro esigenze e richieste e soddisfarle. Quindi luoghi di culto e di incontro ove poter praticare sport , sono alcune delle cose che vengono richieste dai loro rappresentanti. Una cosa che alcuni cominciano a notare e come ci siano una miriade di volontari disposti ad aiutare questi stranieri e come non ci siano volontari per aiutare chi è fallito, chi non riesce ad andare avanti con il proprio lavoro autonomo: non solo, ma per i primi ci sono i megafoni dei media, tg e servizi in prima seconda e terza pagina nei quotidiani, omelie nelle chiese e dichiarazioni di attestazione di stima nei vari meeting, per gli altri nisba. Non so ma qualcosa non quadra, e mi infastidisce chi forte del proprio lavoro ben protetto e tutelato o del posto fisso intoccabile e ben retribuito, auspica l'accoglienza mentre non si fa nulla perché chi è finito fuori gioco non è aiutato a reinserirsi. Del resto c'è chi ha visto un bel business pulito con l'arrivo degli immigrati: non si deve commettere nessun crimine creando onlus, ong, società o coop varie , per inserirsi per bene. Una mia amica mi faceva notare che se l'Ungheria o altri paesi chiuderanno e renderanno difficile il passaggio di immigrati attraverso i loro confini, questi prenderanno ,forse, la via dell'Adriatico e arriveranno, come fecero anni gli albanesi, proprio da lì.
mercoledì 17 dicembre 2014
Anche i bambini lo sanno
Che sia valida la regola "mors tua, vita mea" , o che " chi sa la strada ... non la insegni agli altri", ebbene prima la si apprende e ,sopratutto, la si mette in pratica e meglio è.
E non mi riferisco soltanto agli aiuti concessi ,esclusivamente o in massima parte, agli immigrati: aiuti che, con la scusa dell'inserimento o integrazione nella società, di fatto aiutano alcuni immigrati e un buon numero di connazionali che vengono pagati per aiutare costoro.
Mi si dirà che alcuni "dei nostri" fanno volontariato e non sono stipendiati: tuttavia credo che per alcuni pensionati o senza lavoro, trovarsi a passare le giornate in un ufficio al caldo in inverno e con l'aria condizionata d'estate, e magari con qualcuno che "offre un caffè o una colazione", così giusto per sdebitarsi, non credo sia così male.
Va meglio, come sembra dalle prime indiscrezioni sul caso di Roma, a chi del volontariato o comunque dell'interessamento verso i problemi dei più deboli, ne ha fatto una professione: intanto si sono scelti i più deboli che fanno comodo a loro.
Di certo non si sono fatti carico, né per quanto ne so io se ne fanno, che so dei protestati, di chi non ha accesso al credito, di chi ha fallito e vorrebbe ricominciare: infatti per costoro ci sono ,anche nel web, numerose società e studi legali e finanziari che, dietro pagamento, forniscono non tanto la soluzione ma danno alcuni consigli e indicazioni.
Peccato che il sottoscritto, nei precedenti blog ospitati su leonardo.it e splinder, faceva le stesse cose ma gratis: anzi! Più e più volte ho invitato professionisti e volontari a fornire, gratis et amore dei, consigli , per così dire, certificati: e cioè , un conto è il mio consiglio, il mio parere, il mio modo di vedere, un'altra cosa è quello dell'avvocato X o del tributarista Y.
E non mi riferisco soltanto agli aiuti concessi ,esclusivamente o in massima parte, agli immigrati: aiuti che, con la scusa dell'inserimento o integrazione nella società, di fatto aiutano alcuni immigrati e un buon numero di connazionali che vengono pagati per aiutare costoro.
Mi si dirà che alcuni "dei nostri" fanno volontariato e non sono stipendiati: tuttavia credo che per alcuni pensionati o senza lavoro, trovarsi a passare le giornate in un ufficio al caldo in inverno e con l'aria condizionata d'estate, e magari con qualcuno che "offre un caffè o una colazione", così giusto per sdebitarsi, non credo sia così male.
Va meglio, come sembra dalle prime indiscrezioni sul caso di Roma, a chi del volontariato o comunque dell'interessamento verso i problemi dei più deboli, ne ha fatto una professione: intanto si sono scelti i più deboli che fanno comodo a loro.
Di certo non si sono fatti carico, né per quanto ne so io se ne fanno, che so dei protestati, di chi non ha accesso al credito, di chi ha fallito e vorrebbe ricominciare: infatti per costoro ci sono ,anche nel web, numerose società e studi legali e finanziari che, dietro pagamento, forniscono non tanto la soluzione ma danno alcuni consigli e indicazioni.
Peccato che il sottoscritto, nei precedenti blog ospitati su leonardo.it e splinder, faceva le stesse cose ma gratis: anzi! Più e più volte ho invitato professionisti e volontari a fornire, gratis et amore dei, consigli , per così dire, certificati: e cioè , un conto è il mio consiglio, il mio parere, il mio modo di vedere, un'altra cosa è quello dell'avvocato X o del tributarista Y.
giovedì 24 aprile 2014
Gatti trucidati ad Assemini
Gatti trucidati con uno spiedo :
Assemini, colonia felina nel mirino
Sette poveri gatti di una colonia felina di Assemini sono stati trucidati con uno spiedo.
La
denuncia è arrivata da un nostro lettore, anche fondatore del gruppo
animalista "Cani Sciolti". I gatti, scrive Tiziano Cocco, si trovavano
all'interno del terreno di una gattara che è riuscita almeno a mettere
in salvo i felini scampati al massacro. "Facciamo un appello affinché si
trovino i responsabili - continua - una barbarie cosi non può restare
impunita".
La foto, una delle quattro arrivate al
nostro indirizzo di posta elettronica, è stata inviata dal lettore a
testimonianza dei fatti.
unionesarda.itE' chiaro che ci sono poche parole da aggiungere quando si leggono fatti del genere. Se e quando invece tocca agli uomini, e penso sopratutto a chi come me è fallito, ad altri che si sono suicidati, mi viene in mente una frase che riporto,così, a mente: come siamo tristi quando una persona muore, o si suicida, come siamo indifferenti su come vive ,o ha vissuto. E per sorridere, se mai ce ne fosse bisogno o se ne ravvisi la necessità : chi ha orecchie per intendere, in tenda, e gli altri fuori o in roulotte. La battuta non è mia, ma se non sbaglio di Benito Urgu.
giovedì 13 marzo 2014
La solita musica
Forse non ho seguito con attenzione i tg e i giornali che parlavano, ovviamente bene, dei provvedimenti di TiRenzi Rex, e in internet idem con patate: nel senso che si parla di lavoro e di nuove ipotetiche assunzioni, di tagli, di investimenti per rimettere in sesto gli edifici scolastici, di soldi in busta paga, ma non ho letto nè sentito niente circa gli imprenditori che hanno fallito o se c'è qualche intervento per chi ha subìto un protesto, niente per chi ha un procedimento giudiziario di sfratto (leggere in proposito la cronaca regionale italiana) e ancora niente per poter rinegoziare (ovviamente a stralcio ma con rateizzazione comoda e con cadenza non certo mensile) debiti verso lo stato, e meno di niente per poter avere accesso al credito (logicamente per famiglie, imprese, falliti e protestati). Quando qualche partito movimento politico metterà questi e altri temi come prime cose da fare se andrà al governo, e intenderà realizzarli nei famosi primi 100 giorni, allora mi troverà pronto a spendere il mio tempo per supportarne la campagna elettorale. Diversamente possono andare a farsi fottere.
mercoledì 6 febbraio 2013
Il lupo dei cieli: questo mi fa ancora pensare adesso
Parafrasando Barnard del "questo ha senso raccontare adesso", e avendo a suo tempo raccontato ,nel vecchio blog illupodeicieli.leonardo.it le mie e altrui disavventure di uomo, di commerciante fallito, di persona in difficoltà, ed essendo il blog sparito insieme a tutti quelli del portale leonardo.it, voglio cominciare a raccontare qualcosa di vissuto e di vero. So bene che non potrà essere qualcosa di oggettivo, sarà la mia o altrui esperienza vista con i miei occhi, dal mio punto di vista. E comincerei da una cosa che alcuni dicono di non avere o di non provare: la paura. Anch'io fino a una certa data del 2004 pensavo di esserne immune, anche se ci sono poi gli esperti che distinguono ciò che io e altri,invece, accomuniamo: terrore, spavento, angoscia, panico, solo per dirne alcuni, e che giustamente hanno valenze diverse ma effetti, nella vita, ben concreti.Ed è così che un giorno di aprile mi arriva un telegramma
martedì 17 luglio 2012
Insofferente e demotivato
Sono quasi certo di essere in buona compagnia quando vivo in perenne bilico tra insofferenza e demotivazione: un caso già noto in psichiatria ma che non toglie nulla al disagio psichico di chi lo vive. Anzi! Essere demotivati penso sia la conseguenza del voler agire che ,però, per un insieme di fatti e situazioni non si concretizza. O non si può concretizzare nei tempi e modi auspicati. Si è poi insofferenti allorchè si vorrebbe fare, ci si sente pronti ad agire o compiere un'impresa ma, al momento buono si viene scartati o, peggio ancora, tutto viene fermato. E' il caso visto con la raccolta di firma nei V day o
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