Vi capiterà, ogni tanto, di leggere : ecco 10 cose da fare per salvare l'Italia. Succede di solito quando si avverte che c'è davvero una crisi, di qualunque genere. E' successo quando è arrivato Monti, come poco prima del 2018 quando arrivarono i 5 stelle e Salvini, e anche oggi . Ma ai tempi di Monti c'erano anche persone che conoscevano bene il paese, come Gustavo Piga che fece delle proposte interessanti e intelligenti, e quindi scartate , seppure sostenute anche da oltre 120 docenti universitari- Al pari di altre , precedenti e promosse da Maurizio Blondet. Molte cose da fare includono salvaguardia del territorio, valorizzazione dei beni culturali , che sono tutte cose nobili , niente da dire. Peccato che nelle vecchie proposte come pure nelle nuove cose da fare, non vengano mai menzionati, a memoria mia , argomenti come i falliti, la seconda opportunità, l'accesso al credito per piccoli imprenditori e famiglie o per le persone in generale , su come sanare i debiti verso usurai , banche e agenzie di recupero crediti. Vorrei sinceramente essere smerdato, ma non credo che lo sarò, almeno a breve. Parlare di ripresa economica, inteso anche come l'apertura di nuove attività , ciò non è attuabile da chi è fallito e da chi non ha accesso al credito. Quindi poche balle. Se ne sono dimenticati, tutti quanti, sia politici che controinformazione. Vi chiederete perché, e ve lo dico io. Tutti o quasi questi soloni, che siano giornalisti o professori, o blogger , sono prime donne e non amano che qualcuno gli rubi la scena: e di solito non hanno consiglieri e non accettano domande, a meno che non riguardino il loro ultimo libro o su come iscriversi al loro corso on line. Lo dico con una frase: non gliene importa niente degli altri, non sanno nemmeno cosa sia un fallimento , un suicidio per fallimento, il rifiuto di un prestito da parte di una banca.
domenica 11 ottobre 2026
martedì 22 giugno 2021
Tutto come prima
La situazione generata dal covid , o meglio dalla gestione della presunta pandemia, ha mietuto molte vittime: alcune per via del covid e delle cure sbagliate che sono state adottate. Altre sono vittime di usurai, di ladri patentati, e di menefreghisti: tra questi ultimi possiamo annoverare politici e persone cui, chi è in difficoltà ricorre . E' di questi giorni la notizia dei soliti avvoltoi del mondo immobiliare e delle aziende agricole: a Decimoputzu, infatti, decine di aziende agricole sono in serie difficoltà economiche, con tanto di atti esecutivi cui è , di fatto, impossibile opporsi. Nonostante tutto c'è chi ha cercato di opporsi, cercando aiuto nel mondo politico, e chi più semplicemente ha racimolato dei soldi, anche più del necessario, per offrirli a chi ha acquistato all'asta un'azienda agricola: eppure pur offrendo ben più dei 14 mila euro, ci si è sentiti rispondere "io questo lo faccio di mestiere". Cioè costui ha ammesso che va a frugare nelle disgrazie altrui per trarne profitto. Voglio ricordare a questo presunto essere umano, che ho conosciuto un tale, era un mobiliere e pure mio cliente, che svolgeva lo stesso lavoro di questo tale; ebbene per due decenni circa gli è andata bene, al punto di dover disporre di ulteriori locali per riporre i mobili pignorati. Ma poi c'è la livella, anzi più livelle: il lavoro del mobiliere comincia a scricchiolare, a non rendere più come prima; poi la salute che va a farsi benedire e che lo condurrà all'ospedale oncologico. L'azienda comunque fallisce, e lui defunge. Non è l'unica storia, perché potrei citare anche avvocati che hanno fatto la stessa fine: gli avvoltoi finiscono sempre , o quasi sempre, male. Morale della favola: il mister avvoltoio di Decimoputzu, potrebbe finire arrotato ,dato che la mia auto non mi pare freni bene. Quindi non venga in visita a Cagliari o ,se dovesse farlo è meglio che non scenda dall'auto. Ovviamente per i politici , e per chi si è fatto fare il lavaggio del cervello dai tg , è più importante il vaccino: non gliene frega una mazza se il nostro contadino o commerciante vengono buttati in strada e poi spinti al suicidio. Non aggiungo altro.
sabato 23 febbraio 2019
Cannabis. L’uso nell’adolescenza induce depressione e suicidi nell’adulto.
Giuseppe Sandro Mela.
2019-02-23.
Jama Psichiatry, uno dei più noti e diffusi giornali medici a livello mondiale, ha pubblicato un articolo che riporta uno studio condotto su 23,317 persone che avevano consumato nell’adolescenza cannabis.
«adolescent cannabis consumption was associated with increased risk of developing depression and suicidal behavior later in life, even in the absence of a premorbid condition.»
lunedì 11 giugno 2018
Perché ci si toglie la vita? Io credo di poterlo sapere
venerdì 17 novembre 2017
Solo e senza nessuna speranza
lunedì 27 febbraio 2017
Ladri di vita
Direte? Che vai subito al sodo? Sì, oggi vado dritto all'obbiettivo.
Mi fa un po' rabbia, anzi mi fa incazzare, che la gente sia costretta a pensare che le cose veramente importanti siano le ricostruzioni di strade, gli stadi, edifici da rimettere in sesto, quando queste stesse cose potrebbero essere rimesse egualmente a posto se, invece di accanirsi a non concedere crediti, invece di marchiare a vita chi è stato iscritto nelle centrali rischi (comprese quelle abusive e non ufficialmente riconosciute che, guarda caso, sono quelle che effettuano un dossieraggio e possiedono banche date vecchie di 40 anni e anche di più), invece di offrire la seconda chance , relegano ai margini della società persone e famiglie, mentre si prodigano in raccolte fondi, sottoscrizioni, finanziamenti, reinserimento, di persone che o sono forestiere o sono ex detenuti.
Cioè per le persone cosiddette normali, il famoso uomo della strada, non c'è trippa ,non ci sono opportunità: anche quelle che una volta c'erano oggi non ci sono più.
Mi chiedo dove sono e se ci sono persone in condizioni di studiare e valutare se ci sono o meno delle scappatoie, dei pertugi, dove ci si può inserire per poter ritornare a vivere: campi da coltivare gratis? Solo per i disoccupati locali; un privato cittadino ha invece offerto dei campi da coltivare ma ai migranti.
Corsi professionali gratuiti, per diventare chef, barista, pizzaiolo? Sì, ma ai migranti; se sei cittadino italiano, e vuoi fare un corso, te lo paghi.
E si potrebbe continuare, dai business plan gratis, ma per i migranti, al credito agevolato con corsie preferenziali, sempre per i migranti, così come le chance per poter avviare e aprire un'attività commerciale o artigianale.
Allora mi sono chiesto se chi mi ha marchiato a vita facendomi fallire nel 2004 è o non è un ladro di vita? E sopratutto perché per me non c'è stata la seconda possibilità?
E sono o non sono ladri di vita, quei funzionari che studiano le leggi e precludono, ai falliti e ai protestati, di accedere ai finanziamenti? Sono o no dei ladri quei legislatori che impongono dei requisiti impossibili da possedere?
Posso continuare entrando in particolari disgustosi per la maggior parte di chi potrebbe leggere queste righe maledette, ma nomino una forma mentis che ha distrutto e continua a distruggere l'economia piccola e spiccia: le centrali acquisti.
In particolare Consip e gli acquisti centralizzati: la famosa siringa che costa X a Cagliari e Y a Modena, ignorando che ci sono servizi, come le manutenzioni ad esempio, che devono essere veloci , così come la qualità minima richiesta è una cosa, mentre la qualità più elevata è un'altra cosa: e lo dico pensando al mio passato di venditore di arredamenti per ufficio, laddove un piano di scaffale con portata di 120 kg è una cosa, mentre è un'altra cosa un ripiano con portata di 30 o 40 kg.
Ora la gente, spinta dai media in cerca di scoop , sparano sugli acquisti dei comuni o delle regioni, ignorando che un servizio di controllo sugli acquisti esisteva in passato, e tutti o quasi gli enti ne avevano uno: che poi questo strumento fosse controllato dai politici locali , mazzettari o ci fosse un palese conflitto di interessi, non sarebbe una novità ma il rimedio esisteva ed esiste.
Basta evitare che chi controlla abbia ,appunto, interessi in merito, e che non ci siano persone che hanno dieci o venti poltrone da occupare ogni mese e per questo ricevano stipendi mega. O no?
venerdì 8 luglio 2016
Che cosa brutta e umiliante, dover tacere !
lunedì 30 novembre 2015
Appena possibile
Lo cancellerò e stop. Ringrazio chi mi ha seguito ma, senza voler essere ancora polemico , anche altrove in vari siti dove una tantum commento, non gliene importa nulla di falliti, di protestati, di chi non ha più accesso al credito: forse un po' gli importa quando al fallimento o nelle immediatezze di questo, c'è un suicidio o un fatto eclatante. Diversamente i temi che ho sollevato per anni nel blog e nei commenti, non sono nemmeno sfiorati dai vari Del Debbio e ancor meno ne la Gabbia (almeno da quando non c'è più Barnard ). E anche in quei pochi casi in cui se ne è parlato, è stato solo in occasione dei suicidi: nulla è stato fatto perché le cose cambiassero, né si è mai parlato in tal senso. Ora se tanto mi dà tanto, il tempo che ho impiegato per sollecitare una discussione efficace , è stato sprecato: avrei dovuto fare altro. Accorgersene ora è ,in fin dei conti, un bene. Buon proseguimento, buon cammino, lunga vita e prosperità, che il Signore vi accompagni (anche il sottoscritto, però).
venerdì 20 dicembre 2013
Disoccupato e sfrattato si suicida impiccandosi sul balcone di casa
Redazione20 dicembre 2013
TORINO - Ha deciso di farla finita dopo la notifica dello sfratto, impiccandosi sul balcone di casa. Un uomo di cinquant'anni si è tolto la vita nel suo alloggio in via Borsi a Torino.
A trovarlo, con una corda intorno al collo, è stato il vicino di casa poche ore dopo che si era consumata la tragedia.
Avvisati e giunti sul posto, gli agenti di Polizia hanno subito ipotizzato che si potesse trattare di un suicidio. Indagando sulle cause che avrebbero spinto la vittima all'estremo gesto, si è scoperto che meno di 24 ore prima l'uomo aveva ricevuto una notifica di sfratto, che lo avrebbe costretto ad abbandonare l'alloggio in cui da tempo viveva. Il suicida era un operaio che non era mai riuscito a ottenere un contratto a tempo indeterminato, e da alcuni mesi era rimasto senza lavoro, non riuscendo a pagare l’affitto.
Davanti all'ufficiale giudiziario non aveva fatto alcuna scenata, ma era rimasto semplicemente in silenzio. Il cinquantenne non ce l'ha fatta però ad abbandonare il suo appartamento e ha preferito farla finita. (da TorinoToday)
http://www.today.it/citta/suicidio-torino-via-borsi-disoccupato.html
venerdì 14 giugno 2013
Perché in Italia un suicidio "non fa la rivoluzione” ?
Evidentemente non c’è alcuna differenza: sono entrambe storie di persone esasperate che per un motivo o per l’altro non vedono più una via d’uscita per la loro situazione. Nella foto: i funerali del fioraio suicida di Ercolano
Ma in un caso, quello tunisino, è “scoppiata la rivoluzione”, e tutto il mondo ha saputo dell’immolazione del giovane Bou Azizi. Nell’altro, quello italiano, a malapena ci si ricorda, passata la “notizia di cronaca”, della fine orrenda del povero Antonio Formicola. Al massimo si organizza una raccolta di firme per cacciare il sindaco di Ercolano e il capo dei Vigili Urbani.
venerdì 31 maggio 2013
Impara subito : per te nessuno si commuoverà...
venerdì 19 ottobre 2012
«I suicidi sono espressione di un conflitto sociale»
Proprio ieri è uscito un libro disperante (per «noi italiani») nella sua drammatica attualità, Il fuoco della rivolta. Torce umane dal Maghreb all'Europa (edizioni Dedalo). Lo ha scritto Anna Maria Rivera, antropologa all'università di Bari.
Perché un libro così?
Ho seguito da vicino la rivoluzione del 14 gennaio in Tunisia e cercando di ampliare le mie ricerche con un taglio antropologico mi sono resa conto che il nodo era quello dell'autoimmolazione, un fatto drammatico che ha favorito lo scatenamento della rivoluzione e il rovesciamento del regime. Il ragazzo che si è dato fuoco a Tunisi non è un caso isolato, il fenomeno è molto diffuso e continua tutt'ora nei paesi del Maghreb, in Algeria soprattutto. Solo che nessuno ne parla più. Ero convinta che prima o poi sarebbe arrivato anche in Europa. A Palermo, il caso di Mourredine Adnane presenta analogie impressionanti con il caso tunisino, si è dato fuoco il 10 gennaio 2011, era un ambulante e aveva subìto delle vessazioni da una squadretta di vigili urbani. E dopo di lui ce ne sono stati altri. Ho intuito subito che sarebbe toccato molto presto agli italiani.
