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martedì 22 giugno 2021

Tutto come prima

 La situazione generata dal covid , o meglio dalla gestione della presunta pandemia, ha mietuto molte vittime: alcune per via del covid e delle cure sbagliate che sono state adottate. Altre sono vittime di usurai, di ladri patentati, e di menefreghisti: tra questi ultimi possiamo annoverare politici e persone cui, chi è in difficoltà ricorre . E' di questi giorni la notizia dei soliti avvoltoi del mondo immobiliare e delle aziende agricole: a Decimoputzu, infatti, decine di aziende agricole sono in serie difficoltà economiche, con tanto di atti esecutivi cui è , di fatto, impossibile opporsi. Nonostante tutto c'è chi ha cercato di opporsi, cercando aiuto nel mondo politico, e chi più semplicemente ha racimolato dei soldi, anche più del necessario, per offrirli a chi ha acquistato all'asta un'azienda agricola: eppure pur offrendo ben più dei 14 mila euro, ci si è sentiti rispondere "io questo lo faccio di mestiere". Cioè costui ha ammesso che va a frugare nelle disgrazie altrui per trarne profitto. Voglio ricordare a questo presunto essere umano, che ho conosciuto un tale, era un mobiliere e pure mio cliente, che svolgeva lo stesso lavoro di questo tale; ebbene per due decenni circa gli è andata bene, al punto di dover disporre di ulteriori locali per riporre i mobili pignorati. Ma poi c'è la livella, anzi più livelle: il lavoro del mobiliere comincia a scricchiolare,  a non rendere più come prima; poi la salute che va a farsi benedire e che lo condurrà all'ospedale oncologico. L'azienda comunque fallisce, e lui defunge. Non è l'unica storia, perché potrei citare anche avvocati che hanno fatto la stessa fine: gli avvoltoi finiscono sempre , o quasi sempre, male. Morale della favola: il mister avvoltoio di Decimoputzu, potrebbe finire arrotato ,dato che la mia auto non mi pare freni bene. Quindi non venga in visita a Cagliari o ,se dovesse farlo è meglio che non scenda dall'auto. Ovviamente per i politici , e per chi si è fatto fare il lavaggio del cervello dai tg , è più importante il vaccino: non gliene frega una mazza se il nostro contadino o commerciante vengono buttati in strada e poi spinti al suicidio. Non aggiungo altro.

sabato 23 febbraio 2019

Cannabis. L’uso nell’adolescenza induce depressione e suicidi nell’adulto.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-02-23.

2019-02-20__Cannabis__001

Jama Psichiatry, uno dei più noti e diffusi giornali medici a livello mondiale, ha pubblicato un articolo che riporta uno studio condotto su 23,317 persone che avevano consumato nell’adolescenza cannabis.

«adolescent cannabis consumption was associated with increased risk of developing depression and suicidal behavior later in life, even in the absence of a premorbid condition.»

lunedì 11 giugno 2018

Perché ci si toglie la vita? Io credo di poterlo sapere

Sarà un post strano, forse diverso, non so. La notizia del suicidio di Bourdain , un conoscente che muore in un incidente stradale, un tuo parente che si accascia in bagno vittima di un calo di pressione, un aumento di pressione per cui una tua amica l'accompagni di corsa al pronto soccorso, e le altre cose che non ti lasciano tregua, come una società di recupero crediti, l'agenzia delle entrate che ti continua a chiedere i soldi per il bollo auto di una vettura rubata (con tanto di denuncia, al punto che neanche il curatore poté portarmela via e si dovette accontentare dell'altra lasciandomi a piedi e con figli minori e con mia moglie cardiopatica: tanto a lui non gliene fregava niente) oltre dieci anni fa, più altre persecuzioni giudiziarie e , per non farmi mancare niente, udienze rinviate all'autunno e che se le sentenze (appunto previste in quel periodo) fossero come immagino a mio favore potrebbero restituirmi, appunto, la voglia di restare al mondo e riprendere a combattere, a poter fare progetti e portarli avanti. Come detto in tempi di fallimento, nel 2005 mi pare e in video conferenza, per me è importante il percorso, intendendo con ciò qualcosa che inizi e , anche insieme ad altri, porti avanti così che si avvii il tutto a risoluzione. E' bello vedere il compimento, come un padre che, seppure non lo dirà forse apertamente, ma vorrebbe diventare,un giorno o l'altro, nonno e, perché no, anche bisnonno: nella vita di tutti i giorni, per come almeno ce l'hanno insegnata , una persona desidera trovare un lavoro e vivere una vita dignitosa, poter andare a giocare a tennis o comunque sviluppare quelle inclinazioni che , talvolta, proprio l'aver "preso e accettato" il primo lavoro trovato , o come nel mio caso, che per forza di cose ho dovuto a suo tempo svolgere, ti impedisce di praticare. Oggi mi ritrovo, anzi mi sono ritrovato, nel mezzo di una tempesta psicofisica, perché alle persecuzioni telefoniche si sono aggiunte le comunicazioni legali, per me e per un mio familiare, mentre alcuni progetti non sono mai potuti decollare e ci si deve barcamenare con un po' di lavoro nero: vaglielo a dire a quelli che ti dicono che "il nero deve emergere" se, con una partita iva aperta , devi versare un mare di contributi, perché io parlo di lavoro nero autonomo e non di chi, purtroppo per lui, va a lavorare come dipendente cui non versano contributi (poi, per quanto ne so e ne vedo, c'è a chi va bene così, dato che, per esempio, risultando disoccupato percepisce aiuti o cose simili, oltre a lavorare un numero ridotto di ore e poter svolgere anche due o tre lavoretti). Non entro né voglio entrare nello specifico e nei dettagli, e per farla breve sono giunto a una conclusione: la vita te la togli perché non hai più la forza di combattere e di reagire, semmai hai combattuto o reagito; oppure perché vuoi togliere gli altri dai casini o non pesare più sul prossimo, sui familiari o parenti e amici o conoscenti che siano. Nel primo caso ti trovi o ti accorgi, come è successo a me ad esempio, che hai avuto un professionista che presenta le cose in ritardo o non le ha neanche presentate, e perdi la causa o neanche la causa è poi esistita (come hai creduto tu); scopri di essere disarmato e senza una bussola, non ti sai orientare ma credi, invece, di esserne capace, di riuscire. A volte c'è chi ti ha illuso, millantando credito e disponibilità: tutte cose svanite come i sogni all'alba. La realtà è che, nel mio piccolo, ho avuto modo di incontrare persone capaci e disponibili, ma dietro pagamento: prima ti raccontano un sacco di cose...vere , non cazzate. Quando anni fa parlai, non solo in rete ma a voce, con un tale ex bancario, pentito, e che mi raccontò diverse cose che si potevano fare per riabilitazioni, per sfuggire a un certo tipo di agenzie di recupero crediti, poi per iniziare e darmi una mano, si comincia con il chiedere subito, un contributo per le spese vive, tipo visure, bolli, e cose simili...tutto quello che uno che vive a casa dei genitori, oppure è sfrattato, o che se non va a lavoro ...non mangia, non può onorare. E così via, tipo quelli che ti dicono che "sai, io lo farei ,ma sei un mio amico, ci conosciamo da quando eravamo alle elementari, e non me la sento...ma il collega di studio lui potrebbe e , te lo dico ? è anche più bravo di me...però, bisogna almeno pagare le spese vive e se non hai i soldi non si può fare niente, lui è fatto così. Ovvero non ha cuore, e come nelle migliori battute, quando morirà, il suo cuore verrà trapiantato in quello di una statua! Per cui, dicevo nel titolo, arriva un giorno in cui devi decidere, e quel giorno può durare anche settimane o mesi: ponderi nel silenzio della tua mente, sempre che tu riesca a pensare senza inghippi e intoppi, che è una cosa per me assai difficoltosa, avendo un padre sordo e una madre che soffre di demenza senile e che ti chiama o cerca aiuto ed è impedita nell'esercizio delle funzioni più elementari, ed oltretutto è cieca: si può pensare, valutare o anche discutere in condizioni simili? E la mia pur blanda sensibilità ed empatia, può permettermi di allontanarmi per pensare o cercare soluzioni, sbattendomene le scatole e infischiandomene se mia madre sbatte da tutte le parti con il deambulatore e mio padre si chiude in bagno e non sente le richieste e la voce della moglie? Ecco per me è una cosa difficile, e non sto fuori di casa per più di mezz'ora, facciamo pure venti minuti: di solito so già che ,al mio ritorno, devo rimettere a posto qualcosa, devo intervenire. Quindi, tirando le somme, forse per me andarmene anzitempo potrebbe permettere ai miei di essere alloggiati in un centro di cura per anziani, sopratutto in riferimento a patologie come quelle di mia madre, cioè cieca e con demenza, mentre mio padre forse potrebbe riuscire a dedicarsi finalmente alle parole crociate e , visto che c'è potrebbe anche farsi curare la sordità con un apparecchio. Le mie ragazze potranno stare ,come già fanno per diversi giorni la settimana , a casa dei rispettivi fidanzati, mentre mia moglie potrà, credo, dedicarsi alla cucina e trovare un lavoro presso un ristorante o riprendere il vecchio lavoro o entrambe le cose. Nel frattempo spero di essere tre metri sottoterra e ,sopratutto, dimenticato da tutti. So che per fare un passo del genere occorre una buona dose di coraggio: chissà che non riesca a trovare la forza tutta in una volta. Non essere adesso in condizione di poter dare aiuto, perché le persone che chiedono aiuto o fanno capire che ne hanno necessità, vanno soccorse in quel momento e non dopo quando per noi è più comodo: io stesso ho perso opportunità di lavoro perché l'eventuale aiutante non mi aiutò nel momento giusto, nel mio caso dei colloqui di lavoro a Milano durante il Salone del Mobile che si svolge in aprile: se tu sei disponibile ad aiutarmi a settembre, ti posso pure ringraziare ma il tuo aiuto non mi serve più, come un ombrello quando la pioggia è finita.

venerdì 17 novembre 2017

Solo e senza nessuna speranza

Quando si può dire di essere soddisfatti della propria vita? Un tempo, leggendo un necrologio che riportava un'età over 80 o addirittura 90, uno stuolo di figli e di nipoti e di pronipoti, con la moglie o il marito ancora in vita, e circondato/a dagli affetti familiari , serenamente si spegneva: ecco, uno pensa, quell'anima sarà di certo soddisfatta del proprio operato. Sì, certo, del proprio operato e di aver magari lasciato una casa a ciascun figlio, di aver provveduto in maniera consapevole al master di uno o due nipoti, e di aver creato dei posti di lavoro attraverso l'attività che , in gioventù, subito dopo la seconda guerra mondiale aveva messo in piedi. Ma per il resto? Se , come il sottoscritto, si è mai posto alcune domande, queste hanno trovato risposta? E se sì, chi gliele ha fornite? Dove ha cercato e trovato? Perché i miei interrogativi erano e sono ancora senza una risposta? Ho cercato nei posti sbagliati? Oppure ho formulato male le mie domande? O forse sono gli interlocutori che devo cercare , nuovamente e magari a mente sgombra? Perché soffro non ne ho idea, ma non è per niente piacevole, anche perché non sono come Kierkegaard che scriveva queste parole: "tra soffrire e non soffrire, preferisco soffrire come un uomo che ha speranza". Ho sintetizzato un pensiero, un'aforisma del bravo Soren , ma che purtroppo io non riesco ad attualizzare, a fare mio: vorrei, ma sono troppe le incomprensioni che albergano nel mio cervello. Non ho forse più l'età per annullare questo dolore con una bella scopata o bevuta , né ho mai amato né usato droghe o sonniferi o cose simili: è anche vero che gli ormai quasi 15 anni fuori, quasi del tutto, dal mondo del lavoro, mi hanno impedito di trovare nelle vendite un modo di distrarre il cervello dai pensieri che, qualcuno giudica dannosi e pericolosi. Sì, perché una soluzione, già vista centinaia di volte nella storia e nelle cronache, è il suicidio: quando ti accorgi che qui non ci stai più a fare niente, e pensi di aver fatto tutto e di tutto, piuttosto che restare come il sottoscritto a chiederti se Dio esiste, che cosa c'è dopo la morte, perché si nasce qui e non altrove, se ci sono gli extraterrestri, perché dovrei accettare o credere in una religione che mi dice che mi devo reincarnare quando io, dopo morto, semmai vorrei riabbracciare le persone care e anche gli animali cui ho voluto bene...e potrei continuare con un sacco di altri interrogativi, alcuni anche ,si potrebbe dire, attuali, come ad esempio se e perché dovrei darmi da fare per la società, per migliorarla, e non solo pensare ai casi miei. Sembrerà poco e forse è così, ma questi e altri pensieri, mi stanno uccidendo: sopratutto il non riuscire a ragionarci, dato che sembra sia il solo cui interessino simili temi. 

lunedì 27 febbraio 2017

Ladri di vita

Quando ti viene tolta la possibilità di vivere in modo dignitoso, comincia un calvario, breve o lungo, che può portarti anche al suicidio.
Direte? Che vai subito al sodo? Sì, oggi vado dritto all'obbiettivo. 
Mi fa un po' rabbia, anzi mi fa incazzare, che la gente sia costretta a pensare che le cose veramente importanti siano le ricostruzioni di strade, gli stadi, edifici da rimettere in sesto, quando queste stesse cose potrebbero essere rimesse egualmente a posto se, invece di accanirsi a non concedere crediti, invece di marchiare a vita chi è stato iscritto nelle centrali rischi (comprese quelle abusive e non ufficialmente riconosciute che, guarda caso, sono quelle che effettuano un dossieraggio e possiedono banche date vecchie di 40 anni e anche di più), invece di offrire la seconda chance , relegano ai margini della società persone e famiglie, mentre si prodigano in raccolte fondi, sottoscrizioni, finanziamenti, reinserimento, di persone che o sono forestiere o sono ex detenuti.
Cioè per le persone cosiddette normali, il famoso uomo della strada, non c'è trippa ,non ci sono opportunità: anche quelle che una volta c'erano oggi non ci sono più.
Mi chiedo dove sono e se ci sono persone in condizioni di studiare e valutare se ci sono o meno delle scappatoie, dei pertugi, dove ci si può inserire per poter ritornare a vivere: campi da coltivare gratis? Solo per i disoccupati locali; un privato cittadino ha invece offerto dei campi da coltivare ma ai migranti.
Corsi professionali gratuiti, per diventare chef, barista, pizzaiolo? Sì, ma ai migranti; se sei cittadino italiano, e vuoi fare un corso, te lo paghi.
E si potrebbe continuare, dai business plan  gratis, ma per i migranti, al credito agevolato con corsie preferenziali, sempre per i migranti, così come le chance per poter avviare e aprire un'attività commerciale o artigianale.
Allora mi sono chiesto se chi mi ha marchiato a vita facendomi fallire nel 2004 è o non è un ladro di vita? E sopratutto perché per me non c'è stata la seconda possibilità?
E sono o non sono ladri di vita, quei funzionari che studiano le leggi e precludono, ai falliti e ai protestati, di accedere ai finanziamenti? Sono o no dei ladri quei legislatori che impongono dei requisiti impossibili da possedere?
Posso continuare entrando in particolari disgustosi per la maggior parte di chi potrebbe leggere queste righe maledette, ma nomino una forma mentis che ha distrutto e continua a distruggere l'economia piccola e spiccia: le centrali acquisti.
In particolare Consip e gli acquisti centralizzati: la famosa siringa che costa X a Cagliari e Y a Modena, ignorando che ci sono servizi, come le manutenzioni ad esempio, che devono essere veloci , così come la qualità minima richiesta è una cosa, mentre la qualità più elevata è un'altra cosa: e lo dico pensando al mio passato di venditore di arredamenti per ufficio, laddove un piano di scaffale con portata di 120 kg è una cosa, mentre è un'altra cosa un ripiano con portata di 30 o 40 kg.
Ora la gente, spinta dai media in cerca di scoop , sparano sugli acquisti dei comuni o delle regioni, ignorando che un servizio di controllo sugli acquisti esisteva in passato, e tutti o quasi gli enti ne avevano uno: che poi questo strumento fosse controllato dai politici locali , mazzettari o ci fosse un palese conflitto di interessi, non sarebbe una novità ma il rimedio esisteva ed esiste.
Basta evitare che chi controlla abbia ,appunto, interessi in merito, e che non ci siano persone che hanno dieci o venti poltrone da occupare ogni mese e per questo ricevano stipendi mega. O no?

venerdì 8 luglio 2016

Che cosa brutta e umiliante, dover tacere !

Scrivo ciò che penso e sento, e non me ne frega una mazza se, per caso, riceverò insulti e improperi. Ma aver sentito l'invito rivolto mi pare dal ministro dell'interno verso il prefetto , affinché si adoperi per sostenere la vedova del nigeriano ucciso, mi ha dato un po' di fastidio. E non perché in un futuro la vedrò magari seduta in qualche poltrona come parlamentare o in qualche gradino ritenuto, erroneamente, inferiore, come un consiglio regionale, ma è una questione di forma mentis. Una mia conoscente , ad esempio, ha denunciato e fatto arrestare un usuraio: a costui hanno sequestrato beni e conti correnti ed è sotto processo. Dopo la sua denuncia, si sono accodate qualcosa come quasi un centinaio di altre vittime. Ebbene, non è che ha ricevuto una medaglia, e a poco o nulla sono serviti i ringraziamenti di alcuni membri delle forze dell'ordine. Se è per questo ha ricevuto una bottiglietta d'acqua, un lontano giorno , in cui presentò la denuncia, e, macchia su macchia, essendo la causa di pertinenza di un'altra provincia o tribunale, è dovuta andare là e a proprie spese, e questo sia per formalizzare la denuncia che per testimoniare; e anche in quei casi non ha avuto nessun rimborso spese. La beffa l'ha ricevuta quando si è vista negare il sostegno economico di cui le avevano parlato in sede di denuncia. Ecco che ritengo che l'invito che il ministro ha rivolto al prefetto, mi sarebbe piaciuto sentirlo anche perché si aiutassero i familiari delle persone che si sono suicidate per le cartelle pazze, perché un fido è stato negato, perché un fallimento le ha ridotte sul lastrico. A memoria mia ciò non è avvenuto, nessuno da Monti a Renzi passando per Silvio, ha detto diamo una mano a queste persone, alle loro aziende (aiutandole  a risorgere), ma sentiamo invece anche il Papa (che a me è antipatico) invitare i fedeli e le parrocchie ad aiutare i migranti, ma mai che invece questo invito sia rivolto per aiutare le persone, le famiglie, in difficoltà. Occhio! Non serve alle famiglie e alle aziende in difficoltà, il pacco alimentare, ma semmai ciò che oggi è dato, gratis et amore dei, ai migranti: ovvero, l'accesso al credito, le dritte perché le domande passino e siano avanti nelle graduatorie. Queste sono le cose che contano. Ma se le dici o le pensi , sei un razzista, coglione e figlio di puttana. Perciò dimenticate ciò che avete appena letto. 

lunedì 30 novembre 2015

Appena possibile

Appena possibile, quando riprenderò il lavoro, questo blog chiuderà. Del resto ciò che dovevo dire su fallimenti, le dritte con cui difendersi dalle finanziarie, le richieste (cadute nel nulla) di aiuto per me, le richieste di aiuto per tutti voi (e cioè, professionisti che potessero dare una mano gratuitamente) anche quelle senza risposta. In ogni caso la mia parte, per così dire, l'ho fatto e non qui , ma su leonardo e anche se con meno riscontro su splinder: tempi passati e non serve vivere di ricordi e del passato. Le mie energie, che spero non mi abbandonino e anzi si rinvigoriscano, le concentrerò nel nuovo lavoro se e quando ci sarà. Dovrebbe essere a breve , entro una settimana più o meno.
Lo cancellerò e stop. Ringrazio chi mi ha seguito ma, senza voler essere ancora polemico , anche altrove in vari siti dove una tantum commento, non gliene importa nulla di falliti, di protestati, di chi non ha più accesso al credito: forse un po' gli importa quando al fallimento o nelle immediatezze di questo, c'è un suicidio o un fatto eclatante. Diversamente i temi che ho sollevato per anni nel blog e nei commenti, non sono nemmeno sfiorati dai vari Del Debbio e ancor meno ne la Gabbia (almeno da quando non c'è più Barnard ). E anche in quei pochi casi in cui se ne è parlato, è stato solo in occasione dei suicidi: nulla è stato fatto perché le cose cambiassero, né si è mai parlato in tal senso. Ora se tanto mi dà tanto, il tempo che ho impiegato per sollecitare una discussione efficace , è stato sprecato: avrei dovuto fare altro. Accorgersene ora è ,in fin dei conti, un bene. Buon proseguimento, buon cammino, lunga vita e prosperità, che il Signore vi accompagni (anche il sottoscritto, però). 

venerdì 20 dicembre 2013

Disoccupato e sfrattato si suicida impiccandosi sul balcone di casa

Il dramma a Torino: non lavorava da mesi ed era stato appena sfrattato l'uomo di 50 anni che ieri sera si è tolto la vita. A lanciare l'allarme è stato un vicino di casa
Redazione20 dicembre 2013

TORINO - Ha deciso di farla finita dopo la notifica dello sfratto, impiccandosi sul balcone di casa. Un uomo di cinquant'anni si è tolto la vita nel suo alloggio in via Borsi a Torino.

A trovarlo, con una corda intorno al collo, è stato il vicino di casa poche ore dopo che si era consumata la tragedia.

Avvisati e giunti sul posto, gli agenti di Polizia hanno subito ipotizzato che si potesse trattare di un suicidio. Indagando sulle cause che avrebbero spinto la vittima all'estremo gesto, si è scoperto che meno di 24 ore prima l'uomo aveva ricevuto una notifica di sfratto, che lo avrebbe costretto ad abbandonare l'alloggio in cui da tempo viveva. Il suicida era un operaio che non era mai riuscito a ottenere un contratto a tempo indeterminato, e da alcuni mesi era rimasto senza lavoro, non riuscendo a pagare l’affitto.

Davanti all'ufficiale giudiziario non aveva fatto alcuna scenata, ma era rimasto semplicemente in silenzio. Il cinquantenne non ce l'ha fatta però ad abbandonare il suo appartamento e ha preferito farla finita. (da TorinoToday)

http://www.today.it/citta/suicidio-torino-via-borsi-disoccupato.html

venerdì 14 giugno 2013

Perché in Italia un suicidio "non fa la rivoluzione” ?

Sono due-tre giorni che mi chiedo quale differenza passi tra un tunisino, venditore ambulante, che si dà fuoco per protesta davanti alle autorità locali che gli hanno confiscato la merce, e un italiano, di professione fioraio, che s’immola allo stesso modo negli uffici del suo Comune lanciandosi poi dal balcone per dimostrare la sua disperazione a chi non vuol concedergli la concessione per l’uso dello spazio prospiciente il negozio.

Evidentemente non c’è alcuna differenza: sono entrambe storie di persone esasperate che per un motivo o per l’altro non vedono più una via d’uscita per la loro situazione.
Nella foto: i funerali del fioraio suicida di Ercolano

Ma in un caso, quello tunisino, è “scoppiata la rivoluzione”, e tutto il mondo ha saputo dell’immolazione del giovane Bou Azizi. Nell’altro, quello italiano, a malapena ci si ricorda, passata la “notizia di cronaca”, della fine orrenda del povero Antonio Formicola. Al massimo si organizza una raccolta di firme per cacciare il sindaco di Ercolano e il capo dei Vigili Urbani.

venerdì 31 maggio 2013

Impara subito : per te nessuno si commuoverà...

A meno che, per esempio , non tenti il suicidio, ti butti sotto un'auto o compi,comunque un gesto estremo e carico di simboli (comprensibili, sennò non serve a un tubo). Ricordo una frase che fa al caso nostro e che recita più o meno così (vado a mente perchè ne avevo scritto ma,nell'altro blog): come siamo rattristiamo per chi muore, come siamo indifferenti a come vive. Se tu stai zitto e soffri dentro il tuo cuore, perché hai perduto il lavoro, perché non riesci a realizzarti, perché ti senti (o sei) un fallito, non importa niente a nessuno. Ma se morissi, se ti suicidassi, potresti fare del bene a chi resta: certo inizialmente qualcuno dei tuoi potrebbe anche soffrirne, e tanto: sopratutto se, per caso, i tuoi ricevessero una buona dose di solidarietà ,ovvero denaro e lavoro, ci sarebbe da pensare a dove si trovavano tutti costoro quando hai chiesto o quando,come sei certo, sapevano di te e delle tue difficoltà.E' presto detto: erano nel mondo dell'indifferenza, indifferenti a come vivevi, ma per assolversi la coscienza, per cercare voti e consensi e il plauso, ecco che spuntano fuori i soldi e gli aiuti che ,forse per anni , avevi

venerdì 19 ottobre 2012

«I suicidi sono espressione di un conflitto sociale»

INTERVISTA L'antropologa Anna Maria Rivera

Proprio ieri è uscito un libro disperante (per «noi italiani») nella sua drammatica attualità, Il fuoco della rivolta. Torce umane dal Maghreb all'Europa (edizioni Dedalo). Lo ha scritto Anna Maria Rivera, antropologa all'università di Bari.

Perché un libro così?
Ho seguito da vicino la rivoluzione del 14 gennaio in Tunisia e cercando di ampliare le mie ricerche con un taglio antropologico mi sono resa conto che il nodo era quello dell'autoimmolazione, un fatto drammatico che ha favorito lo scatenamento della rivoluzione e il rovesciamento del regime. Il ragazzo che si è dato fuoco a Tunisi non è un caso isolato, il fenomeno è molto diffuso e continua tutt'ora nei paesi del Maghreb, in Algeria soprattutto. Solo che nessuno ne parla più. Ero convinta che prima o poi sarebbe arrivato anche in Europa. A Palermo, il caso di Mourredine Adnane presenta analogie impressionanti con il caso tunisino, si è dato fuoco il 10 gennaio 2011, era un ambulante e aveva subìto delle vessazioni da una squadretta di vigili urbani. E dopo di lui ce ne sono stati altri. Ho intuito subito che sarebbe toccato molto presto agli italiani.

venerdì 13 luglio 2012

David Carradine. Anche lui dimenticato?

Sembra che per alcune persone che sono state "importanti" o diciamo "note" accada ciò che ricordavo nel post precedente: si viene, presto o tardi, dimenticati, al pari di un libro del liceo, che resite impolverato ma nessuno lo "tocca". Eppure nel 2009, all'inizio di giugno , quando la notizia della strana morte arrivò ai media, la cosa sembrava si facesse interessante: trovare uno con i genitali legati e per giunta offerti allo sguardo del primo che capita. Invece ...

venerdì 8 giugno 2012

Sconvolto da una cartella di Equitalia Anziano di Padova si uccide in un canale

Un uomo di 60 anni è stato trovato morto in un canale nella zona ovest di Padova ai confini con il comune di Rubano.
Le ricerche da parte di carabinieri e vigili del fuoco erano iniziate ieri sera quando un familiare aveva riferito che l'uomo era apparso sconvolto dal recapito di una cartella esattoriale di Equitalia da 117 mila euro.

domenica 27 maggio 2012

Rabbia, dolore, dispiacere

Leggo oggi sul giornale locale Unionesarda che una persona che ho conosciuto anni fa, si è suicidata. Nelle motivazioni ci sarebbe, ovviamente , Equitalia e anche strozzini autonomi: i debiti e i mancati incassi avrebbero portato questa persona a spararsi in testa. Per curiosità e sapere che cosa pensano altri, vado a leggere nella versione online del giornale i commenti. Siccome

giovedì 17 maggio 2012

Esseri inutili (almeno per alcune cose)

Mi reputo anch'io un essere inutile: per esempio su alcuni temi non so niente ma il mio modo di agire influenza ,egualmente, le cose. Penso alle elezioni politiche, o quando firmo una delega per una votazione, quando appunto delego altri perchè non so. In tempi più recenti tanti ,vuoi per l'età vuoi perchè hanno altro da fare , spengono il cervello o meglio si dedicano ad altro: però assimilano quanto leggono e sentono o vedono, sopratutto dai media. E' anche vero che ciò che