Visualizzazione post con etichetta omicidio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta omicidio. Mostra tutti i post

giovedì 18 gennaio 2018

Meno male che non è stato un uomo, sennò ...

Posta una foto con l'amica, poi la uccide: incastrata da un dettaglio del selfie

Oggi alle 12:00

Il selfie di Cheyenne Rose Antoine (a sinistra) e Brittney Gargol
All'inizio aveva raccontato che, la sera in cui la sua amica era morta, l'aveva lasciata poco prima in un locale con un uomo.
Quando però la polizia l'ha messa alle strette, ha confessato: l'ha uccisa lei.
È così che si è risolto il caso dell'omicidio di Brittney Gargol, 18 anni, avvenuto nel 2015 in Canada.
A portare gli inquirenti sulla giusta pista è stato un selfie, pubblicato - poco prima di trovare il corpo di Brittney - dall'amica che poi si è rivelata essere la killer: Cheyenne Rose Antoine, 21 anni.
Le due ragazze, vittima e carnefice, sono ritratte una accanto all'altra: ma un dettaglio ha incuriosito le forze dell'ordine. La cintura che indossava la 21enne, utilizzata per strangolare poche ore dopo Brittney a seguito di una lite: un raptus, come ha raccontato poi Cheyenne Rose Antoine, a cui si è lasciata andare dopo aver bevuto e fumato marijuana.
La ragazza è stata riconosciuta colpevole di omicidio e condannata a sette anni di carcere.
(Unioneonline/D)
Il dettaglio incriminato
Il dettaglio incriminato
fonte http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2018/01/18/posta_una_foto_con_l_amica_poi_la_uccide_incastrata_da_un_dettagl-68-687880.html

Meno male che non è stato un uomo a uccidere la ragazza,non è un femminicidio, sennò apriti cielo. La ragione sarà che ,l'assassina, è stata vittima di un raptus, e di certo sarà stato anche un rapporto malato, un'incomprensione, qualcosa di insolito e non abituale. Ma se fosse stato, invece, un uomo l'assassino? I maschi ,come sempre, sarebbero stati fatti a pezzi dai commenti che, per non voler infierire su chi legge, vi risparmio ma ,se vi facesse piacere ci sono sempre "il terzo indizio", "quarto grado", "la vita in diretta", "chi l'ha visto", "amore criminale" eccetera: lì potete davvero sapere che cosa ne pensano "certe donne" degli uomini, magari anche dei propri compagni di vita (sempre che ne abbiano qualcuno).

giovedì 14 settembre 2017

Difficile capire, accettare e provvedere

Di casi di femminicidio, così viene definito il caso in cui un uomo uccide una donna, ormai se ne parla fin troppo. Logicamente, se no non sarei qui, secondo me se ne parla male, sopratutto nel proseguo del discorso: un po' come quando a scuola, durante un'interrogazione sembra che si stia arrivando al dunque e poi ci si perde, si continua a rigirare senza arrivare al sodo. Perché? Di solito a scuola succedeva perché non si sapeva , si era studiato male e forse anche poco, e la vecchia regola che si impara di più e sopratutto durante la lezione, era in quei casi smentita. Ma nel caso dei femminicidi la cosa è diversa, perché si va avanti in un'unica direzione e con una sola soluzione: la colpa è del maschio, e fin qui non ci piove, seppure ci potrebbero essere aggravanti, come nel caso di parentela, ma forse anche di attenuanti, e non essendo avvocato dato che non ho completato gli studi, so poco. Ciò che mi lascia sorpreso e che non mi piace, è l'equazione maschio uguale violenza: è sostenere che la minaccia è in casa. Il punto è che lo si fa , come direbbe Totò , a prescindere. Quando tu hai una società che vieta, di fatto e adesso con la legge, che tu maschio possa fare delle avances a una donna, perché non possono ma, visto che c'è la legge, sono vere e proprie molestie sessuali, se un complimento o un invito ad andare a cena o al cinema è , per chi fa opinione a senso unico in tv e nei media, molestia, non so dove si va a finire. A me questi atteggiamenti non piacciono, per fortuna non ho il problema di dover invitare nessuno né a cena né tanto meno al cinema, ma solo perché non ho quattrini : tuttavia mi fa specie che la forma mentis stia proprio prendendo sopravvento sul buon senso. Dato che la maggior parte, credo e spero, dei maschi accetta un no come risposta, così come dovrebbe essere per le donne. Il problema è aver dato una caratteristica specifica agli omicidi commessi dai maschi nei confronti delle donne: secondo me, a parte i casi dove sono ravvisabili gli aggravanti, è un omicidio come, purtroppo, ce ne sono tanti. E siccome sono sincero fino in fondo, quando viene trovata una donna morta, spero sempre che non sia stata violentata e se uccisa prego perché non sia stato un uomo, e se lo è stato prego sempre che non sia definito anche quello un femminicidio. Perché? Perché ,sarà la fissazione o la mia tara mentale, ma sembrerebbe che in ambienti sopratutto , per quel che vedo, di single anche un po' mature se non stagionate, quasi come me quindi non di primo pelo, si stia creando il gruppo di individui, tutti dello stesso sesso, un po' come si vedeva ai tempi del liceo dove, tuttavia , c'erano anche gruppi misti (e per fortuna ,aggiungo io). Quei gruppi erano, in buona parte chiusi, così come lo sono adesso, stando a quanto vedo nei bar o per strada: ora , per quel che so, quelle persone mai e poi mai sembrano volersi aprire verso l'altro sesso, con la motivazione dell'opinionista che recita che "non sono obbligate a farlo, dato che quello di aprirsi sarebbe un tornare indietro a un mondo che vedeva, fino a poco tempo fa , la donna come inferiore all'uomo e ,di fatto, serva e a disposizione". Ora ciò non vale per le donne musulmane e di altre etnie e credo religioso, anche se di fatto proprio le musulmane non ti chiedono neanche dove si trova una detta strada o se , al supermercato, di prendere un pacco di riso che è troppo in alto per loro: preferiscono perdersi o rinunciare al riso (con doppio senso per il riso). Se quindi si intende che una persona malata di mente compia un omicidio, ci sto, nel senso che la malattia mentale può portare a compiere simili gesti: motivo questo che dovrebbe convincerci ,non dico a riaprire i manicomi, ma quanto meno a investire risorse di ogni genere per controllare e arginare il problema; problema che è visibile, sotto altre forme e senza quegli effetti (omicidio e violenze) in individui ospiti di case famiglia e comunità protette, che però vedi agli angoli delle strade a chiedere soldi o ad attaccare discorso, con persone però poco disponibili sia a dare denaro che a colloquiare. 
Inutile dire che il problema non c'è come pure dire che il problema non è quello: è anche quello. Non faccio statistiche né le adopero per il femminicidio, non mi arrampico sugli specchi perché le persone assassinate sono lì a dirmi che è successo, sono state ammazzate e in malo modo: ma mi pare giusto osservare che generalizzare con il discorso del maschio persecutore, predatore, assassino, orco, violento, non ci sto. E mi dispiace che i media facciano passare questo messaggio. Potrei fare un parallelismo tra questo del femminicidio e il ladrocinio dei commercianti: siccome sono stato commerciante anch'io, non sopportavo né sopporto adesso, che si generalizzasse quando qualcuno dei colleghi commercianti (sempre e in ogni caso, concorrenti se appunto operanti nello stesso settore merceologico, sennò solo colleghi) veniva denunciato o arrestato per turbativa d'asta, per frode , per le famose mazzette. Dicevo e dico, io non l'ho fatto ma, nei giorni in cui queste brutte storie vengono sparate nei media, tu sei guardato male: della serie che chi ti guarda, entra in negozio, pensa "speriamo che non sia anche lui come quello del giornale". Nel caso delle donne, una guardandoti pensa "speriamo che mi lasci in pace, non mi parli e non mi guardi come se mi spogliasse con gli occhi": e molti uomini, seppure non lo dicono apertamente, sentono questo disagio. Non tutti siamo uguali, ma la cosa mi lascia indifferente, allorché non si può più socializzare, quando si formano dei gruppi di persone ,di fatto, separati. Non posso non concludere con qualcosa sui migranti, in particolar modo , su quelli di fede musulmana: abbiamo parlato di integrazione, di accettazione, ma se venite qui da soli, se di fatto parlate con quelli del posto per chiedere lavoro, per chiedere aiuto economico, ma poi restate per i fatti vostri, formate dei gruppi separati, in sostanza non sostenete con noi nessun discorso, come è possibile un'integrazione, come potete far parte della società e della nazione che vi ospita? Se invece venite qui a lavorare perché chiamati da qualcuno, se lavorate per l'impresa X o Y, è un conto:tu vieni, e come avviene nei paesi arabi degli emiri o in luoghi simili, vieni pagato, non ti danno la cittadinanza né tanto meno diritto di voto, in certi luoghi non ci puoi andare (anche perché come lavoratore non puoi permetterti il conto di certi locali di Dubai o di Doha ) : e badate bene, non viene fatto con cattiveria, non è un trattamento che loro, gli emiri, riservano per inimicizia, ma solo perché il rapporto di lavoro, la prestazione che ti chiedono, inizia e finisce. Punto e a capo. Diverso, ma solo in parte, è il rapporto uomo donna e viceversa: nessuno deve mettere le mani addosso al prossimo, come nessuno ha diritto di togliere la vita a un altro essere umano. Ma non deve neppure passare il messaggio che io come maschio potrei essere uno stupratore, un marito e padre violento, un pedofilo e, se commerciante, pure un mazzettaro o ladro (anche perché per questi ultimi due crimini, non occorre l'investitura di maschio, basta vedere mi pare Lady Bracco, mi pare fosse legata al mondo dei farmaci, per ora mi sembra solo indagata, per cui mi perdoni, ma il caso invece di Lady Poggiolini, non lo ricordo nei particolari e potrei anche qui sbagliarmi , sennò ne avrei potuto fare riferimento ): se tutti possiamo essere in pectore delinquenti, se tutti possiamo trasformarci in assassini, se tutti possiamo diventare violenti, allora che passi il messaggio, tanto caro alle dittature e ai regimi totalitari, della delazione, del sospetto. Ma deve valere appunto per tutti , e non essere a senso unico.

sabato 11 gennaio 2014

Il fallimento del noir

Non ci sono più richiami nelle home page all’omicidio di Caselle. Ieri l’altro è stata la giornata della confessione dell’assassino, ieri quella dei mea culpa del giornalismo. Oggi si passa ad altro.

Per qualche giorno i sospetti dei giornali, dei media e dei vicini di casa si sono concentrati sul figlio delle vittime. Anzi, sul figlio e nipote, perché chi ha sospettato di lui, chi ha immaginato che avesse accoltellato i due genitori, doveva riuscire a immaginare anche le sue coltellate su una nonna novantaquattrenne. E a quanto pare le ha immaginate senza problemi. La nonna è stata trovata col lenzuolo tirato su, per coprirle la faccia? Ma è chiaro, si è trattato di “un ultimo gesto di pietà”, “un estremo gesto d’affetto”, per coprire “il torto fatto a qualcuno che voleva bene davvero all’assassino. E ne era ricambiato.”

lunedì 24 giugno 2013

Fermamente contrario

Quando leggo che si approvano protocolli d'intesa che so, contro la violenza sulle donne, o quando si vogliono a tutti i costi far prevalere i diritti di alcuni su altri, mettiamo che si tratti di omosessuali o extracomunitari ( ho sentito e mi pare che l'ho pure scritto che, proprio un extracomunitario , che si era prodigato per farsi preparare una pratica di finanziamento, facendosi compilare e dare tutte le dritte per non sbagliare, ha poi "ritirato la delega e tolto quindi l'incarico di occuparsene" alla persona che gli stava seguendo il tutto". Motivazione? Tanto a me, siccome sono extraocomunitario, i soldi me li danno), provo un senso di fastidio. 
Mi sento come una persona defraudata, privata di determinati diritti, tutelata meno o addirittura poco e ,talvolta, per niente.

lunedì 20 maggio 2013

Uccidere con la grazia di Dio, fa bene.........

nb.:un mio pensiero a fine post.
Diventa bestseller il libro di un rabbino che incita al massacro dei non ebrei.

Un rabbino ebreo ha pubblicato un libro che dà il permesso di uccidere i non ebrei, tra cui neonati e bambini, che possono costituire una minaccia reale o potenziale per gli ebrei o Israele.

“E’ lecito uccidere i Gentili, ovvero i non-ebrei, anche se non sono responsabili diretti di una minaccia“, ha affermato il rabbino Yitzhak Shapiro, responsabile religioso della colonia Yitzhar nella Cisgiordania occupata, nel suo libro “La Torah del Re“. Egli sostiene che i goyem (un epiteto dispregiativo per i non ebrei), può essere ucciso se minaccia Israele. “Se uccidiamo un Gentile che ha peccato o ha violato uno dei sette comandamenti – in quanto noi abbiamo a cuore i comandamenti – non c’è niente di sbagliato nell’omicidio.” Shapiro, che è a capo di una piccola scuola talmudica presso l’insediamento di Yitzhar vicino a Nablus, afferma che il suo editto “è pienamente giustificato dalla Torah e dal Talmud.”

venerdì 13 luglio 2012

David Carradine. Anche lui dimenticato?

Sembra che per alcune persone che sono state "importanti" o diciamo "note" accada ciò che ricordavo nel post precedente: si viene, presto o tardi, dimenticati, al pari di un libro del liceo, che resite impolverato ma nessuno lo "tocca". Eppure nel 2009, all'inizio di giugno , quando la notizia della strana morte arrivò ai media, la cosa sembrava si facesse interessante: trovare uno con i genitali legati e per giunta offerti allo sguardo del primo che capita. Invece ...

giovedì 17 maggio 2012

Esseri inutili (almeno per alcune cose)

Mi reputo anch'io un essere inutile: per esempio su alcuni temi non so niente ma il mio modo di agire influenza ,egualmente, le cose. Penso alle elezioni politiche, o quando firmo una delega per una votazione, quando appunto delego altri perchè non so. In tempi più recenti tanti ,vuoi per l'età vuoi perchè hanno altro da fare , spengono il cervello o meglio si dedicano ad altro: però assimilano quanto leggono e sentono o vedono, sopratutto dai media. E' anche vero che ciò che