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venerdì 29 dicembre 2017

Si compiono anche azioni simili

CRONACA » OLBIA

Uno sparo sul muso del cagnolino: a Olbia un nuovo caso di maltrattamenti

Oggi alle 10:36

Gegè
Lo hanno chiamato Gegè e la sera di Natale è stato trovato a Olbia in condizioni gravissime: il muso del cagnolino è completamente devastato da un colpo di arma da fuoco sparato da distanza ravvicinata.
Una rosa di pallini gli ha provocato lesioni alla cavità nasale.
Sottoposto a terapie antidolorifiche e antibiotiche, di lui si occupa la clinica Vet Service, insieme alla sezione cittadina della L.i.d.a.
"La bellezza di Gegè non si può spiegare - dicono i volontari -, è tutta nei suoi occhi, nello sguardo di un cane che, nonostante tutto, con infinita dolcezza si fida ancora dell'uomo".
(Unioneonline/s.s.)
fonte http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2017/12/29/uno_sparo_sul_muso_del_cagnolino_a_olbia_un_nuovo_caso_di_maltrat-68-681184.html

Dimostra, se mai ce ne fosse bisogno, il livello di integrazione con gli altri esseri viventi, ma anche ,se si trattasse di uno sgarbo o di una vendetta, che cosa si è capaci di fare.


giovedì 14 settembre 2017

Difficile capire, accettare e provvedere

Di casi di femminicidio, così viene definito il caso in cui un uomo uccide una donna, ormai se ne parla fin troppo. Logicamente, se no non sarei qui, secondo me se ne parla male, sopratutto nel proseguo del discorso: un po' come quando a scuola, durante un'interrogazione sembra che si stia arrivando al dunque e poi ci si perde, si continua a rigirare senza arrivare al sodo. Perché? Di solito a scuola succedeva perché non si sapeva , si era studiato male e forse anche poco, e la vecchia regola che si impara di più e sopratutto durante la lezione, era in quei casi smentita. Ma nel caso dei femminicidi la cosa è diversa, perché si va avanti in un'unica direzione e con una sola soluzione: la colpa è del maschio, e fin qui non ci piove, seppure ci potrebbero essere aggravanti, come nel caso di parentela, ma forse anche di attenuanti, e non essendo avvocato dato che non ho completato gli studi, so poco. Ciò che mi lascia sorpreso e che non mi piace, è l'equazione maschio uguale violenza: è sostenere che la minaccia è in casa. Il punto è che lo si fa , come direbbe Totò , a prescindere. Quando tu hai una società che vieta, di fatto e adesso con la legge, che tu maschio possa fare delle avances a una donna, perché non possono ma, visto che c'è la legge, sono vere e proprie molestie sessuali, se un complimento o un invito ad andare a cena o al cinema è , per chi fa opinione a senso unico in tv e nei media, molestia, non so dove si va a finire. A me questi atteggiamenti non piacciono, per fortuna non ho il problema di dover invitare nessuno né a cena né tanto meno al cinema, ma solo perché non ho quattrini : tuttavia mi fa specie che la forma mentis stia proprio prendendo sopravvento sul buon senso. Dato che la maggior parte, credo e spero, dei maschi accetta un no come risposta, così come dovrebbe essere per le donne. Il problema è aver dato una caratteristica specifica agli omicidi commessi dai maschi nei confronti delle donne: secondo me, a parte i casi dove sono ravvisabili gli aggravanti, è un omicidio come, purtroppo, ce ne sono tanti. E siccome sono sincero fino in fondo, quando viene trovata una donna morta, spero sempre che non sia stata violentata e se uccisa prego perché non sia stato un uomo, e se lo è stato prego sempre che non sia definito anche quello un femminicidio. Perché? Perché ,sarà la fissazione o la mia tara mentale, ma sembrerebbe che in ambienti sopratutto , per quel che vedo, di single anche un po' mature se non stagionate, quasi come me quindi non di primo pelo, si stia creando il gruppo di individui, tutti dello stesso sesso, un po' come si vedeva ai tempi del liceo dove, tuttavia , c'erano anche gruppi misti (e per fortuna ,aggiungo io). Quei gruppi erano, in buona parte chiusi, così come lo sono adesso, stando a quanto vedo nei bar o per strada: ora , per quel che so, quelle persone mai e poi mai sembrano volersi aprire verso l'altro sesso, con la motivazione dell'opinionista che recita che "non sono obbligate a farlo, dato che quello di aprirsi sarebbe un tornare indietro a un mondo che vedeva, fino a poco tempo fa , la donna come inferiore all'uomo e ,di fatto, serva e a disposizione". Ora ciò non vale per le donne musulmane e di altre etnie e credo religioso, anche se di fatto proprio le musulmane non ti chiedono neanche dove si trova una detta strada o se , al supermercato, di prendere un pacco di riso che è troppo in alto per loro: preferiscono perdersi o rinunciare al riso (con doppio senso per il riso). Se quindi si intende che una persona malata di mente compia un omicidio, ci sto, nel senso che la malattia mentale può portare a compiere simili gesti: motivo questo che dovrebbe convincerci ,non dico a riaprire i manicomi, ma quanto meno a investire risorse di ogni genere per controllare e arginare il problema; problema che è visibile, sotto altre forme e senza quegli effetti (omicidio e violenze) in individui ospiti di case famiglia e comunità protette, che però vedi agli angoli delle strade a chiedere soldi o ad attaccare discorso, con persone però poco disponibili sia a dare denaro che a colloquiare. 
Inutile dire che il problema non c'è come pure dire che il problema non è quello: è anche quello. Non faccio statistiche né le adopero per il femminicidio, non mi arrampico sugli specchi perché le persone assassinate sono lì a dirmi che è successo, sono state ammazzate e in malo modo: ma mi pare giusto osservare che generalizzare con il discorso del maschio persecutore, predatore, assassino, orco, violento, non ci sto. E mi dispiace che i media facciano passare questo messaggio. Potrei fare un parallelismo tra questo del femminicidio e il ladrocinio dei commercianti: siccome sono stato commerciante anch'io, non sopportavo né sopporto adesso, che si generalizzasse quando qualcuno dei colleghi commercianti (sempre e in ogni caso, concorrenti se appunto operanti nello stesso settore merceologico, sennò solo colleghi) veniva denunciato o arrestato per turbativa d'asta, per frode , per le famose mazzette. Dicevo e dico, io non l'ho fatto ma, nei giorni in cui queste brutte storie vengono sparate nei media, tu sei guardato male: della serie che chi ti guarda, entra in negozio, pensa "speriamo che non sia anche lui come quello del giornale". Nel caso delle donne, una guardandoti pensa "speriamo che mi lasci in pace, non mi parli e non mi guardi come se mi spogliasse con gli occhi": e molti uomini, seppure non lo dicono apertamente, sentono questo disagio. Non tutti siamo uguali, ma la cosa mi lascia indifferente, allorché non si può più socializzare, quando si formano dei gruppi di persone ,di fatto, separati. Non posso non concludere con qualcosa sui migranti, in particolar modo , su quelli di fede musulmana: abbiamo parlato di integrazione, di accettazione, ma se venite qui da soli, se di fatto parlate con quelli del posto per chiedere lavoro, per chiedere aiuto economico, ma poi restate per i fatti vostri, formate dei gruppi separati, in sostanza non sostenete con noi nessun discorso, come è possibile un'integrazione, come potete far parte della società e della nazione che vi ospita? Se invece venite qui a lavorare perché chiamati da qualcuno, se lavorate per l'impresa X o Y, è un conto:tu vieni, e come avviene nei paesi arabi degli emiri o in luoghi simili, vieni pagato, non ti danno la cittadinanza né tanto meno diritto di voto, in certi luoghi non ci puoi andare (anche perché come lavoratore non puoi permetterti il conto di certi locali di Dubai o di Doha ) : e badate bene, non viene fatto con cattiveria, non è un trattamento che loro, gli emiri, riservano per inimicizia, ma solo perché il rapporto di lavoro, la prestazione che ti chiedono, inizia e finisce. Punto e a capo. Diverso, ma solo in parte, è il rapporto uomo donna e viceversa: nessuno deve mettere le mani addosso al prossimo, come nessuno ha diritto di togliere la vita a un altro essere umano. Ma non deve neppure passare il messaggio che io come maschio potrei essere uno stupratore, un marito e padre violento, un pedofilo e, se commerciante, pure un mazzettaro o ladro (anche perché per questi ultimi due crimini, non occorre l'investitura di maschio, basta vedere mi pare Lady Bracco, mi pare fosse legata al mondo dei farmaci, per ora mi sembra solo indagata, per cui mi perdoni, ma il caso invece di Lady Poggiolini, non lo ricordo nei particolari e potrei anche qui sbagliarmi , sennò ne avrei potuto fare riferimento ): se tutti possiamo essere in pectore delinquenti, se tutti possiamo trasformarci in assassini, se tutti possiamo diventare violenti, allora che passi il messaggio, tanto caro alle dittature e ai regimi totalitari, della delazione, del sospetto. Ma deve valere appunto per tutti , e non essere a senso unico.

venerdì 10 gennaio 2014

La vita dipende dalla coscienza di se stessi

Ksenia Fokina, Redazione Online

La percezione superficiale dell’informazione, coltivata nella società contemporanea, non lascia assolutamente posto per la valutazione personale degli avvenimenti trasformando quindi l’uomo in un robot al servizio del sistema. L’istruzione, il sistema dei valori imposti dalla società, dal televisore, dai genitori sono diretti a far sì che l’uomo pensi il meno possibile.

Attualmente un’educazione corretta e la prassi di autosviluppo personale sono diventate più accessibili grazie agli stessi media. “La Voce della Russia” ha cercato di capire come si possa restituire alla gente un atteggiamento assennato e razionale verso la propria vita e la vita altrui.

Lo psicologo britannico Sir Ken Robinson, autore del libro The Element: How Finding Your Passion Changes Everything,attribuisce tutte le colpe all’ambiente nel quale le risorse psichiche umane, già senza questo limitate, vengono spese rapidamente per l’incessante

venerdì 20 dicembre 2013

Orosei, operaio di 51 anni muore in una cava .E' stato schiacciato da due blocchi di marmo


Incidente sul lavoro in una cava di marmo a Orosei.
La vittima è Charl Knap, 51 anni, di origini polacche. L'uomo, sposato e padre di due figli, è stato schiacciato da due blocchi nella "Cava Marmi Elena". L'incidente si è verificato intorno alle 6 e 30 del mattino. L'operaio è morto sul colpo. Sul posto i carabinieri della stazione di Orosei e della compagnia di Siniscola, diretti dal capitano Andrea Senes, e un'ambulanza del 118.
fonte unionesarda.it                                                          

lunedì 9 dicembre 2013

Sentinelle in Piedi aggredite a Bergamo

Dalle parole si passa ai fatti. La legge sull’omofobia non è ancora stata approvata e già abbiamo potuto assistere a numerosi i casi di aggressione verbale e mediatica nei confronti di chi chiede la libertà di poter affermare, senza discriminare nessuno, che la famiglia è quella composta da un uomo e una donna.



Ma mai fino ad ora si era passato ai fatti: vegliare in difesa della libertà di espressione può ora portare persino a rischiare seriamente la propria incolumità. Succede a Bergamo, dove una veglia pacifica e silenziosa delle “Sentinelle in piedi” a favore della libertà di espressione e contro il ddl Scalfarotto è stata aggredita da un gruppo di ragazzi dei centri sociali: solo il pronto intervento della polizia è riuscito a evitare il pestaggio.

lunedì 24 giugno 2013

Fermamente contrario

Quando leggo che si approvano protocolli d'intesa che so, contro la violenza sulle donne, o quando si vogliono a tutti i costi far prevalere i diritti di alcuni su altri, mettiamo che si tratti di omosessuali o extracomunitari ( ho sentito e mi pare che l'ho pure scritto che, proprio un extracomunitario , che si era prodigato per farsi preparare una pratica di finanziamento, facendosi compilare e dare tutte le dritte per non sbagliare, ha poi "ritirato la delega e tolto quindi l'incarico di occuparsene" alla persona che gli stava seguendo il tutto". Motivazione? Tanto a me, siccome sono extraocomunitario, i soldi me li danno), provo un senso di fastidio. 
Mi sento come una persona defraudata, privata di determinati diritti, tutelata meno o addirittura poco e ,talvolta, per niente.

lunedì 8 aprile 2013

Bosa, muore per un malore nel camper:il suo cagnolino lo assiste accucciato

I carabinieri hanno trovato un 72enne a terra, privo di vita, nel suo camper parcheggiato nel piazzale Caduti di Nassiriya, a Bosa. Accucciato accanto alla testa, il suo cagnolino.
Francesco Speranza, 72 anni di Genova è morto durante la notte, forse per un malore. L'uomo era stato la sera prima in pizzeria con alcuni amici. Aveva dei parenti a Bosa e veniva nella città del Temo spesso durante le festa. I suoi amici ieri mattina lo hanno chiamato a lungo al telefonino, prima di recarsi dove aveva parcheggiato il mezzo e bussare alla sua porta. Nessuna risposta. Allora hanno chiamato i carabinieri. A quel punto la scoperta. Il piccolo cane è stato affidato agli amici dell'uomo.
                                             unionesarda.it
Almeno loro, gli animali, non ti mollano, non ti abbandonano.Mi dispiace per l'uomo e anche per il cane ,che ha perso il proprio padrone.

venerdì 15 febbraio 2013

Sodoma e Gomorra: l’inevitabile fine del “mondo moderno”

Più d’una volta abbiamo avuto modo di osservare come tutto quanto, in questo ‘disordine costituito’ del “mondo moderno”, segua una logica a suo modo coerente, e come ogni dominio, ogni ambito, per come viene concepito ed organizzato, si ricolleghi - rinsaldando tale ‘coesione’ - a tutti gli altri, non esistendo perciò “compartimenti stagni”, ma un’unica “cultura” che a tutti gli effetti ha le caratteristiche di una tradizione a rovescio, di una sua parodia, che configura così un mondo invertito rispetto alla normalità.

Tutto – senza esclusione alcuna - diventa così un’occasione per infilarci qualcosa che, a prima vista, non avrebbe nulla a che fare con lo specifico contesto. La scuola, lo sport, la letteratura, la storia, il cinema, le trasmissioni d’intrattenimento più o meno leggere… praticamente ogni manifestazione della vita politica, culturale e sociale, compresa la “religione” quando è ridotta alla morale e a un’abitudine, diventa così un’occasione buona per infilarci messaggi “edificanti” miranti a plasmare le coscienze.

La musica – se è il caso di definirla tale – non fa eccezione, ed ecco che al “Festival della canzone italiana” salgono sul palco due omosessuali per “sensibilizzare” sulla loro “causa” un pubblico nell’ordine dei milioni di telespettatori.

Sono anni che a San Remo ci ficcano di tutto, e quest’anno, considerato che a condurlo sono due (strapagate) icone del “politicamente corretto”, di quella “sinistra” che trova il suo collante nell’antiberlusconismo, ci sta perfettamente quest’uscita che non ha mancato di suscitare le consuete polemiche, le quali però non escono mai dai binari del “moralmente ammissibile”, né entrano nel merito della questione da un punto di vista che sappia andare oltre una strumentale e ritualizzata faziosità (“destra” contro “sinistra”, “conservatori” contro “progressisti”, “credenti” contro “atei” ecc.).

mercoledì 30 gennaio 2013

Se per due pomodori rischiate un anno!

Non è la solita battuta fuori luogo ma quanto realmente accaduto a…manette arrestato arresto 427x270 Se per due pomodori rischiate un anno.
BOLZANO – Una rapina da 1 euro e mezzo gli costa 11 mesi di reclusione. Sabato mattina un uomo di origine rumena è stato fermato alla cassa di un supermercato di Bolzano da un addetto alla sicurezza. Il vigilante aveva notato che il giovane aveva preso dagli scaffali una confezione di wurstel e due pomodori e li aveva messi in tasca. L’uomo aveva cercato di sfuggire all’addetto alla sicurezza, è scaturita una colluttazione e il giovane è stato arrestato. Aveva rubato un paio di prodotti dal valore totale di 1 euro e 50 centesimi gli è costato la prigione. E’ stato condannato a 11 mesi di reclusione per rapina.
Avete capito bene una terribile rapina per poter mettere qualcosa nello stomaco

mercoledì 7 novembre 2012

Dice Socrate

La salute della psiche.
Nel dialogo platonico Alcibiade I, Socrate, conversando con lo stesso Alcibiade, gli fa notare che per essere un buon politico, cioè per fare il bene della città, occorre essere innanzitutto un uomo di valore, cioè fare il bene di se stessi, rendersi migliori, avere per fine la propria realizzazione in quanto uomo.
Per rendere migliori se stessi, dice Socrate, bisogna conoscere se stessi, come recita l’iscrizione posta sul tempio di Delfi.
Pertanto bisogna conoscere in primo luogo la propria anima, cioè il principio stesso della vita.
Il senso del pensiero di Socrate è chiaro.
Averi, onori e potere, in una parola: la ricchezza esteriore, non sono la felicità.
Il bene dell’anima, da intendersi come vita e come psiche inserita in un corpo vivente, è dunque virtù.

venerdì 19 ottobre 2012

L'uomo malato

Ripubblichiamo un articolo di Sergio Brundu – medico, e uno dei “Padri Fondatori” del sito (luogocomune.net) - che sembra cogliere in modo lucido e preciso il cuore del grande problema che, presto o tardi, la nostra società dovrà affrontare: una sostanziale revisione dell’intero paradigma medico-sociale che oggi viene chiamato “medicina moderna”.

L'UOMO MALATO - di Sergio Brundu

Nonostante la malattia sia un fenomeno che si riscontra presso tutti gli esseri viventi (anche le cellule si ammalano), è possibile constatare non solo l'esistenza di un gran numero di patologie che colpiscono esclusivamente l'uomo, ma è anche possibile identificare in esse una specifica modalità evolutiva ed espressiva. Tale constatazione, non trova una spiegazione esauriente in una diversa strutturazione anatomo - funzionale all'interno del regno animale, esistendo forti analogie tra i mammiferi superiori e l'uomo, (non esiste una biochimica specifica dell’uomo).

lunedì 3 settembre 2012

Sovranità monetaria

articolo molto interessante con "spunti" importanti. buona lettura.
Alcuni lettori chiedono notizie sulla mia salute e li ringrazio. A seguito dell’amputazione ho avuto due versamenti di liquido nel polmone sinistro, quello sano, cioè mai colpito da niente. Con due toracentesi sono andato a posto. Proseguo la cura Di Bella intensivamente, anche a scopo cautelativo, perché i grandi interventi chirurgici possono provocare ricadute, ed ogni giorno rilevo un miglioramento generale. Si può dire, incrociando le dita, che mi sento bene.

I primi 8 mesi del 2012 sono stati devastanti per l’economia del nostro Paese – e per quella della società occidentale nel suo complesso. Tutti lamentano una crisi economica – a parte una fascia di popolazione in sicurezza per sé e per i figli (e i nipoti?) – classe media immiserita, attività che chiudono, ristoranti vuoti, vacanze di 2/3 giorni.

mercoledì 15 agosto 2012

Arabia Saudita. Il paese che ghetizza il lavoro delle donne

Remember, we’re Saudis”, “Ricordate, siamo Sauditi”, sembra voler ribadire l’Arabia, dopo il “passo avanti” di aver finalmente permesso a tre atlete (una delle quali rischiava pure di non poter gareggiare a causa dell’imposizione del velo, vietato invece dal CIO per la sua sola specialità, il judo) di partecipare ai Giochi Olimpici di Londra appena conclusi.
Ma non era necessario né questo (dato che tutte le atlete erano rigorosamente velate), né tanto meno la creazione di una città-ghetto per le donne lavoratrici, per dimostrare che il wahabismo è ben lungi da mollare nel Paese.
Eppure la città-ghetto per donne lavoratrici è proprio quello che “serve” all’Arabia Saudita. Dal prossimo anno le donne di questo paese potranno infatti lavorare “senza problemi”, perché è iniziata la progettazione di una città creata a questo scopo: affinché vengano protette “dagli sguardi indiscreti maschili”, come del resto impone la sharia.

venerdì 15 giugno 2012

Il sale della vita

La quercia non può diventare un faggio, la balena non può comportarsi come una sardina, il gallo non può cantare come un merlo. In natura tutto vive, si muove secondo una scrittura precisa, dettagliata, assolutamente autorevole, una scrittura incisa nel DNA, nelle molecole e negli atomi di energia di tutto ciò che esiste. Ciò che si riscontra in modo evidente è che questa scrittura è perfettamente coerente nella peculiarità dell’unità e nella complessità del tutto e, senza possibilità di errore, manifesta di appartenere a un progetto unitario estremamente più esteso nel tempo e nello spazio di quanto qualsiasi mente umana possa immaginare. Ogni realtà, ogni vita nell’universo vive in regale armonia, in continua evoluzione, in perfetta autonomia e in perfetta interdipendenza leggendo in sé e nel tutto, senza errore e senza discutere, ciò che è già stato scritto.