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venerdì 27 giugno 2025

Gente che , evidentemente, non ha di meglio da fare: e siamo in Europa, in una falsa democrazia

 La polizia tedesca ha fatto irruzione in casa di questo pensionato, fotografato con la figlia Alexandra, per aver definito “idiota” il ministro dell’economia verde Robert Habeck. Habeck ha presentato personalmente la denuncia penale contro Stefan Niehoff. Il quotidiano Welt riferisce che Habeck ha un team di avvocati che scandaglia i social media ogni giorno per scovare chi lo “insulta”. Tedeschi in tutto il paese sono stati perseguiti. La “democrazia liberale” tedesca oggi significa perquisizioni domiciliari, arresti e sequestri di proprietà, il tutto per esercitare la libertà di parola è anche accusato di aver pubblicato immagini e linguaggio dell’era nazista all’inizio del 2024. Secondo i pubblici ministeri, questo post potrebbe aver violato le leggi tedesche contro l’incitamento all’odio etnico o religioso.



Laureen Smith

Intorno alle 6 di questa mattina, centinaia di persone in tutta la Germania si sono svegliate con la polizia alla porta. Il loro unico “crimine” è quello di aver espresso apertamente commenti critici o offensivi su internet, molti dei quali su specifici politici.

Questa non è una scena del Terzo Reich o della Repubblica Democratica Tedesca, ma della Repubblica Federale del XXI secolo. Gli agenti dell’Ufficio Federale di Polizia Criminale (BKA) intendono effettuare oggi circa 170 visite domiciliari per indagare su commenti “odiosi” o offensivi pubblicati online. Ai sospettati sono stati confiscati tablet, laptop e telefoni e le loro abitazioni sono state perquisite.

Questa operazione si svolge da diversi anni, in applicazione dell’articolo 188 del codice penale tedesco. Tale articolo è stato modificato nel 2021 per rendere reato l’insulto a una figura politica, punibile con una pena massima di tre anni di carcere. Secondo il BKA, lo scorso anno si sono verificati 10.732 reati legati all’incitamento all’odio online, con un aumento di circa il 34% rispetto al 2023.

Rispetto al 2021, i numeri sono quadruplicati. Naturalmente, la stragrande maggioranza dei post presi di mira dalla polizia proviene dall’ala destra dello spettro politico.

Il BKA incoraggia inoltre i cittadini a sostenere la polizia nella lotta contro i cosiddetti crimini d’odio. Chiunque si imbatta in incitamento all’odio online o ne diventi vittima dovrebbe segnalarlo alla polizia locale. “Segnalate i post di incitamento all’odio ai provider di social network e chiedete loro di cancellare i contenuti criminali”, afferma l’Ufficio federale di polizia criminale.

 

Mentre evita  di intervenire sul problema della criminalità violenta, lo Stato tedesco non prende alla leggera meme offensivi o insulti volgari.Il ministro degli Interni del Nord Reno-Vestfalia, il cristiano-democratico Herbert Reul, ha avvertito: “I piromani digitali non devono potersi nascondere dietro i loro telefoni o computer. Chiunque pensi che tutto sia permesso sui social media si sbaglia di grosso”.Reul ha anche lamentato che “le persone hanno dimenticato la differenza tra odio e opinione”.

Le autorità tedesche hanno rapidamente intensificato l’applicazione delle leggi sulla libertà di parola negli ultimi anni, probabilmente per timore di una crescente reazione negativa da parte della destra.

L’anno scorso, il BKA ha condotto simili  irruzioni all’alba  contro coloro che erano accusati di aver pubblicato contenuti misogini online.

E all’inizio di quest’anno, la CBS ha documentato come gli agenti abbiano fatto irruzione nell’appartamento di un uomo nella Germania nord-occidentale accusato di aver pubblicato un meme razzista.

Come parte del rapporto, la CBS ha parlato con i procuratori statali tedeschi, i quali hanno spiegato che non solo insultare qualcuno pubblicamente è contro la legge, ma potrebbe anche essere punito più severamente se fatto online.A quanto pare, secondo gli esperti, anche ripubblicare un insulto o informazioni false online è contro la legge.

Anche l’umorismo volgare può essere considerato un reato in Germania. Proprio ieri, un pensionato è stato condannato per aver pubblicato immagini satiriche che includevano immagini naziste. Stefan Niehoff, un ex sergente della Bundeswehr di 64 anni, è stato inizialmente portato in tribunale l’anno scorso per aver definito l’allora ministro dell’economia Robert Habeck un “idiota professionista”. I

E stato condannato e  gli è stata inflitta una multa di 825 euro per aver condiviso su X immagini che il giudice non ha ritenuto sufficientemente satiriche. Secondo la legge tedesca, è illegale utilizzare immagini dell’era nazista a meno che non si ritenga che siano chiaramente critiche. Il regime di censura tedesco è così sfacciato da quasi lasciare perplessi. Ma non si tratta di un caso isolato, o addirittura del peggiore, di repressione della libertà di parola in Europa.

 

Anche  nel Regno Unito la situazione è diventata quasi comicamente autoritaria negli ultimi anni e non ha fatto altro che peggiorare sotto il governo del primo ministro laburista Keir Starmer. Di recente, abbiamo assistito a una serie di attacchi alla libertà di parola. A maggio di quest’anno, è stato riferito che, nel 2023, la polizia del pensiero britannica aveva fatto irruzione  a casa di Julian Foulkes, lui stesso un agente di polizia in pensione.

Nelle riprese delle bodycam , si vedono gli agenti perquisire la casa di Foulkes, rovistare nel cassetto della biancheria intima della moglie ed esaminare ritagli di giornale sul funerale della figlia e sulla sua morte in un tragico incidente stradale. Hanno anche sfogliato la sua libreria, che conteneva tomi come “La guerra all’Occidente” di Douglas Murray. Si può sentire un poliziotto sbraitare sulla sua collezione di libri “molto Brexit”.

Foulkes è stato anche ammanettato da sei agenti, rinchiuso in una cella e interrogato per otto ore.

A rendere la situazione ancora più assurda, il motivo per cui è stato indagato in primo luogo era perché aveva pubblicato online un post preoccupato sull’aumento dell’antisemitismo nel Regno Unito. Per fortuna, Foulkes ha ricevuto delle scuse dalla polizia del Kent, oltre a un risarcimento di 20.000 sterline per il calvario.

Ma altri sono stati molto meno fortunati.

Forse il caso più noto di linguaggio scurrile usato dalle forze dell’ordine nel Regno Unito di recente è l’arresto e la condanna di Lucy Connolly. La babysitter e moglie di un consigliere conservatore di Northampton è stata condannata a due anni e sette mesi di carcere per un tweet pubblicato in seguito all’omicidio di tre bambine da parte di Axel Rudakubana la scorsa estate. Connolly, il cui figlio è morto 14 anni fa, ha chiesto “deportazioni di massa immediate” e ha affermato che la gente potrebbe “dare fuoco a tutti gli [hotel di accoglienza] per quel che mi riguarda”.

Nonostante il post sia rimasto online solo per poche ore prima che lei lo cancellasse, l’incitamento è stato ritenuto degno di una pena detentiva di oltre due anni.

Da allora le è stata negata la scarcerazione anticipata per stare con il marito malato e la figlia dodicenne. Questi casi fanno parte di un modello esteso e logorante.

A febbraio, una nonna ha ricevuto la visita della polizia dopo aver pubblicato su Facebook dei post in cui criticava i politici laburisti coinvolti in uno scandalo di messaggistica WhatsApp (la polizia ha anche avviato un’indagine sui politici in questione, ma ha concluso che non era necessario intraprendere alcuna azione).

Un mese dopo, due genitori sono stati arrestati da sei agenti in uniforme e trattenuti in una stazione di polizia per otto ore perché si erano lamentati della scuola del loro figlio in un gruppo WhatsApp.

Lo scorso novembre, Allison Pearson, giornalista del Telegraph, è stata arrestata a causa di un post che aveva pubblicato (e rapidamente cancellato) un anno prima, in cui identificava erroneamente i sostenitori di un partito politico pakistano di Manchester come sostenitori di Hamas.

Pearson è stata invitata a partecipare a un interrogatorio “volontario” con la polizia, che ha rifiutato, e non sono state intraprese ulteriori azioni. Da allora, la polizia dell’Essex si è rifiutata di scusarsi per l’incidente e ha persino elogiato i propri agenti per il loro “coraggioso tentativo di mantenere la fiducia del pubblico”.

Nel Regno Unito, non è nemmeno necessario commettere un reato per essere trattati come criminali.

La sconcertante esistenza dei “non-crime hate incidents” (NCHI) significa che qualsiasi cosa vagamente sconvolgente, offensiva o controversa – detta online o in altro modo – può far sì che il tuo nome finisca in un database della polizia, senza che tu nemmeno lo sappia.

Tra i potenziali “reati” ci sono stati un bambino di nove anni che ha chiamato “ritardato” un compagno di classe, suonare il clacson troppo forte, un cane che ha defecato sul prato di qualcuno in modo “razzista” o un brutto taglio di capelli. La Free Speech Union stima che circa 65 persone al giorno siano registrate come autori di un NCHI.

Si stima che circa 30 persone vengano arrestate ogni giorno per ciò che dicono online.

È diventato spaventosamente comune per le persone essere arrestate tramite meme o persino messaggi privati, essere interrogate dalla polizia o vedere i propri dati inseriti in database che potrebbero danneggiare il resto della loro vita.

Ciò a cui stiamo assistendo sia in Germania che nel Regno Unito è la progressiva normalizzazione della censura: lo Stato decide quali opinioni sono accettabili e quali devono essere punite.

Insulti, satira, critiche al governo e persino battute mal formulate vengono trattati come reati gravi, mentre i criminali violenti continuano a circolare liberamente.

Stiamo rapidamente tornando a un’epoca in cui esprimere l’opinione “sbagliata”  può   rovinarti la vita o persino farti finire dietro le sbarre.

Questa è davvero l’era dei reati di pensiero.

fonte https://www.maurizioblondet.it/germania-la-polizia-fa-trionfare-la-liberta-di-espressione-con-le-irruzioni/

ps.: lascio a voi ogni giudizio, come è giusto che sia, ma voglio ricordare che un qualunque Trump o presidente di repubblica o capo di stato o politico , soprattutto se europeo, di solito in tv o attraverso i media o social, dice ciò che vuole e nessuno poliziotto va a casa di costui per arrestarlo

lunedì 12 agosto 2024

Non mi tocca ! Chissenefrega

 Quello del titolo è il motto di coloro che si ritengono al sicuro. Non mi tange, pensano erroneamente quanto fanno gli spioni del web nel web. Certo loro commentano magari video di cagnolini o gattini, o qualche altra cavolata che arriva da media in calo di visualizzazioni ed entrate che cercano di raddrizzare la barca. Se questi commentatori di certo non leggono notizie vere, e neanche hanno il buon senso , leggendole , di verificarle: perché il fatto che alcuni video o notizie vengano messe on line, non vuol dire che le stesse siano vere. Da non dimenticare che oggi l'intelligenza artificiale , opportunamente usata, può fornire video e audio che solo forse persone esperte sono in grado di appurare siano vere; diversamente, ed è già avvenuto, uno può far vedere chi vuole e fargli dire ciò che vuole, aggiungere o togliere persone da video. Ma la preoccupazione è quanto avviene in Gran Bretagna e all'estero in generale e , aggiungo io, per fortuna sembra per adesso solo lì: primo è stato attribuito un enorme potere alle forze dell'ordine che, ecco qui come un'intelligenza artificiale , sbaglia e non capisce il gergo utilizzato in un commento o come quando il navigatore "sbaglia la pronuncia, sbaglia gli accenti"; soltanto che qui, leggendo i commenti questi idioti di oltremanica arrestano le persone perché , a loro dire, i commenti su un post sarebbero razzisti, e trovano un trombone che conferma quanto da loro asserito e mettono le persone in carcere con condanne, ovviamente , esemplari. Ma andiamo oltre e al principio : dove è finita la libertà di pensiero? E quella  di espressione? Possibile che io non possa dire che uno mi sta antipatico? O che a mio avviso è un pasticcione? Evidentemente no! Non posso neanch essere libero di pensare e di far sapere che il tal di tali , secondo me, ad esempio lavora male. Badate bene che questo modo di pensare è vietato anche nel fornire o meglio nell'esprimere giudizi e opinioni su eventi sportivi: non puoi dire che quei giocatori sono dei brocchi, mentre prima era possibile, consentito e si ritrovava spesso nei commenti dei giornali sportivi. Oggi tutti giocano bene, tutto è livellato, tutto è come vogliono certi, questi sì, gaglioffi. Se andiamo a vedere i possibili giudizi sui politici, sulla politica o sugli ideali, ecco che cominciano i distinguo: ricordo ancora quando un politico, che per me era ed è un'inetto, proponeva denunce e credo anche quindi provvedimenti di tipo penale, per chi "parlasse male e criticasse" il grande George W. Bush: e ricordo che eravamo nel 2001, quindi sapete a che cosa mi riferisco e conoscete i vari provvedimenti, come il monitoraggio degli accessi a internet, negli internet point allora diffusi, come pure il divieto di criticare gli "alleati", tipo i vari assassini di iracheni e afgani per intenderci, e che ora sono diventati conferenzieri strapagati. Il punto è che le persone troppo spesso si esaltano e altrettanto velocemente dimenticano fatti e misfatti. Vogliamo ricordarci anche di quanto si erano esaltati, soprattutto i destri , per una possibile privatizzazione delle carceri o ,sempre loro quando ci provano o ci riprovano a privatizzare servizi di sicurezza magari fornendo superpoteri ai vari vigilpark o vigilantes? Poteri di elevare contravvenzioni, che avrebbero poi valore legale, magari anche diritto di esazione come vorrebbero diverse società di recupero crediti , recuperando con sistemi di strozzinaggio e minacce crediti che la pubblica amministrazione presume di avere .Chi per ora è convinto di essere al sicuro da sceriffi o cacciatori di taglie , perché commenta solo video di gattini , dice che lui non ha niente da temere, perché appunto non fa niente. E allora continui a non fare niente, giri pure le spalle, e guardi altrove. Se continuerà così, prima o poi questi sgherri , aiutati da spioni e delatori, verranno ad ammanettarvi, davanti ai vostri vicini, alle 4 del mattino di un giorno imprecisato per farvi giudicare da un pessimo elemento che, di sicuro vi condannerà a una pena esemplare. Invece potreste agire, inviando mail, telefonando ai giornali , segnalando il tutto ai vostri pessimi deputati e senatori, affinché cambino le cose e vengano ripristinate le libertà che, attualmente, sono state limitate o cancellate.  

giovedì 26 settembre 2019

Il Fascismo limitava la manifestazione del pensiero. Oggi si proibisce di avere un pensiero

di Augusto Sinagra
Non cadrò nell’errore metodologico o nella inconsapevole ignoranza di indicare come “fascista” chi non la pensa come me e, per questo, credendomi legittimato ad aggredirlo in ogni modo. Non cadrò nella contraddizione – volutamente sempre strumentale – di indicare e condividere l’idea che l’aggettivazione di “fascista” corrisponda a qualcosa di indiscutibilmente negativo e riprovevole.

lunedì 27 agosto 2018

Non ho tempo, mi dispiace!

Quante volte ce lo siamo sentiti ripetere, da amici o conoscenti? Eppure è ciò che il più delle volte succede allorché si dovrebbe cominciare a discutere: ma dovrebbe accadere dopo aver parlato o ascoltato. Si comincia a ragionare, a esporre il proprio pensiero o il ragionamento, si argomenta. Invece un corno, perché appena la tua o mia frase si allunga e va oltre qualche parola, ecco che ,almeno così sembra, chi ascolta non capisce più un tubo, si perde. E' anche vero che a volte ciò accade perché il nostro interlocutore è tutto preso dal proprio smartphone: e cioè legge o invia messaggi e quindi non si dedica a noi. La cosa triste è che la stragrande maggioranza degli individui si comporta in questo modo, mentre ci consola che non è un trattamento speciale che ci viene riservato perché, che so, siamo antipatici o leghisti: vale per tutti. E allora? Allora niente. Nessuno legge più un post che vada oltre le tre o quattro righe; nessuno si azzarda a commentare , a meno che non si vada su siti o luoghi dove c'è da fare a pugni; nessuno commenta a meno che non copi e incolli il commento precedente (citazione) per poi aggiungere le due o tre righe di sfottò o di veri e propri insulti o, peggio che mai, riempia di link e rimandi. In poche parole viene a mancare il ragionamento, il cercare di argomentare un pensiero o un'idea: lo so, spesso mancano l'uno e l'altra. 

mercoledì 7 novembre 2012

Dice Socrate

La salute della psiche.
Nel dialogo platonico Alcibiade I, Socrate, conversando con lo stesso Alcibiade, gli fa notare che per essere un buon politico, cioè per fare il bene della città, occorre essere innanzitutto un uomo di valore, cioè fare il bene di se stessi, rendersi migliori, avere per fine la propria realizzazione in quanto uomo.
Per rendere migliori se stessi, dice Socrate, bisogna conoscere se stessi, come recita l’iscrizione posta sul tempio di Delfi.
Pertanto bisogna conoscere in primo luogo la propria anima, cioè il principio stesso della vita.
Il senso del pensiero di Socrate è chiaro.
Averi, onori e potere, in una parola: la ricchezza esteriore, non sono la felicità.
Il bene dell’anima, da intendersi come vita e come psiche inserita in un corpo vivente, è dunque virtù.

martedì 13 marzo 2012

Per chiarezza

Giusto per chiarezza ribadisco, se mai ce ne fosse bisogno, il mio pensiero circa le giornate della memoria, la festa del papà e della mamma o dei nonni, quest'ultima il vescovo di Cagliari ,Ottorino Pietro Alberto, la "faceva cadere in occasione della festa, nel mese di luglio, dei santi Anna e Gioacchino, nonni di Gesù: peccato averla poi spostata ,salvo errore in autunno. Queste ricorrenze non