di Augusto Sinagra
Non cadrò nell’errore metodologico o nella inconsapevole ignoranza di indicare come “fascista” chi non la pensa come me e, per questo, credendomi legittimato ad aggredirlo in ogni modo. Non cadrò nella contraddizione – volutamente sempre strumentale – di indicare e condividere l’idea che l’aggettivazione di “fascista” corrisponda a qualcosa di indiscutibilmente negativo e riprovevole.
