Più che una seconda parte, un'approfondimento di alcuni aspetti che possono essermi sfuggiti o anche sconosciuti. Ed è facendo mente locale che , ad esempio, non ho preso in considerazione la nascita e la diffusione dei supermercati e dei discount: intendo per supermercati quelle attività di rivendita in locali di medie dimensioni e , ovviamente, con prodotti delle marche più noti e "che fanno pubblicità". Mentre i supermercati li ho visti affermarsi , almeno da noi in Sardegna, a fine anni 70 e inizio 80, i discount si sono iniziati a far conoscere a fine anni 90. Che cosa c'è da dire in merito: che entrambi hanno preso possesso di locali, presenti nelle città, e dai 300 mq in su : piano piano, poi, i discount sono diventati come i supermercati, nel senso che sono passati dal vendere prodotti sconosciuti, a prodotti di marca. E anche la qualità è di livello superiore a quella riscontrata quando "si dovevano far conoscere e scegliere". In questi ultimi decenni abbiamo visto nascere e sparire i negozi di informatica, le videoteche, e prima ancora le rosticcerie (alcune sono diventate gastronomie) sono sparite le lavanderie ma sono arrivate quelle a gettone, e non dimentichiamo i negozi di sigarette elettroniche. In alcuni locali, di solito di piccole dimensioni, sono apparsi e in alcuni casi sopravvivono i negozi h24 di bibite, snack , preservativi eccetera. Che dire? Che i bei locali , quelli occupati dai discount nobilitatisi col tempo, oggi sarebbe bello vederli occupati nuovamente da mobilieri, concessionari di auto o moto, abbigliamento e così via. Senza scordarci dei negozi di alimentari: possibile che il pane o i pesci e in alcuni casi la carne, non si possa acquistare di sera in un negozio tradizionale? Se mi verrà in mente altro , scriverò ancora. E come cantava Gaber
martedì 2 settembre 2025
Sulla sparizione dei negozi nelle città 2
domenica 31 agosto 2025
Sulla sparizione dei negozi nelle città
Ultimamente, forse per ragioni evidenti o forse perché non se ne può fare a meno, in tanti da Silver ad altri blogger , hanno menzionato la sparizione dei negozi o negozietti nelle nostre città. Se poi si va in realtà più piccole, paesi o paesini, le cose vanno anche peggio, nel senso che è più visibile. Vivo in Sardegna e certe cose le vedo ma, soprattutto le ho viste: vuoi per età vuoi perché, a partire dal mio fallimento mi sono dedicato, per diversi anni, a scrivere nel mio vecchio blog( che era ospitato sulla piattaforma leonardo.it), delle difficoltà che hanno le aziende e i negozi nello stare in piedi. In un recente post ospitato su Come don Chisciotte, si parla di questo fenomeno, attribuendo molte delle cause della morte dei negozi, a internet e alla GDO. Il sottoscritto condivide ma solo in parte la cosa: le cause, che non si sono manifestate solo negli ultimi anni, vanno ricercate fin dai tempi dell'obbligo del registratore di cassa; e sempre in quegli anni sono nati i primi numeri verdi, e c'è stato l'avvento dei fax. Poi c'è stata la fissa di avere e aprire il capannone poco fuori delle città e gli outlet. Solo poi sono arrivati, i siti internet e i primi acquisti on line, che ora come ora, subito e vintage a parte, sono in mano ad aziende tipo Amazon. E' inutile ricordare che occorre pensare per trovare e suggerire soluzioni e interventi: perché a primo acchito basterebbe imporre, come avviene in altre parti del mondo, il divieto di aprire centri commerciali o supermercati: non entro in merito ai diritti dei lavoratori, e quindi al dovere pagare il giusto e prevedere riposo settimanale e ferie, oltre al divieto di diventare straricchi, tuttavia verificare se chi scarica camion alle 5 del mattino è assunto e in regola e vedere poi quante ore, quel giorno, ha effettivamente lavorato. Mi fa sempre sorridere scoprire che adesso ne parlano, quando scrivevo di questi temi vent'anni fa, non importava quasi a nessuno: anche se le migliaia di lettori che avevo dovrebbe dimostrare il contrario, è semmai prova che non basta che un video sia visto e condiviso o un post abbia migliaia di letture, se a questo non segue qualcosa . E quindi ben vengano, magari come nei tre moschettieri vent'anni dopo, azioni e interventi per invertire la rotta. E sempre se a qualcuno le cose , così come sono, non vadano bene. Perché Amazon e i centri commerciali sono così comodi e utili, che chi ne vuole fare a meno? Io!
venerdì 29 dicembre 2017
Ci stiamo adeguando alle altre città oppure ...
martedì 24 novembre 2015
Le tue esigenze? In secondo piano
domenica 13 settembre 2015
C'era una volta
mercoledì 15 agosto 2012
Arabia Saudita. Il paese che ghetizza il lavoro delle donne
venerdì 27 luglio 2012
Precisazioni e pettegolezzi su Cagliari "in rinnovamento"
La nostra è una città "strana", che non ha un lungomare ad esempio, che per essere una città di mare è più pulita e ordinata di altre (fonte: visitatori e turisti da me intervistati) ma che per fare un salto di qualità e godere di una maggiore e migliore visibilità (con tutto quello che ne consegue) ha necessità di essere non solo amministrata ma rinnovata e rivista. Il sindaco che c'è ora in carica, ha fatto realizzare delle piste ciclabili ma non so se ha calcolato quanti ciclisti le utilizzeranno, e se il gioco vale la candela, e mi riferisco al numero di parcheggi ridotto, al fatto che sono a pagamento e gli ultimi sono anche più cari (sono da 1€ per la prima ora,salvo rettifiche dell'ultima ora),