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giovedì 13 giugno 2019

Unione Europea e dazi. Critica quelli americani ed applica il 48.5% sulle biciclette cinesi.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-06-13.

2019-06-12__Biciclette__001

La posizione dell’attuale Commissione Europea sui dazi è ambivalente.

Se da una parte condanna con la massima forza i dazi americani sui prodotti europei, d’altra parte applica lei stessa dazi anche severi nei confronti degli altri.

La contraddizione è lampante.

«L’Unione europea sarebbe pronta a prorogare per altri cinque anni i dazi antidumping sulle biciclette cinesi»

«senza parità di condizioni, i produttori cinesi invaderebbero il mercato in Ue»

mercoledì 24 aprile 2019

Unione Europea. Iva. Nel Regno Unito quella ridotta è al 5%. Noi, ovviamente ....

Giuseppe Sandro Mela.

2019-04-24.

2019-04-20__Uva__001

L’Iva, imposta sul valore aggiunto, è un’imposta indiretta sui consumi. Il valore aggiunto rappresenta il contributo alla formazione del prodotto (reddito) nazionale di ciascun operatore economico. Il PIL altro non è che la somma dei valori aggiunti generati nell’economia in un dato periodo.

Con l’obbligo di rivalsa si impone a ogni soggetto economico di addebitare, attraverso la fattura, un’imposta proporzionale al corrispettivo nel momento in cui cede un bene o presta un servizio; con la detrazione si riconosce al medesimo la facoltà di versare all’erario soltanto la differenza fra quanto acquisito e quanto assolto a titolo IVA sugli acquisiti di beni o di servizi inerenti alla propria attività economica.

sabato 16 marzo 2019

Mentre tutti parlano del clima e di Greta ...LA BOMBA EUROPEA SUGLI NPL: SI VUOLE VOTARE SENZA CONOSCERNE LE CONSEGUENZE!



Il primo aprile andrà, in modo affrettato ed  all’ultimo momento, in votazione la proposta di direttiva sulla “Gestione dei crediti e la creazione di un mercato unico per gli Non Performing Loans”; cioè le sofferenze. La direttiva viene  presentata all’ultimo minuto ed il presidente del relativo comitato, Gualtieri, Partito Democratico, ha fretta di farla votare.
La finalità della direttiva è quella di creare un bel mercato europeo unico degli NPL con

sabato 9 marzo 2019

PASTORI SARDI: ACCORDO O MISTIFICAZIONE?

 di Nino Galloni.

Raggiunto un accordo grazie a quei due centesimi in più. Fu vera gloria? Mah, ritengo che siano maturi i tempi – pure per questo governo – per affrontare le tematiche tenendo conto dei paradigmi, non solo delle contingenze: i produttori devono, sì, tener conto dei mercati, ma non diventare schiavi. Qual è la differenza?

martedì 16 ottobre 2018

Brexit : "horror scenario" ma non per gli inglesi, ma per i tedeschi

Giuseppe Sandro Mela.

2018-10-16.

2018-10-13__Brexit__001

Per anni, dopo il referendum inglese per lasciare la Unione Europea, eurocrati e politici tedeschi si sono sgolati ad ammonire paternamente e più o meno bonariamente gli inglesi che la Brexit li avrebbe ridotti alla fame, alla miseria più nera, alla più tetra e cupa disperazione.

Nelle trattative con gli inglesi sia Mr Juncker, sia gli eurocratici, sia Frau Merkel ostentarono una tetragona chiusura ad ogni possibile accordo ragionevole: si comportarono, e si stanno ancora comportando, come femmine isteriche che il partner ha mandato al diavolo. Una faccenda che con un minimo di savoir-faire sarebbe stata risolta in pieno spirito di amicizia e collaborazione. In fondo, gli inglesi altro non chiedevano che di essere trattati da persone umane, rispettando le loro tradizioni, quelle giuridiche in primo luogo.

L'intransigenza di Mr Hollande prima, di Mr Macron dopo, e di Frau Merkel derivava dal fatto che presumevano, in modo erroneo, che i rispettivi Elettorati li avrebbero sempre sostenuti alla grande. Errore di valutazione che si è rivelato essere fatale.

Mrs May ha condotto con grande abilità le trattative alle lunghe.

Intanto, la popolarità di Mr Macron si avvia alla 'one-digit pecentage' e Frau Merkel. reduce dalla débâcle del 24 settembre dello scorso anno si appresta a subire altre cocenti sconfitte a giorni, in Baviera prima ed in Hessen dopo. In Europa contano oramai ben poco, anche se pur sempre di più di Mr Junker, i cui momenti di sobrietà stanno diventando sempre più rari.

Con le nuove elezioni europee del prossimo anno una eurodirigenza rinnovata nelle persone e nelle idee potrebbe benissimo trovare con gli inglesi accordi soddisfacenti.

In una Unione Europea formata da una confederazione di Stati Sovrani legati da un mercato comune di libero scambio e senza interferenze improprie delle Corti Europee, il Regno Unito ci starebbe più che bene.

venerdì 15 giugno 2018

Russia - Cina : accordo per costruire reattori nucleari di nuova generazione

Giuseppe Sandro Mela.

2018-06-15.

Cina. Centrali atomiche. 001

La Cina è un paese da oltre un miliardo e trecento milioni di abitanti: nel breve volgere di trenta anni è passata da un paese misero ad essere la prima potenza economica mondiale, se misurata come pil ppa.

Di questi tempi ha varato un grandioso progetto per fare emergere dalla povertà nella fascia della classe media circa seicento milioni di persone. Si delinea quindi un mercato interno di dimensioni quasi eguali a quelle di tutto l'occidente considerato assieme.

Cina ed emersione dalla povertà rurale.

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A parte il carbone, la Cina non dispone di significative quantità di energetici estrattivi, ed infatti è il maggiore importatore mondiale di petrolio e gas naturale.

Dimenticate Russia, Arabia, Iran, Opec. È la Cina che fa i prezzi del petrolio.

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Per queste considerazioni la Cina ha come passo obbligato il dotarsi di una consistente quantità di centrali atomiche.

Cina. Centrali elettriche nucleari. 37 reattori attivi, 60 in costruzione, 179 programmati.

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«China’s nuclear industry has grown from its experience importing technology sold by foreign companies hoping to benefit from booming demand in the world’s largest energy consumer»

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«The nation’s ambitions to build out its nuclear power industry at home, and sell its own technology abroad, is beginning to overcome cost overruns and tighter regulations.»

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«Deal signed in Beijing to build four Rosatom-designed reactors. Nations set to build two VVER-1200s at Xudabao, two at Tianwan»

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«China has agreed to pursue building next-generation nuclear reactors designed by Russia’s Rosatom Corp., the latest player seeking a boost for its new technology from China’s embrace of atomic power»

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«The agreements are worth more than 20 billion yuan ($3.1 billion) and total construction costs could exceed 100 billion yuan, according to China National Nuclear Corp., adding it’s the biggest nuclear pact ever between the two countries»

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«As part of the agreements signed Friday, the countries will seek to build two Russian VVER-1200 units at the Xudabao power plant in China’s Liaoning province and two more at Tianwan in Jiangsu, according to a statement from Moscow-based Rosatom»

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Questa notizia dovrebbe dare da pensare a molti.

Sul mercato mondiale l'occidente è rappresentato soltanto dalla Westinghouse Electric Co., la quale però sta vincendo sempre meno commissioni e virtualmente è impossibilitata a costruire reattori in patria. In una situazione del genere i suoi prodotti diventano presto obsoleti e poco competitivi.

Se è vero che la Korea del Sud riesce ancora a reggere sul mercato del nucleare, sarebbe altrettanto vero constatare come sia specializzata in reattori atomici di bassa - media potenza. Un'offerta che può soddisfare molte esigenze locoregionali, ma non certo le richieste energetiche della Cina.

A parte il fatto che i reattori della Rosatom siano allo stato dell'arte, in pratica sono gli unici acquistabili sul mercato e con solide garanzie della manutenzione.

La prima centrale nucleare in Egitto a firma russa

La politica nucleare di Putin tra Nordafrica e Medio Oriente

Nucleare: Intesa tra Russia e Sud Africa per la costruzione di nuovi reattori nucleari (9,6 GW)

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L'occidente ha abbandonato per motivazioni ideologiche un settore altamente strategico nelle mani dei russi e dei cinesi.

È stato dissipato un know-how di difficile e costosa acquisizione con una leggerezza difficilmente comprensibile.


→ Bloomberg. 2018-06-09. Russia Joins China's Race for Next-Generation Nuclear Reactors

- Deal signed in Beijing to build four Rosatom-designed reactors

giovedì 3 novembre 2016

C'è anche chi

C'è anche chi se ne strasbatte i coglioni, e pensa a vivere nel miglior modo possibile.
Forse stufo di sentir parlare di migranti, arcistufo di venir accusato di poca o scarsa sensibilità per i problemi altrui , minacciato che se non collabora e non accoglie, quei problemi e questioni che oggi appartengono in buona parte ad altre persone , a breve ricadranno anche sulle sue spalle, ecco che applicando la regola del carpe diem uno dice a se stesso "voglio vivere".
Ed è così che si partorisce la decisione di prendere baracca burattini o solo una valigia e partire: ed è sempre con quello spirito che si decide, forse mettendosi un cappio al collo, di aprire o cominciare un'attività per conto proprio o con chi se la sente di rischiare.
Di certo chi ancora si sente in ballo, chi viene trascinato in questo vortice di incertezze, non può stare ad aspettare i famosi "tempi migliori": non sai questi tempi migliori arriveranno, se ci saranno dei cambiamenti che potrebbero o no essere a tuo vantaggio; perciò occorre darsi una mossa.
E la mossa , quella giusta, può essere anche armiamoci e partiamo, dove forse potremmo anche essere apprezzati e non schiavizzati.
Peccato che queste chance valgano per chi ha dei talenti e non per quelli , come me , che sono rimasti indietro e, ad esempio, non parlano le lingue, non hanno manualità o ce l'hanno scarsa, non hanno titoli particolari , in poche parole non sono in possesso dei requisiti che il mercato ,oggi, richiede.
Un po' come certi migranti che, qui da noi, vuoi perché non conoscono l'italiano, vuoi perché non hanno attitudine ad apprendere ma sopratutto non hanno neanche i titoli di studio richiesti o equipollenti, non sono utili e restano ai margini della società.
Inventarsi qualcosa, un lavoro, con le difficili regole per accedere al credito, non è facile: ci sto provando e vi farò sapere. 
Incrocio le dita e tutto il resto. 

lunedì 29 agosto 2016

La macchina della solidarietà: chi la guida e chi sono i passeggeri?

Non è certo da oggi o a causa del recente terremoto o per il continuo arrivo di migranti , che mi sono posto la domanda che ho messo come titolo del post.
Semmai è da anni, da quando in rete si pensava solo ad Arafat e Bin Laden, alle torri gemelle o a Saddam e Bush, che mi chiedevo: come mai la gente lascia che possano chiudere, fallire, delocalizzare le aziende? 
Come mai nessuno si chiede perché i negozi in città abbassano le serrande e persone titolari di aziende o perseguitati dal fisco o dalle finanziarie si suicidano? 
Alcuni , in verità, se lo sono pure chiesto, e io sono tra questi, e da tempo mi batto perché si faccia chiarezza o almeno si individuino alcune delle cause.
Non solo: mi sono chiesto perché mai un tg o giornale o un'associazione non abbiano mai promosso una colletta , una raccolta di fondi, per dare una mano ad aziende , per non farle chiudere; o a imprenditori e persone in difficoltà, per far in modo che non si suicidino.

martedì 9 ottobre 2012

Perchè dovrebbe interessarti?

Anni addietro, quindici anni fa e anche più, quando operavo in un negozio, spesso mi infastidiva il fatto che alcuni professionisti, commercialisti o ragionieri, avvocati o notai, agenti immobiliari ,scuole e comuni, acquistassero mobili e arredi dai vari mondo office o su altre riviste: dicevo tra me , che io e altri negozi di mobili, eravamo lì, su piazza, e potevamo essere o divenire, anche loro clienti. Perchè mai,allora, costoro compravano per corrispondenza? Senza aver visto prima la merce?Accadeva talvolta che per ricambi vari,invece si rivolgessero in negozio, inventando storie sulla provenienza della merce che, logicamente, era sempre frutto di un regalo o un acquisto remoto. Oggi invece siamo in presenza di storie simili ma con sfumature diverse e più sinistre. Infatti

martedì 18 settembre 2012

La legge del "ma anche"

Trattasi di una legge non scritta ma pur sempre rispettata e criticata. E chi la critica lo fa perchè super partes, o meglio ancora non è toccato da "lei". Se la applicassimo al caso Fiat, scopriremo che si dicono un sacco di cose su questa azienda: che l'azienda ha preso un sacco di soldi, che ha ricevuto gratis o quasi l'Alfa Romeo da Prodi, che ha piegato i sindacati, e sopratutto che ha  sempre fatto e ottenuto ciò che voleva.Ma anche (ecco la legge che viene fuori) che i governi e i sindacati non hanno saputo tenere testa a questi veri e propri ricatti. Se si vuole ripassare la lezione è bene sapere che l'azienda ha curato soltanto i propri affari,facendo le cose che le conveniva fare: ecco perchè ci ha messo anni a realizzare un coupè diesel, anche quando aveva il modello denominato "coupè" che ,oltre a bere molta benzina, non è mai stato presentato come un modello alternativo o innovativo. A livello di marketing, pur avendo avuto idee, queste non sono state sviluppate a dovere: da ciò che so, solo la tecnologia multijet ha portato lustro all'azienda.Mentre sul fronte auto, sui modelli, questi sono sempre stati presentati incompleti, poco accessoriati, e quindi poco appetibili: eppure a volte basta poco per rendere un modello piacevole o essere innovativi. Prendiamo la Panda, ad esempio: come mai non viene offerta di serie con tutto ciò che un cliente chiederebbe? E come mai non anticipare le richieste? Quando per due volte sono stato chiamato dal servizio clienti, mi sono lamentato di come i modelli sono presentati dai concessionari, dai venditori, ma anche (ecco che la legge ritorna) di come l'azienda presenta i modelli e dei prezzi che questi,poi, raggiungono quando diventano (con tutti gli accessori con cui le altre case automobilistiche "dotano" i propri modelli) o diventerebbero interessanti. Prezzi alti e fuori mercato, venditori che ne sanno meno di un depliant pubblicitario. La Panda, per esempio, dovrebbe avere i fari fendinebbia,il tetto apribile,  l'esp, i vetri elettrici posteriori, i sedili posteriori a scomparsa e regolabili/scorrevoli separatamente, almeno 6 airbag + quello per le ginocchia, e tutto ciò di serie. Motori ,a parte il diesel, che bevano poco, e versioni con un buon cambio automatico. La 500 idem come sopra, ma con un prezzo che faccia concorrenza ai modelli delle aziende concorrenti, come Mini o Maggiolino: se devi costare molto di più, nessuno ti fila. Come marketing poi è brutto essere consegnati mani e piedi a delle finanziarie (esterne) strozzine: se mai offrimi minirate e maxi rata rifinanziabile.E' vero che ,poi costerebbe di certo, di più, ma per permettere di rimettere in moto il mercato, il tuo parco auto devi "farlo fuori" : e non sono di certo io che devo insegnare che è meglio avere la merce fuori dal negozio, pagata anche un po' per volta, piuttosto che avere giacenze che l'ufficiale giudiziario mi porta via per un pezzo di pane (lasciandomi,intatto, il debito:oltre il danno, la beffa). Tra l'altro essersi tolti dal groppone un bel po' di auto, è un modo per riattivare il mercato. La loro tecnica di marketing è quella vecchia già vista nel passato e che hanno utilizzato anche negli Usa e proprio per la 500: cioè caricare di auto i concessionari. Come?Come ha fatto l'Olivetti negli anni 70 e 80, obbligando con contratti capestro i propri concessionari (non esclusivi, tra l'altro) ad avere sempre tot di modelli in casa, e con l'invio mensile di macchine da scrivere e da calcolo, fotocopiatori , "come già concordato" e con pagamenti le cui scadenze, prima o poi ,arrivano.Loro hanno già scontato le fatture, tu rimani debitore e insolvente, e prima o poi fallisci. Quante concessionarie di auto hanno chiuso o dovranno chiudere?Tante con sistemi del genere e che,a quanto si sa, non sono una prerogativa del modo di gestire Fiat,ma qui da noi in ogni caso è assai comune vedere? In altri settori cose del genere sono sempre esistite: dal rappresentante di abbigliamento che ti carica di 6 o 12 per tipo e taglia e colore, per passare al mobiliere che viene convinto a campionare cucine o divani .Il punto è che il rappresentante sa che quel cliente è un cattivo pagatore perchè, poveretto , è in difficoltà: come oggi sono tanti negozianti e dei settori più diversi. Allora ci sono, oggi, come è avvenuto ieri, aziende che "danno la merce in conto vendita" o in "conto visione", mentre anni fa ti mettevano il coltello in gola e se volevi la merce dovevi pagare in contanti, allo scarico con assegni postdatati, con riba ma solo se sei affidabile e affidato da un'azienda che assicura il credito. Questa era ed è la realtà.Ma,dirà qualcuno, è un mondo orribile, e non è possibile lavorare così: allora,dico io, c'è sempre il supermercato che proprio in Germania vende anche auto e a costo anche inferiore ai concessionari (vedi il caso VW Golf, ultima serie, con tanta rabbia dei concessionari ufficiali): i supermercati vendono anche mobili, divani e tutto,vernici e vestiti.Comprate lì le vostre cose, le cose che vi servono e lasciate morire i negozianti tradizionali. Io non lo farò, non compro nei supermercati per principio. Tornando alle politiche del ma anche, e della Fiat in particolare, alcuni errori sono stati commessi allorchè non si è investito nei modelli di classe media, come la Golf: anche lì mentre questa ,al pari di Megane o di Astra, è una gamma completa, c'è la station wagon, c'è a tre e cinque porte, con motori di ampia scelta sia come alimentazione che come cilindrata, la nostra casa che fa? Ti presenta la Bravo,e ti offre qualche alternativa con Lancia e Alfa:ma non ottiene i risultati voluti e dovuti, cioè non sei alternativa nè innovativa. Nè dai dei punti a livello di tecnologia agli altri o,se anche così fosse, non li sai nè esporre nè valorizzare. Se hai di più e di meglio, dimostralo. Se gli altri, sopratutto VW mettesse in campo le alternative tipo Seat o Skoda, ci fanno un mazzo grande così. E anche loro, a mio avviso, sbagliano politica, perchè creano dei doppioni e ci sono vere e proprie sovrapposizioni che sono inutili e dannose. E se alcuni,ad esempio, non comprano Skoda ,è solo perchè si ricordano del vecchio modello degli anni 70.Figuriamoci se uno,oggi, rispolverasse il marchio NSU e ci volesse vendere una Prinz, o qualcuno ne viene fuori con una Simca 1000: lo mandi a quel paese. Ora secondo me la scelta di come muoversi, per quanto ormai i buoi siano scappati dalla stalla, è quella di offrire qualcosa di diverso e low cost, un po' come sta facendo Renault con Dacia: se separa nettamente i livelli di finuture e di personalizzazione, farà bene. Così compri la Dacia perchè costa meno ma ha una dotazione di sicurezza e affidabilità accettabili, anzi buone: l'esp deve essere di serie, al pari del climatizzatore che non offrirai,nemmeno come accessorio bi zona. Se invece fai ,secondo me , l'errore fatto da VW con Skoda o Seat, rischi di trovarti dei modelli in sovrapposizione, cannibali gli uni con gli altri. E' vero che o vendi uno o l'altro, ma si crea un po' di caos, sopratutto con prezzi e caratteristiche assai simili. La Fiat con Lancia avrebe dovuto puntare sulla qualità ,sul comfort,e sui modelli medio alti e alti; con Alfa, invece , solo sui modelli sportivi (si lo so che Lancia aveva la HF e la Stratos) magari anche solo qualcosa in stile "osso di seppia" e i fuoristrada . Mi direte che avrebbe venduto meno? Non lo so, ma almeno avremmo sia in patria che fuori, distinto e capito, che cosa fa una e cosa fanno le altre. E possibilmente anche una certa cura nella distribuzione. Che poi alcuni modelli non andassero realizzati è vero: l'Idea o la Multipla, piuttosto che la Stilo.Ma appunto ciò si aggiunge al discorso dei doppioni , della mancanza o cancellazione di identità con la soppressione della personalità. Ecco che le monovolume avrebbero potuto essere marchiate e curate da Lancia, mentre Fiat avrebbe dovuto fermarsi a Panda, 500 e Punto. Lo dico come ipotesi, non sposando l'idea che i modelli realizzati siano quelli giusti. Ora si è colpevoli, come politici e come governo se non si riprende in mano la situazione e la gestione aziendale: che si trovi un sistema per cacciare via i Marchionne e quelli come lui che hanno affossato le fabbriche. Questo soltanto se si pensa che sia strategica e importante un'azienda come il gruppo Fiat. Se invece si ritiene che morto un papa se ne fa un altro, allora che vada via la Fiat ,anche se dovesse lasciare un mare di disoccupati incazzati come bisce: vuol dire che i politici e il governo  hanno qualche asso nella manica. In verità avrei molti dubbi in proposito. Uno come Monti che non stimola il mercato, uno che mette altre accise, non abbassa o toglie direttamente certe imposte, che non fa accedere al credito le piccole e medie imprese, uno che sen strafrega se le aziende falliscono o delocalizzano (in entrambi i casi perdiamo i versamenti contributivi e le entrate di iva e di imposte), lui sì che ha la soluzione: farà gravare su tutti noi il costo sociale dei licenziati.Come? Forse con accise o forse con prelievi ,forzati, notturni. La Fiat vista con altri occhi ,immagino quelli del M5S ad esempio, è da lasciare perdere perchè, ed è un po' anche la fissazione di certi movimenti ecologisti che pensano che il mercato delle auto sia finito: a supporto c'è il famoso picco del petrolio, le risorse fossili in generale in fase di esaurimento, l'inquinamento e la spinta a considerare un altro modo di vedere e vivere la vita. Ora è inutile dire che sono contrario a queste valutazioni e ,pur credendo giusto dover ridimensionare motori e ridurre i consumi, non mi piacciono le imposizioni e i diktat sopratutto perchè memore dei suggerimenti di Ciampi, essere flessibili, o di Monti , essere competitivi:pensieri, frasi, di persone che mai e poi mai hanno svolto professioni che richiedessero competizione e concorrenza. Non hanno mai gestito, che so, un bar o una pizzeria, piuttosto che una libreria, quindi non sanno cosa vuol dire alzarsi alle 5 del mattino per andare a cercare di "farsi la giornata", ma forse le poche volte che lo hanno fatto è stato per prendere qualche aereo e farsi un bel viaggio a spese altrui. Ora ricevere consigli è un conto, imposizioni un altro: anche qui da noi cercano di importi l'uso degli autobus, ben sapendo che il costo ,oggi come oggi, è elevato (1,20 per 90 minuti e non su tutte le tratte), spesso si fanno brutti incontri (zona stazione e periferiche e in orario dopo le 19), oltre a non sapere dove lasciare posteggiata l'auto con la speranza di ritrovarla integra e non circondata da venditori ambulanti / parcheggiatori abusivi che ti impongono un altro pizzo.  Concludo con un pensiero rivolto a chi,come me, non ha avuto la possibilità di riprendere a lavorare perchè marchiato a fuoco dal fallimento, da due o tre protesti (anno 2001 salvo errore), e dalla ovvia sfiducia delle banche: non parlo di mecenati o pigmalioni di cui non conosco l'esistenza, e che non credo amino il mondo dell'arredamento. C'è stato un tale che era interessato ad aprire un negozio, che mi aveva invitato a fare calcoli, progetti, mi aveva pure chiesto di cercare un buon locale, e il tutto con oculatezza e attenzione: infatti non ero nè sono il tipo che gonfia i conti o che,se pagano gli altri "si allarga". Anzi, avevo trovato dei locali già pronti, ubicati bene, e c'erano diverse alternative. Sembrava tutto pronto e poi, niente. Una delusione in più anche perchè per me sarebbe stata l'occasione per evitare di riprendere a percorrere migliaia di km sulle strade. Capiterà ancora di essere preso in giro o illuso, ormai ci ho fatto l'abitudine.   

lunedì 3 settembre 2012

Sovranità monetaria

articolo molto interessante con "spunti" importanti. buona lettura.
Alcuni lettori chiedono notizie sulla mia salute e li ringrazio. A seguito dell’amputazione ho avuto due versamenti di liquido nel polmone sinistro, quello sano, cioè mai colpito da niente. Con due toracentesi sono andato a posto. Proseguo la cura Di Bella intensivamente, anche a scopo cautelativo, perché i grandi interventi chirurgici possono provocare ricadute, ed ogni giorno rilevo un miglioramento generale. Si può dire, incrociando le dita, che mi sento bene.

I primi 8 mesi del 2012 sono stati devastanti per l’economia del nostro Paese – e per quella della società occidentale nel suo complesso. Tutti lamentano una crisi economica – a parte una fascia di popolazione in sicurezza per sé e per i figli (e i nipoti?) – classe media immiserita, attività che chiudono, ristoranti vuoti, vacanze di 2/3 giorni.

domenica 19 agosto 2012

Ladri di alto bordo saccheggiano l'Italia

Per vedere cosa c’è sotto il proprio naso occorre un grande sforzo. (G.Orwell)

Ogni governo può creare, emettere e far circolare tutta la valuta ed il credito necessari per soddisfare le proprie necessità di spesa ed il potere d’acquisto dei consumatori (Abraham Lincoln, XVI presidente degli Stati Uniti)
Lo scopo di questo post è quello di spiegare come una banda di banchieri, riuniti in società più o meno segrete come il Bilderberg, utilizzando uno schema ripetitivo, distruggono le democrazie del mondo, per appropriarsi dei loro beni pubblici ed avere il pieno controllo dell’economia mondiale.
L’arma che questa banda di banchieri utilizza per derubare il mondo non è una

martedì 24 luglio 2012

Purtroppo chi dà consigli dimentica tante cose

Viene difficile spiegarsi nei post perchè poi quando inizio a scrivere la mente viaggia, a volte, e insegue particolari, per cui gli effetti poi si leggono.Ma vengo al sodo: due cosette mi hanno incuriosito di recente. La prima è che anche Cagliari, la mia cittò,avrà ahimè la sua giornata senza auto.E quando, di grazia? In autunno, a occhio e croce, o a fine estate di sicuro: in quanto si pensa di dotare la città di altre piste ciclabili, o meglio, di ricavarle restringendo ulteriormente le già strette vie. Logicamente chi conosce la città sa che sorge,anch'essa, su sette colli, e che quindi il piacere di non dover usare l'auto è destinato a chi ne può fare a meno. E ora entro nel vivo della mia piccola,quanto inutile , polemica.