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lunedì 6 maggio 2019
mercoledì 24 aprile 2019
Merkel. La fronda vorrebbe farla fuori.
Giuseppe Sandro Mela.
2019-04-24.
Luigi di Borbone, principe di Condé. Versailles.
Ogni potere assoluto, de iure o de facto, genera di per sé stesso movimenti avversi dei quali la fronda fu a giusto titolo uno dei più famosi, anche se alla fine le sue ambizioni si infransero nella Battaglia delle Dune.
Sotto il regime di Frau Merkel la Germania è stata gestita con mano di ferro e Weltanschauung liberal.
Se nel 2011 il pil tedesco era 3,761 miliardi Usd, a fine 2018 valeva 4,000 miliardi Usd: praticamente invariato, mentre quello americano e cinese era cresciuto notevolmente.
Ma non è solo l’economia entrata in stagnazione a caratterizzare la Germania attuale. La crisi è politica, ed anche profonda. Nelle elezioni del 24 settembre 2017 i partiti tradizionali, Cdu ed Spd hanno subito una débâcle clamorosa. Il quadro partito è andato parcellizzandosi, l’Spd ha regolarmente perso le successive tornate elettorali nei Länder, tenendo così buona compagnia alla Cdu in rotta.
L’Asse francogermanico si è rotto, e l’essersi appiattita sulle posizioni di Mr Juncker ha accentuato l’isolamento internazionale tedesco, già in rotta di collisione con gli Stati Uniti di Mr Trump.
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giovedì 7 marzo 2019
Orbán rimpatria in Ungheria gli ungheresi emigrati in Venezuela.
Giuseppe Sandro Mela.
2019-03-07.
I liberal socialisti si stupiscono ogni giorno che passa del fatto che l’Elettorato europeo abbia loro voltato le spalle e che non li amino, non li gradiscano più. Ultima giusto ieri la Estonia.
La superbia è un vizio terribile. Dapprima si limita ad una esagerata stima di sé e dei propri meriti (reali o presunti), che si manifesta esteriormente con un atteggiamento altezzoso e sprezzante e con un ostentato senso di superiorità nei confronti degli altri: un vero e proprio razzismo. Quindi si distilla nella sua essenza: in una considerazione talmente alta di sé stessi da giungere al punto di stimarsi come principio e fine del proprio essere. Mr Macron è un fulgido esempio.
martedì 5 marzo 2019
Bruxelles. Laura Kövesi. Ricordatevi bene questo nome.
Giuseppe Sandro Mela.
2019-03-04.
Di Mrs Laura Codruta Kövesi abbiamo già dovuto occuparcene.
Manco a dirlo, è la candidata dei liberal socialisti, di Mr Juncker e di Mr Tusk, alla carica di capo della Procura Europea.
Unione Europea. Quella cesta di serpi velenosi vorrebbe colpire ancora.
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lunedì 4 marzo 2019
Europarlamento. EPP. Raggiunto il quorum per scacciare Mr Orban.
Giuseppe Sandro Mela.
2019-03-04.
Il Partito Popolare Europeo ha in questo parlamento 216 / 751 seggi: nelle proiezioni elettorali dovrebbe scendere a 176.
Al momento ha 14 / 28 membri nella Commissione Europea, 8 / 28 nel Consiglio Europeo, 125 / 344 nel
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martedì 16 ottobre 2018
Brexit : "horror scenario" ma non per gli inglesi, ma per i tedeschi
Giuseppe Sandro Mela.
2018-10-16.
Per anni, dopo il referendum inglese per lasciare la Unione Europea, eurocrati e politici tedeschi si sono sgolati ad ammonire paternamente e più o meno bonariamente gli inglesi che la Brexit li avrebbe ridotti alla fame, alla miseria più nera, alla più tetra e cupa disperazione.
Nelle trattative con gli inglesi sia Mr Juncker, sia gli eurocratici, sia Frau Merkel ostentarono una tetragona chiusura ad ogni possibile accordo ragionevole: si comportarono, e si stanno ancora comportando, come femmine isteriche che il partner ha mandato al diavolo. Una faccenda che con un minimo di savoir-faire sarebbe stata risolta in pieno spirito di amicizia e collaborazione. In fondo, gli inglesi altro non chiedevano che di essere trattati da persone umane, rispettando le loro tradizioni, quelle giuridiche in primo luogo.
L'intransigenza di Mr Hollande prima, di Mr Macron dopo, e di Frau Merkel derivava dal fatto che presumevano, in modo erroneo, che i rispettivi Elettorati li avrebbero sempre sostenuti alla grande. Errore di valutazione che si è rivelato essere fatale.
Mrs May ha condotto con grande abilità le trattative alle lunghe.
Intanto, la popolarità di Mr Macron si avvia alla 'one-digit pecentage' e Frau Merkel. reduce dalla débâcle del 24 settembre dello scorso anno si appresta a subire altre cocenti sconfitte a giorni, in Baviera prima ed in Hessen dopo. In Europa contano oramai ben poco, anche se pur sempre di più di Mr Junker, i cui momenti di sobrietà stanno diventando sempre più rari.
Con le nuove elezioni europee del prossimo anno una eurodirigenza rinnovata nelle persone e nelle idee potrebbe benissimo trovare con gli inglesi accordi soddisfacenti.
In una Unione Europea formata da una confederazione di Stati Sovrani legati da un mercato comune di libero scambio e senza interferenze improprie delle Corti Europee, il Regno Unito ci starebbe più che bene.
lunedì 1 ottobre 2018
LIBERO SCAMBIO UE-GIAPPONE : PIL DA EXPORT IN PANCHINA PER IL MADE IN ITALY CASEARIO
Non mi pare tutto rosa e fiori:giudicate voi.

Ospito nuovamente sulla mia pagina un interessante articolo dell’amica Valentina Lucarelli Consulente legale, specializzata in Diritto alimentare e blogger www.ilcibochetiama.com che si occupa principalmente di difesa del Made in Italy
Tokyo 17 luglio 2018, firmano il JEFTA 3 parti : il Premier Giapponese, il Presidente del Consiglio Europeo e il Presidente della Commissione UE, rispettivamente Tusk e Junker che hanno espresso pubblicamente compiacimento per “Il momento storico (…), tappa epocale per il commercio mondiale”, criticando contestualmente il protezionismo di Trump. Segue all’Accordo la fase di ratifica in sede di Parlamento Europeo.
Il Japan-EU Free Trade Agreement entrerà in vigore a Marzo 2019, ricomprende tra l’altro anche l’EPA , testo redatto in Commissione UE già a gennaio 2018, per il libero scambio eliminando dazi e altre barriere commerciali.
Da commercio di libero scambio nel mercato interno comune su cui si fondano concettualmente i Trattati istitutivi dell’Unione Europea, a un mercato globale mondiale per i sempre più frequenti, quanto funghi dopo la pioggia, Accordi di libero scambio con Stati Extra UE, come Canada e Mercorsur (Sud America), ecc.
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giovedì 19 luglio 2018
Cina . Ceec 16 + 1 . L'occidente inizia a preoccuparsi
Giuseppe Sandro Mela.
2018-07-19.
Nell’attesa che, a Dio piacendo, l’Unione Europea si liberi di Mr Juncker e di Mr Tusk, e magari anche della ingombrante presenza di Frau Merkel, la Cina prosegue imperterrita la sua penetrazione dell’Europa dell’est.
Questo incipit apparentemente tranchant constata come gli umori attuali del corpo elettorale si siano distanziati da detti personaggi in modo così marcato da renderli sicuramente legalmente in opera, ma screditati politicamente: rappresentano sé stessi, non l’Unione Europea.
China’s European Diplomacy
What Is China’s Objective With the 2018 16+1 Summit?
Cina. Ulteriore potenziamento del Ceec, Europa dell’est.
Cina e Slovenia. Laboratorio di supercalcolo in Ljubljana.
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«Sofia, Bulgaria hosted the annual China-CEEC think tank conference on June 29 under the theme of “Advancing 16+1 Cooperation Platform – the Way Ahead.” The conference was part of the official calendar of events of the 7th CEEC-China 16+1 Summit»
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«The 16+1 was established in 2012 as a multilateral platform facilitating cooperation between China and 16 Central and Eastern European countries (CEEC).»
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«In recent years, the platform’s summits have attracted a lot of attention, especially in Western Europe»
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«The intensifying level of engagement between the 16 countries in the CEE region and China has considerably alarmed Brussels and Berlin»
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«Many Western European observers and policymakers have raised concerns about the potential risks of growing Chinese presence in Eastern Europe, claiming that Beijing’s major interest in engaging with the region is a part of its long-term strategy to undermine EU unity»
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La dirigenza dell’Unione Europea ed i capi dei Governi delle nazioni più ricche stanno guardando con crescente apprensione il consolidarsi dei rapporti commerciali della Cina con i paesi dell’est europeo. Temono, a ragione, che alla lunga il baricentro politico ed economico si sposti verso la Cina.
Questi timori stanno aumentando giorno per giorno, e più che a ragione. Ma nella realtà dei fatti la Cina, nel costituire il Ceec, il 16 + 1, ha occupato uno spazio lasciato vuoto dall’Unione.
L’errore di maggiore portata è stato quello di voler imporre la propria Weltanschauung a paesi che proprio non ne volevano sapere.
martedì 6 marzo 2018
LA UE HA IL DITTATORE. E NON VI HANNO AVVERTITO.

Ancor prima di inaugurare il suo quarto mandato, Angela Merkel ha messo a segno un altro colpo decisivo per l’assoluto potere tedesco in Europa: la nomina di Martin Selmayr, suo uomo, del CDU, feroce anti-italiano, a Segretario Generale della Commissione Europea. Una elevazione per mezzo di trucchi all’apice della burocrazia burocratica insindacabile, vero governo e “deep state” della UE: Selmayr ha sotto di sé 33 mila dipendenti; “duro, invasivo, autoritario, prevaricatore”, per le sue mani passano obbligatoriamente tutti i dossier che contano; ovviamente è anche lui che fa le pulci ai bilanci nazionali, e il nostro non gli piace. Sua caratteristica, l’arrogante e continua ingerenza e sconfinamento nella politica propriamente detta: basta dire che questo burocrate da nessuno eletto sta imponendo come capolista del PPE (Partito Popolare Europeo) il politico francese Michel Barnier, di cui lui stesso ha favorito l’ascesa (facendone il negoziatore della Brexit), con la scusa che Barnier è Macron-compatibile, ma in realtà perché è un burattino nelle sue mani.

Come sempre quando il potere tedesco sconfina nell’illegalità, anche in questo caso la Merkel non si è sporcata le mani direttamente; ha fatto “promuovere” Selmayr da Juncker. L’illegalità sta nel fatto che Juncker dovrebbe nominare il segretario generale scegliendolo fra i direttori generali o aggiunti; invece Selmayr era il suo capo di gabinetto, non aveva titolo di direttore. Un caso di nepotismo, ma in qualche modo a rovescio: Juncker, deve alle trame di Selmayr la sua ascesa a capo della Commissione, il “governo” della UE; lo ha letteralmente “inventato” come candidato nel 2014. In cambio, Juncker – che sappiamo spesso ubriaco – ha sempre lasciato dirigere al suo servo-padrone l’istituzione: infatti Juncker “non ha mai presieduto una sola volta le riunioni di gabinetto”, ha rivelato Libération: “e tutti quelli che vogliono accedere al presidente, compresi i capi di Stato e di governo, devono passare per Selmayr” .
E’ stato un golpe da harem ottomano
La presa di potere nella UE ha avuto il carattere di un putsch, fra trame occulte, scambi di favori fra eurocrati e colpi di mano che definire “da basso impero” è offensivo per il basso impero; bisogna evocare qui la corte imperiale cinese o l’Harem ottomano, il che rivela il punto di marcescenza e corruzione cui è giunto il potere incontrollato e anti-giuridico dell’eurocrazia di Bruxelles, fra giannizzeri ed eunuchi di corte. Solo un caso fra tanti: Selmayr ha scavalcato i direttori generali (aventi titolo) con la complicità della direttrice generale alle risorse umane, la greca Irene Souka, che lui, diventato segretario generale, ha subito ricompensato in questo modo: tenendola nella lucrosa e influente carica anche dopo l’età di pensione, e prolungando ugualmente oltre la pensione quella del marito della Souka, il direttore generale all’energia,il francese Dominique Ristori. In pratica, il Segretario sta rendendo a vita le poltrone eurocratiche, una trasformazione della burocrazia sovrannazionale in sistema feudale-familiare da impero germanico, dove l’imperatore regala sinecure e feudi a vita a vassalli e valvassori fedeli.
E che fanno i politici? I gruppi dell’euro-parlamento hanno incaricato di indagare sulla promozione di Selmayr una commissione, quella del controllo del budget (sic) che però, guarda caso, è presieduta da una tedesca; e alla richiesta non si è accodato il PPE, il più potente dei gruppi, egemonizzato dalla la CDU della Merkel, che ne è il deus ex machina. Sapendosi intoccabile, l’arrogante super-eurocrate ha spostato il suo ufficio di Segretario Generale presso quello di Juncker: in modo che continuerà anche a presiedere le riunioni di gabinetto al posto dell’alcolista suo burattino. A giocare su due tavoli: insieme segretario generale e capo dello staff di Juncker, che , lui, nel 2019 non si candiderà e sparirà nel nulla.
“Una concentrazione di potere senza precedenti nella storia dell’istituzione – ha scritto Libération – dove il livello politico e il livello amministrativo sono stati separati da porte stagne [sì, come no]. Peggio: intende porre anche il servizio giuridico, fino ad oggi indipendente, sotto la sua tutela e nominarvi la sua creatura, Clara Martinez Alberola, nominata da Juncker proprio adesso suo numero due.

Insieme con l’avvenuta scelta di Luis De Guindos come vicepresidente della Banca Centrale Europea, che serve poi per mettere alla presidente della BCE un tedesco, ovviamente il capo della Bundesbank, è una vero e proprio totalitarismo compiuto quello che Berlino ha instaurato sopra i paesi e popoli europei.
La dittatura totalitaria, che gli ingenui antifascisti immaginano di essere pronti a rintuzzare – purché si presenti con stivali, divisa militare e baffetti – si presenta invece così, con una concentrazione di potere illegale e inaudita di un burocrate di cui non conosciamo la faccia, e se la vediamo in foto, non ci dice niente.
E anche questa volta, i nostri politici, le nostre opinioni pubbliche, e media, gliel’hanno lasciato fare. I giornali ne hanno parlato, anche se nelle pagine interne, ma i governanti, i parlamentari europei e nazionali, i Macron Gentiloni e i Rajoy, le Mogherini e i Tajani, silenzio: segno di una complicità profonda fra i “politici” – che vanno e vengono – e il superburocrate, inamovibile. Selmayr ha 47 anni. Resterà in carica almeno 20.
Germania, solo paese sovrano nella UE
E’ appena il caso di ricordare che la dittatura tedesca sulla Comunità Europea, e la complicità degli altri a questa deriva, non data da oggi.
Nasce negli anni 1990, quando un funzionario tedesco della Commissione Europea, probabilmente con le migliori intenzioni di opporsi al dirigismo e burocratismo ani-popolare, accusò davanti alla Corte Costituzionale di Karlsruhe il trattato europeo sulla moneta unica , sostenendo che era contrario alla Costituzione tedesca. La Corte di Karlsruhe sancì, invece, che il trattato non infrangeva la Costituzione tedesca – ossia la sovranità tedesca. Ma così, la Corte di Karlsruhe si è dichiarata anche la responsabile di ultima istanza per giudicare se un trattato europeo vincolante per lo Stato tedesco, e se potesse o no essere inserito nel sistema giuridico della federazione.
Un cambiamento epocale, dopo 40 anni di giurisprudenza europeista, che riteneva le leggi della Comunità superiori alle leggi nazionali, Di fatto, in tal modo, la Germania si dichiarava il solo stato sovrano dell’Europa. E mentre tutti gli altri stati europei, in particolare dopo il trattato di Maastricht nel 1993, accettavano di essere soggetti senza condizioni alle leggi UE. “Solo la Germania dichiarava così che il proprio diritto, in caso di conflitto, doveva prevalere”, ha scritto John Laughland: “Questo poneva la Germania, nei confronti del resto dell’Europa, in posizione non dissimile da quella che aveva la Prussia all’interno del Reich germanico dopo il 1871”.
Anche la nostra Corte Costituzionale, bastava facesse lo stesso. Che i nostri governi, esigessero l’uguaglianza giuridica di tutti i paesi membri: o anche la Germania soggetta alle normative europee, o nessuno. Stupidità, servilismo, “europeismo” angelistico, fiducia nella “bontà” tedesca? Idiozia pura. Ed eco la Germania di oggi
“il suo dominio è assoluto sull’Europa, mi scrive Nicolas Bonnal: “252 miliardi di eccedente commerciale. La Germania domina e controlla il continente rovinato dal suo euro, controlla le elezioni che non le piacciono (Portogallo e Grecia), le sopprime (Italia), o ordina per chi votare (Macron in Francia). Come ha ben visto Emmanuel Todd, la Germania dirige l’offensiva ad Est contro la Russia, perfino più di Donald Trump”, allineata col Deep State, mentre fa il doppiogioco mantenendo con la Russia rapporti economico-energetici di primo piano, mentre obbliga noi ad applicare le sanzioni americane.
Dal 1814, da quando ha sconfitto Napoleone, dice Bonnal, “la mira tedesca è liquidare la Francia, poi cacciare la Russia e la Gran Bretagna dal continente europeo sotto dominio tedesco. L’appetito ai tedeschi viene divorando. Balthazar Graciàn: è il difetto dei tedeschi, hanno un appetito divorante” ( Anche Dante vide soprattutto, come proprio del carattere tedesco, l’ingordigia: “tedeschi lurchi”).
Se un giorno l’armata dei russi invaderà l’Europa, dovremo salutarli come liberatori – noi schiavi non essendo stati capaci, per viltà, di liberarci da soli.
https://www.rischiocalcolato.it/2018/03/la-ue-ha-il-dittatore-e-non-vi-hanno-avvertito.html
venerdì 23 febbraio 2018
Dopo la perdita della sovranità monetaria e nazionale, ecco la perdita di quella "alimentare"
JUNCKER AUTORIZZA GLI OGM NELLA UE. E’ LA FINE DELLA SOVRANITÀ ALIMENTARE
(da StopEuro)
Juncker (presidente della commissione europea) autorizza ben 19 tipologie di Ogm (organismi geneticamente modificati) in Europa.Ecco quali sono.Nell’ Ue dopo la sovranità monetaria perdiamo anche quella alimentare…
Il grosso vantaggio dell’Ue per le lobby finanziarie e industriali è che è molto più facile influenzare un potere centrale che i singoli governi dei 28 paesi membri. Le istituzioni europee soffrono di una cattiva immagine presso i cittadini europei (vedi Eurobarometer: fiducia nell’Unione Europea al 37% in Ue, sfiducia maggioritaria in 14 paesi tra cui l’Italia). I centri di potere di Bruxelles e Francoforte sono visti come lontani dal popolo; controllati dalle lobby; indifferenti agli interessi e alle opinioni dei cittadini comuni; proni a quelli delle élite finanziarie; sbilanciati a favore dei grandi gruppi a scapito di piccoli produttori e aziende familiari o individuali.
Questi cliché sono stati ancora una volta confermati questa settimana in maniera ‘eclatante’ (cit. Renzi). Il colpaccio di Juncker: ieri infatti la Commissione guidata dall’ineffabile Juncker, noto amico dei piccoli contribuenti e feroce avversario delle grandi multinazionali che tentano di eludere il fisco, ha autorizzato l’introduzione in tutta l’Ue di 19 Ogm, senza attendere il parere di Parlamento e Consiglio Europeo. L’autorizzazione vale 10 anni su tutto il territorio europeo e include gli Stati che si erano opposti.
la lista degli Ogm autorizzati da Juncker: sui 19 approvati, 17 sono per l’alimentazione umana e animale e 2 riguardano specie di garofani. Ben 11 sono brevetti dell’americana Monsanto (soia, mais, colza e cotone), gli altri 8 sono prodotti della statunitense Dupont e dei gruppi tedeschi Bayer e Basf. Tutto indica un’attenzione speciale delle istituzioni europee per gli interessi delle multinazionali a danno della biodiversità e della libera scelta. Ricordiamo infatti che sementi non incluse in una lista della Ue sono vietate. Lista i cui criteri privilegiano le sementi industriali ed escludono varietà antiche e tradizionali.
A riprova, associazioni senza fini di lucro che come Kokopelli promuovevano la biodiversità sono state punite con multe astronomiche e la cessazione dell’attività per aver diffuso semenze tradizionali secondo una sentenza della Corte Europea del 2012. Una sentenza che rovesciava la posizione dell’Avvocatura Generale della stessa Corte Europea, la quale stimava che «il divieto di commercializzazione di sementi (…) è non valido in quanto viola i principi di proporzionalità e di libera impresa secondo l’articolo 16 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, la libera circolazione delle merci secondo l’articolo 34 Tfue così come il principio di uguaglianza di trattamento secondo l’articolo 20 della detta carta». Dunque la Corte ribalta il parere dell’Avvocatura e vieta le sementi tradizionali. Il terreno è pronto per la mossa successiva. E qui interviene Juncker, che motu proprio autorizza gli Ogm su tutto il territorio europeo. […]
“La pericolosità intrinseca degli OGM”
Un commento su “Il mais OGM non è dannoso per la salute, anzi. Uno studio italiano lo dimostra”
di Giuseppe Atieri
https://www.facebook.com/Giuseppe-Altieri-740012552835256/
https://www.scattidigusto.it/2018/02/15/mais-ogm-non-dannoso-salute/
17 febbraio 2018 alle 21:25
- Nel servizio “Il Gene sfigurato” di Carlo Pizzti, Report 1998, si vede chiaramente che il Mais OGM viene ugualmente attaccato dalla piralide, insetto dannoso che si sposta dalle parti verdi della pianta, contenenti un veleno prodotto attraverso i geni di un batterio inseriti nell’OGM (bacillus thuringiensis), all’interno delle pannocchie, laddove mangia i semi di mais che non esprimono la tossina del batterio.
Pertanto non c’è riduzione di micotossine, anzi potrebbe esservi anche un aumento, considerando inoltre che le coltivazioni di ogm vengono stoccate per anni nei silos e trasportate dalle navi in tutto il mondo, laddove si sviluppano muffe pericolose per la salute.
Per cui, una rewiew di studi pubblicati (spesso finanziati dalle multinazionali) non cambia la posizione italiana, che deve puntare alle coltivazioni ogm free di semi tradizionali dei territori italici, con metodi biologici. Unica possibilità di competere con grande qualità e sanità sui mercati mondiali sempre più attenti e sensibili per il drammatico incremento di allergie, patologie degenerative e sterilità.
Se coltivassimo gli ogm tutte le coltivazioni italiane verrebero contaminate dal polline e nessuno potrebbe coltivare biologico e varietà tradizionali… sarebbe la fine della biodiversità.
Se coltivassimo gli ogm tutte le coltivazioni italiane verrebero contaminate dal polline e nessuno potrebbe coltivare biologico e varietà tradizionali… sarebbe la fine della biodiversità.
https://www.maurizioblondet.it/juncker-autorizza-gli-ogm-nella-ue-la-fine-della-sovranita-alimentare/
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