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venerdì 9 marzo 2018

FATE L’INCIUCIO, VE LO CHIEDE L’EUROPA. DEI RICCHI.

“Questa è una crisi difficilissima” e bisogna pensare “all’interesse generale” e mostrare “senso di responsabilità”. Lo ha detto il presidente emerito Giorgio Napolitano: ossia il maestro del  putsch che ha portato  Monti al governo. “Bisogna tutti avere “senso di responsabilità” e pensare al bene generale dei cittadini,  ha   ripetuto il  presidente della Repubblica  in carica Sergio Mattarella. Nella neolingua loro, “responsabilità” significa che stanno esortando con forza  il PD a smettere  di fare gli offesi e mettersi a  reggere il governo dei 5 Stelle.  Hanno capito benissimo che è una tigre di carta, che non mette in pericolo “europeismo” e “globalismo”.   Il grande vecchio Scalfari è giunto  a salutare nel M5S  la nuova sinistra, e a invocare lo scioglimento o fusione del PD nella  nuova formazione.
Naturalmente, è la”sinistra” come la intendono a Montenapoleone a Milano: la zona 1 degli ultra-ricchi, i ricchi da generazioni, che hanno votato massicciamente  PD.  In un mare di “azzurro”, l’enclave della zona rossa è quelle degli aviti palazzi di lusso. Stesso fenomeno a Roma: in un mare di giallo, i Parioli sono l’isola PD.
Il puntino rosso nella lombardia azzurra: Montenapo.
Perché l’altro fenomeno nel  voto italiano è questo: è tornato il  voto di classe, ossia la propensione a votare un partito secondo la propria classe sociale; però al contrario.  Più si è di classe sociale alta, più si vota PD. Più si è ricchi, più si è “de sinistra”.
L’adesione convinta al liberismo globale (e qui al “Più Europa” oligarchico) ha donato alla classe ricca la perdita di ogni “coscienza infelice”.  Di più: queste classi che  si vantano di essere “trasgressive” e anticonformiste, adesso, hanno formato  un gruppo sociale transnazionale privilegiato  che “dà estremo valore al conformismo. Hanno i loro codici, le loro regole, i loro status tribali:andare i vacanza in posti precisi, frequentare specifiche scuole, di un certo livello, allevare i figli in un certo modo, vestirsi secondo un codice particolare”, che vantava il periodico femminile di lusso Marie Claire del 26 maggio 2016.
Ormai i ricchi proclamano  senza esitare che i poveri sono diventati “xenofobi”, i disoccupati sono  “populisti” e anti-immigrati, gli operai sono “passati a destra”,  perché sono   “egoisti”; solo loro, in Montenapo, sono rimasi ad alzare il vessillo rosso della solidarietà transnazionale e del più Europa.
Quanto a Napolitano, Scalfari e Mattarella, hanno ben capito che  M5S, o Lega Sud, non è un pericolo per la loro classe, che si  può e si deve fare il governo con loro, perché  il vero pericolo è “l’estrema destra di Salvini”.
Interessante vedere che la Chiesa “di Francesco”; la presunta Chiesa dei “poveri” e delle “periferie”,  ha le stesse posizioni dei marpioni  di Montenapoleone.  “Il Vaticano ora guarda più a Luigi Di Maio che a Matteo Salvini. Il cardinale Parolin: “Educare contro la paura dei migranti”, ha titolato Huffington Post: “Distanze inconciliabili tra la Chiesa e la Lega sull’immigrazione”. Il segrretario Parolin dice: “Importante è riuscire a educare la popolazione a passare da un atteggiamento negativo a un atteggiamento più positivo nei confronti dei migranti”.
Come i ogni totalitarismo di sinistra, la neo-chiesa si propone di “rieducare” il popolo egoista, che vota male.  Nelle periferie, guarda caso.
In tutta la campagna elettorale abbiamo visto “vescovi che si scagliavano contro sovranismi e populismi,   le Boldrini e Bonino erano ospitate a parlare  nelle chiese; vescovi che hanno urlato di sdegno quando Salvini ha tirato fuori il Rosario”.  Eppure l’arcivescovo di Chieti Bruno Forte, “de sinistra” papale, ha lamentato il “silenzio assordante della Chiesa”; la CEI  a suo dire non si è schierata abbastanza per Più Europa e più PD.   Risposta dal blog cattolico Stylum Curiae: “Il silenzio assordante c’è stato durante la legislatura, quando si è parlato di divorzio breve, unioni civili, e DAT. E il collateralismo di cui parla Forte c’è stato nei fatti, ma nei confronti del partito di governo, il PD”.
Quali valori? Aborto? Eutanasia? Nozze gay?
Anche la Chiesa di Francesco, come i ricchi dei Parioli e Montenapo, ha scoperto che le periferie sono egoiste e vanno rieducate:  con più Europa.  Ed ecco la prima iniziativa della Santa Sede: Vhacks è il primo hackaton che si terrà in Vaticano dall’8 all’11 marzo. Oggi inizierà una lunga sessione di sviluppo che coinvolgerà 120 studenti per 36 ore su temi che sono cari alla Chiesa: inclusione sociale, dialogo interreligioso e assistenza ai migranti e rifugiati”. 
E’ il nuovo Vangelo, quello che Cristo non conosce ,  ma che è il verbo dell’ONU e di Soros.  Di Mario Monti e della Boldrini, della Bonino e di “Francesco” – la pura e semplice adesione alla globalizzazione più estrema che è l’ideologia dei miliardari nomadi, della società “liberata” sessualmente e cosmopolita perché se lo può permettere.
E’ la politica che “consiste nello scambiare pseudo-diritti civili con (sottratti) diritti sociali” di cui l’editore Riccardo Ruggeri spera sia “arrivata al capolinea”.
Non condivido il suo ottimismo: la lotta è appena cominciata e sarà dura.  Pende sull’Italia l’inciucio che trasformerà la tigre di Carta M5S nel  nuovo patito della Sinistra globale.  Ce lo chiede l’Europa, ce lo chiede il Washington Post.  Ce lo chiede El Papa.
El Papa più Pop che abbiamo mai avuto, però non populista. In un altro senso. “I’altra sera in pizzeria sul menù ho trovato la “pizza Papa Francesco”, mi scrive l’amico Borgognone: “Il Papa è diventato un “brand”,  come ha fortemente voluto.  Al prossimo giro magari si candiderà alle elezioni con la Bonino”.


Pizza “Francesco”. Ormai è un “brand”.
 https://www.rischiocalcolato.it/2018/03/fate-linciucio-ve-lo-chiede-leuropa-dei-ricchi.html

martedì 6 marzo 2018

LA UE HA IL DITTATORE. E NON VI HANNO AVVERTITO.


Ancor prima di inaugurare il suo quarto mandato, Angela Merkel ha messo a segno un altro  colpo decisivo per l’assoluto potere tedesco in Europa: la nomina di Martin Selmayr, suo  uomo,  del CDU,  feroce anti-italiano, a Segretario Generale della Commissione Europea.   Una elevazione  per mezzo di trucchi all’apice  della burocrazia  burocratica insindacabile, vero governo e “deep state” della UE:  Selmayr ha sotto di sé 33 mila dipendenti; “duro, invasivo, autoritario, prevaricatore”,  per   le sue   mani passano obbligatoriamente tutti i dossier che contano; ovviamente è anche lui che fa le pulci ai bilanci nazionali, e il nostro non gli piace.   Sua caratteristica, l’arrogante e continua ingerenza e sconfinamento  nella politica propriamente detta: basta dire che questo burocrate da nessuno eletto sta imponendo come capolista del PPE (Partito Popolare Europeo)  il politico francese Michel Barnier, di cui lui stesso ha favorito l’ascesa (facendone il negoziatore della Brexit), con la scusa che Barnier è Macron-compatibile, ma in realtà perché è un burattino nelle sue mani.
(Il nuovo Hitler è il giovane dietro l’alcolista).
Come sempre quando il potere tedesco sconfina nell’illegalità, anche in questo caso la Merkel  non si è sporcata le mani direttamente;  ha fatto “promuovere” Selmayr da  Juncker.   L’illegalità sta nel fatto che Juncker dovrebbe nominare il segretario generale scegliendolo fra i  direttori generali o aggiunti; invece Selmayr era il suo capo di gabinetto, non aveva titolo di direttore. Un caso di nepotismo, ma in qualche modo a rovescio: Juncker, deve alle trame di Selmayr la sua ascesa a capo della Commissione, il “governo” della UE; lo ha letteralmente  “inventato” come candidato nel 2014. In cambio, Juncker – che sappiamo spesso ubriaco – ha sempre lasciato dirigere al suo servo-padrone  l’istituzione: infatti Juncker  “non ha mai presieduto una sola volta le riunioni di  gabinetto”, ha rivelato Libération: “e tutti quelli che vogliono accedere al presidente, compresi i capi di Stato e di governo, devono passare per Selmayr” .

E’ stato un golpe  da harem ottomano

La presa di potere  nella UE ha avuto il carattere di un putsch, fra trame occulte, scambi di favori fra eurocrati e colpi di mano che definire “da  basso impero” è  offensivo  per il basso impero; bisogna evocare qui la corte imperiale cinese  o  l’Harem ottomano, il che rivela il  punto di marcescenza e corruzione cui è giunto il potere  incontrollato  e   anti-giuridico  dell’eurocrazia  di Bruxelles,  fra giannizzeri ed eunuchi di corte.  Solo un caso fra tanti: Selmayr  ha scavalcato  i direttori generali (aventi titolo) con la complicità della direttrice generale alle risorse  umane, la greca Irene Souka, che lui, diventato segretario generale, ha subito ricompensato in questo modo: tenendola nella lucrosa e influente carica anche  dopo l’età di pensione, e prolungando ugualmente oltre la pensione quella del marito della Souka, il direttore generale all’energia,il francese Dominique Ristori.   In pratica, il Segretario sta rendendo a vita le poltrone eurocratiche, una  trasformazione della burocrazia sovrannazionale  in sistema feudale-familiare da impero germanico, dove  l’imperatore regala sinecure e feudi a vita  a vassalli e valvassori fedeli.
E che fanno i politici?   I gruppi dell’euro-parlamento  hanno incaricato di indagare sulla promozione di Selmayr una commissione, quella del controllo del  budget (sic) che però, guarda caso, è presieduta da una tedesca; e alla richiesta non si è accodato il PPE, il più potente dei gruppi, egemonizzato dalla la CDU della Merkel, che ne  è il deus ex machina.  Sapendosi intoccabile, l’arrogante super-eurocrate  ha spostato il suo ufficio di Segretario Generale presso  quello di Juncker: in modo che continuerà anche a presiedere le riunioni di gabinetto al posto dell’alcolista suo burattino. A giocare su due tavoli: insieme segretario generale e capo dello staff di Juncker, che , lui, nel 2019 non si candiderà e sparirà nel   nulla.
“Una concentrazione di potere senza precedenti nella storia dell’istituzione – ha scritto Libération – dove il livello politico e il livello amministrativo sono stati separati da porte stagne [sì, come no]. Peggio: intende porre anche il servizio giuridico, fino ad oggi indipendente, sotto la sua tutela e nominarvi la sua creatura, Clara Martinez Alberola, nominata da Juncker  proprio adesso suo numero due.
Il nonno di Selmayr, Josef, era un generale di brigata di Hitler, condannato a 15 anni per crimini nei Balcani.
Insieme con l’avvenuta scelta di Luis De Guindos come vicepresidente della Banca Centrale Europea, che serve poi per mettere alla presidente della BCE un tedesco, ovviamente il capo della Bundesbank, è una vero  e proprio totalitarismo compiuto quello che Berlino ha instaurato sopra i paesi e popoli europei.
La dittatura totalitaria, che gli ingenui antifascisti immaginano di essere pronti a rintuzzare – purché si presenti con stivali, divisa militare e  baffetti – si presenta invece così, con una concentrazione di potere illegale  e inaudita di un  burocrate di cui non conosciamo la faccia,  e se la vediamo in foto, non ci dice niente.
E anche questa volta, i nostri politici, le nostre opinioni pubbliche, e media, gliel’hanno lasciato fare. I giornali ne hanno parlato,  anche se nelle pagine interne, ma i governanti, i parlamentari europei  e nazionali, i Macron Gentiloni e i Rajoy, le Mogherini e i Tajani, silenzio:  segno di una complicità profonda fra i “politici” – che vanno e vengono –   e il superburocrate, inamovibile. Selmayr ha 47 anni. Resterà in carica  almeno 20.

Germania,  solo paese sovrano  nella UE

E’ appena il caso di ricordare che la dittatura tedesca sulla Comunità Europea, e la complicità degli altri a questa deriva,  non data da oggi.
Nasce negli  anni 1990,  quando un funzionario tedesco della Commissione Europea, probabilmente con le migliori intenzioni di opporsi al dirigismo e burocratismo ani-popolare,  accusò davanti alla Corte Costituzionale di Karlsruhe  il trattato europeo sulla moneta unica , sostenendo che  era contrario alla Costituzione tedesca. La Corte di Karlsruhe sancì, invece, che il trattato non infrangeva la Costituzione tedesca – ossia la sovranità tedesca.  Ma  così, la Corte di Karlsruhe si è dichiarata anche la responsabile  di ultima istanza per giudicare se  un trattato europeo vincolante per lo Stato tedesco, e se potesse o no essere inserito nel sistema giuridico della federazione.
Un cambiamento epocale, dopo 40 anni di giurisprudenza europeista, che riteneva le leggi della Comunità superiori alle leggi nazionali, Di fatto, in tal modo, la Germania si dichiarava il solo stato sovrano dell’Europa.  E mentre tutti gli altri stati europei,  in particolare dopo il trattato di Maastricht nel 1993,  accettavano di essere soggetti senza condizioni alle leggi UE.  “Solo la Germania dichiarava così che il proprio diritto, in caso di conflitto,  doveva prevalere”, ha scritto John Laughland: “Questo poneva la Germania, nei confronti del resto dell’Europa, in posizione non dissimile da quella che aveva la Prussia all’interno del  Reich germanico dopo il 1871”.
Anche la nostra Corte Costituzionale, bastava facesse lo stesso. Che i nostri governi, esigessero l’uguaglianza giuridica di tutti i paesi membri: o anche  la Germania soggetta alle normative europee, o nessuno. Stupidità, servilismo, “europeismo” angelistico, fiducia nella “bontà” tedesca? Idiozia pura. Ed eco la Germania di oggi
“il suo dominio è assoluto sull’Europa, mi scrive Nicolas Bonnal: “252 miliardi di eccedente commerciale.  La Germania domina e controlla il continente rovinato dal suo euro, controlla le elezioni che non le piacciono (Portogallo e Grecia), le sopprime (Italia),  o ordina per  chi votare (Macron in  Francia). Come ha ben visto Emmanuel Todd, la Germania dirige l’offensiva ad  Est contro la Russia, perfino più di Donald Trump”, allineata col Deep State,  mentre fa il doppiogioco mantenendo con la Russia rapporti economico-energetici di  primo piano,   mentre  obbliga noi ad applicare le sanzioni americane.
Dal 1814, da quando ha sconfitto Napoleone, dice Bonnal, “la mira tedesca è  liquidare la Francia, poi cacciare la Russia e la Gran Bretagna dal continente europeo sotto  dominio tedesco. L’appetito ai tedeschi viene divorando. Balthazar Graciàn: è il difetto dei tedeschi, hanno un appetito divorante”  ( Anche Dante  vide soprattutto,   come proprio del carattere  tedesco, l’ingordigia: “tedeschi lurchi”).
Se un giorno l’armata dei russi invaderà l’Europa, dovremo salutarli come liberatori –   noi schiavi non essendo stati capaci, per viltà,  di liberarci da  soli.
 https://www.rischiocalcolato.it/2018/03/la-ue-ha-il-dittatore-e-non-vi-hanno-avvertito.html