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martedì 3 luglio 2018

Ma tutte quelle storie sul turismo, beni culturali, messa in sicurezza del territorio ...

Ne parlavamo a cena con dei turisti italiani sabato scorso: si è parlato in verità in primis et ante omnia di trasporti, delle difficoltà a venire da noi in Sardegna sia in tempi accettabili, ma anche a costi se non proprio competitivi, quanto meno non esosi. Poi è stato un ripercorrere da parte loro dell'idea di Sgarbi, il Rinascimento, e da parte mia il ricordare le proposte sia di Gustavo Piga e degli oltre cento docenti universitari, che quelle di Blondet: queste sposate anche dal sottoscritto. Conclusione? Non abbiamo letto o sentito, ma forse siamo distratti dai mondiali e dal calcio mercato (i maschi) e le donne forse stanno ancora faticando a "non voler guardare e sentire" le menate sui reali di mezzo mondo o se puoi o non puoi stringere la mano alla regina o mettere una mano sulla spalla a El Papa. Sinceramente? Preferisco impegnare il cervello nel trovare una soluzione ai problemi economici del mio paese. Il resto? Può andare e restare a quel paese. Ehi tu, Francesco! Ci sono le patate da pelare. E tu, Elisabetta, fatti aiutare da Meghan ad apparecchiare i tavoli. Sarebbero pressapoco queste le mie parole se avessi ancora la gestione del ristorante, o se fossero ospiti a casa mia: se vieni da noi devi essere trattato come uno di noi. Se poi hai anche qualche idea su come risolvere i problemi dei trasporti e del lavoro, di come valorizzare i beni artistici, i siti archeologici e la messa in sicurezza del territorio, ben vengano.

venerdì 9 marzo 2018

FATE L’INCIUCIO, VE LO CHIEDE L’EUROPA. DEI RICCHI.

“Questa è una crisi difficilissima” e bisogna pensare “all’interesse generale” e mostrare “senso di responsabilità”. Lo ha detto il presidente emerito Giorgio Napolitano: ossia il maestro del  putsch che ha portato  Monti al governo. “Bisogna tutti avere “senso di responsabilità” e pensare al bene generale dei cittadini,  ha   ripetuto il  presidente della Repubblica  in carica Sergio Mattarella. Nella neolingua loro, “responsabilità” significa che stanno esortando con forza  il PD a smettere  di fare gli offesi e mettersi a  reggere il governo dei 5 Stelle.  Hanno capito benissimo che è una tigre di carta, che non mette in pericolo “europeismo” e “globalismo”.   Il grande vecchio Scalfari è giunto  a salutare nel M5S  la nuova sinistra, e a invocare lo scioglimento o fusione del PD nella  nuova formazione.
Naturalmente, è la”sinistra” come la intendono a Montenapoleone a Milano: la zona 1 degli ultra-ricchi, i ricchi da generazioni, che hanno votato massicciamente  PD.  In un mare di “azzurro”, l’enclave della zona rossa è quelle degli aviti palazzi di lusso. Stesso fenomeno a Roma: in un mare di giallo, i Parioli sono l’isola PD.
Il puntino rosso nella lombardia azzurra: Montenapo.
Perché l’altro fenomeno nel  voto italiano è questo: è tornato il  voto di classe, ossia la propensione a votare un partito secondo la propria classe sociale; però al contrario.  Più si è di classe sociale alta, più si vota PD. Più si è ricchi, più si è “de sinistra”.
L’adesione convinta al liberismo globale (e qui al “Più Europa” oligarchico) ha donato alla classe ricca la perdita di ogni “coscienza infelice”.  Di più: queste classi che  si vantano di essere “trasgressive” e anticonformiste, adesso, hanno formato  un gruppo sociale transnazionale privilegiato  che “dà estremo valore al conformismo. Hanno i loro codici, le loro regole, i loro status tribali:andare i vacanza in posti precisi, frequentare specifiche scuole, di un certo livello, allevare i figli in un certo modo, vestirsi secondo un codice particolare”, che vantava il periodico femminile di lusso Marie Claire del 26 maggio 2016.
Ormai i ricchi proclamano  senza esitare che i poveri sono diventati “xenofobi”, i disoccupati sono  “populisti” e anti-immigrati, gli operai sono “passati a destra”,  perché sono   “egoisti”; solo loro, in Montenapo, sono rimasi ad alzare il vessillo rosso della solidarietà transnazionale e del più Europa.
Quanto a Napolitano, Scalfari e Mattarella, hanno ben capito che  M5S, o Lega Sud, non è un pericolo per la loro classe, che si  può e si deve fare il governo con loro, perché  il vero pericolo è “l’estrema destra di Salvini”.
Interessante vedere che la Chiesa “di Francesco”; la presunta Chiesa dei “poveri” e delle “periferie”,  ha le stesse posizioni dei marpioni  di Montenapoleone.  “Il Vaticano ora guarda più a Luigi Di Maio che a Matteo Salvini. Il cardinale Parolin: “Educare contro la paura dei migranti”, ha titolato Huffington Post: “Distanze inconciliabili tra la Chiesa e la Lega sull’immigrazione”. Il segrretario Parolin dice: “Importante è riuscire a educare la popolazione a passare da un atteggiamento negativo a un atteggiamento più positivo nei confronti dei migranti”.
Come i ogni totalitarismo di sinistra, la neo-chiesa si propone di “rieducare” il popolo egoista, che vota male.  Nelle periferie, guarda caso.
In tutta la campagna elettorale abbiamo visto “vescovi che si scagliavano contro sovranismi e populismi,   le Boldrini e Bonino erano ospitate a parlare  nelle chiese; vescovi che hanno urlato di sdegno quando Salvini ha tirato fuori il Rosario”.  Eppure l’arcivescovo di Chieti Bruno Forte, “de sinistra” papale, ha lamentato il “silenzio assordante della Chiesa”; la CEI  a suo dire non si è schierata abbastanza per Più Europa e più PD.   Risposta dal blog cattolico Stylum Curiae: “Il silenzio assordante c’è stato durante la legislatura, quando si è parlato di divorzio breve, unioni civili, e DAT. E il collateralismo di cui parla Forte c’è stato nei fatti, ma nei confronti del partito di governo, il PD”.
Quali valori? Aborto? Eutanasia? Nozze gay?
Anche la Chiesa di Francesco, come i ricchi dei Parioli e Montenapo, ha scoperto che le periferie sono egoiste e vanno rieducate:  con più Europa.  Ed ecco la prima iniziativa della Santa Sede: “Vhacks è il primo hackaton che si terrà in Vaticano dall’8 all’11 marzo. Oggi inizierà una lunga sessione di sviluppo che coinvolgerà 120 studenti per 36 ore su temi che sono cari alla Chiesa: inclusione sociale, dialogo interreligioso e assistenza ai migranti e rifugiati”. 
E’ il nuovo Vangelo, quello che Cristo non conosce ,  ma che è il verbo dell’ONU e di Soros.  Di Mario Monti e della Boldrini, della Bonino e di “Francesco” – la pura e semplice adesione alla globalizzazione più estrema che è l’ideologia dei miliardari nomadi, della società “liberata” sessualmente e cosmopolita perché se lo può permettere.
E’ la politica che “consiste nello scambiare pseudo-diritti civili con (sottratti) diritti sociali” di cui l’editore Riccardo Ruggeri spera sia “arrivata al capolinea”.
Non condivido il suo ottimismo: la lotta è appena cominciata e sarà dura.  Pende sull’Italia l’inciucio che trasformerà la tigre di Carta M5S nel  nuovo patito della Sinistra globale.  Ce lo chiede l’Europa, ce lo chiede il Washington Post.  Ce lo chiede El Papa.
El Papa più Pop che abbiamo mai avuto, però non populista. In un altro senso. “I’altra sera in pizzeria sul menù ho trovato la “pizza Papa Francesco”, mi scrive l’amico Borgognone: “Il Papa è diventato un “brand”,  come ha fortemente voluto.  Al prossimo giro magari si candiderà alle elezioni con la Bonino”.


Pizza “Francesco”. Ormai è un “brand”.
 https://www.rischiocalcolato.it/2018/03/fate-linciucio-ve-lo-chiede-leuropa-dei-ricchi.html

martedì 9 luglio 2013

Verso lo sprofondo


Aver visto e sentito le parole del Papa sui migranti e sulle cause di quelle scelte di vita, cioè scappare via da guerre e ingiustizie varie già mi ha lasciato perplesso: come amante della storia e dei gialli classici, avrei pensato che è bene approfondire e scoprire e individuare le cause e concause. Invece mi pare troppo sbrigativo attribuire il tutto alla globalizzazione individuando in essa anche chi ,semmai, è stato globalizzato e ora viene cinesizzato, come per gli italiani che vogliono lavorare in un call center o fare concorrenza ai pummarò. Avrei preferito che il Papa,potendolo fare perché se vuole può farlo, avesse detto che alcuni paesi vengono destabilizzati dalle rivoluzioni colorate, dalle femen, da gente che paga affinché un paese si blocchi e si paralizzi affinché poi si cambi il regime o si faccia cadere un governo. Ma visto che c'era poteva parlare anche di come non solo i paesi africani o asiatici, ma anche i pigs o