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martedì 27 agosto 2019

mercoledì 21 agosto 2019

Bundesbank. Corretti gli ‘errori’, la Germania è in depressione da un anno.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-21.

Gufo_019__

In Destatis, l’Istituto tedesco di statistica vi è stata di recente una epurazione degli elementi liberal. Non totale, ma ragionevole. Una volta eliminati i menzogneri costituzionali ed essendo la voce di Frau Merkel sempre più debole, inizia ad emergere anche nei documenti ufficiali quella realtà così a lungo negata.

Quanto emerso ha obbligato Deutsche Bundesbank a prendere posizione.

lunedì 24 giugno 2019

EU. Piano quinquennale di protezione. Tante parole e niente fondi.

L’eurodirigenza oramai prossima alla scadenza cerca di sottoporre piano su piano nel tentativo che i capi di stato e di governo ne accettino qualcosa da usare poi come grimaldello al proprio tornaconto.

Se è vero che i liberal socialisti hanno ottenuto una maggioranza in parlamento, è peraltro anche vero che alla fine sia il Consiglio Europeo a prendere le decisioni importanti. In quella sede però molte decisioni devono essere prese alla unanimità, specialmente i budget annuali e quelli pluriennali.

Questa è realtà gradita a taluni e sgradita ad altri.

mercoledì 24 aprile 2019

Merkel. La fronda vorrebbe farla fuori.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-04-24.

2019-04-25__Luigi di Borbone, principe di Condé

Luigi di Borbone, principe di Condé. Versailles.


Ogni potere assoluto, de iure o de facto, genera di per sé stesso movimenti avversi dei quali la fronda fu a giusto titolo uno dei più famosi, anche se alla fine le sue ambizioni si infransero nella Battaglia delle Dune.

Sotto il regime di Frau Merkel la Germania è stata gestita con mano di ferro e Weltanschauung liberal.

Se nel 2011 il pil tedesco era 3,761 miliardi Usd, a fine 2018 valeva 4,000 miliardi Usd: praticamente invariato, mentre quello americano e cinese era cresciuto notevolmente.

Ma non è solo l’economia entrata in stagnazione a caratterizzare la Germania attuale. La crisi è politica, ed anche profonda. Nelle elezioni del 24 settembre 2017 i partiti tradizionali, Cdu ed Spd hanno subito una débâcle clamorosa. Il quadro partito è andato parcellizzandosi, l’Spd ha regolarmente perso le successive tornate elettorali nei Länder, tenendo così buona compagnia alla Cdu in rotta.

L’Asse francogermanico si è rotto, e l’essersi appiattita sulle posizioni di Mr Juncker ha accentuato l’isolamento internazionale tedesco, già in rotta di collisione con gli Stati Uniti di Mr Trump.

martedì 16 aprile 2019

Germania. VW fa fagotto e se ne va in Cina.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-04-16.

Fagotto 001

Verrebbe da domandarsi cosa abbia fatto di male l’industria automobilistica alla Große Koalition di Frau Merkel. Se si dovesse prestare attenzione a quello che dicono i calunniatori cronici, Daimler, VW e Bmw avrebbero ridotto in modo consistente i finanziamenti a quei partiti, ma nessuno si sognerebbe mai di prestar fede ad illazioni di tal fatta.

lunedì 4 marzo 2019

Europarlamento. EPP. Raggiunto il quorum per scacciare Mr Orban.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-03-04.

Ungheria 001

Il Partito Popolare Europeo ha in questo parlamento 216 /  751 seggi: nelle proiezioni elettorali dovrebbe scendere a 176.

Al momento ha 14 / 28 membri nella Commissione Europea, 8 / 28 nel Consiglio Europeo, 125 / 344 nel

giovedì 28 febbraio 2019

Germania. Basf annuncia -23% sui profitti.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-02-28.

Goya Francisco. Il gigante.

L’Unione Europea ha due grandi malate croniche: la Francia e la Germania.

Se la malattia della Francia si Chiama Macron, quella della Germania si chiama Merkel. Il quadro sindromico è simile: aderenza all’ideologia liberal socialista che si esprime in uno statalismo che soffoca la produzione con tasse e burocrazia.

Germania. Non è povera. È misera. – Financial Times

mercoledì 27 febbraio 2019

Marine Le Pen ed il nuovo parlamento europeo.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-02-27.

2019-02-25__LePen__001

Avvicinandosi i termini per le elezioni europee si stanno moltiplicando report e sondaggi, i risultati dei quali sono frequentemente anche molto contrastanti. Questo fenomeno, ben comprensibile, genera però una grande confusione.

Un fenomeno emergente è la drammatizzazione di quanto potrebbe accadere: ciascuna sponda dipinge la controparte come un mostro assatanato, alcune volte a ragione ma spesso in modo financo grottesco e ridicolo.

Però gli allarmismi sembrerebbero fare presa maggiore dei discorsi pacati.

domenica 24 febbraio 2019

Cuore di tenebra : Germania

Scelto e tradotto da “ What you see is a fraud “ 
La deputata musulmana Ilhan Omar, dopo aver fatto un ovvio punto sul potere ebraico che influenza le politiche estere americane, è stata costretta da quella stessa potenza ebraica, a ritrattare, confermando così, a tutti coloro che ancora hanno la capacità di pensare, la tremenda influenza del potere Ebraico.
Anche se il potere ebraico è alla luce del sole, come per l’AIPAC (American Israel

Macron. Gilets Jaunes & Benalla. Una miscela esplosiva. 46,600, nei fatti il doppio.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-02-24.

Macron. Vignette. 001

«Le ministère de l’Intérieur annonce avoir comptabilisé 46 600 manifestants gilets jaunes lors de l’acte 15 dans toute la France, soit 5 000 de plus que la semaine dernière lors de l’acte 14»

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Gilets jaunes Acte 15 : gain de mobilisation, quelques tensions (23 février, Paris 2019)[YouTube]

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Acte 15 des Gilets jaunes : 46 600 personnes ont défilé en France selon l’Intérieur (EN CONTINU)

«Après un acte 14 qui a vu un petit essoufflement de la mobilisation, les Gilets jaunes vont tenter de mobiliser les troupes pour le 23 février. Le sursaut aura-t-il lieu ?»

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Benalla in carcere: politica, privilegi, protezioni e rapporti con la Russia

mercoledì 20 febbraio 2019

Populisti lebbrosi, benedite Frau Merkel. Ost-Cdu la dichiara ‘persona non grata’.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-02-20.

Merkel 999

Sinceramente, non siamo affatto di accordo con coloro che riversano su Frau Merkel ogni sorta di maledizione ed improperio.

Si dovrebbe sempre, a nostro sommesso parere, distinguere cosa sia Frau Merkel in sé e per se, dagli effetti che sono scaturiti dalla sua presenza e dal suo comportamento.

Se di per sé Frau Merkel soddisfa pienamente tutte le caratteristiche della persona posseduta dal demonio,

lunedì 18 febbraio 2019

Trump & Macron. Eutanasia dei buoni rapporti diplomatici.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-02-18.

Trump e Macron 001

Una consolidata regola diplomatica impone di mandare un telegramma di augurio ad un nuovo eletto entro il giorno stesso della elezione. Nel caso di Mr Trump, Francia e Germania provvidero ben oltre dopo una settimana. Questo fu uno sgarro del quale ben difficilmente ci si potrebbe dimenticare.

Francia e Germania avevano fatto attive campagne elettorali a favore di Mrs Hillay Clinton. Nulla da eccepire, tranne il fatto che una potenza straniera mai dovrebbe ingerirsi negli affari interni di un’altra potenza.

Mr Macron e Frau Merkel furono tra gli ultimi ad essere ricevuti alla White House, e non per invito, ma a loro richiesta.  Mr Trump concesse a Mr Macron un’accoglienza trionfale durata svariati giorni, mentre Frau Merkel fu ricevuta prima da un addetto di quarta categoria, e poi poté vedere per 17 minuti il presidente Trump.

Questo linguaggio diplomatico è molto chiaro.

Ci si domanda quindi come si sia potuto deteriorare un rapporto Trump – Macron che, apparentemente, era iniziato abbastanza bene.

venerdì 15 febbraio 2019

Macron palpeggia i cosciotti di Frau Merkel, che ne è visibilmente soddisfatta.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-02-14.

2019-02-13__Macron_Merkel__001

La fotografia, riportata da Bloomberg, si riferisce a:

«Trump, Merkel and Macron in Paris at a ceremony commemorating the 100th anniversary of the 11 November 1918 armistice.»

Una Frau Merkel dal volto invecchiato prima del tempo e con la dentiera messa di sghimbescio fissa con sguardo languidamente intenso negli occhi di Mr Macron, che la contraccambia.

Ma questo potrebbe anche essere il meno.

giovedì 31 gennaio 2019

Da sapere : Germania. Il business dell’abbandono del carbone.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-01-31.

brueghel il giovane. pagamento delle tasse. fisher_museum_of_art

«A government-appointed coal commission on Saturday set a 2038 deadline for Germany to shutter coal mines and electricity plants powered by black or brown coal»

Resta davvero difficile comprendere l’attaccamento dei liberal socialisti tedeschi al ‘clima‘ ed all’abbandono del carbone, che abbonda in Germania, se non si tenessero presenti alcuni dati ed alcune considerazioni. In quel momento tutto diventa chiaro, chiarissimo. Prima ripassiamo i dati.

*

Al momento attuale la Germania produce corrente elettrica bruciando carbone per circa il 35% dei consumi. Il carbone è estratto sul territorio tedesco e la relativa industria di estrazione, trattamento ed applicazioni varie – per esempio la siderurgia – danno lavoro  circa 300,000 persone fisse ed a 100,000 altre avventizie.

Alcune considerazioni.

Considerazione numero uno. Il 2038 è tra venti anni. Frau Merkel e gli attuali politici si saranno da tempo ritirati, e nulla vieterebbe di pensare che quelli loro subentranti la pensassero in modo diametralmente opposto. Come argutamente diceva Herr Schäuble posso rubare tutto, ma le miniere restano lì, ancorché chiuse.

Considerazione numero due. La Germania ha un problema demografico da spavento. Le femmine tedesche autoctone non figliano, non procreano. Destatis, l’Istituto federale di Statistica riporta una popolazione attuale di 80.8milioni di abitanti, dei quali 49.2 milioni sono i metà lavorativa, dai 20 ai 64 anni. Ma al 2038 la popolazione si sarà ridotta a 67.6 milioni, con 34.6 milioni di persone in età lavorativa. Se la popolazione totale sarà calata di 13.2 milioni, quella in età lavorativa sarà calata di 14.6 milioni di unità. Una perdita percentuale del 29.67%.

Ma ad un calo così consistente della popolazione attiva corrisponderà una proporzionale riduzione dei consumi energetici: a lume di naso, di un buon 30%.

Considerazione numero tre. Se si guardassero proiezioni più a lungo termine, i quadri dipinti da Destati sono ancor più foschi. Nulla quindi da stupirsi se in Germania si inizia a pensare ad una tassa sul nubilato.

venerdì 18 gennaio 2019

Il nuovo trattato franco-tedesco sarà firmato il 22 gennaio. L’asservimento dell’Italia. (di questo nei media non se ne parla)

Apparentemente  sembra un progetto perdente: la UE cade a pezzi, la Brexit, la Francia  in insurrezione,  il gruppo di Visegrad,  gli economisti di Berlino  che parlano di una uscita dall’euro… Ma non è affatto detto  che non  basti (e avanzi) per  inserire l’Italia come terra subalterna e paese di spoliazione nel Progetto di metamorfosi dell’UE  che rapidissimamente stanno concludendo Macron  e Angela Merkel, e che firmeranno già il 22 gennaio:  il Trattato Franco-Tedesco di  Aix-La –Chapelle.
Questo trattato è, né più né meno, la  “fusione” dei due paesi e prime economie della UE in un blocco unito. Sancisce la convergenza di Francia e Germania in “politica estera, difesa, sicurezza interna ed estera, diplomazia,  giustizia, polizia,   politica energetica, ricerca, persino esportazione  di armamenti”.
Il testo del Trattato  è stato pubblicato da La Tribune.   Consta di 28 articoli. Vi  delinea la  creazione di un “Consiglio dei ministri franco-tedeschi”, “ di un consiglio franco-tedesco di difesa e sicurezza”,   di un “Consiglio franco-tedesco di  esperti economici”   che concordano “una unità comune in vista di operazioni in paesi terzi” .
“Un membro del governo di uno dei due stati prende parte, almeno una volta a trimestre e in alternanza, ai consigli dei ministri dell’altro stato”.

mercoledì 12 dicembre 2018

Quei bravi gerarchi di Bruxelles. Budget +3.2%. Fondi pro migranti +55.9%. (ricordiamocene alle prossime elezioni)

Giuseppe Sandro Mela.

2018-12-12.

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«Cuopron d’i manti loro i palafreni,

Sì che due bestie van sott’una pelle» [Dante]


Questo europarlamento era stato eletto molti anni or sono, quando in Europa la maggior parte dei Governi era a matrice ideologica liberal socialista. In Francia imperava Mr Hollande ed in Germania la Bundeskanzlerin Frau Merkel era potente in opere e parole. L’asse francogermanico dominava l’Unione Europea. In Italia era al potere il partito democratico, fedele palafreniere della reggenza.

Ma quando dalla parata si deve andare in battaglia, i palafreni restano nelle stalle e gli scudieri conducono gli stalloni.

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La lettura dei bilanci dell’Unione Europea non è certo entusiasmante, deprimente si potrebbe dire, ma meglio di ogni cosa denuncia lo stato della situazione.

Oggi l’europarlamento voterà il budget, poi si scioglierà in attesa delle nuove elezioni che ne stravolgeranno il volto politico. La maggior parte degli eurodeputati del Ppe e di S&D hanno oramai la certezza che da maggio saranno disoccupati.

domenica 2 dicembre 2018

Lezione di (modo di operare) cinese: Merkel ha regalato la Kuka ai cinesi e questi se la portano a casa loro.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-12-02.

2018-11-28__Kuka__001

Questo è quanto accadde nel 2016.

«The German government has given the green light to a planned sale of robotics firm Kuka to Chinese appliance maker Midea, saying the controversial takeover doesn’t hurt Germany’s national interests»

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«A spokesman for the German Economics Ministry said on Wednesday that the ministry wouldn’t launch a formal probe under German export laws into the planned sale. An initial study had produced no evidence the takeover would threaten “the security and the public order of Germany,”»

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«Economics Minister Sigmar Gabriel would seek to initiate a public debate about how “Europe’s open societies” would deal with unfair competition in future»

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«Chinese appliance giant Midea has secured a stake of more than 90 percent in the German industrial robotics supplier Kuka, with a multi-billion-euro offer that stoked controversy in Europe. Midea offered 115 euros ($130) per share for Kuka, valuing the firm at 4.6 billion euros – a premium of nearly 60 percent»

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«Beijing has pushed Chinese companies to “go out” and invest in foreign targets to increase their technological capabilities and seek new markets as economic growth slows at home»

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«But the Kuka deal has raised concerns in Europe about the transfer of high-end technology to a Chinese company which has so far been known only for selling washing machines and air conditioners»

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«Some officials in Brussels and Berlin were reported to oppose a Chinese takeover of the firm»

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Questo è invece quello

che è accaduto di questi giorni.

«Till Reuter, CEO of German industrial robotics firm Kuka for the last 10 years, will step down next month. The surprise move suggests big changes are afoot at the high-tech manufacturer, in Chinese hands since 2016»

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«When the Chinese home appliance maker Midea took over German “Industry 4.0” darling Kuka in 2016, business angst in Europe’s economic powerhouse was palpable»

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«As a cutting-edge German robotics firm, Kuka was precisely the kind of high-end European manufacturing company that many felt should not be sold off to the Chinese and their growing ambitions in the world of automation»

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«Teutonic teeth were gnashed all the way to the top of German government, but despite calls to intervene, Chancellor Angela Merkel did not do so and the takeover went through serenely.»

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«However, Monday’s news that Kuka CEO Till Reuter is to step down in December 2018, several years earlier than expected, suggests that the pace of change at the company is going to increase significantly in 2019»

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«Reuter said in 2017 that Kuka’s biggest goal was to become “number one in China,” an industrial market with arguably the biggest robotics potential»

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«However, Kuka has had its problems over the past two years. Growth has been sluggish and a fall in orders led the company, which employs more than 14,000 people across its multiple divisions, to downgrade its 2018 sales forecast from €3.5 billion to €3.3 billion. The value of Kuka shares has fallen by more than 50 percent in the last year»

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«existing struggles to meet high levels of demand quickly enough, have put the company under pressure.»

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«That was that the sale of such an innovative company to China was effectively a loss of intellectual property and high-tech know-how into Chinese hands and heads, something which would make German ambitions to become a world-leader in so-called Industry 4.0 innovation all the more challenging»

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– Fino al 2016 Kuka era azienda leader mondiale nel settore della robotica.

– Un bel dì il governo decise di venderla ai cinesi, incurante di tutti gli accorati appelli degli industriali tedeschi. Frau Merkel aveva l’ideologica della “Europe’s open societies”. Se i fatti contraddicessero la teoria, tanto peggio per i fatti, diceva il buon Hegel.

– I cinesi in due anni hanno trasferito in patria tutto il know-how e tutti i brevetti, anche quelli non registrati. La produzione cinese non riesce a tener dietro a tutti gli ordini, la sede tedesca si sta desertificando.

– Adesso i tedeschi si stanno strappando i capelli.

venerdì 23 novembre 2018

Cina – Filippine. Mr Xi in visita ufficiale a Manila.

Come si leggerà, la Cina va avanti e se ne frega: chi ha un programma può!

Giuseppe Sandro Mela.

2018-11-23.

2018-11-21__Duterte__001

La storia insegna come si possano ottenere risultati migliori sfruttando gli errori dell’avversario rispetto all’affrontarlo di petto: procedura meno costosa e ben più efficiente. Richiede solo pazienza e vigile attesa.

Così, mentre negli Stati Uniti si assiste non tanto ad una competizione per poter governare il paese quanto piuttosto ad una guerra civile volta all’eliminazione dell’avversario politico vissuto come un nemico, mentre l’Unione Europea si sta lentamente ma inesorabilmente disintegrando e l’asse franco germanico evidenzia quanto sia inconsistente causa la debolezza interna di Mr Macron e l’uscita di scena di Frau Merkel, la Cina di Mr Xi sta procedendo nei suoi piani di piccoli passi per il controllo del mondo.

Se è vero che le Filippine siano un paese ancora in fase di emersione economica, se è vero che presenta molte contraddizioni, sarebbe altrettanto vero prendere atto della sua posizione strategica nel chiudere il Mare Cinese del Sud agli accessi oceanici.

Per la Cina due sono gli obiettivi strategici.