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lunedì 15 aprile 2019
venerdì 29 marzo 2019
Maiali. Come si constata, basta un semplice virus per generare un putifarre.
Giuseppe Sandro Mela.
2019-03-29.
Mentre i nostri amici tedeschi si dilettano a questionare sulla dolorosa sorte dei maiali da allevamento
Germania. Divisa sulla castrazione dei maiali.
la sorte, che ben poco si cura delle parole umane ma è sensibilissima ai fatti,ha posto in atto l’epidemia di febbre dei suini africani.
giovedì 7 marzo 2019
Germania. I tedeschi iniziano a sbattere il grifo contro la realtà. Sulla loro pelle.
Giuseppe Sandro Mela.
2019-03-06.
Germania. Un disoccupato su tre salta i pasti. Meglio l’Uganda.
Germania. Non è povera. È misera. – Financial Times
Germania. 13 milioni di poveri e 330,000 famiglie con la luce tagliata.
Germania. La demografia che stritola. Mancano tre milioni di lavoratori. – Vbw.
*
Germania. Assistenza agli anziani: quasi 40,000 posti vacanti.
Germania. L’allucinazione disillusa dei gerontocomi. – Spiegel
*
Il problema è molto semplice.
In Germania sta allungandosi la durata della vita media e, simultaneamente, sono crollate le nascite da tedesche autoctone: ne consegue una diminuzione numerica dei giovani autoctoni ed un aumento numerico dei vecchi. Mancano le braccia per sopperire alle esigenze dell’industria e dei servizi.
Larga quota dei vecchi, poi, non ha figliato: deve quindi affrontare la senescenza e le malattie senza il supporto familiare. I tedeschi vecchi sono soli come cani.
Sono ‘disperati’, riporta il Deutsche Welle.
domenica 2 dicembre 2018
Lezione di (modo di operare) cinese: Merkel ha regalato la Kuka ai cinesi e questi se la portano a casa loro.
Giuseppe Sandro Mela.
2018-12-02.
Questo è quanto accadde nel 2016.
«The German government has given the green light to a planned sale of robotics firm Kuka to Chinese appliance maker Midea, saying the controversial takeover doesn’t hurt Germany’s national interests»
*
«A spokesman for the German Economics Ministry said on Wednesday that the ministry wouldn’t launch a formal probe under German export laws into the planned sale. An initial study had produced no evidence the takeover would threaten “the security and the public order of Germany,”»
*
«Economics Minister Sigmar Gabriel would seek to initiate a public debate about how “Europe’s open societies” would deal with unfair competition in future»
*
«Chinese appliance giant Midea has secured a stake of more than 90 percent in the German industrial robotics supplier Kuka, with a multi-billion-euro offer that stoked controversy in Europe. Midea offered 115 euros ($130) per share for Kuka, valuing the firm at 4.6 billion euros – a premium of nearly 60 percent»
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«Beijing has pushed Chinese companies to “go out” and invest in foreign targets to increase their technological capabilities and seek new markets as economic growth slows at home»
*
«But the Kuka deal has raised concerns in Europe about the transfer of high-end technology to a Chinese company which has so far been known only for selling washing machines and air conditioners»
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«Some officials in Brussels and Berlin were reported to oppose a Chinese takeover of the firm»
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Questo è invece quello
che è accaduto di questi giorni.
«Till Reuter, CEO of German industrial robotics firm Kuka for the last 10 years, will step down next month. The surprise move suggests big changes are afoot at the high-tech manufacturer, in Chinese hands since 2016»
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«When the Chinese home appliance maker Midea took over German “Industry 4.0” darling Kuka in 2016, business angst in Europe’s economic powerhouse was palpable»
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«As a cutting-edge German robotics firm, Kuka was precisely the kind of high-end European manufacturing company that many felt should not be sold off to the Chinese and their growing ambitions in the world of automation»
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«Teutonic teeth were gnashed all the way to the top of German government, but despite calls to intervene, Chancellor Angela Merkel did not do so and the takeover went through serenely.»
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«However, Monday’s news that Kuka CEO Till Reuter is to step down in December 2018, several years earlier than expected, suggests that the pace of change at the company is going to increase significantly in 2019»
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«Reuter said in 2017 that Kuka’s biggest goal was to become “number one in China,” an industrial market with arguably the biggest robotics potential»
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«However, Kuka has had its problems over the past two years. Growth has been sluggish and a fall in orders led the company, which employs more than 14,000 people across its multiple divisions, to downgrade its 2018 sales forecast from €3.5 billion to €3.3 billion. The value of Kuka shares has fallen by more than 50 percent in the last year»
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«existing struggles to meet high levels of demand quickly enough, have put the company under pressure.»
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«That was that the sale of such an innovative company to China was effectively a loss of intellectual property and high-tech know-how into Chinese hands and heads, something which would make German ambitions to become a world-leader in so-called Industry 4.0 innovation all the more challenging»
* * * * * * *
– Fino al 2016 Kuka era azienda leader mondiale nel settore della robotica.
– Un bel dì il governo decise di venderla ai cinesi, incurante di tutti gli accorati appelli degli industriali tedeschi. Frau Merkel aveva l’ideologica della “Europe’s open societies”. Se i fatti contraddicessero la teoria, tanto peggio per i fatti, diceva il buon Hegel.
– I cinesi in due anni hanno trasferito in patria tutto il know-how e tutti i brevetti, anche quelli non registrati. La produzione cinese non riesce a tener dietro a tutti gli ordini, la sede tedesca si sta desertificando.
– Adesso i tedeschi si stanno strappando i capelli.
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martedì 16 ottobre 2018
Brexit : "horror scenario" ma non per gli inglesi, ma per i tedeschi
Giuseppe Sandro Mela.
2018-10-16.
Per anni, dopo il referendum inglese per lasciare la Unione Europea, eurocrati e politici tedeschi si sono sgolati ad ammonire paternamente e più o meno bonariamente gli inglesi che la Brexit li avrebbe ridotti alla fame, alla miseria più nera, alla più tetra e cupa disperazione.
Nelle trattative con gli inglesi sia Mr Juncker, sia gli eurocratici, sia Frau Merkel ostentarono una tetragona chiusura ad ogni possibile accordo ragionevole: si comportarono, e si stanno ancora comportando, come femmine isteriche che il partner ha mandato al diavolo. Una faccenda che con un minimo di savoir-faire sarebbe stata risolta in pieno spirito di amicizia e collaborazione. In fondo, gli inglesi altro non chiedevano che di essere trattati da persone umane, rispettando le loro tradizioni, quelle giuridiche in primo luogo.
L'intransigenza di Mr Hollande prima, di Mr Macron dopo, e di Frau Merkel derivava dal fatto che presumevano, in modo erroneo, che i rispettivi Elettorati li avrebbero sempre sostenuti alla grande. Errore di valutazione che si è rivelato essere fatale.
Mrs May ha condotto con grande abilità le trattative alle lunghe.
Intanto, la popolarità di Mr Macron si avvia alla 'one-digit pecentage' e Frau Merkel. reduce dalla débâcle del 24 settembre dello scorso anno si appresta a subire altre cocenti sconfitte a giorni, in Baviera prima ed in Hessen dopo. In Europa contano oramai ben poco, anche se pur sempre di più di Mr Junker, i cui momenti di sobrietà stanno diventando sempre più rari.
Con le nuove elezioni europee del prossimo anno una eurodirigenza rinnovata nelle persone e nelle idee potrebbe benissimo trovare con gli inglesi accordi soddisfacenti.
In una Unione Europea formata da una confederazione di Stati Sovrani legati da un mercato comune di libero scambio e senza interferenze improprie delle Corti Europee, il Regno Unito ci starebbe più che bene.
giovedì 23 agosto 2018
La Germania svenduta
Giuseppe Sandro Mela.
2018-08-23.
Un classico errore dei governanti è quello di inseguire un qualcosa di lucroso nell’immediato, ma altamente controproducente del futuro. Non che i privati siano da meno, la storia economica dimostra una serie impressionante di episodi del genere.
Il problema si potrebbe porre in modo molto accattivante, argomentando sul concetto di futuro.
Chi viva l’immanente nella convinzione che tutto in esso si estingua è incapace per definizione di concepire il concetto stesso di futuro. Ma senza il concetto di futuro sarebbe impossibile nutrire sentimenti di speranza.
In campo politico e militare è la differenza che intercorre tra la tattica e la strategia. Ma sempre la storia insegnerebbe come senza una chiara visione strategica sia impossibile perseguire i propri fini. Quanti invece riescono a ragionare in tali termini mettono in pratica azione dopo azione, magari anche apparentemente scollegate, ma che in realtà altro non sono che tasselli di un puzzle che quando alla fine si evidenzia nella sua pienezza ne rende consolidati i fini perseguiti.
*
La Germania degli ultimi decenni ha evidenziato una carenza impressionante di pensiero strategico.
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sabato 16 giugno 2018
Occhio ai tedeschi, magari proprio da lunedì prossimo
Giuseppe Sandro Mela.
2018-06-16.
«Local authorities in Bavaria, Germany, could start turning back migrants on Monday (18 June) in a rebellion that threatens chancellor Angela Merkel's authority»
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«The Bavarian 'president', the CSU's Horst Seehofer, has said he has the authority to do it without her approval in his role as German interior minister.»
*
«He says people without IDs, or people who traversed another EU state to get to Germany, had no right to claim asylum there under EU law, which says the first point of entry into Europe is responsible for their care.»
*
«"Asylum tourism must end. Germany cannot wait endlessly for Europe, but must act independently," Markus Soeder, the CSU's Bavarian 'prime minister', said on Thursday.»
*
«Merkel "cannot prevent us from acting right now and doing what we are allowed to do legally," he added.»
*
«Merkel urged them to hold off until EU leaders meet in Brussels on 28 June»
* * * * * * * *
Occorrerebbe fare davvero molta attenzione.
Se è vero che l'attuale contenzioso pone in forse l'alleanza di governo Cdu - Csu, sarebbe altrettanto vero che molte delle soluzioni ventilate potrebbero essere altamente dannose per la Italia. Cerchiamo di non dimenticarcene.
Ci si riferisce in particolare alla ripetuta asserzione che i migranti illegali dovrebbero essere accuditi ed accolti dal paese europeo che per primo li abbia ricevuti.
«the first point of entry into Europe is responsible for their care».
Questa regola dell'Unione Europea, purtroppo accettata supinamente dai pregressi governi italiani gestiti dal partito democratico, condanna l'Italia a riempiersi senza via di scampo di ogni sorta di migranti illegali.
Una cosa infatti è quell'atto di umana decenza di raccogliere naufraghi nelle acque del mare, un'altra del tutto differente è consentire all'attracco di navi delle ogn (ngo) che praticano la tratta dei migranti a scopo di lucro, ed una infine diametralmente opposta il doversi far carico di quanti siano penetrati illegalmente nel territorio nazionale.
Si deve purtroppo constatare quanto malignamente le autorità dell'Unione Europea abbiano cercato di confondere questi tre differenti concetti: non hanno sbagliato, hanno voluto perpetrare una ignominia.
lunedì 7 novembre 2016
Per non dimenticare
Avrei voluto nei giorni scorsi commentare un articolo su "l'occidentale" o su "la verità", non ricordo in quale delle due testate, e che lamentava come un'azienda sia stata chiusa, non ricordo se fallita, per mancanza di commesse.
Colpa ,sopratutto, delle sanzioni verso la Russia, e dell'avere una produzione rivolta o gradita solo a quel tipo di cliente.
La cosa mi toccava particolarmente perché trattasi di un mobiliere, seppure con produzione classica, orientata appunto verso i gusti dei russi, ma è sempre un male se un produttore sparisce.
Tuttavia il mio commento sarebbe stato un richiamo, una lamentela, che si domandava come mai la maggior parte delle aziende italiane, vendono di fatto solo all'estero; del perché se vai al Salone del Mobile di Milano, anche lì , quasi tutti gli espositori non cercano né vogliono rappresentanti per l'Italia e,se proprio devono vendere a un negoziante lo fanno loro, senza intermediari, e rigorosamente con pagamento anticipato.
Ecco, direbbe qualcuno, non vendono in Italia, e giammai al sud, perché gli italiani non pagano, sono cattivi pagatori: potrei smentirli dato che alcuni pacchi dei miei conoscenti ,ormai anche loro ex produttori (ma non falliti:hanno solo chiuso e,per grazia di Dio, potevano farlo in maniera indolore...ma mi dispiace perché ho "perso" un fornitore) hanno perduto diversi migliaia di euro con un cliente a Praga che, dopo aver creato un'esposizione, ha portato via, fatto sparire, i mobili senza pagarli: mobili che loro, i miei conoscenti, avevano fornito gratuitamente confidando in ordini futuri, mai arrivati.
Ora il succo del mio discorso, del mio ragionamento, quale vuol essere?
Che troppo spesso si pensa solo ad esportare, alle aziende che esportano, si ignorano e talvolta disprezzano i clienti o potenziali clienti italiani, non si fa nulla perché gli italiani possano diventare "tuoi clienti" , non si pensa mai a un piano B perché troppo presi dagli ordini ricevuti, dalle grasse commesse.
Ho avuto modo di vedere in azioni, nei diversi saloni del mobile italiani (non solo a Milano, quindi) , i venditori che nei vari stand si prodigavano con successo per conseguire e far firmare e incassare il frutto del loro lavoro:cioè il mobile da vendere.
Dispiace che questi stessi abbiano abbandonato il mercato italiano: ora ,tanti, troppi hanno dovuto chiudere la baracca.
Ecco, non è solo colpa dei russi, delle sanzioni che come dei deficienti abbiano affibbiato alla Russia:ma è anche colpa di chi ha guardato per anni e anni dall'alto in basso i propri connazionali (non dimentichiamoci di quando si vendevano a camionate intere o container i mobili ai tedeschi) dicendo "non vendiamo in Italia, solo estero".
Colpa ,sopratutto, delle sanzioni verso la Russia, e dell'avere una produzione rivolta o gradita solo a quel tipo di cliente.
La cosa mi toccava particolarmente perché trattasi di un mobiliere, seppure con produzione classica, orientata appunto verso i gusti dei russi, ma è sempre un male se un produttore sparisce.
Tuttavia il mio commento sarebbe stato un richiamo, una lamentela, che si domandava come mai la maggior parte delle aziende italiane, vendono di fatto solo all'estero; del perché se vai al Salone del Mobile di Milano, anche lì , quasi tutti gli espositori non cercano né vogliono rappresentanti per l'Italia e,se proprio devono vendere a un negoziante lo fanno loro, senza intermediari, e rigorosamente con pagamento anticipato.
Ecco, direbbe qualcuno, non vendono in Italia, e giammai al sud, perché gli italiani non pagano, sono cattivi pagatori: potrei smentirli dato che alcuni pacchi dei miei conoscenti ,ormai anche loro ex produttori (ma non falliti:hanno solo chiuso e,per grazia di Dio, potevano farlo in maniera indolore...ma mi dispiace perché ho "perso" un fornitore) hanno perduto diversi migliaia di euro con un cliente a Praga che, dopo aver creato un'esposizione, ha portato via, fatto sparire, i mobili senza pagarli: mobili che loro, i miei conoscenti, avevano fornito gratuitamente confidando in ordini futuri, mai arrivati.
Ora il succo del mio discorso, del mio ragionamento, quale vuol essere?
Che troppo spesso si pensa solo ad esportare, alle aziende che esportano, si ignorano e talvolta disprezzano i clienti o potenziali clienti italiani, non si fa nulla perché gli italiani possano diventare "tuoi clienti" , non si pensa mai a un piano B perché troppo presi dagli ordini ricevuti, dalle grasse commesse.
Ho avuto modo di vedere in azioni, nei diversi saloni del mobile italiani (non solo a Milano, quindi) , i venditori che nei vari stand si prodigavano con successo per conseguire e far firmare e incassare il frutto del loro lavoro:cioè il mobile da vendere.
Dispiace che questi stessi abbiano abbandonato il mercato italiano: ora ,tanti, troppi hanno dovuto chiudere la baracca.
Ecco, non è solo colpa dei russi, delle sanzioni che come dei deficienti abbiano affibbiato alla Russia:ma è anche colpa di chi ha guardato per anni e anni dall'alto in basso i propri connazionali (non dimentichiamoci di quando si vendevano a camionate intere o container i mobili ai tedeschi) dicendo "non vendiamo in Italia, solo estero".
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mercoledì 2 novembre 2016
Così si sente dire
Non è sempre vero ciò che ci viene dette , riferito , però non dubito almeno in questo caso: un vigile urbano che dice che deve chiudere un'occhio verso i venditori abusivi extracomunitari , diversamente ci cazziano .
Mi ricorda di quando, agli inizi degli anni 80, la stessa cosa mi veniva detta da amici della polizia di stato, allorché i magistrati trattenevano loro, i poliziotti quando questi avevano la brutta abitudine di arrestare gli spacciatori di droga.
Mi dicevano che loro venivano trattenuti, e gli spacciatori rilasciati.
E come fai tu a sapere queste cose? Perché ho combattuto per anni una battaglia per togliermi il via vai di spacciatori e compratori di droga dinnanzi al negozio: la gente ,se vede questo andirivieni, non è invogliata ad entrare nemmeno per chiederti l'uso del bagno o per fare una fotocopia, e quando viene la sera è pure peggio, quando è notte è ancora peggio, perché orinano agli angoli delle vetrine e il giorno dopo tocca a te pulire piscio, vomiti, siringhe, farmaci, bucce di limone, e ogni altra porcheria.
Mi ricorda di quando, agli inizi degli anni 80, la stessa cosa mi veniva detta da amici della polizia di stato, allorché i magistrati trattenevano loro, i poliziotti quando questi avevano la brutta abitudine di arrestare gli spacciatori di droga.
Mi dicevano che loro venivano trattenuti, e gli spacciatori rilasciati.
E come fai tu a sapere queste cose? Perché ho combattuto per anni una battaglia per togliermi il via vai di spacciatori e compratori di droga dinnanzi al negozio: la gente ,se vede questo andirivieni, non è invogliata ad entrare nemmeno per chiederti l'uso del bagno o per fare una fotocopia, e quando viene la sera è pure peggio, quando è notte è ancora peggio, perché orinano agli angoli delle vetrine e il giorno dopo tocca a te pulire piscio, vomiti, siringhe, farmaci, bucce di limone, e ogni altra porcheria.
lunedì 3 dicembre 2012
Denunciati al Tribunale dell'Aja per crimini contro l'umanità!
30 Novembre 2012 – di Corrado Belli – Fonte: http://www.mentereale.com/articoli/denunciati-al-tribunale-internazionale-di-den-haag-per-crimini-contro-l-umanita
martedì 14 agosto 2012
I polacchi complici dell’Olocausto» (la «narrativa» si allarga)
Premetto che l'articolo non c'è tutto,ma mi piace offrirvi lo spunto per una riflessione.
È in corso il tentativo antistorico di comprendere anche i polacchi nella «colpa collettiva» dell’annichilimento degli ebrei, che già pesa sui tedeschi. Furono al contrario gli stessi ebrei ad instaurare in quel Paese un vero regno del terrore. Anzi, un programma di sterminio in odio al patriottismo polacco, considerato il vero nemico. Briciole di verità ci indicano che gli ebrei, in Polonia, furono i veri persecutori.
È accaduto il 29 maggio scorso. Il presidente Barak Obama tributa una
È in corso il tentativo antistorico di comprendere anche i polacchi nella «colpa collettiva» dell’annichilimento degli ebrei, che già pesa sui tedeschi. Furono al contrario gli stessi ebrei ad instaurare in quel Paese un vero regno del terrore. Anzi, un programma di sterminio in odio al patriottismo polacco, considerato il vero nemico. Briciole di verità ci indicano che gli ebrei, in Polonia, furono i veri persecutori.
È accaduto il 29 maggio scorso. Il presidente Barak Obama tributa una
martedì 5 giugno 2012
Favoriscono i centri commerciali: ecco come
A Sassari e a Cagliari aver realizzato delle ZTL è stato un danno, anzitutto per motivi economici e anche a livello di salute non è detto che sia migliorata la qualità dell'aria. Per esempio l'ape che viene utilizzata dal netturbino, e che lui accende e spegne con la stessa frequenza del postino che ,invece, si sposta su uno scooter, inquina assai di più di uno stesso veicolo dotato,anch'esso di marmitta catalitica.
lunedì 12 marzo 2012
Lapida il cane del titolare;tradito da video e licenziato
Purtroppo dovrebbe essere vero quanto scritto su l'unione sarda.it che,infatti riporta :
E'
successo in un'azienda nella zona industriale di Predda Niedda, a
Sassari. L'operaio, 47 anni e padre di due figli, ha finito la piccola
cagnetta spaccandole la testa con una grossa pietra.
Ha
ucciso a calci e pietre la cagnetta del datore di lavoro sotto l'occhio
di una telecamera a circuito chiuso: grazie alle immagini l'uomo, un
operaio di 47 anni, padre di due figli, è stato licenziato e rischia ora
di finire sotto processo per gravi maltrattamenti sugli animali, un
reato punibile con la reclusione da 4 mesi a 2 due anni.
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