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giovedì 7 marzo 2019
giovedì 17 maggio 2018
Vecchi, automazione, moneta, assicurazioni, povertá di Lorenzo Marchetti
Il titolo sembra un’accozzagli di concetti distanti tra loro ma c’é un filo comune che li lega, e che a mio avviso delineerà il trend nei paesi ad alto reddito nei prossimi anni.
Questo post é un po’ figlio della discussione che ho avuto con Alessia la Kazara in questo post su ExitEconomics e dopo aver letto l’eccellente post di Maurizio Blondet sulla monetizzazione del debito operabile dalle Banche Centrali (andava peró specificato in regime di bassa inflazione o deflazione): quest’ultimo é un concetto strano per molti, ma non per il sottoscritto, perché seguo Richard Duncan da tre anni pur non essendo economista.
Vecchi: é inevitabile che i paesi ad alto reddito (non li chiamerei industrializzati, perché l’industria fa pensare a grossi stabilimenti mentre il reddito puó venire dal terziario avanzato, vedi la City di Londra per la finanza) facciano meno figli. Non siamo piú contadini né minatori, i figli non servono come una volta (“auguri e figli maschi” perché le braccia maschili lavoravano la terra) e costano molto di piú. Centinaia di migliaia di euro prima che raggiungano la maggiore etá, in taluni casi. Istruzione, sanitá, baby sitter, sport, cibo, arredamento della stanzetta, xbox, etc. Un figlio non lo misuri certo per i costi, chiariamo questo punto!!, ma é normale che se una famiglia non naviga nell’oro, dopo il primo figlio deve pensarci due volte prima di farne un altro.
Aggiungiamo che la superficie di uno territorio abitabile é quella che é e, a meno di non coprire un paese di palazzoni, con la conseguente pessima qualitá della vita che ne consegue, non ha senso pensare di “aumentare la popolazione” all’infinito. E’da idioti. E’una mentalitá contadina e polarizzata dalla stupida religione del “piú é meglio”.
Quindi ci saranno sempre piú vecchi rispetto ai giovani. E allora? qual é il problema? il problema nasce per coloro che pensano che per garantire una vita decente ad una persona anziana occorre che i giovani lavorino. Per produrre reddito.
Reddito. Da cui pagare le tasse per pagare i servizi agli anziani.
Spiace ma questa é una equazione semplicistica. Non tiene conto del fattore produttivitá. E qui entra in gioco l’automazione. Se per assurdo fosse sufficiente, grazie all’automazione, un solo uomo in un paese per produrre il necessario (il necessario cambia ogni secondo ma giusto per fare un esempio…) tutti gli altri dovranno fare altro. Il reddito é svincolato da quanta gente lavora. E’dal 1971 che i soldi si creano dal nulla. Dal NULLA.
Prendete il Giappone. Non vogliono immigrati giovani. Ma invecchiano. Chi pulirá il culo agli anziani? o li porterá in giro al parco? secondo voi perché spingono tanto sull’automazione? Lo faranno i robot. I robot sostituiranno i “giovani” per attivitá legate all’invecchiamento. Non parliamo di Intelligenza Artificiale, é un termine da marketing. Parliamo di automazione spinta.
E il debito pubblico giapponese? stratosferico rispetto al PIL. La disoccupazione? bassissima. Eppure lo stato dovrebbe chiedere tasse altissime per pagare gli interessi su un debito cosí mostruoso.
Come si spiega cio’? si spiega perché il debito é solo un numero in un registro della banca centrale. Il Paese crea e presta denaro a se stesso, e poi lo distrugge. Mentre l’economia gira.
E poi perché la produttivitá in Giappone é altissima. Altissima rispetto agli ALTRI paesi industrializzati.
Obiezione: Eh ma i giapponesi non fanno figli. Anzi, non scopano proprio, pare. Si ubriacano tutte le sere coi colleghi.
Nessun paese é “perfetto”. Intendiamoci. Ma evidentemente i giapponesi preferiscono la cultura del lavoro, un robot pulito e asettico ad un immigrato che arriva col barcone e che porta una cultura diversa da quella del giapponese. Sono gusti.
Obiezione: e come campano i vecchi se non ci sono i giovani a lavorare, a pagare le tasse?
Saranno le banche centrali a produrre moneta. Sará reddito di cittadinanza. Io mi ribello a questo concetto, ma sono perdente. Sará cosí. Sará possibile generare moneta senza causare inflazione grazie a due fattori:
1. Automazione –> deflattiva
2. Globalizzazione –> deflattiva.
E tutte e due sono rese possibili dalla telematica e dalla microelettronica.
E sinceramente: arrivare a 80 anni in salute grazie alla automazione e alla sensoristica, ha i suoi indubbi vantaggi.
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lunedì 24 dicembre 2012
MA NESSUNO PIANGE IN OCCIDENTE PER LE BAMBINE AFGANE SALTATE SU UNA MINA (ITALIANA)
Mentre tutta l'America, Obama in testa, piangeva per la strage dei venti bambini uccisi in una scuola di Newtown (Connecticut) da un ragazzo di vent'anni (certamente folle, ma anche prodotto estremo di un popolo che ha la violenza nel sangue oltre che di un 'mal de vivre' che coinvolge l'intero Occidente, si pensi a quello che accade a casa nostra, soprattutto contro le donne) e i media internazionali dedicavano ogni giorno una mezza dozzina di pagine al tragico evento, in Afghanistan dieci bambine che stavano raccogliendo legna in un bosco vicino al loro villaggio nel distretto di Chanarhar (Afghanistan orientale) sono saltate su una mina, uccise, mentre altre due rimanevano gravemente ferite.
Nella foto: I funerali delle 10 bambine
I media internazionali hanno dedicato alla notizia -quando l'hanno fatto- poche righe. E questo si capisce. Gli afghani, sia pur bambini, non sono esseri propriamente umani come gli occidentali e, tantomeno, gli americani. Non appartengono alla 'cultura superiore'.
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sabato 8 dicembre 2012
I Cosiddetti Nuovi Posti di Lavoro in Usa: Solo per Vecchi (di Maurizio Blondet)
“Usa: creati più posti di lavoro del previsto”, “Usa: a novembre più
147 mila posti di lavoro!”. Entusiasmo d’ufficio nei media sussidiati:
il mondo sta uscendo dalla crisi, è la luce in fondo al tunnel! Monti
ha sempre ragione! Ma se vediamo più da vicino i dati di questo
miracolo americano, sgranandolo per classi di età dei “nuovi”
lavoratori, il quadro è lievemente agghiacciante. Anzitutto una
spiegazione: i posti imprevisti in più si aggiungono alla “normale”
crescita di 1,2 milioni di posti di lavoro a novembre, “normale” perchè
si tratta di assunzioni in vista dello shopping natlizio. Ebbene: i
vecchi, tra i 55 e i 69 anni, si sono accaparrati i posti di lavoro
creati in più, anzi ancora di più: ben 177 mila. Nella classe di
età fra i 24 e i 55 anni, la più produttiva e quella che spunta le
buste-paga più alte, i posti di lavoro sono in realtà calati di 359
mila .
E’ una tendenza costante: da quando Obama è entrato alla Casa Bianca, la classe 55-69 anni ha cumulativamente guadagnato 4 milioni di posti di lavoro; le classi giovanili, dai 20 ai 25 e dai 25 ai 55, ne hanno persi 3 milioni. Tre milioni di posti di lavoro perduti.

http://www.zerohedge.com/sites/default/files/images/user5/imageroot/2012/12/Total%20jobs%20since%20Obama%20by%20age%20-%202%20groups.jpg
Come si spiega questa tragica distorsione dell’occupazione in America, questa esplosione della manodopera geriatrica e collasso dei lavoratori più giovani? Facile: i vecchi si contentano di paghe più basse. I loro fondi-pensione privati, a cui hanno versato contributi per decenni, sono stati svuotati dal grande crack finanziario speculativo; e con ciò, è andata in cenere la speranza di questa classe di ritirarsi prima dei 70 anni. E’ la foltissima classe dei baby-boomers (nati attorno al 1945) passata da benestante a bisognosa, che non esige salario pieno, perchè o integra piccole pensioncine che da sè non bastano per vivere, o ha qualcosa da parte.
In tal modo, i datori di lavoro hanno a disposizione una forza-lavoro con molta esperienza che non deve essere addestrata come i giovani, abituata a lavorare (contrariamente a molti giovani, anche in Usa), e che costa stipendi da immigrato clandestino: tipicamente, WalMart assume questi vecchietti per 7 dollari l’ora, e - spesso – solo fino a Capodanno. Ma questa classe occupa i posti dei giovani, che costerebbero di più; una triste concorrenza interna, il lavoro si delocalizza anbche così: invece che in India, si delocalizza per età. Molti di questi “lavori” consistono nel mascherarsi da Babbo Natale, riempire i pacchi dei clienti e simili.
Risultato: oggi in America il numero dei lavoratori “veri”, nella classe d’età 25-55 anni che conta 94 milioni di persone, è tornato ad essere quello che era nel 1977, ossia 35 anni fa.

http://www.zerohedge.com/news/2012-12-07/number-workers-aged-25-54-back-april-1997-levels
http://www.zerohedge.com/sites/default/files/images/user5/imageroot/2012/12/55-69_0.jpg
Per giunta, il 73% dei posti di lavoro creati in Usa negli ultimi cinque mesi è nel settore pubblico: federale, stati, comunità locali. Come in Europa, anche là il “mercato del lavoro” privato è praticamente chiuso. Tranne per 65enni ed oltre, costretti a tornare a lavorare per bisogno. Presto anche in Italia?
http://www.rischiocalcolato.it/2012/12/i-cosiddetti-nuovi-posti-di-lavoro-in-usa-solo-per-vecchi-di-maurizio-blondet.html
E’ una tendenza costante: da quando Obama è entrato alla Casa Bianca, la classe 55-69 anni ha cumulativamente guadagnato 4 milioni di posti di lavoro; le classi giovanili, dai 20 ai 25 e dai 25 ai 55, ne hanno persi 3 milioni. Tre milioni di posti di lavoro perduti.
http://www.zerohedge.com/sites/default/files/images/user5/imageroot/2012/12/Total%20jobs%20since%20Obama%20by%20age%20-%202%20groups.jpg
Come si spiega questa tragica distorsione dell’occupazione in America, questa esplosione della manodopera geriatrica e collasso dei lavoratori più giovani? Facile: i vecchi si contentano di paghe più basse. I loro fondi-pensione privati, a cui hanno versato contributi per decenni, sono stati svuotati dal grande crack finanziario speculativo; e con ciò, è andata in cenere la speranza di questa classe di ritirarsi prima dei 70 anni. E’ la foltissima classe dei baby-boomers (nati attorno al 1945) passata da benestante a bisognosa, che non esige salario pieno, perchè o integra piccole pensioncine che da sè non bastano per vivere, o ha qualcosa da parte.
In tal modo, i datori di lavoro hanno a disposizione una forza-lavoro con molta esperienza che non deve essere addestrata come i giovani, abituata a lavorare (contrariamente a molti giovani, anche in Usa), e che costa stipendi da immigrato clandestino: tipicamente, WalMart assume questi vecchietti per 7 dollari l’ora, e - spesso – solo fino a Capodanno. Ma questa classe occupa i posti dei giovani, che costerebbero di più; una triste concorrenza interna, il lavoro si delocalizza anbche così: invece che in India, si delocalizza per età. Molti di questi “lavori” consistono nel mascherarsi da Babbo Natale, riempire i pacchi dei clienti e simili.
Risultato: oggi in America il numero dei lavoratori “veri”, nella classe d’età 25-55 anni che conta 94 milioni di persone, è tornato ad essere quello che era nel 1977, ossia 35 anni fa.
http://www.zerohedge.com/news/2012-12-07/number-workers-aged-25-54-back-april-1997-levels
http://www.zerohedge.com/sites/default/files/images/user5/imageroot/2012/12/55-69_0.jpg
Per giunta, il 73% dei posti di lavoro creati in Usa negli ultimi cinque mesi è nel settore pubblico: federale, stati, comunità locali. Come in Europa, anche là il “mercato del lavoro” privato è praticamente chiuso. Tranne per 65enni ed oltre, costretti a tornare a lavorare per bisogno. Presto anche in Italia?
http://www.rischiocalcolato.it/2012/12/i-cosiddetti-nuovi-posti-di-lavoro-in-usa-solo-per-vecchi-di-maurizio-blondet.html
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