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mercoledì 17 aprile 2019
venerdì 15 giugno 2018
Craxi nel ‘90: soldi ai poveri, e il mondo guarirà entro il 2020
«Proporre ai paesi poveri del mondo un “contratto di solidarietà” che rompa, entro il 2020, il ciclo infernale della miseria e della fame». Così parlava Bettino Craxi a Parigi nel lontanissimo 1990. La proposta: cancellare il debito del Terzo Mondo. Noi cos’abbiamo fatto, in trent’anni, su quel fronte? Meno di zero. Il 2020 è praticamente arrivato, e quei paesi (sempre più poveri) vomitano disperati sulle sponde del Mediterraneo. Rileggere oggi le parole di Craxi – riportate all’epoca dai quotidiani – fa semplicemente piangere: qualcuno ricorda una sola sillaba, di tenore paragonabile, pronunciata negli ultimi decenni da uno qualsiasi dei famosi campioni dell’Unione Europea? Siamo sgovernati da infimi ragionieri e grigi yesmen al servizio del capitale finanziario neoliberista che i tipi come Craxi li ha esiliati in Tunisia, trasformandoli in profughi politici – corsi e ricorsi, nell’amara ironia della storia: importiamo derelitti, dopo aver cacciato leader autorevoli e dotati di visione strategica. Nel ‘90, Craxi intervenne nella capitale francese in qualità di rappresentante personale del segretario generale dell’Onu per i problemi del debito del Terzo Mondo, dinanzi alla Conferenza parigina dei 41 paesi più poveri del pianeta.
Un discorso, scrisse Franco Fabiani su “Repubblica” – nel quale Craxi ha ripercorso quelli che ha definito «i sentieri statistici della povertà che solcano il globo con la loro sfilata di drammatici indici della miseria e del sottosviluppo, dall’America latina
all’Asia, dal Medio Oriente all’Africa subsahariana». Circa un miliardo di persone definite povere nelle statistiche ufficiali della Banca Mondiale (senza comprendere la Cina) costrette a fare i conti con risorse inferiori a quelle che occorrono per il minimo vitale. Erano quattro, per Craxi, i maggiori problemi da affrontare: nodi che – ieri come oggi – turbano, in questo contesto drammatico, «la ricerca dell’equilibrio e della prosperità di tutto il nostro pianeta: le guerre, la povertà, il debito, il degrado ecologico e ambientale». Africa e Asia, Medio Oriente, America Latina: aree tormentate negli anni ‘80 da guerre, guerriglie tra Stati e popoli e gruppi di diverse ideologie. Tragedie che hanno prodotto «distruzioni e persecuzioni, ma anche e soprattutto costi economici enormi, che hanno aumentato a dismisura l’indebitamento». Di qui la ricetta di Craxi, proposta alle 150 delegazioni presenti a Parigi: sviluppare una cooperazione con questi paesi per mettere fine ai conflitti e alleviare il debito, cominciando dai paesi che rispettano i diritti umani.
giovedì 17 maggio 2018
Vecchi, automazione, moneta, assicurazioni, povertá di Lorenzo Marchetti
Il titolo sembra un’accozzagli di concetti distanti tra loro ma c’é un filo comune che li lega, e che a mio avviso delineerà il trend nei paesi ad alto reddito nei prossimi anni.
Questo post é un po’ figlio della discussione che ho avuto con Alessia la Kazara in questo post su ExitEconomics e dopo aver letto l’eccellente post di Maurizio Blondet sulla monetizzazione del debito operabile dalle Banche Centrali (andava peró specificato in regime di bassa inflazione o deflazione): quest’ultimo é un concetto strano per molti, ma non per il sottoscritto, perché seguo Richard Duncan da tre anni pur non essendo economista.
Vecchi: é inevitabile che i paesi ad alto reddito (non li chiamerei industrializzati, perché l’industria fa pensare a grossi stabilimenti mentre il reddito puó venire dal terziario avanzato, vedi la City di Londra per la finanza) facciano meno figli. Non siamo piú contadini né minatori, i figli non servono come una volta (“auguri e figli maschi” perché le braccia maschili lavoravano la terra) e costano molto di piú. Centinaia di migliaia di euro prima che raggiungano la maggiore etá, in taluni casi. Istruzione, sanitá, baby sitter, sport, cibo, arredamento della stanzetta, xbox, etc. Un figlio non lo misuri certo per i costi, chiariamo questo punto!!, ma é normale che se una famiglia non naviga nell’oro, dopo il primo figlio deve pensarci due volte prima di farne un altro.
Aggiungiamo che la superficie di uno territorio abitabile é quella che é e, a meno di non coprire un paese di palazzoni, con la conseguente pessima qualitá della vita che ne consegue, non ha senso pensare di “aumentare la popolazione” all’infinito. E’da idioti. E’una mentalitá contadina e polarizzata dalla stupida religione del “piú é meglio”.
Quindi ci saranno sempre piú vecchi rispetto ai giovani. E allora? qual é il problema? il problema nasce per coloro che pensano che per garantire una vita decente ad una persona anziana occorre che i giovani lavorino. Per produrre reddito.
Reddito. Da cui pagare le tasse per pagare i servizi agli anziani.
Spiace ma questa é una equazione semplicistica. Non tiene conto del fattore produttivitá. E qui entra in gioco l’automazione. Se per assurdo fosse sufficiente, grazie all’automazione, un solo uomo in un paese per produrre il necessario (il necessario cambia ogni secondo ma giusto per fare un esempio…) tutti gli altri dovranno fare altro. Il reddito é svincolato da quanta gente lavora. E’dal 1971 che i soldi si creano dal nulla. Dal NULLA.
Prendete il Giappone. Non vogliono immigrati giovani. Ma invecchiano. Chi pulirá il culo agli anziani? o li porterá in giro al parco? secondo voi perché spingono tanto sull’automazione? Lo faranno i robot. I robot sostituiranno i “giovani” per attivitá legate all’invecchiamento. Non parliamo di Intelligenza Artificiale, é un termine da marketing. Parliamo di automazione spinta.
E il debito pubblico giapponese? stratosferico rispetto al PIL. La disoccupazione? bassissima. Eppure lo stato dovrebbe chiedere tasse altissime per pagare gli interessi su un debito cosí mostruoso.
Come si spiega cio’? si spiega perché il debito é solo un numero in un registro della banca centrale. Il Paese crea e presta denaro a se stesso, e poi lo distrugge. Mentre l’economia gira.
E poi perché la produttivitá in Giappone é altissima. Altissima rispetto agli ALTRI paesi industrializzati.
Obiezione: Eh ma i giapponesi non fanno figli. Anzi, non scopano proprio, pare. Si ubriacano tutte le sere coi colleghi.
Nessun paese é “perfetto”. Intendiamoci. Ma evidentemente i giapponesi preferiscono la cultura del lavoro, un robot pulito e asettico ad un immigrato che arriva col barcone e che porta una cultura diversa da quella del giapponese. Sono gusti.
Obiezione: e come campano i vecchi se non ci sono i giovani a lavorare, a pagare le tasse?
Saranno le banche centrali a produrre moneta. Sará reddito di cittadinanza. Io mi ribello a questo concetto, ma sono perdente. Sará cosí. Sará possibile generare moneta senza causare inflazione grazie a due fattori:
1. Automazione –> deflattiva
2. Globalizzazione –> deflattiva.
E tutte e due sono rese possibili dalla telematica e dalla microelettronica.
E sinceramente: arrivare a 80 anni in salute grazie alla automazione e alla sensoristica, ha i suoi indubbi vantaggi.
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venerdì 23 febbraio 2018
Cina ed emersione della povertà rurale
Giuseppe Sandro Mela.
2018-02-23.
I grafici riportati dall'Economist si riferiscono al 2010 - 2011: in termini medi dovrebbero essere triplicati (vide infra).
Definire quale sia il livello di povertà in un paese a dimensione continentale è cosa ardua. In Cina, le zone orientali costiere sono ragionevolmente sviluppate dal punto di vista economico, ed ivi il costo della vita è molto maggiore rispetto alle zone rurali interne.
Non solo. Quando un paese vede crescere la propria economia al ritmo del 6% - 8% l'anno, dovrebbe andare di conserva come il livello reddituale minimo per poter parlare di povertà vari anche esso.
Questa situazione oggettiva spiega il perché al momento sia disponibile una ridda di dati relativi alla soglia di povertà in Cina: spesso sono riportati senza indicare le condizioni al contorno e sono quindi ripresi come se fossero di validità generale, generando così ulteriore confusione in un quadro che proprio non ne avrebbe bisogno.
Un criterio ragionevole è quello di considerare sotto la soglia di povertà coloro che nella provincia in cui vivono non percepiscano quanto serva per gestire una abitazione confacente, procurarsi un vitto decente, potersi permettere i servizi fondamentali alla vita, quali l'accesso alla corrente elettrica, all'acqua, ad un minimo di riscaldamento durante il periodo invernale.
Il National Bureau of Statitics of China pubblica nella sezione 'People's Living Conditions' dei dati metodologicamente ineccepibili, relativi al quarto trimestre 2017.
«- Per Capita Disposable Income Nationwide, Accumulated(yuan) 25,973.8
- Median of Per Capita Disposable Income Nationwide, Accumulated(yuan) 22,408.0
- Per Capita Disposable Wages Nationwide, Accumulated(yuan) 14,620.3
- Per Capita Food&Tobacco Expenditure Nationwide, Accumulated(yuan) 5,373.6
- Per Capita Residence Expenditure Nationwide, Accumulated(yuan) 4,106.9»
*
Alcune considerazioni emergono spontanee.
- Il reddito medio procapite è solo di poco superiore a quello mediano, segno di una minima sperequazione della ricchezza;
- La spesa media per alimentari e sigarette incide per il 20.69% delle entrate;
- La spesa media per l'abitazione incide per il 15.81% delle entrate.
*
Questi dati indicherebbero come sia stato raggiunto un soddisfacente livello di prosperità: punto di partenza, non certo di arrivo. Come detto, in una società in rapido sviluppo economico, la soglia di povertà si innalza di conserva con l'aumento delle entrate procapite mediane: è tempo-variante. Per la dottrina economica cinese, il problema non consiste nel ridurre la fascia dei ricchi, quanto piuttosto nell'innalzare il reddito dei poveri, dando loro un dignitoso lavoro.
«China has long spoken of a ‘war on poverty,’ but recent signs suggest it might be even more of a focus in 2018»
*
«For the sixth year in a row, Xi’s Lunar New Year inspection tour has taken him to the front lines of China’s war against poverty»
*
«This year, the “front lines” were in Sichuan province, a mountainous inland province bordering the provinces of Tibet to the west and Yunnan to the south»
*
«Xi visited members of the Yi ethnic group, where he vowed to exorcise “the evils of ignorance, backwardness and poverty.”»
* * * * * * * *
Nel suo pragmatismo, la dottrina economica cinese punta tutti i suoi sforzi a traslare la curva di Pareto verso destra, senza curarsi del dove arrivi la lunga coda. L'obbiettivo è che tutti stiano bene: se alcuni stanno meglio, ben per loro.
«Xi’s pledge to eliminate poverty by 2020 is also not new; that’s been part of China’s definition of the goal of attaining a “moderately prosperous society” since the Hu Jintao era»
Poi, una volta raggiunto codesto obiettivo, si vedrà il da farsi.
→ The Diplomat. 2018-02-16. Is This the Year China Gets Serious About Ending Rural Poverty?
China has long spoken of a ‘war on poverty,’ but recent signs suggest it might be even more of a focus in 2018.
*
As has become his tradition, Chinese President Xi Jinping used this week’s New Year inspection tour (meaning the Lunar New Year, rather than January 1) to demonstrate the government’s focus on combatting poverty. “For the sixth year in a row, Xi’s Lunar New Year inspection tour has taken him to the front lines of China’s war against poverty,” Xinhua, China’s state news agency declared.
This year, the “front lines” were in Sichuan province, a mountainous inland province bordering the provinces of Tibet to the west and Yunnan to the south. Xi visited members of the Yi ethnic group, where he vowed to exorcise “the evils of ignorance, backwardness and poverty.”
“To lead the people to a better life is our goal. Not a single ethnic group, family or person should be left behind,” Xi told villagers during his New Year inspection tour.
This year’s inspection tour was fairly routine. Chinese media coverage even borrowed liberally from descriptions of Xi’s trips to other impoverished villages in previous years. After all, China has been waging its “war on poverty” since at least Xi Jinping came to power – if not for decades. Xi’s pledge to eliminate poverty by 2020 is also not new; that’s been part of China’s definition of the goal of attaining a “moderately prosperous society” since the Hu Jintao era.
Yet there are other signs that this year’s emphasis on poverty reduction, while not unique, may bring more tangible results than in years past.
Xi’s visit to Sichuan, and the resulting emphasis on “people-centered development” and poverty reduction, is in line with a major rhetorical shift in Xi’s remarks at the 19th National Congress of the Chinese Communist Party in October 2017. In his work report, Xi said that the “principal contradiction facing Chinese society” had evolved, from a contradiction between “the ever-growing material and cultural needs of the people and backward social production” to today’s “contradiction between unbalanced and inadequate development and the people’s ever-growing needs for a better life.”
In plain English, that means the Party’s goal in guiding development is no longer to boost “production” but to address economic and social imbalances in order to provide “a better life” for China’s people. And that “better life,” according to Xi, is defined broadly, not only in terms of access to material goods but intangibles like “democracy, rule of law, fairness and justice, security, and a better environment.”
Though this change made fewer headlines than “Xi Jinping Thought,” also introduced in the work report, Xi was not exaggerating (at least not much) when he said the new “contradiction” was a “historic shift that affects the whole landscape and that creates many new demands for the work of the Party and the country.” In essence, Xi acknowledged that China’s previous growth-at-all-costs model was no longer meeting the expectations of the Chinese people; the time has come for a shift to growth that actively considers the all-around well-being of the population (For more on the importance of this change, see Evan Feigenbaum’s article for the Carnegie Endowment for International Peace).
This is the necessary context behind Xi’s visit to rural Sichuan, and the recent government statement outlining a “rural rejuvenation” policy. China’s developmental imbalances are best embodied in the tension between the prosperous cities of the east coast and its impoverished rural inland regions. In 2011, the Economist created a map comparing different provinces of China to countries around the world in terms of GDP. The eastern coastal provinces have GDPs comparable to western European economies like Switzerland and Austria; further inland, provinces merit less enviable comparisons to Libya and Bolivia. While the numbers are outdated, the general trend remains true.
The government has long recognized the issue this imbalanced development creates. The high incidence of rural poverty makes it the most urgent area of focus in China’s “war on poverty”; according to the Chinese government’s definition of poverty, as of 2015 there were 55 million rural poor out of a total of 70 million Chinese living in poverty. As part of its coverage of Xi’s New Year tour, Xinhua said that China had reduced the number of rural poor by 10 million in 2017, without providing exact figures (Xinhua claimed the same 10 million figure for poverty reduction in 2016).
Ending rural poverty, however, is far easier said than done. Xi’s predecessor, Hu Jintao, also made addressing China’s developmental imbalances a major theme of his time in office; that was a key part of Hu’s signature “scientific development” catchphrase. Yet, according to Kerry Brown, “the best that can be said” for Hu’s efforts is that he was able to “stabilize” inequality during his final three years in power.
Whether Xi will have better luck might be the biggest question facing China today.
domenica 22 gennaio 2017
Non se ne cava piede
Tra terremoti e incidenti vari, maltempo e incoronazioni , Sanremo e il carnevale alle porte, chi si ricorda più delle aziende che chiudono, dei pignoramenti e dei suicidi per cause economiche?
Ci si ricorda e si provvede per aiutare i migranti per cause economiche e climatiche , non certo per aiutare le famiglie dei falliti e dei senza lavoro che, è bene ricordarlo ,almeno per quanto mi consta sapere, non vogliono andare a mangiare in mensa facendo la fila dalle 8 del mattino!No!
Vorrebbero riuscire ad affrancarsi, venir fuori dalla povertà, con dignità, e lasciare alle spalle un passato fatto anche di errori (magari compiuto dai genitori, o da un fisco assassino e da governi che tassano un negoziante con imposizioni inps inail e comunali ...ancor prima di iniziare ad aver incassato un centesimo di euro!): cioè queste persone vorrebbero vivere una vita normale, non certo fatta di eccessi o stravaganze, ma che sia improntata alla mentalità occidentale ed europea, non certo alla forma mentis orientale e musulmana, dove, ed è bene ricordarlo, le disparità economiche, tra i vari ceti, sono enormi, e dove governano monarchie o dittatori, o dove ci sono false democrazie, come in India e Turchia ad esempio.
Ora nessuno ha voglia di cambiare le cose ,non c'è politico che abbia delle idee che non siano quelle solite due: andare alle elezioni subito, oppure andare dopo ottobre.
Ma la situazione, in entrambi i casi , è la stessa: entrambi prima di fare qualcosa dovranno...vedere cosa troveranno.
Un po' come quello che ti promette che le tasse comunali saranno ribassate e poi ti dice che non sapeva che le cose fossero così malmesse.
Risultato? autovelox e telecamere ovunque, parcheggi a pagamento anche dove e quando non servono: pd, m5s,destra...tutti uguali!O no?
Ci si ricorda e si provvede per aiutare i migranti per cause economiche e climatiche , non certo per aiutare le famiglie dei falliti e dei senza lavoro che, è bene ricordarlo ,almeno per quanto mi consta sapere, non vogliono andare a mangiare in mensa facendo la fila dalle 8 del mattino!No!
Vorrebbero riuscire ad affrancarsi, venir fuori dalla povertà, con dignità, e lasciare alle spalle un passato fatto anche di errori (magari compiuto dai genitori, o da un fisco assassino e da governi che tassano un negoziante con imposizioni inps inail e comunali ...ancor prima di iniziare ad aver incassato un centesimo di euro!): cioè queste persone vorrebbero vivere una vita normale, non certo fatta di eccessi o stravaganze, ma che sia improntata alla mentalità occidentale ed europea, non certo alla forma mentis orientale e musulmana, dove, ed è bene ricordarlo, le disparità economiche, tra i vari ceti, sono enormi, e dove governano monarchie o dittatori, o dove ci sono false democrazie, come in India e Turchia ad esempio.
Ora nessuno ha voglia di cambiare le cose ,non c'è politico che abbia delle idee che non siano quelle solite due: andare alle elezioni subito, oppure andare dopo ottobre.
Ma la situazione, in entrambi i casi , è la stessa: entrambi prima di fare qualcosa dovranno...vedere cosa troveranno.
Un po' come quello che ti promette che le tasse comunali saranno ribassate e poi ti dice che non sapeva che le cose fossero così malmesse.
Risultato? autovelox e telecamere ovunque, parcheggi a pagamento anche dove e quando non servono: pd, m5s,destra...tutti uguali!O no?
martedì 10 gennaio 2017
Anche ieri , a rete 4 , scarsa argomentazione
Ieri sera a rete 4 il centro destra o chi sostiene di difendere gli italiani, ha perso un'altra occasione per parlare ,con cognizione di causa, di economia reale, di posti di lavoro, di aiuti a chi (italiano) è in difficoltà.
Peccato perché tra Belpietro e Del Debbio ,che almeno a parole sembrano essere dalla parte degli italiani, non mi pare che il centro destra abbia brillato: anzi è da troppo tempo che non brilla per niente.
Che uno abbia replicato alla rappresentante del Pd che l'accoglienza diffusa dei migranti funziona solo a parole; che qualcuno abbia evidenziato che occorre sapere che non tutti i richiedenti asilo debbono,per forza, essere istruiti con corsi di italiano e informatica o avviati a corsi di formazione; che ci sia stato uno che sia uno che abbia fatto notare che non si sa per quanto tempo, se giorni mesi o anni, queste persone ,profughi o ex galeotti, devono restare in Italia.
E' vero che è stato detto che per queste persone ci sono soldi, vitto e alloggio: tutte cose che per gli italiani non ci sono.
Ma è altrettanto vero che la lotta alla povertà non la fai con le mense caritas o con il dormitorio: solo se fai in modo che chi ora vive in strada o senza luce e acqua riesce a vivere in una casa confortevole, trova un lavoro ben retribuito, può permettersi svaghi.
Certo riconosco il merito a rete 4 di portare, ogni giorno, in evidenza dei temi che altrove non vengono neppure sfiorati: sono ancora fermi a Trump e a Grillo, parlano ancora del demonio Putin e del Santo Obama, sbavano su Hillary e si preoccupano della regina Elisabetta.
Peccato !
Peccato perché tra Belpietro e Del Debbio ,che almeno a parole sembrano essere dalla parte degli italiani, non mi pare che il centro destra abbia brillato: anzi è da troppo tempo che non brilla per niente.
Che uno abbia replicato alla rappresentante del Pd che l'accoglienza diffusa dei migranti funziona solo a parole; che qualcuno abbia evidenziato che occorre sapere che non tutti i richiedenti asilo debbono,per forza, essere istruiti con corsi di italiano e informatica o avviati a corsi di formazione; che ci sia stato uno che sia uno che abbia fatto notare che non si sa per quanto tempo, se giorni mesi o anni, queste persone ,profughi o ex galeotti, devono restare in Italia.
E' vero che è stato detto che per queste persone ci sono soldi, vitto e alloggio: tutte cose che per gli italiani non ci sono.
Ma è altrettanto vero che la lotta alla povertà non la fai con le mense caritas o con il dormitorio: solo se fai in modo che chi ora vive in strada o senza luce e acqua riesce a vivere in una casa confortevole, trova un lavoro ben retribuito, può permettersi svaghi.
Certo riconosco il merito a rete 4 di portare, ogni giorno, in evidenza dei temi che altrove non vengono neppure sfiorati: sono ancora fermi a Trump e a Grillo, parlano ancora del demonio Putin e del Santo Obama, sbavano su Hillary e si preoccupano della regina Elisabetta.
Peccato !
domenica 14 aprile 2013
I NUOVI RICCHI DEL PD IGNORANO I NUOVI POVERI. IL SUICIDIO ANNUNCIATO DELLA COMUNICAZIONE DI UNA SINISTRA IMPRESENTABILE
DI SERGIO DI CORI MODIGLIANI
liberi-pensieri.info
(con mio commento alla fine)
Parliamo di povertà, oggi.
Dei vecchi poveri e dei nuovi poveri.
Aveva venticinque anni, quando pubblicò il suo primo romanzo. Non appena uscito, presso quella che potremmo oggi definire “piccola editoria indipendente”, il libro ebbe un successo travolgente, grazie soprattutto al fatto che il più importante critico letterario dell’epoca, il potente Belinskij, ebbe a scrivere che “la Grande Madre Russia ha finalmente partorito un grande genio della letteratura, che raccoglie l’eredità di Gogol e lancia la nostra patria verso un futuro che appare già pieno di sicura e certa illuminazione sulla strada da percorrere: quel romanzo è ispirato dall’alto direttamente da Cristo”. Eravamo a Mosca. Nel pieno della più grave crisi economica recessiva della sua storia, nell’autunno del 1846, centosessantasette anni fa.
Il libro di cui parliamo si intitolava “Povera gente”, romanzo d’esordio di Fedor Mickailovitch Dostoevskij, il fondatore del romanzo realista, il più enigmatico, profondo, visionario scrittore europeo, il padre indiscusso della letteratura moderna.
(con mio commento alla fine)
Parliamo di povertà, oggi.
Dei vecchi poveri e dei nuovi poveri.
Aveva venticinque anni, quando pubblicò il suo primo romanzo. Non appena uscito, presso quella che potremmo oggi definire “piccola editoria indipendente”, il libro ebbe un successo travolgente, grazie soprattutto al fatto che il più importante critico letterario dell’epoca, il potente Belinskij, ebbe a scrivere che “la Grande Madre Russia ha finalmente partorito un grande genio della letteratura, che raccoglie l’eredità di Gogol e lancia la nostra patria verso un futuro che appare già pieno di sicura e certa illuminazione sulla strada da percorrere: quel romanzo è ispirato dall’alto direttamente da Cristo”. Eravamo a Mosca. Nel pieno della più grave crisi economica recessiva della sua storia, nell’autunno del 1846, centosessantasette anni fa.
Il libro di cui parliamo si intitolava “Povera gente”, romanzo d’esordio di Fedor Mickailovitch Dostoevskij, il fondatore del romanzo realista, il più enigmatico, profondo, visionario scrittore europeo, il padre indiscusso della letteratura moderna.
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mercoledì 12 settembre 2012
Pirri, famiglia nel baratro della povertà non paga Abbanoa: sigilli al contatore
Non
hanno pagato le bollette dell'acqua e Abbanoa ha staccato il contatore.
Dietro la prassi, ormai collaudato, un altro dramma della povertà: "Per
pagare dobbiamo rinunciare a mangiare".
La
storia, raccontata sull'Unione Sarda oggi in edicola, ha per
protagonista una famiglia di Pirri, che vive in affitto in una casa di
via D'Azeglio. La padrona di casa è una vedova di 72 anni. Dalla sua
pensione e da un assegno di accompagnamento dipendono le sorti di una
figlia, dei suoi tre bimbi - uno dei quali disabile - e di uno zio.
"Senz'acqua non possiamo vivere e le nostre possibilità economiche non
ci consentono di pagare le bollette arretrate". Abbanoa precisa: "Siamo
vincolati al Regolamento. Non possiamo violarlo: la famiglia fornisca il
certificato Isee. L'utenza potrà essere riallacciata versando il 30%".
unionesarda.it
Eppure dovrebbe essere, insieme all'energia elettrica e il wifi , un bene primario indispensabile. In più non ci si rende conto che situazioni simili vanno affrontate con la dovuta comprensione.Cosa che manca,assai spesso, negli interlocutori.Questo fatto è accaduto in Sardegna,ma anche altrove succedono cose analoghe.
venerdì 31 agosto 2012
Tasse etico-alimentari, l’esempio a cui guardare. Per cambiare idea
Il governo danese ha introdotto quest’anno nuove imposte su birra, vino, cioccolata, caramelle, gelati, bibite gassate, caffè, the, sigarette. In precedenza, a ottobre dello scorso anno, aveva introdotto una fat tax pari a 16 corone (poco più di 2 euro) per chilo di carne, burro ed olio per cucinare che abbia più del 2,3 per cento di grassi saturi. A inizio 2013 il governo punta (puntava) ad introdurre una sugar tax che dovrebbe portare l’equivalente di altri 170 milioni di euro al bilancio pubblico. Le conseguenze http://www.euractivhttp://www.euractiv.com/consumers/danes-buy-danish-beer-germany-news-514372.com/consumers/danes-buy-danish-beer-germany-news-514372sono rigorosamente unintended.
venerdì 24 agosto 2012
IKEA, QUANDO L'ABITO NON FA IL MONACO
DI OLIVIER BAILLY, JEAN-MARC CAUDRON E DENIS LAMBERT
Le Monde Diplomatique
Dietro l'immagine di un'azienda "etica" si nasconde ben altro sfruttamento. Ikea Dopo aver installato negozi in Russia e in Cina - mercati promettenti - il gigante svedese Ikea ha comunicato, in ottobre, che non intende aprirne in India «per via della legislazione eccessivamente vincolante per le imprese straniere». Il gruppo si accontenta di fabbricarvi i prodotti, senza vincoli - soprattutto sindacali - pagando ogni lavoratore 1,60 euro al giorno...
Le Monde Diplomatique
Dietro l'immagine di un'azienda "etica" si nasconde ben altro sfruttamento. Ikea Dopo aver installato negozi in Russia e in Cina - mercati promettenti - il gigante svedese Ikea ha comunicato, in ottobre, che non intende aprirne in India «per via della legislazione eccessivamente vincolante per le imprese straniere». Il gruppo si accontenta di fabbricarvi i prodotti, senza vincoli - soprattutto sindacali - pagando ogni lavoratore 1,60 euro al giorno...
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