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domenica 30 settembre 2018

Siamo soli

Non devo trascrivere o riprendere il testo di qualche canzone, perciò potete stare tranquilli: come pure non mi rifarò a versi della Bibbia, che in questa circostanza sarebbero invece appropriati. Il punto è che, come ripeto da mesi, se prima delle elezioni avevamo degli incapaci urlatori che andavano in tv a ripetere le solite frasi, "zitto vergognati studia incapace ", oggi le cose non sono tanto cambiate. Intendo dire che chi governa dovrebbe, perlomeno spiegare che cosa sta facendo e che cosa vuole fare. Invece che cosa non stanno facendo e che cosa non sanno fare, lo apprendiamo da La 7, dai Tg Rai, da Sky e dai giornali: tutta gente schierata, per mille motivi che volendo possiamo scoprire o anche solo intuire, contro Di Maio e Salvini. Se invece di mandare o lasciar andare in tv e nei dibattiti ,persone troppo morbide e impreparate, e per contro ci fosse una sorta di bollettino quotidiano , questo sarebbe un vangelo, un testo sacro di riferimento: beninteso che potrebbe contenere merda, cazzate, tutta roba sbagliata e dannosa, ma sarebbe la voce del governo e non cose riferite o interpretate provenienti da

domenica 14 aprile 2013

I NUOVI RICCHI DEL PD IGNORANO I NUOVI POVERI. IL SUICIDIO ANNUNCIATO DELLA COMUNICAZIONE DI UNA SINISTRA IMPRESENTABILE

DI SERGIO DI CORI MODIGLIANI liberi-pensieri.info
(con mio commento alla fine)

Parliamo di povertà, oggi.

Dei vecchi poveri e dei nuovi poveri.

Aveva venticinque anni, quando pubblicò il suo primo romanzo. Non appena uscito, presso quella che potremmo oggi definire “piccola editoria indipendente”, il libro ebbe un successo travolgente, grazie soprattutto al fatto che il più importante critico letterario dell’epoca, il potente Belinskij, ebbe a scrivere che “la Grande Madre Russia ha finalmente partorito un grande genio della letteratura, che raccoglie l’eredità di Gogol e lancia la nostra patria verso un futuro che appare già pieno di sicura e certa illuminazione sulla strada da percorrere: quel romanzo è ispirato dall’alto direttamente da Cristo”. Eravamo a Mosca. Nel pieno della più grave crisi economica recessiva della sua storia, nell’autunno del 1846, centosessantasette anni fa.

Il libro di cui parliamo si intitolava “Povera gente”, romanzo d’esordio di Fedor Mickailovitch Dostoevskij, il fondatore del romanzo realista, il più enigmatico, profondo, visionario scrittore europeo, il padre indiscusso della letteratura moderna.