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giovedì 28 febbraio 2019

BENTIVOGLI: I POVERI SONO EVASORI MASCHERATI


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Una volta esisteva il termine “Sindacati gialli” per indicare i sindacati creati dai datori di lavoro per intruppare e guidare, a loro piacimento, le lotte sindacali. Però dobbiamo creare un nuovo termine per indicare un sindacato che, di sua sponte, si mette alla guida di un movimento iperliberista di repressione del dissenso sociale, attraverso una progressiva ridicolizzazione e criminalizzazione della povertà.

lunedì 2 aprile 2018

Ne avevo già parlato , ne devo riparlare

Leggete questo articolo : in coda troverete un breve commento (mio).

L’ELENCO DELLA TASSE SUGGERITE DAL FONDO MONETARIO (ANCHE SE I DATI SUGGERIREBBERO UNA POLITICA OPPOSTA)


Cari amici,
una decina di giorni fa sono giunti i suggerimenti del Fondo Monetario Internazionale. Infarciti di dati  anche interessanti , sembrano però scritti direttamente dalla Commissione Europea. Ricordiamo che la signora Lagarde è stata spinta da Sarkozy alla guida del FMI e, come ha mostrato il caso Grecia, non è stato in grado di mostrare una propria autonomia, almeno sino a quando i risultati economici disastrosi non sono stati evidenti, ma nonostante ciò guadagna 550 mila dollari annui esentasse …
Scusatemi, ma io valgo ognuno dei 550 mila dollari esentasse che guadagno, le tasse sono per i poveri che possono pagarli. Tra l’altro loro posso mangiare torte. 

Come notato perfino dai loro uffici interni si sono utilizzati giri di parole come “Specificità europea” per riuscire a giustificare politiche economiche che , altrimenti, non sarebbero state mai implementate.
Non vorrei qui fare un’analisi approfondita dei dati FMI, ma vorrei mettere in luce un paio di grafici interssanti:
Qui viene confrontata la  crescita della produttività dei fattori produttivi e la crescita del PIL. L’Italia ha bassi entrambi gli elementi, con addirittura una diminuzione della produttività . Ora dato che non  credo che gli italiani siano diventati pigri da un momento all’altro, mi sa che ci sia , al contrario di quanto dicano i soliti disturbatori radiofonici, un problema non di offerta , ma di domanda, colossale: la capacità produttiva nazionale è talmente sottoutilizzata da mostrare un’inefficienza. Bisognerebbe aumentare l’utilizzo degli impianti, ma nessuna politica che venga proposta dal FMI o dalla UE va in questa direzione.
Ora che cosa soggerisce invece il FMI: Tasse e tagli.
a) Sotto la scusa di una “Ridefinizione delle aliquote, soprattutto le più basse” un innalzamento dell’IVA. Praticamente si vogliono eliminare le aliquote agevolate al 4% ed al 12% ed innalzare tutto al 22%. In questo modo si assicurano entrate extra , ma a quale prezzo ?
  • una stretta sui consumi, perchè qualsiasi aumento delle imposte indirette li verrà a ridurre;
  • una stretta socialmente regressiva, perchè le aliquote agevolate sono, non casualmente, su beni di largo consumo necessari soprattutto per chi ha redditi più bassi.
b) L’eliminazione dei crediti fiscali , sia di carattere sanitario, sia sugli interessi dei mutui. Questo significa:
  • una bella manovra antisociale, eliminando anche quel poco di detraibilità rimasta per le spese sanitarie:
  • un ulteriore colpo al mercato immobiliare, tra l’altro quello delle famiglie che cercano la prima casa.
c) Risistemazione delle pensioni con :
  • eliminazione della quattordicesima, appena introdotta;
  • forti limiti alla reversibilità;
  • equiparazione dei lavoratori autonomi ai dipendenti, per quanto riguarda i contributi, con un forte appesantimento contributivo per i primi.
Cioè l’ennesima manovra depressiva ed antisociale.

I consiglio del FMI sono banali: più investimenti e più incentivi per la ricerca e sviluppo. Parliamoci chiaro: perché bisognerebbe investire o fare ricerca e sviluppo in un paese che punisce i consumi interni? La domanda genera l’offerta, soprattutto se questa è incentivata, ma qui si pensa solo a deprimere la domanda ancora di più tramite un incremento della pressione fiscale indiretta ed un calo dei trasferimenti. Un’operazione incredibilmente antisociale, ed economicamente illogica, ma che ci si può fare: questa è la politica europea, riflessa da certi enti internazionali.
Fabio Lugano https://scenarieconomici.it/lelenco-della-tasse-suggerite-dal-fondo-monetario-anche-se-i-dati-suggerirebbero-una-politica-opposta/
Già a partire dal 2004 scrivevo grosso modo quanto segue: le aziende o delocalizzano o chiudono ma, a conti fatti, le cosiddette eccellenze che rimangono in Italia non danno tutto questo ben di Dio che viene detto; spesso si tratta di aziende che non hanno un esercito di dipendenti e poi bisognerebbe vedere quanto "prendono" e quanto e dove "lasciano" i soldi , dove li spendono. Nei discount? Vanno a vestirsi e a farsi i capelli dai cinesi? A me i conti non tornavano allora né tornano oggi, e questo vale sia per le cosiddette eccellenze, sia per le previsioni di ulteriori aumenti di iva e altro che vengono prospettate nell'articolo. Chiudo con una curiosità: le aziende in Sardegna legate al mondo dell'allevamento dei suini, se non ho capito male, sono oltre 12 mila; gli addetti sono circa 25 mila. Pura curiosità , nel senso che a me fa piacere se si dà una mano al settore, ma poi si rischia di fare come per le eccellenze, dove a fronte di un ridotto numero di persone che lavora, che so nel mondo dei gioielli, o dove ci sono comunque pochi elementi, e da come se ne parla sembra che ci sia tutto questo ritorno economico: sì, forse per loro e non credo nemmeno per tutti quelli coinvolti. Se proprio vogliamo dircela tutta, al massimo ci può essere un ritorno di immagine. 

mercoledì 29 maggio 2013

Cosa succede in città.

25 maggio 2013 - Scritto da  - Fonte: http://www.keinpfusch.net/2013/05/cosa-succede-in-citta.html?spref=fb
Mi chiedono quale sia la situazione dei ghetti nel nord europa, e perche’ si sia arrivati a questo punto, e la risposta e’ semplice: hanno risolto il problema dell’immigrazione stracciona usando il welfare, e il risultato e’ stato quello che volevano, ovvero la segregazione e la fuga degli immigrati meno specializzati.  La prima cosa da capire e’ il cosiddetto Hartz IV. Il meccanismo dell’ Hartz IV e’ un meccanismo che da’ un reddito di sostegno a chi sia residente in Germania, abbia lavorato per un certo periodo di tempo pagando le tasse, oppure sia tedesco di nascita e non abbia i mezzi per sostenersi.
Questo sussidio va, a seconda della mancanza di mezzi per sostenersi, sino ai 799 euro mensili, piu’ tutta una serie di tessere gratuite per i mezzi, l’assicurazione sanitaria statale , corsi di formazione pagati, sconti in diverse attivita’ come biblioteche e cinema e musei, ed altro.
In aggiunta a questo c’e’ il cosiddetto Minijob, ovvero la legalizzazione di un

domenica 14 aprile 2013

I NUOVI RICCHI DEL PD IGNORANO I NUOVI POVERI. IL SUICIDIO ANNUNCIATO DELLA COMUNICAZIONE DI UNA SINISTRA IMPRESENTABILE

DI SERGIO DI CORI MODIGLIANI liberi-pensieri.info
(con mio commento alla fine)

Parliamo di povertà, oggi.

Dei vecchi poveri e dei nuovi poveri.

Aveva venticinque anni, quando pubblicò il suo primo romanzo. Non appena uscito, presso quella che potremmo oggi definire “piccola editoria indipendente”, il libro ebbe un successo travolgente, grazie soprattutto al fatto che il più importante critico letterario dell’epoca, il potente Belinskij, ebbe a scrivere che “la Grande Madre Russia ha finalmente partorito un grande genio della letteratura, che raccoglie l’eredità di Gogol e lancia la nostra patria verso un futuro che appare già pieno di sicura e certa illuminazione sulla strada da percorrere: quel romanzo è ispirato dall’alto direttamente da Cristo”. Eravamo a Mosca. Nel pieno della più grave crisi economica recessiva della sua storia, nell’autunno del 1846, centosessantasette anni fa.

Il libro di cui parliamo si intitolava “Povera gente”, romanzo d’esordio di Fedor Mickailovitch Dostoevskij, il fondatore del romanzo realista, il più enigmatico, profondo, visionario scrittore europeo, il padre indiscusso della letteratura moderna.

venerdì 13 luglio 2012

Sì, ma quanto Costa?

Ai parlamentari un bel filetto di orataorata in crosta di patate Si , ma quanto Costa ?

in crosta di patate Costava 5,23 euro pochi centesimi di piu’ servivano per del croccante agnello al forno costoletta di agnello al forno Si , ma quanto Costa ?

Costavano , fino a dicembre dello scorso anno grazie al ns contributo dell’87% su ogni loro boccone . Poi complice la pubblicazione dei menu’ di Senato e Camera ha portato ad un aumento dei ridicoli prezzi , la risposta è stata una fuga in massa culminata con un abbattimento del 70% di commensali .