Visualizzazione post con etichetta lavoratori. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta lavoratori. Mostra tutti i post

giovedì 28 febbraio 2019

BENTIVOGLI: I POVERI SONO EVASORI MASCHERATI


é
Una volta esisteva il termine “Sindacati gialli” per indicare i sindacati creati dai datori di lavoro per intruppare e guidare, a loro piacimento, le lotte sindacali. Però dobbiamo creare un nuovo termine per indicare un sindacato che, di sua sponte, si mette alla guida di un movimento iperliberista di repressione del dissenso sociale, attraverso una progressiva ridicolizzazione e criminalizzazione della povertà.

domenica 16 dicembre 2018

Il libro delle negazioni

Tranquilli, non è un libro che esiste o almeno per quanto ne so io non è ancora stato stampato: però alcune persone, tra cui il sottoscritto, lo viviamo tutti i giorni o quasi, e aiutiamo inconsapevolmente alla sua stesura. Come? Con la nostra stessa vita, o meglio con le nostre priorità che sono, continuamente, disattese. Penso ai lavoratori di aziende che qui nell'isola, in Sardegna, sono stati truffati dallo Stato. Quando?

mercoledì 28 marzo 2018

Intanto in Francia Macron. Tra il dire ed il fare ci sono di traverso 180 scioperi annunciati.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-03-28.

Rivoluzione_francese__001__

Una cosa sono le promesse fatte in campagna elettorale ed una completamente differente è il riuscire a portarne a compimento almeno una.

«La Société Nationale des Chemins de fer Français (Società nazionale delle ferrovie francesi) (SNCF) è una delle principali aziende pubbliche francesi. Essa esercita la doppia attività di società ferroviaria incaricata da una parte dello sfruttamento commerciale dei servizi di trasporto ferroviario, dei passeggeri e delle merci e opera anche lo sfruttamento e la manutenzione della rete ferroviaria nazionale francese. I dipendenti sono circa 450.000 (compresi i dipendenti delle partecipate presenti in tutto il mondo es. geodis, arep ecc.).

Nel 2011 aveva 245,090 salariati, scesi a 149,500 nel 2015.» [Fonte]

*

«With unions and the opposition divided, Macron has pushed through a liberalization of France’s labor code and cut taxes on capital in his first year in office.»

*

«It will be the first gauge of public support for unions ahead of a planned 36 days of strikes at the railway operator SNCF starting in early April.»

*

«It will be the first gauge of public support for unions ahead of a planned 36 days of strikes at the railway operator SNCF starting in early April.»

*

«The four unions planning the strikes also are angered by the government’s decision to impose the changes by decree.»

*

«The test may be tough for Macron as workers plan 180 demonstrations across the country, severe disruption in commuter trains and school shutdowns»

* * * * * * * *

In Francia il 29% delle persone in attività lavorativa è dipendente di pubblica amministrazione. Ma se si conteggiassero anche i dipendenti delle società partecipate, il numero degli statali salirebbe a quasi il 48%.

Da questo punto di vista la Francia è una delle nazioni europee con la maggiore presenza dello stato nel sistema economico.

Questa situazione genera due forti motivi di tensione sociale.

Il primo motivo consiste nella irrequietezza dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni che sentono avvicinarsi il momento in cui numero e privilegi dovranno essere consistentemente ridimensionati. Temono, a buon diritto, sulla futura stabilità del proprio posto di lavoro.

Il secondo motivo è una forte tensione sociale nel contesto francese. Il tasso di disoccupazione è elevato: 9.2% al dicembre 2017. Tuttavia questo potrebbe anche essere il meno. Il comparto pubblico non è stato nemmeno sfiorato dalla austerità, che ha falcidiato il comparto produttivo privato, l'unico che abbia dovuto pagare per tutti. Ma in un sistema ove quasi la metà della forza lavoro è protetta ed illicenziabile perché dipendente di pubblica amministrazione, il tasso di disoccupazione reale sale al 18%, e gran parte dei disoccupati sono persone licenziate, che hanno perso il lavoro.

*

Le conseguenze sono tensioni sociali severe. I paria guardano con grande rancore i dipendenti pubblici, come i sanculotti guardavano un tempo la nobiltà. Solo che si organizzino e potremmo assistere a scene davvero ben poco gradevoli.

Secondo l'Observatoire de la Politique Nationale, Mars 2018, il 57% dei francesi disapprova vivamente l'operato del Presidente Macron.

Tanto si stanno avvicinando le elezioni dapprima municipali e quindi regionali.


→ Bloomberg. 2018-03-25. Macron Faces First Major Strike as Unions Oppose Planned Reforms

- Rail workers set 36 strike days through June against changes

- Trains, schools, airports to be affected on Thursday

*

French President Emmanuel Macron faces his first day of major protest as rail workers, teachers and air-traffic controllers will walk out to oppose his plans to overhaul their status as civil-service workers and expand competition.

The test may be tough for Macron as workers plan 180 demonstrations across the country, severe disruption in commuter trains and school shutdowns. Paris public transport faces only limited disruption, with metros and buses running close to normal service. Labor unions plan their biggest protest against changes at SNCF, the indebted national railroad, with less than half of high-speed trains and as few as a quarter of regular inter-city services to run normally on Thursday.

“It’s an alert to the government,” said Laurent Berger, the head of CFDT, one of France’s four major labor unions that called the strike. “The government must hear the civil servants who are very worried,” he said on RTL on Thursday, adding that his concern was that the government wouldn’t “listen at all.”

With unions and the opposition divided, Macron has pushed through a liberalization of France’s labor code and cut taxes on capital in his first year in office. Next, he’s planning to overhaul jobless benefits, simplify France’s retirement systems and streamline parliamentary procedures.

With air-traffic controllers walking out, 30 percent of all flights arriving or departing from Paris airports will be cancelled. Air France says it will operate 60 percent of its domestic flights at Orly airport and 75 percent of its medium-haul flights from Charles de Gaulle airport.

It will be the first gauge of public support for unions ahead of a planned 36 days of strikes at the railway operator SNCF starting in early April. Taking on its 74,000 workers will be tough for Macron. Under the proposed changes, future hires at the railroad won’t have the job security, early retirement and special pensions of existing workers, and train lines will be opened to competition.

The four unions planning the strikes also are angered by the government’s decision to impose the changes by decree. Union leaders say planned consultations on the details are just window dressing.

venerdì 22 settembre 2017

Tradimento

Già altre volte mi sono interessato alle affermazioni , riprese poi dai media, di personaggi famosi che, giunti a un dato momento della propria vita, fanno mea culpa: di cosa? Di un po' di tutto ciò che hanno fatto e che, il più delle volte, li ha indicati come riferimento in tanti aspetti della vita. Non posso trascurare il sesso e , secondo i gusti, il fatto di "avere" (avuto) molte donne e/o uomini; o di aver sperimentato una miriade di droghe e bevuto fiumi di alcol , nonché di aver visitato mezzo mondo, oltre a disporre di numerose abitazioni, vuoi in città o in montagna o al mare. Tralascio il parco autoveicoli e il numero dei gioielli. Ecco che , ogni tanto , qualcuno va in tv o rilascia interviste , affermando che quanto sopra non ha davvero senso per vivere bene, anzi. Sì, però aiuta, come un buon  conto in banca o aver la disponibilità liquida in casa. Se a te, caro vip, non ti servono quei soldi, scrivimi: stai pure certo che, e chi mi conosce lo sa, quello che è in più lo darò volentieri a chi , come me, ne ha bisogno. A me oggi, per poter avviare la mia nuova attività, serve qualcosa come 15 mila max 20 mila; e te li potrei restituire o ,se preferisci e ti fidi, li darò mese per mese, come in un prestito: il punto è che a me, ex fallito, seppure il libro nero non dovrebbe più né esistere né essere consultato e consultabile, non dà niente nessuno, forse per pendenze con Equitalia e che ,il curatore fallimentare , si è ben guardato da affrontare. Per cui, se vuoi sono qui. Chiusa parentesi, mi pare strano che ci sia un numero così grande di pentiti tra i vip. Ed è anche vero che ci può essere, tra loro, chi si sente solo, usato dagli amici, sfruttato dai manager: però, che una persona arrivi a rinnegare il proprio passato, ce ne passa e ce ne vuole. Un po' diverso è il comportamento di chi si fa eleggere alla camera o al senato, o chi vuole governare città o regione: in questi casi le stranezze avvengono quando, seppure sollecitati gli eletti si trincerano verso il solito discorso. In perfetto slang medico/ospedaliero , ci si sente dire che "la situazione era più grave del previsto": al che la risposta, se anche inutile, è "grazie al cazzo", questo già si sapeva, sennò a che pro darti i nostri voti? Intanto loro, gli eletti, continueranno a non fare niente di ciò che avevano promesso in campagna elettorale, arrivando perfino a rinnegare o meglio a eliminare dalla loro agenda anche temi assai cari a quasi tutti coloro dotati di buon senso: sovranità territoriale e monetaria, occupazione, pensioni, sviluppo e ricerca, sanità, territorio, istruzione, retribuzioni. Tutte promesse da marinaio, presto fatte e presto dimenticate. Possiamo fidarci di chi vuole rinegoziare i trattati , numerosi, che la nostra nazione ha firmato? Se sì ci dicano anche come e in che tempi, lasciando perdere i famosi pugni sul tavolo o le scrivanie da rovesciare: vediamo se ,oltre alla presunta competenza possiedono anche il linguaggio comprensibile dalla nonna e dagli studenti fuori corso. Aboliremo questo e quest'altro: dimmi però cosa succede, sennò siamo a Renzi con Equitalia, o a Silvio con le ganasce fiscali, laddove non è cambiato niente e neppure con la rottamazione tanto strombazzata. Ieri a "dalla vostra parte" su rete 4, un tale mostra due bollette di Eni energia, per complessivi, se non erro, 70 mila euro, e costui era un albergatore. Ditemi chi si ritrova con bollette di acqua o cartelle varie, e cifre simili, come cavolo le riesce a pagare in 72 mesi, o poco più. E tralascio il caso in cui siano prevedibili delle spese aggiuntive. Al mio vecchio, over 85, gli è arrivata una cartella di Equitalia, di oltre 100 mila euro: da dove li potrebbe tirare fuori a fronte di una pensione di ,se non erro, 1.200 euro? Oltretutto non ha beni al sole né auto sportive o gioielli o quadri e opere d'arte. Gli vuoi fare la cessione del quinto che, se non sbaglio non gliela possono neppure fare? Il punto è che , giustizialisti alla Di Pietro o sinistra italiana a parte, in pochi in Italia si rendono conto che le aziende che falliscono,ad esempio, è vero che affondano perché non pagano i debiti, ma sarebbe bene, giusto per non essere miopi, come e di che natura sono questi. Si scoprirebbe che la maggior parte sono debiti nei confronti dello Stato, inteso come Equitalia, Inps ,Agenzia delle Entrate e similari: assai meno verso fornitori. Ho visto un amico , mio cliente alla fine degli anni 90 , fallire nelle settimane scorse per un debito di 18 mila euro, a fronte di un buco enorme nei confronti di Equitalia & Company: circo 900mila euro di entrate per contro debiti consolidati per 2 milioni di euro. E come diceva quel tale, fate vobis, io rimango, come un fallito, come un coglione a sostenere che è troppo elevato il costo del lavoro, al pari delle tasse e dell'iva. Non sostengo né i caporali , né il sistema che lo alimenta, capisco chi fa andare la gente a lavorare in nero perché non si può permettere di pagare l'Inps per costoro, né si può permettere di pagare ferie e tredicesime: chi non ha mai avuto un'impresa, non si rende conto di che cosa vuol dire tenerla in vita, ma in modo da non incorrere in sanzioni, multe, e similari. C'è un amico che ha un bar, in centro, e vi lavora lui e la moglie: il bar aveva un dipendente, ma da alcuni anni non più. Paga le tasse del cazzo, cioè rifiuti , insegna, oltre all'Inps e tutto ciò che deve esserlo: i circa 900 euro di stipendio del personale, oggi servono per pagare tutto ciò che ,con quel tanto , si può coprire. La sua fortuna è non avere nessuno da dover stipendiare, per contro lavora dalle 7 del mattino alle 9 e mezza 10 di sera, mentre la moglie, è nel bar dalle 8 e mezza alle 5 di sera: per sua scelta non lavora la domenica, e giustamente si gode 12 massimo 15 giorni di ferie in agosto , più qualche festività tipo "primo maggio" . A neanche 100 metri da lui , un altro amico opera, stoicamente, da solo : la gestione del bar è simile, ma appunto senza l'ausilio della moglie, e per ragioni ignote, non lavora né il sabato pomeriggio né la domenica, e come l'altro bar chiude per le "feste consacrate". Però, almeno per ora, stanno in piedi: ma per dirla tutta è bene approfondire, e facendolo si scopre che nel primo caso, sono certo che non paga affitto in quanto proprietario del locale, e che i soldi li ha fatti quando si potevano fare. Ora chi affonda le imprese in Italia? Oltre a quanto richiede lo Stato alle varie partite iva,ci sono da sommare anche i costi degli affitti e del suolo pubblico, più tutti gli adempimenti , dai più coglioni come quello di dover avere uno scaldabagno nei bagni riservati al pubblico (se lo attacchi e fai funzionare o non lo fai, a noi non interessa: detto da chi ha fatto il controllo), a quelli più seri come disinfestazione. In ogni caso chi è al governo, come chi ci andrà, ignora volutamente tutte queste problematiche che possiamo definire di settore, o di categoria: così come io posso ignorare quelle di chi opera negli ospedali o nel mondo della scuola, ma non per questo me ne frego. Semmai dico che occorre riprendere in mano la nostra nazione, e per farlo bene è indispensabile che siano interessate tutte le categorie di lavoratori così come tutti coloro che, invece, sono stati "buttati fuori" dal mondo del lavoro.  E secondo voi lo faranno? Verranno ascoltati e poi presentati programmi per questi interventi? Ho seri dubbi.

lunedì 27 gennaio 2014

Morbosità : che genere di crimine di piace vedere punito? E in che modo?

Dico, se mai ce ne fosse ancora bisogno, che mi sono rotto gli zebedei di leggere e sentire le imprecazioni, espresse sotto forma di commenti o dichiarazioni, di coloro che quando c'è un incidente stradale con vittime, cominciano a smadonnare e chiedere carcere, morte, mega risarcimenti, punizioni esemplari, nomi e cognomi e indirizzi dei "presunti" colpevoli. 
Siccome sono sempre ,credo, garantista mi chiedo se è vero che si debbano rispettare le famose regole , se una persona deve essere ritenuta innocente fino a che una sentenza ne affermi il contrario, oppure se deve esserci una giustizia da far west.
E ancor più mi fa girare le eliche, quando sento che altrove, in altri paesi che, guarda caso sono sempre più civili e più avanti di noi, lì le leggi le applicano.
In tal senso mi ha dato fastidio leggere oggi, sul Corsera, un articolo di Stella (salvo errore) in

giovedì 23 gennaio 2014

Ripensare la società : c'è chi non vuole

Magari a parole si è d'accordo, ma poi all'atto pratico in un modo o nell'altro ci si defila: penso a chi, come vedevo ieri nella trasmissione "La Gabbia" a La7, prende sui 200mila euro l'anno.
Può costui pensare di perdere tutto quel malloppo, in cambio di una società dove il lavoro così come lo abbiamo conosciuto viene meno in quanto verrebbe, per lo più, automatizzato?
Se, come scrivevo nel post sui "mestieri che scompaiono" o che sono destinati a scomparire, c'è il mio, c'è in previsione anche una riduzione, se non un azzeramento, del numero di lavoratori in numerosi campi specifici.
Se per prima cosa possono venire in mente i bancari, gli assicuratori, e in genere gli intermediari, poi potrebbe essere, perché no, il turno dei giudici: potrebbero ,come ho già scritto in passato, essere sostituiti, almeno nelle cause più semplici, da elaboratori elettronici.
Inserendo alcuni dati essenziali, sui cui si può discutere, si potrebbe perfino arrivare a fare lo stesso con gli avvocati: diciamo che il principio è lo stesso con cui si calcolano le rate, con cui appunto si crea un profilo.

lunedì 18 novembre 2013

Da nessuno, nessuna proposta - 2

A tutti quelli cui nessuno pensa, intendo dire i commercianti e gli artigiani, per esempio, occorre aggiungere gli insegnanti, gli agricoltori e i pastori, nonché i pescatori e altre categorie di lavoratori di solito bistrattate.
Se di alcuni ci si ricorda solo quando muoiono durante il lavoro, ad esempio gli agricoltori o i pescatori, altri tipo gli insegnanti sono stati definiti lavativi, e vengono visti come troppo pagati rispetto al poco che fanno. 
Logicamente è un'opinione che non condivido, anzi il loro stipendio dovrebbe essere aumentato e la possibilità di aggiornarsi o promuovere e realizzare programmi didattici alternativi, deve essere consentito e incentivato: è dalla formazione dei giovani che dipende il futuro della nazione.
Ma siccome viviamo il presente, c'è da realizzare un programma di interventi che consenta di riprendere a poter vivere: le persone devono avere piacere di stare al mondo e non soltanto sperare che le cose, chissà come, cambino in meglio.
Quanti anni dobbiamo aspettare e sperare? Certo che se i media continuano a inseguire solo i casi di baby squillo e a parlare di Silvio e company, allora ci vorrà molto tempo.

domenica 3 febbraio 2013

Incentivi a chi assume, sgravi per le imprese: proprio non ci siamo

Mi diranno che sono uno stronzo, però riflettiamo un secondo: incentivi a chi assume giovani. Ecco che uno come me, over 50 , è tagliato fuori, al pari di un licenziato che ha 42 anni piuttosto che un 58 enne. Ed il bello è che queste idee, proposte, iniziative, vengono rilasciate dai figli dei cassaintegrati: forse non sono , i loro genitori, ancora dei licenziati, sennò credo che avrebbero inserito ,almeno per rispetto di sangue, anche tutti i lavoratori. Ecco perchè mi incazzo, allorchè sento proposte, si badi bene che non sono leggi e chissà se lo diverranno, se avranno o meno decreti attuativi, se verranno recepite da chi di dovere, e vedo che uno come me è tagliato fuori o ,quanto meno, non è conveniente. Cioè , un tuo amico che ha un'impresa e vuole fare un'opera buona, un po' come diceva Grillo ieri a Bologna riferendosi al notaio benefattore, decide di assumerti, e si rammarica che non può usufruire di alcune agevolazioni come non pagare tasse o pagarne meno che, al contrario riceverebbe se assumesse un 25 enne. Penso, purtroppo, di avere ragione: chi propone un'idea che è buona ma discrimina una buona parte di cittadini, sbaglia.

mercoledì 19 settembre 2012

Duomo di Sassari occupato per crisi. Due lavoratori Italcementi sul campanile

Due lavoratori della Italcementi di Sassari questa mattina hanno occupato pacificamente il campanile del Duomo di Sassari per rendere pubblica la loro vertenza.
"Il 14 novembre - ha spiegato Simone Testoni rappresentante sindacale dell'Ugl - scade la cassa integrazione e ad oggi i lavoratori non hanno ancora ricevuto alcuna risposta sulla possibilità di un loro effettivo ricollocamento. Il presidio dei lavoratori dell'azienda di Scala di Giocca, che i lavoratori hanno ribattezzato "sit-in di preghiera", dovrebbe concludersi alle 20 con la chiusura ai fedeli della cattedrale di San Nicola, ma potrebbe anche continuare fino a quando non si avranno certezze sul futuro dell'azienda. "E' impensabile - ha aggiunto Testoni - che per i 19 lavoratori non ci possa esser futuro: chiediamo l'attuazione del protocollo siglato con la Regione Sardegna e l'azienda per il loro reimpiego in attività di riqualificazione dell'area utilizzata da Italcementi. L'azienda, che alle porte di Sassari produceva cemento di ottima qualità, da quasi due anni ha chiuso e ha messo i dipendenti in cassa integrazione. Nel settembre 2008 Italcementi aveva firmato un protocollo d'intesa con la Regione con il quale si impegnava ad investire 65 milioni di euro per potenziare le sue attività nell'isola con la prospettiva del ripristino dei siti compromessi ed il reimpiego dei lavoratori nel recupero ambientale o in altre società del gruppo. Ma poco più di un anno dopo, nel maggio 2010, lo stabilimento ha chiuso senza nessun concreto impegno lavorativo per gli operai che oggi guardano con preoccupazione al 14 novembre quando si troveranno in mobilità.
                                   unionesarda.it
Se non ricordo male volevano trasferire la produzione in un altra sede dell'isola.

lunedì 3 settembre 2012

Aiuti alla Sardegna? Sì , no , perchè...

Da sardo mi dà fastidio leggere certe notizie, come quella che "dice che sono inutili" gli aiuti alle diverse aziende in crisi (in questo caso Carbosulcis e Alcoa) perchè sarebbe il classico pozzo senza fine. E capisco bene che alcune realtà industriali siano improduttive, e che alcune siano state concepite ben sapendo che non avrebbero "dato lavoro", e vado oltre invitando chiunque a verificare anche le aziende "mai divenute operative" e che sono vere e proprie cattedrali nel deserto. Un certo Prodi durante la sua ultima campagna

La recessione uccide la classe media

Gli statunitensi sono tormentati da quella che chiamano la “jobless recovery”, la ripresa senza occupazione. La cosa interessante è che questa non riguarda solo questa ultima ripresa, fiacca: sono le ultime recessioni ad aver creato uno iato con le riprese precedenti. L’ultima ripresa “normale” fu quella del 1982. Vedete qui sotto la differenza tra quell’anno e questa ultima, dove i mesi della recessione sono in rosso, con dati tratti da un importante lavoro uscito pochi giorni fa, scritto da Jaimovich e Siu, due ricercatori del continente americano. Spicca nel secondo grafico la mancanza di ripresa di occupazione dopo i mesi della recessione.

venerdì 24 agosto 2012

IKEA, QUANDO L'ABITO NON FA IL MONACO

DI OLIVIER BAILLY, JEAN-MARC CAUDRON E DENIS LAMBERT
Le Monde Diplomatique

Dietro l'immagine di un'azienda "etica" si nasconde ben altro sfruttamento. Ikea Dopo aver installato negozi in Russia e in Cina - mercati promettenti - il gigante svedese Ikea ha comunicato, in ottobre, che non intende aprirne in India «per via della legislazione eccessivamente vincolante per le imprese straniere». Il gruppo si accontenta di fabbricarvi i prodotti, senza vincoli - soprattutto sindacali - pagando ogni lavoratore 1,60 euro al giorno...

Automazione: lavoro specializzato senza lavoratori

Originale italiano: http://znetitaly.altervista.org/art/7293

di John Markoff – 22 agosto 2012

DRACHTEN, Olanda – Nella fabbrica della Philips Electronics sulla costa della Cina, centinaia di lavoratori usano le mani e strumenti specializzati per montare rasoi elettrici. Quello è il modo vecchio.

In una fabbrica consorella qui, nella campagna olandese, 128 bracci robot fanno lo stesso lavoro con una flessibilità da yoga. Videocamere li guidano nell’impresa ben oltre le capacità dell’uomo più abile.

venerdì 27 luglio 2012

Nestlè-Perugina: assunzione per i figli se i genitori lavorano meno

Sta facendo molto discutere la proposta dalla Nestlé – Perugina di San Sisto (Perugia) di introdurre una sorta dipatto generazionale per far fronte alla crisi. L’azienda ha proposto ai dipendenti di decurtare l’orario di lavoro dei padri e delle madri per avere in cambio l’assunzione dei figli. In termini pratici la Nestè Perugina chiederà a circa 1.000 lavoratori una riduzione da 40 a 30 ore settimanali, con decurtamento dello stipendio del 20% anzichè del 25%, per avere in cambio l’inserimento in azienda di un erede, con contratto di apprendistato.
La soluzione proposta da Nestlé vuole essere una risposta alla riforma del