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mercoledì 4 febbraio 2026

Censura e controllo, messaggio di Pavel Durov agli spagnoli

 

Pavel Durov scrive su X: Oggi Telegram ha avvisato tutti i suoi utenti in Spagna con questo avviso

“Il governo di Pedro Sánchez sta promuovendo nuove e pericolose normative che minacciano la vostra libertà su Internet. Annunciate proprio ieri, queste misure potrebbero trasformare la Spagna in uno stato di sorveglianza con il pretesto della “protezione”. Ecco perché rappresentano un campanello d’allarme per la libertà di parola e la privacy:

1. Divieto di utilizzo dei social media per i minori di 16 anni con verifica obbligatoria dell’età: non riguarda solo i bambini, ma richiede che le piattaforme utilizzino controlli rigorosi, come la richiesta di documenti d’identità o dati biometrici.

⚠️ Pericolo: crea un precedente per il tracciamento dell’identità di OGNI utente, erodendo l’anonimato e aprendo le porte alla raccolta di dati di massa. Ciò che inizia con i minori potrebbe estendersi a tutti, soffocando il dibattito aperto.

2. Responsabilità personale e penale per i dirigenti della piattaforma: se i contenuti “illegali, odiosi o dannosi” non vengono rimossi abbastanza rapidamente, i dirigenti rischiano il carcere.

⚠️ Pericolo: questo porterà a una censura eccessiva: le piattaforme cancelleranno qualsiasi contenuto anche solo lontanamente controverso per evitare rischi, mettendo a tacere il dissenso politico, il giornalismo e le opinioni quotidiane. La tua voce potrebbe essere la prossima, se sfidasse lo status quo.

3. Criminalizzare l’amplificazione degli algoritmi: amplificare contenuti “dannosi” tramite algoritmi diventa un reato.

⚠️ Pericolo: i governi detteranno ciò che vedi, seppellendo le opinioni contrastanti e creando camere di risonanza controllate dallo Stato. Libera esplorazione delle idee? Sparita, sostituita da propaganda curata.

4. Monitoraggio dell’“impronta di odio e polarizzazione”: le piattaforme devono monitorare e segnalare il modo in cui “alimentano la divisione”.

⚠️ Pericolo: definizioni vaghe di “odio” potrebbero etichettare le critiche al governo come divisive, portando a chiusure o multe. Questo può essere uno strumento per reprimere l’opposizione.

Queste non sono misure di sicurezza; sono passi verso il controllo totale. Abbiamo già visto questo schema in passato: governi che usano la “sicurezza” come arma per censurare le critiche. Su Telegram, diamo priorità alla tua privacy e alla tua libertà: crittografia avanzata, nessuna backdoor e resistenza agli abusi.

✊ Resta vigile, Spagna. Chiedi trasparenza e lotta per i tuoi diritti. Condividi questa notizia il più possibile, prima che sia troppo tardi.”

lunedì 24 giugno 2019

Mentre la Lega si s..a: Olio italiano, via libera all'invasione dall'Africa: le regole adesso le fanno gli arabi

Da anni l'Italia dell' olio extravergine d' oliva è ostaggio di decisioni e strategie assunte lontano da Roma e perfino da Bruxelles. Ma se finora contavamo come il due di coppe a briscola, il futuro potrebbe riservarci sorprese ancora più amare.
Come Libero aveva paventato alcuni mesi or sono, il tunisino Abdellatif Ghedira è stato confermato direttore esecutivo del Consiglio oleicolo internazionale, Coi in sigla, sede a Madrid, praticamente l' Onu dell' olio d' oliva. Ma con pieni poteri di stabilire le regole del settore, a cominciare da quelle - delicatissime - che regolano l' intero sistema dei controlli. L'ufficializzazione della nomina, con la conferma del tunisino per i prossimi 5 anni, è arrivata al Consiglio generale del Coi che si è tenuto venerdì a Marrakech, in Marocco. Ed è particolarmente grave per tre motivi.

lunedì 11 febbraio 2019

Il "latte" alle ginocchia

E sì, perché questa storia del prezzo del latte, è una questione annosa. Tuttavia offre il pretesto, almeno al sottoscritto, per poter affrontare due o tre temi che mi stanno a cuore. Ci sarebbe da ricordare che è anche vero che sul prezzo si "tratta": penso se lo avessero fatto negli anni 80 i produttori di "tubi a gas per sollevare e/o abbassare " le sedie da ufficio. Invece hanno permesso l'invasione di tubi e meccanismi che provenivano dal Sudest asiatico o dalla Spagna e , logicamente, il tutto sotto costo: da dire che alcune aziende produttrici o assemblatrici di sedute per ufficio o camerette, sono state aziende di nome in Italia e in Europa, salvo poi scomparire, ed essere fagocitate da produttori e assemblatori cinesi o comunque extraeuropei. Peccato, ricordo che una di queste fatturava 140 miliardi di lire, e solo di sedie, quando il sottoscritto ne vendeva solo 400 milioni e, per giunta, di fascia di

venerdì 16 marzo 2018

La ProActiva Open Arms vuole sbarcare migranti in Italia

La ProActiva Open Arms che vuole sbarcare migranti in Italia è Sospettata di essere stata coinvolta in traffico di esseri umani: che scarichi i migranti nel porto di Malaga!

Incredibile ammissione di colpa della ONG spagnola ProActiva Open Arms, creata nell’ottobre del 2015 – e dunque finanziata dall’EUropa – per trasbordare i migranti in Italia: si appella alla legge del mare per sbarcare i migranti in Italia. Nel mentre è sospettata di traffico di migranti, ne parla anche la stessa Wikipedia (in inglese).
Spero l’abbiate capito: l’invasione dei migranti è stata voluta ed organizzata ai danni dei paesi obiettivo delle politiche neocoloniali dei paesi dominanti in EU, ossia dell’Italia (ed anche della Grecia, che rompeva le scatole volendo uscire dall’Euro).
Ho già spiegato che un’altra ONG nata più o meno nello stesso periodo della ProActiva, in questo caso tedesca – la Jugend Rettet – è finanziata direttamente dai nipoti di gerarchi nazisti, vedete l’articolo al LINK.
Voi direte, perchè succede? Semplice, l’Italia va indebolita per essere spogliata e nel lungo termine il modo migliore per indebolire un paese è farlo invadere di migranti, da che mondo è mondo. Il vero problema è che gli italiani non capiscono quanto sia ricco il loro paese, soprattutto rispetto agli altri paesi centro EUropei. E quanta invidia ci sia per gli italiani da parte di francesi e tedeschi (…).
Sta di fatto che, dato reale, fonti giornalistiche e politiche tedesche avevano previsto – anzi pianificato – l’invasione dei migranti fin dal 2012!!! Tutto scritto nero su bianco in passato.
In effetti le ONG coinvolte nel trasbordo – notasi bene, non nel salvataggio – dei migranti sono di norma tedesche, francesi, inglesi, e spagnole. Ossia, i primi tre paesi sono stati coinvolti direttamente nel golpe contro Berlusconi e assassinio di Gheddafi, mentre l’ultimo – la Spagna – da sempre è una riserva di tedeschi da salvare, basti dire che gran parte dei gerarchi nazisti alla fine della seconda guerra mondiale riparano in Spagna, anche il famoso Otto Skorzeny governava la rete OSS in EUropa da Madrid.
Il piano è sempre lo steso, conquistare l’Europa, a partire dai paesi più problematici. E l’Italia lo è visto che ospita tra le più grandi basi militari estere del prossimo nemico di Berlino e Parigi, gli USA.
Questo per dire che non bisogna andare per il sottile con le ONG che approfittano della legge del mare non per trovare riparo sicuro nel porto più vicino ma per sbarcare i clandestini specialmente in Italia!!! Per i motivi sopra enunciati.
Agire sarebbe semplice: la ProActiva viene avvicinata dalla nostra marina che provvede a trasbordare solo i casi di malati gravi. Il resto dei migranti non devono essere accettati in Italia ma si richiede alla ONG spagnola di sbarcarli in Spagna. All’occorrenza si potrebbero inviare ONG italiane a raccogliere migranti davanti alla Spagna per poi sbarcarli a Malaga, chissà come la prenderebbero i ristoratori della zona, che devono ospitare i turisti.
Questa presa in giro nei confronti dell’Italia deve finire. Con le buone o con le cattiva.
Mitt Dolcino
https://scenarieconomici.it/la-proactiva-open-arms/

venerdì 9 febbraio 2018

Germania. 74 procedure EU di infrazione, ma nessuno ne parla.


Giuseppe Sandro Mela.

2018-02-09.

Animali_che_Ridono__006_Muli

L’Unione Europea ha recentemente rilasciato tre Report:

Monitoring the application of European Union law 2016 Annual Report

Monitoring application of EU policy areas – part 1

Monitoring application of EU law in EU countries – part 2

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«The effective application of EU law is essential to delivering the benefits of European Union policies to the public and to businesses. Often, when issues come to the fore — car emissions testing, illegal landfills or transport safety and security — it is not the lack of EU legislation that is the problem but rather that EU law is not applied effectively.

The Member States are responsible for transposing directives into their national law on time and accurately, as well as for correctly applying and implementing the entire body of EU legislation (the acquis). The Commission, as guardian of the Treaties, monitors the Member States’ measures and ensures that their legislation complies with EU law. Should a Member State fail to comply with Union law, the Commission may open an infringement procedure and, if necessary, bring the case before the Court of Justice. Financial penalties may be proposed when a Member State fails to implement a Court judgment or to communicate to the Commission its measures transposing a legislative Directive.

Better application of EU law is a priority of the Juncker Commission and a key part of the Better Regulation Agenda. The Commission restated its commitment to improving the application of EU law in a Communication of December 2016 which sets out a more strategic approach to its infringement policy. It announced that it would give priority to pursuing the most serious breaches of EU law affecting the interests of citizens and businesses.

This annual report highlights the main developments in enforcement policy in 2016. The structure of the report reflects the focus on enforcement in the political priority areas of the Commission. For example, the Commission pursued enforcement actions in the area of the internal market, where it specifically targeted Member States’ failure to establish or apply penalties systems to deter car manufacturers from violating car emissions legislation. Another example is the transposition of EU rules on public procurement and concessions; here, full transposition and implementation of EU law is essential to make it easier and cheaper for small and medium-sized enterprises to bid for public contracts, in full respect of the EU’s principles of transparency and competition. In addition to the priority areas, the documents accompanying the report examine how well EU law was applied, and the challenges faced, in each Member State and policy area.»

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«Most EU Pilot files which led to formal infringement procedures concerned the following policy areas: environment (53 cases), internal market, industry, entrepreneurship and SMEs (38), energy (29), and taxation and customs (25). Hungary and Germany had the highest number of files in EU Pilot which were pursued through infringement procedures (at 18 and 14 files each respectively), followed by Spain and Poland (13 files each).»

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«Member States frequently take the measures needed to comply with a Court judgment promptly. However, at the end of the year 95 infringement procedures were still open after a Court ruling because the Commission considered that the Member States concerned had not yet complied with judgments under Article 258 TFEU. The main Member States concerned were Greece (14), Spain (8), Germany and Italy (both 7). The cases mainly related to the environment (37), transport and mobility (13), taxation and customs (9), and the internal market (8).»

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2018-02-09__Germania_Infrazioni__001

«No other country seems to lecture EU states as much as Germany»

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«But, embarrassingly, Angela Merkel’s government is in breach of European regulations more than anyone else»

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È contraddittorio rimproverare agli altri ciò che si fa. È talmente evidente che deve prenderne atto anche il giornale della confindustria tedesca.

Adesso staremo a vedere come Frau Merkel, sempre che diventi Cancelliera, abbia il coraggio di rivedere le bucce agli altri paesi dell’Unione.


→ Handelsblatt. 2018-02-07. Germany is the leading breaker of EU rules

No other country seems to lecture EU states as much as Germany. But, embarrassingly, Angela Merkel’s government is in breach of European regulations more than anyone else.

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Yes, it’s really true: Germany is the top rule breaker in the European Union. The country, which has lectured debt sinners like Greece, performs worst in complying with European Union legislation. Physician, heal thyself.

New figures from Germany’s Economics Ministry reveal that Angela Merkel’s government currently faces no less than 74 infringement proceedings for failing to adequately and timely convert EU rules into German law. “We’re no longer the model pupil – we’re bottom of the class,” Green Party politician Markus Tressel told Handelsblatt. The Green Party requested the numbers from the ministry.

The latest available EU-wide data, which uses figures from the end of 2016, already shows Germany topping the list of violators, together with Spain. And though the ministry’s new figures show a decrease, it’s still 20-percent higher than in 2012. “The government performs badly in converting EU directives into national law, especially in the areas of traffic and environment,” said Mr. Tressel.

The violations cover key issues affecting health and safety, including air pollution, traffic noise, fire protection measures and water quality, according to the ministry’s figures. Germany’s transportation ministry currently faces 20 infringement procedures, while the environment and finance ministries come in second and third.

The economics ministry pointed out that the numbers may not be as damning as they first seem. The initiation of infringement proceedings does not necessarily mean Germany is in breach of EU law. The European Court of Justice, or ECJ, has the final say on whether there has been a serious breach. Currently, the top court has only reviewed infringement procedures in 12 of the 74 cases.

Whatever the outcome, other EU nations may experience some Schadenfreude seeing the top number. Germany, after all, has a reputation as a rule-abiding nation, where procedures and diligence can take precedence over flexibility and innovation. When it comes to implementing new laws, the figures seem to suggest the country suffers from inertion or sloppiness.

European partners will also recall some German finger-pointing. Former finance minister Wolfgang Schäuble, for instance, was famous for insisting that Greece must clean up its finances during and after the euro debt crisis from 2010 to 2012. And German Environmental Minister Barbara Hendricks urged Belgium in 2016 to improve the safety of two Belgian nuclear reactors, located close to the German border. Since 2007 it has continuously been in breach of European current-account rules because Germany sells so many goods abroad and its trade surplus is so large — the biggest in the world in fact — compared to economic output.

To a certain degree, the new revelations are a deja-vu of 2003, when Germany was the first country to break deficit rules that apply to all 19 euro-zone countries. Frugal European countries, especially Germany, had been pushing for strict regulations to limit budget deficits and debt levels. When Germany failed to reign in its deficit in the aftermath of the dot.com bust and ensuing recession, it agreed with France the rules didn’t apply.

The new figures also show that Germany sometimes simply doesn’t bother to create the necessary corresponding laws.

mercoledì 31 agosto 2016

In continuazione

In continuazione, Arrivano di continuo, i migranti o richiedenti asilo o , più semplicemente, clandestini. Gli ultimi arrivati quest'oggi al porto di Cagliari, sono migranti per ragioni economiche: ovvero persone che, come molti dei nostri ragazzi ( e anche alcuni che , ragazzi, non lo sono più da un pezzo ) sono dovuti andar via: la differenza è che , alcuni dei nostri, la maggior parte per quanto se ne sa, trovano lavoro, spesso anche qualificato , hanno preso la cittadinanza del luogo che li ospita, si sono lì accasati, qui non hanno nessuna intenzione di tornare. Tra le differenze c'è anche questa: il luogo che hanno scelto per trasferirsi, il luogo che li ha accolti , è un paese con usi e costumi simili ai nostri. In più c'è da dire che il lavoro, almeno in prova, lo avevano già trovato prima di muoversi: non sono rimasti negli angoli delle strade a chiedere l'elemosina o a disturbare i passanti o chi esce dai bar e ristoranti, né si sono messi a fare i parcheggiatori abusivi chiedendo oboli per aver segnalato un posteggio libero.

lunedì 27 gennaio 2014

Morbosità : che genere di crimine di piace vedere punito? E in che modo?

Dico, se mai ce ne fosse ancora bisogno, che mi sono rotto gli zebedei di leggere e sentire le imprecazioni, espresse sotto forma di commenti o dichiarazioni, di coloro che quando c'è un incidente stradale con vittime, cominciano a smadonnare e chiedere carcere, morte, mega risarcimenti, punizioni esemplari, nomi e cognomi e indirizzi dei "presunti" colpevoli. 
Siccome sono sempre ,credo, garantista mi chiedo se è vero che si debbano rispettare le famose regole , se una persona deve essere ritenuta innocente fino a che una sentenza ne affermi il contrario, oppure se deve esserci una giustizia da far west.
E ancor più mi fa girare le eliche, quando sento che altrove, in altri paesi che, guarda caso sono sempre più civili e più avanti di noi, lì le leggi le applicano.
In tal senso mi ha dato fastidio leggere oggi, sul Corsera, un articolo di Stella (salvo errore) in

giovedì 6 settembre 2012

I morti non possono pagare i debiti

Parlando alla Camera di Commercio di Buenos Aires il 2 agosto, il Presidente argentino Cristina Fernandez de Kirchner ha stigmatizzato la politica antipopolare dei governi europei – Ha ricordato che il suo scomparso consorte Nestor Kirchner, ammonì nel 2003 alle Nazioni Unite che “i morti non possono pagare i debiti“. Spiegò che l’austerità non avrebbe mai generato una ripresa in Argentina e giurò di non anteporre gli interessi dei banchieri a quelli dei cittadini. ”Sento che l’Europa non capisce questo“, ha detto la Kirchner.

Guardiamo alla Spagna: “Come si fa ad avere la crescita se la gente perde il lavoro, i salari vengono tagliati, le case messe all’asta e i benefici sociali ridotti?” Ho letto che il 10 per cento dell’impiego pubblico verrà tagliato, assieme a 50 mila posti letto negli ospedali, ha detto. “Non si può sostenere un’economia o una società in queste condizioni”, ha ammonito.

martedì 24 luglio 2012

Invidiabile Spagna

Di ritorno dalle Canarie: se devo valutare da quest’angolo della Spagna che ho visto, penso che quel Paese sia meglio attrezzato dell’Italia di fronte alla crisi, e che si solleverà prima di noi. Anche là vige il disprezzo per i politici e la politica; cresce, persino più che da noi, la consapevolezza dei privilegi e del parassitismo delle burocrazie pubbliche, il che è un buon segno di vitalità politica della popolazione, che mette sotta accusa i salari sicuri degli statali mentre nel settore privato la disoccupazione è alle stelle. Ma visto come stiamo messi noi, vorrei fare il cambio. Ecco alcuni motivi:


Infrastrutture
D’accordo, durante il boom edilizio (causato dai tassi eccessivamente bassi che l’euro «germanico» ha chiesto per indebitarsi, e dalla banche tedesche, rigurgitanti di capitali, che li hanno offerti in eccesso agli iberici) s’è costruito troppo, ed ora è scoppiata la bolla edilizia. Ma ciò che colpisce, è la quantità e la qualità delle infrastrutture progettate ed attuate dalla «politica». Se i politici spagnoli hanno rubato, non si sono tenuti tutto loro; hanno anche attrezzato il Paese per la modernità. Strade extra-urbane nuove fiammanti a Lanzarote, autostrade a quattro corsie (e gratis) a Tenerife; non una buca nell’asfalto, non un lampione bruciato, e ovviamente non un cartello perforato da gragnuole di proiettili (tipico del folklore in Sicilia e Calabria). Nella capitale Santa Cruz, che è pur sempre una cittadina di nemmeno 230 mila abitanti, grandiosi spazi culturali firmati da archistar (tipico l’auditorium ideato da Calatrava, e lo Espacio de Las Artes dello svizzero Herzog) che possono non piacere, ma testimoniano l’impegno dei pubblici poteri per la cittadinanza, ospitano mostre, biblioteche, teatri.
Due aeroporti che non sono affatto cattedrali nel deserto, anzi frequentatissimi da voli internazionali (arrivano 5 milioni di turirsti – che poi tornano, al contrario di quelli che vengono in Sicilia). Immensi parcheggi sotterranei publici, che da noi non si sono mai fatti perchè «il Comune non ha i soldi» o «il comitato di quartiere si oppone» o non ci si mette d’accordo sulle mazzette. Un sistema-modello di trasporti pubblici: la piccola capitale canaria ha una metropolitana leggera nuova fiammante (del 2004, finanziata da Fondi UE) che tocca tutte le zone che contano, e fa’ capolinea all’Intercambiador: ossia alla grande stazione dei bus («guaguas», nel gergo locale), su sei livelli con scale mobili, da cui si può raggiungere qualunque villaggio dell’isola a prezzi popolari dopo aver lasciato l’auto nel parcheggio sottostante, che basta a 1400 veicoli.