Di ritorno dalle Canarie: se devo valutare da quest’angolo della Spagna
che ho visto, penso che quel Paese sia meglio attrezzato dell’Italia di
fronte alla crisi, e che si solleverà prima di noi. Anche là vige il
disprezzo per i politici e la politica; cresce, persino più che da noi,
la consapevolezza dei privilegi e del parassitismo delle burocrazie
pubbliche, il che è un buon segno di vitalità politica della
popolazione, che mette sotta accusa i salari sicuri degli statali mentre
nel settore privato la disoccupazione è alle stelle. Ma visto come
stiamo messi noi, vorrei fare il cambio. Ecco alcuni motivi:
Infrastrutture
Infrastrutture
D’accordo, durante il boom edilizio (causato dai tassi eccessivamente
bassi che l’euro «germanico» ha chiesto per indebitarsi, e dalla banche
tedesche, rigurgitanti di capitali, che li hanno offerti in eccesso
agli iberici) s’è costruito troppo, ed ora è scoppiata la bolla
edilizia. Ma ciò che colpisce, è la quantità e la qualità delle
infrastrutture progettate ed attuate dalla «politica». Se i politici
spagnoli hanno rubato, non si sono tenuti tutto loro; hanno anche
attrezzato il Paese per la modernità. Strade extra-urbane nuove
fiammanti a Lanzarote, autostrade a quattro corsie (e gratis) a
Tenerife; non una buca nell’asfalto, non un lampione bruciato, e
ovviamente non un cartello perforato da gragnuole di proiettili (tipico
del folklore in Sicilia e Calabria). Nella capitale Santa Cruz, che è
pur sempre una cittadina di nemmeno 230 mila abitanti, grandiosi spazi
culturali firmati da archistar (tipico l’auditorium ideato da Calatrava,
e lo Espacio de Las Artes dello svizzero Herzog) che possono non
piacere, ma testimoniano l’impegno dei pubblici poteri per la
cittadinanza, ospitano mostre, biblioteche, teatri.
Due aeroporti che non sono affatto cattedrali nel deserto, anzi
frequentatissimi da voli internazionali (arrivano 5 milioni di turirsti –
che poi tornano, al contrario di quelli che vengono in Sicilia).
Immensi parcheggi sotterranei publici, che da noi non si sono mai fatti
perchè «il Comune non ha i soldi» o «il comitato di quartiere si oppone»
o non ci si mette d’accordo sulle mazzette. Un sistema-modello di
trasporti pubblici: la piccola capitale canaria ha una metropolitana
leggera nuova fiammante (del 2004, finanziata da Fondi UE) che tocca
tutte le zone che contano, e fa’ capolinea all’Intercambiador:
ossia alla grande stazione dei bus («guaguas», nel gergo locale), su sei
livelli con scale mobili, da cui si può raggiungere qualunque villaggio
dell’isola a prezzi popolari dopo aver lasciato l’auto nel parcheggio
sottostante, che basta a 1400 veicoli.