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mercoledì 13 marzo 2019
Trasporti Pubblici Urbani. Situazione in Europa
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lunedì 10 dicembre 2018
Unione Europea. Costi dei trasporti urbani pubblici.
Giuseppe Sandro Mela.
2018-12-04.
Uno dei pilastri portanti dell’ideologia socialista affonda le sue profonde radici nella credenza che i trasporti urbani debbano essere gestiti come cosa pubblica.
Se il problema non fosse visto come dogma di fede politica, vi sarebbero ovviamente dei pro e dei contro.
I sostenitori della proprietà e gestione pubblica affermano che la rete dei trasporti urbani dovrebbe servire anche linee non remunerative in termini di biglietti venduti, essendo codeste denominabili come di pubblica utilità. I detrattori constatano invece la gestione antieconomica e clientelare della partecipate pubbliche, quasi tutte sull’orlo del dissesto.
venerdì 29 gennaio 2016
Parlano perché hanno la lingua in bocca
Mentre porgevo a mia madre, che è ben oltre gli 80 anni, una tazza di tè, ho avuto modo di sentire una piccola parte della " vita in diretta", su rai uno: si parlava di una fornitura di letti per un ospedale, mi pare nel salernitano, e si faceva osservazione sul fatto che i letti non potevano entrare e uscire dagli ascensori. Eppure sono a norma, così come , ritengo siano stati richiesti. Ora la mia sorpresa è nell'aver sentito delle osservazioni, fatte in studio durante la trasmissione , che mi hanno portato a concludere che,qualcuno parla solo perché ha la lingua in bocca. Infatti nei pochi minuti in cui ho seguito il talk show, non ho sentito una persona che formulasse la domanda che ,almeno io, avrei fatto: in quale maniera si scelgono i letti di un ospedale? Perché una persona in studio ha detto che " se uno compra un letto per casa propria, vede quali sono le misure che vanno meglio". Detta così la cosa può essere sensata , ma ci si dimentica che ci sono norme da rispettare,e queste prevedono misure ad hoc, così come occorre sapere se ,per una misura ridotta c'è il materasso che calza, idem per il cuscino e le lenzuola: così come bisogna sapere se ,eventuali accessori possono essere supportati e utilizzati in un letto con misure "non standard". Per quanto ne so, e parlo per esperienza di un settore vicino a quello ospedaliero (e cioè l'arredamento di sale d'attesa o sedie e sgabelli per laboratorio, pareti divisorie, armadi eccetera), si può avere ,si può fornire , tutto quello che viene richiesto: ma siccome c'è chi chiede, e giustamente, che quanto fornito sia testato e conforme alle famose norme, anche il letto o i letti con dimensioni personalizzate, devono essere certificati. Ricordo di non aver potuto effettuare una fornitura di 80 sgabelli per una catena di supermercati, perché quelli a norma e che dovevano essere adoperati all'interno nella zona delle casse, avevano un basamento a norma e antiribaltamento , ma troppo largo: avrei potuto fornire un basamento più piccolo, ma non era testato . E' come per le cucine domestiche, cui occorre la certificazione per gli attacchi del gas e della corrente. Ecco che mi chiedo se qualcuno in studio avrà mai chiesto: come funzionano le gare d'appalto? In alcuni casi, rispondo io, c'è da presentare la "dichiarazione di aver preso visione dei locali dove devono essere consegnati e montati gli arredi": il che vuol dire che un incaricato dell'amministrazione appaltante ti deve accompagnare in giro per i locali. Ed è così che tu scopri, ad esempio, che le scale sono strette, che non c'è parcheggio e che so, se devi consegnare una cassaforte devi bloccare il traffico o chiedere (e pagare tu a tue spese) i metri lineari di strada per tot ore; o ancora ,appunto , scoprire che ciò che viene chiesto dall'amministrazione, non "passa in ascensore". Concludo con un ultima osservazione e riguarda i prezzi , in senso generale: non tutte le cose sono uguali, così come non tutte le sedie , gli aghi e le siringhe, i letti e i materassi, il pane o l'acqua, e quindi non possono avere lo stesso identico prezzo. L'Europa e chi per lei, vuole standardizzare tutto: ed è un grande errore chiederlo ma ,sopratutto, non informandosi e non informando gli italiani sulle caratteristiche richieste e su quelle che poi hanno i vari articoli, prodotti o prestazioni richieste. E questo perché quando prendi un treno, guidi un'auto, visiti una casa, indossi un vestito: ecco che scopri, sulla tua pelle, che non sono tutti uguali e non costano, in genere, lo stesso prezzo. Quindi se tu hai tot da spendere, ecco che dovresti verificare, su piazza (indagine di mercato) cosa costa ciò che vuoi comprare: dopo di che bandisci la gara.
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martedì 24 luglio 2012
Invidiabile Spagna
Di ritorno dalle Canarie: se devo valutare da quest’angolo della Spagna
che ho visto, penso che quel Paese sia meglio attrezzato dell’Italia di
fronte alla crisi, e che si solleverà prima di noi. Anche là vige il
disprezzo per i politici e la politica; cresce, persino più che da noi,
la consapevolezza dei privilegi e del parassitismo delle burocrazie
pubbliche, il che è un buon segno di vitalità politica della
popolazione, che mette sotta accusa i salari sicuri degli statali mentre
nel settore privato la disoccupazione è alle stelle. Ma visto come
stiamo messi noi, vorrei fare il cambio. Ecco alcuni motivi:
Infrastrutture
Infrastrutture
D’accordo, durante il boom edilizio (causato dai tassi eccessivamente
bassi che l’euro «germanico» ha chiesto per indebitarsi, e dalla banche
tedesche, rigurgitanti di capitali, che li hanno offerti in eccesso
agli iberici) s’è costruito troppo, ed ora è scoppiata la bolla
edilizia. Ma ciò che colpisce, è la quantità e la qualità delle
infrastrutture progettate ed attuate dalla «politica». Se i politici
spagnoli hanno rubato, non si sono tenuti tutto loro; hanno anche
attrezzato il Paese per la modernità. Strade extra-urbane nuove
fiammanti a Lanzarote, autostrade a quattro corsie (e gratis) a
Tenerife; non una buca nell’asfalto, non un lampione bruciato, e
ovviamente non un cartello perforato da gragnuole di proiettili (tipico
del folklore in Sicilia e Calabria). Nella capitale Santa Cruz, che è
pur sempre una cittadina di nemmeno 230 mila abitanti, grandiosi spazi
culturali firmati da archistar (tipico l’auditorium ideato da Calatrava,
e lo Espacio de Las Artes dello svizzero Herzog) che possono non
piacere, ma testimoniano l’impegno dei pubblici poteri per la
cittadinanza, ospitano mostre, biblioteche, teatri.
Due aeroporti che non sono affatto cattedrali nel deserto, anzi
frequentatissimi da voli internazionali (arrivano 5 milioni di turirsti –
che poi tornano, al contrario di quelli che vengono in Sicilia).
Immensi parcheggi sotterranei publici, che da noi non si sono mai fatti
perchè «il Comune non ha i soldi» o «il comitato di quartiere si oppone»
o non ci si mette d’accordo sulle mazzette. Un sistema-modello di
trasporti pubblici: la piccola capitale canaria ha una metropolitana
leggera nuova fiammante (del 2004, finanziata da Fondi UE) che tocca
tutte le zone che contano, e fa’ capolinea all’Intercambiador:
ossia alla grande stazione dei bus («guaguas», nel gergo locale), su sei
livelli con scale mobili, da cui si può raggiungere qualunque villaggio
dell’isola a prezzi popolari dopo aver lasciato l’auto nel parcheggio
sottostante, che basta a 1400 veicoli.
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venerdì 30 marzo 2012
Trasporti gratuiti, ma non in Italia o in Sardegna
La regione dove vivo, la Sardegna, è da sempre penalizzata nei trasporti o come si dice oggi nella mobilità. Vi propongo l'articolo visto e copiato dal sito Cdc dove alla fine c'è il link dell'originale. Tallin, prima capitale europea con trasporti pubblici gratuiti. Autobus, filobus e tram gratis per promuovere la mobilità sostenibile e disincentivare l'utilizzo
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