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martedì 12 febbraio 2019

Quando la gente non capisce (il consumatore ignorante)

Quando spieghi una cosa e uno non capisce, la prima cosa che dovresti fare non è "dargli del cretino" , semmai chiediti se hai argomentato a sufficienza : solo dopo puoi ,se proprio devi, dargli del cretino. In un mio commento circa la questione del latte in Sardegna, un tale in risposta mi fa osservare "che la gente non capisce,e andrà al market e comprerà il latte ,che le serve, quello a poco prezzo". In sostanza i pastori sardi vedranno il loro latte non acquistato dai caseifici, e per i formaggi, già come avviene adesso, si userà latte non del posto. Il consumatore, a mio avviso ignorante (e proprio perché ignora), non andrà a indagare su etichette ,già oggi, poco leggibili, né vorrà fare a meno della passeggiata tra le corsie del supermercato con tanto di carrello da spingere: farà poi la sua sosta per sorseggiare un caffè

lunedì 11 febbraio 2019

Il "latte" alle ginocchia

E sì, perché questa storia del prezzo del latte, è una questione annosa. Tuttavia offre il pretesto, almeno al sottoscritto, per poter affrontare due o tre temi che mi stanno a cuore. Ci sarebbe da ricordare che è anche vero che sul prezzo si "tratta": penso se lo avessero fatto negli anni 80 i produttori di "tubi a gas per sollevare e/o abbassare " le sedie da ufficio. Invece hanno permesso l'invasione di tubi e meccanismi che provenivano dal Sudest asiatico o dalla Spagna e , logicamente, il tutto sotto costo: da dire che alcune aziende produttrici o assemblatrici di sedute per ufficio o camerette, sono state aziende di nome in Italia e in Europa, salvo poi scomparire, ed essere fagocitate da produttori e assemblatori cinesi o comunque extraeuropei. Peccato, ricordo che una di queste fatturava 140 miliardi di lire, e solo di sedie, quando il sottoscritto ne vendeva solo 400 milioni e, per giunta, di fascia di