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martedì 5 novembre 2019

Di tutti i colori ...

E forse anche di più: parafrasando il buon Isaac Asimov, allorché ci si poneva come domanda "quale fosse il numero più grande", rispondeva che a qualunque numero si fosse riusciti a pensare, sarebbe stato sufficiente "aggiungerne uno". Per quanto riguarda i colori del titolo, mi riferisco ai casini, alle rotture di scatole, alle preoccupazioni e anche alle azioni che compiamo e di cui ,al contrario, siamo vittime. Prendiamo il "Fatto Quotidiano", che nei giorni scorsi esalta, non sia

lunedì 2 settembre 2019

Ci riprovo e forse ci riesco

E' da alcuni giorni che scrivo un post, penso che vada anche benino, nel senso che ha delle frasi di senso compiuto e dei pensieri e osservazioni validi, ma poi per un motivo o per l'altro devo interrompere e non sono mai arrivato a concludere: e a quel punto che cancello tutto e...
Ero partito, come sempre , dalla Lega e dal fatto delle promesse da marinaio o da capitano e che non si sono concretizzate, realizzate: mi

martedì 6 agosto 2019

Ecco come l’ONG di Soros sta facendo chiudere le pagine della Lega e dei 5 Stelle (mai più con Avaaz)

Ancora una volta l’ombra dello speculatore ungherese George Soros si staglia dietro un importante appuntamento elettorale italiano.

Su queste pagine abbiamo già denunciato le ripetute intromissioni del finanziere negli affari politici italiani, incominciate in quel lontano 1992 con la spaventosa ed immotivata operazione di speculazione finanziaria sulla lira, fino ad arrivare all’inchiesta giornalistica di qualche mese fa che smascherò il sollecito di Soros per far commissariare l’Italia dalla Troika.

venerdì 24 maggio 2019

Germania. Finanzierebbe terrorismo palestinese ed ngo collegate.

Giuseppe Sandro Mela.


2019-05-22_Giz__001

L’articolo allegato è stato pubblicato sulla testata Ngo Monitor ed ad oggi non è stato smentito.

Questo articolo era stato preceduto da uno comparso sul Bild, dello stesso tenore, ma meno dettagliato. Anche questo articolo non ha ricevuto smentita.

«The German Society for International Cooperation (GIZ) is a “public-benefit federal enterprise” that provides “services worldwide in the field of international cooperation for sustainable development.”»

lunedì 4 marzo 2019

Europarlamento. EPP. Raggiunto il quorum per scacciare Mr Orban.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-03-04.

Ungheria 001

Il Partito Popolare Europeo ha in questo parlamento 216 /  751 seggi: nelle proiezioni elettorali dovrebbe scendere a 176.

Al momento ha 14 / 28 membri nella Commissione Europea, 8 / 28 nel Consiglio Europeo, 125 / 344 nel

venerdì 1 marzo 2019

Soros, ong e debito studentesco. 50 milioni di americani resi schiavi.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-03-01.

2019-02-20__Soros__001

Tutto può essere detto di Mr Soros, tranne che non sia di intelligenza ben superiore la norma. Non solo: alla mentalità europea continentale ha abbinato l’occasione di agire in un ambiente quale quello americano, che per sua natura tende a concedere fiducia alla gente, salvo poi ostracizzarla qualora non potesse mantenere quanto promesso. Mr Soros è un raffinato psicologo che ha sondato gli abissi dell’animo umano, sapendo promettere il bene immediato a discapito di quello futuro.

Le ong sono una delle sue geniali invenzioni.

venerdì 15 febbraio 2019

Ong. I Contribuenti Europei le finanziano alla grande. All’Italia nulla.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-02-14.

2019-02-14__Ngo__001

A confronto di questi eurocrati, Papa Borgia era un rigidissimo meritocratico.

A confronto di questa eurodirigenza, i criminali detenuti a Sing Sing erano una pia congregazione dedita alla mortificazione, al digiuno ed alla penitenza.

La mafia di don Gambino era formata da gente da oratorio se paragonata alla cosca di Mr Juncker.

mercoledì 9 gennaio 2019

Se fossero "persone vere" e "sincere"

Non farebbero figli e figliastri: e mi riferisco sia alle Ong che ai nostri politici e , visto che che ci siamo, anche ai giornalisti e a tutti. Ong che hanno presidenti e portavoce, rappresentanti in ogni luogo, e che non fanno certo volontariato come lo fanno altri, e cioè quando possono, ma è evidente che per costoro è un mestiere, una professione, e permette di vivere: mi sono domandato se esistono Ong che mandano nelle strade persone per vedere se "ci sono disoccupati, licenziati, fuori da fabbriche e negozi" da aiutare, se per caso "vedono che c'è un imprenditore che si sta suicidando e lo devono salvare". Ma forse quello che immagino è un altro mondo, diverso da questo, dove aiutare le persone di cui sopra non è conveniente, non rende, e poi la maggior parte di costoro sono bianchi e si trovano in Europa. Ecco che ai vari Cacciari & Company bisogna domandare se per caso ,oltre a una falsa solidarietà, si può offrire altro agli europei e italiani, visto che siamo in Italia, e c'è la Costituzione da osservare e rispettare. Ma mettiamo pure che sia lui che gli amici delle Ong siano persone vere e sincere: che dicano che non gliene sbatte un cazzo degli italiani e dei bianchi in senso lato, che gli imprenditori che si suicidano, al pari di chi è in difficoltà economiche e fa lo stesso, sono persone che "non sanno stare al mondo", e così compiono chiarezza e fugano ogni dubbio. Perché vedete, siamo stufi e stanchi di chi deve calendarizzare e organizzare tavoli di lavoro, commissioni o gruppi di studio: erano cose che andavano bene quando imperava l'altra casta, quella dei sindacati. Adesso, ora, in questo momento, c'è necessità di altro, qualcosa che faccia riprendere l'economia, che renda i cittadini attivi e propositivi, e che ,come amo ripetere, faccia dire agli italiani "sono contento di essere cittadino italiano". Non cittadino europeo, ma "cittadino italiano".  

mercoledì 12 dicembre 2018

Quei bravi gerarchi di Bruxelles. Budget +3.2%. Fondi pro migranti +55.9%. (ricordiamocene alle prossime elezioni)

Giuseppe Sandro Mela.

2018-12-12.

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«Cuopron d’i manti loro i palafreni,

Sì che due bestie van sott’una pelle» [Dante]


Questo europarlamento era stato eletto molti anni or sono, quando in Europa la maggior parte dei Governi era a matrice ideologica liberal socialista. In Francia imperava Mr Hollande ed in Germania la Bundeskanzlerin Frau Merkel era potente in opere e parole. L’asse francogermanico dominava l’Unione Europea. In Italia era al potere il partito democratico, fedele palafreniere della reggenza.

Ma quando dalla parata si deve andare in battaglia, i palafreni restano nelle stalle e gli scudieri conducono gli stalloni.

*

La lettura dei bilanci dell’Unione Europea non è certo entusiasmante, deprimente si potrebbe dire, ma meglio di ogni cosa denuncia lo stato della situazione.

Oggi l’europarlamento voterà il budget, poi si scioglierà in attesa delle nuove elezioni che ne stravolgeranno il volto politico. La maggior parte degli eurodeputati del Ppe e di S&D hanno oramai la certezza che da maggio saranno disoccupati.

sabato 1 settembre 2018

La realtà com'è nei discorsi da bar

Ci siamo chiesti come mai "discorso da bar" è un termine, se così possiamo definirlo, dispregiativo? Secondo me è definito tale perché i giudizi e le opinioni che, appunto, vengono partorite tra un caffè e un amaro o una birra, provengono da cervelli inferiori, da gente che non avrebbe diritto,se fosse per alcuni non solo di voto ma nemmeno di esprimersi: infatti già in alcuni paesi ,con la scusa del terrorismo, è stato introdotto il divieto promuovere manifestazioni pubbliche o di poter criticare il governo o i suoi rappresentanti, oltre a limitazioni nella diffusione delle notizie. Ci dice niente il divieto imposto alle forze dell'ordine di divulgare la nazionalità, il sesso, la religione di persone arrestate? E questo avviene di certo in Germania e Svezia, mentre altrove è la stampa o i media in senso lato, che soffocano le notizie. Ed è proprio nei bar che , per quanto ci riguarda, e Salvini e i suoi

venerdì 16 marzo 2018

La ProActiva Open Arms vuole sbarcare migranti in Italia

La ProActiva Open Arms che vuole sbarcare migranti in Italia è Sospettata di essere stata coinvolta in traffico di esseri umani: che scarichi i migranti nel porto di Malaga!

Incredibile ammissione di colpa della ONG spagnola ProActiva Open Arms, creata nell’ottobre del 2015 – e dunque finanziata dall’EUropa – per trasbordare i migranti in Italia: si appella alla legge del mare per sbarcare i migranti in Italia. Nel mentre è sospettata di traffico di migranti, ne parla anche la stessa Wikipedia (in inglese).
Spero l’abbiate capito: l’invasione dei migranti è stata voluta ed organizzata ai danni dei paesi obiettivo delle politiche neocoloniali dei paesi dominanti in EU, ossia dell’Italia (ed anche della Grecia, che rompeva le scatole volendo uscire dall’Euro).
Ho già spiegato che un’altra ONG nata più o meno nello stesso periodo della ProActiva, in questo caso tedesca – la Jugend Rettet – è finanziata direttamente dai nipoti di gerarchi nazisti, vedete l’articolo al LINK.
Voi direte, perchè succede? Semplice, l’Italia va indebolita per essere spogliata e nel lungo termine il modo migliore per indebolire un paese è farlo invadere di migranti, da che mondo è mondo. Il vero problema è che gli italiani non capiscono quanto sia ricco il loro paese, soprattutto rispetto agli altri paesi centro EUropei. E quanta invidia ci sia per gli italiani da parte di francesi e tedeschi (…).
Sta di fatto che, dato reale, fonti giornalistiche e politiche tedesche avevano previsto – anzi pianificato – l’invasione dei migranti fin dal 2012!!! Tutto scritto nero su bianco in passato.
In effetti le ONG coinvolte nel trasbordo – notasi bene, non nel salvataggio – dei migranti sono di norma tedesche, francesi, inglesi, e spagnole. Ossia, i primi tre paesi sono stati coinvolti direttamente nel golpe contro Berlusconi e assassinio di Gheddafi, mentre l’ultimo – la Spagna – da sempre è una riserva di tedeschi da salvare, basti dire che gran parte dei gerarchi nazisti alla fine della seconda guerra mondiale riparano in Spagna, anche il famoso Otto Skorzeny governava la rete OSS in EUropa da Madrid.
Il piano è sempre lo steso, conquistare l’Europa, a partire dai paesi più problematici. E l’Italia lo è visto che ospita tra le più grandi basi militari estere del prossimo nemico di Berlino e Parigi, gli USA.
Questo per dire che non bisogna andare per il sottile con le ONG che approfittano della legge del mare non per trovare riparo sicuro nel porto più vicino ma per sbarcare i clandestini specialmente in Italia!!! Per i motivi sopra enunciati.
Agire sarebbe semplice: la ProActiva viene avvicinata dalla nostra marina che provvede a trasbordare solo i casi di malati gravi. Il resto dei migranti non devono essere accettati in Italia ma si richiede alla ONG spagnola di sbarcarli in Spagna. All’occorrenza si potrebbero inviare ONG italiane a raccogliere migranti davanti alla Spagna per poi sbarcarli a Malaga, chissà come la prenderebbero i ristoratori della zona, che devono ospitare i turisti.
Questa presa in giro nei confronti dell’Italia deve finire. Con le buone o con le cattiva.
Mitt Dolcino
https://scenarieconomici.it/la-proactiva-open-arms/

domenica 18 febbraio 2018

Avaaz : fai il contrario di ciò che ti sta chiedendo via mail

Giuseppe Sandro Mela.

2018-02-17.

2018-02-17__Avaaz__001

«The banality of evil transmutes into the banality of sentimentality»


Avaaz è una organizzazione che conta 47 milioni di membri in 194 paesi del mondo.

«Avaaz è la comunità che si crea intorno a una campagna che porta i cittadini dentro ai processi decisionali in tutto il mondo.

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Avaaz esiste solo da 5 anni, ma è già diventata la rete di pressione politica online più grande e più efficace del mondo.
 The Guardian

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Avaaz, che significa "voce" in diverse lingue europee, mediorientali e asiatiche, è stata lanciata nel 2007 con una semplice missione democratica: organizzare i cittadini di tutte le nazioni per ridurre la distanza tra il mondo che abbiamo e il mondo che la maggior parte delle persone, in ogni luogo del mondo, vorrebbe.

Avaaz dà la possibilità a milioni di persone, ognuna con la sua storia, di impegnarsi su questioni urgenti di carattere globale e nazionale, dalla corruzione alla povertà ai conflitti e al cambiamento climatico. Il nostro modello di organizzazione su internet permette a migliaia di azioni individuali, non importanta quanto piccole, di combinarsi rapidamente in una potente forza collettiva. (Leggi dei nostri risultati sulla pagina In evidenza.)

La comunità di Avaaz agisce in 15 lingue grazie a un team di professionisti sparsi per il mondo e a migliaia di volontari. La nostra azione (firmando petizioni, finanziando campagne di comunicazione e azioni sul campo, inviando e-mail e facendo pressione sui governi, organizzando proteste 'offline', per le strade e nelle piazze e altri eventi) vuole far sì che il punto di vista e i valori dei cittadini in tutto il mondo influiscano sulle decisioni che riguardano tutti noi.» [Avaaz]

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«Avaaz è un'organizzazione non governativa internazionale istituita nel 2007 a New York che promuove attivismo su tematiche quali il cambiamento climatico, i diritti umani, i diritti degli animali, la corruzione, la povertà e i conflitti. La sua missione dichiarata è quella di permettere che i processi decisionali di portata globale vengano influenzati dall'opinione pubblica. L'organizzazione opera in quindici lingue diverse, e conta, stando al sito ufficiale, più di 43 milioni di membri iscritti in 194 paesi.

Essendo una comunità on-line, i membri effettivi sono considerati gli iscritti al sito. I membri della community possono essere definiti "attivi" dal momento in cui, via web, partecipano, sottoscrivono e diffondono le attività dell'associazione. L'associazione utilizza anche l'attività "concreta" di alcuni membri che agiscono nella vita reale (per esempio la consegna di petizioni direttamente ai referenti politici) e si avvale di alcuni membri stipendiati che sono direttamente assunti dalla Fondazione "Avaaz.org", con sede a New York» [Fonte]

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«Avaaz.org è stata cofondata da Res Publica, una "comunità di professionisti del settore pubblico con l'obiettivo di promuovere il buon governo, partecipazione civica e una democrazia deliberativa", e MoveOn.org, un gruppo non-profit americano di pressione verso politiche progressiste. È stata anche sostenuta dall'Unione Internazionale degli Impiegati di Servizio (SEIU) e GetUp!, una organizzazione non-profit australiana di campagne.

Tra i fondatori ci sono Ricken Patel, Tom Pravda, l'ex parlamentare della Virginia Tom Perriello, il direttore esecutivo di MoveOn.org Eli Pariser, l'imprenditore australiano progressista David Madden, Jeremy Heimans (cofondatore di Purpose.com), e Andrea Woodhouse. Il direttivo è composto da Ricken Patel (presidente), Tom Pravda (segretario), Eli Pariser (presidente del direttivo), e Ben Brandzel (tesoriere).

Il presidente, fondatore e direttore esecutivo di Avaaz è il Canadese-britannico Ricken Patel. Ha studiato Politica, Filosofia e Economia al Balliol College, Università di Oxford. Ha ricevuto un master in Politiche Pubbliche dall'Università di Harvard. Ha lavorato per l'International Crisis Group in diversi paesi nel mondo, inclusi Sierra Leone, Liberia, Sudan e Afghanistan, dove, ha dichiarato "ha imparato a portare le forze ribelli ai tavoli di negoziato, a monitorare le elezioni (di nascosto), e a ridare fiducia a un sistema politico un tempo corrotto e a capire quando le forze straniere venivano manipolate." È tornato negli USA e ha fatto il volontario per MoveOn.org, dove ha imparato come usare gli strumenti online per l'attivismo.

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Una inchiesta pubblicata su "Off Guardian" on line del 18 giugno 2015 ha messo in rilievo come sia "Res Publica" che "Move on" - ossìa le organizzazioni che hanno dato vita ad Avaaz - hanno certamente avuto Soros tra i loro cospicui finanziatori. Lo stesso articolo analizza le biografie dei fondatori e mette in guardia sulla insufficiente trasparenza dell'organizzazione.» [Fonte]

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«$20 million? That’s a lot of generosity right there. But yes, the money is definitely rolling in. In an article from 2012, Empire Strikes Black links to Avaaz’s 990 form for 2010, which demonstrates an annual income from “contributions and grants” of $4,767,187 in 2009, and almost half as much again in 2010. Similar returns from 2012-13 show figures of $11,611,547 and $14,545,459 respectively.» [Fonte]

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«Res Publica is a bit hard to pin down. Their Wiki link leads nowhere now, and their URL is dead. There seems to be nothing much about them online that adds more information than the brief summary offered by Avaaz, but NGO Monitor tells us they: "received grants totaling $250,000 from the Soros Open Society Institute in 2008."» [Fonte]

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«Moveon.org are easier to trace. Their website is still active. They are a Democratic party front group, currently campaigning against GMO salmon, the Confederate flag, Greek austerity and numerous other things, many of which seem eminently reasonable. According to the WaPo they received $1.6 million from “George Soros and his wife” back in 2004.» [Fonte]

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«The International Crisis Group has George Soros as a “trustee” (my how that man gets around). Other trustees include Wes Clark, former NATO Supreme Allied Commander, Carl Bildt, former Prime Minister and Foreign Minister of Sweden, several retired state department officials, ambassadors, diplomats and prime ministers.» [Fonte]

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«Tom Perriello, the second name on Avaaz’s list of individual founders is a “United States State Department official”, and a lawyer, who “served one term as a U.S. Representative for Virginia’s 5th congressional district.” He is also a member of the Democratic Party. He formerly served as President and CEO of Center for American Progress Action Fund and Counselor for Policy at Center for American Progress» [Fonte]

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«A fourth co-founder worth mentioning is David Madden,ex-army officer and “entrepreneur”. David’s previous employers include (go on – guess) the World Bank and – once again – the United Nations» [Fonte]

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Ma Avaaz estende ben oltre i propri orizzonti. Sarebbe lungo addentrarvisi, ma questo sarebbe un primo passo:

Avaaz: The Lobbyist that Masquerades as Online Activism

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Avaaz, Soros, Israel and the Palestinians

«Avaaz was co-founded in 2007 by “Res Publica, a global civic advocacy group, and Moveon.org.” The former received grants totaling $250,000 from the Soros Open Society Institute in 2008. The latter received a $1.46 million grant from George Soros in 2004. Res Publica describes Avaaz.org as its “primary current project.”

According to a 2007 ABC News report on Avaaz.org’s call for the firing of Paul Wolfowitz as president of the World Bank, Avaaz.org is a “global advocacy group funded by philanthropist and financier George Soros, MoveOn.org and the labor group SEIU.”

According to the 2009 Form 990 (page 87) filed by the Open Society Foundations, OSF gave $600,000 to Avaaz.org via New York-based Res Publica; $300,000 for “general support to Avaaz.org” and $300,000 for “Avaaz.org’s work on climate change.”

A check into OSF 990s for 2010 or 2011 show no grants for Avaaz nor Res Publica. According to its 2011 990, Avaaz.org’s total revenue for that year was $7,519,028. Avaaz.org claims it is “wholly member-funded.” Avaaz does not publish a detailed list of donors on its website or 990 forms, and therefore this claim cannot be verified independently.

Avaaz.org is active in the Israeli-Palestinian arena. Its 2011 campaign “Palestine: the time is now,” was aimed at pressuring the UK, France, and Germany to support a Palestinian bid for recognition. The petition and accompanying video titled “Middle East Peace – The Real Story” promotes the Palestinian narrative. In 2007 Avaaz.org launched a petition calling to “End the Siege of Gaza: Ceasefire Now” demanding an end to the “blockade and growing humanitarian crisis in Gaza” and “ensure the free flow of supplies by land, sea or air.”

Avaaz.org teamed up with the anti-Israel, BDS group Jewish Voice for Peace during the 2013 AIPAC Policy Conference purchasing hundreds of anti-AIPAC billboards posted in downtown Washington, DC subway stations.»

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Avaaz in Italia.

Sono in molti ad aver ricevuto la seguente e-mail.

«Cari avaaziani in tutta Italia,

quasi nessuno sembra essersene accorto, ma secondo gli ultimi sondaggi alla coalizione Berlusconi-Salvini-Meloni mancherebbero solo 5 seggi per avere la maggioranza al Senato e 20 per quella alla Camera!

Ma c'è un modo per fermarli -- strappargli per pochi voti i seggi più incerti.

In tutta Italia, ci sono almeno 25 collegi in cui basta che poche centinaia di noi decidano di votare per il candidato con più possibilità di battere quello dell’estrema destra per cambiare l'esito delle elezioni nazionali! Questo perché in ogni collegio chi prende più voti va direttamente in Parlamento!

Questa battaglia è veramente importante! Siamo di fronte a candidati di estrema destra che credono che la "razza bianca" debba essere "protetta", che l'omosessualità sia una malattia o che organizzano manifestazioni per togliere diritti alle donne e alle famiglie. Possiamo fermarli... assieme!

Clicca qui sotto per sapere se il tuo seggio è in bilico e chi è il candidato che ha maggiori possibilità di vincere:

In alcuni collegi il candidato favorito è del Movimento 5 stelle, in altri del Partito Democratico o di Più Europa. La campagna di Avaaz non sostiene nessuna coalizione o partito ma ha l'unico obiettivo di evitare che partiti estremisti arrivino al governo del Paese. Clicca per farci sapere se nel tuo seggio pensi o meno di votare il candidato che può fermare questa coalizione dell'odio.

E se non vivi in una delle zone più in bilico, sicuramente hai degli amici a cui queste informazioni potrebbero essere utili! In quel caso, condividi con loro la pagina e informali di questa campagna. La nuova legge elettorale ha introdotto dei candidati per ogni circoscrizione, ma pochissimi elettori sanno quali sono e ancora di meno quali hanno reali possibilità di essere eletti.

I membri di Avaaz supportano partiti molto diversi tra loro. Dal Partito Democratico al Movimento 5 Stelle, da +Europa a Liberi e Uguali o Potere al Popolo e molti altri. Ma sono uniti nel rifiuto dell'estrema destra violenta e razzista. E la maggior parte vuole unirsi e fermare l'ascesa al potere di questa coalizione dell'odio.

Non tutti saranno disposti a cambiare le loro intenzioni di voto. Ed è giusto così. Ma basta che poche centinaia di noi in ogni collegio si uniscano per sconfiggere l'estrema destra, e possiamo farcela.»

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Ricapitolando:

«alla coalizione Berlusconi-Salvini-Meloni mancherebbero solo 5 seggi per avere la maggioranza .... Siamo di fronte a candidati di estrema destra che credono che la "razza bianca" debba essere "protetta", che l'omosessualità sia una malattia o che organizzano manifestazioni per togliere diritti alle donne e alle famiglie»

Mr Soros non avrebbe potuto essere più chiaro.

venerdì 16 febbraio 2018

Oxfam: guardiamo i bilanci, vediamo i proventi

Giuseppe Sandro Mela.

2018-02-16.

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Questa pagina estratta dal bilancio della Oxfam Italia indica al meglio come le ngo si finanzino con fondi pubblici, che poi gestiscono a piacer loro.


«mette a rischio 32 milioni di sterline in finanziamenti pubblici.»

Ma queste sono le briciolette.

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Sul sito italiano di Oxfam si rinviene il bilancio di esercizio dal 1° aprile 2016 al 31 marzo 2017.

Riportiamo in fotocopia la pagina 25, da cui si evince come la sola Oxfam Italia abbia percepito fondi pubblici per 14,678,668 euro.

Ossia, in altri termini, il Contribuente paga le tasse, lo stato le percepisce e con queste finanzia, inter alias, anche questa ngo.

Si faccia attenzione!

Mentre il denaro pubblico è sottoposto ad un qualcosa che potrebbe vagamente assomigliare ad un qualche controllo della spesa, le spese delle ngo non sono controllabili da parte del pubblico che ha ‘donato‘. La ngo ne dispone a piacere.

Per esempio, donne e champagne, per non parlare del resto.

Con stipendi da capogiro, nemmeno che i dipendenti delle ngo fossero il Governatore della banca centrale europea.

Guardate nel bilancio gli accontonamenti per il Tfr. Ma il bilancio della Oxfam UK è quasi cento volte maggiore. Non parliamo poi della gestione a livello mondiale.

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If the Government doesn’t cut all funding to Oxfam, nothing will change

«Far too many people are looking for reasons not to give to charity or not to support the UK devoting 0.7 per cent of its national income to the world’s poorest people. We must show that we will not accept corruption in foreign aid. The resignation of deputy chief executive Penny Lawrence will not be enough.

If we want to be sure that the organisation will reform and rebuild itself, and not damage the reputation of aid and development work permanently, then the Government has to cut off its funding. The replacement of deputy chief executive Penny Lawrence with another boss will not guarantee changes in behaviour thousands of miles away.

Thus, there should be an immediate announcement that the £32m a year Oxfam currently receives will be wound down in an orderly fashion.»

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Oxfam told to show ‘moral leadership’ or lose government funds

«Mordaunt said the government would cut its funding for the charity unless executives could prove in a meeting with her on Monday that they had the moral leadership for it to continue. Oxfam received nearly £32m from the government in the last financial year.»

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Oxfam warned it could lose European funding over scandal

«European commission may withhold £29m grant as charity faces statutory inquiry in UK.

Oxfam could lose £29m in European funding because of its handling of sexual misconduct by senior staff in Haiti and Chad, officials in Brussels have said.

The European commission, which provided almost as much funding as the UK government last year, said: “We are ready to review and if needed cease funding any partner who is not living up to the required high ethical standards.”»

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Reality Check: How much UK charity money goes to Oxfam?

«In 2016, that translated to a total spend of £13.4bn, according to the Department for International Development.

Some of that money went to charities.

Oxfam received £31.7m from the UK government, which is about a quarter of a percent of what the government spends on foreign aid each year.

But it is a sizeable chunk of Oxfam’s funding.

The charity had a total income of £409m last year, of which £176m came from government and other public authorities.

Of the rest, £108m came from donations and legacies and £91m from sales in its shops.»

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«The top recipient of UK multilateral aid is the International Development Association, which is part of the World Bank. It received £1.1bn from the UK last year.»

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Soros George. Uno stato negli stati. Ecco i suoi principali voivodati.

Procura di Catania. Ong in combutta con gli scafisti.

Trump attacca frontalmente Mr Soros come un toro infuriato.

Soros finanzia la campagna anti-Brexit. Inglesi irritati.

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Mr Soros, con la fattiva collaborazione dei governi liberal e socialisti, ha montato un ingegnoso sistema. Le sue ngo ricevono immani quantità di denaro da parte delle pubbliche amministrazioni compiacenti ed amiche, che da quel momento ne perdono il controllo. La sola branca inglese della International Development Association ha percepito dal Governo di Sua Maestà 1.1 miliardi di sterline.

Ma ad Haiti sono arrivati fondi per poche decine di milioni di dollari.

Sembrerebbe essere lecito domandarsi dove sia finito il resto di tutto quel denaro pubblico.


→ La Sampa. 2018-02-14. Successi, lotte e passi falsi del colosso nato nelle aule di Oxford

Le ultime rivelazioni provengono da una ex dipendente, Helen Evans, che ha parlato di casi di «sesso in cambio di aiuti umanitari»

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È bufera su Oxfam: mentre si allarga lo scandalo sugli abusi sessuali (è la «punta dell’iceberg», accusa l’ex ministro britannico per lo Sviluppo Internazionale), il presidente di Oxfam International finisce in manette per un caso di sospetta corruzione in Guatemala. Episodi non legati tra di loro, ma che danno il senso della crisi in una delle organizzazioni umanitarie più grandi e rispettate a mondo.  

Juan Alberto Fuentes Knight, presidente di Oxfam International dal 2015 ed ex ministro dell’Economia nel governo guatemalteco, è stato arrestato insieme all’ex presidente del Paese, Álvaro Colom, nell’ambito di un’inchiesta sull’appropriazione di fondi pubblici destinati a progetti di infrastrutture. Da Londra, Oxfam International ha fatto sapere che Fuentes Knight «ha assicurato di aver pienamente collaborato con le indagini e si dice certo di non aver trasgredito consapevolmente a regole o procedure». Ma la notizia ha messo ulteriormente in imbarazzo Oxfam, ed è immediatamente rimbalzata nel Regno, dove lo scandalo non accenna a fermarsi. Anzi. Rischia di toccare anche l’amministratore delegato (era o meno a conoscenza dei presunti abusi?) e mette a rischio 32 milioni di sterline in finanziamenti pubblici.  

Le ultime rivelazioni provengono da una ex dipendente, Helen Evans, che ha parlato di casi di «sesso in cambio di aiuti umanitari». Ha denunciato tra gli altri un presunto caso di stupro di un’operatrice umanitaria da parte di un collega nel Sudan del Sud, e un’aggressione ad una giovane volontaria da parte di un commesso in uno dei tanti negozi di beneficenza nel Regno Unito. La Evans è stata a capo del dipartimento che gestisce presunti casi di abusi e comportamenti impropri dei dipendenti dal 2012 al 2015. «Chi era ai vertici e conosceva il problema non ha agito», accusa in un’intervista a Channel 4. E punta il dito verso l’ad Mark Goldring, accusato di aver cancellato una riunione da lei richiesta per discutere casi di molestie. Per ora Goldring resiste, e promette di «ricostruire la fiducia perduta», ma la testa della sua vice, Penny Lawrence, è già caduta. 

Lo scandalo è esploso venerdì scorso con rivelazioni del Times su festini a luci rosse e sfruttamento della prostituzione ad Haiti dopo il terremoto del 2010. Oxfam ha mandato nel Paese devastato dal sisma centinaia di operatori umanitari e raccolto fondi a favore della popolazione, ma è accusata di non aver reagito in maniera sufficientemente robusta e di aver nascosto gli abusi alle autorità. Lo scandalo ha scosso il Paese: la Oxfam impiega migliaia di persone e l’anno scorso ha raccolto qualcosa come 200 milioni di sterline tra donazioni e vendite di vestiti e oggetti di seconda mano. Il governo indaga, e lo scandalo potrebbe allargarsi ad altre Ong. «Non è un caso isolato», ha detto l’ex ministro Priti Patel. «È la punta dell’iceberg. Nel settore degli aiuti umanitari c’è il rifiuto di affrontare il problema».