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venerdì 26 giugno 2026

Basi USA in Italia: cosa dicono gli accordi segreti? Tutto quello che sappiamo.

 Il generale Tricarico spiega gli accordi segreti sulle basi USA in Italia, i casi storici di violazione e perché serve un «tagliando» urgente. L’analisi di Byoblu.

Le tensioni tra Roma e Washington sull’utilizzo delle basi militari italiane — emerse con forza a marzo 2026 con il caso Sigonella, quando il governo italiano negò l’atterraggio a bombardieri americani diretti in Medio Oriente — hanno riportato all’attenzione un tema che i grandi giornali raramente approfondiscono: chi decide cosa possono fare i militari statunitensi sul territorio italiano, in base a quali accordi, e con quale grado di trasparenza? Le risposte, come emerge dalle dichiarazioni del generale Leonardo Tricarico, già capo di Stato maggiore dell’Aeronautica dal 2004 al 2006, sono più complesse — e più preoccupanti — di quanto la narrativa ufficiale lasci intendere.

Gli accordi: cosa c’è scritto (e cosa resta segreto)

Il quadro normativo che regola la presenza militare americana in Italia poggia su più livelli. Il riferimento fondamentale è il NATO SOFA (Status of Forces Agreement), firmato nel 1951 e ratificata dall’Italia nel 1955: è un accordo quadro dell’Alleanza che stabilisce le regole giuridiche di base per il personale militare di un Paese NATO sul territorio di un alleato. Da esso derivano regolamenti specifici, aggiornati base per base.

Ma il SOFA non basta a capire cosa può fare l’esercito americano in autonomia in Italia. Per questo esistono due accordi bilaterali firmati nel 1954: l’Air Technical Agreement e il Bilateral Infrastructure Agreement, quest’ultimo aggiornato nel 1995. Qui sta il nodo cruciale: entrambi gli accordi sono coperti da segreto di Stato. Il contenuto preciso non è accessibile al pubblico, né ai parlamentari in via ordinaria. Una legge del 1984 prevederebbe la pubblicazione di tutti gli accordi internazionali, ma questi documenti ne sono esplicitamente esclusi in virtù del segreto.

Si sa, per via indiretta e grazie a dichiarazioni di esperti e militari, che gli accordi fissano i limiti delle attività operative, logistiche e di addestramento delle forze USA, e stabiliscono un numero massimo di soldati nelle basi — attualmente stimato intorno a 13.000 unità sul territorio nazionale.

Il principio cardine: dentro e fuori la NATO

Il generale Tricarico ha spiegato con chiarezza il principio che dovrebbe governare ogni attività americana nelle basi italiane: «Tutto ciò che ha una copertura NATO non ha bisogno di autorizzazioni particolari. Ma quello che sta fuori da questo perimetro invece sì». In altri termini, le operazioni inserite nel quadro dell’Alleanza Atlantica possono procedere senza il via libera del governo italiano; qualsiasi altra attività richiede invece un’autorizzazione esplicita, che sale lungo la catena gerarchica fino all’esecutivo e, nei casi più delicati, fino al Parlamento.

L’applicazione concreta di questo principio, tuttavia, è tutt’altro che automatica. Le basi italiane e quelle NATO spesso coesistono fisicamente negli stessi siti — è il caso di Aviano in provincia di Pordenone e di Sigonella in Sicilia — con catene di comando separate ma strutture condivise. Questa sovrapposizione rende difficile, nella pratica quotidiana, distinguere con certezza le attività americane da quelle NATO.

La «disinvoltura» americana: i casi storici

Nessun accordo vale quanto la sua applicazione reale. E qui il generale Tricarico è esplicito: gli Stati Uniti hanno una «sorta di spregiudicatezza, di disinvoltura» nel modo di operare, che rende necessaria «un’indagine precisa e puntuale ogni volta che si verifica qualcosa di strano».

I casi storici documentati sono emblematici:

1985, Sigonella: la Delta Force americana atterrò nella base siciliana di notte, senza preavviso, per prelevare i dirottatori dell’Achille Lauro. Il presidente del Consiglio Craxi fu costretto a intervenire a posteriori* per affermare la sovranità italiana, con una crisi diplomatica aperta con Washington.

* 1998, funivia del Cermis: quattro marines decollati dalla base di Aviano comunicarono all’Aeronautica italiana un piano di volo NATO che non corrispondeva a quello effettivamente seguito. Il velivolo tranciò i cavi della funivia, causando la morte di 20 persone. Secondo Tricarico, quell’aereo «andò in volo contravvenendo a sei norme contemporaneamente, una delle quali riguardava la sovranità italiana su Aviano».

* 2003, Abu Omar: un cittadino egiziano residente in Italia, Hassan Mustafa Osama Nasr, fu rapito dalla CIA a Milano e trasportato ad Aviano prima di essere rimandato in Egitto, dove subì torture. Tricarico parla di un’autorizzazione «estorta» dagli americani al governo italiano dell’epoca, «forse con elementi dei servizi segreti italiani oltre che di quelli USA». La vicenda portò a condanne definitive in Italia per agenti CIA.

* 2003, Iraq: il governo Berlusconi autorizzò la partenza di una brigata aviotrasportata americana da Aviano per partecipare alla guerra in Iraq, con un ponte aereo di velivoli da trasporto C-17. In quel caso si procedette formalmente, ma con condizioni che tentavano di aggirare i vincoli costituzionali dell’articolo 11.

Il caso Sigonella 2026 e le dichiarazioni di Rutte

Il dibattito è tornato d’attualità nel corso del 2026. A fine marzo, il governo italiano — nelle persone del ministro della Difesa Guido Crosetto e del capo di Stato maggiore Luciano Portolano — ha negato l’atterraggio a Sigonella a bombardieri americani diretti in Medio Oriente nel contesto dell’offensiva USA-Israele contro l’Iran. Il piano di volo, stando alle ricostruzioni, era stato comunicato a operazione già in corso, senza la richiesta preventiva di autorizzazione prevista dagli accordi.

Il caso ha assunto una dimensione politica ulteriore quando il segretario generale della NATO Mark Rutte, in un’intervista a Fox News, ha citato «500 aerei partiti dalle basi italiane» per la guerra in Medio Oriente. Secondo le ricostruzioni giornalistiche, la premier Meloni ha interpretato la dichiarazione come un «tranello», potenzialmente orchestrato per mettere pressione all’Italia. Il ministero della Difesa ha rettificato: i voli autorizzati dall’Italia sarebbero stati circa 200, tutti classificati come «non cinetici», ovvero di natura tecnica e logistica, non offensiva. La Nato ha successivamente corretto la cifra.

Cosa vuole dire Tricarico con «tagliando»

Di fronte a questo scenario, il generale Tricarico propone una revisione strutturale degli accordi vigenti. «Sarebbe ora di fare un bel tagliando a tutto il sistema legato a questi accordi sulle basi», ha dichiarato. La proposta si articola su due livelli:

Il primo è operativo: verificare sistematicamente tutti i piani di volo, comprese le autorizzazioni generiche. Una pratica «antipatica» e «ossessiva» — ammette Tricarico — che «gli americani difficilmente potrebbero tollerare», ma che in questo momento storico sarebbe necessaria.

Il secondo è diplomatico e normativo: gli accordi quadro risalgono ai primi anni Cinquanta, quelli tecnico-operativi agli anni Novanta. Da allora il mondo è cambiato radicalmente. Il progressivo disimpegno americano dall’Europa, la guerra in Ucraina, il conflitto in Medio Oriente, e il progetto ancora in fase embrionale di una difesa comune europea rendono urgente un aggiornamento. Tricarico suggerisce anche un confronto tra i Paesi europei che ospitano basi americane — citando il caso giapponese di Okinawa come esempio di tensioni analoghe — per costruire una posizione comune prima che le decisioni vengano prese unilateralmente da Washington.

Il problema della trasparenza

Rimane irrisolto un nodo di fondo che nessuna dichiarazione ufficiale affronta direttamente: la segretezza degli accordi bilaterali del 1954. In un sistema democratico, il fatto che i trattati che regolano la presenza di 13.000 militari stranieri sul territorio nazionale — e le condizioni alle quali possono condurre operazioni militari anche in zone di guerra — siano sottratti al controllo parlamentare ordinario e all’accesso pubblico, rappresenta una criticità strutturale. Come ha osservato il generale Tricarico già a gennaio 2026 sulle colonne de Il Riformista, il comandante italiano di ciascuna base dovrebbe avere «piena visibilità sulle attività statunitensi e sul loro scopo»: ma «i dubbi che questo accada sono più che fondati».

La questione non riguarda solo i rapporti con Washington. Riguarda la capacità dell’Italia di esercitare concretamente la propria sovranità sul proprio territorio.

fonte https://www.byoblu.com/basi-usa-italia-accordi-segreti-tricarico/

lunedì 15 giugno 2026

Siamo alle solite

 Nello spot televisivo , la frase si concludeva con "Calimero: tu non sei nero, sei solo sporco", e il poveretto veniva immerso nell'acqua col detersivo e lavato: nella realtà di tutti i giorni, questa frase, anzi una parte di quella , veniva e viene utilizzata per rimarcare cose , di solito sbagliate, che una persona fa. Infatti si dice, almeno per quelli della mia età o più, "siamo alle solite Calimero". E oggi come oggi, siamo bombardati da partite di calcio, dai finti sport tipo F1 e MotoGp , senza dimenticare che siamo quasi in estate . Certo qualcuno che vuole apparire più serio ci dirà che ci sono gli esami scolastici, che ci sono medio oriente  e Ucraina come zone calde, ma che sappiamo che se si raffreddano c'è sempre Taiwan che può rinfrescare la memoria a chi , ingenuo, pensa che nel mondo ci possa essere pace. O meglio ci può essere ma è una pace voluta dall'occidente, non certo una pace tra uguali. Quindi possiamo pensare che Meloni e il suo governo si dedichino a far vivere meglio gli italiani? Al massimo potranno far star meglio gli immigrati, favoriranno lo shopping nella penisola da parte di aziende estere che si mangeranno le nostre e dietro lauti contributi statali. E ci vogliamo dimenticare del green , delle pale eoliche , dei gasdotti e dei pannelli solari? E si potrebbe continuare, magari parlando di euro digitale e di soldi da destinare agli acquisti delle armi,  ma penso di essere stato chiaro.  

lunedì 1 giugno 2026

Non voler venire a capo delle cose

 Se si prende ad esempio quello che fanno gli altri, intendendo come altri ,di solito, tedeschi o americani, si scopre che i tedeschi non avevano limiti di velocità in autostrada, pagano per lo più in contanti, mentre negli Usa  c'è il limite di velocità che deve essere rispettato pena un elicottero che ti piomba sul tetto dell'auto per costringerti a fermarti: per la gioia dei sinistri o dei seguaci di Mani Pulite e di Travaglio, in paesi come Germania e Usa, quanto a leggi su evasione fiscale e crimini riconducibili ai soldi non scherzano, e c'è infatti la prigione. Il punto è che, uno come me, fallito nel 2004 e con chiusura del fallimento intorno al 2012 , non ha mica avuto la seconda possibilità; il curatore, che avrebbe dovuto tutelare anche i miei interessi, non mi ha detto e invitato o aiutato a versare i contributi né mi ha detto che lo Stato mi invita e mi aiuta nel reinserimento sociale. Per assurdo, e non me ne vogliano gli ex detenuti, alcuni di loro so che hanno delle corsie preferenziali per poter, come è giusto che sia, riprendere a vivere. Come avete letto non ho nominato extracomunitari , che anche loro hanno delle agevolazioni per potersi inserire nel mondo del lavoro. Tutto questo inizio di post per sottolineare che le leggi sui fallimenti erano da rivedere, era ancora vivo Silvio, se ne parlava e ,appunto, se ne parlava ma senza venire a capo di niente: idem come sopra per quanto riguarda le centrali rischi e i vari registri ed elenchi dei cattivi pagatori, tutte cose da rivedere. Il punto è che , come capitò a me nel lontano 2002/2003 la commissione o il gruppo decisionale della Caritas che doveva giudicare le mie condizioni economiche, dire se potevo o non potevo restituire i soldi, e vedere anche quanti soldi avrei potuto ricevere da loro, ecco era composto da un direttore di banca, un avvocato e altre persone di dubbia esperienza di vita: non certo gente che si era sporcata le mani o aveva navigato in cattive acque, ma persone che a fine mese ricevono uno stipendio, poi hanno gettoni o altri incarichi a destra e a manca, insomma gente che non se la passa male e fa fare i tagliandi all'auto e fa la differenziata e vota per il partito giusto. Eppure mio padre, che Dio lo abbia in gloria, era disposto a pagare lui la restituzione mensile, circa 150 euro di allora. In ogni caso che si fottano i traditori e mentitori che a parole dicono di volerti aiutare ma poi non fanno niente: un po' come i politici se gli parli, appunto di accesso al credito, di fallimenti e di seconda opportunità: preferiscono, ed è anche questo il periodo giusto, pensare ai migranti, alla sanità ( e ne so qualcosa: visita oculista chiesta da diverse settimane ma senza mai posto: la settimana scorsa mi dicono che c'è un posto, per marzo 2027). Per cui non me la prendo se svicolano verso temi importanti come i migranti o la sanità: ci sarebbero anche i trasporti e la mobilità, ma dico perché mai hanno paura di parlare o meglio di affrontare i fallimenti e l'accesso al credito e il problema del recupero crediti? Certo che a un funzionario dello stato con un bel stipendio , bella casa , auto nuova e un mese di ferie , che cavolo gliene può fregare di chi è in bolletta e riceve dieci telefonate al giorno tra solleciti e minacce? Anzi penserà e dirà che quelli sono figli di puttana, che non sanno stare nel mercato ed è giusto che il mercato li espella e li neutralizzi. Empatia? Zero spaccato! E come per i fallimenti lo stesso discorso vale per il prezzo del carburante e dell'energia e del suo reperimento: ovverosia non si fanno gli interessi dei cittadini ma delle società che distribuiscono l'energia. Con la cieca obbedienza agli ordini dei figli di cane di Bruxelles , non possiamo certo fare ciò che faranno , così ho letto su l'indipendente on line, a New York, ovvero sia realizzeranno 5 supermercati pubblici con prezzi calmierati . Il tanto antipatico sindaco nemico di Trump, dovrebbe entro il 2029 , realizzare un supermercato in ognuno dei 5 distretti della città: il primo dovrebbe aprire entro il 2027; non so come saranno le cose, l'articolo lo trovate sull'indipendente online, e posso dirvi che è una buona idea, da noi improponibile, perché sarebbero aiuti di stato. Ma se non si affrontano questi o altri temi importanti, non si viene a capo di niente: e se ci pensate bene, abbiamo politici che sono come certi avvocati, e cioè allungano il brodo, tirano le cose per le lunghe ed è, badate bene, legittimo farlo, anche se a me non sta bene che un mio problema venga discusso senza venirne mai a capo. Eppure tanti politici, spesso ignoranti in materia, parlano perché hanno la lingua in bocca: vi ricordate certe persone della pseudo destra che nonostante tutto insistevano, stile Meloni quando parlava dei blocchi navali e respingimenti, sul mandare via i migranti che commettevano reati, così che scontassero la pena nel paese di origine, ma sempre questi politici dimenticavano in primis che come Italia non abbiamo ratificato nessun accordo del genere, per dire, con i paesi africani o con il Bangladesh ? Quindi di cosa parliamo? Di pii desideri, del voler avere le città più sicure e tranquille, ma non certo si ottiene ciò con discorsi del tubo, senza  fondamento, parole fatte solo per prendere voti. E in quell'anno, 2018 mi pare, gli andò pure bene ai destri leghisti che non sfruttarono l'occasione dimostrandosi utili idioti al servizio di uno stato governato da burocrati inamovibili. Con la Meloni, con i respingimenti, i blocchi navali, le accise, prima gli italiani (anche loro dicevano più o meno così ) abbiamo fatto il bis. Perché? Perché non sanno di che cosa parlano, non conoscono i procedimenti che permettono a una legge di essere applicata. E noi ci ritroviamo come tutti sappiamo. Sarebbe ora che anche noi ci dessimo da fare. 

venerdì 7 novembre 2025

“Renzi d’Arabia”: cosa ci faceva in Egitto invece della Meloni?

 Di Agata Iacono, lantidiplomatico.it

Una notizia che non ha suscitato domande né scalpore mediatico: che ci facevano Matteo Renzi e la moglie Agnese in Egitto, in veste ufficiale e nelle foto di rappresentanza, accanto ai reali e ai capi di Stato?

Per la megagalattica, faraonica (è il caso di sottolinearlo) inaugurazione del Grand Egyptian Museum, il primo novembre al Cairo, era stata ufficialmente annunciata la partecipazione del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in rappresentanza ufficiale dell’Italia.

Alla solenne inaugurazione hanno partecipato, fra gli altri, il Premier greco Mitsotakis, quello bulgaro, il re del Belgio, il presidente tedesco Steinmeyer, la figlia dell’Imperatore giapponese, il presidente del Congo, quello eritreo, il palestinese Abu Mazen, il Granduca del Lussemburgo, il re di Spagna, tutti i leader del Golfo, per un totale di circa 79 delegazioni straniere. Erano presenti tutti gli Emiri Arabi.

Renzi con il presidente egiziano Al-Sisi

 

E Giorgia Meloni?

Il 29 ottobre apprendiamo, sempre in sordina e con omertà, da un trafiletto del Sole 24 ORE, che “La missione in Egitto della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, prevista per sabato 1 novembre, non figura più nell’agenda ufficiale poiché è stata annullata. La Premier avrebbe dovuto partecipare all’inaugurazione ufficiale del Grand Egyptian Museum (Gem) a Giza, nei pressi del Cairo“.

Al suo posto manda, sempre in silenzio e senza risalto, il ministro Giuli, come se l’evento fosse stato improvvisamente declassato da occasione internazionale di relazioni e accordi (proprio dove si svolgono le “trattative” sul futuro del Medio Oriente) a mera tematica museale.

Nelle photo opportunity, insieme ai re, agli emiri, ai principi e ai capi di Stato, accanto ad Al-Sisi, c’è infatti Renzi.

Perché la Meloni ha annullato? Eppure sul caso Regeni l’Italia ha dato forfait. Forse per la presenza di Matteo Renzi?

Il 26 giugno 2025 Matteo Renzi è stato nominato consulente strategico presso il Tony Blair Institute for Global Change (Tbi), l’organizzazione non-profit fondata dall’ex Premier britannico “con l’obiettivo di sostenere i leader politici e i governi di tutto il mondo nella costruzione di società aperte, inclusive e prospere in un contesto globalizzato“.

E Blair farà parte del cosiddetto “Consiglio di pace” di Trump, unico altro membro citato pubblicamente fino a questo momento. La scelta è ricaduta sull’ex Premier laburista, al potere tra il 1997 e il 2007, perché da oltre un anno lavora a proposte per la gestione di Gaza attraverso il suo Tony Blair Institute for Global Change, in coordinamento con Jared Kushner, genero di Trump ed ex consigliere per il Medio Oriente.

Soprannominato “Renzi d’Arabia”, durante il suo mandato parlamentare suscitò polemiche per essere stato assiduo relatore in eventi e come membro del consiglio esecutivo di organizzazioni legate alla Future Investment Initiative, in Arabia Saudita, con un compenso di circa 80.000 dollari all’anno per “attività di consulenza”. Renzi ha anche partecipato a eventi come il Future Investment Initiative a Riyadh, dove è stato membro del comitato esecutivo.

Se dovessimo unire i puntini, potremmo addirittura dedurre che la vera posta in gioco non siano le mummie e le faraoniche sale museali d’Egitto.

A pensar male…

Di Agata Iacono, lantidiplomatico.it

05.11.2025

Agata Iacono. Sociologa e antropologa.

Fonte: https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-renzi_darabia_cosa_ci_faceva_in_egitto_invece_della_meloni/

domenica 11 settembre 2022

Le solite cose: ovvero, come mai non gliene frega niente del costo dell'energia

Che ai vari politici dei partiti noti, non gliene freghi una mazza del costo dell'energia, fa il pari con il fatto che non gliene frega un tubo dei continui sbarchi di stranieri, clandestini immigrati o che altro siano è irrilevante. Anche perché se ne sbarca uno, è un conto, se ne sbarcano dieci è un problema di dieci, se ne sbarcano migliaia è un problema internazionale o comunque c'è un qualcosa che non va nello stato da cui provengono. Ora che cosa invece dire della questione energia? C'è il problema del costo , che è aumentato a dispetto del fatto che il nostro principale fornitore, la Russia, non abbia cessato di rifornirci. Ora che cosa dire però del costo esagerato e immotivato? Nessuno vuole dire niente, se non qualcuno, dico io stordito dal troppo sole e dall'eccessivo caldo, dice di cuocere la pasta a freddo, di abbassare le temperature, di disporre di meno kw e via dicendo altre CAZZATE! E perché sarebbero cazzate? Perché seppure fossero cose giuste, il punto è: abbassare il costo delle bollette, riportandolo a prezzi ragionevoli, e anche più bassi e inferiori se possibile; poi ricercare altri fornitori, se necessario . Garantire quindi la possibilità alle aziende di non chiudere, di non dover fallire, e idem per le famiglie, che non devono essere messe in strada o inseguite da quegli antipatici del recupero crediti. Ma cosa volete che gliene importi a una Meloni o a un Salvini o , peggio ancora a un Letta o Calenda o Renzi? Vi diranno di risparmiare, e non abbiamo voluto ritornare sul tema caro benzina o diesel, che va a braccetto con il costo energia. Ecco perché non voterò: perché anche i cosiddetti antisistema, non hanno deciso di incatenarsi o fare casino, sine die, ma pensano , forse giustamente dal loro punto di vista, alla campagna elettorale. Peccato per noi italiani , almeno per quelli che non sono giudici o magistrati o primari o capi di dipartimento. Del resto da chi crede che gli attentati dell'11 settembre siano stati opera di Bin Laden e di altri arabi, cosa ci possiamo aspettare. 

domenica 14 agosto 2022

Punti di vista

 Da quando avevo un blog abbastanza quotato, fino ad oggi dove, per mille ragioni, non ho più quasi tempo di scrivere. O meglio: di solito scrivo di getto, non rileggo e non prendo appunti, mentre attualmente mi viene voglia di prendere appunti per poi, con calma , scrivere il post. Ciò non vuole giustificare il numero scarno di lettore, l'assenza di commento, il disinteresse per le idee che , una tantum, espongo: fa anche un po' piacere vedere che, per esempio, le mie considerazioni a inizio pandemia, sono poi state riprese ,da altri, in tempi recenti. Dispiace invece quando i miei commenti non vengono considerati, ma vengono invece cancellati: salvo poi "utilizzare e servirsi delle idee altrui". Amici cari, abbiate almeno la compiacenza di essere utili e al servizio degli italiani. Ad oggi ci ritroviamo con decine di guru del web, che oltre tutto non hanno nemmeno voglia di svolgere un buon servizio di informazione, ma cercano notorietà e , alcuni, ambiscono a diventare parlamentari. Questi malati di protagonismo, si dannano l'anima per trovare un posto al sole, ma non fanno una cosa che fa la differenza : cioè , elencano la solita serie di malefatte, tipo certi tg che davano le notizie degli sbarchi e delle violenze dei migranti o che mostravano i "furbetti del cartellino", in poche parole "cavalcavano e cercano di cavalcare" le notizie che la gente sembra voglia sentire. Certamente non si sono resi conto, almeno non lo hanno fatto "gli scribacchini schiavi dei giornalisti più prezzolati", che i loro media eseguivano gli ordini delle multinazionali e di poteri stranieri: hanno esaltato i virologi da baraccone, non si sono mai curati di mettere in dubbio le versioni ufficiali, hanno avuto paura di intervistare esperti non segnalati dal governo. Ecco che di pseudo giornalisti come questi, non sappiamo cosa farcene: ma possiamo anche smettere di seguire i guri che , come questi pseudo giornalisti, elencano tutte o una buona parte di malefatte, ma non propongono mai soluzioni. Prendiamo il caso dei super poteri che Draghi fornirà al commissario per l'attuazione del 5 G e delle industrie (pseudo) green: qualcuno di quelli che ha ripreso la notizia (decreto aiuti) ha pensato di chiedere, in diretta e a microfoni e video in funzione, qualche chiarimento alla Meloni? Non dico di chiedere a Silvio o a Salvini, ma a chi strombazza di essere all'opposizione: più finta opposizione che altro. FDI = finta destra italiana. Del resto cosa mai potrebbe rispondere chi ha fatto finta di essere contro Draghi , ma ha voluto inviare armi all'Ucraina? Da gente che non ha mai messo in dubbio il vaccino, la sua utilità e necessità, da gente che ,in poche parole, non ha mai dubbi, che cosa ci si può aspettare? Da gente che non parla mai di accesso al credito, di riabilitazione dei falliti, della cancellazione di cartelle esattoriali inesigibili (se non altro perché migliaia di euro non si cagano), che interesse possiamo pensare che nutrano per il paese? Da persone che accettano che gli insegnanti siano sottopagati, mentre di altri lavoratori, come i burocrati o gli agenti del fisco siano superpagati, che cosa possiamo aspettarci se , per sbaglio, venissero elette? Minimo si farebbero ricattare, per poi sentirci dire che ci sono altre priorità. Risultato ? Tutto come prima, cioè come adesso, dove un deficiente ci dice, mentendo, che c'è una pandemia, che siamo in pericolo, che dobbiamo restare distanti, mettere mascherine e compiere altre coglionate. Ecco perché tendono, i guru e i giornalisti, a dirottare l'attenzione verso, che so la serie A o la formula 1, o parlare di tutto tranne che di quello che richiede competenza e capacità di analisi: ma bisogna aver voglia di capire, e di agire. E non è il nostro caso. Basta pensare che continuano a parlare di mascherine, e del relativo obbligo, quando sanno che numerosi studi hanno dimostrato che non servono a bloccare il virus: ma se questo non dovesse bastare, è sufficiente sapere che il CDC americano ha detto che il tampone non è uno strumento diagnostico e non ci dice se una persona ha il covid oppure no , come del resto ha detto chi ha "inventato quel tipo di tampone"; ma se si vuole andare oltre è sufficiente osservare i dati reali delle nazioni o delle zone, dove sono state applicate le restrizioni più severe, e quelli dove queste o non c'erano o erano più leggere. Quindi, riepilogando e chiudendo il post: da chi sposta l'attenzione criticando chi non si mette la mascherina o che non vuole mantenere il distanziamento sociale o non vuole vaccinarsi (degli effetti avversi ne vogliamo parlare? non possiamo, il governo italiano non fornisce i dati, un po' come fa quello ucraino), facendo intendere che sono quelli i veri problemi, e che poi non si interessa delle aziende che chiudono, della speculazione sul costo dell'energia o sulla carenza e relativo aumento di diversi beni, che cosa possiamo aspettarci? Sappiamo per certo che loro non vogliono che la festa, la loro festa, finisca: quindi covid, Putin, Cina, costo energia, restrizioni eccetera

domenica 4 ottobre 2020

C'è qualcuno che vuole dare una mano o ha idee ?

 La disobbedienza civile diviene un dovere sacro quando lo Stato diviene dispotico o, il che è la stessa cosa, corrotto. E un cittadino che scende a patti con un simile Stato è partecipe della sua corruzione e del suo dispotismo.

Le parole che avete letto sopra, sono di Ghandi e , insieme ad altre sue massime, così possiamo chiamarle, possono darci forza in questi giorni tristi e bui che viviamo. Che dire se nella nostra mente risuonano le seguenti parole ...prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono e poi tu vinci !? Sono sempre parole sue che ho citato a memoria, ma il succo è questo per un negazionista come me, che per ragioni logiche e poi mediche non vuole indossare la mascherina, ma vuole anche che la propria attività di corsi di cucina possa riprendere: ma non è così e non sarà così, stando agli iettatori televisivi e dei media. Vedere persone di 20 o 30 anni che camminano da soli in strada indossando la mascherina, e vederli pure guidare l'auto, sempre da soli e con la mascherina, fa specie: è per questa ragione che mi tornano in mente le parole di Giorgio Gaber. La mia generazione ha perso! Io sono classe 1960 e quindi non ho potuto partecipare al 68, ma alle manifestazioni degli anni 70 sì : e ho conosciuto le fabbriche occupate, i concerti tenuti nelle stesse nei sabato sera (prima che ci fosse la febbre del sabato sera e iniziasse il periodo del riflusso e degli anni 80). Ma ho sempre in mente le necessità della scuola, dei banchi con i piani non rovinati e le sedie stabili e non ballerine, come pure le finestre con i vetri a posto e il riscaldamento che funzioni quando serve: potremo poi parlare dei cessi e delle ringhiere o dei gradini o del verde lasciato seccare. Sono cose che ,anche ora, sono più o meno nello stesso stato di abbandono e degrado: e lo dico da esperto, o presunto tale, nella manutenzione e ripristino di arredi, per ufficio e università, dato che ho fatto quel lavoro per anni ed essendo io un coglione che non voleva e non vuole fottere il prossimo (come hanno fatto e fanno altri, anche se non sono esperti in arredi e lo dimostrano i loro acquisti sballati) posso dire che prima di comprare il nuovo ripristiniamo il vecchio: ma si possono fare entrambe le cose, facendo un inventario degli arredi (che per legge già esisteva,almeno negli uffici dei comuni dove ho svolto lavori analoghi sì) e vedendo dove si poteva intervenire. Una serratura di una cassettiera , ruote per sedie girevoli, una coppia di braccioli da sostituire, lo schienale di una sedia da rivestire eccetera, fino ad arrivare a trovare i ganci per un armadio utilizzabile solo per metà, mancando appunto i sostegni per i ripiani, e controllando le portine degli armadi stessi. Insomma: che cosa ci vuole per fare cose del genere, a parte un po' di esperienza? Buona volontà da parte di chi è addetto a far funzionare gli uffici, siano questi pubblici che privati. Dopo questa divagazione, ci sarebbe da dire come mai non si reagisce a questo stato di cose, visto che anche i più quotati "complottisti e negazionisti" che strillano sul web con dirette su youtube e sui social, dicono dicono, pure cose esatte ma poi quanto a proposte lasciano a desiderare, nel senso che ,Montesano a parte e che invita a disobbedire civilmente se la marcia per la liberazione di sabato 10 ottobre non sortirà gli effetti voluti e desiderati, gli altri si limitano a sciorina dati, a confutare quelli dei vari Burioni Capua Vella e altri del CTS e del governo, ma mancando anche un contraddittorio e non potendo essere gli amici strilloni visti e sentiti dai più, si rimane fermi. Si parla si parla ma poi niente. Ecco che la depressione incombe, le difese immunitarie cedono. Per questo avevo invitato chi ha più esperienza o chi comunque pensa di avere idee o vuole soltanto condividerle, rendere edotti gli altri, di farlo: ma non dico qui, ma su altri portali e siti ben più cazzuti di questo che, ricordo che è stato, appunto è stato, un blog visto e di riferimento, ma oltre dieci anni fa e quando era ospitato su un'altra piattaforma. Oggi, anche se mi dovesse dispiacere, devo invitarvi a suggerire idee e competenze altrove: ci sono comedonchisciotte, c'è luogocomune, scenari economici, libreidee e altri li potete trovare nel template di fianco tra i preferiti o suggeriti. Se vi va, magari siete avvocati e vi viene in mente che una class action di "familiari" che non hanno potuto assistere i propri cari in ospedale , e che come è successo ad alcune persone che conosco e a me personalmente proprio una decina di giorni fa non ho potuto confortare prima della morte: morte cui il covid, nei casi miei, non è responsabile. Cioè non hanno preso la persona che conosco io, l'hanno spogliata nuda,messa in una specie di sacco, e poi messa dentro una bara: cioè , non basta che non te la fanno vedere prima che muoia, non puoi visitarla in ospedale (anche se non ha il covid), e poi niente camera mortuaria, direttamente incenerita (almeno nel periodo di marzo aprile ne sono certo, ma se volete per i casi recenti mi informerò). Quindi una class action per i danni psicologici si può fare? E a diversi livelli, intendendo con ciò procure della repubblica, tribunale del malato, tribunali internazionali che si interessano di violazione dei diritti umani: esiste questa possibilità oppure voi avete idee diverse e migliori? Quando dico che cosa si può fare intendo anche cose del genere, oltre a magliette o felpe (visto il periodo autunnale) con scritte che ricordano, ad esempio "indossare le mascherine fa male! seguono le firme di 1000 medici e dieci premi nobel": cioè roba facile da leggere, poche righe, sintetica e autorevole. Poi, come si dice, fa vobis: so bene che si può e si deve fare di meglio, ma è da marzo che chiedo qualcosa del genere, anche se prima ,e lo devo ribadire poi chiudo, avevo sperato che Salvini o Meloni o la destra in genere (non Silvio), promuovesse una ricerca indipendente sul covid 19, che prendesse posizione per le imprese , che si battesse per la libertà di associazione e di riunione, ma facendo cose serie, come incatenarsi all'ingresso del parlamento quando questo è stato di fatto ignorato da Conte, o che andassero a incatenarsi fuori da Quirinale. Roba sciocca e da bar? Forse, ma i giornali , almeno quelli internazionali o le tv estere, oltre ai vari youtube, forse ne avrebbero parlato prima di cancellare tutto. Certo anche noi avremo potuto così avere i nostri incarcerati: non deve essere un privilegio dei catalani.


domenica 27 settembre 2020

Sono sempre i soliti : per loro è troppo faticoso pensare e agire

Che cosa si può dire ancora di questi politici che sono all'opposizione? Che non hanno voglia di esporsi. Perché mai? Se ci riferiamo al Covid potrei pensare che sono convinti che Conte abbia fatto le cose giuste, e che se loro fossero al governo farebbero altrettanto. Né a Salvini né alla Meloni è mai venuto in mente, a memoria mia, di contrapporre idee e proposte alle leggi fatte da questo governo: non basta dire pensiamo agli italiani se poi non si è in grado di affermare, magari in una conferenza stampa o in diretta sul web qualcosa di chiaro, preciso e reale. Se si leggono, ancora oggi, commenti che invitano a uscire dall'Unione Europea o dall'Euro, un motivo ci sarà: peccato che nessuno dell'opposizione si sia presola briga di presentare studi e analisi che dimostrano come non sia facile uscire da entrambi, ma sopratutto non spiegano come si può fare. Ecco che chi accusa sopratutto Salvini di parlare con slogan , non è lontano dalla verità. Il solo fatto di non aver commissionato uno studio indipendente sul Covid, il solo fatto di non aver invitato "altri scienziati " a parlarne e proprio in una ipotetica conferenza stampa aperta al pubblico, denota che si è d'accordo con i provvedimenti di questo sciagurato governo e maggioranza. Non solo : non hanno speso una parola contro le mascherine, contro il distanziamento sociale, contro la libertà di pensiero. In quest'ultimo caso mi riferisco ,in modo particolare, alla task force di presunti esperti di bufale. Concludo con un invito rivolto ai vari "veri esperti" che affollano siti e canali Youtube e social: non limitatevi a denunciare il male ma indicate come fare il bene. Basta con il segnalare che un sindaco stordito chiude le attività di una città: invitate quei cittadini a fare qualcosa e fate qualcosa anche voi. Per esempio : invitate , anzi chiedete aiuto ad avvocati, dite loro di studiare qualche azione legale che impedisca che continuino a chiudere le attività e fate in modo che finisca l'obbligo di mascherine e i limiti delle libertà individuali. Ne siete capaci o è troppo faticoso per voi?  Forse siete di quelli "Voglia di lavorare (e di aiutare gli italiani e chi ci ha votato) saltami addosso ... Se puoi domani perché oggi non posso !

ps.: lo stesso invito lo rivolgo a chi commentando nei siti è pronto solo a dire che bisogna mandarli a casa eccetera: ecco fatevi venire in mente qualcos'altro.

lunedì 20 aprile 2020

Nessuno l'ha chiesto e nessuno ha risposto

Come si impara dai saggi , o semplicemente vivendo, se non fai la domanda non puoi sperare di ricevere la risposta, o una risposta. E' un po' come la storiella della lotteria, che in sintesi recita così: se non compri il biglietto , Dio non può farti vincere. Adesso sentendo il governatore dell'Emilia Romagna che sostiene che le mascherine devono

giovedì 12 settembre 2019

Ci sarebbero state , e ci sono, tante cose da scrivere

E di cui parlare. Ho scritto e cancellato, e quindi non postato, i pezzi che avevo quasi terminato: purtroppo quando perdo il filo, tutto quanto ho scritto poco prima mi pare sbagliato. Ora vedo di andare avanti e tra le cose che ho sentito ci sarebbe la definitiva, per ora, impossibilità di insegnare educazione civica nelle scuole. Si dovrebbe cogliere la palla al balzo e invitare i ragazzi a lezioni gratuite di educazione civica: della

domenica 18 febbraio 2018

Avaaz : fai il contrario di ciò che ti sta chiedendo via mail

Giuseppe Sandro Mela.

2018-02-17.

2018-02-17__Avaaz__001

«The banality of evil transmutes into the banality of sentimentality»


Avaaz è una organizzazione che conta 47 milioni di membri in 194 paesi del mondo.

«Avaaz è la comunità che si crea intorno a una campagna che porta i cittadini dentro ai processi decisionali in tutto il mondo.

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Avaaz esiste solo da 5 anni, ma è già diventata la rete di pressione politica online più grande e più efficace del mondo.
 The Guardian

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Avaaz, che significa "voce" in diverse lingue europee, mediorientali e asiatiche, è stata lanciata nel 2007 con una semplice missione democratica: organizzare i cittadini di tutte le nazioni per ridurre la distanza tra il mondo che abbiamo e il mondo che la maggior parte delle persone, in ogni luogo del mondo, vorrebbe.

Avaaz dà la possibilità a milioni di persone, ognuna con la sua storia, di impegnarsi su questioni urgenti di carattere globale e nazionale, dalla corruzione alla povertà ai conflitti e al cambiamento climatico. Il nostro modello di organizzazione su internet permette a migliaia di azioni individuali, non importanta quanto piccole, di combinarsi rapidamente in una potente forza collettiva. (Leggi dei nostri risultati sulla pagina In evidenza.)

La comunità di Avaaz agisce in 15 lingue grazie a un team di professionisti sparsi per il mondo e a migliaia di volontari. La nostra azione (firmando petizioni, finanziando campagne di comunicazione e azioni sul campo, inviando e-mail e facendo pressione sui governi, organizzando proteste 'offline', per le strade e nelle piazze e altri eventi) vuole far sì che il punto di vista e i valori dei cittadini in tutto il mondo influiscano sulle decisioni che riguardano tutti noi.» [Avaaz]

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«Avaaz è un'organizzazione non governativa internazionale istituita nel 2007 a New York che promuove attivismo su tematiche quali il cambiamento climatico, i diritti umani, i diritti degli animali, la corruzione, la povertà e i conflitti. La sua missione dichiarata è quella di permettere che i processi decisionali di portata globale vengano influenzati dall'opinione pubblica. L'organizzazione opera in quindici lingue diverse, e conta, stando al sito ufficiale, più di 43 milioni di membri iscritti in 194 paesi.

Essendo una comunità on-line, i membri effettivi sono considerati gli iscritti al sito. I membri della community possono essere definiti "attivi" dal momento in cui, via web, partecipano, sottoscrivono e diffondono le attività dell'associazione. L'associazione utilizza anche l'attività "concreta" di alcuni membri che agiscono nella vita reale (per esempio la consegna di petizioni direttamente ai referenti politici) e si avvale di alcuni membri stipendiati che sono direttamente assunti dalla Fondazione "Avaaz.org", con sede a New York» [Fonte]

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«Avaaz.org è stata cofondata da Res Publica, una "comunità di professionisti del settore pubblico con l'obiettivo di promuovere il buon governo, partecipazione civica e una democrazia deliberativa", e MoveOn.org, un gruppo non-profit americano di pressione verso politiche progressiste. È stata anche sostenuta dall'Unione Internazionale degli Impiegati di Servizio (SEIU) e GetUp!, una organizzazione non-profit australiana di campagne.

Tra i fondatori ci sono Ricken Patel, Tom Pravda, l'ex parlamentare della Virginia Tom Perriello, il direttore esecutivo di MoveOn.org Eli Pariser, l'imprenditore australiano progressista David Madden, Jeremy Heimans (cofondatore di Purpose.com), e Andrea Woodhouse. Il direttivo è composto da Ricken Patel (presidente), Tom Pravda (segretario), Eli Pariser (presidente del direttivo), e Ben Brandzel (tesoriere).

Il presidente, fondatore e direttore esecutivo di Avaaz è il Canadese-britannico Ricken Patel. Ha studiato Politica, Filosofia e Economia al Balliol College, Università di Oxford. Ha ricevuto un master in Politiche Pubbliche dall'Università di Harvard. Ha lavorato per l'International Crisis Group in diversi paesi nel mondo, inclusi Sierra Leone, Liberia, Sudan e Afghanistan, dove, ha dichiarato "ha imparato a portare le forze ribelli ai tavoli di negoziato, a monitorare le elezioni (di nascosto), e a ridare fiducia a un sistema politico un tempo corrotto e a capire quando le forze straniere venivano manipolate." È tornato negli USA e ha fatto il volontario per MoveOn.org, dove ha imparato come usare gli strumenti online per l'attivismo.

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Una inchiesta pubblicata su "Off Guardian" on line del 18 giugno 2015 ha messo in rilievo come sia "Res Publica" che "Move on" - ossìa le organizzazioni che hanno dato vita ad Avaaz - hanno certamente avuto Soros tra i loro cospicui finanziatori. Lo stesso articolo analizza le biografie dei fondatori e mette in guardia sulla insufficiente trasparenza dell'organizzazione.» [Fonte]

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«$20 million? That’s a lot of generosity right there. But yes, the money is definitely rolling in. In an article from 2012, Empire Strikes Black links to Avaaz’s 990 form for 2010, which demonstrates an annual income from “contributions and grants” of $4,767,187 in 2009, and almost half as much again in 2010. Similar returns from 2012-13 show figures of $11,611,547 and $14,545,459 respectively.» [Fonte]

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«Res Publica is a bit hard to pin down. Their Wiki link leads nowhere now, and their URL is dead. There seems to be nothing much about them online that adds more information than the brief summary offered by Avaaz, but NGO Monitor tells us they: "received grants totaling $250,000 from the Soros Open Society Institute in 2008."» [Fonte]

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«Moveon.org are easier to trace. Their website is still active. They are a Democratic party front group, currently campaigning against GMO salmon, the Confederate flag, Greek austerity and numerous other things, many of which seem eminently reasonable. According to the WaPo they received $1.6 million from “George Soros and his wife” back in 2004.» [Fonte]

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«The International Crisis Group has George Soros as a “trustee” (my how that man gets around). Other trustees include Wes Clark, former NATO Supreme Allied Commander, Carl Bildt, former Prime Minister and Foreign Minister of Sweden, several retired state department officials, ambassadors, diplomats and prime ministers.» [Fonte]

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«Tom Perriello, the second name on Avaaz’s list of individual founders is a “United States State Department official”, and a lawyer, who “served one term as a U.S. Representative for Virginia’s 5th congressional district.” He is also a member of the Democratic Party. He formerly served as President and CEO of Center for American Progress Action Fund and Counselor for Policy at Center for American Progress» [Fonte]

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«A fourth co-founder worth mentioning is David Madden,ex-army officer and “entrepreneur”. David’s previous employers include (go on – guess) the World Bank and – once again – the United Nations» [Fonte]

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Ma Avaaz estende ben oltre i propri orizzonti. Sarebbe lungo addentrarvisi, ma questo sarebbe un primo passo:

Avaaz: The Lobbyist that Masquerades as Online Activism

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Avaaz, Soros, Israel and the Palestinians

«Avaaz was co-founded in 2007 by “Res Publica, a global civic advocacy group, and Moveon.org.” The former received grants totaling $250,000 from the Soros Open Society Institute in 2008. The latter received a $1.46 million grant from George Soros in 2004. Res Publica describes Avaaz.org as its “primary current project.”

According to a 2007 ABC News report on Avaaz.org’s call for the firing of Paul Wolfowitz as president of the World Bank, Avaaz.org is a “global advocacy group funded by philanthropist and financier George Soros, MoveOn.org and the labor group SEIU.”

According to the 2009 Form 990 (page 87) filed by the Open Society Foundations, OSF gave $600,000 to Avaaz.org via New York-based Res Publica; $300,000 for “general support to Avaaz.org” and $300,000 for “Avaaz.org’s work on climate change.”

A check into OSF 990s for 2010 or 2011 show no grants for Avaaz nor Res Publica. According to its 2011 990, Avaaz.org’s total revenue for that year was $7,519,028. Avaaz.org claims it is “wholly member-funded.” Avaaz does not publish a detailed list of donors on its website or 990 forms, and therefore this claim cannot be verified independently.

Avaaz.org is active in the Israeli-Palestinian arena. Its 2011 campaign “Palestine: the time is now,” was aimed at pressuring the UK, France, and Germany to support a Palestinian bid for recognition. The petition and accompanying video titled “Middle East Peace – The Real Story” promotes the Palestinian narrative. In 2007 Avaaz.org launched a petition calling to “End the Siege of Gaza: Ceasefire Now” demanding an end to the “blockade and growing humanitarian crisis in Gaza” and “ensure the free flow of supplies by land, sea or air.”

Avaaz.org teamed up with the anti-Israel, BDS group Jewish Voice for Peace during the 2013 AIPAC Policy Conference purchasing hundreds of anti-AIPAC billboards posted in downtown Washington, DC subway stations.»

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Avaaz in Italia.

Sono in molti ad aver ricevuto la seguente e-mail.

«Cari avaaziani in tutta Italia,

quasi nessuno sembra essersene accorto, ma secondo gli ultimi sondaggi alla coalizione Berlusconi-Salvini-Meloni mancherebbero solo 5 seggi per avere la maggioranza al Senato e 20 per quella alla Camera!

Ma c'è un modo per fermarli -- strappargli per pochi voti i seggi più incerti.

In tutta Italia, ci sono almeno 25 collegi in cui basta che poche centinaia di noi decidano di votare per il candidato con più possibilità di battere quello dell’estrema destra per cambiare l'esito delle elezioni nazionali! Questo perché in ogni collegio chi prende più voti va direttamente in Parlamento!

Questa battaglia è veramente importante! Siamo di fronte a candidati di estrema destra che credono che la "razza bianca" debba essere "protetta", che l'omosessualità sia una malattia o che organizzano manifestazioni per togliere diritti alle donne e alle famiglie. Possiamo fermarli... assieme!

Clicca qui sotto per sapere se il tuo seggio è in bilico e chi è il candidato che ha maggiori possibilità di vincere:

In alcuni collegi il candidato favorito è del Movimento 5 stelle, in altri del Partito Democratico o di Più Europa. La campagna di Avaaz non sostiene nessuna coalizione o partito ma ha l'unico obiettivo di evitare che partiti estremisti arrivino al governo del Paese. Clicca per farci sapere se nel tuo seggio pensi o meno di votare il candidato che può fermare questa coalizione dell'odio.

E se non vivi in una delle zone più in bilico, sicuramente hai degli amici a cui queste informazioni potrebbero essere utili! In quel caso, condividi con loro la pagina e informali di questa campagna. La nuova legge elettorale ha introdotto dei candidati per ogni circoscrizione, ma pochissimi elettori sanno quali sono e ancora di meno quali hanno reali possibilità di essere eletti.

I membri di Avaaz supportano partiti molto diversi tra loro. Dal Partito Democratico al Movimento 5 Stelle, da +Europa a Liberi e Uguali o Potere al Popolo e molti altri. Ma sono uniti nel rifiuto dell'estrema destra violenta e razzista. E la maggior parte vuole unirsi e fermare l'ascesa al potere di questa coalizione dell'odio.

Non tutti saranno disposti a cambiare le loro intenzioni di voto. Ed è giusto così. Ma basta che poche centinaia di noi in ogni collegio si uniscano per sconfiggere l'estrema destra, e possiamo farcela.»

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Ricapitolando:

«alla coalizione Berlusconi-Salvini-Meloni mancherebbero solo 5 seggi per avere la maggioranza .... Siamo di fronte a candidati di estrema destra che credono che la "razza bianca" debba essere "protetta", che l'omosessualità sia una malattia o che organizzano manifestazioni per togliere diritti alle donne e alle famiglie»

Mr Soros non avrebbe potuto essere più chiaro.