Visualizzazione post con etichetta stranieri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta stranieri. Mostra tutti i post

venerdì 26 giugno 2026

Basi USA in Italia: cosa dicono gli accordi segreti? Tutto quello che sappiamo.

 Il generale Tricarico spiega gli accordi segreti sulle basi USA in Italia, i casi storici di violazione e perché serve un «tagliando» urgente. L’analisi di Byoblu.

Le tensioni tra Roma e Washington sull’utilizzo delle basi militari italiane — emerse con forza a marzo 2026 con il caso Sigonella, quando il governo italiano negò l’atterraggio a bombardieri americani diretti in Medio Oriente — hanno riportato all’attenzione un tema che i grandi giornali raramente approfondiscono: chi decide cosa possono fare i militari statunitensi sul territorio italiano, in base a quali accordi, e con quale grado di trasparenza? Le risposte, come emerge dalle dichiarazioni del generale Leonardo Tricarico, già capo di Stato maggiore dell’Aeronautica dal 2004 al 2006, sono più complesse — e più preoccupanti — di quanto la narrativa ufficiale lasci intendere.

Gli accordi: cosa c’è scritto (e cosa resta segreto)

Il quadro normativo che regola la presenza militare americana in Italia poggia su più livelli. Il riferimento fondamentale è il NATO SOFA (Status of Forces Agreement), firmato nel 1951 e ratificata dall’Italia nel 1955: è un accordo quadro dell’Alleanza che stabilisce le regole giuridiche di base per il personale militare di un Paese NATO sul territorio di un alleato. Da esso derivano regolamenti specifici, aggiornati base per base.

Ma il SOFA non basta a capire cosa può fare l’esercito americano in autonomia in Italia. Per questo esistono due accordi bilaterali firmati nel 1954: l’Air Technical Agreement e il Bilateral Infrastructure Agreement, quest’ultimo aggiornato nel 1995. Qui sta il nodo cruciale: entrambi gli accordi sono coperti da segreto di Stato. Il contenuto preciso non è accessibile al pubblico, né ai parlamentari in via ordinaria. Una legge del 1984 prevederebbe la pubblicazione di tutti gli accordi internazionali, ma questi documenti ne sono esplicitamente esclusi in virtù del segreto.

Si sa, per via indiretta e grazie a dichiarazioni di esperti e militari, che gli accordi fissano i limiti delle attività operative, logistiche e di addestramento delle forze USA, e stabiliscono un numero massimo di soldati nelle basi — attualmente stimato intorno a 13.000 unità sul territorio nazionale.

Il principio cardine: dentro e fuori la NATO

Il generale Tricarico ha spiegato con chiarezza il principio che dovrebbe governare ogni attività americana nelle basi italiane: «Tutto ciò che ha una copertura NATO non ha bisogno di autorizzazioni particolari. Ma quello che sta fuori da questo perimetro invece sì». In altri termini, le operazioni inserite nel quadro dell’Alleanza Atlantica possono procedere senza il via libera del governo italiano; qualsiasi altra attività richiede invece un’autorizzazione esplicita, che sale lungo la catena gerarchica fino all’esecutivo e, nei casi più delicati, fino al Parlamento.

L’applicazione concreta di questo principio, tuttavia, è tutt’altro che automatica. Le basi italiane e quelle NATO spesso coesistono fisicamente negli stessi siti — è il caso di Aviano in provincia di Pordenone e di Sigonella in Sicilia — con catene di comando separate ma strutture condivise. Questa sovrapposizione rende difficile, nella pratica quotidiana, distinguere con certezza le attività americane da quelle NATO.

La «disinvoltura» americana: i casi storici

Nessun accordo vale quanto la sua applicazione reale. E qui il generale Tricarico è esplicito: gli Stati Uniti hanno una «sorta di spregiudicatezza, di disinvoltura» nel modo di operare, che rende necessaria «un’indagine precisa e puntuale ogni volta che si verifica qualcosa di strano».

I casi storici documentati sono emblematici:

1985, Sigonella: la Delta Force americana atterrò nella base siciliana di notte, senza preavviso, per prelevare i dirottatori dell’Achille Lauro. Il presidente del Consiglio Craxi fu costretto a intervenire a posteriori* per affermare la sovranità italiana, con una crisi diplomatica aperta con Washington.

* 1998, funivia del Cermis: quattro marines decollati dalla base di Aviano comunicarono all’Aeronautica italiana un piano di volo NATO che non corrispondeva a quello effettivamente seguito. Il velivolo tranciò i cavi della funivia, causando la morte di 20 persone. Secondo Tricarico, quell’aereo «andò in volo contravvenendo a sei norme contemporaneamente, una delle quali riguardava la sovranità italiana su Aviano».

* 2003, Abu Omar: un cittadino egiziano residente in Italia, Hassan Mustafa Osama Nasr, fu rapito dalla CIA a Milano e trasportato ad Aviano prima di essere rimandato in Egitto, dove subì torture. Tricarico parla di un’autorizzazione «estorta» dagli americani al governo italiano dell’epoca, «forse con elementi dei servizi segreti italiani oltre che di quelli USA». La vicenda portò a condanne definitive in Italia per agenti CIA.

* 2003, Iraq: il governo Berlusconi autorizzò la partenza di una brigata aviotrasportata americana da Aviano per partecipare alla guerra in Iraq, con un ponte aereo di velivoli da trasporto C-17. In quel caso si procedette formalmente, ma con condizioni che tentavano di aggirare i vincoli costituzionali dell’articolo 11.

Il caso Sigonella 2026 e le dichiarazioni di Rutte

Il dibattito è tornato d’attualità nel corso del 2026. A fine marzo, il governo italiano — nelle persone del ministro della Difesa Guido Crosetto e del capo di Stato maggiore Luciano Portolano — ha negato l’atterraggio a Sigonella a bombardieri americani diretti in Medio Oriente nel contesto dell’offensiva USA-Israele contro l’Iran. Il piano di volo, stando alle ricostruzioni, era stato comunicato a operazione già in corso, senza la richiesta preventiva di autorizzazione prevista dagli accordi.

Il caso ha assunto una dimensione politica ulteriore quando il segretario generale della NATO Mark Rutte, in un’intervista a Fox News, ha citato «500 aerei partiti dalle basi italiane» per la guerra in Medio Oriente. Secondo le ricostruzioni giornalistiche, la premier Meloni ha interpretato la dichiarazione come un «tranello», potenzialmente orchestrato per mettere pressione all’Italia. Il ministero della Difesa ha rettificato: i voli autorizzati dall’Italia sarebbero stati circa 200, tutti classificati come «non cinetici», ovvero di natura tecnica e logistica, non offensiva. La Nato ha successivamente corretto la cifra.

Cosa vuole dire Tricarico con «tagliando»

Di fronte a questo scenario, il generale Tricarico propone una revisione strutturale degli accordi vigenti. «Sarebbe ora di fare un bel tagliando a tutto il sistema legato a questi accordi sulle basi», ha dichiarato. La proposta si articola su due livelli:

Il primo è operativo: verificare sistematicamente tutti i piani di volo, comprese le autorizzazioni generiche. Una pratica «antipatica» e «ossessiva» — ammette Tricarico — che «gli americani difficilmente potrebbero tollerare», ma che in questo momento storico sarebbe necessaria.

Il secondo è diplomatico e normativo: gli accordi quadro risalgono ai primi anni Cinquanta, quelli tecnico-operativi agli anni Novanta. Da allora il mondo è cambiato radicalmente. Il progressivo disimpegno americano dall’Europa, la guerra in Ucraina, il conflitto in Medio Oriente, e il progetto ancora in fase embrionale di una difesa comune europea rendono urgente un aggiornamento. Tricarico suggerisce anche un confronto tra i Paesi europei che ospitano basi americane — citando il caso giapponese di Okinawa come esempio di tensioni analoghe — per costruire una posizione comune prima che le decisioni vengano prese unilateralmente da Washington.

Il problema della trasparenza

Rimane irrisolto un nodo di fondo che nessuna dichiarazione ufficiale affronta direttamente: la segretezza degli accordi bilaterali del 1954. In un sistema democratico, il fatto che i trattati che regolano la presenza di 13.000 militari stranieri sul territorio nazionale — e le condizioni alle quali possono condurre operazioni militari anche in zone di guerra — siano sottratti al controllo parlamentare ordinario e all’accesso pubblico, rappresenta una criticità strutturale. Come ha osservato il generale Tricarico già a gennaio 2026 sulle colonne de Il Riformista, il comandante italiano di ciascuna base dovrebbe avere «piena visibilità sulle attività statunitensi e sul loro scopo»: ma «i dubbi che questo accada sono più che fondati».

La questione non riguarda solo i rapporti con Washington. Riguarda la capacità dell’Italia di esercitare concretamente la propria sovranità sul proprio territorio.

fonte https://www.byoblu.com/basi-usa-italia-accordi-segreti-tricarico/

Come si viene sempre zittiti

Nei programmi tv, quelli dove apparentemente dovrebbe esserci una discussione o un dibattito, capita sempre di vedere qualcuno che viene messo a tacere perché il poveretto osa introdurre argomentazioni che infastidiscono: nei casi più educati si manda in onda la pubblicità, con la promessa di riprendere il discorso dove era stato interrotto, ma come sappiamo bene, dopo il lavaggio del cervello da parte della pubblicità , ben pochi riescono a riallacciare tutto il discorso, dato che la maggior parte dei telespettatori non riesce a seguire e capire un discorso che duri, che so, 5 o 10 minuti. Questo modo di impedire le argomentazioni, di voler introdurre temi diversi o comunque mostrare le cose da un'altra angolazione, è vietato: se uno prova a dire, che so, che in molte scuole  sono più i bambini , i ragazzi stranieri di quelli italiani, apriti cielo. Se a questo aggiungi che, come diceva nei giorni scorsi Silver in uno dei suoi video, gli stranieri dovrebbero essere il 9% degli italiani ma che , andando in giro, la percezione è che siano di più, anche lì apriti cielo. Se poi si prova a collegare o comunque a ragionare su guerra Ucraina/Russia, sul rapimento di Maduro e l'occupazione di fatto del Venezuela, della situazione in medio oriente a far data dal 7 ottobre 2023, se poi si parla della nostra nazione e dei rapporti con gli Usa e con Trump, senza dimenticare l'Ue e i suoi vincoli imposti all'Italia e non solo, ecco che nel momento in cui si prova ad allargare il discorso e a porre e porsi domande, minimo si viene definiti putiniani , in altri casi sovranisti, fino a essere definiti ignoranti, ma se si parla di Oms il minimo è novax, per poi arrivare nel caso del 7 ottobre a essere definiti negazionisti e antisemiti. Ma pensando bene a tutto questo circo o meglio casino che si viene a creare, l'unica cosa certa, è che così non si parla del costo del carburante e dell'energia, così viene meno parlare di immigrati , così non si può analizzare la situazione nelle nostre città che sono spesso ostaggio di bande di criminali organizzate. Ma , appunto, parlare di questi e altri argomenti, e poi fare delle proposte il cui iter dovrebbe e potrebbe essere seguito, non è facile è proprio impossibile. Chi ti permette di parlare , per il tempo necessario  e senza interruzioni , del rapporto che abbiamo con gli Usa, del perché ci sono più di cento basi, e di quanto questo ci vincoli oltre al costo che dobbiamo sostenere; se poi allargassimo il discorso ai vari Leonardo e Crosetto e alla militarizzazione e alla servitù militari, sarebbe un bel casino. Poi ci sarebbero tutti i temi che ognuno di noi sa che non vengono toccati, se non dall'angolazione che impedisce di vederli per quello che sono: immigrazione , sbarchi di clandestini, situazione nei paesi ex colonie francesi ( non se ne parla quasi più) ma ci fanno vedere i film propaganda tipo io capitano, ma non invece io no capitano; come pure i servizi sulla Libia di Servegnini (non quello che spesso è in tv) che ci confermano che, per il momento, l'Italia appoggia la fazione sbagliata. E si potrebbe continuare, si potrebbe parlare dell'euro digitale, del controllo di internet, di un sacco di temi interessanti ma soprattutto importanti, come il fatto che non decidiamo mai un tubo come nazione, ma siamo sempre in attesa di ulteriori sviluppi, ovvero sia che aspettiamo ora gli ordini dell'Ue ora quelli degli Usa e della Nato, mai e poi mai che decidiamo noi qualcosa che sia anche utile alla nostra nazione. Ora provate voi a scrivere qualcosa del genere in un commento o anche intervenendo se mai è possibile, e vedrete che ,se vi vogliono fare un favore vi mettono il commento in moderazione per poi farlo sparire; oppure vi ridicolizzano, vi mettono alla berlina definendovi reazionari e sovranisti o fascisti, ma difficilmente entreranno nel merito, contestandovi punto su punto, e anche se lo facessero ricordatevi che i loro dati e le osservazioni loro sono giuste, le vostre verranno definite imprecise e inesatte o direttamente sbagliate. E così che si fa e hanno sempre fatto. C'è una cosa che dovrete comunque fare:  prepararvi su ciò di cui volete parlare e di cui gradite che si parli. Non fate l'errore di parlare come quelli che definiscono gli immigrati come un danno per la nostra nazione , ma lo fanno senza argomentazioni valide. Per esempio , volete rispondere alla Gabanelli o a quelli che dicono che l'evasore fiscale è l'idraulico o chi non vi rilascia lo scontrino?  Cercate su internet "tax Justice Network" (firmato dall'economista Richard Murphy) . Lo studio evidenziava, insieme ad altri sudi reperibili sempre in rete , che la cosiddetta evasione di sussistenza è irrisoria se confrontata con quella delle Big Tech o delle grandi multinazionali; così come Paolo Barnard ci faceva notare che i nostri politici ladri rubano ben poco se pensiamo a quanti soldi ci ruba l'Ue, e per tornare alla Gabanelli e ai suoi amici delle carte di credito e similari, ricordiamo loro che la maggior parte dei movimenti di denaro, avviene per via elettronica: non ci sono persone con la valigia piena di biglietti da 500 o 200 euro. Lo spostamento di denaro non avviene in bicicletta tra le vallate svizzere, tipo postino. Ma per loro saranno cavolate. Mi impegno a ricercare , giusto per la cronaca, il caso mi pare di fine anni 80 inizi 90, sulle transazioni elettroniche e le misteriose morti di alcuni funzionari. L'avevo già postato nel vecchio blog, che però è andato perduto e cancellato, e se lo trovo lo posterò , così che qualcuno con la testa dura o chi vuole invece sapere qualcosa in più, ecco che verrà accontentato.  

giovedì 28 marzo 2019

Migranti. Centro Formazione Linguistico Università Perugia. Tutti dentro.


Prgioni 001

In uno stato altamente burocratizzato nulla può essere pensato o fatto senza un relativa certificazione rilasciata da apposito ente.

Ma ogni certificazione è onerosa. Costano le strutture eroganti come immobili, utenze e luce e telefono, personale in organico e quello fuori organico per sopperire ulteriori necessità. Poi, le consulenze esterne. Per organizzare corsi di lingua servono bene gli insegnanti.

Ma siccome ciò che conta è il certificato, immancabilmente qualcuno pensa ad una procedura semplificata.

Il richiedente paga ed i funzionari della struttura gli certificano ciò che vuole.

martedì 24 luglio 2018

Germania . Verso l'introduzione della legione straniera (la storia non ha insegnato niente, a quanto pare)

Giuseppe Sandro Mela.

2018-07-24.

Soldatesse 001

Mutatis mutandis, stiamo rivivendo lo stesso identico fenomeno magistralmente descritto da Peter Heather ne La Caduta dell’Impero Romano.

Come i romani, così i tedeschi hanno iniziato a rinnegare il proprio retaggio religioso, storico, culturale e sociale; quindi, infrolliti nell’agiatezza e chiusi dell’altera superbia di essere per diritto i padroni del mondo, hanno quasi cessato di prolificare. Far figli è roba da eterosessuali socialmente arretrati. Si reputavano essere troppo civili per fare il servizio militare, che avevano delegato a barbari più o meno romanizzati, nella idea delirante che questi si sarebbe fatti ammazzare per difendere gli interessi dei loro padroni. Poi, ciliegina sulla torta, avevano un solenne disprezzo per quelli che chiamavano ‘i barbari‘.

L’otto agosto 378 i risultati si videro sul campo di Adrianopoli, ove i goti distrussero l’intero esercito romano dell’impero orientale: non se ne salvò manco uno che fosse uno. Poi, il 24 agosto 410 i visigoti di Alarico misero a sacco Roma, che in breve precipitò dal milione e passa di abitanti a meno di ventimila anime.

«Lo scempio in cui cadde la città fu compiuto comunque non tanto dai Goti stessi, quanto dagli ex schiavi assetati di vendetta»

Chi si fosse preso la briga di leggere Ammiano Marcellino avrebbe ben notato come i Goti non avessero la mano leggera con le padrone di una volta, ed anche con le loro figlie, che, se non si fossero diportate a modo, come conviene ad una schiava, finivano senza tanti complimenti al rogo

* * *

Nell’attuale Germania di 82.7 milioni di abitanti, 9.2 milioni sono stranieri e 18.6 milioni sono di ascendenza straniera. Ma la quasi totalità dei 27.8 milioni di stranieri sono in fascia di età lavorativa. Se è vero che il tasso di fertilità medio vale al momento 1.59, sarebbe altrettanto vero che quello delle femmine tedesche autoctone si attesti attorno allo 0.8.

domenica 22 luglio 2018

Germania. Manca il personale qualificato (e che parli il tedesco)

Giuseppe Sandro Mela.

2018-07-22.

2018-07-20__Vecchietti__001

I dati di fatto sono inequivocabili.

Germania. La demografia che stritola. Mancano tre milioni di lavoratori. – Vbw.

Germania. Mancano 1.6 milioni di lavoratori esperti, Meister. – Handelsblatt.

Germania. Gigante dai piedi di argilla. – Handelsblatt

Germania. Incidenza economica del calo demografico. – Bloomberg.

Deutsche Bundesbank. Si moltiplicano i segnali di un disastro annunciato. 

Germania. Realtà geografica, non più umana, politica ed economica.

Germania. Mancano ora 35,000 insegnanti, nel 2025 ne mancheranno 105,000.

Germania. Demografia. Accademia Tecnica. Mancano dieci milioni di lavoratori.

*

Secondo Destatis, l'istituto di Statistica tedesco, a fine 2017 in Germania vivevano 82.741 milioni di persone, delle quali 9.576 milioni erano stranieri e 18.6 milioni di cittadini tedeschi ma con ascendente straniero.

A fronte di 792,131 nascita si aveva 910,902 morti: il saldo è negativo.

Ma questi dati aggregati possono trarre in inganno.

*

In Germania il 12.82% della popolazione è nella fascia 0 - 14 anni (5.3 mln ♂ e 5.028 mln ♀).

Nella fascia 65 anni e più confluisce il 22.06% della popolazione.

Nella fascia lavorativa 24 - 65 anni vi sono in totale 44.348 milioni di persone.

Due fatti da evidenziare.

- Il rapporto anziani / giovani è invertito rispetto la norma: i vecchi son quasi due volte i giovani.

- I 9.576 milioni di stranieri sono quasi totalmente nella fascia lavorativa, per cui in essa vi sono 34.772 mln di autoctoni. Il rapporto stranieri / autoctoni è quindi 9.576 / 34.772 = 0.27. Circa un terzo della popolazione attiva è straniero.

*

Però il tasso di natalità di 8.6 nascite ogni 1,000 abitanti è retto prevalentemente dalla componente straniera. Se il tasso di fertilità globale si assesta all'1.45, quello relativo alle donne autoctone è inferiore allo 0.8.

Mentre per molti sarebbe facilmente comprensibile che gli autoctoni imponessero agli stranieri residenti di non proliferare, qui stiamo assistendo al fenomeno inverso. Sono gli autoctoni, le persone di etnia tedesca, a rifuggire dalla proliferazione, condannandosi così alla estinzione.

*

Tirando le somme per una sintesi, la popolazione tedesca autoctona sta avviandosi alla estinzione: nel volgere di qualche decennio essa sarà più che dimezzata.

Fatto questo bramato e voluto da alcuni, temuto ed avversato da altri.

Di sicuro emergeranno molti problemi.

venerdì 4 maggio 2018

LA BALLA CHE L’ITALIA PERDE POPOLAZIONE: SI, MA SOLO A CAUSA DELL’AUSTERITÀ.

La fake news che l’Italia perde popolazione: si, ma SOLO a causa dell’austerità. Il piano della Germania per massacrare demograficamente l’Italia (scandaloso)

Sarò telegrafico: abbiamo visto negli scorsi giorni, nessuno escluso, tutti i media italiani mainstreamaffermare che la popolazione italiana residente sta scendendo e quindi ci saranno enormi problemi in futuro. Ovvero, servono migranti.
FALSITA’, si è evidenziata solo una parte della verità per NON FARVI CAPIRE VERAMENTE COME STANNO LE COSE. Di seguito vi spiego perchè.
In breve, l’Italia tra l’inizio dell’era euro (2000) e il 2012 vedeva una popolazione che saliva, l’economia tirava, il posto è innegabilmente bello: risultato, molta gente tornava, anche emigrati italiani ed i residenti salivano in modo sostanziale. Successe anche a me: studiavo nel mondo anglosassone e dovevo decidere se continuare con un Ph.D – avevo un’offerta incondizionata da una prestigiosa università – o tornare. Il mio professore, un luminare e didatticamente il più importante del mondo nel settore specifico (ho avuto anche l’onore di ottenere il premio come studente di master che porta il suo nome, ndr) mi disse che qualsiasi cosa facessi sarebbe andata bene in quanto l’Italia nel settore aveva ottime aziende, poteva competere e non aveva paura di nessuno. Era l’epoca della rombante Montedison, prima del golpe di Tangentopoli. Fa sorridere che le stesse precise aziende che il mio stimato professore mi indicò come riferimenti mondiali furono poi le stesse sotto attacco degli stranieri, per comprarsele a basso prezzo solo pochi anni dopo (ai tempi tornavano gli italiani sui cui si erano investiti dei soldi, altro che far arrivare i migranti senza arte nè parte come oggi, ndr).
Viceversa la Germania soffriva, e molto. Scrissi un articolo nel 2013 che ancora oggi è illuminante sui danni fatti da Mario  Monti (pagherà per questo, ne sono certo, date tempo al tempo per la nemesi), vedasi LINK https://scenarieconomici.it/diciamola-tutta-mario-monti-ha-fatto-un-disastro-ecco-perche/ per l’articolo che penso abbia avuto con tutti i rilanci mi dicono oltre 100’000 visite negli anni. Ossia vedete un pò il grafico che veniva riportato:
Dunque capite, ai tempi (2012, da almeno 10 anni) la Germania vedeva la popolazione scendere, l’Italia invece la vedeva salire e anche di molto senza per altro alcun contributo sostanziale degli immigrati, c’era ancora Gheddadi a preservare le nostre coste. Durò fino a Mario Monti. Poi iniziò la vera crisi italiana (pilotata dall’EU), pensate che la crisi sugli NPL/crediti bancari deteriorati che vediamo oggi è una diretta conseguenza dell’austerity che Monti inaugurò, inutile ed anzi nefasta (il professore si prefiggeva di “distruggere la domanda interna italiana“; scrivemmo sulle conseguenze, avevamo ragione, vedasi LINK).
Se allarghiamo il grafico analizziamo anche quello che è poi successo dopo il 2012/13 in termini demografici, fino ai nostri giorni. In breve, a seguito della crisi economica inaugurata da Monti in Italia c’è stata una salita della popolazione SOLO grazie agli immigrati di colore extraeuropei, quelli che portano poco e consumano invece risorse locali per intendersi (welfare, accoglienza ecc.). Viceversa, non c’è scritto ma lo potete trovare in una semplice ricerca in internet, gli italiani residenti se ne sono progressivamente andati, emigrando causa crisi.
Ma la cosa impressionante è che a fronte della crisi del 2011 battezzata da Monti la popolazione tedesca prima in forte decrescita è iniziata a salire. Faccio notare che i migranti siriani in Germania sono arrivati solo dal 2015.
Or dunque, ecco dimostrata da un lato la fake news dei media mainstream italiani (verità selettiva ed incompleta, venduti agli stranieri, infatti di norma sono effettivamente detenuti da stranieri – ad es. vedasi la proprietà di Repubblica, Corriere, La Stampa di De Benedetti/Elkann, o da gente che vive di export, ad es. il Sole 24 Ore): in breve l’Italia senza l’austerità euroimposta avrebbe avuto una salita della popolazione come aveva prima del 2012 e non una decrescita, ovvero il trend di decrescita dei residenti è facilmente invertibile riportando gli italiani in patria, basta solo eliminare l’austerità che sta uccidendo l’Italia per nome e per conto dell’EU che la vuole conquistare a basso costo (a seguito dell’attacco all’alleato storico dell’Italia post WWII, gli USA; attacco ad oggi in corso da parte dei poteri coloniali tradizionali, ndr). Ossia basta uscire dall’euro.
Dall’altro, vediamo che la Germania si sta approfittando dei disastri italiani che lei stessa ha contribuito a creare non solo a livello economico ma anche a livello demografico. Ecco perchè io che sono emigrato – dopo essere ritornato in Italia negli anni ’90 – me ne guardo bene dall’andare a risiedere in Francia e Germania, non avranno il mio lavoro ed i miei investimenti questo è certo (anche perchè, la storia insegna, è impossibile per un non tedesco fare fortuna in Germania, discorso parzialmente valido anche in Francia – trovate tra i grandi miliardari di Germania uno con cognome straniero se siete capaci -; e se ci riesci rischi comunque di fare la fine degli ebrei, ndr).
Or dunque, occhio alle fake news anche demografiche: vi stanno prendendo per il culo cari miei. Ed attenzione che sta arrivando la patromonialona con cui gli EUropei vi porteranno via anche i soldi che intendevate lasciare ai vostri figli. Triumvirato Cassese/Capaldo/Amato docet.
Ripeto lo stesso messaggio di sempre ai giovani italiani capaci e preparati: emigrate, non state in Italia. Vi consiglio vivamente però di evitare accuratamente Germania e Francia, là rischierete di essere usati alla stregua di spaghetti e mandolino. Meglio il mondo anglosassone o la Svizzera, almeno là avrete un’opportunità.
MD
https://scenarieconomici.it/fake-news-demograzia-italia-germania/


venerdì 10 novembre 2017

Avanti , avanti , sempre dritti

E adesso i giudici ordinano: bonus bebè a tutti gli immigrati

Decine di sentenze in favore degli immigrati che chiedono il bonus bebè senza avere un permesso di soggiorno di lungo periodo
Welfare per sentenza dei giudici. Forse ricorderete che nel 2014 il governo Renzi aveva stabilito che il bonus bebè elargito dallo Stato potesse essere richiesto anche dagli stranieri.
Con un limite: che avessero un permesso di soggiorno di lungo periodo. Tuttavia, come scrive La Verità, in molti hanno fatto ricorso e i giudici fanno in modo di concederlo a tutti gli immigrati. Senza limiti.
Basti pensare a quanto successo a Vicenza, dove il Tribunale ha obbligato l'Inps a concedere il bonus bebè ad una signora del Burkina Faso arrivata da poco in Italia e che ha partorito nel marzo dell'anno scorso. Per carità: la donna non è clandestina, ma aveva un permesso di soggiorno limitato a pochi anni. Dunque, non avendo quello di lungo periodo, non poteva richiedere il benefit statale. Lei non c'è stata e ha deciso di ricorrere in tribunale, dove ha trovato un giudice ben contento di darle ragione.
Secondo il magistrato, infatti, mettere limiti alla concessione del bonus differenziando tra straniero e straniero sarebbe "discriminatorio". E come la signora del Burkina Faso, così stanno facendo tante altre immigrate (con relativi successi in Aula), che si appellano ad una direttiva Ue. A Brescia e Mantova sono state emesse sentenze identiche e secondo i sindacati, che sostengono le straniere, sono in arrivo altri ricorsi. A Bergamo invece ha vinto una class action di 20 immigrati. Con quale conseguenza? Facile: i soldi per il bonus adesso non ci sono più (il governo ha sostituito gli 80 euro con un fondo da 100 milioni per le famiglie, briciole) mentre sarà necessario reperire risorse per pagarlo alle mamme straniere che hanno vinto in tribunale.
E dove non riescono i giudici nazionali, ci pensano quelli Ue. A Brescia, per esempio, il primo grado aveva dato ragione all'Inps ma i giudici di appello hanno deciso di rivolgersi alla corte Ue per un consulto. Risultato: "I cittadini dei Paesi non Ue ammessi in uno Stato membro a fini lavorativi, a norma del diritto dell' Unione e del diritto nazionale - hanno sentenziato i togati europei - devono beneficiare della parità di trattamento rispetto ai cittadini di detto Stato". Insomma: l'Italia deve pagare. Anche se il Parlamento aveva deciso di limitare quel bonus bebé solo a chi vive da tanti anni nel nostro Paese.
fonte http://www.ilgiornale.it/news/cronache/e-adesso-i-giudici-ordinano-bonus-beb-tutti-immigrati-1461714.html
 ue, ilgiornale.it

sabato 14 ottobre 2017

Prova e riprova: però aspetto

Ho scritto in alcuni commenti ieri, e uno solo lasciato oggi su rischiocalcolato.it, che ,come avete potuto leggere anche qui su questo blog, ci sono stati di nuovo sbarchi di algerini nelle coste sarde. Tra ieri e oggi, almeno una cinquantina di persone sono ospiti nei vari centri dell'isola. Nel caso di rischiocalcolato.it, il post di Mauro Bottarelli metteva anche l'accento sul fatto che è arrivata in Sicilia la "nave dei bambini", con oltre 200 mi pare o forse più minori, e di questi numerosi non accompagnati: ebbene sia ieri che oggi, facevo notare che anche qui da noi non solo continuavano gli sbarchi,ma c'erano pure minori. Aggiungo che proprio ieri postavo, tra i primi a commentare al suo post (forse era il secondo commento ), l'articolo che avevo copiato da unionesarda.it. Pensate voi che alcuni avrebbero, come già io segnalo da giorni, notato che non c'è solo la nuova rotta tunisina e che ieri si sono messe pure le Ong ,ma che c'è anche la rotta algerina ? Se pensate di sì sbagliate: avevo già notato che avevano la puzza sotto il naso, nei confronti non dico dei sardi, ma dei sudisti o terroni come me, come molti di noi. E se come si vedeva anche ieri a "dalla vostra parte" , ci sono consiglieri regionali che per uno straccio di minuti percepiscono 200 euro, ci sono tante persone che si danno da fare e si spaccano la schiena: e tante altre che vorrebbero spaccarsi la schiena, vorrebbero lavorare. Invece, guarda caso, le coop emiliane, se non sbaglio , daranno lavoro a numerosi extracomunitari che verranno occupati nei lavori socialmente utili; guarda caso proprio come facevo notare mesi e mesi fa, quando qualcuno chiedeva di occupare questi clandestini (notate che ieri, tantissimi,la maggior parte, provenivano da zone dove non c'è guerra o pericoli, al pari di diversi siriani che ora, grazie a Putin sono molto meno in pericolo di vita e ,anzi, vengono invitati a restare nel paese) in lavori di pubblica utilità: per fare che cosa? Sottrarre il lavoro socialmente utile da offrire ,semmai, a italiani senza lavoro? O dovete voi prefetture continuare,insieme a caritas (visto che andate sempre in coppia), a trovare abitazioni per gli stranieri e ve ne fregate degli italiani? La badante di mia madre, guarda caso una straniera, chissà perché ha avuto accesso al microcredito: è andata alla caritas locale, ma lei è straniera e ha avuto l'aiuto che ad altri, come al sottoscritto anni fa, è stato rifiutato. Oltre al fatto che, per tornare ai nuovi arrivati, è gente che non ha nessuna intenzione di integrarsi e socializzare, anzi tende a imporre il proprio modo di vivere: è sufficiente vedere come si vestono (dopo che sono qui da mesi), dal fatto che non consumano, non acquistano nei negozi locali (semmai nei discount, nei negozi cinesi, in quelli dei loro connazionali se ce ne sono): ergo, qui non lasciano nulla, perché anche quando lavorano o lavoricchiano, effettuano sempre rimesse cospicue verso il proprio paese (ma non c'è casino, guerre e difficoltà? come fanno ad arrivare lì i soldi? so per certo che ne portano,anche , in contanti, sopratutto i bengalesi, cioè non viaggia tutto con i western money o simili ), qui li vedi poco o niente nei bar, giammai a comprarsi un libro, un vestito in un negozio come si deve. Le auto,a parte i cinesi che girano in bmw o mercedes, sono delle carrette che hanno minimo 12 15 anche 20 anni sulla schiena. Quindi non vedo tutto questo aiuto, integrazione, che viene millantata da chi appare entusiasta: avete mai visto una donna immigrata andare a farsi i capelli? E un maschio dal barbiere? Io neanche dai parrucchieri cinesi, ove non andrei per una forma di reazione e avversità verso chi , qui compra poco e ,anche loro portano i soldi all'estero e in contanti perché sono extracomunitari, non cittadini italiani (almeno qui da noi avevano,salvo errore delle cronache locali, oltre 35 mila euro in contanti e li hanno dovuti lasciare imbarcare in aereo): sorvolo sul fatto che non pagano tasse per alcuni anni dall'inizio dell'attività e sul perché mai cambiano ragione sociale sempre,dopo alcuni anni.
Chiudo qui perché mi dà proprio fastidio il fatto che si minimizzi sul danno dell'immigrazione continua, sugli aiuti dati esclusivamente agli stranieri, sul menefreghismo di come va l'economia locale. Certo non è un problema di chi è statale, parastatale, regionale, comunale, eccetera o di chi offre il gratuito patrocinio o è presidente di qualche coop: per adesso, solo per adesso.

domenica 15 gennaio 2017

Occhio !

Ci sono o meglio ci sarebbero, i migranti però minori non accompagnati: 
ebbene ora qualcuno parla di accoglierli e favorire il ricongiungimento. 
Quanto sopra mi è stato riferito come notizia, parere, sentito in un tg.
Basta fare due più due per scoprire quanto segue: io ti mando mio figlio o figlia; tu li accogli e poi loro, in qualche maniera, si fanno vivi e così io, padre o madre o nonno o zio, li raggiungo in Italia, dove potrò, nell'ordine: farmi curare, lavorare e guadagnare qualcosa, farvi studiare, dormire sotto un tetto eccetera.
Ciò che secondo me non si vuole capire è che , accogliere queste persone, può solo impoverire ulteriormente il paese, oltre a concentrare le nostre menti e risorse per risolvere questi problemi mentre non risolviamo i nostri; non solo, perché dei richiedenti asilo dovrebbero essere aiutati a integrarsi, quando non sappiamo nemmeno se dovranno o potranno rimanere qui da noi? 
E poi , perché dare cittadinanza a persone che ,lo sappiamo da decenni, mandano soldi ai loro familiari rimasti in patria? 
Ma se c'è la guerra ,come mai questi individui che vengono in Italia, non organizzano mai marce o sit in di protesta, lanciano appelli attraverso i media, e invece pensano ,solo, ai fatti loro?
Così giusto per pensare.
A proposito: provate, voi stranieri che lavorate in Qatar a chiedere la cittadinanza o di andare a votare, o chiedete il doppio passaporto o cose simili:avete sentito anche voi una pernacchia o vi stanno accompagnando all'aeroporto per rispedirvi a casa? Ho capito! Entrambe le cose.

giovedì 26 dicembre 2013

Prima noi

Quante volte abbiamo sentito, pensato o pronunciato quelle due parole, "prima noi"? Cioè, prima gli italiani, quelli che vivono qui, che hanno e vogliono mantenere viva la propria terra.
E per tante volte che abbiamo sentito, pensato o pronunciato quelle due parole, abbiamo dovuto sentire altri che ci tacciavano di razzismo, intolleranza, incomprensione.
Noi , penso, non siamo nè razzisti nè intolleranti: o meglio, non possiamo tollerare che nello stilare una graduatoria per posti di lavoro, per una casa, per progetti da finanziare e via dicendo, vengano inseriti e privilegiati, coloro che non sono nati qui, se pure lavorano qui mandano i soldi all'estero. 
Così come abbiamo, assai spesso , a che fare con persone che qui non consumano, cioè non comprano se non l'indispensabile e ,quando comprano qualcosa, di norma è roba del discount o della grande distribuzione.
Ciò che mi viene difficile da accettare è che qualcuno, chissà perchè e per come, ha o avrebbe inserito delle norme che, effettivamente favoriscono, nell'elargire alcuni servizi,  extracomunitari e stranieri in genere: in questa maniera , fatto 100, 70 oppure 80 sono per gli italiani, mentre 20 o 30 per chi non lo è.
In questa maniera si riduce, oltretutto, quanto sarebbe fruibile per chi è nato , vive e vuole o vorrebbe vivere qui.
Ma non solo: la cosa che dà fastidio, e l'ho pure come sapete sperimentata direttamente, è che chi in qualche maniera amministra o gestisce fondi (di vario genere e a vario titolo), in qualche maniera favorisce gli stranieri, li commisera, o per dirla più chiaramente li foraggia.
Ora che arriviamo ,qui in Sardegna almeno, a elezioni regionali, voglio vedere se ci sarà qualcuno che avrà la capacità e la forza di favorire i sardi o chi comunque se anche non è nato qui, ci vive e ci vuole vivere.
E non mi riferisco ai soliti che anelano a una, forse anche giusta , indipendenza, ma a chi "leggi alla mano", dice se e cosa si può fare e cosa , seppure desiderato e giusto, non si può.
Spero anch'io che siano finiti i tempi di prese per il naso, di persone che ,dopo che vanno a prendersi diecimila euro al mese, oltre a sparire e a non informare chi li ha eletti, allorchè rilasciano qualche timida intervista, mettono le mani avanti affermando che "i tempi per cambiare la normativa non ci sono" o che "si sono presentate altre priorità" , tipo bilanci e cose simili.
Ecco che di gente così non ce ne facciamo niente.
So bene che si possono adoperare frasi più forti ma sapere che come nazione, comune o regione , stanzi soldi per gli extracomunitari e ti dimentichi di chi è nato e vive qui, ecco che fa rabbia.