Quante volte abbiamo sentito, pensato o pronunciato quelle due parole, "prima noi"? Cioè, prima gli italiani, quelli che vivono qui, che hanno e vogliono mantenere viva la propria terra.
E per tante volte che abbiamo sentito, pensato o pronunciato quelle due parole, abbiamo dovuto sentire altri che ci tacciavano di razzismo, intolleranza, incomprensione.
Noi , penso, non siamo nè razzisti nè intolleranti: o meglio, non possiamo tollerare che nello stilare una graduatoria per posti di lavoro, per una casa, per progetti da finanziare e via dicendo, vengano inseriti e privilegiati, coloro che non sono nati qui, se pure lavorano qui mandano i soldi all'estero.
Così come abbiamo, assai spesso , a che fare con persone che qui non consumano, cioè non comprano se non l'indispensabile e ,quando comprano qualcosa, di norma è roba del discount o della grande distribuzione.
Ciò che mi viene difficile da accettare è che qualcuno, chissà perchè e per come, ha o avrebbe inserito delle norme che, effettivamente favoriscono, nell'elargire alcuni servizi, extracomunitari e stranieri in genere: in questa maniera , fatto 100, 70 oppure 80 sono per gli italiani, mentre 20 o 30 per chi non lo è.
In questa maniera si riduce, oltretutto, quanto sarebbe fruibile per chi è nato , vive e vuole o vorrebbe vivere qui.
Ma non solo: la cosa che dà fastidio, e l'ho pure come sapete sperimentata direttamente, è che chi in qualche maniera amministra o gestisce fondi (di vario genere e a vario titolo), in qualche maniera favorisce gli stranieri, li commisera, o per dirla più chiaramente li foraggia.
Ora che arriviamo ,qui in Sardegna almeno, a elezioni regionali, voglio vedere se ci sarà qualcuno che avrà la capacità e la forza di favorire i sardi o chi comunque se anche non è nato qui, ci vive e ci vuole vivere.
E non mi riferisco ai soliti che anelano a una, forse anche giusta , indipendenza, ma a chi "leggi alla mano", dice se e cosa si può fare e cosa , seppure desiderato e giusto, non si può.
Spero anch'io che siano finiti i tempi di prese per il naso, di persone che ,dopo che vanno a prendersi diecimila euro al mese, oltre a sparire e a non informare chi li ha eletti, allorchè rilasciano qualche timida intervista, mettono le mani avanti affermando che "i tempi per cambiare la normativa non ci sono" o che "si sono presentate altre priorità" , tipo bilanci e cose simili.
Ecco che di gente così non ce ne facciamo niente.
So bene che si possono adoperare frasi più forti ma sapere che come nazione, comune o regione , stanzi soldi per gli extracomunitari e ti dimentichi di chi è nato e vive qui, ecco che fa rabbia.
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giovedì 26 dicembre 2013
venerdì 10 agosto 2012
Sugli insulti razzisti
O presunti tali. Alcuni giorni fa dalle nostre parti,in una spiaggia del comune di Gonnesa, due turisti avrebbero apostrofato un venditore ambulante con frasi ,a suo dire, razziste. Non entro nel merito che il venditore svolga abusivamente e con merce falsa e taroccata quella professione, questo se mai è un altro discorso. Ma mi lascia perplesso, e non da oggi, che quello che quando ero ragazzo avveniva ,durante una partita di calcio, ti faceva solo incazzare oggi sia un reato. Mi sentivo dire "brutto finocchio o frocio"
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