Un comportamento simili ci si aspetta dallo Stato, in senso lato: quindi, vedo una pattuglia della Polizia o dei Carabinieri o della Municipale, e chiedo un'informazione, sperando che me la forniscano: ma non sempre è così. Ricordo che quando mi fu svaligiata la casa, non venne nessuno, dato che "ubi maior , minor cessat", un evento di maggiore gravità aveva avuto la precedenza. Però , il vero dispiacere, perché colpisce un gran numero di cittadini, è sapere che il "buon Stato" destina agli immigrati una cifra spaventosa, che non sappiamo nemmeno quanto sia; che , se del caso, dice di mandare tot euro e altri aiuti, alla nazione terremotata o alluvionata. E così via. Ora, mi chiedo, come mai non ci sono euro per gli italiani? E come mai, le "celluline grigie ", come le chiama Poirot , non vengono usate per aiutare gli italiani e l'Italia? Un buon padre di famiglia, se del caso, provvede alle necessità dei propri figli e della propria famiglia: poi, se ne avanza, se ha disponibilità e tempo da dedicare ad altri, agli estranei, a quelli "non di casa", farà ciò che potrà. Ma prima , molto prima, devono venire quelli di casa. E' l'abc della vita sociale e familiare. Tu Stato , prima ripari il ponte crollato, fai funzionare la scuola e la metti in sicurezza, provvedi alla sanità tua, poi mandi i farmaci in Africa, Asia o dove ti pare: e ne dai conto, oltretutto. Sennò sei uno Stato disonesto, e come tale , tu che lo amministri, in questo modo, devi essere mandato via. Penso e spero che chi verrà eletto, se potrà governare, lo faccia "cum grano salis" .
Due appunti piccoli : il primo riguarda la delocalizzazione, e in merito vorrei ricordare quando la Philips trasferì dalla Brianza alla Polonia la produzione. Dovrei fare ricerche in merito per ricordare "che cosa si faceva lì", se era solo un deposito o altro. Idem per aziende , tipo Agv, produzione di caschi o altre aziende, di tutti i settori che, gestite da italiani o acquisite da stranieri, in ogni caso se ne sono andate. L'altra cosa è ricordare come Maurizio Blondet, nei giorni forse del 2004 o 2005, ricordava il numero delle mensilità percepite da chi lavora alla Banca d'Italia, e che quando va in trasferta per convegni o lavoro in genere, percepiva, allora, 500 euro di indennità: mi pare si riferisse a una missione negli Usa, dove era prevista una trasferta di tre giorni. Tra le sue osservazioni, mi è rimasta impressa la soluzione per tagliare i costi, dato che sarebbe stato sufficiente una persona , una segretaria e un fax.
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giovedì 22 febbraio 2018
mercoledì 22 febbraio 2017
Non per tutti
Infatti
ci sono sempre idee per gli altri, possibilmente lontani, ma a
memoria mia, memoria che può essere labile, mai per cassaintegrati,
licenziati, falliti, sfrattati, e persone italiane in difficoltà
economiche.
Avete
per caso sentito un giornalista, uno speaker, che vi inviti a versare
una piccola somma, a inviare un sms, perché i lavoratori la cui
fabbrica andrà all'asta per quattro soldi per essere delocalizzata
in un paese straniero, possano attraverso le vostre donazioni
diventarne i proprietari e conservare i posti di lavoro ?
Mai
qualcuno ha chiesto, magari anche in chiesa o in una moschea o
sinagoga o in qualche sala di qualche regno protestante, di essere
generosi così da salvare dalla chiusura i piccoli negozi che
arrancano in quanto le persone sono invitate anche nei tg e nei talk
show a effettuare i propri acquisti nelle città mercato e nei vari
ipermercati?
Forse
che qualcuno in Italia o dall'altra parte del globo si è mai sognato
di raccogliere denaro da inviare a un gruppo di lavoratori italiani
perché questi possano continuare a lavorare l'acciaio, a costruire
bus, a realizzare cucine componibili e arredamenti, a confezionare
vestiti ?
E
allora perché io devo fare una donazione, inviare un sms ?
Perché
ci si disinteressa, volutamente, degli italiani? Perché i media e i
tg in genere, se ne fregano proprio di promuovere iniziative in tal
senso e sono invece in prima fila quando, che so, c'è da far sapere
che il tal giorno ci sarà una fiaccolata e il sabato successivo una
marcia di solidarietà (ma non certo per promuovere qualcosa per gli
italiani)?
Fa o
non fa rabbia? Ma fa anche riflettere che si dà una mano, e pure
soldi, per gli altri, o per altre situazioni e realtà,mentre per
quelli di casa non ci si attiva.
Per
principio, per una regola che mi sono voluto dare, non mi farò più
in quattro per gli altri, mentre inviterò ogni volta che posso a
fare in modo che se ci sono soldi e idee vadano prima per gli
italiani.
Ho
visto troppe volte negare denaro e aiuti agli italiani, ho visto
cercare e trovare le case per gli extracomunitari mentre per i nostri
non c'era niente.
Vi
lascio con una chicca, ma che forse sapete già e poi vi dirò il
perché: qui da noi portano i pranzi anche a casa di extraocmunitari;
all'ora x, di solito mi han detto verso le dodici, arriva una specie
di servizio catering; assai spesso il cibo non è di loro gradimento
e alcune volte è stato visto essere buttato nei cassonetti; per
contro nelle mense caritas, avviene che i vassoi vengano riempiti
all'inverosimile e che poi il cibo non viene mangiato tutto e venga,
quindi sprecato, facendo sì che il numero di coperti sia ridotto. Se
qualcuno non avesse l'occhio più grande della pancia o pensasse
anche agli altri, questo non avverrebbe. Ma chi me lo ha detto,
seppure incazzato, non può farci niente, perché vige il divieto di
commentare, di riferire : tutto va bene madama la marchesa...non sia
mai che …: il motivo, il perché forse già lo sapete, non è
perché ne ho già accennato in passato, seppure velatamente, ma
perché forse anche nelle vostre città, quindi non a Cagliari,
avvengo o sono avvenuti fatti analoghi.
giovedì 26 dicembre 2013
Prima noi
Quante volte abbiamo sentito, pensato o pronunciato quelle due parole, "prima noi"? Cioè, prima gli italiani, quelli che vivono qui, che hanno e vogliono mantenere viva la propria terra.
E per tante volte che abbiamo sentito, pensato o pronunciato quelle due parole, abbiamo dovuto sentire altri che ci tacciavano di razzismo, intolleranza, incomprensione.
Noi , penso, non siamo nè razzisti nè intolleranti: o meglio, non possiamo tollerare che nello stilare una graduatoria per posti di lavoro, per una casa, per progetti da finanziare e via dicendo, vengano inseriti e privilegiati, coloro che non sono nati qui, se pure lavorano qui mandano i soldi all'estero.
Così come abbiamo, assai spesso , a che fare con persone che qui non consumano, cioè non comprano se non l'indispensabile e ,quando comprano qualcosa, di norma è roba del discount o della grande distribuzione.
Ciò che mi viene difficile da accettare è che qualcuno, chissà perchè e per come, ha o avrebbe inserito delle norme che, effettivamente favoriscono, nell'elargire alcuni servizi, extracomunitari e stranieri in genere: in questa maniera , fatto 100, 70 oppure 80 sono per gli italiani, mentre 20 o 30 per chi non lo è.
In questa maniera si riduce, oltretutto, quanto sarebbe fruibile per chi è nato , vive e vuole o vorrebbe vivere qui.
Ma non solo: la cosa che dà fastidio, e l'ho pure come sapete sperimentata direttamente, è che chi in qualche maniera amministra o gestisce fondi (di vario genere e a vario titolo), in qualche maniera favorisce gli stranieri, li commisera, o per dirla più chiaramente li foraggia.
Ora che arriviamo ,qui in Sardegna almeno, a elezioni regionali, voglio vedere se ci sarà qualcuno che avrà la capacità e la forza di favorire i sardi o chi comunque se anche non è nato qui, ci vive e ci vuole vivere.
E non mi riferisco ai soliti che anelano a una, forse anche giusta , indipendenza, ma a chi "leggi alla mano", dice se e cosa si può fare e cosa , seppure desiderato e giusto, non si può.
Spero anch'io che siano finiti i tempi di prese per il naso, di persone che ,dopo che vanno a prendersi diecimila euro al mese, oltre a sparire e a non informare chi li ha eletti, allorchè rilasciano qualche timida intervista, mettono le mani avanti affermando che "i tempi per cambiare la normativa non ci sono" o che "si sono presentate altre priorità" , tipo bilanci e cose simili.
Ecco che di gente così non ce ne facciamo niente.
So bene che si possono adoperare frasi più forti ma sapere che come nazione, comune o regione , stanzi soldi per gli extracomunitari e ti dimentichi di chi è nato e vive qui, ecco che fa rabbia.
E per tante volte che abbiamo sentito, pensato o pronunciato quelle due parole, abbiamo dovuto sentire altri che ci tacciavano di razzismo, intolleranza, incomprensione.
Noi , penso, non siamo nè razzisti nè intolleranti: o meglio, non possiamo tollerare che nello stilare una graduatoria per posti di lavoro, per una casa, per progetti da finanziare e via dicendo, vengano inseriti e privilegiati, coloro che non sono nati qui, se pure lavorano qui mandano i soldi all'estero.
Così come abbiamo, assai spesso , a che fare con persone che qui non consumano, cioè non comprano se non l'indispensabile e ,quando comprano qualcosa, di norma è roba del discount o della grande distribuzione.
Ciò che mi viene difficile da accettare è che qualcuno, chissà perchè e per come, ha o avrebbe inserito delle norme che, effettivamente favoriscono, nell'elargire alcuni servizi, extracomunitari e stranieri in genere: in questa maniera , fatto 100, 70 oppure 80 sono per gli italiani, mentre 20 o 30 per chi non lo è.
In questa maniera si riduce, oltretutto, quanto sarebbe fruibile per chi è nato , vive e vuole o vorrebbe vivere qui.
Ma non solo: la cosa che dà fastidio, e l'ho pure come sapete sperimentata direttamente, è che chi in qualche maniera amministra o gestisce fondi (di vario genere e a vario titolo), in qualche maniera favorisce gli stranieri, li commisera, o per dirla più chiaramente li foraggia.
Ora che arriviamo ,qui in Sardegna almeno, a elezioni regionali, voglio vedere se ci sarà qualcuno che avrà la capacità e la forza di favorire i sardi o chi comunque se anche non è nato qui, ci vive e ci vuole vivere.
E non mi riferisco ai soliti che anelano a una, forse anche giusta , indipendenza, ma a chi "leggi alla mano", dice se e cosa si può fare e cosa , seppure desiderato e giusto, non si può.
Spero anch'io che siano finiti i tempi di prese per il naso, di persone che ,dopo che vanno a prendersi diecimila euro al mese, oltre a sparire e a non informare chi li ha eletti, allorchè rilasciano qualche timida intervista, mettono le mani avanti affermando che "i tempi per cambiare la normativa non ci sono" o che "si sono presentate altre priorità" , tipo bilanci e cose simili.
Ecco che di gente così non ce ne facciamo niente.
So bene che si possono adoperare frasi più forti ma sapere che come nazione, comune o regione , stanzi soldi per gli extracomunitari e ti dimentichi di chi è nato e vive qui, ecco che fa rabbia.
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