giovedì 28 marzo 2019

Migranti. Centro Formazione Linguistico Università Perugia. Tutti dentro.


Prgioni 001

In uno stato altamente burocratizzato nulla può essere pensato o fatto senza un relativa certificazione rilasciata da apposito ente.

Ma ogni certificazione è onerosa. Costano le strutture eroganti come immobili, utenze e luce e telefono, personale in organico e quello fuori organico per sopperire ulteriori necessità. Poi, le consulenze esterne. Per organizzare corsi di lingua servono bene gli insegnanti.

Ma siccome ciò che conta è il certificato, immancabilmente qualcuno pensa ad una procedura semplificata.

Il richiedente paga ed i funzionari della struttura gli certificano ciò che vuole.

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Da questo punto di vista i migranti sono per molti, tanti, troppi, una vera manna dal cielo.

Le pratiche per richiedere la carta di soggiorno impongono, inter alias, il certificato di conoscenza dell’italiano. Fluente.

Ostacolo aggirato con qualche migliaio di euro.

Tutti contenti.

Gli immigrati che non devono fare fatica, funzionari e docenti che non devono fare altro che ripartirsi le mazzette, che si aggiungono ai loro stroboscopici stipendi.

Tanto paga il Contribuente.

Forse che non si voglia essere solidali con i migranti e con quanti amorosamente li accolgono ed accudiscono?

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«La squadra mobile di Modena ha messo nel mirino un sistema che faceva capo a un ‘Centro di Formazione Linguistico’ accreditato presso l’Università per Stranieri di Perugia»

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«A chi doveva sostenere gli esami venivano fornite risposte già compilate o aiuti dalla commissione»

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«Sarebbero 6mila gli stranieri coinvolti tra Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige ed Emilia-Romagna»

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«A fronte di centinaia di euro, richiedevano e ottenevano il certificato ‘CELI’, il certificato di lingua italiana»

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«La polizia di Stato, delegata dal pm Francesca Graziano, ha proceduto a Modena all’esecuzione di un’ordinanza per cinque misure cautelari (un uomo in carcere e quattro ai domiciliari) per corruzione, falsità ideologica, truffa, contraffazione di documenti necessari al fine di determinare il rilascio di carta di soggiorno per lungo periodo ed indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato. Sono 25 gli indagati.»

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Adesso si capisce donde provengono taluni certificati di laurea in scienze giornalistiche, oppure certificazioni di dominio del protoglagolitico, che adornano taluni studi. Ma si capisce anche come abbiano fatto i migranti ad ottenere il certificato sapendo solo balbettare qualche parola di italiano.

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Nota.

L’Università per Stranieri di Perugia si autodefinisce “Ambasciatrice dell’Italia nel Mondo”.

Gram bella figura che ci hanno fatto fare.


Ansa. 2019-03-26. Esami fittizi per permessi di soggiorno a 6mila stranieri

Indagine della mobile a Modena, 5 arresti e 25 persone indagate.

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Esami fittizi sulla conoscenza della lingua italiana per far ottenere il permesso di soggiorno. La polizia di Stato, delegata dal pm Francesca Graziano, ha proceduto a Modena all’esecuzione di un’ordinanza per cinque misure cautelari (un uomo in carcere e quattro ai domiciliari) per corruzione, falsità ideologica, truffa, contraffazione di documenti necessari al fine di determinare il rilascio di carta di soggiorno per lungo periodo ed indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato. Sono 25 gli indagati.

Esami fittizi per permessi soggiorno, 5 arresti

Altro che ius soli e cittadinanze in regalo, in Italia servono regole, controlli e rispetto”, commenta su Twitter il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini.

La squadra mobile di Modena ha messo nel mirino un sistema che faceva capo a un ‘Centro di Formazione Linguistico’ accreditato presso l’Università per Stranieri di Perugia. A chi doveva sostenere gli esami venivano fornite risposte già compilate o aiuti dalla commissione. Sarebbero 6mila gli stranieri coinvolti tra Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige ed Emilia-Romagna. A fronte di centinaia di euro, richiedevano e ottenevano il certificato ‘CELI’, il certificato di lingua italiana.

“È stato smascherato con estrema professionalità, sia della procura della Repubblica che della squadra mobile delegata alle indagini un giro di affari gestito da una coppia di italiani titolare di una società con agenzia in tutta Italia che, con il pretesto di organizzare corsi di lingua necessari per l’ottenimento di permessi di lungo termine con carta di soggiorno, otteneva dai cittadini stranieri esborsi di denaro di gran lunga superiori a quelli dovuti”. Lo dice in una dichiarazione il procuratore capo di Modena, Lucia Musti, commentando l’operazione della Polizia di Stato.

“La Magistratura – continua Musti – conferma il proprio ruolo di intervento, al fine di garantire il rispetto delle regole nelle molteplici procedure richieste per ottenere la regolarizzazione sul territorio nazionale, per garantire che il raggiungimento di uno status sia riconosciuto solo nel rispetto della legge e non costituisca fonte di guadagno per malavitosi”.

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