martedì 19 marzo 2019

Turchia: senza le banche di stato sarebbe proseguita la stretta creditizia. Ecco perché serve la banca pubblica



La crisi dei paesi emergenti ha colpito duramente Turchia ed Argentina, e soprattutto il primo è stato duramente colpito da una riduzione del PIL, come si può vedere:
In trimestrale non è un ritocco di un più o un meno 0,1% qui abbiamo dei numeri ben diversi, molto pesanti Alla base di tutto c’è una crisi congiunta legata all’aumento dei tassi di interesse che ha fatto scoppiare la bolla immobiliare. Questo ha portato ad una stretta monetaria molto forte, esattamente come accadde negli USA nel 1929 o nel 2007. Vediamo come questo problema creditizio è stato  risolto:

L’offerta creditizia turca è tornata a livelli più  che interessanti, ma a cosa è dovuto? Prima di tutti ringraziamo Robin Brooks e IIF per questo ottimo grafico.. L’analisi dei movimenti mostra come il movimento in positivo sia dovuto quasi esclusivamente alle banche pubbliche, sia nei confronti del settore commerciale (colore viola) sia del credito al consumo (colore verde). I settori privati stanno ancora restringendo il credito , che però, a questo punto, viene mantenuto dalle banche pubbliche.
Il fatto che il pubblico possieda delle banche commerciali e che, in momenti di crisi, le possa manovrare in senso pubblicistico e non privatistico, ha proprio questa finalità: fare credito quando le situazioni di burst mettono fuori gioco il sistema creditizio privato. La presenza di un sistema  pubblico funge da ammortizzatore anticiclico impedendo che il burst e la stretta monetaria si combinino e vengano ad agire come un vero e proprio moltiplicatore negativo. Purtroppo questa azione ce la siamo giocata negli anni 90 del secolo scorso, insieme a tante altre cose.
Fabio Lugano

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