Secondo Destatis, l'istituto di Statistica tedesco, a fine 2017 in Germania vivevano 82.741 milioni di persone, delle quali 9.576 milioni erano stranieri e 18.6 milioni di cittadini tedeschi ma con ascendente straniero.
A fronte di 792,131 nascita si aveva 910,902 morti: il saldo è negativo.
Ma questi dati aggregati possono trarre in inganno.
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In Germania il 12.82% della popolazione è nella fascia 0 - 14 anni (5.3 mln e 5.028 mln ).
Nella fascia 65 anni e più confluisce il 22.06% della popolazione.
Nella fascia lavorativa 24 - 65 anni vi sono in totale 44.348 milioni di persone.
Due fatti da evidenziare.
- Il rapporto anziani / giovani è invertito rispetto la norma: i vecchi son quasi due volte i giovani.
- I 9.576 milioni di stranieri sono quasi totalmente nella fascia lavorativa, per cui in essa vi sono 34.772 mln di autoctoni. Il rapporto stranieri / autoctoni è quindi 9.576 / 34.772 = 0.27. Circa un terzo della popolazione attiva è straniero.
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Però il tasso di natalità di 8.6 nascite ogni 1,000 abitanti è retto prevalentemente dalla componente straniera. Se il tasso di fertilità globale si assesta all'1.45, quello relativo alle donne autoctone è inferiore allo 0.8.
Mentre per molti sarebbe facilmente comprensibile che gli autoctoni imponessero agli stranieri residenti di non proliferare, qui stiamo assistendo al fenomeno inverso. Sono gli autoctoni, le persone di etnia tedesca, a rifuggire dalla proliferazione, condannandosi così alla estinzione.
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Tirando le somme per una sintesi, la popolazione tedesca autoctona sta avviandosi alla estinzione: nel volgere di qualche decennio essa sarà più che dimezzata.
Fatto questo bramato e voluto da alcuni, temuto ed avversato da altri.