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martedì 17 settembre 2024

Il piccolo cortile

 Il piccolo cortile indica il luogo che interessa il politico locale, il vile affarista che cerca di fare denaro e aumentare il proprio potere, l'amministratore locale corrotto, tutte persone , ma ce ne sono tante altre, che operano in un terreno ben definito: che si tratti di una città o regione , o che siano all'interno di un ente pubblico, poco importa, dato che il risultato è lo stesso. Ciò vale anche per chi opera nei media, siano questi il web o la tv o la radio o altri ancora: si tratta di reucci, di persone che credono di essere arrivate soltanto perché si sono imposte, ma l'hanno fatto in modo criminale. Perché un tal dei tali che spadroneggia in tv, zittendo gli ospiti non graditi, cioè quelli che devono essere bastonati e derisi , che detta la linea degli argomenti e impedisce ogni contraddittorio, non è da meno, come effetti, di chi intasca mazzette, installa telecamere o autovelox o permette lo scempio del green. Come pure chi ha ceduto non solo la sovranità, stile "vile affarista", ma permette lo sfruttamento delle risorse del sottosuolo a multinazionali , cede sovranità , e non fa gli interessi della propria nazione. Ma a costoro, ai delinquenti intendo, interessa solo e soltanto coltivare il proprio orticello, mantenendo lo status quo. Provate a chiedere a uno di questi tizi se si può riprendere a battere moneta, evitando le aste dei btp che sono truccate per farci affogare; provate a domandare se e quando si possono avere i doppi binari nelle linee ferroviarie o se possiamo coltivare ciò che ci serve e ci piace,  o se possiamo riavere una fabbrica d'auto italiana. E le cose da chiedere e su cui interrogarsi possono essere ancora tante, come l'accesso al credito o come fronteggiare i debiti verso lo stato esattore. Fate vobis. 

venerdì 18 gennaio 2019

Il nuovo trattato franco-tedesco sarà firmato il 22 gennaio. L’asservimento dell’Italia. (di questo nei media non se ne parla)

Apparentemente  sembra un progetto perdente: la UE cade a pezzi, la Brexit, la Francia  in insurrezione,  il gruppo di Visegrad,  gli economisti di Berlino  che parlano di una uscita dall’euro… Ma non è affatto detto  che non  basti (e avanzi) per  inserire l’Italia come terra subalterna e paese di spoliazione nel Progetto di metamorfosi dell’UE  che rapidissimamente stanno concludendo Macron  e Angela Merkel, e che firmeranno già il 22 gennaio:  il Trattato Franco-Tedesco di  Aix-La –Chapelle.
Questo trattato è, né più né meno, la  “fusione” dei due paesi e prime economie della UE in un blocco unito. Sancisce la convergenza di Francia e Germania in “politica estera, difesa, sicurezza interna ed estera, diplomazia,  giustizia, polizia,   politica energetica, ricerca, persino esportazione  di armamenti”.
Il testo del Trattato  è stato pubblicato da La Tribune.   Consta di 28 articoli. Vi  delinea la  creazione di un “Consiglio dei ministri franco-tedeschi”, “ di un consiglio franco-tedesco di difesa e sicurezza”,   di un “Consiglio franco-tedesco di  esperti economici”   che concordano “una unità comune in vista di operazioni in paesi terzi” .
“Un membro del governo di uno dei due stati prende parte, almeno una volta a trimestre e in alternanza, ai consigli dei ministri dell’altro stato”.

venerdì 5 febbraio 2016

Per caso, a Piazza pulita, vedo Salvini e ...poi cambio canale

Mi è dispiaciuto molto vedere Salvini in tv e che , nella fossa dei leoni, non dà la stoccata a Formigli: infatti alla domanda sui migranti, o immigrati, Salvini afferma che non è vero questi servono, all'Italia, perché gli italiani non vogliono più svolgere lavori pesanti, e che anzi se ci fosse richiesta di lavoro i nostri giovani si fionderebbero, ma non certo per 3 euro all'ora. 
Allora perché ho cambiato canale? Perché mi sarei aspettato che Salvini, con la dovuta calma che talvolta lo contraddistingue, sciorinasse qualche informazione suffragata da numeri , e che dimostrasse che queste persone immigrate, clandestine o meno, non è vero che pagano le pensioni ai nostri vecchi, non è vero che sono consumatori e integrati (se consumano, comprano nei discount di proprietà per lo più straniera e con prodotti che abbassano il livello qualitativo ed è spesso dimostrato che l'uso e il consumo di questi nuoce alla salute; non si integrano perché il nostro tessuto commerciale vero e proprio è fondato sui negozi al dettaglio di piccole e medie dimensioni, e che l'ipermercato o il centro commerciale o la città mercato ci sono stati imposti, ed è ora di fare retromarcia...se l'Europa ce lo consente!) . 
Sul discorso delle pensioni ci sarebbe da dire che è come per gli statali o i dipendenti privati: sono soldi che non ti vengono dati e poi tu li versi, ma è qualcuno che li versa, o dovrebbe versare per te. Non è ricchezza che tu crei con il tuo lavoro, seppure con i dovuti distinguo si scopre che in altre realtà spesso osannate, sei tu che devi metterti da parte i soldi che poi ti serviranno quando non lavori più: al contrario io difendo ,in parte, lo stato sociale così come era stato previsto dal 46 in poi, cioè come in costituzione dove paghi le tasse in proporzione e dove lo Stato ti aiuta se sei in difficoltà (si spera non mantenendoti in vita e in una situazione precaria, ma facendo sì che ti affranchi dalla povertà e dal disagio).
Ecco che avrei gradito una risposta precisa e articolata, oltre che convincente: so bene che per ogni spunto ,dalla pensione al lavoro, dagli sbarchi ai muri, c'è molto da dire e da aggiungere, dato che si creano filoni e rivoli e si rischia di perdersi in ragionamenti che necessitano ,a mio parere, di uno schema e di eventuali rimandi: diversamente non si capisce più un tubo.
Tutta la storia dell'immigrazione si intreccia, ad esempio sulla sovranità territoriale e monetaria, sulla nostra appartenenza alla Nato e sulle basi di nazioni estere ubicate nella penisola: è logico che ,come dicevo poco sopra, c'è il rischio di impantanarsi in ragionamenti e conclusioni che è difficile poi ricucire.
Un peccato .

giovedì 21 novembre 2013

Sabato 23 novembre a Bologna

Bologna, 23 novembre. Debito, crisi indotta, sovranità. Cause e via d'uscita. Le ragioni di "Indipendenza" - c/o il Ristorante Lacapagira via della Grada 6/B, Bologna Centro, dalle ore 14,30

Qui l'evento su facebook: https://www.facebook.com/events/213201098862694/
Qui sul forum di "Indipendenza": http://indipendenza.lightbb.com/t1148-bologna-23-novembre-debito-crisi-indotta-sovranita

Partecipa e divulga.

mercoledì 8 agosto 2012

Per entrare in Europa abbiamo "violato la costituzione". Ecco perchè la Corte Costituzionale tace

 In alcuni recenti interventi (ndr: "Uscire dall'Europa si può" e "Euro, lasciate ogni speranza o voi che entrate"), mi sono chiesto se uscire dall’Euro e dall’Europa fosse davvero impossibile. Uscire è possibile, ne ho concluso. Ma, rispondendo a quest’ultima domanda, un’altra ne è immediatamente seguita: ed entrarne? Come siamo entrati in Europa e, soprattutto, era possibile entrarvi nel modo in cui lo abbiamo fatto?