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giovedì 14 giugno 2018
O ci è o ci fa
Che ci siano giornalisti che, di fatto, sono degli speaker, lo si sapeva: quando vedevi , in tv, il giornalista noto che legge le notizie, ma che non le commenta, le dà come assodate e senza che si possano né si debbano discutere, qualcosa già non torna. E quando dal video si finisce nella carta stampata oppure in rete, hai la conferma: quello è un servo non è un giornalista, perché se lo fosse si porrebbe domande, seguirebbe con "te" , con noi, un ragionamento, spiegherebbe come è giunto a dire a sostenere qualcosa. Mettiamo adesso il caso del limite dell'uso del denaro contante, e su Sussidiario.net leggo che questo Sergio Luciano, che fino ad oggi non conoscevo nemmeno di nome, nel suo articolo
venerdì 25 maggio 2018
Possibile che nessuno reagisca?
Me lo chiedo quando sento leggere o ripetere a memoria articoli della costituzione: e mi domando dove sono finiti tutti i famosi esperti della costituzione, i costituzionalisti*, a spiegare come dovrebbero essere le cose. Nessuno, per timore forse di essere accusato di lesa maestà, che si permette di mettere in discussione le dichiarazioni del presidente. Ma, appunto, la cosa che mi ha dato fastidio è il comportamento dei media: in primis quelli che ,almeno a parole, hanno appoggiato il CDX durante le elezioni, quelli che riportavano gli annunci degli sbarchi, che ci facevano sapere che i migranti vivevano negli hotel, che picchiavano i capotreno ...ecco ci siamo capiti di chi stiamo parlando? Siccome queste erano anche battaglie della Lega, allora andava tutto bene. Poi sono venute fuori la storia di Silvio , sempre in mezzo come il prezzemolo, e questo tira e molla di Mattarella. In ogni caso le cose sono state gestite dai media berlusconiani in modo da continuare ad attaccare la Lega, o meglio Salvini: quest'ultimo anche durante la campagna elettorale è stato attaccato, sopratutto dal Giornale e da Libero, nella fattispecie da Sallusti e Feltri, sperando che ridicolizzandolo non ottenesse voti e che anzi, perdesse così in un solo colpo elezioni e segreteria. Del resto è una persona, Salvini, che se avesse perso le elezioni avrebbe di sua
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venerdì 5 febbraio 2016
Per caso, a Piazza pulita, vedo Salvini e ...poi cambio canale
Mi è dispiaciuto molto vedere Salvini in tv e che , nella fossa dei leoni, non dà la stoccata a Formigli: infatti alla domanda sui migranti, o immigrati, Salvini afferma che non è vero questi servono, all'Italia, perché gli italiani non vogliono più svolgere lavori pesanti, e che anzi se ci fosse richiesta di lavoro i nostri giovani si fionderebbero, ma non certo per 3 euro all'ora.
Allora perché ho cambiato canale? Perché mi sarei aspettato che Salvini, con la dovuta calma che talvolta lo contraddistingue, sciorinasse qualche informazione suffragata da numeri , e che dimostrasse che queste persone immigrate, clandestine o meno, non è vero che pagano le pensioni ai nostri vecchi, non è vero che sono consumatori e integrati (se consumano, comprano nei discount di proprietà per lo più straniera e con prodotti che abbassano il livello qualitativo ed è spesso dimostrato che l'uso e il consumo di questi nuoce alla salute; non si integrano perché il nostro tessuto commerciale vero e proprio è fondato sui negozi al dettaglio di piccole e medie dimensioni, e che l'ipermercato o il centro commerciale o la città mercato ci sono stati imposti, ed è ora di fare retromarcia...se l'Europa ce lo consente!) .
Sul discorso delle pensioni ci sarebbe da dire che è come per gli statali o i dipendenti privati: sono soldi che non ti vengono dati e poi tu li versi, ma è qualcuno che li versa, o dovrebbe versare per te. Non è ricchezza che tu crei con il tuo lavoro, seppure con i dovuti distinguo si scopre che in altre realtà spesso osannate, sei tu che devi metterti da parte i soldi che poi ti serviranno quando non lavori più: al contrario io difendo ,in parte, lo stato sociale così come era stato previsto dal 46 in poi, cioè come in costituzione dove paghi le tasse in proporzione e dove lo Stato ti aiuta se sei in difficoltà (si spera non mantenendoti in vita e in una situazione precaria, ma facendo sì che ti affranchi dalla povertà e dal disagio).
Ecco che avrei gradito una risposta precisa e articolata, oltre che convincente: so bene che per ogni spunto ,dalla pensione al lavoro, dagli sbarchi ai muri, c'è molto da dire e da aggiungere, dato che si creano filoni e rivoli e si rischia di perdersi in ragionamenti che necessitano ,a mio parere, di uno schema e di eventuali rimandi: diversamente non si capisce più un tubo.
Tutta la storia dell'immigrazione si intreccia, ad esempio sulla sovranità territoriale e monetaria, sulla nostra appartenenza alla Nato e sulle basi di nazioni estere ubicate nella penisola: è logico che ,come dicevo poco sopra, c'è il rischio di impantanarsi in ragionamenti e conclusioni che è difficile poi ricucire.
Un peccato .
Allora perché ho cambiato canale? Perché mi sarei aspettato che Salvini, con la dovuta calma che talvolta lo contraddistingue, sciorinasse qualche informazione suffragata da numeri , e che dimostrasse che queste persone immigrate, clandestine o meno, non è vero che pagano le pensioni ai nostri vecchi, non è vero che sono consumatori e integrati (se consumano, comprano nei discount di proprietà per lo più straniera e con prodotti che abbassano il livello qualitativo ed è spesso dimostrato che l'uso e il consumo di questi nuoce alla salute; non si integrano perché il nostro tessuto commerciale vero e proprio è fondato sui negozi al dettaglio di piccole e medie dimensioni, e che l'ipermercato o il centro commerciale o la città mercato ci sono stati imposti, ed è ora di fare retromarcia...se l'Europa ce lo consente!) .
Sul discorso delle pensioni ci sarebbe da dire che è come per gli statali o i dipendenti privati: sono soldi che non ti vengono dati e poi tu li versi, ma è qualcuno che li versa, o dovrebbe versare per te. Non è ricchezza che tu crei con il tuo lavoro, seppure con i dovuti distinguo si scopre che in altre realtà spesso osannate, sei tu che devi metterti da parte i soldi che poi ti serviranno quando non lavori più: al contrario io difendo ,in parte, lo stato sociale così come era stato previsto dal 46 in poi, cioè come in costituzione dove paghi le tasse in proporzione e dove lo Stato ti aiuta se sei in difficoltà (si spera non mantenendoti in vita e in una situazione precaria, ma facendo sì che ti affranchi dalla povertà e dal disagio).
Ecco che avrei gradito una risposta precisa e articolata, oltre che convincente: so bene che per ogni spunto ,dalla pensione al lavoro, dagli sbarchi ai muri, c'è molto da dire e da aggiungere, dato che si creano filoni e rivoli e si rischia di perdersi in ragionamenti che necessitano ,a mio parere, di uno schema e di eventuali rimandi: diversamente non si capisce più un tubo.
Tutta la storia dell'immigrazione si intreccia, ad esempio sulla sovranità territoriale e monetaria, sulla nostra appartenenza alla Nato e sulle basi di nazioni estere ubicate nella penisola: è logico che ,come dicevo poco sopra, c'è il rischio di impantanarsi in ragionamenti e conclusioni che è difficile poi ricucire.
Un peccato .
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