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lunedì 13 novembre 2017
Rivalutazione
Ho postato, perché lo ritenevo e ritengo interessante, un post di Paolo Barnard e, nel frattempo, forse il giorno stesso o il giorno seguente, cioè domenica, ho visto su rischiocalcolato.it pubblicare il proseguo di un post inerente,sempre l'AI. Ho pensato di girare a Paolo Barnard l'informazione, cosa che non avevo fatto, invece, quando Report la settimana passata aveva toccato l'argomento: nella mia mail facevo presente che nei post la posizione sull'AI era differente dalla sua e, ma questo non l'ho scritto, ipotizzavo che lui potesse in qualche modo inserirsi nella discussione, dato che rischiocalcolato e comedonchisciotte (dove hanno pubblicato, seppure dopo di me il post ) sono siti abbastanza seguiti. Invece il buon Paolo, ha detto che non gliene importa. Un peccato, dal mio punto di vista, ma proprio questa sua risposta, in verità due risposte perché gli ho inviato due mail, ha risvegliato in me le parole di alcune persone che , da tempo, mi invitavano a ripensare, ad azzerare, a considerarmi migliore di come mi considerano gli altri e sopratutto me stesso. Sei capace, mi scriveva un'amica quando ,ancora avevo il sito appoggiato su leonardo.it, di analizzare per bene i fatti, a capire i concetti, a sviluppare un ragionamento: fallo tu, mi diceva, invece di postare i post altrui. Del resto in pochi si ricordano,non di farmi gli auguri per il compleanno, ma neanche quelli di buon anno o buon natale, né si sono degnati di solidarizzare, intendo i "pezzi grossi" i cui post riprendevo e diffondevo, con me circa il fallimento e la mia battaglia. Per cui, d'ora in avanti, riprenderò al massimo articoli dal quotidiano locale, unionesarda.it, e per temi che riterrò logicamente interessanti o come spunto. Ma non posterò più quelli di altri blogger o siti , del resto non me lo hanno mai chiesto , è stata una mia iniziativa, per cui loro non mi devono nulla: ma siccome ,erroneamente, ho pensato, fino a 5 minuti fa, che ci potesse essere un interesse comune, me le sono cantato e suonato da solo. Il tempo delle illusioni che ci potessero essere delle battaglie comuni, è finito. Da oggi, salvo ripensamenti da parte mia, posterò solo farina del mio sacco, sperando che non sia crusca.
venerdì 5 febbraio 2016
Per caso, a Piazza pulita, vedo Salvini e ...poi cambio canale
Mi è dispiaciuto molto vedere Salvini in tv e che , nella fossa dei leoni, non dà la stoccata a Formigli: infatti alla domanda sui migranti, o immigrati, Salvini afferma che non è vero questi servono, all'Italia, perché gli italiani non vogliono più svolgere lavori pesanti, e che anzi se ci fosse richiesta di lavoro i nostri giovani si fionderebbero, ma non certo per 3 euro all'ora.
Allora perché ho cambiato canale? Perché mi sarei aspettato che Salvini, con la dovuta calma che talvolta lo contraddistingue, sciorinasse qualche informazione suffragata da numeri , e che dimostrasse che queste persone immigrate, clandestine o meno, non è vero che pagano le pensioni ai nostri vecchi, non è vero che sono consumatori e integrati (se consumano, comprano nei discount di proprietà per lo più straniera e con prodotti che abbassano il livello qualitativo ed è spesso dimostrato che l'uso e il consumo di questi nuoce alla salute; non si integrano perché il nostro tessuto commerciale vero e proprio è fondato sui negozi al dettaglio di piccole e medie dimensioni, e che l'ipermercato o il centro commerciale o la città mercato ci sono stati imposti, ed è ora di fare retromarcia...se l'Europa ce lo consente!) .
Sul discorso delle pensioni ci sarebbe da dire che è come per gli statali o i dipendenti privati: sono soldi che non ti vengono dati e poi tu li versi, ma è qualcuno che li versa, o dovrebbe versare per te. Non è ricchezza che tu crei con il tuo lavoro, seppure con i dovuti distinguo si scopre che in altre realtà spesso osannate, sei tu che devi metterti da parte i soldi che poi ti serviranno quando non lavori più: al contrario io difendo ,in parte, lo stato sociale così come era stato previsto dal 46 in poi, cioè come in costituzione dove paghi le tasse in proporzione e dove lo Stato ti aiuta se sei in difficoltà (si spera non mantenendoti in vita e in una situazione precaria, ma facendo sì che ti affranchi dalla povertà e dal disagio).
Ecco che avrei gradito una risposta precisa e articolata, oltre che convincente: so bene che per ogni spunto ,dalla pensione al lavoro, dagli sbarchi ai muri, c'è molto da dire e da aggiungere, dato che si creano filoni e rivoli e si rischia di perdersi in ragionamenti che necessitano ,a mio parere, di uno schema e di eventuali rimandi: diversamente non si capisce più un tubo.
Tutta la storia dell'immigrazione si intreccia, ad esempio sulla sovranità territoriale e monetaria, sulla nostra appartenenza alla Nato e sulle basi di nazioni estere ubicate nella penisola: è logico che ,come dicevo poco sopra, c'è il rischio di impantanarsi in ragionamenti e conclusioni che è difficile poi ricucire.
Un peccato .
Allora perché ho cambiato canale? Perché mi sarei aspettato che Salvini, con la dovuta calma che talvolta lo contraddistingue, sciorinasse qualche informazione suffragata da numeri , e che dimostrasse che queste persone immigrate, clandestine o meno, non è vero che pagano le pensioni ai nostri vecchi, non è vero che sono consumatori e integrati (se consumano, comprano nei discount di proprietà per lo più straniera e con prodotti che abbassano il livello qualitativo ed è spesso dimostrato che l'uso e il consumo di questi nuoce alla salute; non si integrano perché il nostro tessuto commerciale vero e proprio è fondato sui negozi al dettaglio di piccole e medie dimensioni, e che l'ipermercato o il centro commerciale o la città mercato ci sono stati imposti, ed è ora di fare retromarcia...se l'Europa ce lo consente!) .
Sul discorso delle pensioni ci sarebbe da dire che è come per gli statali o i dipendenti privati: sono soldi che non ti vengono dati e poi tu li versi, ma è qualcuno che li versa, o dovrebbe versare per te. Non è ricchezza che tu crei con il tuo lavoro, seppure con i dovuti distinguo si scopre che in altre realtà spesso osannate, sei tu che devi metterti da parte i soldi che poi ti serviranno quando non lavori più: al contrario io difendo ,in parte, lo stato sociale così come era stato previsto dal 46 in poi, cioè come in costituzione dove paghi le tasse in proporzione e dove lo Stato ti aiuta se sei in difficoltà (si spera non mantenendoti in vita e in una situazione precaria, ma facendo sì che ti affranchi dalla povertà e dal disagio).
Ecco che avrei gradito una risposta precisa e articolata, oltre che convincente: so bene che per ogni spunto ,dalla pensione al lavoro, dagli sbarchi ai muri, c'è molto da dire e da aggiungere, dato che si creano filoni e rivoli e si rischia di perdersi in ragionamenti che necessitano ,a mio parere, di uno schema e di eventuali rimandi: diversamente non si capisce più un tubo.
Tutta la storia dell'immigrazione si intreccia, ad esempio sulla sovranità territoriale e monetaria, sulla nostra appartenenza alla Nato e sulle basi di nazioni estere ubicate nella penisola: è logico che ,come dicevo poco sopra, c'è il rischio di impantanarsi in ragionamenti e conclusioni che è difficile poi ricucire.
Un peccato .
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