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venerdì 4 maggio 2018

LA BALLA CHE L’ITALIA PERDE POPOLAZIONE: SI, MA SOLO A CAUSA DELL’AUSTERITÀ.

La fake news che l’Italia perde popolazione: si, ma SOLO a causa dell’austerità. Il piano della Germania per massacrare demograficamente l’Italia (scandaloso)

Sarò telegrafico: abbiamo visto negli scorsi giorni, nessuno escluso, tutti i media italiani mainstreamaffermare che la popolazione italiana residente sta scendendo e quindi ci saranno enormi problemi in futuro. Ovvero, servono migranti.
FALSITA’, si è evidenziata solo una parte della verità per NON FARVI CAPIRE VERAMENTE COME STANNO LE COSE. Di seguito vi spiego perchè.
In breve, l’Italia tra l’inizio dell’era euro (2000) e il 2012 vedeva una popolazione che saliva, l’economia tirava, il posto è innegabilmente bello: risultato, molta gente tornava, anche emigrati italiani ed i residenti salivano in modo sostanziale. Successe anche a me: studiavo nel mondo anglosassone e dovevo decidere se continuare con un Ph.D – avevo un’offerta incondizionata da una prestigiosa università – o tornare. Il mio professore, un luminare e didatticamente il più importante del mondo nel settore specifico (ho avuto anche l’onore di ottenere il premio come studente di master che porta il suo nome, ndr) mi disse che qualsiasi cosa facessi sarebbe andata bene in quanto l’Italia nel settore aveva ottime aziende, poteva competere e non aveva paura di nessuno. Era l’epoca della rombante Montedison, prima del golpe di Tangentopoli. Fa sorridere che le stesse precise aziende che il mio stimato professore mi indicò come riferimenti mondiali furono poi le stesse sotto attacco degli stranieri, per comprarsele a basso prezzo solo pochi anni dopo (ai tempi tornavano gli italiani sui cui si erano investiti dei soldi, altro che far arrivare i migranti senza arte nè parte come oggi, ndr).
Viceversa la Germania soffriva, e molto. Scrissi un articolo nel 2013 che ancora oggi è illuminante sui danni fatti da Mario  Monti (pagherà per questo, ne sono certo, date tempo al tempo per la nemesi), vedasi LINK https://scenarieconomici.it/diciamola-tutta-mario-monti-ha-fatto-un-disastro-ecco-perche/ per l’articolo che penso abbia avuto con tutti i rilanci mi dicono oltre 100’000 visite negli anni. Ossia vedete un pò il grafico che veniva riportato:
Dunque capite, ai tempi (2012, da almeno 10 anni) la Germania vedeva la popolazione scendere, l’Italia invece la vedeva salire e anche di molto senza per altro alcun contributo sostanziale degli immigrati, c’era ancora Gheddadi a preservare le nostre coste. Durò fino a Mario Monti. Poi iniziò la vera crisi italiana (pilotata dall’EU), pensate che la crisi sugli NPL/crediti bancari deteriorati che vediamo oggi è una diretta conseguenza dell’austerity che Monti inaugurò, inutile ed anzi nefasta (il professore si prefiggeva di “distruggere la domanda interna italiana“; scrivemmo sulle conseguenze, avevamo ragione, vedasi LINK).
Se allarghiamo il grafico analizziamo anche quello che è poi successo dopo il 2012/13 in termini demografici, fino ai nostri giorni. In breve, a seguito della crisi economica inaugurata da Monti in Italia c’è stata una salita della popolazione SOLO grazie agli immigrati di colore extraeuropei, quelli che portano poco e consumano invece risorse locali per intendersi (welfare, accoglienza ecc.). Viceversa, non c’è scritto ma lo potete trovare in una semplice ricerca in internet, gli italiani residenti se ne sono progressivamente andati, emigrando causa crisi.
Ma la cosa impressionante è che a fronte della crisi del 2011 battezzata da Monti la popolazione tedesca prima in forte decrescita è iniziata a salire. Faccio notare che i migranti siriani in Germania sono arrivati solo dal 2015.
Or dunque, ecco dimostrata da un lato la fake news dei media mainstream italiani (verità selettiva ed incompleta, venduti agli stranieri, infatti di norma sono effettivamente detenuti da stranieri – ad es. vedasi la proprietà di Repubblica, Corriere, La Stampa di De Benedetti/Elkann, o da gente che vive di export, ad es. il Sole 24 Ore): in breve l’Italia senza l’austerità euroimposta avrebbe avuto una salita della popolazione come aveva prima del 2012 e non una decrescita, ovvero il trend di decrescita dei residenti è facilmente invertibile riportando gli italiani in patria, basta solo eliminare l’austerità che sta uccidendo l’Italia per nome e per conto dell’EU che la vuole conquistare a basso costo (a seguito dell’attacco all’alleato storico dell’Italia post WWII, gli USA; attacco ad oggi in corso da parte dei poteri coloniali tradizionali, ndr). Ossia basta uscire dall’euro.
Dall’altro, vediamo che la Germania si sta approfittando dei disastri italiani che lei stessa ha contribuito a creare non solo a livello economico ma anche a livello demografico. Ecco perchè io che sono emigrato – dopo essere ritornato in Italia negli anni ’90 – me ne guardo bene dall’andare a risiedere in Francia e Germania, non avranno il mio lavoro ed i miei investimenti questo è certo (anche perchè, la storia insegna, è impossibile per un non tedesco fare fortuna in Germania, discorso parzialmente valido anche in Francia – trovate tra i grandi miliardari di Germania uno con cognome straniero se siete capaci -; e se ci riesci rischi comunque di fare la fine degli ebrei, ndr).
Or dunque, occhio alle fake news anche demografiche: vi stanno prendendo per il culo cari miei. Ed attenzione che sta arrivando la patromonialona con cui gli EUropei vi porteranno via anche i soldi che intendevate lasciare ai vostri figli. Triumvirato Cassese/Capaldo/Amato docet.
Ripeto lo stesso messaggio di sempre ai giovani italiani capaci e preparati: emigrate, non state in Italia. Vi consiglio vivamente però di evitare accuratamente Germania e Francia, là rischierete di essere usati alla stregua di spaghetti e mandolino. Meglio il mondo anglosassone o la Svizzera, almeno là avrete un’opportunità.
MD
https://scenarieconomici.it/fake-news-demograzia-italia-germania/


martedì 27 marzo 2018

Solo un’élite illuminata ha il diritto di governare il popolo



  

Sarkozy e la Hathor Pentalpha, superloggia del terrorismo

La lapidazione pubblica di un politico di rango non ha mai un’unica paternità: di solito sono tante le nubi che, a un certo punto, si trasformano in tempesta. E per un ex presidente della Francia, cioè di una delle cinque potenze atomiche con diritto di veto al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, il solo fatto di essere trattenuto in stato di fermo in una stazione di polizia, alla stregua di un criminale comune, costituisce l’atto d’inizio – il più eclatante – di una vera e propria demolizione a reti unificate. I giornali parlano di vendetta a distanza da parte degli ex fedelissimi di Gheddafi: prima di essere assassinato “su ordine dei servizi francesi”, il raiss di Tripoli avrebbe finanziato sottobanco, in modo cospicuo, la campagna elettorale di Sarkozy per le presidenziali del 2007 (in cambio di cosa?). 

Gli italiani ricordano ancora l’irridente impudenza con cui l’allora capo dell’Eliseo, insieme ad Angela Merkel, seppellì in mondovisione il moribondo Berlusconi, incalzato da mille inchieste e travolto dallo scandalo delle “olgettine”. Un sinistro preludio, per l’Italia, all’austerity di lì a poco imposta con il diktat della Bce firmato Draghi e Trichet, corroborato dal crollo delle azioni Mediaset e dall’esplosione pilotata dallo spread. «Gli italiani sono dei bambinoni deficienti, non si sono nemmeno accorti che siamo stati noi a inviargli il “fratello” Mario Monti, il nostro uomo», con l’incarico di sabotare l’economia del Belpaese, precipitandolo nel baratro della crisi: legge Fornero, pareggio di bilancio in Costituzione.

Lo dicono, nell’appendice del bestseller “Massoni” (edito da Chiarelettere a fine 2014), quattro pesi massimi della supermassoneria internazionale, protetti dall’anonimato ma «pronti a manifestarsi, nel caso qualcuno ne contestasse le affermazioni». Non ce n’è stato bisogno: Monti, Napolitano e gli altri si sono ben guardati dal chiedere all’autore del saggio, Gioele Magaldi, di rendere pubblica l’identità di quei quattro “vecchi saggi” del massimo potere in vena di rivelazioni. Accanto a un mediorientale e a un asiatico, a parlare sono uno statunitense (che ricorda da vicino lo stratega Zbigniew Brzezinski, da poco scomparso) e un francese, il cui identikit di eminenza grigia potrebbe benissimo corrispondere a quello di Jacques Attali, già plenipotenziario di Mitterrand e poi “padrino” e king-maker di Emmanuel Macron. 
 
La tesi del libro, assolutamente dirompente, è stata oscurata dai media mainstream: da decenni, il mondo sarebbe nelle mani di 36 Ur-Lodges, potentissime superlogge massoniche sovranazionali. Dopo l’iniziale dominio delle organizzazioni di ispirazione progressista, dall’era Roosevelt fino ai Kennedy, il potere sarebbe passato all’ala neo-conservatrice (Kissinger, Rockefeller, Rothschild) dopo il duplice omicidio di Bob Kennedy e del “fratello” Martin Luther King.

A seguire: una guerra segreta senza risparmio di colpi – da un lato il Cile del massone Pinochet e la Grecia dei colonnelli, ma anche i ripetuti tentativi di golpe in Italia con la complicità della P2 di Gelli, e dall’altro la Rivoluzione dei Garofani in Portogallo scattata non a caso il 25 aprile (del ‘74). Poi, lo sciagurato patto “United Freemansons for Globalization” per spartirsi la torta mondiale sdoganando il neoliberismo. Con in più una scheggia impazzita: la Ur-Lodge “Hathor Pentalpha”, nella quale – secondo Magaldi – figura anche il nome di Sarkozy, accanto a quelli del turco Erdogan, protagonista degli odierni orrori in Medio Oriente, e del britannico Tony Blair, l’indimenticato inventore delle inesistenti “armi di distruzone di massa” di Saddam Hussein, ovvero “la madre di tutte le fake news”. 

Saddam e la guerra in Iraq, cioè Bush junior, dopo la prima Guerra del Golfo scatenata da Bush senior. Il Rubicone è stato varcato con l’opaco, devastante maxi-attentato dell’11 Settembre (e la conseguente invasione dell’Afghanistan, seguita dalle guerre in Iraq e in Libia, dalla “primavera araba”, dall’atroce conflitto in Siria). 

Terrorismo “false flag”, sotto falsa bandiera – da Al-Qaeda all’Isis – secondo un copione basato sulla più accurata disinformazione, fotografato alla perfezione dall’immagine di Colin Powell che, alle Nazioni Unite, agita una prova falsa come la celebre “fialetta di antrace” per raccontare che il regime di Baghdad sarebbe stato pronto a sterminare l’umanità. Non fu solo una drammatica sterzata politica imposta dai “neocon” Usa, sostiene Magaldi: la strategia della tensione internazionale, che produce guerre in Medio Oriente e leggi speciali negli Usa e in Europa per rispondere agli attentati “islamici”, corrisponde alla sanguinosa strategia della “Hathor Pentalpha”, la «loggia del sangue e della vendetta» creata da Bush (padre) dopo la bruciante sconfitta alle primarie repubblicane inflittagli nel 1980 da Ronald Reagan. 

In questo modo, Magaldi spiega anche i due attentati simmetrici che seguirono, nel 1981: qualcuno sparò a Reagan il 30 marzo, e – per rappresaglia – i sostenitori occulti di Reagan armarono la mano di Ali Agca, che il 13 maggio sparò a Papa Wojtyla, eletto al soglio pontificio con il determinante appoggio di Brzezinski, allora vicino a Bush. Due minacciosi avvertimenti, con firme opposte ma identico stile: né a Washington né a Roma si sparò per uccidere.

Fantapolitica? Ne ha tutta l’aria: a patto di rassegnarsi all’idea che sia proprio la geopolitica a esser diventata “fanta”, rendendo possibile l’impensabile. «Dispongo di 6.000 pagine di documenti che comprovano quanto affermato nel mio libro», ribadisce Magaldi, a scanso di equivoci. Il problema? Nessuno, finora, gliene ha chiesto conto: meglio la congiura del silenzio, di fronte a pagine così sconcertanti e imbarazzanti. Le grandi scelte strategiche del pianeta – sottolinea l’autore – sono state messe a punto negli ultimi 30-40 anni da superlogge storicamente neo-aristocratiche come la “Three Eyes” e la “Compass Star-Rose”, insieme alla “Edmund Burke”, alla “Leviathan”, alla “White Eagle”. Sono loro a dominare ministeri, banche, università, istituzioni internazionali finanziarie “paramassoniche” come il Fmi e la Bce. Obiettivo: sdradicare Keynes dalla politica economica dell’Occidente: via il welfare e i diritti del lavoro, guerra alla sinistra sindacale, demonizzazione del debito pubblico, privatizzazione universale, fine dello Stato sociale come garante del benessere diffuso. Svuotare la democrazia, per restituire il potere all’oligarchia – finanza, industria, multinazionali – secondo un modello neo-feudale: solo un’élite “illuminata” ha il diritto di governare il popolo. E la tenebrosa “Hathor Pentalpha”?
 
«Semplicemente, la “Hathor” ha ritenuto che tutto questo non bastasse. Non era sufficiente il lavoro della Trilaterale, del Bilderberg, del Council on Foreign Relations: il nuovo ordine antidemocratico (come già in Italia durante gli anni di piombo, ma stavolta su scala mondiale) andava imposto con il terrorismo, a partire proprio dall’11 Settembre». Specchietto per le allodole, il saudita Osama Bin Laden reclutato dalla Cia in Afghanistan negli anni ‘70, in funzione anti-sovietica. «Bin Laden fu iniziato alla “Three Eyes”: me lo confidò proprio l’uomo che lo affilò, Brzezinski». Lo stesso Brzezinski, aggiunge Magaldi, rimase deluso dalla scelta di Bin Laden di passare poi alla “Hathor Pentalpha”, la superloggia dei Bush. Simboli eloquenti: Hathor è uno dei nomi della dea egizia Iside, cara ai massoni, e il suo nome in inglese è, appunto, Isis. 

«Anche l’uomo che si fa chiamare Abu Bakr Al-Baghdadi, stranamente rilasciato nel 2009 dal campo di prigionia iracheno nel quale era detenuto, è stato affiliato alla “Hathor Pentalpha”». Al-Baghdadi, il presunto capo del sedicente Isis: organizzazione terroristica che, quando ha perso terreno in Siria sotto il colpi dell’offensiva militare russa, ha cominciato a colpire l’Europa. Charlie Hebdo e Bataclan, Bruxelles, la strage di Nizza. «Tutti attentati spaventosamente stragistici, “firmati” con una simbologia nacosta e nient’affatto islamica, ma saldamente ancorata alle date-simbolo del martirio dei Templari nel 1300». 

Ne parla nel saggio “Dalla massoneria al terrrorismo” (Revoluzione) l’esperto simbologo Gianfranco Carpeoro, massone come Magaldi, altrettanto critico rispetto al potente mileu “latomistico” globalizzato, pronto anche a fare l’uso più cinico e spregiudicato di vasti settori dei servizi segreti, ridotti a strumenti di una “sovragestione” pericolosa, che sottomette gli Stati (e i governi eletti) ai disegni di una ristretta oligarchia. «Tutto quel sangue, in Europa, è nato da una rottura all’interno dell’ala reazionaria dell’élite supermassonica», ha ripetuto Carpeoro, in trasmissioni web-streaming come quelle di “Border Nights”.

Chi ha premuto sul tasto del neo-terrorismo interno – è la sua tesi – l’ha fatto per intimidire quegli elementi che, in seno all’oligarchia, si erano mostrati titubanti di fronte alla “linea dura”, quella delle stragi nelle piazze europee. Un allarme ripetuto più volte, nel 2017: «E’ in corso un’escalation, prepariamoci al peggio: in Europa potrebbe verificarsi un maxi-attentato come quello dell’11 Settembre». 

Previsione fortunatamente inesatta: «E’ vero», ammette Carpeoro, «le stragi sono cessate». Ma questo – spiega – dipende dal fatto che, “lassù”, si sono rimessi d’accordo su come agire, a cominciare proprio dalla Francia.
Ieri, all’Eliseo c’era Hollande, un politico da intimidire (come socialista ma anche come supermassone “di sinistra”, esponente della Ur-Lodge progressista “Fraternité Verte”), a capo di un establihment incalzato dal “populismo” di Marine Le Pen. Poi invece le elezioni hanno incoronato Macron, «che a differenza di Hollande – sostiene Carpeoro – è espressione diretta di quei circoli, responsabili della “sovragestione”», fino a ieri anche terroristica, all’occorrenza. E’ lo stesso Macron che, a giorni alterni, fa l’amicone dell’Italia, promettendo a Gentiloni – in cambio di cospicue cessioni di italianità – di difendere il Belpaese dai “cattivi” tedeschi. E’ cronaca: soldati italiani spediti in Niger a far la guardia all’uranio per conto dei francesi, voci sul ridisegno delle acque territoriali a favore dei pescatori francesi, vistosa ascesa del management transalpino nel cuore del “made in Italy”. 

Con Gentiloni e Macron, sostiene Federico Dezzani, l’Italia si auto-declassa al rango di neo-colonia francese, nell’illusione di trovare riparo dal rigore imposto dall’ordoliberismo teutonico. Sta davvero succedendo qualcosa di strano, “lassù”, se un big come Sarkozy finisce sotto interrogatorio in un commissariato di Nanterre? Significa che la famigerata superloggia “Hathor Pentalpha” è in discesa libera, nei piani alti della “sovragestione”? Inutile sperare in spiegazioni esaurienti: il mainstream si limiterà alle fonti giudiziarie sul caso Libiagate, mentre il pubblico assiste alla strana caduta di un ex superpotente come Sarkozy, in una Francia senza più attentati né stragi, dove l’oligarca Jacques Attali ha battezzato il nuovo regno di Macron, l’ex ragazzo prodigio della Banca Rothschild.

https://ningizhzidda.blogspot.it/2018/

venerdì 9 marzo 2018

Un vero governo (qualcosa dimenticato e ignorato da tutti, in campagna elettorale...e anche dopo)

Le elezioni appena concluse hanno decretato la vittoria dei 5Stelle al sud e della Lega al Nord. Nella coalizione di centro-destra non va bene F.I., mentre si rafforza il partito della Meloni. Il Pd è crollato ovunque, anche nelle roccaforti d’antan. Leu ha superato di poco la soglia di sbarramento. Le ali estreme, Casapound e Potere al popolo, praticamente non esistono così come lo spauracchio della contrapposizione fascismo/antifascismo, con il quale i media hanno cercato di rinfocolare ataviche quanto immaginarie diatribe (con lo scopo di instradare gli elettori verso i gruppi dell’establishment).
Né i pentastellati né i centrodestri hanno la maggioranza per dare vita ad un esecutivo stabile. Si aprono i giochi per alleanze che consentano agli uni o agli altri di insediarsi a Palazzo Chigi. A Salvini e soci mancano una cinquantina di deputati ed una trentina di senatori per raggiungere l’obiettivo. Ai grillini molti di più. Quest’ultimi però sono il movimento più votato d’Italia e sembrano avere più chance di farcela orientandosi a sinistra. Renzi vuole impedire che ciò accada perché ha intenzione di farsi un partito personale spaccando il Pd. Ma se quest’ultimo entra nel governo nessuno lo seguirebbe più per cui ha mandato in scena le prime dismissioni-non dimissioni della Storia.
In ogni caso, sia Salvini che Di Maio dovranno scendere a patti con qualcuno annacquando le loro promesse elettorali, se non anche la loro visione politica che già non era un granché.
Il vero nodo della questione è questo: il mondo ha di nuovo il coltello tra i denti, trascinato dall’ondata multipolaristica. Cambiano i rapporti di forza globali. La Russia crea missili imbattibili. La Cina incrementa i propri arsenali. Gli americani non hanno mai smesso di spendere in armi e di migliorarle. Altre potenze regionali si comportano minacciosamente e mostrano i muscoli dove possono o dove ritengono di averne diritto. L’Italia ne sta pagando il prezzo, sia dentro che fuori i confini, indebolendosi su tutti i fronti. Basta una minaccia dei mercati per modificare la politica interna o una nave turca per ridimensionare quella estera.
Al cospetto di questi grandi temi che dicono grillini e leghisti? Di Maio è volato a Washington e si è accomodato con qualche trilaterale mentre Salvini non è andato più in là di critiche all’euro, all’Ue e alla Germania, ora divenute pure più “costruttive”. Il resto dei programmi è fuffa su reddito di cittadinanza, Flat tax e altre misure economicistiche ecc. ecc. che possono lenire ma non risolvere problemi che hanno natura soprattutto extra economica.
Come ha scritto invece Alberto Negri: “La Russia, Erdogan, la guerra in Siria, Cipro, Israele, Egitto, la Libia e l’Eni: un minuto per capire la strategia del gas. Le cose in sostanza stanno così. Se il gas russo va da Erdogan in pratica la Russia aggira l’Ucraina e trasferisce una quota della dipendenza europea da Mosca ad Ankara. Il progetto Tap (gas dell’Azerbiajan all’Italia) va avanti ugualmente perché interessa la Turchia anche se fa concorrenza a Mosca. Ma il gas di Cipro e del Mediterraneo orientale scompagina i piani della Turchia di diventare un hub decisivo del gas per l’Europa. Se poi a questo aggiungiamo il gas di Israele e quello dell’Egitto la posizione strategica turca si indebolisce. Peggio ancora se un giorno il gas iraniano passasse dall’Iran all’Iraq fino ai terminali in Siria: è questo uno dei motivi della guerra per procura anti-iraniana contro Assad da parte di Turchia e monarchie del Golfo. E per finire mettiamoci pure l’Algeria e la Libia già collegate da due gasdotti con l’Italia: ed ecco che si capisce bene perché hanno fatto fuori Gheddafi. L’Italia, con Eni, entra in tutti o quasi i progetti citati e questo evidentemente infastidisce diversi attori regionali e non. Nessuno di questi argomenti strategici per l’Italia è minimamente entrato nella campagna elettorale: non sono difficili da capire li ho sintetizzati qui in 18 righe, ovvero un minuto di lettura”.
E non solo di strategia energetica si tratta ma, soprattutto, di ricollocazione geopolitica dell’Italia e dell’Europa in un contesto in profonda trasformazione. Su questo i nostri cosiddetti populisti nulla hanno detto e nulla hanno da dire. Non c’è speranza. Questi signori non hanno capito il vero spirito dei tempi, per questo sono già perdenti e non potranno fare meglio (ma nemmeno peggio, credo) di chi li ha preceduti. Tuttavia, essere meglio di chi li ha preceduti non basterà a risollevare il Paese. Non fare male o fare bene non basta più, qui occorre fare qualcosa di grandioso e innovativo, revisionando il passato per costruire il futuro, guardandosi intorno dove siamo circondati da lupi.
fonte http://www.conflittiestrategie.it/un-vero-governo

mercoledì 26 luglio 2017

Guardare e andare nella direzione

E' possibile che non ci si renda conto che , seppure è vero che c'è il problema dei migranti, ciò che conta sono i problemi degli italiani? Sembra di rivedere il film che abbiamo vissuto a partire dall'11 settembre 2001, con degli spin off che si sono susseguiti negli anni, fino appunto all'invasione dei migranti nella nostra nazione. Infatti , in quel film si vede chiaramente come la maggior parte di noi fosse intenta ad analizzare, dedicandosi anima e corpo , alle vicende delle torri gemelle, di Saddam e Al Qaeda , di Bin Laden e Arafat, fino a Gheddafi e Putin: ma , come si diceva una volta, e a quelli di casa non ci pensate mai? A parte il caso di Berlusconi e di Grillo, persone inaffidabili secondo me e che ,se critico ne critico l'operato e le idee, dei problemi nostri, di chi deve girare 20 e più uffici per aprire un'attività, di chi aspetta anni per sapere se ha passato un concorso oppure no, di chi vede riaprirsi graduatorie dove era in testa per scoprire, una volta riaperte che è in coda o a metà, ecco che di ciò non importava a nessuno. Ora sappiamo che non importava niente, perché come si diceva una volta "la cosa non mi tange": in quegli anni stavo non benissimo ma discretamente, poi a partire dal 2011, con l'arrivo di Monti e compagni, ho iniziato a preoccuparmi.

sabato 1 luglio 2017

Domanda da aggiungere al post precedente

Consideriamo che non si facciano più attraccare le numerose navi nei porti italiani e , visto che ci siamo, il pattugliamento della guardia costiera sarà così efficiente ed efficace che nelle coste sarde, ad esempio, non arriveranno più gommoni o barche di solito algerine, fatte calare da navi che stanno vicine alle coste nostrane. A ciò aggiungiamo, siccome siamo buoni e non carogne, che ci impegniamo a fare ciò che avevamo promesso e in parte fatto con Gheddafi, e cioè daremo del denaro per fermare gli immigrati: ma andiamo oltre, e aiuteremo gli africani in Africa. Ed ecco la domanda sorge spontanea: non è che facciamo un bis come con la Tunisia ma di proporzioni maggiori? Perché la storia dell'olio alcuni se la sono già dimenticata, al pari dei carciofi egiziani, del latte dello Zimbabwe , e si potrebbe arrivare e ricollegare il tutto a un invito, se mai ce ne fosse ancora bisogno, a delocalizzare. Perché i presupposti, a questo punto, ci sarebbero tutti: insegnare a fare impresa, trasferire tecnologia vendendola , di fatto, ai paesi africani e guadagnandoci, solo per quel momento, due volte; a ciò si può aggiungere l'inserimento, vero e proprio, dei prodotti nel mercato, cosa che potrebbe essere vincente, visto i costi e ,di certo, un discorso etico, fatto di buonismo, di equità. Ecco perché ci andrei cauto con "aiutiamoli a casa loro": in che modo? Creando dei concorrenti? Che poi ci faranno il mazzo?
Senza voler tralasciare chi continua a prodigarsi per far arrivare altri profughi, anzi clandestini, a cercare di ottimizzare il tutto con acquisti di strutture per ospitare, dietro compenso, i migranti: ieri a Cagliari, volevano impedire una manifestazione che parlava o voleva parlare anche di questo problema. E meno male che siamo in democrazia e ci si dovrebbe poter esprimere.

venerdì 27 gennaio 2017

Non è questo il problema

Quando nel lontano 2004 e negli anni seguenti, scrivevo che il problema di base era la riduzione del potere di acquisto, gli altri ignoravano e snobbavano i miei post e i miei commenti, i richiami che cercavo di far presenti: erano tutti presi da altre questioni, dall'11 settembre Saddam Bin Laden, la morte di Arafat e poi, dulcis in fundo Gheddafi , la Siria e , dimenticavo Israele e l'Iran , fino ai giorni recenti dove al terrorismo e agli immigrati è stato sostituito il terremoto e i terremotati.
Ed è un vero peccato che se avessero letto i miei post , avrebbero visto che tra le cose che indicavo c'era proprio il monitoraggio e la messa in sicurezza del territorio: cosa che probabilmente avrebbe potuto ridurre ,se non il numero dei morti, forse limitato i danni e permesso, forse, di rientrare nelle proprie case e nelle proprie aziende.
Quindi, giusto per chiarire, che non ce l'ho con i terremotati o, con gli alluvionati della mia regione, perché chiedono aiuto e interventi statali: ce l'ho con chi se ne è sbattuto i coglioni non dico dei miei post, che fanno pure cagare, ma il territorio italiano aveva e ha problemi, e io te l'ho fatto presente.
Facendoti anche notare che intervenendo si sarebbero creati numerosi posti di lavoro: così come se si facesse l'inventario dei beni artistici, si permettesse di visitare i musei e i luoghi di interesse storico e artistico.
Ma per alcuni non è questo il problema. Allora quale sarebbe?
Fa rabbia che si parli della Cina, di Trump, del protezionismo: ebbene, ripresi a suo tempo alcune osservazioni di Blondet che, pure lui ieri o l'altro ieri ha riportato ,almeno in parte quando faceva presente che i cinesi, e non solo loro, ti fanno aprire un'azienda nel loro paese e poi ti rubano i brevetti: dimentica di ricordare che questo era successo a un'azienda tedesca. 
Mi sarebbe piaciuto che lo avesse ricordato, come avrebbe potuto ricordare che Prodi disse che la Sardegna non era una zona adatta per la produzione di materiale informatico: eppure la nostra isola è al centro del Mediterraneo e ha avuto anche aziende mai aperte e che hanno ricevuto pure i soldi per operare.
Queste affermazioni di Prodi sono state fatte ,salvo errore , nel 2006, e riportate da un quotidiano locale.
Comunque, si parla e ci si confronta in un deserto di idee e di proposte: è meglio ognuno per sé e Dio per tutti.

venerdì 27 luglio 2012

Nazareno Gabrielli Unicredit

Articolo,anche questo datato ma ,secondo me, illuminante: pensiamo solo a quanti nomi storici non ci sono più , pensiamo a quando abbiamo letto o sentito delle difficoltà in cui versavano e poi...più niente, non ne abbiamo più saputo nulla: se Castello o De Tomaso sono casi più o meno recenti, andiamo indietro negli anni e scopriremo che la colpa, alla fine è delle banche e di chi (pur pagato)non è capace di tutelare un'azienda. 
DI ROBERTO SCORCELLA
ilribelle.com

Non solo i grandi colossi del credito hanno
avuto (e hanno) condotte quanto meno criminali. Stavolta molto di strano c’è
anche da “noi”.
Ecco la storia di Unicredit e Nazareno Gabrielli

mercoledì 2 maggio 2012

IL TESTAMENTO DI MUAMMAR GHEDDAFI

IL TESTAMENTO DI MUAMMAR GHEDDAFI
Joe Fallisi, voce
registrazione di Mario Ancora presso la Taricata Records di San Vito dei Normanni
25 aprile 2012

Nel nome di Allah, il misericordioso, il benefattore.

Per 40 anni, o forse di più, ho fatto tutto quello che ho potuto per dare al popolo case, ospedali, scuole.
E quando avevano fame, gli ho dato cibo. Ho trasformato Bengasi da un deserto in terra fertile, ho resistito agli attacchi del cowboy Reagan quando, tentando di uccidermi, ha ucciso un'orfana, mia figlia adottiva, una povera bambina innocente.
Ho aiutato i miei fratelli e le mie sorelle africani con denaro per l'Unione Africana. Ho fatto di tutto per aiutare il popolo a comprendere il concetto di vera democrazia, nella quale i comitati popolari governano il nostro paese.