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lunedì 29 aprile 2019

Cina. 130 milioni hanno viaggiato all’estero.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-04-29.

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How Chinese tourists are changing the world

«135 million travellers a year, spending US$261 billion – numbers that will soon be smashed: Chinese tourists are having a huge impact on destinations everywhere, which welcome the money they pay but not always their ways»

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«While much public discourse in the U.S. focuses on things like steel prices and cheap manufactured goods, the really dominant theme in Chinese economics is the power of consumer spending and services»

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«According to the United Nations World Tourism Organization, Chinese outbound tourism expenditure grew to $261 billion in 2016 (21 percent of the world market), an increase of 12 percent from 2015 and 11 times of the amount spent a decade earlier.»

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Ricapitoliamo.

135 milioni di cinesi si sono mossi all’estero per turismo, spendendo 261 miliardi di dollari americani. La spesa media è di 1,933 dollari a testa. Una famiglia di padre, madre e due figli ha speso 7,733 Usd.

domenica 1 aprile 2018

Zitti zitti ... Nonostante le ridicole smentite di Rigotti e il vergognoso plauso di Pigliaru: stanno svuotando Olbia e la Sardegna

“ Altri trenta tecnici di Meridiana di base a Olbia verranno deportati entro il mese prossimo a Malpensa. Continua inesorabile l'opera di svuotamento di Olbia e della Sardegna da parte di un management palesemente anti Sardegna. La decisione è stata già comunicata ai sindacati nel corso di un vertice con l'azienda per cercare di capire la concretezza del piano industriale che ha decretato la morte di Meridiana a favore di Air Italy. Il primo atto è quello del trasferimento senza troppi preamboli di 30 tecnici da Olbia a Malpensa. Un atto unilaterale che conferma lo smaltellamento della base di Olbia, sempre più marginale nei piani di Air Italy.
Nonostante le ridicole smentite e le complicità della regione su questa vicenda si registrano sempre di più fatti che confermano la mia denuncia di 5 mesi fa. A novembre dello scorso anno denunciai, con il silenzio complice di molti, che Meridiana sarebbe stata svuotata e che Olbia e la Sardegna sarebbero rimaste solo un contenitore marginale e periferico. Si levarono smentite ridicole e cialtronesche di pseudo manager e la stessa giunta regionale balbettò qualche silenziosa parola di non preoccupazione. Il risultato reale si tocca con mano in queste ore: a conferma di quanto avevo già denunciato 5 mesi fa il management ha deciso che trenta lavoratori verranno sdradicati da Olbia e spediti nel nord italia. E' il primo concreto dell'opera di deportazione e svuotamento di Olbia sempre meno base operativa e sempre più marginale nei piani di questi signori. La regione tace e queste azioni vengono tenute segrete, o sfacciatamente smentite per non disturbare i manovratori. Con questi atti si sta smontando una potenziale miniera per lo sviluppo turistico e pseudo politica e governo esultano o tacciono. I lavoratori costretti a lasciare la propria terra e mollare tutto per inseguire le nefaste dinamiche di chi persegue interessi distinti e distanti dalla Sardegna. E ancora una volta il silenzio regna sovrano da parte di certa politica complice di questo ennesimo misfatto ai danni della Sardegna".
Lo ha denunciato poco fa il leader di Unidos Mauro Pili contestando duramente un piano industriale che cancella sostanzialmente la Sardegna. Pili cinque mesi fa aveva denunciato quello che stava accadendo nella compagnia aerea e il presidente della compagnia aveva smentito ciò che, invece, è stato confermato dai fatti.
"Un piano industriale che parla di investimenti e occupazione solo con riferimento a Malpensa e conferma solo nominalmente Olbia come quartiere generale. Un contentino per gli stolti che si lasciano ingannare da affermazioni destituite di ogni contenuto visto che anche gli stolti capiscono che se tutti gli aerei e tutto il personale saranno a Malpensa difficilmente il quartier generale possa essere a 600 km di distanza. Per quanto mi riguarda – conclude Pili - ribadisco un concetto: la Sardegna aveva e ha tutti i numeri per restare hub internazionale. Il Ministro dei trasporti che si conferma nemico giurato della Sardegna ha lavorato in senso opposto con la complicità di Pigliaru e compagni provocando la gioia del sindaco di Milano. Tutto questo è uno scippo gravissimo ai danni della Sardegna che va denunciato senza se e senza ma. Il resto è complicità a buon mercato”.
http://www.unidos.io/pili-air-italy-30-lavoratori-meridiana-deportati-in-lombardia/

venerdì 9 marzo 2018

Un vero governo (qualcosa dimenticato e ignorato da tutti, in campagna elettorale...e anche dopo)

Le elezioni appena concluse hanno decretato la vittoria dei 5Stelle al sud e della Lega al Nord. Nella coalizione di centro-destra non va bene F.I., mentre si rafforza il partito della Meloni. Il Pd è crollato ovunque, anche nelle roccaforti d’antan. Leu ha superato di poco la soglia di sbarramento. Le ali estreme, Casapound e Potere al popolo, praticamente non esistono così come lo spauracchio della contrapposizione fascismo/antifascismo, con il quale i media hanno cercato di rinfocolare ataviche quanto immaginarie diatribe (con lo scopo di instradare gli elettori verso i gruppi dell’establishment).
Né i pentastellati né i centrodestri hanno la maggioranza per dare vita ad un esecutivo stabile. Si aprono i giochi per alleanze che consentano agli uni o agli altri di insediarsi a Palazzo Chigi. A Salvini e soci mancano una cinquantina di deputati ed una trentina di senatori per raggiungere l’obiettivo. Ai grillini molti di più. Quest’ultimi però sono il movimento più votato d’Italia e sembrano avere più chance di farcela orientandosi a sinistra. Renzi vuole impedire che ciò accada perché ha intenzione di farsi un partito personale spaccando il Pd. Ma se quest’ultimo entra nel governo nessuno lo seguirebbe più per cui ha mandato in scena le prime dismissioni-non dimissioni della Storia.
In ogni caso, sia Salvini che Di Maio dovranno scendere a patti con qualcuno annacquando le loro promesse elettorali, se non anche la loro visione politica che già non era un granché.
Il vero nodo della questione è questo: il mondo ha di nuovo il coltello tra i denti, trascinato dall’ondata multipolaristica. Cambiano i rapporti di forza globali. La Russia crea missili imbattibili. La Cina incrementa i propri arsenali. Gli americani non hanno mai smesso di spendere in armi e di migliorarle. Altre potenze regionali si comportano minacciosamente e mostrano i muscoli dove possono o dove ritengono di averne diritto. L’Italia ne sta pagando il prezzo, sia dentro che fuori i confini, indebolendosi su tutti i fronti. Basta una minaccia dei mercati per modificare la politica interna o una nave turca per ridimensionare quella estera.
Al cospetto di questi grandi temi che dicono grillini e leghisti? Di Maio è volato a Washington e si è accomodato con qualche trilaterale mentre Salvini non è andato più in là di critiche all’euro, all’Ue e alla Germania, ora divenute pure più “costruttive”. Il resto dei programmi è fuffa su reddito di cittadinanza, Flat tax e altre misure economicistiche ecc. ecc. che possono lenire ma non risolvere problemi che hanno natura soprattutto extra economica.
Come ha scritto invece Alberto Negri: “La Russia, Erdogan, la guerra in Siria, Cipro, Israele, Egitto, la Libia e l’Eni: un minuto per capire la strategia del gas. Le cose in sostanza stanno così. Se il gas russo va da Erdogan in pratica la Russia aggira l’Ucraina e trasferisce una quota della dipendenza europea da Mosca ad Ankara. Il progetto Tap (gas dell’Azerbiajan all’Italia) va avanti ugualmente perché interessa la Turchia anche se fa concorrenza a Mosca. Ma il gas di Cipro e del Mediterraneo orientale scompagina i piani della Turchia di diventare un hub decisivo del gas per l’Europa. Se poi a questo aggiungiamo il gas di Israele e quello dell’Egitto la posizione strategica turca si indebolisce. Peggio ancora se un giorno il gas iraniano passasse dall’Iran all’Iraq fino ai terminali in Siria: è questo uno dei motivi della guerra per procura anti-iraniana contro Assad da parte di Turchia e monarchie del Golfo. E per finire mettiamoci pure l’Algeria e la Libia già collegate da due gasdotti con l’Italia: ed ecco che si capisce bene perché hanno fatto fuori Gheddafi. L’Italia, con Eni, entra in tutti o quasi i progetti citati e questo evidentemente infastidisce diversi attori regionali e non. Nessuno di questi argomenti strategici per l’Italia è minimamente entrato nella campagna elettorale: non sono difficili da capire li ho sintetizzati qui in 18 righe, ovvero un minuto di lettura”.
E non solo di strategia energetica si tratta ma, soprattutto, di ricollocazione geopolitica dell’Italia e dell’Europa in un contesto in profonda trasformazione. Su questo i nostri cosiddetti populisti nulla hanno detto e nulla hanno da dire. Non c’è speranza. Questi signori non hanno capito il vero spirito dei tempi, per questo sono già perdenti e non potranno fare meglio (ma nemmeno peggio, credo) di chi li ha preceduti. Tuttavia, essere meglio di chi li ha preceduti non basterà a risollevare il Paese. Non fare male o fare bene non basta più, qui occorre fare qualcosa di grandioso e innovativo, revisionando il passato per costruire il futuro, guardandosi intorno dove siamo circondati da lupi.
fonte http://www.conflittiestrategie.it/un-vero-governo

giovedì 5 ottobre 2017

Qualcuno ci pensa ...

Borghezio: "Sardegna nuovo hub dei clandestini"

"La Sardegna rischia di diventare il nuovo hub degli immigrati clandestini".
A lanciare l'allarme è l'eurodeputato Mario Borghezio.
"Mentre per certa stampa - dichiara il politico della Lega - l'emergenza sbarchi parrebbe essersi fermata dopo gli ambigui accordi tra il governo italiano e le milizie libiche, in realtà fin da questa estate stiamo assistendo a un aumento esponenziale degli sbarchi in Sardegna".
"Eravamo stati facili e inascoltati profeti - continua Borghezio - quando avevamo posto l'accento sugli sbarchi fantasma in arrivo da una nuova e insidiosa rotta: quella che transita dall'Algeria o dalla Tunisia verso Sicilia occidentale e Sardegna, dove solo nelle ultime due settimane sono sbarcate diverse centinaia di clandestini".
Poi rincara la dose, l'europarlamentare, scagliandosi contro le istituzioni: "Siamo sbalorditi nel vedere che le autorità, anziché potenziare i controlli e gli accordi bilaterali con gli altri Paesi del Mediterraneo, perseverano nel gestire la situazione con le solite inefficaci politiche di saturazione del territorio, come dimostra il bando della Prefettura di Cagliari per l'affidamento dei servizi d'accoglienza ai richiedenti asilo, che prevede altri 3500 arrivi per una spesa di ben 100 milioni di euro irresponsabilmente sottrati al sostegno di molte pressanti necessità dei cittadini dell'Isola".
(Redazione Online/L)
fonte unionesarda.it http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2017/10/05/l_allarme_di_borghezio_sardegna_nuovo_hub_dei_clandestini-68-652083.html