Quante volte avete visto Montalbano o Walker Texas Ranger o prima ancora Derrick? Certo che , nonostante tutto, preferisco ancora vedermi questi programmi che sorbirmi Piazza Pulita. In politica , però, le cose cambiano, dato che come scrivevo anche ieri qui sul blog e in altri siti, sentire chi governa evidenziare alcuni temi e indicare alcuni problemi che la nazione deve affrontare e risolvere, ben sapendo che non sono quelli i veri ostacoli da superare, fa rabbia sopratutto per chi ha votato Lega e 5 Stelle. Non puoi dirmi che non c'è lavoro per colpa degli immigrati: semmai mi dovresti dire che è vero che i migranti accettano di essere pagati poco e male, ma che gli italiani non vanno più a lavorare in fabbrica perché gli industriali hanno delocalizzato e si sono
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venerdì 17 maggio 2019
Film e telefilm già visti
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mercoledì 30 gennaio 2019
E nel frattempo?
Quando una persona non riesce (i motivi li vedremo più avanti nel post) a onorare un impegno preso , che cosa fa? Di solito sposta, più avanti, il suo mantenimento. Tipico, a memoria del mio vissuto personale, di chi ti dice "ci sentiamo lunedì , così poi passi e ti saldo il tutto": salvo poi, lunedì sentirsi dire di richiamare mercoledì o a fine settimana. E così via fino ad allungare i tempi, a dilatarli di mesi e mesi. Questo esempio si adatta alla nostra situazione politica, sia nazionale che locale: si era partiti dal voler mandare a casa Gentiloni e il PD, e al non volere FI, ma sopratutto si parlava di euro e di Europa entrambi da cambiare. Invece? Adesso si parla delle elezioni di maggio, e ci spostiamo di 4 mesi, e per quanto si doveva e poteva fare, ecco pronte le priorità e gli imprevisti: un po' come il papà che , non avendo tutti i soldi in tasca, ma essendosi impegnato a comprare un giocattolo o una pizza al taglio al proprio figlio, ecco che dice "peccato, si è fatto tardi e ormai è chiuso". Vedrò domani o dopo di accontentarti. Psicologicamente Fromm o Carotenuto
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martedì 22 gennaio 2019
Perché in Sardegna,ha vinto il PD
Purtroppo, e non lo sto dicendo solo oggi o in riferimento alle elezioni di domenica scorsa, manca la consapevolezza che bisogna scendere in strada e parlare e confrontarsi con i cittadini. La regione è in situazione penosa: a fronte di realtà che se la cavano, almeno perché hanno i marciapiedi puliti e con la pavimentazione a posto, è sufficiente vedere che cos'è Cagliari, come è ridotta la viabilità con la maledizione delle Ztl e delle piste ciclabili o delle prossime aree pedonali che andranno a sommarsi a quelle esistenti, distruggendo definitivamente o quasi il
sabato 21 luglio 2018
La solita mancanza di preparazione
Ammettiamo pure che chi ora è al governo ci sia perché ha avuto culo. Proprio per questo motivo la cosa più importante da fare, adesso, è saper rispondere alle domande dei cittadini, dei giornalisti , ed essere in grado di affrontare i politici e coloro di parte avversa. Per fare ciò è indispensabile studiare, conoscere, capire, e sopratutto non rispondere né con slogan né con frasi fatte. Quindi chi è stato apostrofato con termini come fascista o populista, sa bene che è inutile rispondere in maniera analoga: e proprio perché ci sono i mezzi per cambiare e dimostrare con i fatti chi si è veramente, che è bene non scendere ai livelli degli insulti gratuiti. Se mettiamo da parte queste battaglie da stadio, cui immagino neppure chi ne fa parte ci crede veramente, siamo al punto in cui è indispensabile aver studiato ed essere preparati, saper rispondere con competenza e in modo che anche chi segue o legge gli interventi, comprenda, e si convinca che non sono parole vuote o slogan. La conferma che bisogna mettere il culo sulla sedia e informarsi
lunedì 28 maggio 2018
E' giunta l'ora, il momento è opportuno
Quanto è accaduto ieri, cioè cosa ha fatto il Presidente Mattarella, non è accettabile. Però, come direbbero due protagonisti di tanti film come Bud Spencer e Terence Hill, lo ha fatto, anzi aggiungo io, lo hanno fatto. Perché , è inutile girarci intorno lui, Mattarella, non mi pare abbia il carisma e le qualità da poter essere il nuovo "Grande Vecchio", o se ha quelle qualità le camuffa bene per restare,appunto, in opportuna ombra. Ora mi sembra chiaro che bisogna ritornare a parlare di calcio e di film, di vacanze e di auto, ma anche infilare ,nelle nostre conversazioni, i temi che ci stavano a cuore: far riflettere un amico o un parente, mentre prendiamo un caffè al bar o durante un pranzo domenicale, sappiate che non ha prezzo. Lì non ci sono i leccapiedi o leccaculo dei talk show, i giornalisti venduti che non si fanno mai domande e ripetono quanto è riportato nelle veline: lì ci siamo solo noi e i nostri conoscenti, o persone incontrate solo quel giorno, e se abbiamo un minimo di infarinatura o ancor meglio abbiamo "studiato" e siamo informati, ecco che potremo fare la differenza e "portare voti non certo al PD o a FI". Ma per farlo bisogna essere preparati, conoscere i problemi e avere delle soluzioni da proporre e suggerire, ma sopratutto saper rispondere a chi ,magari, ti dice "sì, però se non ci sono più i piddini a dirigere la ASL o l'Ente regionale X i nostri contratti non verranno rinnovati". Non dobbiamo girarci troppo intorno, perché queste sono le cose di cui la gente parla e di cui ha timore. Certo questo bell'imbusto di Cottarelli è uno che vuole tagliare posti di lavoro, che per quelli come lui sono solo sprechi, e così dimostrare che fa risparmiare. Oltre ai nostri studi in materia è opportuno che altri, ben più preparati e disponibili (nel senso che hanno una migliore apertura mentale e...sono più intelligenti di me) si mettano di buzzo buono e forniscano agli interessati tutto lo scibile che serve: da una versione base, non fatta di slogan ma sintetica, fino ad una decisamente più ampia seppure non dispersiva. Tutto questo è indispensabile per chi vuole diffondere l'informazione più esatta ed efficace per cambiare il Paese, per chi, non dico come i Testimoni di Geova o i Mormoni, durante una conversazione da bar si infila e cerca di indirizzare gli argomenti verso tematiche che "ha studiato e imparato". Mi piacerebbe che ci fossero dei forum, dei gruppi di incontro anche se virtuali o entrambi, qualcosa che prenda il meglio dai meet up ai circoli dei partiti di buona memoria. Solo così si potrà, almeno credo, avere non solo una conferma ma un incremento dei risultati ottenuti nelle elezioni del 4 marzo scorso. In tutto questo casino, che è poi un attacco studiato nei dettagli , è bene che chi può, cioè i vertici di Lega e 5 Stelle e di chi è contro, cominci a cercare consensi da parte di esperti, di gente che conosce la materia, così da non solo non essere colti impreparati ma anzi sciorinare le informazioni, sempre in un linguaggio che sia comprensibile dai più, e "smerdare" i vari intervistatori e conduttori di talk show. Mi dispiace dovermi ripetere ma , a meno che voi non siate dei mandarini o di quelli che portano a casa ,al sicuro perché con dei bei contratti a tempo indeterminato, dai 5 ai 10 mila euro al mese, sarebbe saggio cominciare a schierarvi dalla parte dei turlupinati , degli umiliati e offesi, di quelli che , secondo i giornalisti gioiosi, avrebbero perso. Fintanto che non ci sarà gente in condizione di affermare,con la dovuta calma e flemma, che le politiche di Monti e dei suoi successori, erano e sono risultati non solo sbagliate ma dannose, e che occorre svegliare il consumo interno (e per merci non da discount), si rimarrà indietro, anzi si verrà scalciati, si diventerà marginali. Se sarà necessario si dovrà scendere in piazza e protestare , senza farsi fottere da chi cercherà la rissa, le botte, le devastazioni in stile anni 70 o black block o attraverso i soliti infiltrati sabotatori dall'interno: tanto che hanno le spie e che vi siano doppi giochisti è risaputo, e per avere conferma è sufficiente riascoltare interviste di ex ministri degli interni, anche se oggi le tecniche sono più raffinate e subdole. Sì, stiamo aspettando che aprano gli armadi per mostrarci gli scheletri : ma siccome lo sappiamo, non dobbiamo avere paura .
ps.: sabato sera hanno ritrasmesso "Piedone a Hong Kong ", e nella scena in cui c'è una riunione con le forze di polizia ed è presente anch un funzionario dell'antidroga degli Usa, Piedone dice qualcosa che suona pressapoco così: "finché ci comporteremo e agiremo così, questi (gli Usa) ci continueranno a trattare come una colonia" . nb: eravamo nel 1975, quanti anni sono passati? E che cosa è cambiato?
ps.: sabato sera hanno ritrasmesso "Piedone a Hong Kong ", e nella scena in cui c'è una riunione con le forze di polizia ed è presente anch un funzionario dell'antidroga degli Usa, Piedone dice qualcosa che suona pressapoco così: "finché ci comporteremo e agiremo così, questi (gli Usa) ci continueranno a trattare come una colonia" . nb: eravamo nel 1975, quanti anni sono passati? E che cosa è cambiato?
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venerdì 9 marzo 2018
Un vero governo (qualcosa dimenticato e ignorato da tutti, in campagna elettorale...e anche dopo)
Le elezioni appena concluse hanno decretato la vittoria dei 5Stelle al sud e della Lega al Nord. Nella coalizione di centro-destra non va bene F.I., mentre si rafforza il partito della Meloni. Il Pd è crollato ovunque, anche nelle roccaforti d’antan. Leu ha superato di poco la soglia di sbarramento. Le ali estreme, Casapound e Potere al popolo, praticamente non esistono così come lo spauracchio della contrapposizione fascismo/antifascismo, con il quale i media hanno cercato di rinfocolare ataviche quanto immaginarie diatribe (con lo scopo di instradare gli elettori verso i gruppi dell’establishment).
Né i pentastellati né i centrodestri hanno la maggioranza per dare vita ad un esecutivo stabile. Si aprono i giochi per alleanze che consentano agli uni o agli altri di insediarsi a Palazzo Chigi. A Salvini e soci mancano una cinquantina di deputati ed una trentina di senatori per raggiungere l’obiettivo. Ai grillini molti di più. Quest’ultimi però sono il movimento più votato d’Italia e sembrano avere più chance di farcela orientandosi a sinistra. Renzi vuole impedire che ciò accada perché ha intenzione di farsi un partito personale spaccando il Pd. Ma se quest’ultimo entra nel governo nessuno lo seguirebbe più per cui ha mandato in scena le prime dismissioni-non dimissioni della Storia.
In ogni caso, sia Salvini che Di Maio dovranno scendere a patti con qualcuno annacquando le loro promesse elettorali, se non anche la loro visione politica che già non era un granché.
Il vero nodo della questione è questo: il mondo ha di nuovo il coltello tra i denti, trascinato dall’ondata multipolaristica. Cambiano i rapporti di forza globali. La Russia crea missili imbattibili. La Cina incrementa i propri arsenali. Gli americani non hanno mai smesso di spendere in armi e di migliorarle. Altre potenze regionali si comportano minacciosamente e mostrano i muscoli dove possono o dove ritengono di averne diritto. L’Italia ne sta pagando il prezzo, sia dentro che fuori i confini, indebolendosi su tutti i fronti. Basta una minaccia dei mercati per modificare la politica interna o una nave turca per ridimensionare quella estera.
Al cospetto di questi grandi temi che dicono grillini e leghisti? Di Maio è volato a Washington e si è accomodato con qualche trilaterale mentre Salvini non è andato più in là di critiche all’euro, all’Ue e alla Germania, ora divenute pure più “costruttive”. Il resto dei programmi è fuffa su reddito di cittadinanza, Flat tax e altre misure economicistiche ecc. ecc. che possono lenire ma non risolvere problemi che hanno natura soprattutto extra economica.
Come ha scritto invece Alberto Negri: “La Russia, Erdogan, la guerra in Siria, Cipro, Israele, Egitto, la Libia e l’Eni: un minuto per capire la strategia del gas. Le cose in sostanza stanno così. Se il gas russo va da Erdogan in pratica la Russia aggira l’Ucraina e trasferisce una quota della dipendenza europea da Mosca ad Ankara. Il progetto Tap (gas dell’Azerbiajan all’Italia) va avanti ugualmente perché interessa la Turchia anche se fa concorrenza a Mosca. Ma il gas di Cipro e del Mediterraneo orientale scompagina i piani della Turchia di diventare un hub decisivo del gas per l’Europa. Se poi a questo aggiungiamo il gas di Israele e quello dell’Egitto la posizione strategica turca si indebolisce. Peggio ancora se un giorno il gas iraniano passasse dall’Iran all’Iraq fino ai terminali in Siria: è questo uno dei motivi della guerra per procura anti-iraniana contro Assad da parte di Turchia e monarchie del Golfo. E per finire mettiamoci pure l’Algeria e la Libia già collegate da due gasdotti con l’Italia: ed ecco che si capisce bene perché hanno fatto fuori Gheddafi. L’Italia, con Eni, entra in tutti o quasi i progetti citati e questo evidentemente infastidisce diversi attori regionali e non. Nessuno di questi argomenti strategici per l’Italia è minimamente entrato nella campagna elettorale: non sono difficili da capire li ho sintetizzati qui in 18 righe, ovvero un minuto di lettura”.
E non solo di strategia energetica si tratta ma, soprattutto, di ricollocazione geopolitica dell’Italia e dell’Europa in un contesto in profonda trasformazione. Su questo i nostri cosiddetti populisti nulla hanno detto e nulla hanno da dire. Non c’è speranza. Questi signori non hanno capito il vero spirito dei tempi, per questo sono già perdenti e non potranno fare meglio (ma nemmeno peggio, credo) di chi li ha preceduti. Tuttavia, essere meglio di chi li ha preceduti non basterà a risollevare il Paese. Non fare male o fare bene non basta più, qui occorre fare qualcosa di grandioso e innovativo, revisionando il passato per costruire il futuro, guardandosi intorno dove siamo circondati da lupi.
fonte http://www.conflittiestrategie.it/un-vero-governo
Né i pentastellati né i centrodestri hanno la maggioranza per dare vita ad un esecutivo stabile. Si aprono i giochi per alleanze che consentano agli uni o agli altri di insediarsi a Palazzo Chigi. A Salvini e soci mancano una cinquantina di deputati ed una trentina di senatori per raggiungere l’obiettivo. Ai grillini molti di più. Quest’ultimi però sono il movimento più votato d’Italia e sembrano avere più chance di farcela orientandosi a sinistra. Renzi vuole impedire che ciò accada perché ha intenzione di farsi un partito personale spaccando il Pd. Ma se quest’ultimo entra nel governo nessuno lo seguirebbe più per cui ha mandato in scena le prime dismissioni-non dimissioni della Storia.
In ogni caso, sia Salvini che Di Maio dovranno scendere a patti con qualcuno annacquando le loro promesse elettorali, se non anche la loro visione politica che già non era un granché.
Il vero nodo della questione è questo: il mondo ha di nuovo il coltello tra i denti, trascinato dall’ondata multipolaristica. Cambiano i rapporti di forza globali. La Russia crea missili imbattibili. La Cina incrementa i propri arsenali. Gli americani non hanno mai smesso di spendere in armi e di migliorarle. Altre potenze regionali si comportano minacciosamente e mostrano i muscoli dove possono o dove ritengono di averne diritto. L’Italia ne sta pagando il prezzo, sia dentro che fuori i confini, indebolendosi su tutti i fronti. Basta una minaccia dei mercati per modificare la politica interna o una nave turca per ridimensionare quella estera.
Al cospetto di questi grandi temi che dicono grillini e leghisti? Di Maio è volato a Washington e si è accomodato con qualche trilaterale mentre Salvini non è andato più in là di critiche all’euro, all’Ue e alla Germania, ora divenute pure più “costruttive”. Il resto dei programmi è fuffa su reddito di cittadinanza, Flat tax e altre misure economicistiche ecc. ecc. che possono lenire ma non risolvere problemi che hanno natura soprattutto extra economica.
Come ha scritto invece Alberto Negri: “La Russia, Erdogan, la guerra in Siria, Cipro, Israele, Egitto, la Libia e l’Eni: un minuto per capire la strategia del gas. Le cose in sostanza stanno così. Se il gas russo va da Erdogan in pratica la Russia aggira l’Ucraina e trasferisce una quota della dipendenza europea da Mosca ad Ankara. Il progetto Tap (gas dell’Azerbiajan all’Italia) va avanti ugualmente perché interessa la Turchia anche se fa concorrenza a Mosca. Ma il gas di Cipro e del Mediterraneo orientale scompagina i piani della Turchia di diventare un hub decisivo del gas per l’Europa. Se poi a questo aggiungiamo il gas di Israele e quello dell’Egitto la posizione strategica turca si indebolisce. Peggio ancora se un giorno il gas iraniano passasse dall’Iran all’Iraq fino ai terminali in Siria: è questo uno dei motivi della guerra per procura anti-iraniana contro Assad da parte di Turchia e monarchie del Golfo. E per finire mettiamoci pure l’Algeria e la Libia già collegate da due gasdotti con l’Italia: ed ecco che si capisce bene perché hanno fatto fuori Gheddafi. L’Italia, con Eni, entra in tutti o quasi i progetti citati e questo evidentemente infastidisce diversi attori regionali e non. Nessuno di questi argomenti strategici per l’Italia è minimamente entrato nella campagna elettorale: non sono difficili da capire li ho sintetizzati qui in 18 righe, ovvero un minuto di lettura”.
E non solo di strategia energetica si tratta ma, soprattutto, di ricollocazione geopolitica dell’Italia e dell’Europa in un contesto in profonda trasformazione. Su questo i nostri cosiddetti populisti nulla hanno detto e nulla hanno da dire. Non c’è speranza. Questi signori non hanno capito il vero spirito dei tempi, per questo sono già perdenti e non potranno fare meglio (ma nemmeno peggio, credo) di chi li ha preceduti. Tuttavia, essere meglio di chi li ha preceduti non basterà a risollevare il Paese. Non fare male o fare bene non basta più, qui occorre fare qualcosa di grandioso e innovativo, revisionando il passato per costruire il futuro, guardandosi intorno dove siamo circondati da lupi.
fonte http://www.conflittiestrategie.it/un-vero-governo
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